Redazione

Da oggi sui canali ufficiali social della Polizia di Stato, su whatsapp e sul web il nuovo spot contro il fenomeno, particolarmente diffuso durante l’estate, dell’abbandono degli animali domestici. 
Una condotta che, oltre a costituire un reato, rappresenta un vero e proprio tradimento per “gli amici animali”. Inoltre, l’abbandono può mettere in serio pericolo sia l’animale sia coloro che si mettono alla guida . 
Nello spot, realizzato dalla Polizia di Stato,  si vede una poliziotta che, terminata la sua giornata lavorativa, ritorna a casa, prepara la valigia e, finalmente, parte in vacanza con la sua Joy. 
#L’amiciziaèunacosaseria.
Non abbandonare gli animali!
 

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La FP CGIL diffida l'ASL: «Lavoratori e pazienti abbandonati dentro e fuori la struttura»

BRINDISI, 30 luglio 2026 – Dalle sostanze di pazienti complicati che si aggirano per il Perrino provocando terrore tra i letti di degenza fino ai furti, al degrado e ai danni alle auto nelle aree di sosta esterne.

La Funzione Pubblica CGIL di Brindisi lancia un duro e dettagliato attacco contro lo stato di abbandono dell'Ospedale "Antonio Perrino" e diffida formalmente l'ASL di Brindisi.

 

Il sindacato denuncia una doppia emergenza insostenibile: il crollo della sicurezza interna per i degenti e per gli operatori sanitari in corsia, e la totale deregolamentazione dei parcheggi dell'ospedale, diventati terreno di conquista per la microcriminalità.

Notte di terrore in Ortopedia: l'emergenza nei reparti

L'ultimo e più grave episodio all'interno del nosocomio si è consumato nella notte tra il 27 e il 28 luglio nel reparto di Ortopedia. Un paziente ad altissima pericolosità – noto per aver aggredito i soccorritori del 118, essere stato immobilizzato dai Carabinieri, si aggirava nei corridoi con fare poco consono e provocando disagio e inquietudine ai pazienti e agli operatori.

 

A piantonarlo vi era una sola guardia giurata privata, priva per legge di poteri di contenimento fisico, lasciando soli due infermieri e due OSS a proteggere decine di degenti immobilizzati, in trazione o ingessati, del tutto incapaci di difendersi. Nel momento del pericolo ,secondo come espostoci dagli operatori,  il Posto di Polizia interno è risultato non operativo e la Direzione Sanitaria di reperibilità completamente irraggiungibile al telefono, quest’ultima situazione gia’ presentatasi e denunciata sempre da questa organizzazione sindacale per il caso del farmaco salvavita reperito dalla ASL di Lecce.

Il trasferimento in Psichiatria, del paziente destabilizzante, è avvenuto solo la mattina seguente.

Per l’intera nottata gli operatori hanno vissuto in una situazione di continua tensione emotiva.

Alla drammatica situazione interna si aggiunge un'emergenza esterna ormai intollerabile.

La FP CGIL, inoltre,  denunzia lo stato di abbandono e insicurezza delle aree di sosta del "Perrino", regredite a un vero e proprio "Far West". Il personale sanitario, sottoposto a turni di lavoro logoranti, si trova nell'impossibilità di usufruire di stalli riservati e protetti ed è costretto a parcheggiare dove possibile, subendo sistematicamente sanzioni amministrative per divieto di sosta durante l'orario di lavoro.

Oltre al danno economico delle contravvenzioni, si consuma la beffa di quotidiani episodi di microcriminalità: furti di autovetture, asportazione di parti di ricambio e gravi atti vandalici. Gli accessi incontrollati di soggetti estranei, la mancanza di percorsi obbligati per la sola fermata/scarico e l'assenza di una videosorveglianza funzionante ledono il diritto del lavoratore a prestare servizio in sicurezza.

I fatti registrati in corsia e i continui episodi nei parcheggi condividono la medesima radice: un'allarmante e generalizzata assenza di vigilanza protettiva e una carenza di controlli sistematici da parte dell'Azienda. Questa totale mancanza di sorveglianza integrata espone i lavoratori a rischi costanti e speculari, lasciandoli senza alcuna tutela sia nell'esercizio delle proprie funzioni sanitarie sia nel semplice tragitto per raggiungere il posto di lavoro.

 

La FP CGIL dichiara che non è più disposta a tollerare che il costo del lavoro al "Perrino" comprenda il rischio di subire reati predatori o aggressioni. Pertanto, l'Organizzazione Sindacale DIFFIDA l'ASL di Brindisi e chiede con urgenza:

Parcheggi protetti per i dipendenti: Istituzione immediata di aree di sosta riservate esclusivamente al personale, dotate di barriere automatizzate e accessibili solo tramite cartellino/badge di riconoscimento;

Videosorveglianza e viabilità: Installazione di un impianto di videosorveglianza funzionante nelle aree esterne e canalizzazione di percorsi obbligati per la sola fermata/scarico;

Pronto intervento nei reparti: Istituzione di un presidio di pronto intervento di sicurezza nelle corsie per la gestione tempestiva dei casi limite e dei pazienti aggressivi;

Ripristino presidi H24 e Reperibilità: Garanzia di piena operatività notturna del Posto di Polizia (coinvolgendo la Prefettura) e reperibilità certa della Direzione Sanitaria;

La dichiarazione del Sindacato

«Non possiamo più accettare che il personale sanitario, già stremato da turni estenuanti, debba temere per la propria incolumità nei reparti o ritrovare la propria auto rubata o devastata nel parcheggio dell'ospedale», dichiara con fermezza la FP CGIL Brindisi. «Siamo di fronte a una violazione dei diritti dei lavoratori e a un abbandono dei pazienti. L'ASL intervenga subito per ripristinare la legalità e la sicurezza dentro e fuori le corsie. In assenza di un riscontro immediato e di interventi concreti, la nostra sigla sindacale attiverà senza indugio tutte le forme di mobilitazione e di tutela consentite dalla legge».

 

 

 

 

Segretario Generale FP CGILBrindisi         RSU FP CGIL ASL BRINDISI      Segretario Aziendale FP CGIL Brindisi P.O. Perrino

       Luciano Quarta                          Guido Margarito                                 Valerio Aga

 

 

C'è chi guarda al futuro inseguendo le tendenze e chi, invece, sceglie di reinventare le proprie radici. È questa la strada percorsa da Ignazio Deg, che torna sulle scene con "Balla Cu LLA Banda", il nuovo singolo che anticipa il suo prossimo album e rilancia il folklore italiano con un linguaggio musicale contemporaneo.

Dopo aver raccontato la sua terra attraverso brani che hanno saputo unire pop e identità territoriale, l'artista pugliese firma una nuova pagina del suo percorso artistico. "Balla Cu LLA Banda" è un'esplosione di energia che prende ispirazione dalle bande musicali, autentico patrimonio culturale del Sud Italia e simbolo delle feste patronali che, ancora oggi, emozionano intere generazioni.

La ricetta è semplice quanto efficace: una cassa dal forte impatto, ritmi dance, richiami folk e un ritornello destinato a diventare un tormentone. "Balla cu lla banda", "Salta cu lla banda", "Canta cu lla banda" non sono soltanto parole, ma un invito a partecipare, condividere e vivere la musica come momento di aggregazione.

«Questo progetto nasce dal cuore», racconta Ignazio Deg. «Le bande rappresentano una delle espressioni più autentiche della nostra cultura. Ho voluto rendergli omaggio con una canzone moderna, capace di far ballare i giovani senza dimenticare chi, da decenni, mantiene viva questa tradizione nelle piazze d'Italia e del mondo. "Balla Cu LLA Banda" non è soltanto un titolo: è un messaggio, un'identità, un brand che vuole unire le persone attraverso la musica.»

Il brano porta ancora una volta la firma del trio composto da Ignazio DegFederico Sapia e Damiano Zannetti, ormai sinonimo di una scrittura capace di fondere melodia, ritmo e contaminazioni sonore, dando vita a una produzione che unisce il linguaggio del pop contemporaneo all'anima del folk italiano.

Con questo nuovo singolo, Ignazio Deg dimostra che la tradizione non appartiene al passato, ma può evolversi e dialogare con le nuove generazioni. Le bande musicali diventano così protagoniste di un racconto moderno, in cui la piazza incontra i festival, i social e le piattaforme digitali, senza perdere la propria autenticità.

In attesa del nuovo album, "Balla Cu LLA Banda" si candida a diventare uno dei brani simbolo della stagione, pronto a risuonare nelle feste patronali, nei grandi eventi popolari e nelle playlist estive.

Perché quando parte la banda, non esistono età, confini o differenze: esiste soltanto la voglia di ballare, cantare e condividere la musica. Ed è proprio questo il messaggio che Ignazio Deg sceglie di lanciare con il suo nuovo singolo: trasformare una tradizione secolare in una festa capace di parlare al presente e guardare al futuro.

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L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi accoglie con favore la sottoscrizione del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro della Sanità Pubblica 2025-2027, definendolo un importante passo avanti nel riconoscimento economico e professionale degli infermieri e di tutti i professionisti del comparto. «Il rinnovo del contratto rappresenta un segnale concreto di attenzione verso gli infermieri e verso tutti i professionisti che ogni giorno garantiscono il funzionamento del Servizio sanitario nazionale», afferma la presidente dell’OPI Brindisi, Paola De Biasi. «Gli incrementi retributivi, le nuove opportunità di crescita professionale e gli strumenti di valorizzazione delle competenze costituiscono un risultato importante, frutto del lavoro svolto dal Governo, dall’Aran e dalle organizzazioni sindacali firmatarie». Per l’Ordine, tuttavia, il rinnovo contrattuale non esaurisce le criticità che interessano la professione. Restano infatti aperte questioni fondamentali, come la carenza di personale, il ricambio generazionale, le condizioni di lavoro e la piena valorizzazione delle competenze infermieristiche. «Ora è fondamentale non fermarsi», prosegue De Biasi. «Con la stessa determinazione occorre arrivare al rinnovo del contratto per i professionisti della sanità privata e delle strutture socio-sanitarie, che attendono da tempo un adeguato riconoscimento economico e professionale e condizioni di lavoro più eque». «L'auspicio – conclude la presidente dell'OPI Brindisi – è che questo rinnovo rappresenti l'inizio di una stagione di valorizzazione dell'intera professione infermieristica, senza differenze tra pubblico e privato. Investire sugli infermieri significa investire nella salute dei cittadini e nella qualità del sistema sanitario del nostro Paese».

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 La saturazione degli impianti di selezione e trattamento degli imballaggi in plastica sta provocando le prime sospensioni della raccolta differenziata in Puglia, con il rischio che il problema si estenda nei prossimi giorni ad altri territori.

 

A Brindisi, con un’ordinanza contingibile e urgente adottata il 30 luglio 2026, è stata disposta la sospensione immediata della raccolta degli imballaggi in plastica fino a lunedì 3 agosto compreso, salvo ulteriori proroghe. Il provvedimento è stato assunto dopo che l’impianto di destinazione ha comunicato di aver raggiunto il limite massimo autorizzato di stoccaggio.

 

A Galatina la raccolta della plastica è stata sospesa con l’Ordinanza sindacale n. 67 del 29 luglio e resterà interrotta fino a nuova disposizione. Il provvedimento fa riferimento ai mancati ritiri del materiale accumulato presso la piattaforma di conferimento.

 

Anche il Comune di Ostuni, sulla base di una comunicazione trasmessa da AGER Puglia relativa alla grave saturazione degli impianti regionali, ha avvertito i cittadini della possibilità di rallentamenti, modifiche del servizio o sospensioni temporanee della raccolta multimateriale. Al momento, tuttavia, a Ostuni non risulta adottato un provvedimento formale di sospensione.

 

Già il 23 luglio il Comune di Sternatia aveva segnalato il rischio di una sospensione dei conferimenti a causa dei mancati ritiri del materiale in giacenza. Questi episodi dimostrano che non si tratta di una difficoltà circoscritta a un solo Comune o a una sola provincia, ma di una criticità che interessa l’intera filiera regionale.

 

I provvedimenti adottati dai Comuni determinano, di fatto, la sospensione temporanea di un servizio pubblico essenziale. Una scelta resa necessaria dalle condizioni di emergenza, ma che non può diventare la risposta ordinaria a una crisi che avrebbe dovuto essere prevista, pianificata e governata dai soggetti responsabili della filiera.

 

La crisi non nasce da una diminuzione dell’impegno dei cittadini. Al contrario, i quantitativi raccolti in Puglia sono cresciuti costantemente. Secondo il Catasto nazionale dei rifiuti di ISPRA, la frazione plastica intercettata dalla raccolta differenziata urbana regionale è passata dalle 98.031 tonnellate del 2020 alle 101.286 del 2021, alle 100.844 del 2022 e alle 101.221 del 2023, fino a raggiungere le 106.735 tonnellate nel 2024. In cinque anni l’incremento è stato quindi di circa l’8,9%, nonostante la diminuzione della popolazione residente.

 

Anche i dati Corepla, riferiti specificamente agli imballaggi in plastica gestiti nell’ambito del sistema consortile, confermano questa crescita. Nel 2025 in Puglia sono state raccolte 102.038 tonnellate, il 9% in più rispetto all’anno precedente, con una media di 26,3 chilogrammi per abitante. La provincia di Bari ha registrato una crescita del 15,7%, mentre quella di Lecce ha raggiunto i 32 chilogrammi per abitante. Nell’arco di dieci anni la raccolta pugliese degli imballaggi in plastica è aumentata complessivamente del 122%.

 

Si tratta di numeri che avrebbero dovuto orientare per tempo la programmazione regionale e nazionale. La crescita della raccolta differenziata non è stata accompagnata da un adeguato rafforzamento della capacità di selezione, riciclo e assorbimento delle materie prime seconde. L’emergenza attuale non è quindi un evento imprevedibile, ma il risultato di una filiera che non si è sviluppata con la stessa velocità con cui sono aumentati i quantitativi raccolti dai cittadini.

 

Gli impianti di selezione continuano a ricevere materiale, ma non riescono a liberare gli spazi perché le plastiche selezionate vengono ritirate con ritardo o non trovano adeguati sbocchi nel mercato del riciclo.

 

La stessa CONAI ha riconosciuto che, dalla fine del 2025, la filiera italiana ed europea del riciclo delle materie plastiche attraversa una fase di forte criticità. Dal luglio 2026 sono stati aumentati i contributi ambientali sugli imballaggi in plastica, con l’obiettivo dichiarato di assicurare la continuità della filiera e mantenere almeno il 50% di riciclo. Le sospensioni registrate in Puglia dimostrano, tuttavia, che le misure economiche adottate non sono sufficienti a garantire la continuità dei servizi.

 

«È inaccettabile che i cittadini che separano correttamente i rifiuti si ritrovino improvvisamente senza un servizio pubblico e senza informazioni chiare sui tempi di ripristino – dichiara Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia – Regione Puglia, AGER e Corepla devono convocare immediatamente un tavolo operativo con i Comuni, i gestori e gli impianti, individuando soluzioni alternative per il conferimento e il recupero del materiale. L’emergenza non può essere scaricata sui cittadini, sulle amministrazioni comunali e sui lavoratori dei servizi di igiene urbana».

 

La sospensione della raccolta rischia inoltre di produrre un effetto particolarmente grave: scoraggiare i cittadini che, da anni, sono chiamati a modificare le proprie abitudini e a separare correttamente i rifiuti.

 

«Quando una persona differenzia con attenzione e poi scopre che la plastica non viene ritirata, può sentirsi tradita e convincersi che il proprio impegno sia inutile – prosegue Salzedo – Non possiamo permettere che una crisi impiantistica comprometta la fiducia costruita con anni di campagne di sensibilizzazione e con l’impegno quotidiano delle famiglie. La raccolta differenziata si fonda sulla partecipazione dei cittadini, ma questa partecipazione deve essere accompagnata da un sistema industriale e istituzionale capace di funzionare».

 

Occorre inoltre chiarire che in molti Comuni pugliesi plastica, acciaio e alluminio vengono raccolti insieme attraverso il cosiddetto multimateriale leggero. La sospensione del servizio non riguarda quindi necessariamente solo la plastica, ma rischia di interrompere anche la raccolta degli imballaggi metallici. Regione, AGER e Comuni devono spiegare quale destinazione sarà garantita a lattine, barattoli e altri imballaggi in acciaio e alluminio e quale ruolo avranno i rispettivi consorzi di filiera, CIAL e RICREA.

 

Legambiente Puglia chiede che AGER renda pubblici:

 

* l’elenco degli impianti saturi o prossimi alla saturazione;

* le quantità di materiale accumulate;

* i Comuni già interessati o potenzialmente coinvolti;

* la capacità residua degli impianti regionali;

* le soluzioni individuate per garantire la continuità della raccolta;

* la destinazione degli imballaggi metallici raccolti insieme alla plastica.

 

È inoltre necessario conoscere gli impegni e le tempistiche di Corepla per il ritiro del materiale e verificare la possibilità di utilizzare temporaneamente piattaforme alternative. Corepla indica tra i propri compiti il ritiro degli imballaggi in plastica conferiti attraverso la raccolta differenziata, il loro avvio a riciclo e recupero e il riconoscimento dei corrispettivi ai Comuni. È quindi indispensabile che il Consorzio chiarisca immediatamente come intenda garantire tali funzioni nella situazione di emergenza in corso.

 

Accanto alla gestione dell’emergenza serve una risposta strutturale. La raccolta differenziata non può crescere senza un corrispondente rafforzamento degli impianti, del mercato delle materie prime seconde e dell’impiego della plastica riciclata nei processi produttivi.

 

È soprattutto necessario che i soggetti deputati al coordinamento politico e alla pianificazione si assumano le proprie responsabilità. La crisi è figlia di una programmazione insufficiente sia a livello regionale sia nazionale e richiede un intervento che superi i confini dei singoli Comuni.

 

«Non è accettabile celebrare l’aumento della raccolta differenziata e poi farsi trovare impreparati quando i quantitativi raccolti crescono – conclude Salzedo – I dati degli ultimi anni erano noti e indicavano chiaramente la necessità di rafforzare l’intera filiera. Servono una programmazione regionale degli impianti, un piano nazionale per sostenere il mercato delle materie prime seconde e misure che rendano realmente conveniente l’utilizzo di plastica riciclata rispetto alla materia vergine».

 

La crisi di questi giorni conferma anche la necessità di ridurre a monte la produzione di imballaggi, limitare la plastica monouso, promuovere il riuso e introdurre misure più efficaci per sostenere le imprese che impiegano materiali riciclati.

 

La transizione verso l’economia circolare non può fermarsi davanti ai cancelli degli impianti. Ai cittadini viene chiesto ogni giorno di differenziare correttamente: le istituzioni e i soggetti responsabili della filiera devono garantire la continuità del servizio e assicurare che quanto raccolto venga realmente avviato a recupero e riciclo.

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La comunità di Brindisi al centro della progettualità e degli impegni del Governo sul fronte dello sport e dei giovani con un presente, che vede la Città e i suoi impianti pienamente coinvolti nei XX Giochi del Mediterraneo – Taranto 2026 in programma dal 21 agosto al 3 settembre prossimi, e con un orizzonte, che si va delineando e che parte, appunto, dal 4 settembre in avanti. È stato lo stesso Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a delineare l’agenda brindisina per i prossimi mesi e nel pomeriggio di oggi, giovedì 30 luglio 2026, ha effettuato un sopralluogo nel cantiere dello stadio "Franco Fanuzzi" di Brindisi, accompagnato dall'on Mauro D'Attis, dal prefetto Guido Aprea, dal sindaco Giuseppe Marchionna, dal commissario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese e dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, Cosimo Elmo.

Sul manto erboso dello Stadio, il ministro Abodi, oltre a riferire dei numeri, tutti positivi dell’imminente manifestazione che unisce nel nome delle discipline sportive i numerosi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ha ricordato quanto fatto a Brindisi, sul fronte degli impianti sportivi e della logistica ad essi collegata e ha ricordato i successivi impegni del Governo, soprattutto tesi a coinvolgere il maggior numero possibile di persone in uno sforzo collettivo che fa dello sport il fenomeno tra i più aggreganti e qualificanti dal punto di vita educativo. Con l’ausilio dell’on. D’Attis e del Commissario Ferrarese sono stati ripercorsi gli impegni già assunti ed in corso di completamenti e quelli, ai quali si guarderà dal 4 settembre in avanti, utilizzando i finanziamenti già ottenuti (Cittadella dello Sport in contrada Masseriola) e quelli che potranno venire dai nuovi bandi finanziati dal Governo, senza dimenticare che, ad esempio, sul fronte degli oratori, un cospicuo finanziamento giungerà in città. Prima di lasciare la Città, il ministro Abodi ha preso atto anche di quanto realizzato sul fronte della viabilità e all’interno del Palazzetto dello Sport “Elio Pentassuglia”, confermando, ancora una volta, la volontà del Governo di proseguire lungo la strada intrapresa.

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Il Comitato contro il Genocidio del Popolo Palestinese, contro il riarmo ,per la Pace di Brindisi , organizza un sit in di protesta a partire dalle ore 8,30 sotto le scalinate Virgilio sul Lungomare per domani 31 luglio.

Il motivo del sit in è  perché alle ore 10:00, Palazzo Montenegro ospiterà la cerimonia di firma della
dichiarazione relativa all’iniziativa “Pax Silica” tra Italia e Stati Uniti d’America.
Firmeranno la dichiarazione l’Ambasciatore Armando Varricchio, Inviato Speciale del Ministro degli
Esteri per l’innovazione e le nuove tecnologie e l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman
Fertitta.

Questa famosa “Pax Silica” rappresenta l’ennesimo atto di ipocrisia da parte degli Stati Uniti d’America  e dei reggicoda del Governo Italiano.

Le  “Terre rare” sono  il tema dominante delle guerre di Trump ; su tutti lo scenario internazionale non fa altro che chiedere ai diversi paesi con cui viene in contrasto l’acquisto di armi e il diritto alla estrazione delle “Terre rare”.

Addirittura configurando il tutto come una possibilità di sviluppo per il nostro territorio, chissà cosa vogliono realmente gli americani dalla nostra città.

Dall’altra ridicola la iniziativa di Taiani sulla Palestina dove il maggiore risultato è stata la frase che condanna gli assalti dei coloni israeliani ad indifesi Palestinesi che vengono tra l’altro anche arrestati.

Tutto questo mentre Brindisi si prepara ad eventuali guerre utilizzando i nuovi investimenti per la Difesa facendo diventare la nostra terra un bel bersaglio.

Comitato contro il genocidio del Popolo Palestinese, contro il riarmo, per la pace

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L’acqua è sempre più una delle principali emergenze per l’agricoltura pugliese e conoscere in maniera puntuale costi, difficoltà di approvvigionamento, prezzi e fabbisogni idrici delle imprese è un passaggio fondamentale per costruire risposte efficaci. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, che sostiene il progetto H2O promosso da Unioncamere Puglia, perché ritiene strategico partire dall’ascolto diretto delle aziende agricole per comprendere l’impatto dell’emergenza idrica sul sistema produttivo regionale.

 

Partire dai dati delle aziende agricole è la strada giusta per affrontare una delle emergenze più pesanti che sta condizionando il futuro dell’agricoltura pugliese, sottolinea Coldiretti Puglia. L’acqua è un fattore produttivo indispensabile e sempre più strategico, ma per le imprese rappresenta anche un costo che incide sulla competitività. Per questo è importante misurare concretamente quanto pesa l’approvvigionamento idrico, quali sono le difficoltà che gli agricoltori incontrano e quali sono i fabbisogni reali dei territori.

 

Il tema dei costi è infatti sempre più centrale, in un contesto in cui l’agricoltura deve fare i conti con una crescente pressione sulle spese di produzione e con una disponibilità della risorsa idrica sempre più incerta. Conoscere i costi dell’acqua e dell’energia necessaria per il suo sollevamento e la sua distribuzione significa avere elementi concreti per valutare la sostenibilità economica delle produzioni, continua Coldiretti Puglia.

 

È fondamentale che le politiche sull’acqua tengano conto anche di questo aspetto e non si limitino alla sola disponibilità della risorsa. Per Coldiretti Puglia la rilevazione può rappresentare un utile strumento per costruire una fotografia aggiornata delle esigenze dell’agricoltura pugliese, mettendo a sistema le diverse criticità e consentendo di individuare priorità di intervento.

 

“Le imprese agricole devono essere protagoniste nella definizione delle strategie sulla risorsa idrica - sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia – per cui dalle aziende devono arrivare informazioni, esigenze e proposte utili a orientare le scelte, perché soltanto partendo dalla realtà dei territori è possibile costruire una programmazione realmente efficace”.

 

La disponibilità d’acqua - secondo Coldiretti Puglia - deve essere affrontata attraverso una strategia che tenga insieme infrastrutture, capacità di accumulo, manutenzione delle reti, riduzione delle perdite, innovazione e tecnologie per il risparmio e il riutilizzo della risorsa, senza dimenticare la sostenibilità economica per le imprese.

 

La sfida non è soltanto avere più acqua, ma garantire alle imprese una risorsa disponibile, accessibile e sostenibile nei costi - conclude Coldiretti Puglia – che ritiene importante il progetto H2O per conoscere con precisione cosa accade nelle aziende che significa poter intervenire con maggiore efficacia. I dati che emergeranno dovranno però diventare la base per scelte e investimenti concreti, perché l’emergenza idrica non può essere affrontata con interventi frammentari, ma con una strategia di lungo periodo all’altezza delle esigenze dell’agricoltura pugliese. Per rispondere al questionario basta andare qui  https://forms.gle/pucuH9qqaJGYHF5N9.

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Con ordinanza contingibile e urgente adottata oggi, giovedì 30 luglio 2026, il sindaco di Brindisi ha disposto “con decorrenza immediata e sino a lunedì 3 agosto 2026 incluso, salvo ulteriore proroga… la sospensione della raccolta differenziata della frazione di rifiuto costituita dagli imballaggi in plastica (codice EER 15.01.06)” ed ha autorizzato “la Società Teknoservice Srl, affidataria del Servizio di Igiene Urbana del Comune di Brindisi, ad adottare tutte le misure organizzative e operative necessarie” per “l'attuazione dell’ordinanza… assicurando comunque la continuità del servizio pubblico di igiene urbana”.

Il provvedimento si è reso necessario poiché, nelle scorse ore, la società che gestisce l’impianto di recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica, ha comunicato il raggiungimento del limite massimo di stoccaggio autorizzato e la conseguente sospensione di tutti i conferimenti dei rifiuti di imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata urbana, mentre “AGER Puglia ha evidenziato la grave criticità che sta interessando il comparto del trattamento e del recupero dei rifiuti plastici provenienti dalla raccolta differenziata comunale, precisando che la problematica non riveste carattere esclusivamente locale, ma è riconducibile ad una complessa e diffusa situazione di crisi a livello nazionale”. Da parte sua, la Società Teknoservice Srl, considerando “l'impossibilità di conferire la frazione costituita dagli imballaggi in plastica presso l'impianto individuato dall'Amministrazione” ha evidenziato che “la mancata possibilità di effettuare i conferimenti determinerebbe, nel giro di pochi giorni, la saturazione degli automezzi e dei cassoni dedicati alla raccolta della frazione plastica, alcuni dei quali risultano già attualmente colmi del materiale conferito presso i Centri Comunali di Raccolta e raccolto quotidianamente presso le utenze commerciali, con la conseguente impossibilità di impiegare gli stessi mezzi per l'espletamento dei successivi servizi di raccolta”.

Da qui la prescrizione alla cittadinanza brindisina a non conferire la plastica da oggi fino al 3 agosto prossimo.

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Pochi giorni or sono l’UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica) ha pubblicato una comunicazione sulla formazione e sulla prevenzione, intese a salvare vite umane sulla strada.

Nelle autoscuole italiane si lavora quotidianamente per sensibilizzare gli allievi al rispetto delle regole e della legalità. Abituarsi a rispettare il Codice della strada significa abituarsi anche al rispetto della legalità. Le lezioni non sono finalizzate meramente alla preparazione dei quiz per superare gli esami di conseguimento della patente di guida: esse affrontano soprattutto temi fondamentali, tra cui la legalità, il primo soccorso, l’uso dell’alcol e delle sostanze stupefacenti.

Con le lezioni teoriche si cerca di raggiungere l’obiettivo finale previsto dal Codice della strada per la funzione delle autoscuole: l’educazione stradale. Si punta a far comprendere criticamente il rapporto che intercorre tra l’uomo, l’automobile e l’ambiente. L’uomo si muove con il proprio veicolo nell’ambiente circostante per risolvere i suoi problemi: se rispetta le regole del Codice della strada, comprese quelle relative all’inquinamento, evita incidenti e l’ambiente retroagisce positivamente, migliorando le sue condizioni di vita. Al contrario, se non rispetta le regole può subire incidenti dalle conseguenze imprevedibili e, se inquina, l’ambiente retroagisce facendolo ammalare.

Durante lo svolgimento delle lezioni hanno luogo anche le classiche esercitazioni sui quiz per il conseguimento della patente. Alla fine, si augura agli allievi di ottenere la patente, ricordando loro che esistono due parole fondamentali per questo traguardo: vai piano.

Segue il comunicato dell’UNASCA, a firma del Vice Segretario nazionale Andrea Onori.

 

I dati ISTAT sull’incidentalità stradale nel 2025 registrano una diminuzione del 5,3% delle vittime, ma confermano una situazione ancora preoccupante: 177.207 incidenti, 2.868 morti e 237.822 feriti. Rispetto al 2024 sono aumentati sia gli incidenti (+2,2%) sia i feriti (+1,7%).

Distrazione, mancato rispetto della precedenza, velocità e manovre irregolari rappresentano complessivamente il 43,1% delle cause di incidente. Ciò dimostra quanto siano determinanti non solo la conoscenza delle regole, ma soprattutto la consapevolezza, la percezione del rischio e il rispetto degli altri.

Particolarmente grave è il dato relativo ai più piccoli: nel 2025 hanno perso la vita 33 bambini tra 0 e 14 anni e altri 10.241 sono rimasti feriti. Per i bambini, l’unico numero accettabile è zero.

La sicurezza stradale non può essere affidata soltanto alle norme, ai controlli e alle sanzioni. Occorre costruire una vera cultura della prevenzione, nella consapevolezza che la strada è uno spazio condiviso nel quale automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni e utenti della micromobilità devono convivere nel rispetto reciproco.

In questa sfida le autoscuole svolgono un ruolo fondamentale: non preparano semplicemente a superare un esame, ma formano conducenti capaci di riconoscere i pericoli, valutare correttamente il rischio e comprendere le conseguenze delle proprie scelte. Formare un conducente significa proteggere anche chi non guida.

UNASCA e le autoscuole associate continueranno a contribuire concretamente alla Vision Zero, dando supporto alle scuole che vorranno organizzare momenti di confronto e formazione per gli studenti sulla sicurezza stradale. Fondamentale è il contributo del Centro Studi Cesare Ferrari, con particolare attenzione alla “Settimana della sicurezza dei bambini in auto”, dedicata a informare e sensibilizzare genitori, famiglie e conducenti sul corretto utilizzo dei sistemi di ritenuta e sulla responsabilità di ogni adulto quando trasporta un bambino.

La Vision Zero non è soltanto un obiettivo statistico: è l’impegno affinché nessuna persona perda la vita sulla strada e nessuna famiglia debba piangere la morte di un bambino.

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