Redazione

Prima giornata di attività del percorso di Biologia con curvatura biomedica: gli studenti del Liceo “FermiMonticelli” in visita all’Ospedale “Perrino”

Si è svolta questa mattina, lunedì 4 maggio, la prima giornata del ciclo di attività del percorso di Biologia con curvatura biomedica del Liceo “Fermi Monticelli” di Brindisi. Le classi quinte sono state accolte presso l’Ospedale “Perrino” per una mattinata di approfondimento nei reparti di Radioterapia e Terapia Antalgica e Cure Palliative, entrando in contatto diretto con professionisti, tecnologie e pratiche cliniche di alto livello. 
All’incontro erano presenti: Dott. Maurizio De Nuccio, Direttore Generale della Asl di Brindisi, il Dott. Arturo Antonio Oliva, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Brindisi, la Prof.ssa Stefania Metrangolo, Dirigente Scolastico Liceo “Fermi Monticelli” di Brindisi, la Prof.ssa Paola Scalzo, Referente del Progetto del Liceo, il Dott. Rocco Caliandro, Referente Medico del percorso “Biologia con curvatura biomedica” , la dott.ssa Maria Chiara De Luca , direttore f.f. UOC Radioterapia dell’Ospedale Perrino, la dott.ssa Maria Giovanna Natali, responsabile di Fisica Sanitaria dell’Ospedale Perrino . Gli studenti hanno visitato il reparto di Radioterapia ed hanno potuto costatare quelle che sono le procedure principali dell’assistenza sanitaria in questo specifico campo.  «Lo scopo del percorso biomedico è orientativo: serve a dare ai ragazzi la possibilità di comprendere bene quello che potrà essere, eventualmente, il loro futuro nel campo medico o in generale nelle professioni legate alla cura-  ha spiegato la Prof.ssa Stefania Metrangolo, Dirigente Scolastico del Liceo “Fermi Monticelli”- Siamo al terzo anno di attività grazie alla collaborazione con l’Ordine dei Medici della provincia di Brindisi, che ci ha consentito di rendere questo progetto concreto, offrendo agli studenti non solo competenze teoriche ma anche la possibilità di toccare con mano la realtà ospedaliera e comprendere la vita quotidiana di chi si dedica alla cura del paziente».  Gli studenti, classe quinta, da tre anni seguono le lezioni di questo corso che mira ad avvicinarli alle discipline biomediche attraverso un dialogo costante tra scuola e mondo sanitario. «Sono il coordinatore provinciale del corso in Biologia con curvatura biomedica ed è fondamentale che questi ragazzi comprendano cosa significhi davvero la nostra professione. Il corso è strutturato molto bene: insegno Ginecologia e Ostetricia e tengo anche lezioni di Sessuologia e Bioetica applicata- ha detto il Dott. Rocco Caliandro, Referente Medico del percorso- Questa attività mi emoziona profondamente: è volontariato puro, senza alcuna retribuzione. Tutti i medici che collaborano con me, appartenenti all’Ospedale Perrino, partecipano con lo stesso spirito.» 
Il corso di Biologia con curvatura biomedica, infatti, rappresenta una delle esperienze formative più significative a livello nazionale. Le sue direttrici principali includono: integrazione tra teoria e pratica grazie alla collaborazione con medici e strutture ospedaliere; potenziamento delle competenze scientifiche e orientamento alle professioni sanitarie; valorizzazione delle conoscenze biologiche attraverso attività laboratoriali e applicazioni reali; orientamento consapevole verso percorsi universitari e professionali.
 «Ringrazio l’Ordine dei Medici per questa iniziativa così significativa, che rappresenta un ponte tra il mondo dello studio e quello del lavoro- ha sottolineato il Dott. Maurizio De Nuccio, Direttore Generale ASL BR- Per i ragazzi è un modo per prendere decisioni in maniera consapevole, diventando in futuro professionisti dotati di competenza, passione e senso di responsabilità». 
Quello dell’Ordine dei Medici della provincia di Brindisi e il Liceo “Fermi Monticelli” è un impegno condiviso mirato nella costruzione di percorsi formativi innovativi, capaci di mettere gli studenti al centro di un’esperienza educativa che unisce conoscenza, pratica e orientamento, in collaborazione con le istituzioni sanitarie del territorio. « Il percorso di Biologia con curvatura biomedica rappresenta un investimento concreto sul futuro dei nostri giovani e, di conseguenza, sul futuro della sanità del territorio- ha dichiarato il presidente dell’Ordine, Arturo Oliva - Come Ordine dei Medici crediamo profondamente nel valore della formazione e dell’orientamento consapevole: offrire agli studenti la possibilità di entrare in ospedale, osservare da vicino il lavoro dei professionisti, comprendere la responsabilità e la dedizione che caratterizzano la nostra professione significa aiutarli a costruire una visione autentica del loro domani».
Il percorso proseguirà con le attività già programmate:
• 1ª Annualità – Classi III 
Lunedì 11 maggio 2026 – Ospedale “Perrino” 
Visita a:
o U.O.C. Centro Trasfusionale
o U.O.C. Radiologia
• 2ª Annualità – Classi IV 
Lunedì 25 maggio 2026 – Ospedale “Perrino” 
Attività presso:
o Laboratorio Analisi Cliniche “Perrino”
o Sala Tecnica del Reparto di Dialisi
 

Come muovere i primi passi — o riposizionarsi — nel mercato del lavoro locale? Quali strategie adottare per una ricerca efficace e consapevole? E in che modo valorizzare competenze e aspirazioni personali in un contesto occupazionale in continua evoluzione?

A queste e ad altre domande intende dare risposta il primo Orientation Lab promosso da Smile Puglia nell’ambito del progetto “DIREZIONE O.R.A. – Punti Cardinali for Work”, iniziativa sostenuta dalla Provincia di Brindisi e finalizzata a rafforzare i servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro sul territorio.
L’incontro si configura come un momento formativo e partecipativo volto a fornire strumenti concreti per affrontare con maggiore consapevolezza il percorso di inserimento lavorativo. 
Particolare attenzione sarà riservata ai bisogni di migranti e persone in cerca di occupazione residenti nel territorio, con l’obiettivo di favorire inclusione, autonomia e pari opportunità di accesso al lavoro.
Il laboratorio, a partecipazione gratuita e aperto a tutti, si terrà il 7 maggio 2026, dalle ore 8:30 alle ore 14:30, presso la sede Arci di San Pietro Vernotico.
 
Il progetto “Punti Cardinali”
“DIREZIONE O.R.A. – Orienta, Reinventa, Avanza” è promosso dalla Provincia di Brindisi nell’ambito dell’Avviso regionale “Punti Cardinali for Work”, finanziato dal Programma PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, e mira a rafforzare il sistema territoriale di orientamento alla formazione e al lavoro. L’iniziativa è rivolta a studenti, giovani, disoccupati e soggetti in condizioni di fragilità con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle opportunità occupazionali, sviluppare competenze in linea con i fabbisogni del mercato e promuovere percorsi di autoimprenditorialità. Il progetto si articola in diverse azioni integrate, tra cui sportelli di orientamento, laboratori, job day e attività di empowerment, contribuendo a connettere formazione, lavoro e sviluppo economico locale.

Sono trascorsi più di 20 giorni dal ricevimento della diffida formulata dall’ Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” per conto del Comitato “Civilmente in Centro” e di 51 residenti del centro storico nei confronti del Comune di Brindisi per la così detta malamovida.

Il Comune, però, non solo non ha riscontrato la diffida ma non ha neppure adottato alcuna misura concreta volta ad arginare e tenere sotto controllo il fenomeno.

A quanto riferiscono i firmatari della diffida ed il Comitato “Civilmente in Centro”, infatti, la situazione nelle ore serali e notturne, già più volte denunziata nel corso degli anni, è rimasta del tutto invariata.

I residenti nelle zone della movida sono esasperati e sono pronti, quindi, ad intraprendere una battaglia legale nei confronti del Comune che, ancora una volta, ha del tutto ignorato le segnalazioni e le esigenze degli stessi.

Da una riunione tenutasi nei giorni scorsi - allo scadere dei 15 giorni intimati  al Comune nella diffida - è emersa in modo chiaro ed inconfutabile la volontà del  Comitato “Civilmente in Centro” di procedere giudizialmente per il riconoscimento del danno patito dai residenti, in modo continuativo, nel corso degli anni e per ottenere misure idonee a salvaguardare il diritto alla salute (comprensivo, quindi, del riposo), il diritto di proprietà, la quiete pubblica e tutti gli interessi individuali e collettivi coinvolti nella vicenda. 

Dal Comitato “Civilmente in Centro” fanno sapere che lo stesso continuerà a partecipare attivamente ed a dare il proprio contributo al tavolo di confronto istituito dal Prefetto di Brindisi volto ad addivenire ad una regolamentazione della movida, per il futuro, condivisa da tutte le parti coinvolte.

Dato, però, che l’esito del tavolo è, allo stato attuale, del tutto incerto e che in passato, il Comune di Brindisi non ha adottato misure concrete volte alla salvaguardia dei diritti dei residenti, il Comitato “Civilmente in Centro” e molti suoi aderenti hanno deciso, nel frattempo, di andare a fondo alla vicenda, sottoponendola al vaglio del Tribunale e cercare di tutelare, così, i propri diritti.

“E’ uno scontro che si sarebbe potuto evitare – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”Sarebbe bastato che il Comune avesse adottato misure concrete, anche attraverso un sistema di controllo più serrato, volte a garantire il rispetto della normativa e, di conseguenza, la salvaguardia della quiete pubblica e dei diritti dei cittadini costituzionalmente garantiti, primo fra tutti il diritto alla salute.

Ciò, però, non è avvenuto ed i residenti sono, da un lato, esasperati  per i danni e disagi che gli stessi subiscono, in modo continuativo, ormai da anni, dall’altro, profondamente delusi dal disinteresse mostrato dal Comune di Brindisi nei confronti delle continue istanze, segnalazioni, denunzie degli stessi e, da ultimo, anche nei confronti della diffida alla quale non è stato dato alcun riscontro.

Ed è proprio quest’ultimo aspetto che ha inciso in modo determinante nella decisione assunta dal Comitato e da molti suoi aderenti di agire in giudizio nei confronti dell’ente”.

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“Un solo punto nascita per un territorio di oltre 400 abitanti da oltre tre anni, medici e primari in fuga ogni giorno, reparti che chiudono, e quasi 60 milioni di euro di perdite nel 2025: questa la fotografia dell'Asl Brindisi.

“Questo il livello di assistenza che viene fornito ai cittadini di questa provincia dal centrosinistra regionale nel silenzio di chi dovrebbe difendere in maggioranza il territorio. E le nubi che si addensano giorno dopo giorno. Il centro di riabilitazione di neurolesi e motulesi di Ceglie Messapica e la RSA  di Ostuni passati dal privato al pubblico sono altri due esempi di scelte scellerate ed isteriche che hanno tenuto conto solo di beceri interessi elettorali ed elettoralistici.

“Il risultato? Aumento esponenziale dei costi che la direzione generale della asl si rifiuta di comunicare e un crollo importante dei servizi. Siamo la asl che in proporzione al numero di abitanti ha creato il peggiore risultato di esercizio nel 2025, con la ‘capacità’ di creare liste di attesa lunghissime dove non esistevano. Dove e come sono stati spesi, meglio sperperati tutti questi soldi? Chi sono i responsabili?. Domande senza risposta con i vertici dell’Asl Brindisi che continuano a rendersi irreperibili nelle commissioni consiliari”.

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Passeggeri in crescita negli aeroporti pugliesi nei primi quattro mesi del 2026 che registrano risultati particolarmente significativi anche riferiti ad aprile, a conferma della positiva tendenza già evidente da inizio anno. I dati confermano il rafforzamento strategico dei nostri aeroporti nel panorama nazionale e internazionale.

Nel mese di aprile i passeggeri in arrivo e partenza da Bari, Brindisi e Foggia sono stati 1.096.615, l’11,3% in più rispetto ai 985mila di aprile 2025. Particolarmente significativo il dato registrato dall’aeroporto del Salento di Brindisi, con un incremento del 14,7% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il dato della linea internazionale del mese si attesta a 102.800 passeggeri, il 29,5% in più rispetto allo scorso anno.

I risultati registrati sui tre aeroporti sono in linea rispetto alle aspettative previste.

Su base annuale i passeggeri in arrivo e partenza sulla rete aeroportuale regionale sono stati 3.153.772, in crescita del 7,7% rispetto al primo quadrimestre del 2025. I passeggeri di linea internazionale (1.362.038) crescono del 19,5% rispetto al 2025. L’incremento maggiore si registra sull’aeroporto di Brindisi dove i passeggeri di linea internazionale sono stati 175.685 con un +21,7% rispetto al dato 2025.

La crescita del traffico passeggeri ad aprile, così come nel primo quadrimestre 2026 evidenzia una dinamica estremamente positiva rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, oltre che la qualità e un ventaglio sempre più ampio dei collegamenti in grado di rispondere in maniera sempre più efficace alla crescente domanda di mobilità.

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FLOROVIVAISMO: COLDIRETTI PUGLIA, PASSO AVANTI PER RIFORMA SETTORE; CON XYLELLA RIDOTTI VOLUMI PRODUTTIVI DI OLTRE IL 15%.

Passo avanti concreto verso il pieno riconoscimento del florovivaismo come filiera strategica del Paese, dopo decenni di attesa, con il settore che ottiene una prima cornice normativa chiara e organica, che valorizza il lavoro delle imprese e pone le basi per uno sviluppo più strutturato, anche in chiave di sostenibilità, innovazione e qualificazione professionale. Così Coldiretti Puglia commenta lo schema di decreto sul florovivaismo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, un provvedimento atteso da anni che interviene in modo sistemico sul comparto, chiarendo il perimetro dell’attività florovivaistica, dalla produzione alla commercializzazione, fino alla manutenzione del verde e valorizzando tutte le componenti della filiera.

In questo contesto, il florovivaismo pugliese si conferma una realtà strategica dell’agricoltura regionale, con un valore della produzione che raggiunge i 178 milioni di euro, pari a circa il 5% del totale italiano, e un tessuto produttivo composto da circa 2.000 aziende attive, capaci di generare occupazione, presidio del territorio e opportunità economiche diffuse, un comparto che colloca la Puglia al settimo posto nella graduatoria nazionale.

La forza del florovivaismo regionale è legata alla presenza di distretti altamente specializzati e riconosciuti a livello nazionale e internazionale, come quello del Salento – con epicentro tra Taviano e Leverano – e quello della provincia di Bari, con Terlizzi punto di riferimento per la produzione e la commercializzazione, affiancati da numerose realtà diffuse su tutto il territorio. Un sistema dinamico che negli ultimi anni ha rafforzato anche la propria vocazione all’export, destinando una quota significativa della produzione ai mercati esteri.

Sul comparto pesa però l’impatto dell’emergenza fitosanitaria legata alla diffusione della Xylella, che negli ultimi dieci anni ha contribuito a ridurre i volumi produttivi complessivi di oltre il 15% - denuncia Coldiretti Puglia – dove a incidere non sono stati solo gli effetti diretti del batterio, ma anche le rigorose misure fitosanitarie introdotte per contenerne la diffusione, con restrizioni alla movimentazione delle piante, maggiori controlli, aumento dei costi burocratici e difficoltà commerciali, soprattutto sui mercati esteri. Una situazione che ha costretto molte imprese a riorganizzare le produzioni, rallentando gli scambi e frenando lo sviluppo del settore.

Diventa quindi fondamentale sostenere le aziende florovivaistiche con strumenti adeguati, per garantire la ripresa produttiva, tutelare la competitività e salvaguardare un patrimonio economico, occupazionale e ambientale unico per il territorio. Il florovivaismo rappresenta oggi non solo un comparto economico di rilievo, ma anche un elemento centrale nelle politiche di sostenibilità ambientale. Le piante svolgono infatti un ruolo chiave nella riduzione dell’impatto climatico attraverso l’assorbimento e lo stoccaggio dell’anidride carbonica, nella difesa del suolo dal dissesto idrogeologico e nella salvaguardia della biodiversità, contribuendo allo stesso tempo a migliorare la qualità dell’aria e degli spazi urbani, con effetti positivi diretti sulla salute e sul benessere delle persone.

Cresce inoltre l’attenzione verso i benefici del verde anche negli ambienti chiusi e nelle comunità - aggiunge Coldiretti Puglia - mentre si diffondono sempre più esperienze legate alle terapie forestali e al contatto diretto con la natura per contrastare stress e disagi psicofisici.

In uno scenario segnato dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi di produzione, il florovivaismo pugliese dimostra una forte capacità di adattamento e innovazione, confermandosi tra i settori più dinamici dell’agricoltura regionale. Per Coldiretti è ora fondamentale garantire coerenza nel percorso parlamentare del decreto, mantenendone l’impianto e rafforzandone l’efficacia, accompagnando la riforma con misure di sostegno concrete per tradurre le opportunità normative in crescita reale per le imprese e per il territorio.

Torna anche quest’anno a Brindisi il progetto “Adotta un Monumento”, promosso dall’Associazione Le Colonne con il patrocinio del Comune di Brindisi. Giunto alla decima edizione, “Adotta un Monumento” è una significativa iniziativa educativa e culturale che coinvolge numerosi istituti scolastici del territorio in un percorso di conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio storico cittadino,

Il calendario delle attività si articolerà nelle giornate del 7, 8, 14, 15 e 16 maggio, durante le quali centinaia di studenti delle scuole primarie e secondarie saranno protagonisti di momenti di restituzione aperti al pubblico. In queste occasioni, gli studenti guideranno cittadini e visitatori alla scoperta dei monumenti “adottati” attraverso visite guidate, narrazioni, performance e prodotti multimediali.

Si parte il 7 maggio, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, con l’I.C. Centro Brindisi-Tuturano (plesso “Don Bosco”) – Classi 1AT-1BT con l’adozione della ⁠Chiesa della Madonna del Giardino e la ⁠Torre Sant’Anastasio.

“Il progetto rappresenta – afferma la dott.ssa Anna Cinti, presidente Ets Le Colonne - un’esperienza formativa di grande valore, capace di avvicinare le nuove generazioni al patrimonio culturale e di renderle custodi consapevoli della storia e dell’identità della propria città. Tra i luoghi coinvolti figurano alcuni dei siti più rappresentativi di Brindisi, come l’Area archeologica di San Pietro degli Schiavoni, il Tempietto di San Giovanni al Sepolcro, il Palazzo Granafei-Nervegna, le Colonne Romane di Brindisi, il Castello Alfonsino e il Palazzo Arcivescovile.

L’iniziativa si conferma un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, istituzioni e territorio, capace di trasformare l’apprendimento in un’esperienza concreta, partecipata e orientata alla cittadinanza attiva. 

A tal proposito si desidera esprimere un sentito ringraziamento al Prefetto, dott. Guido Aprea, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate; al Sindaco di Brindisi, dott. Giuseppe Marchionna, per il costante supporto istituzionale; al Soprintendente per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, arch. Zunno, a S.E. Mons. Intini e alla dott.ssa Antonella Grassi dei Servizi Culturali del Comune di Brindisi, per la preziosa collaborazione.

Un ringraziamento va inoltre a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito con impegno e dedizione al raggiungimento di questo importante risultato.

Per conoscere nel dettaglio il programma delle giornate e tutti gli aggiornamenti, è possibile consultare il sito www.pastpuglia.it

La cittadinanza è invitata a prendere parte alle giornate di restituzione per scoprire Brindisi attraverso lo sguardo e la voce dei suoi giovani protagonisti. la presenza del pubblico rappresenta un segno concreto di riconoscimento e valorizzazione dell’impegno degli studenti brindisini, veri protagonisti di questo percorso. Partecipare significa contribuire a dare lustro al lavoro, alla passione e alla crescita culturale delle nuove generazioni.

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Immaginare di “radere al suolo le Soprintendenze" è per Italia Nostra impensabile! La storica associazione (nata il 29 ottobre 1955 a Roma) da sempre si schiera al fianco delle Soprintendenze in difesa di quei valori di tutela, conservazione e trasmissione alle future generazioni dei beni materiali e immateriali che raccontano della nostra Civiltà passata. Contro il "boom edilizio" sregolato del secondo dopoguerra, le figure carismatiche di una élite culturale composta da Giorgio Bassani, Umberto Zanotti Bianco, Desideria Pasolini dall'Onda ed Elena Croce (figlia di Benedetto) avviano una rivoluzione culturale, affermando che la tutela del paesaggio è una battaglia di resistenza civile, che il patrimonio artistico è un elemento d'identità nazionale e che la tutela del ‘bello’ deve essere considerato dai cittadini un ‘dovere morale e civile’.Immaginare di “radere al suolo le Soprintendenze" è per Italia Nostra impensabile!

La storica associazione (nata il 29 ottobre 1955 a Roma) da sempre si schiera al fianco delle Soprintendenze in difesa di quei valori di tutela, conservazione e trasmissione alle future generazioni dei beni materiali e immateriali che raccontano della nostra Civiltà passata. Contro il "boom edilizio" sregolato del secondo dopoguerra, le figure carismatiche di una élite culturale composta da Giorgio Bassani, Umberto Zanotti Bianco, Desideria Pasolini dall'Onda ed Elena Croce (figlia di Benedetto) avviano una rivoluzione culturale, affermando che la tutela del paesaggio è una battaglia di resistenza civile, che il patrimonio artistico è un elemento d'identità nazionale e che la tutela del ‘bello’ deve essere considerato dai cittadini un ‘dovere morale e civile’.Grazie al sinergico lavoro condotto dalle Soprintendenze da un lato e da Italia Nostra dall’altro vengono salvate le mura di Ferrara, centri storici minori come quello di San Gimignano o Palermo, Ostuni come Roma. La stessa idea che il “paesaggio” non è solo "elemento di natura", ma opera d'arte creata dal connubio tra uomo e ambiente nel corso dei secoli nasce negli anni Cinquanta e contribuisce a Conservare il patrimonio nazionale culturale e paesaggistico.Le Soprintendenze sono gli uffici periferici territoriali del Ministero della Cultura. La loro importanza non è solo burocratica, ma risiede nel mandato costituzionale che le governa. Sono, di fatto, Sentinelle per la Tutela del paesaggio e della memoria storica italiana, ai sensi dell’articolo 9 della Costituzione e non un “freno allo sviluppo” economico.

La Tutela del patrimonio non è un'opzione politica ma è un dovere costituzionale. Per mandato Costituzionale, le Soprintendenze non tutelano solo i Monumenti singoli e singolari, ma anche i loro relativi contesti storico-urbani e paesaggistici e tutti gli immobili e le aree che manifestino un notevole interesse pubblico. In tal senso quindi, grazie al lavoro di Tutela in capo alle stesse, in Italia è vietato distruggere monumenti architettonici e archeologici, deturpare il Paesaggio e rendere poco decoroso l’aspetto dei centri storici, con l’installazione d’impropri arredi urbani. Le Soprintendenze vigilano affinché questo patrimonio culturale e paesaggistico sia conservato e trasmesso alle future generazioni, in quanto portavoce delle civiltà passate. L’esercizio della Tutela limita altre tipologie di azioni (ad esempio finalizzate a generare speculazioni edilizie e territoriali) con l’unico fine di salvaguardare l’integrità estetica e storica del patrimonio di Arte e di Natura.In tal modo le stesse custodiscono quel bagaglio culturale della Teoria del Restauro italiano che, ad oggi, è considerato un Sapere di eccellenza mondiale.

Metodologie scientifiche oramai consolidate e categorie di lavorazioni di alta specializzazione evitano che interventi su preziose preesistenze causino la perdita integrale delle istanze storiche ed estetiche di cui ogni monumento di Arte e di Storia si fa portavoce nella sua materia ma anche nella sua forma.Il lavoro svolto dalla Soprintendenze è specialistico, richiede tempo e studi continui, poiché il fine ultimo delle stesse è quello di tutelare i Monumenti mediando fra esigenze della Storia ed esigenze della Cultura.Proprio per questo la paventata proposta di Semplificazione burocratica per le autorizzazioni paesaggistiche e di Tutela risulta per Italia Nostra di difficile applicazione se si vuole garantire un lavoro serio, di alta specializzazione, utile, efficace e duraturo. Sarebbe opportuno offrire al funzionario istruttore un congruo tempo di valutazione per proporre valutazioni di merito relative ad interventi edilizi da compiere nei centri storici o su edifici soggetti a vincolo, o in aree di notevole interesse pubblico.Né è corretto ipotizzare il ricorso al così detto silenzio-assenso per interventi legati alla tutela del patrimonio storico-corale dei nostri centri antichi e dei beni paesaggistici.Con determinazione, Italia Nostra si schiera in difesa dell’operato degli organi periferici del Ministero della Cultura, sottolineando il grande valore delle relative azioni di Tutela, anche in considerazione degli effetti economici positivi che genera la corretta e organizzata fruizione del patrimonio culturale e paesaggistico della Nazione.

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OVERSHOOT DAY: COLDIRETTI PUGLIA, 818 ETTARI DI SUOLO PERSI IN 1 ANNO E 250MILA TONNELLATE DI CIBO SPRECATO; IL DOPPIO PARADOSSO DELLA PUGLIA

In Puglia si sono persi 818 ettari di suolo naturale in un solo anno, mentre ogni cittadino arriva a buttare circa 70 chili di cibo all’anno, per un totale che supera le 250mila tonnellate di alimenti gettati, il doppio paradosso che mette a rischio il futuro agricolo e alimentare del territorio. E’ quanto emerge da un'analisi Coldiretti Puglia su dati Ispra, in occasione dell’Earth Overshoot Day 2026, che per l’Italia quest’anno cade il 3 maggio, tre giorni prima dello scorso anno e ben sedici rispetto al 2024. La data indica l’esaurimento ufficiale delle risorse rinnovabili nel nostro Paese, con consumo alimentare e trasporti che rappresentano le voci più pesanti.

Secondo gli ultimi dati ISPRA, la Puglia si colloca tra le prime regioni italiane per perdita di territorio agricolo, con una quota complessiva pari all’8,19% di suolo consumato – spiega Coldiretti Puglia - mentre aumenta la pressione su un’agricoltura già messa alla prova dai cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi di produzione.

È un corto circuito evidente, perchè da una parte si sottrae terra fertile alla produzione agricola, dall’altra si continua a sprecare il cibo che quella terra produce – denuncia Coldiretti Puglia - due facce della stessa crisi che mettono in discussione la sicurezza alimentare e la capacità produttiva del territorio.

Il consumo di suolo non è solo un problema ambientale, ma anche economico e sociale, perché meno terreno agricolo significa minore produzione, maggiore dipendenza dall’estero e più vulnerabilità rispetto alle crisi internazionali, mentre allo stesso tempo, lo spreco alimentare annulla gli sforzi fatti nelle campagne per garantire qualità, sicurezza e sostenibilità.

Diventa quindi urgente accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, attesa da quasi dieci anni e fondamentale per dotare il Paese di uno strumento efficace di tutela del territorio – conclude Coldiretti Puglia – e, allo stesso tempo, risultano necessari interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo delle risorse idriche, insieme al potenziamento delle infrastrutture, in particolare della rete di invasi e dei bacini per la raccolta dell’acqua piovana, così da gestire meglio gli effetti dei cambiamenti climatici e sostenere la capacità produttiva.

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