Redazione
Il quartetto vocale composto da Luciana Manca, Adele Cacciatore, Salvatore De Stradis e Liana Lamarra ha raccolto gli insegnamenti della grande Maestra del folk italiano, Giovanna Marini e, per celebrarne la memoria, porta in scena alcuni canti da lei trasmessi nei suoi cori di Testaccio.
Il gruppo ci accompagnerà in un viaggio musicale che va dal Piemonte alla Basilicata, dalla Sardegna al Lazio e all’Umbria per ripercorrere la tradizione orale come espressione di ritualità attraverso canzoni narrative, canti sacri, politici, di lavoro e sul lavoro, stornelli, contrasti e cantastorie. In questo viaggio musicale fra le regioni italiane, i brani saranno accompagnati dalla narrazione sulle loro funzioni, contestualizzate nei relativi contesti storici e sociali.
Il gruppo polivocale si esibirà a cappella con brani appresi in dieci anni di frequenza romana nei cori di Giovanna Marini, cantante e studiosa impareggiabile. Il concerto verrà ospitato nel Monastero del Terzo Millennio, sede dell’istituto scientifico biomedico ISBEM, impresa sociale non profit, nonché sede di LabTS e del COMEPER, due organizzazioni di Volontariato.
Proprio il COMEPER ha scelto tale straordinario concerto quale avvio dell’UTE (Università della Terza Età, di recente approvata dalla Regione Puglia) sia per materializzare la vicinanza allo spirito francescano (l’evento si tiene in un ex-convento di Cappuccini, a Mesagne) sia per la specificità dei canti raccolti da Giovanna Marini in ambiti rurali: voci di lavoratori e lavoratrici che altrimenti, senza il suo lavoro di registrazione, trascrizione, trasmissione e canto, sarebbero rimasti inascoltati e ignorati.
La direttrice artistica che cura il progetto, Luciana Manca, è un’etnomusicologa specializzata nelle pratiche musicali di comunità e nei processi d’inclusione interculturale. Ha conseguito il Dottorato di ricerca all’Università di Roma Tor Vergata e ha frequentato per più di un decennio i cori di Giovanna Marini.
L’oggetto del presente spettacolare concerto è tratto dallo studio per la sua Tesi di Laurea in Musiche tradizionali presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce.
Scoperto a Muro Tenente un nuovo tratto della via Appia antica
Un probabile nuovo tratto di strada antica è emerso a circa cento metri dal parco archeologico di Muro Tenente, lungo la strada comunale che collega Mesagne a Latiano. Potrebbe trattarsi di un'ulteriore porzione della Via Appia, la Regina Viarum dei romani, nel suo percorso verso Brindisi, ma l'identificazione dovrà essere confermata dalle indagini archeologiche che la Soprintendenza dovrebbe eseguire nei prossimi mesi. Intanto l'area è stata ricoperta. La scoperta è avvenuta in modo del tutto inatteso. Il terreno, di diecimila metri quadrati, era stato acquistato dal Comune di Mesagne per realizzare un parcheggio a servizio del parco archeologico. Durante i saggi preliminari, eseguiti prima della costruzione della recinzione, è però affiorato un tratto stradale che, dalle prime osservazioni, risulta ben conservato e presenta un orientamento coerente con quello della strada già individuata nell'area. Il nuovo tratto si trova sul lato opposto della strada comunale rispetto alla porzione portata alla luce nel 2019. Proprio l'allineamento tra i due rinvenimenti è uno degli elementi da approfondire per stabilire se si tratti davvero della prosecuzione dell'antica Regina Viarum. In caso di conferma, la visione complessiva del tracciato supererebbe i trecento metri, facendone la più lunga strada antica riportata alla luce nel Sud Italia. L'area rientra negli interventi legati alla realizzazione del tronco ciclabile EuroVelo 5 tra Muro Tenente e il centro storico di Mesagne, finanziato con 2 milioni e 250mila euro attraverso il Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr, nell'ambito degli investimenti del Ministero della Cultura. Negli atti comunali l'opera è denominata «Regina Viarum» e prevede anche uno specifico incarico di sorveglianza archeologica. Le ricerche sulla viabilità antica nell'area hanno una storia lunga. Tra il 2009 e il 2017 le indagini degli archeologi Gert-Jan Burgers e Christian Napolitano avevano individuato, in diversi punti del parco, un tracciato ritenuto compatibile con il sistema viario dell'Appia. Nel luglio 2019, durante i lavori per portare l'energia elettrica al sito, era emersa un'altra porzione di strada nei pressi dell'ingresso e della Porta di Ponente. Nel 2021 nuove indagini, nell'ambito del progetto ministeriale «Appia Regina Viarum», hanno approfondito lo studio del percorso e documentato una strada glareata, realizzata con ghiaia e pietrisco. Gli scavi del 2023 hanno poi ampliato l'area di ricerca e lasciato visibile, all'esterno delle mura, un tratto superiore ai cinquanta metri. Nel corso del tempo sono stati documentati anche i solchi lasciati dal passaggio dei carri, un cippo collocato sul bordo della carreggiata e alcune monete rinvenute tra i ciottoli. Muro Tenente è tradizionalmente associato a Scamnum, la stazione indicata nella Tabula Peutingeriana lungo l'itinerario dell'Appia prima dell'arrivo a Brindisi. Le ricerche hanno inoltre accertato la presenza di un insediamento romano successivo alla precedente fase messapica. Il ritrovamento assume un interesse ancora maggiore dopo l'iscrizione della «Via Appia. Regina Viarum» nella Lista del Patrimonio mondiale Unesco, avvenuta il 27 luglio 2024. Ora si attendono gli approfondimenti per stabilire la cronologia del tratto emerso, le sue caratteristiche costruttive e, soprattutto, l'eventuale collegamento con la strada già documentata. Resta inoltre da definire se gli scavi proseguiranno nell'area destinata al parcheggio: le future indagini potrebbero interessare altre porzioni del tracciato e contribuire a ricostruire con maggiore precisione il percorso dell'antica strada a Muro Tenente e in direzione di Brindisi.

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Caduta in strada a Mesagne, il Comune aderisce alla conciliazione: zero euro a carico dell'ente
Una causa per una caduta sull'asfalto che potrebbe chiudersi senza alcun esborso per le casse comunali giacché la Giunta di Mesagne ha aderito alla proposta conciliativa formulata dal giudice del Tribunale di Brindisi, Antonio Sardiello. La vicenda ha origine il 20 marzo 2024, quando una donna cade in via Sighelgaita a causa di un avvallamento presente sul manto stradale. Le lesioni riportate la spingono a citare in giudizio il Comune: l'atto di citazione viene notificato il 18 settembre 2024 e quantifica i danni in 40.371,65 euro complessivi. L'ente si costituisce in giudizio chiedendo il rigetto della domanda e, in via preliminare, l'autorizzazione a chiamare in causa la propria compagnia assicurativa, con cui ha un contratto per la responsabilità civile verso terzi, affinché lo tenga indenne da eventuali condanne, al netto della franchigia. Chiede inoltre di coinvolgere l'ente gestore della rete idrica, al quale riconduce l'eventuale responsabilità per i lavori di rifacimento delle condutture eseguiti in zona. Il processo si allarga così a catena. Autorizzate le chiamate, si costituiscono la compagnia assicurativa del Comune, che contesta la domanda dell'attrice, e il gestore idrico, che eccepisce la propria carenza di legittimazione passiva e chiede a sua volta di trascinare in giudizio la società esecutrice dei lavori. Quest'ultima, una volta entrata nel procedimento, chiama in causa l'impresa subappaltatrice e la propria compagnia assicurativa. Tutte le parti, infine, si costituiscono respingendo ogni addebito. Il punto di svolta arriva all'udienza dell'11 maggio 2026. Con il contraddittorio ormai instaurato tra tutti i soggetti coinvolti, il giudice, «dopo ampia discussione», propone la definizione della lite ai sensi dell'articolo 185 bis del codice di procedura civile: una delle società terze chiamate in causa verserà alla vittima 15mila euro, spese legali comprese, mentre le spese restano compensate tra tutte le altre parti. La donna aderisce subito; gli altri legali chiedono invece un termine per consultarsi con i propri assistiti. La causa è stata rinviata al 9 novembre 2026. Nel frattempo, l'Avvocatura civica ha depositato una relazione, protocollata il 28 settembre, ritenendo conveniente l'adesione. Il motivo è semplice: la somma sarebbe interamente a carico della società terza chiamata in causa, senza alcun esborso da parte del Comune. Una soluzione che, per l'ente, significa chiudere la partita evitando i rischi e i costi di una sentenza. Spetterà ora al responsabile dell'avvocatura, Luana Nacci, comparire all'udienza di novembre per formalizzare l'adesione del Comune.
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Mesagne, la lettura come strumento di inclusione: accordo tra la Biblioteca “Ugo Granafei” e la CRAP “Solano”
Nuovo passo avanti a Mesagne sul fronte dell’inclusione sociale e della promozione culturale. La Giunta comunale ha approvato un protocollo d’intesa tra la Biblioteca Comunale “Ugo Granafei” e la Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica per autori di reato “Solano”, con l’obiettivo di consolidare e sviluppare attività di lettura rivolte agli ospiti della struttura cittadina. La decisione è stata adottata nel corso della seduta del 6 ottobre 2026, accogliendo una proposta di collaborazione che punta a valorizzare il libro e la partecipazione culturale come strumenti di crescita personale, integrazione e socializzazione. L’iniziativa nasce dall’esperienza già maturata negli ultimi mesi attraverso il gruppo di lettura promosso dalla comunità “Solano” e ospitato dalla biblioteca cittadina. Un percorso che, come evidenziato nella deliberazione, ha fatto registrare risultati particolarmente positivi, favorendo la partecipazione degli ospiti e creando occasioni di incontro in un contesto aperto al territorio. Proprio alla luce di questi esiti, i responsabili della struttura hanno formalizzato una richiesta all’Amministrazione comunale per dare continuità e maggiore stabilità al progetto attraverso un accordo strutturato. L’Amministrazione comunale ha ritenuto la proposta meritevole di accoglimento, sottolineando l’importanza di promuovere attività che consentano alle persone accolte nella comunità di vivere esperienze significative al di fuori di contesti esclusivamente sanitari, favorendo relazioni, partecipazione e inclusione nella vita sociale e culturale della città. In questa prospettiva, il protocollo definirà obiettivi condivisi, attività e reciproci impegni tra le parti, con una durata annuale a partire dalla sottoscrizione dell’intesa. Particolare rilevanza assume il ruolo della Biblioteca Comunale “Ugo Granafei”, che secondo gli indirizzi strategici dell’Ente è impegnata a rendere sempre più accessibili e inclusive le proprie attività, ampliando le opportunità di fruizione culturale per tutte le fasce della popolazione. Il progetto con la comunità “Solano” si inserisce dunque all’interno di un percorso più ampio volto a fare della biblioteca un luogo di incontro, partecipazione e crescita condivisa. La delibera prevede inoltre la delega al sindaco Francesco Michele Rogoli per la sottoscrizione del protocollo e affida alla direttrice scientifica della Biblioteca Comunale “Ugo Granafei”, Alessia Galiano, la gestione degli adempimenti organizzativi e programmatori conseguenti all’approvazione dell’atto. L’accordo non comporterà oneri economici per le parti coinvolte, basandosi esclusivamente sulla condivisione di obiettivi e finalità sociali e culturali. In questo modo Mesagne rafforza il legame tra cultura e inclusione sociale, riconoscendo nella lettura uno strumento capace di creare dialogo, partecipazione e nuove opportunità di integrazione all’interno della comunità cittadina.
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Tragedia a Brindisi: malore fatale durante il turno di lavoro, muore un operatore ecologico di 41 anni
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SPORT - AUTOMOBILISMO - Si prepara la 6ª Fiorio Cup, con Trofeo dedicato ad Alex Fiorio
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Sanità: “Il rapporto GIMBE certifica la tenuta della Puglia, ma il Governo riveda finanziamento e criteri di riparto”
“Il 9° Rapporto GIMBE conferma che la Puglia è pienamente adempiente sui Livelli essenziali di assistenza, con risultati positivi in tutte e tre le aree: prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera. È un dato importante, che testimonia la tenuta del nostro sistema sanitario e il lavoro quotidiano di medici, infermieri e operatori”.
Così il presidente del gruppo Per la Puglia Ruggiero Passero.
“Ma lo stesso Rapporto fotografa una contraddizione che non può essere ignorata: tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è cresciuto nominalmente, mentre rispetto al PIL il sistema ha perso risorse per 18,8 miliardi di euro. E, al netto dell’inflazione, il finanziamento del 2026 è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010».
“A questo si aggiunge il problema dei criteri di riparto. Mortalità precoce e deprivazione socio-economica pesano appena per lo 0,75% ciascuna: parametri troppo marginali per territori come quelli del Mezzogiorno, dove i bisogni sanitari e sociali sono più complessi. La Puglia riceve 2.226 euro pro capite e continua a pagare un sistema che non misura fino in fondo le reali necessità della popolazione”.
“Il nodo riguarda anche il personale: in tredici anni, secondo GIMBE, sono mancati 36,8 miliardi di euro rispetto al peso che la spesa per dipendenti e convenzionati aveva nel 2012. È evidente che non si possono pretendere più servizi, meno liste d’attesa e una sanità territoriale più forte senza investire stabilmente sulle persone che tengono in piedi il sistema”.
“Chiediamo quindi al Governo di adeguare il finanziamento pubblico ai bisogni reali, riportare la sanità al centro delle priorità nazionali e rivedere criteri di riparto che continuano a penalizzare il Sud. La tutela della salute non può dipendere né dal reddito né dal luogo in cui si nasce. Certo, stupisce (ma fino a un certo punto) che persino di fronte all'evidenza dei numeri del Rapporto GIMBE, gli amici di Forza Italia riescano nell'impresa impossibile di negare la realtà pur di difendere le scelte romane”.
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L’ 8 ottobre al Cillarese alle 17.00 alla presenza del sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna si completerà il percorso di placemaking che ha portato a realizzare e donare alla città tre opere di architettura leggera, realizzate da 60 giovani di provenienti da Brindisi e da varie città italiane e del resto del mondo. Le Residenze Play Brindisi sono state realizzate nell’ambito del PN Metro Plus e città Medie del Sud 2021-2027
I numeri: Tre residenze, 60 giovani tra i 18 e i 35 anni, oltre 150 candidature arrivate da Brindisi e provincia, dal resto d’Italia e dall’estero e tre interventi di placemaking che ridisegnano altrettanti modi di abitare il Parco del Cillarese.
Si conclude il primo anno di sperimentazione delle Residenze Play Brindisi, promosse dal Comune di Brindisi nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027 – progetto Play Brindisi.
Da giovedì 8 ottobre, il Parco del Cillarese offrirà alla città tre nuove installazioni di architettura leggera che rappresentano le testimonianze di un’esperienza che ha messo insieme rigenerazione urbana, arte, formazione e partecipazione.
Non semplici installazioni, dunque, ma la narrazione di un processo collettivo che si fa legno, colore, forma, e che si dona per essere vissuta da chi vive il parco: una sperimentazione che mette in relazione spazio pubblico, politiche giovanili, formazione, inclusione, creatività e attivazione sociale, all’interno della più ampia strategia “Brindisi Per”.
Perché un parco cambia quando cambiano gli oggetti che lo abitano. Ma cambia ancora di più quando nuove persone iniziano a guardarlo, attraversarlo e immaginarlo come uno spazio possibile.
Dal progetto al fare: 60 giovani costruiscono nuovi modi di abitare il parco
Nel corso del 2026, tre sessioni di residenza di placemaking hanno coinvolto complessivamente 60 giovani tra i 18 e i 35 anni, selezionati attraverso open call che hanno raccolto oltre 150 candidature.
Brindisini e giovani provenienti da altre città italiane e dall’estero hanno lavorato fianco a fianco portando nel Cillarese esperienze, competenze e sguardi differenti, accompagnati da tutor e curatori e da GRRIZ, studio internazionale attivo all’intersezione tra progettazione dello spazio pubblico, placemaking, architettura e installazioni artistiche. Alla componente artistica e visiva ha contribuito l’artista Geometric Bang.
Esplorazione del territorio, osservazione degli usi dello spazio, formazione, progettazione collaborativa, autocostruzione e produzione artistica sono diventate le tappe di un unico percorso: imparare trasformando e trasformare imparando.
Le Residenze hanno così sperimentato un modello nel quale i giovani non sono semplicemente destinatari di un intervento pubblico, ma partecipano direttamente alla costruzione delle possibilità d’uso dei luoghi.
L’Isola, la Barca, il Faro: tre segni per tre paesaggi del Cillarese
Il Parco del Cillarese, il più grande parco urbano della Puglia, è stato scelto come primo laboratorio di questa sperimentazione.
Non come uno spazio omogeneo da “riempire” di oggetti, ma come un sistema complesso di paesaggi, percorrenze e aree con differenti vocazioni, da osservare e interpretare.
La prima Residenza, realizzata a giugno, ha dato vita a L’ISOLA, una grande piattaforma multifunzionale in legno pensata per la sosta, l’incontro, il gioco e le attività collettive: un luogo nel luogo, capace di suggerire nuove forme di socialità.
La seconda Residenza ha realizzato LA BARCA, collocata nel grande prato centrale in prossimità dei laghetti. Un arredo multifunzionale che può diventare seduta, spazio per il pic-nic, dispositivo per il gioco o punto di aggregazione, lasciando alle persone la possibilità di interpretarne liberamente gli usi.
Con la terza Residenza prende forma IL FARO, un landmark pensato per spostare lo sguardo verso il versante meno conosciuto e frequentato del Cillarese. Un segno capace di orientare e incuriosire, ma anche un dispositivo che contribuisce a rafforzare la valenza ecologica del parco come habitat per la biodiversità. La presenza di una bat-box, integrata nell’intervento come rifugio per i pipistrelli, introduce una riflessione più ampia sulla possibilità di progettare lo spazio pubblico naturale non soltanto in funzione della presenza umana, ma come ambiente condiviso tra specie diverse. IL FARO diventa così un piccolo dispositivo per sperimentare forme di convivenza interspecie, riconoscendo il Cillarese come ecosistema chiave all'interno del tessuto urbano della città di Brindisi nel quale tutela della biodiversità, fruizione pubblica e qualità dello spazio possono rafforzarsi reciprocamente.
Quando la trasformazione dei luoghi diventa crescita delle persone
Play Brindisi rappresenta una delle espressioni più concrete dell’integrazione tra FESR e FSE+ all’interno del programma Brindisi Per.
Le risorse FESR sostengono la trasformazione fisica dello spazio pubblico attraverso interventi di rigenerazione, placemaking e infrastrutturazione leggera; le risorse FSE+ ne alimentano invece la dimensione sociale, educativa e formativa, permettendo ai giovani di partecipare direttamente alle Residenze e ai processi di progettazione.
È proprio nell’incontro tra queste due dimensioni che prende forma il modello sperimentato al Cillarese: non rigenerare gli spazi senza le persone e non formare le persone senza dare loro la possibilità di incidere realmente sui luoghi che abitano.
Il risultato non si misura, quindi, soltanto nelle opere realizzate. Sta anche nelle competenze scambiate, nelle relazioni costruite, nella capacità di lavorare insieme tra discipline e provenienze differenti e nell’esperienza concreta di poter lasciare un segno nello spazio pubblico.
Per informazioni e approfondimenti: brindisiper.it
Play Brindisi è promosso dal Comune di Brindisi nell’ambito del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027 e si inserisce nella strategia Brindisi Per
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Presentata a Palazzo Granafei Nervegna la terza edizione del MaFOET
Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 7 ottobre, presso Palazzo Granafei Nervegna, è stata presentata la terza edizione del MaFOET – Master Universitario di II livello in Finanza e Ordinamento degli Enti territoriali, attivato per l’anno accademico 2026/2027 dal Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università “Aldo Moro” di Bari con la collaborazione del Comune di Brindisi e di Anci Puglia e Anci Basilicata. Rivolto perlopiù a dipendenti di Comuni, Province e Regioni, nonché a professionisti e manager di imprese operanti nel pubblico, il Master in Ordinamento e Finanza degli Enti Territoriali – MaFOET ha, ancora una volta, ottenuto riscontro molto positivo in termini di iscrizioni, assestandosi alla ragguardevole quota di 100 iscritti. I lavori di oggi pomeriggio, svoltosi in presenza e con numerosi collegamenti da remoto, si sono articolati lungo i versanti di precise tematiche da “l’attenzione alla formazione del personale degli Enti territoriali in materie finanziarie ed amministrative” a “la contabilità pubblica: un laboratorio in evoluzione”.
“Siamo felici che il master di secondo livello su Economia e Finanza degli Enti pubblici si svolga quest’anno a Brindisi – ha dichiarato il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, nei suoi indirizzi di saluto -. Ringrazio per questo il professor Aulenta, che è il coordinatore del corso. Credo che questo sia un piccolo riconoscimento anche alla virtuosità del nostro Comune, visto che sono qui presenti i massimi vertici della Corte dei Conti, che sono i magistrati, che ci controllano semestralmente sull’andamento del nostro bilancio verso la fuoriuscita dal predissesto. L’occasione è importante – ha proseguito il sindaco - per ribadire un dato fondamentale: la produttività della Pubblica amministrazione è un elemento fondamentale, al pari della produttività delle imprese commerciali o industriali, perché un territorio si sviluppa se, sia le Istituzioni, sia gli imprenditori svolgono correttamente il loro lavoro. Da qui la mia soddisfazione nel dare il benvenuto a tutti i partecipanti, fra i quali il gotha dei professori universitari e degli esperti di Finanza pubblica”.
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"Noi e l'imprevisto": a Carovigno il campo scuola per bambini con diabete tipo 1 e le loro famiglie
Si è tenuto dal 5 al 7 ottobre nel Meditur Village di località Scianolecchia, a Carovigno, il campo scuola residenziale "Noi e l'imprevisto – Vivere, scegliere, crescere", dedicato ai bambini con diabete di tipo 1 e alle loro famiglie.
L'iniziativa, realizzata con il finanziamento della Regione Puglia, ha visto insieme le Asl di Brindisi, Foggia e Taranto, con la collaborazione di Diabete Italia Puglia, di Diabete 123 Taranto APS, della fondazione Casa Sollievo della Sofferenza e del Policlinico ospedaliero-universitario di Foggia.
Per tre giorni il territorio brindisino ha ospitato famiglie provenienti da tutta la Puglia in un percorso che unisce educazione terapeutica, attività motoria, laboratori sulle emozioni e confronto diretto con i pediatri diabetologi. I referenti del progetto per la Asl Brindisi sono stati Maria Susanna Coccioli, direttore facente funzioni dell’Uoc di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale Perrino, la pediatra Federica Pignataro e l’infermiera Daniela Blasi.
“Sono sempre più convinta – ha dichiarato Coccioli - dell'importanza di questi incontri sia per le famiglie, ma anche per noi operatori. Ciò che possiamo trasmettere reciprocamente in un camposcuola rispetto a una visita in ambulatorio ha una valenza incisiva nella quotidianità della famiglia. Non sono importanti i numeri, ma la qualità dell'offerta in quanto il valore di ogni bimbo ha un prezzo impagabile”.
Il campo scuola nasce per accompagnare bambini e genitori nella gestione quotidiana del diabete tipo 1, allenando le competenze nella vita reale e nel rispetto dell'età di ciascun bambino. Quattro gli obiettivi del percorso: autonomia graduale, con il supporto della famiglia e dell'équipe; famiglie più serene, grazie alla condivisione di dubbi ed esperienze per affrontare l'imprevisto con maggiore consapevolezza; alimentazione e movimento, con pasti educativi, conta dei carboidrati e attività all'aperto; emozioni e relazioni, attraverso giochi e attività di gruppo per conoscersi, esprimersi e costruire nuove amicizie.
Le famiglie sono state accolte lunedì 5 ottobre con i saluti istituzionali della Regione Puglia, la presentazione dell'équipe e i primi momenti educativi dedicati al controllo della glicemia e alla terapia del pasto.
Martedì 6 ottobre i partecipanti si sono divisi in due gruppi che si sono alternati tra l'escursione naturalistica "Giro Giro Torre" nella Riserva di Torre Guaceto, tra zona umida, torre Aragonese e litorale con la possibilità di visitare il Centro Recupero Tartarughe Marine, e il laboratorio in struttura "Muoversi, scegliere, ascoltarsi", condotto da psicologi e professionisti sanitari. Nel pomeriggio c’è stata la passeggiata metabolica guidata dal dottor Giancosimo Pagliara, con il supporto dei pediatri diabetologi, lungo la macchia mediterranea fino alla spiaggia: un'occasione concreta per osservare la risposta dell'organismo al movimento e porre domande agli specialisti.
Mercoledì 7 ottobre si è tenuto il laboratorio "Le nostre bussole" che ha coinvolto bambini e genitori in due gruppi distinti su emozioni, risorse e scelte quotidiane, seguito dal momento di restituzione "Cosa mi porto a casa". Il camposcuola si è concluso nel pomeriggio con i saluti e il rientro delle famiglie.
Durante tutto il soggiorno le famiglie sono state accompagnate dalle équipe sanitarie dei centri diabetologici, da nutrizioniste, psicologi e dallo staff del villaggio, oltre che dalle guide naturalistiche per le attività in natura. Ogni controllo e ogni scelta terapeutica hanno seguito il piano individuale concordato con l'équipe sanitaria di riferimento. “Con “Noi e l’imprevisto” – ha dichiarato Monica Priore, presidente di Diabete Italia Puglia APS - vogliamo offrire ai bambini con diabete tipo 1 e alle loro famiglie uno spazio per imparare, condividere esperienze e acquisire maggiore fiducia nella gestione quotidiana del diabete. Il gioco, la natura e il movimento diventano occasioni per crescere in autonomia, accompagnati dai professionisti sanitari. Come Diabete Italia Puglia crediamo nel valore della collaborazione tra associazioni e istituzioni: fare rete significa dare risposte concrete ai bisogni delle famiglie e aiutarle a sentirsi meno sole”.
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