Redazione

Oggi giovedì 30 giugno scattano le nuove regole che prevedono non più solo l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici, ma anche l’applicazione di sanzioni in caso di mancato adeguamento alla normativa. La sanzione amministrativa di 30 euro, aumenta del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

L’intervento del presidente di Confesercenti Brindisi Michele Piccirillo: 

“Per noi il pagamento con moneta elettronica non è un problema, lo sono invece i costi legati alle transazioni, dalle provvigioni bancarie alle spese per l’affitto del Pos. Quindi è questo il nodo principale: non l’utilizzo del Pos ma tutti i costi di gestione dei pagamenti con bancomat e carte di credito.

La soluzione, come accaduto per altre questioni, è un intervento dello Stato che attraverso dei bonus, possa azzerare tutte le spese della transazione a carico dell’esercente. In Italia questi costi sono tra i più alti d’Europa, si spiega quindi perché in altri paesi i pagamenti elettronici si sono diffusi più. Nell’uso di carte di pagamento l’Italia si posiziona 24esima su 26 Paesi dell’Unione Europea, precedendo solo Romania e Bulgaria.

Azzerando i costi bancari elimineremo le proteste e i tentennamenti legati all’obbligo di accettare pagamenti con carte, in quanto non possono ricadere esclusivamente sull’esercente. Da ricordare comunque che ci sono molte persone che non utilizzano bancomat e carte di credito, eliminare il contante quindi non può essere un obiettivo da raggiungere”.  

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La FP CGIL di Brindisi in data 15/06/2022 e in data 19/06/2022 ha denunciato la grave carenza di personale OSS e infermieristico nell’ambito della U.O. in oggetto che ricade sia su ipazienti che sul personale.

Con 24 posti letto, che spesso aumentano con letti bis, il reparto ad oggi conta solo 5 OSSe 14 infermieri in servizio. Un infermiere risulta in infortunio. Con l’avvento delle ferie estive la presenza delle unità di supporto e di personaleinfermieristico diventa quasi nulla. Ovviamente anche la regolare turnazione diventa unamera utopia e finisce con l’invadere anche la sfera personale e familiare. Appare evidente che tale situazione compromette anche i livelli essenziali di assistenzae sicurezza e soprattutto costringe il personale infermieristico a ricorrere ad unsistematico demansionamento nonostante il tribunale di Brindisi con la sentenza306/2017 abbia già condannato l’ASL.

Concetto ribadito anche dalla Corte D’Appello diLecce. La soluzione adottata per colmare la carenza, del personale OSS come abbiamo evidenziatoin precedenza si rifa’ alla coperta corta. Sono stati invitati a sopperire alla vacatio, gli OSS impegnati in UTIC, i quali dovranno farsi carico anche dei pazienti della cardiologia. Questoè inaccettabile, come al solito si persevera con un modus operandi vetusto e senza logica organizzativa scaricando tutto sugli operatori in maniera pilatesca.

Non è possibile sovraccaricare gli operatori per risolvere ogni questione organizzativa o dicarenza di personale. Ancora non si coglie discontinuità nella gestione delle politiche del personale dimostratasi fallimentare nel recente passato. Codesta direzione generale si è immediatamente espressa sulla situazione gravissima del Pronto Soccorso del Perrino, ma ci sono situazioni altrettanto gravi come la Cardiologia o l’Ortopedia che ogni giorno devono convivere con i disagi causati dallacarenza di personale. Ad Oggi dopo tanti richiami ancora nulla è stato fatto e soprattutto si sta sottovalutando il continuo demansionamento a cui sono sottoposti i professionisti infermieri.

Nella fattispecie in cardiologia molto spesso, sono in servizio due sole unità infermieristiche senza OSS. Una situazione che potrebbe presto sfociare in nuove vertenze legali.Come si può organizzare un reparto d’importanza cruciale come la cardiologia basandosi sul minimo sindacale in fatto di personale? Lo stesso dicasi per l’Ortopedia. Siamo in presenza di una situazione di una gravità assurda ma questa amministrazionesembra non rendersene conto. A causa delle ferie estive qualcuno dovrà coprire turni anche di 10 giorni di fila senzamai avere un riposo, con doppie notti. Cosa stiamo aspettando? Che succeda unanuova tragedia prima d’intervenire?La FP CGIL di Brindisi chiede un incontro atto alla risoluzione immediata e concreta dellaproblematica in oggetto .

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Una rapina è stata compiuta nel pomeriggio intorno alle ore 19,00 nel supermercato Carrefour, ex Simply, ubicato a Mesagne in via XXV luglio. Un individuo, con il volto travisato con mascherina e cappello, è entrato nel market e ha minacciato la cassiera con un oggetto, ancora in fase di determinazione, facendosi consegnare l’incasso. Poi è fuggito facendo perdere le tracce. Almeno per ora. Sul posto sono giunte le volanti della polizia i cui agenti hanno avviato le indagini.

L’episodio si è verificato intorno alle ore 19,00 in via XXV luglio una traversa tra via San Donaci e via San Pancrazio. Qui è ubicato il supermercato Carrefour, ex Simply, di proprietà di una società della famiglia Guarini. Un orario in cui il supermercato è particolarmente pieno di gente. A un tratto un individuo con un oggetto in mano, ancora non si sa bene se con un coltello o una pistola, si è avvicinato alla cassiera e gli ha intimato: “E’ una rapina, dammi tutti i soldi che hai in cassa”. La poverina tra incredulità e spavento ha tentennato qualche secondo poi sotto minaccia ha aperto la cassa, ha preso i soldi e li ha consegnati all’uomo che si è girato ed è fuggito. La rapina è durata complessivamente una manciata di secondi. I clienti che si trovavano nei pressi della cassa hanno assistito  all’intera scena mentre quelli che erano all’interno non hanno visto nulla.

È stato lanciato l’allarme e in brevissimi minuti le volanti del commissariato sono giunte sul posto. Gli agenti hanno ascoltato la cassiera, ancora scossa dall’infausto evento, e alcuni clienti che si trovavano nelle immediate vicinanze della cassa. Subito dopo hanno acquisito i filmati delle telecamere di video sorveglianza per cercare di individuare il rapinatore. Dalla visione dei filmati gli agenti avrebbero notato dei particolari particolarmente interessanti per le indagini. È la seconda rapina che il supermercato subisce nel giro di pochi anni.

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Venerdì 1 luglio 2022 – ore 15.30 – Sala conferenze Autorità Portuale.

Brindisi e lo Snim - Salone Nautico di Puglia si confermano punto di riferimento della nautica pugliese. Ne costituisce una conferma l'organizzazione della 1^ ASSEMBLEA GENERALE DELLA NAUTICA DI PUGLIA,  che si svolgerà proprio a Brindisi venerdì 1 luglio, alle ore 15.30, in piazza Vittorio Emanuele II - 7, presso la sala conferenze dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

Gli argomenti in discussione riguardano le sfide del futuro ed i nuovi investimenti produttivi nella regione, l’internazionalizzazione, la formazione e le opportunità lavorative, le misure regionali e nazionali in favore delle imprese e l’efficientamento energetico.

L’assemblea sarà introdotta dal Presidente dello SNIM Giuseppe Meo e vedrà la partecipazione del Presidente della Regione Michele Emiliano. Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Provincia di Brindisi Antonio Matarrelli, del Commissario straordinario della Camera di Commercio Antonio D’Amore, del Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi e del Comandante Capitaneria di Porto Fabrizio Coke, interverranno gli Assessori regionali Sebastiano Leo, Alessandro Delli Noci e Gianfranco Lopane.

Approfondiranno le tematiche dell’assemblea il Presidente Nazionale di Confindustria Nautica Saverio Cecchi, il Presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora oltre al Presidente del Distretto della Nautica di Puglia Giuseppe Danese, al Presidente dell’ITS Logistica Puglia Silvio Busico, al Presidente del Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia Arturo De Risi ed al Direttore generale del CETMA Marco Alvisi.

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Dopo la segnalazione di un cittadino si è rilevato un fatto gravissimo: Un mezzo della ditta Monteco preposta per il servizio rifiuti nella città di Oria, senza revisione.

L'utima revisione di questo autoveicolo mi viene segnalato risale al 2 luglio 2013. Questo dimostra che sono anni che il mezzo in questione circola senza revisione, ma soprattutto viene messo a repentaglio la sicurezza degli operatori con la mancanza dei controlli periodici dei mezzi: controllo freni, pneumatici, luci, stabilità, impianti elettrici, parti di carrozzeria, specchietti retrovisori.

Questi mezzi Piaggio Porter sono ad alimentazione benzina e Gpl, e risulterebbe tra le altre che gli impianti Gpl sono scaduti, mettendo a repentaglio ulteriormente l'incolumità degli operatori ecologici.Santoro_CLAUDIO.jpg

Faccio un appello all'assessore con delega all'ambiente Simona Erario, e al Sindaco Maria Lucia Carone di segnalare all'azienda il grave fatto riscontrato nel Comune di Oria, provvedendo nell'immediatezza al controllo di tutti i mezzi, con relativa revisione.

La sicurezza sui luoghi di lavoro è fondamentale per la tutela degli operatori, troppe sono state le vittime negli anni per non aver rispettato gli standard di sicurezza.

Nei prossimi giorni ci informeremo se i mezzi utilizzati in tutti i Comuni della intera ARO se i mezzi si trovano nelle stesse condizioni.

Coordinatore Provinciale (Emiliano Sindaco di Puglia)

Claudio Santoro

Dati del giorno: 29 giugno 2022

6.577
Nuovi casi
27.123
Test giornalieri
6
Persone decedute
Nuovi casi per provincia
Provincia di Bari: 1.990
Provincia di Bat: 623
Provincia di Brindisi: 625
Provincia di Foggia: 919
Provincia di Lecce: 1.505
Provincia di Taranto: 792
Residenti fuori regione: 93
Provincia in definizione: 30
43.416
Persone attualmente positive
299
Persone ricoverate in area non critica
12
Persone in terapia intensiva

Dati complessivi

1.200.367
Casi totali
11.374.027
Test eseguiti
1.148.336
Persone guarite

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8.615
Persone decedute

Un vasto incendio si è sviluppato nella parte nuova di bosco Lucci, il polmone verde più grande della zona di Mesagne. A lavoro ci sono diverse squadre di vigili del fuoco e i volontari della Protezione civile Ser. Sul posto anche un Canadair che sta effettuando diversi lanci di acqua. Al termine delle operazioni sono andati bruciati 5 ettari di bosco e 5 ettari di sterpaglia.

Un vasto incendio si è sviluppato nella tarda mattinata nei pressi del bosco Lucci, in territorio di Brindisi ai confini con quello di Mesagne. Qui, per cause ancora in fase di accertamento, hanno preso fuoco alcuni ettari di sterpaglia. Le fiamme pian piano si sono propagate anche al bosco Lucci interessando la parte boschiva piantumata alcuni decenni fa. È stato lanciato l’allarme e sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco che hanno cercato di accerchiare le fiamme e domarle. Ma la vasta entità del fronte ha richiesto l’intervento straordinario di un Canadair. L’areo ha effettuato diversi lanci sulla parte boschiva fino a spegnere definitivamente le fiamme.

Sul posto sono intervenute pattuglie delle forze dell’ordine e diverse unità della Protezione civile Ser di Mesagne, San Pietro Vernotico e Brindisi. Al momento non si sa se l’incendio è da catalogare come doloso oppure accidentale dovuto alle alte temperature.  Di strano c’è che tutt’intorno al bosco sono scoppiati diversi focolai in terreni con abbondante sterpaglia oppure investiti a grano già trebbiato. L’immensa area verde di bosco Lucci ricopre una superficie di 30 ettari, di cui 12 di vecchio bosco e 18 impiantati dai proprietari, la famiglia Bracchetti È una riserva naturale regionale che conserva al suo interno dei rari esempi di alberi da sughero, di fondamentale importanza sul fronte della flora naturale tanto da essere uno dei rari esempi esistenti sul versante del Mare Adriatico. All’interno dell’oasi è possibile notare un sottobosco incontaminato formato da piante di Erica arborea, di corbezzolo e di salsapariglia nostrana. Qui è presente la Quercus suber, una specie rara non solo per questo territorio. Le altre specie botaniche presenti sono il Lentisco, il Mirto, il Caprifoglio, il Cisto a cui si aggiungono esemplari di Leccio, di Roverella e di quercia Vallonea. Pertanto si tratta di un bosco di straordinaria bellezza.

I fatti. Nella tarda mattinata la sala operativa dei vigili del fuoco di Brindisi ha informato la prefettura in merito alla segnalazione di un incendio di vaste proporzioni presente nell’area boschiva di bosco Lucci sito nel Comune di Brindisi, all’interno della Riserva naturale orientata regionale. Immediatamente è stato convocato il Centro di coordinamento dei soccorsi presso la sala di protezione civile della prefettura per coordinare le attività di spegnimento. L’incendio, scoppiato contestualmente ad altri focolai all’interno del territorio provinciale, ha richiesto l’intervento, oltre che delle squadre operative del comando provinciale dei vigili del fuoco, anche di un canadair e di un’autobotte da 8 mila litri messa a disposizione dalla Brigata Marina San Marco, attivata dalla prefettura. Sul posto sono intervenute pattuglie dei carabinieri forestali, dell’Arif ed alcune unità di volontari di protezione civile provenienti dai Comuni di Brindisi e Mesagne. L’area è stata presidiata anche da pattuglie di polizia, di guardia di finanza e carabinieri. L’incendio, le cui cause sono in corso di accertamento, grazie al lavoro dei pompieri e volontari non ha intaccato la zona di maggior pregio boschivo. Tuttavia, questo incendio nell’oasi di bosco Lucci ha posto all’attenzione delle istituzioni la necessità di monitorare costantemente queste zone verdi per prevenire danni importanti alla flora e alla fauna locale.

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Di seguito, una nota del consigliere Pd, Michele Mazzarano:

“Si complica la situazione relativamente alla gestione del trasporto dei disabili da e verso le strutture di riabilitazione e centri diurni della ASL di Taranto, dopo la comunicazione del Raggruppamento Temporaneo di Imprese Padovano - Scoppio - Dover, che preannuncia di non pagare gli stipendi dei prossimi mesi”.
Interviene nuovamente sull’argomento il Consigliere regionale Michele Mazzarano, dopo circa un mese dall’audizione in III Commissione, nella quale è stato affrontato proprio il  tema della copertura dei costi.
“Oggi – prosegue Mazzarano – le aziende alle quali è affidato il servizio dall’ottobre del 2021, lamentano una sofferenza dal punto di vista economico, dal momento che sono creditrici di €. 359.230,27, per il mese maggio 2022 (€.100.951,08 corrispondenti al 40% spettante alla ASL e €. 258.279,39, 60% da parte dei Comuni). Sofferenza legata anche agli insostenibili aumenti del prezzo del carburante, che in questo momento determina grandi difficoltà nel pagamento degli stipendi dei dipendenti già dal mese prossimo”.

“Nell’audizione del 23 maggio scorso, era stato chiarito, sulla scorta delle pronunce dei giudici amministrativi, che il servizio  deve essere garantito dalle Asl, con un concorso dei Comuni nelle spese per un importo che arriva al 60%. Ribadiamo dunque ancora una volta – conclude il Consigliere regionale - che le Asl sono chiamate a coprire interamente il costo del servizio, salvo poi rivalersi sui Comuni per la loro quota di competenza. È doveroso dare seguito al più presto a queste decisioni al fine di garantire l’efficienza di un servizio fondamentale, e insieme tutelare il diritto degli operatori ad essere retribuiti con puntualità”.

Con l’anticiclone Caronte che rende l’estate rovente dopo una primavera dalle temperature bollenti aumentano le notti tropicali in Puglia, con la colonnina di mercurio che non scende sotto i 20 gradi. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, rispetto all’ondata di calore che sta creando anche un grande disagio notturno, con una tendenza all’aumento delle cosiddette notti tropicali che secondo i dati ISTAT era cresciuto di +7 a Bari già nel 2020, destinato evidentemente a lievitare nel 2022.

Con le temperature minime che sono risultate superiori a 0,88 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo, il gran caldo – dice Coldiretti Puglia - tiene svegli durante la notte circa 800mila pugliesi che soffrono di insonnia per il caldo notturno tropicale con un aumento dell’uso dei climatizzatori e il balzo delle bollette dell’elettricità, già schizzate per i rincari causati dai fenomeni inflazionistici post Covid aggravati dallo scoppio del conflitto in Ucraina.

Le condizioni per garantire un buon riposo – sostiene la Coldiretti Puglia – dipendono molto dai comportamenti durante il giorno a partire da una alimentazione corretta. Cibi come pane, pasta e riso, ma anche lattuga, radicchio, cipolla, aglio e formaggi freschi, uova bollite, latte fresco o caldo e frutta dolce come pesche e nettarine – sottolinea la Coldiretti – possono venire in soccorso per superare le notti di passione. Sono invece gli alimenti conditi con molto pepe e sale, ma anche con curry, paprika in abbondanza ed anche patatine in sacchetto, salatini, minestre con dado da cucina – continua la Coldiretti regionale – i veri nemici del riposo che le alte temperature rendono più difficile. Attenzione però anche a caffè e superalcolici che spesso accompagnano le serate in compagnia nei luoghi di vacanza ed anche agli alimenti in scatola che garantiscono praticità ai turisti che non vogliono perdere tempo nella preparazione dei cibi ma che – precisa la Coldiretti – sono considerati a “rischio” per chi vuole trascorrere tranquillamente la notte tra le braccia di Morfeo. Inoltre – continua la Coldiretti Puglia – ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, ma anche nei casi di eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti. Frutta e verdura – spiega la Coldiretti Puglia – sono alimenti che soddisfano molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile. Con gli stili di vita più salutistici – continua la Coldiretti – si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli, a casa, o in spiaggia.

L’attenzione all’alimentazione – conclude la Coldiretti regionale – è particolarmente importante nei soggetti a rischio come i bambini ma anche per i 130mila anziani over 80 anni presenti in Puglia.

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Operazione movida. Controlli serrati da parte della polizia locale di Mesagne che nel week end appena trascorso ha elevato ben 40 contravvenzioni ad automobilisti indisciplinati. La maggior parte delle sanzioni sono state elevate nel centro storico e nel suo immediato perimetro esterno, ma non sono mancati interventi anche in altre parti della città. Le pattuglie dei vigili per le intere tre giornate hanno monitorato l’intera città con un’attenzione particolare alle zone in cui si svolge la movida. Nonostante questi controlli domenica pomeriggio un episodio increscioso si è verificato presso il paco “Roberto Potì”, dove un padre ha malmenato il figlioletto che non voleva lasciare le giostrine su cui stava giocando.

Nonostante questi controlli domenica pomeriggio un episodio increscioso si è verificato presso il paco “Roberto Potì”, dove un padre ha malmenato il figlioletto che non voleva lasciare le giostrine su cui stava giocando. Alcune persone presenti ai fatti hanno chiamato i carabinieri affinché facessero rinsavire il genitore.  E il parco Potì come la villa comunale restano le due zone frequentate da famiglie, ragazzini e anziani che meriterebbero una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine presenti sul territorio poiché a un certo orario diventano zone franche di bande di ragazzini che creano problemi di ordine sociale.

Dunque nel week end lungo appena trascorso gli agenti della polizia locale, al comando di Teodoro Nigro, hanno controllato in toto la città. L’obiettivo è stato di eliminare gli abusi che spesso gli automobilisti commettono. In primo luogo le contravvenzioni hanno mostrato una peculiarità degli automobilisti a posteggiare impropriamente sugli stalli dei disabili. In base all’articolo 188 del Codice della strada il parcheggio effettuato su uno stallo riservato ai disabili può comportare una sanzione che varia dai 168 ai 672 euro in base alla gravità della condotta e al tipo di mezzo usato. I posti per le persone con disabilità, infatti, vengono spesso occupati da individui che non hanno i requisiti e i diritti idonei alla situazione.

Tuttavia, ci sono state contravvenzioni per auto posteggiate davanti ai garage, che espongono il cartello di divieto di posteggio, oppure posteggiate davanti agli ingressi di abitazioni che non hanno permesso l’uscita dei residenti. I controlli degli agenti seguono di una settimana quelli eseguiti agli esercenti di bar, pub e ristoranti per ciò che riguarda il rispetto delle autorizzazioni rilasciate dal Comune per l’occupazione del suolo pubblico. In poche parole si vuole evitare ciò che è accaduto lo scorso anno con il “tavolino selvaggio”.

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