Redazione

La firma del presidente Antonio Decaro sui piani sperimentali per ridurre le liste d’attesa è una scelta di grande valore, perché parla direttamente alla vita delle persone. Dietro ogni prenotazione rimandata c’è un’ansia che cresce, c’è una famiglia che si organizza come può, c’è chi rinuncia a curarsi perché non ha certezza dei tempi. Mettere questo tema al centro del dibattito e alla base del primo atto ufficiale significa riconoscere quella fatica e farsene carico con serietà.

Le misure previste vanno nella direzione giusta con più aperture nei fine settimana, orari più estesi, attività serali fino alle 23 e priorità alle urgenze e alle prestazioni brevi. È una risposta concreta a chi oggi non può permettersi di aspettare, e allo stesso tempo un messaggio chiaro agli operatori e alle strutture. La sanità pubblica si difende migliorandola, organizzandola, rendendola capace di dare tempi certi e percorsi leggibili.

Conta molto anche il metodo scelto, poiché non si tratta di annunci, ma di un lavoro misurabile, con piani aziendali, indicatori, monitoraggio mensile e verifiche sull’appropriatezza delle prescrizioni mediche. Affrontare con franchezza e determinazione il tema delle prescrizioni potenzialmente non appropriate non significa puntare il dito contro qualcuno ma significa proteggere chi ha davvero bisogno e oggi rischia di restare in coda mentre il sistema si intasa.

È importante anche la cornice di tutela e controllo prevista, con regole chiare sull’utilizzo dell’intramoenia e del privato accreditato entro i limiti di spesa, e con organismi di verifica dedicati. Aumentare le prestazioni sì, ma senza scorciatoie e senza zone grigie, con trasparenza e responsabilità.

Le liste d’attesa non si cancellano con una formula, ma si riducono con scelte coraggiose, condivise e verificabili e questo provvedimento apre un percorso serio e necessario. La Puglia a guida Antonio Decaro e con tutto il centrosinistra sceglie di stare dalla parte dei cittadini, soprattutto di quelli che oggi si sentono lasciati soli davanti a un referto che tarda e a un appuntamento che sembra non arrivare mai.

Isabella Lettori, Consigliera regionale Puglia PD

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– Il cartellone artistico di Katharà propone un nuovo e interessante appuntamento per tutti gli spettatori del Teatro Sociale di Fasano. Mercoledì 10 gennaio alle 20:30 verrà portato in scena “Tartufo”, spettacolo tratto dall’omonima opera di Molière, rielaborata drammaturgicamente da Michele Sinisi, attore, regista teatrale e drammaturgo, Premio della Critica nel 2016 assegnato da ANCT e più volte segnalato ai Premi Ubu.

In questa versione del potente ritratto di satira della borghesia secentesca, Tartufo diventa uno specchio deformante delle nostre contraddizioni: famiglia, potere, morale, inganno. Un Tartufo che non rassicura, che divide, che affascina. Potrebbe essere chiunque. Un'opera che sfida i valori della società e mette in luce l'ipocrisia con un umorismo pungente. Molière, maestro della satira, regala agli spettatori una storia dove niente è come sembra.

L’evento rientra nella programmazione artistico-culturale di Katharà per la stagione teatrale 2024/2025, nell’ambito del progetto di gestione del Teatro Sociale in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fasano e Puglia Culture.

La sinossi.

Chi è Tartufo? Un truffatore o un eroe? Un attore o un politico? Un prete o un guaritore? Un sant’uomo, come vuole il padrone di casa, o un impostore, come vuole il resto della famiglia che lo ospita? Un mistificatore o un uomo consapevole delle mistificazioni altrui? Il suo ingresso, all’inizio del terzo atto, fa l’effetto di un’apparizione insolita capace di zittire l’intera casa, arrestare il ritmo della commedia. Lo spazio del palcoscenico sembra ingrandirsi per contenere, insieme alla nostra curiosità, le poche, lente, sillabe dell’ospite che non abbiamo mai visto ma che è stato preceduto dalle tante parole dette su di lui. Chi è Tartufo?  Forse l’essenza stessa, ultima e malata, del male. Personaggio nato come satira della borghesia secentesca francese, Tartufo è diventato un simbolo, il truffatore per antonomasia capace di attraversare ogni epoca, rimanendo sempre incredibilmente attuale. 

 

Scheda spettacolo
TARTUFO - Dall’omonima commedia di Molière, rielaborazione drammaturgica e regia di Michele Sinisi | Con Stefano Braschi, Sara Drago, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Bruno Ricci, Giulia Rossoni, Lorenzo Terenzi, Adele Tirante, Angelo Tronca | Scenografia Federico Biancalani / assistente alle scene Cecilia Chiaretto | Disegno luci Michele Sinisi, Federico Biancalani | Costumi Cloe Tommasin / costume del Re Sole Daniela De Blasio

 

Porta: 20.00 | Sipario: 20.30

Biglietto €10 | Ridotto €5 | Studenti €3 - Prenotazioni biglietti: 334 1144911

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Per il COMEPER – Comitato Mesagne per la Ricerca, organismo di volontariato (OdV) fondato il 10 gennaio 2004 presso il Notaio Lavinia VACCA, ricorre il 22° anniversario, una felicissima opportunità per riaffermare con forza la missione che guida il suo operato, da oltre 2 decenni. Cioè, instillare nei cittadini, in primis nei giovani, l’amore per lo studio, la ricerca, la cultura e l’innovazione sociale come strumenti essenziali per costruire il futuro con le proprie mani.

Nato dalla volontà di 49 Cittadini - in prevalenza donne e uomini Mesagnesi che hanno creduto, e continuano a credere, nel valore della conoscenza come bene comune - il COMEPER ha attraversato questi 22 anni mantenendo solidamente intatto il proprio spirito originario: quello di un’associazione senza scopo di lucro radicata nel territorio, ma capace di guardare oltre i confini locali, favorendo connessioni, idee e progettualità per le nuove generazioni e per i cittadini sia giovani che senior.

In questo contesto, il legame con ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) e con il LABTS (Laboratorio del Terzo Settore), presenti nella stessa sede nel Convento dei Cappuccini a Mesagne, rappresenta un pilastro fondamentale dell’operato e delle iniziative del COMEPER. Questa associazione di volontariato, con il concreto contributo di Soci, Sostenitori e Benefattori, fra cui la compianta Prof.ssa Maria Luisa PORTULANO ha protetto negli anni un presidio scientifico territoriale come ISBEM che - pur nella sua fragilità di istituto di ricerca e formazione - continua a rappresentare un punto di riferimento per l’Innovazione basata su evidenze scientifiche, via preziosa per avere servizi di qualità a disposizione per tutti, senza limiti di censo, cultura, razza, sede.

COMEPER, LABTS e ISBEM (realtà nate dal basso e senza finalità di lucro), si sono consolidate e supportate nei momenti di bisogno e nelle difficoltà, al pari di una vera famiglia, condividono una visione basata sui valori e sulla ricerca applicata nonché sul trasferimento della conoscenza e su una concezione inclusiva della salute intesa come bene comune e non solo individuale. Tale approccio darà certamente frutti se ripuliremo l’ambiente dalle varie storture e dagli inquinanti spesso introdotti per pura sete di profitto.

Nel triennio 2023–2025, tale visione si è tradotta in molteplici eventi e progetti fra loro legati da un filo comune, ancorché articolati per ambiti e finalità: la cura delle persone, del territorio, della memoria collettiva, della speranza, della lotta alla povertà educativa etc. Fra i progetti si citano, in modo non esaustivo: ViVa_VOLO, Giardino Botanico, Terra Madre, Ground Up, UEPE, nonché OSCAR, PROMETEO, SISAGEN-Cardio e SWITCH Generation supportati nel loro percorso di implementazione sul campo. Invero, trattasi di progetti conclusi o sottomessi che rappresentano non solo risultati concreti, ma anche tracce di un percorso più ampio, fatto di studio, partecipazione, inclusione, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle radici culturali del nostro territorio.

Quale testimonianza di identità e riflessione culturale profonda, sono stati pubblicati libri disponibili nell’ex-convento dei Cappuccini di Mesagne, detto Monastero del 3° Millennio:

Carmelo FORMICA: Le mie radici ancorate fra le rocce di una “siticulosa” Puglia.
Guido MEMO: Il Terzo Settore nel Mezzogiorno.

Amedeo Elio DISTANTE: Teoremi medici e filosofici

Guido MEMO: Con Luigi Russo, tra volontariato e partecipazione

A nome della Presidenza e del Consiglio Direttivo del COMEPER siamo lieti di informare e coinvolgere tutta la cittadinanza affinché l’anniversario sia uno sprone al rilancio dell’OdV, oltre che un incentivo per costruire il futuro con le nostre stesse mani, riconoscendo il valore di ciò che è stato fatto e, al contempo, assumendosi responsabilità, oneri e obiettivi che l’impegno di cittadini coraggiosi e generosi potrà trasformare in benessere collettivo.

Ricordare il 22° compleanno del COMEPER non è quindi un atto celebrativo fine a se stesso, bensì un chiaro invito a credere che l’investimento in ricerca, cultura e formazione è un vero atto di lungimiranza, di intelligenza civica e di amore per la propria comunità.

Da parte sua, in questo anniversario, il COMEPER rinnova il proprio impegno a camminare accanto alle istituzioni, ai cittadini, al mondo della scuola, del Terzo Settore e della ricerca, alle aziende stesse e al mondo della comunicazione affinché Mesagne, il nostro territorio (ma non solo!) crescano come luoghi di opportunità, consapevolezza e futuro condiviso.

Ad esempio, proprio con i bandi per progetti che sono in ballo in questi giorni, al fine dell'inserimento di Giovani Volontari del Servizio Civile Universale, il ruolo del COMEPER è stato cruciale per finalizzare le proposte per PN Metro, PN Inclusione e i Grandi Anziani.

Costruire oggi ciò che migliorerà il domani è il senso autentico dell’agire del COMEPER e della vivace rete di Enti del 3° Settore che sono nell’ex convento dei Cappuccini di Mesagne.

Alessandro Distante, Presidente COMEPER                         Guido MEMO, Vicepresidente

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Il benessere psicologico e le dinamiche del cambiamento individuale approdano al centro del dibattito culturale fasanese. Sabato 10 gennaio, alle ore 17:00, la Sala Polifunzionale de "I Portici – Biblioteca di Comunità Ignazio Ciaia” ospiterà la presentazione del libro "Dentro la tua storia – Psicologia e crescita personale per cambiare vita", opera del dott. Pietro Trisciuzzi, psicologo e psicoterapeuta.

Il nuovo appuntamento della rassegna “Libri - La chiave per la conoscenza”, patrocinato dal Comune di Fasano, si configura come un’occasione preziosa per approfondire i temi del mental coaching e della psicoterapia intesi come strumenti pratici per l'evoluzione personale. Il volume di Trisciuzzi propone infatti una guida per comprendere come le esistenze possano trasformarsi profondamente attraverso il lavoro clinico e l'auto-consapevolezza.

Ad accompagnare l’autore nel racconto delle pagine del libro sarà la dott.ssa Veronica Santoro, psicologa, che curerà il dialogo volto a esplorare il delicato legame tra il vissuto personale e le potenzialità di rinnovamento insite in ogni individuo.

L’incontro è a ingresso libero e aperto a tutta la cittadinanza.

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Parola d'ordine, continuità, in casa Valtur Brindisi dopo la vittoria importante e netta ottenuta nello scontro diretto al vertice contro Verona, rigenerando grande entusiasmo nel mondo biancoazzurro. La squadra allenata da coach Piero Bucchi sarà impegnata nel secondo turno del girone di ritorno al PalaRadi di Cremona, per affrontare la Ferraroni Juvi nell'anticipo domenicale delle ore 15.00.

Juvi Cremona e Valtur Brindisi sono reduci da due vittorie nell'ultimo turno del campionato di Serie A2, un successo fondamentale dei lombardi sul campo di Forlì per interrompere la striscia di tre sconfitte consecutive. Brindisi d'altro canto non si vuole fermare e procedere nel percorso stagionale che la vede al comando della classifica al pari di Rimini e Pesaro, alla ricerca della continuità fuori dalle mura amiche dopo i due stop negli ultimi tre turni in trasferta.

Palla a due domenica 11 gennaio alle ore 15:00 al PalaRadi di Cremona. Ex di turno, Edoardo Del Cadia, lo scorso anno in biancoazzurro portando il suo contributo personale da 6.5 punti e 4.8 rimbalzi di media in una stagione terminata a gara 5 dei quarti di finale playoff.

Il match di andata si concluse sul punteggio di 85-60, esordio convincente al PalaPentassuglia con quattro uomini in doppia cifra a referto: Radonjic (19 punti), Copeland (11 punti), Vildera (11 punti), Esposito (11 punti).

Le dichiarazioni dell'atleta Gabriele Miani: “Sarà una partita difficile contro una buona squadra reduce da una vittoria esterna e da buone prestazioni nell’ultimo periodo anche se non del tutto confortate dai risultati. Sappiamo che se vogliamo continuare a condurre un campionato di vertice sarà necessario trovare continuità soprattutto fuori casa, e questo per noi deve essere un fattore motivazione molto importante per non staccare la spina ed essere cinici nei momenti chiave. Ogni sfida è competitiva e mostra difficoltà differenti per caratteristiche degli avversari. Il nostro percorso ora deve essere quanto più lineare al fine di raggiungere il nostro obiettivo a fine stagione”.

La partita sarà trasmessa domenica 11 gennaio alle ore 15:00 sulla piattaforma LNP Pass. Il servizio è raggiungibile al link undefined e su app iOS, Android, Android TV e Samsung TV, consentendo la visione anche sui dispositivi Chromecast e Fire TV Stick. Diretta radiofonica sulle frequenze di radio Ciccio Riccio.
La partita sarà trasmessa in differita lunedì sera alle ore 23:00 su Teleregione (canale 77 del digitale terrestre in Puglia e Basilicata) del Gruppo Editoriale Distante, media partner NBB.

Il locale Flabi Mediterranean coffee & food, punto di riferimento per tutti gli appassionati della pallacanestro brindisina, è la Club House della società biancoazzurra unico locale pubblico autorizzato a trasmettere le partite della Valtur Brindisi per tutta la stagione sportiva 2025/26. Per info e prenotazioni chiamare il numero 375-5366001.

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Il 10 gennaio 2026, alle 20.30, il Teatro Shalom di Mesagne aprirà le sue porte a uno spettacolo che promette di emozionare e sorprendere: “Il più grande spettacolo siamo noi”, una produzione firmata AttoTerzo Musical Academy e liberamente ispirata al celebre The Greatest Showman. Non si tratta solo di un musical, ma del risultato concreto di un percorso formativo che da oltre trent’anni prepara giovani artisti all’arte del palcoscenico. AttoTerzo Musical Academy è infatti una realtà che ha fatto della formazione completa il suo punto di forza: canto, danza e recitazione vengono insegnati con passione e metodo da docenti che hanno dedicato la loro vita al teatro musicale. È da questa esperienza che nascono performer capaci di muoversi a 360 gradi, pronti a portare in scena tutto ciò che hanno imparato. Lo spettacolo vedrà protagonisti proprio gli allievi della scuola, impegnati in numeri corali, assoli intensi e coreografie coinvolgenti. Sotto la guida della coreografa Ludovica Guarini, dei vocal coach Piero Loy e Manuela Rolli, dei testi di Francesco Sciascia e della regia di Tony Bottazzo, i ragazzi daranno vita a un viaggio ricco di energia, colori e magia. Ogni momento dello show è pensato per valorizzare il loro talento e raccontare, attraverso la performance, la bellezza del sogno che li muove. Chi assisterà allo spettacolo potrà vivere un’esperienza vibrante, fatta di entusiasmo, emozione e stupore. È un appuntamento che celebra non solo il musical, ma anche il percorso di crescita di questi giovani artisti, che grazie alla guida dei loro insegnanti stanno costruendo il proprio futuro nel mondo dello spettacolo. La serata è un invito a lasciarsi trasportare, a farsi sorprendere, a credere nella forza dei sogni. Perché, come suggerisce il titolo, il più grande spettacolo siamo davvero noi: le nostre passioni, il nostro impegno, la nostra voglia di brillare. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 328 8360179. Un’occasione da non perdere per chi ama il musical e per chi vuole scoprire da vicino il talento dei performer di domani.

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“Viviamo ormai da tanti anni in una zona residenziale che di tale aggettivo non ha nulla. Una zona dimenticata dagli uomini, ma non da Dio”. È un’amara constatazione quella che arriva dai residenti delle contrade Manfredonia, Palmitella e Torretta, un’area che, almeno sulla carta, dovrebbe rappresentare un quartiere residenziale della città di Mesagne, ma che nella realtà quotidiana si presenta come un territorio abbandonato a se stesso. I cittadini raccontano di aver versato regolarmente al Comune il corrispettivo previsto per le opere di urbanizzazione, senza però aver mai visto garantiti quei servizi minimi indispensabili che dovrebbero caratterizzare una zona abitata: strade sicure, illuminazione stabile, collegamenti efficienti, infrastrutture adeguate. Una promessa rimasta, a loro dire, solo sulla carta. Nei giorni scorsi le forti piogge hanno reso evidente una situazione già da tempo insostenibile: la viabilità è andata completamente in tilt, con strade letteralmente scomparse sotto l’acqua e trasformate in veri e propri fiumi. L’assenza di un sistema di deflusso delle acque meteoriche ha causato gravi difficoltà agli spostamenti, isolando di fatto intere porzioni del quartiere. Ma l’emergenza maltempo è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di disservizi. Anche in condizioni di normalità, infatti, l’energia elettrica viene spesso interrotta o fornita in modo irregolare, incidendo pesantemente sulla vita quotidiana delle famiglie. Secondo i residenti, all’origine del problema vi sarebbe il sottodimensionamento della cabina Enel, ormai inadeguata rispetto al carico urbanistico della zona e bisognosa di un urgente ampliamento tecnologico. A ciò si aggiungono le difficoltà legate alle connessioni internet, anch’esse instabili e discontinue. Le linee telefoniche, basate su impianti ormai vetusti, non sarebbero più in grado di sostenere le esigenze di un quartiere cresciuto nel tempo senza che le infrastrutture fossero adeguate di pari passo. Un insieme di criticità che rende complesso anche svolgere le attività più semplici, dallo smart working ai servizi digitali essenziali. E che dire di un impianto di videosorveglianza pubblico del tutto inesistente. “Finché non realizzeranno le due nuove cabine di consegna subiremo sempre questi distacchi”, spiegano i residenti, che non nascondono la loro amarezza: “Siamo da anni collegati a sistemi obsoleti. Speriamo solo che le procedure avviate non si siano bloccate. È indubbio che siamo il quartiere progettato e lottizzato nel modo peggiore, con l’aggravante che le problematiche sono note da tanto tempo ma nessuno ha voluto o potuto risolverle concretamente”. Oggi la speranza dei cittadini è riposta nell’operato dell’équipe dei commissari prefettizi, chiamati a governare una fase delicata per la città. L’auspicio è che possano prendere a cuore le difficoltà denunciate e avviare finalmente interventi strutturali, capaci di restituire dignità a una zona che da troppo tempo attende di essere riconosciuta come parte integrante e viva della comunità mesagnese.

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Con le sorgenti pugliesi che presentano una disponibilità idrica ridotta del 28% rispetto alla media dell’ultimo decennio e con un sistema degli invasi che registra una contrazione del 61% delle riserve, l’emergenza idrica in Puglia ha ormai assunto un carattere strutturale che rende non più rinviabili interventi organici e programmati per la messa in sicurezza della risorsa acqua. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati di AQP, rispetto ad un quadro critico che impone interventi rapidi e concreti sul piano delle infrastrutture, della raccolta delle acque piovane e della gestione complessiva della risorsa, con la dichiarazione dello stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico che prevede l’adozione di misure straordinarie fino al 29 ottobre 2026.

Un quadro aggravato da un paradosso evidente, perché anche quando le precipitazioni arrivano, l’acqua non viene intercettata né conservata, ma si disperde rapidamente a causa della carenza di infrastrutture adeguate alla raccolta e allo stoccaggio della risorsa idrica. Una contraddizione difficile da accettare in una regione cronicamente assetata, dove ogni pioggia dovrebbe rappresentare un’opportunità da valorizzare e non una risorsa sprecata, e dove l’acqua andrebbe finalmente recuperata e messa a sistema a servizio dei territori e dell’agricoltura.

“La siccità rappresenta un’incognita pesantissima per la prossima campagna agricola, che si annuncia pesante e rischia di bloccare gli investimenti delle aziende”, afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, evidenziando come “sia indispensabile avviare al più presto un piano invasi capace di garantire in modo strutturale la disponibilità di acqua e di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici”.

“In Puglia è fondamentale ripartire dalle opere incompiute e dagli interventi di manutenzione straordinaria”, sottolinea il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, indicando come prioritaria “la diga di Saglioccia, realizzata negli anni Ottanta e mai entrata in funzione, con lo sbarramento sul torrente omonimo, affluente di destra del fiume Bradano, nel territorio di Altamura, in località Tempa Bianca”. Altrettanto strategico è “il recupero funzionale della Diga del Pappadai, infrastruttura idraulica in provincia di Taranto che permetterebbe di convogliare le acque del Sinni per circa 20 miliardi di litri, destinabili a usi potabili e irrigui. Una volta completata – aggiunge Piccioni – potrebbe garantire l’approvvigionamento dell’Alto Salento, un’area che ancora oggi dipende esclusivamente da pozzi e autobotti per l’irrigazione”.

Sul fronte della bonifica, si sono consolidate nel tempo nuove ed inevitabili esigenze di manutenzioni ordinarie e straordinarie delle opere pubbliche di bonifica che non possono e non debbono essere scaricate sugli utenti, i quali hanno, loro malgrado,  subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione.

Sul versante del sostegno alle aziende agricole, Coldiretti ha infine sollecitato il Governo a velocizzare l’erogazione degli aiuti legati alle assicurazioni e a favorire una riforma del sistema di gestione del rischio, oggi messo sotto pressione da eventi climatici sempre più frequenti, estremi e imprevedibili.

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Si è svolta nella mattinata del 6 gennaio 2026 l’iniziativa “Epifania Solidale in Assistenza Domiciliare”, promossa congiuntamente dalle principali associazioni giovanili del territorio brindisino: Confindustria Giovani Imprenditori Brindisi, Confcommercio Giovani Imprenditori Brindisi, CNA Giovani Imprenditori Brindisi, AIGA Giovani Avvocati Brindisi, Unione Giovani Commercialisti ed Esperti Contabili di Brindisi, ANCE Giovani Brindisi e A.Gi.Far – Associazione Provinciale Giovani Farmacisti di Brindisi.

Nel pieno rispetto delle indicazioni sanitarie, organizzative e di sicurezza fornite dall’ASL di Brindisi, una delegazione delle associazioni ha fatto visita a numerose famiglie con bambini attualmente seguiti in assistenza domiciliare, consegnando piccoli doni e portando un messaggio concreto di vicinanza, attenzione e solidarietà in tutta la provincia.

L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa delle associazioni giovanili di unire le forze per generare valore sociale, mettendo a disposizione tempo, risorse ed energie a beneficio delle fasce più fragili della comunità. Un progetto costruito in un’ottica di collaborazione responsabile e strutturata con le istituzioni del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra mondo associativo, cittadini e sistema sanitario locale.

Le attività sono state rese possibili grazie ai fondi raccolti in occasione della Cena di Natale congiunta delle associazioni giovanili territoriali, svoltasi il 17 dicembre 2025 presso Tenuta Moreno, il cui ricavato è stato interamente destinato a progetti di solidarietà e inclusione a beneficio della comunità brindisina.

«Abbiamo voluto trasformare il significato dell’Epifania in un gesto concreto – spiegano i promotori – perché crediamo che il ruolo delle associazioni giovanili non sia solo rappresentanza, ma anche responsabilità sociale, presenza attiva e capacità di prendersi cura del territorio».

L’“Epifania Solidale” si inserisce in un percorso più ampio di iniziative condivise che le associazioni giovanili della provincia di Brindisi stanno portando avanti per rafforzare il senso di comunità, promuovere la cultura della partecipazione e contribuire allo sviluppo umano e sociale del territorio.

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<<La nostra concittadina Rita Greco è in finale al Premio Letterario nazionale Zeno con la poesia inedita “Prende male le misure”, già premiata a "Bologna in lettere".
Il "Progetto Zeno" nasce a Battipaglia (Napoli) per promuovere la lettura, la scrittura e la cultura in generale. Vanta, fra i numerosi Giurati, Simona Vinci (Premio Campiello 2016), Aldo Nove (Castelvecchi, Einaudi, Laterza Bompiani), Wanda Marasco (Premio Campiello 2025).
La poetessa mesagnese, reduce dal premio "Samadi 2025", assegnatole  dalla Taberna Libraria di Latiano, procede instancabile nel suo percorso di maturazione poetica, aggiungendo altre frecce al suo arco di sensibilità socio-culturale. >> -