Redazione

Un gesto di estrema crudeltà si è consumato lungo la Strada Statale 106, all’altezza dell’ipermercato Lidl, nel territorio di Reggio Calabria. Un cane è stato lanciato dal finestrino di un’auto in corsa, una Fiat Punto di colore grigio, e abbandonato sull’asfalto.

L’animale è stato recuperato grazie all’intervento dei volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali – Sezione di Reggio Calabria, con il supporto delle forze dell’ordine intervenute sul posto. Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di un abbandono deliberato: il cane sarebbe stato gettato fuori dal veicolo mentre questo era in marcia.

Sono attualmente in corso accertamenti per individuare il responsabile del gesto. Si sta verificando la presenza di eventuali sistemi di videosorveglianza nella zona che possano aver ripreso l’auto e consentire l’identificazione dell’autore. Enpa annuncia che presenterà formale denuncia attraverso il proprio ufficio legale per il grave reato di abbandono di animale, aggravato dalle modalità particolarmente pericolosa e violenta.

Il cane, soccorso e messo in sicurezza, è ora affidato alle cure dei volontari Enpa di Reggio Calabria. È stato trasferito presso una struttura veterinaria per gli accertamenti sanitari e le visite necessarie. Le sue condizioni sono in fase di valutazione.

Grazie all’immediata attivazione della rete solidale sul territorio, per l’animale è già stato individuato un percorso di preaffido, che gli consentirà presto di lasciare la strada e iniziare una nuova vita in un contesto protetto.

«Quello dell’abbandono è un reato grave, ma gettare un cane da un’auto in corsa significa condannarlo a morte e mettere a rischio anche la sicurezza degli altri utenti della strada», sottolinea Enpa. «Continueremo a fare tutto il possibile affinché episodi come questo non restino impuniti».

Enpa rinnova l’appello ai cittadini a segnalare ogni informazione utile alle indagini e ricorda che la collaborazione di tutti è fondamentale per contrastare la violenza e l’illegalità ai danni degli animali.

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In merito al tema del badge di cantiere, ANCE Brindisi intende fare chiarezza, invitando le imprese a non lasciarsi coinvolgere da allarmismi e a non affrettare adempimenti che, allo stato attuale, non sono richiesti.

L’introduzione del nuovo badge di cantiere è stata prevista dal Decreto Sicurezza (DL 159/2025),  ma alla luce dei chiarimenti intervenuti con la legge di conversione 198/2025 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre scorso, è emerso che l’obbligo non è ancora in vigore.

La volontà del legislatore – come emerge dal quadro normativo – è quella di arrivare all’introduzione di un badge evoluto, collegato a una piattaforma ministeriale, con l’introduzione di un codice univoco anticontraffazione.

Tuttavia, ad oggi, non esiste ancora nulla di operativo. Il decreto attuativo necessario a rendere concreta la misura non è stato pubblicato e, di conseguenza, non è possibile conoscere né i contenuti del badge né le modalità di funzionamento. Solo dalla pubblicazione di tale decreto decorreranno i 60 giorni previsti dalla norma.

A ciò si aggiunge il fatto che le parti sociali comparativamente più rappresentative non sono state convocate, non è disponibile alcuna bozza del decreto e non sono stati condivisi elementi tecnici o operativi. In sostanza, allo stato attuale, non si sa nulla.

«Vogliamo chiarire – dichiara il Presidente di ANCE Brindisi, Angelo Contessa – che in questo momento le imprese non sono tenute a fare assolutamente nulla. Chi oggi sta “vendendo” app o soluzioni digitali legate al badge di cantiere propone semplicemente una mera digitalizzazione del cartaceo, ovvero del cartellino già in uso, senza alcun collegamento con il sistema che il legislatore intende realmente implementare. Ad oggi rimane quindi una facoltà dell’impresa eventualmente scegliere di aggiornare la propria organizzazione, digitalizzando gli ingressi in cantiere».

ANCE Brindisi continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione normativa e istituzionale, mantenendo un costante confronto con ANCE Nazionale. L’Associazione sarà pronta a supportare concretamente le imprese quando gli adempimenti diventeranno effettivi, anche attraverso l’interlocuzione con i soggetti che si occupano di soluzioni software.

«Saremo pronti – conclude Contessa – ma al momento è tutto fermo. L’invito alle imprese è quello di restare informate attraverso i canali ufficiali, evitando scelte affrettate basate su informazioni incomplete».

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Venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 gennaioPalazzo Roma di Ostuni propone un nuovo weekend di cinema con due titoli che raccontano, da prospettive molto diverse, le fragilità e le contraddizioni dei rapporti umani. Le proiezioni sono in programma alle ore 16:30 e alle ore 18:15 con “Prendiamoci una pausa”, mentre alle ore 20:00 sarà proiettato “Una di famiglia”.

Nel pomeriggio spazio alla commedia “Prendiamoci una pausa”, diretta da Christian Marazziti e interpretata da Marco Giallini, Claudia Gerini, Paolo Calabresi, Fabio Volo e Ilenia Pastorelli. Il film affronta con ironia e leggerezza un momento raramente raccontato nelle storie d’amore: la pausa di riflessione.
Walter e Fiorella si sono innamorati trent’anni prima, hanno costruito una famiglia e una vita insieme, ma oggi si trovano a fare i conti con l’usura del tempo, con le assenze e con sentimenti che sembrano cambiati. Intorno a loro ruota una galleria di personaggi alle prese con crisi sentimentali, separazioni improvvise, nuove relazioni e desideri contrastanti. Storie diverse che si intrecciano attorno a un’unica scelta: fermarsi, prendersi una pausa e provare a capire se l’amore può trasformarsi senza finire.

In serata, alle ore 20:00, arriva “Una di famiglia”, film diretto da Paul Feig e interpretato da Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar, Michele Morrone e Megan Ferguson. Un racconto carico di tensione e mistero, ambientato nel mondo elegante e inquietante dell’alta società, dove la perfezione è solo una facciata.
Millie, in cerca di una seconda possibilità, accetta un lavoro come governante presso la ricca famiglia Winchester, convinta di aver finalmente trovato stabilità. Ma ciò che sembra un’occasione di riscatto si trasforma presto in un incubo fatto di accuse, comportamenti disturbanti e segreti inconfessabili. Nulla è come appare e ogni relazione nasconde un lato oscuro pronto a emergere.

Con questa programmazione, Palazzo Roma continua a offrire al pubblico storie capaci di emozionare, divertire e tenere con il fiato sospeso, confermandosi luogo di incontro per il cinema che racconta le complessità dell’animo umano.

Giovedì 5 febbraio alle ore 18:30 la Biblioteca del Vicolo – Santa Spazio Culturale ospita la presentazione di un libro che accompagna il lettore in un vero e proprio viaggio nella Brindisi romana, quando Brundisium era uno dei principali snodi tra Oriente e Occidente nel mondo antico.

Com’era davvero l’antica città?
Perché la Via Appia arrivava proprio fino a qui?
Che ruolo aveva Brundisium nell’Impero romano?

Partendo da studi archeologici, fonti storiche e testimonianze di autori antichi come Plinio il Vecchio, Tacito, Cicerone e Tito Livio, l’autore ricostruisce la vita della città con rigore scientifico ma con uno stile narrativo coinvolgente, capace di rendere la lettura scorrevole come un romanzo.

Nella prima parte del libro si esplora la città:
- il porto e le infrastrutture
- le domus
- il mercato, il foro, le strade
- le taverne e la vita quotidiana degli abitanti

Nella parte centrale si incontrano i grandi protagonisti della storia:
Cesare, Marco Antonio, Augusto, Agrippina Maggiore, Nerone, e si scopre come i brindisini si rapportavano con questi personaggi, in una città che fu davvero una cerniera tra Oriente e Occidente.

Nell’ultima parte si segue la Via Appia — oggi Patrimonio Mondiale UNESCO —, si scopre l’imponente acquedotto che alimentava Brundisium, i lavori stradali al tempo di Traiano e si arriva fino al simbolo della città: le Colonne romane, enigmatiche e affascinanti.
Attraverso epigrafi funerarie e documenti reali, prendono forma anche le storie della gente comune, restituendo un ritratto umano e vivo della Brindisi antica.

A dialogare con l’autore sarà Nicola Bellanova,
giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, nonché docente di marketing turistico per i corsi di guida turistica e direttore di agenzia di viaggi.

Introduce l’incontro Francesco Mauro, bibliotecario e responsabile Biblioteca del Vicolo, segretario e responsabile comunicazione Yeahajasi Brindisi APS - ente gestore dell’ex convento di Santa Chiara

Un appuntamento pensato per chi ama la storia, la città e vuole riscoprire le proprie radici con uno sguardo nuovo.

Ci sono commedie che invecchiano e altre che imparano a parlare meglio. “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta appartiene alla seconda categoria perché ogni risata aggiunge una riga alla verità che racconta. Martedì 27 gennaio, alle ore 20.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi arriva la versione diretta e adattata da Leo Muscato, con Gianfelice Imparato protagonista nei panni di Don Felice Sciosciammocca.

I biglietti sono disponibili online su rebrand.ly/IlMedicoDeipazzi e al botteghino del teatro, aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30; il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Info T. 0831 562 554 e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

L’apertura pensata da Muscato è già una scelta di linguaggio. La vicenda scivola agli inizi degli anni Ottanta, nel clima inquieto del post‑Basaglia, quando la chiusura dei manicomi ridisegna il rapporto tra cura, società e follia. È in questo spazio incerto che Don Felice, proprietario terriero ingenuo e provinciale, arriva a Napoli per vedere con i propri occhi la clinica del nipote Ciccillo, a cui ha pagato gli studi in medicina. In realtà Ciccillo ha dissipato tutto e vive alla giornata in una modesta Pensione Stella. Per non essere scoperto, la spaccia per un istituto psichiatrico e i suoi coinquilini per pazienti. Da questo equivoco prende forma una macchina teatrale che procede per accumulo trascinando con sé personaggi, bugie, paure e desideri.

Tra equivoci e gag affiorano le fragilità, le solitudini, i sogni mancati. La commedia non nasconde il suo risvolto drammatico. Si ride molto ma dietro l’euforia farsesca si avverte la fatica di vivere, il bisogno di fingere per sopravvivere, la paura di essere scoperti. Muscato tiene insieme questi piani senza forzature: la farsa resta farsa e diventa uno specchio che riflette una società in bilico tra modernità proclamata e fragilità reali.

Lo spostamento agli anni Ottanta non è decorativo. Cambia il senso della storia: il confine tra normalità e devianza non è più netto: scivola, cambia forma, mette tutti in discussione. La parola “pazzo”, che nel testo scorre con la leggerezza del suo tempo, qui attraversa una nuova consapevolezza: maschera sociale, ruolo che può essere indossato o imposto. Si ride, ma per capire meglio. La risata fa emergere quello che preferiremmo non vedere. Si ride e intanto cadono le maschere. Al centro di questo universo, Gianfelice Imparato costruisce un Don Felice lontano dalla macchietta. Il suo Sciosciammocca è un uomo vero, smarrito, attraversato da un candore che convive con la paura. I tempi comici nascono dall’ascolto: ogni pausa, ogni esitazione porta con sé una malinconia leggera. E quando la beffa del nipote gli esplode addosso, la risata cambia tono: resta il sorriso, ma si sente tutta la sua delusione.

Intorno a Imparato si muove un ensemble compatto. Giuseppe Brunetti disegna un Ciccillo nervoso e brillante, motore dell’inganno e ritratto di un’epoca in cui la furbizia sembra contare più della lealtà. Luigi Bignone, nei panni di Michelino, porta in scena una fragilità tenera, sospesa tra complicità e rimorso. Alessandra D’Ambrosio e Arianna Primavera tengono insieme ironia e saggezza quotidiana; Giorgio Pinto attraversa i suoi personaggi con naturalezza e duttilità. Attorno, la “fauna” della Pensione Stella - il Maggiore, il musicista squattrinato, lo scrittore che straccia le proprie pagine, l’attore in cerca di un Otello impossibile - compone un affresco di solitudini che si riconoscono senza dichiararsi.

Ogni gesto, ogni pausa, ogni equivoco trova una collocazione esatta in un “caos controllato” che conserva il respiro dell’improvvisazione. Le scene di Federica Parolini restituiscono l’atmosfera dei primi anni Ottanta: arredi stinti, colori consumati, una Napoli sospesa tra modernità e disincanto. La Pensione Stella diventa un luogo reale e simbolico insieme, un palcoscenico che accoglie le contraddizioni di un’umanità smarrita e le rende visibili senza giudicarle.

Il medico dei pazzi” finisce per raccontare il nostro modo di abitare il mondo partendo da una domanda semplice e difficile: chi decide davvero dove passa il confine tra ragione e follia? Il Nuovo Teatro Verdi ospita un lavoro generoso, capace di parlare a chi cerca il piacere della risata ma anche a chi, sotto quella risata, riconosce un’ombra familiare. Un invito a guardare la commedia come un luogo in cui la leggerezza non è evasione ma una forma alta di verità.

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Il fattore PalaPentassuglia si conferma ancora una volta una certezza per una Valtur Brindisi che vuole confermare il trend positivo tra le mura amiche, sconfitta una sola volta a fronte delle undici partite finora disputate a Brindisi in regular season Serie A2. Nel mese di febbraio, i biancoazzurri disputeranno tre partite consecutive in casa, all’interno del fortino su cui costruire il decisivo girone di ritorno con ambizioni da Serie A.

A partire dalle ore 10:00 di martedì 20 gennaio, è possibile acquistare i biglietti singoli per assistere ai prossimi match interni di campionato Valtur Brindisi nel mese di febbraio 2026.

Sarà possibile acquistare i ticket online al seguente link undefined, presso tutti i punti vendita abilitati sul territorio nazionale e presso il New Basket Store (aperto tutti i giorni nei seguenti orari 09:30-13:00; 16:45-20:15 tranne la domenica).

Si comunica che anche quest’anno le singole partite avranno quattro tipologie di prezzo differenti (CAT A+, A, B, C):

CATEGORIA A+: 2 PARTITE *(Pesaro e Fortitudo Bologna, a partire da €19)

CATEGORIA A: 9 PARTITE *(a partire da €14)

CATEGORIA B: 4 PARTITE *(a partire da €12)

CATEGORIA C: 4 PARTITE *(a partire da €10)

 MATCH IN VENDITA DA OGGI:

  • Valtur Brindisi vs Gruppo Mascio Bergamo |CATEGORIA A|– domenica 8 febbraio ore 18:00
  • Valtur Brindisi vs Liofilchem Roseto |CATEGORIA C|– domenica 15 febbraio ore 18:00
  • Valtur Brindisi vs Reale Mutua Torino |CATEGORIA B|– sabato 21 febbraio ore 20:30

Si ricorda che è attualmente in vendita la prossima partita di campionato in programma domenica 25 gennaio alle ore 18:0 tra Valtur Brindisi e Unicusano Avellino Basket. Biglietti in vendita a partire da €14.

TICKETS IN VENDITA:

  • New Basket Store, Corso Garibaldi 29 (09:30-13:00; 16:45-20:15, chiuso la domenica e il lunedì mattina)
  • online sul sito www.vivaticket.it
  • punti vendita Vivaticket abilitati sul territorio
  • botteghino del Pala Pentassuglia con apertura 90 minuti prima della palla a due

 

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Costruire una rete territoriale solida, competente e capace di offrire risposte integrate alle donne vittime di violenza di genere. È questo l’obiettivo del secondo incontro di formazione “La rete dei servizi in ascolto della donna vittima di violenza di genere. Percorsi di accompagnamento”, promosso dal Centro Antiviolenza “Insieme si può”, in programma sabato 24 gennaio 2026, dalle ore 9.00 alle ore 14.00, presso “I Portici” – Biblioteca di Comunità Ignazio Ciaia di Fasano.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la violenza di genere è un fenomeno complesso, che genera bisogni molteplici e spesso intrecciati, ai quali nessun operatore o servizio può rispondere in modo efficace agendo in maniera isolata. Per questo motivo il Centro Antiviolenza “Insieme si può” promuove un percorso formativo finalizzato a favorire la costruzione, sul territorio di competenza, di una Rete Antiviolenza che coinvolga in modo coordinato tutti i soggetti istituzionali e professionali che intervengono, o possono intervenire, a sostegno delle donne che subiscono violenza.

Il secondo incontro di formazione è dedicato in particolare al personale sanitario e sociale che opera sul territorio, con l’intento di riunire medici, infermieri, operatori dei pronto soccorso, professionisti dei consultori familiari e dei servizi sociali, favorendo una lettura condivisa del fenomeno della violenza di genere e un approccio multidisciplinare fondato su basi comuni. La formazione mira a rafforzare la conoscenza delle dinamiche della violenza, a migliorare la capacità di riconoscere segnali e indicatori di rischio, a sviluppare competenze adeguate nella valutazione del pericolo di recidiva e di letalità e a rendere più efficace la presa in carico delle donne, valorizzando le risorse professionali presenti sul territorio.

Il convegno si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Fasano, Dott. Francesco Zaccaria, dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fasano, Prof.ssa Cinzia Caroli, del Presidente del CIISAF, Prof. Giovanni Cisternino, del Direttore Generale dell’ASL di Brindisi, Dott. Maurizio De Nuccio, del Direttore del Distretto Socio-Sanitario BR/2, Dott. Giuseppe Pace, del Presidente dell’Ordine dei Medici di Medicina Generale, Dott. Arturo Oliva, del Direttore del Pronto Soccorso di Ostuni, Dott. Domenico Lorenzo Urso, e del Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia, Dott. Massimiliano Fiorentino.

Seguiranno gli interventi della Dott.ssa Concetta Grassidonio, Coordinatrice e Assistente Sociale del Centro Antiviolenza “Insieme si può”, della Dott.ssa Mirella D’Attoma, Psicologa presso il DSS 2 e il Consultorio Familiare di Ostuni e Cisternino e membro dell’Equipe Abuso e Maltrattamento di Fasano, della Dott.ssa Stefania Concetta Bello, Dirigente Medico Legale dell’ASL di Brindisi, e della Dott.ssa Florenza Prete, Psicologa Psicoterapeuta Dirigente dell’ASL di Brindisi.

A moderare l’incontro sarà il Dott. Antonio Calabrese, Direttore del CIISAF. L’evento è in fase di accreditamento per gli Assistenti Sociali e rappresenta un’importante occasione di confronto e formazione per rafforzare una rete territoriale sempre più integrata e capace di rispondere in modo efficace e consapevole al fenomeno della violenza di genere.

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Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere. E’ la posizione di Coldiretti, presente oggi a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori anche dalla Puglia, guidati dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea.

La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica. La Commissione Von der Leyen ha trasformato l’agricoltura in un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese europee e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale.  Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione.

La Commissione predica ideologia e impone burocrazia: 100 giorni di lavoro sottratti ogni anno alle aziende agricole per obblighi inutili, mentre senza reciprocità il commercio diventa un’arma contro l’Europa. Il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo. Per queste ragioni la mobilitazione di Coldiretti proseguirà senza sosta, finché la Commissione non abbandonerà la linea suicida che ha imposto e non ripristinerà un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea.

"Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza - sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia - conclude Prandini - continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea". "Siamo qui per denunciare la necessità che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili - dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo - Noi abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia.

È quindi necessario che - prosegue Gesmundo - partendo da questa grande capacità di mobilitazione popolare, si possa arrivare non solo al concetto di reciprocità, ma a un controllo che riguardi tutte, tutte, tutte le merci che importiamo, sia dal punto di vista della qualità sia, soprattutto, da quello della salubrità. I Paesi dai quali importiamo prodotti e derrate alimentari utilizzano ancora fitofarmaci e veleni che in Europa sono stati banditi da oltre quarant’anni. Questo non è pensabile né auspicabile: non possiamo continuare in questa direzione”.

"Le importazioni sleali stanno mettendo seriamente a rischio le produzioni agricole del nostro territorio e la salute dei cittadini", dichiara Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. "Non possiamo accettare che ai nostri agricoltori vengano imposte regole rigidissime su ambiente, lavoro e sicurezza alimentare, mentre entrano in Europa prodotti che non rispettano minimamente quegli stessi standard. È una concorrenza falsata che colpisce il reddito delle imprese agricole pugliesi e italiane e mina la fiducia dei consumatori". "In Puglia – aggiunge Cavallo – sono particolarmente esposti prodotti simbolo del Made in Italy come olio extravergine di oliva, grano duro, ortofrutta fresca, conserve di pomodoro e uva da tavola, che arrivano sul mercato europeo a prezzi stracciati perché ottenuti con fitofarmaci vietati, costi del lavoro irrisori e controlli sanitari insufficienti. Questa non è globalizzazione, è dumping".

Sulla stessa linea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia: "Il problema non è il commercio internazionale in sé, ma l’assenza totale di reciprocità e di controlli efficaci. Oggi solo una minima parte delle merci viene controllata fisicamente alle frontiere, mentre entrano in Europa prodotti che non garantiscono né qualità né salubrità". "I prodotti più a rischio per l’agricoltura europea – spiega Piccioni – sono carni bovine e avicole, cereali, riso, zucchero, miele, olio d’oliva, agrumi e ortaggi, provenienti da Paesi extra UE dove sono ancora consentite sostanze vietate da decenni in Europa. Così si mette in difficoltà chi produce rispettando le regole e si inganna il consumatore finale". "Serve subito – conclude Piccioni – più trasparenza, origine obbligatoria in etichetta e controlli veri su tutte le merci importate. Senza queste garanzie, ogni accordo commerciale diventa un colpo mortale all’agricoltura europea e alla sovranità alimentare".

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Cedat85Omega Mesagne-Occhionero Termoli 3-1

Per l'ultima gara del girone d'andata, la Cedat85Omega ospita il Termoli, formazione giovane ma molto agguerrita e quindi insidiosa.
L'inizio di gara è equilibrato. Si procede a braccetto fino alla prima decina, quando i ragazzi di mister Viva piazzano il primo break di giornata grazie ad un buon Pazgan ed allo strapotere di Antonazzo e Peluso al centro contro i pari ruolo avversari molto volenterosi, ma nettamente inferiori dal punto di vista fisico. Senza particolari patemi si chiude 25-16.
Se il primo set era stato equilibrato almeno nelle fasi iniziali, il secondo è un monologo gialloblu con un ottimo Franza in avanti e la regia sempre impeccabile di capitan Balestra (25-14).
La partita sembra decisa, ma il terzo set trova una Cedat distratta e forse già convinta di aver chiuso la pratica. Il Termoli acquista fiducia e riesce a portare il match al quarto set, sfruttando i troppi errori al servizio dei gialloblu ed un atteggiamento eccessivamente timoroso in fase realizzativa (24-26).
La sfuriata di mister Viva arriva fino agli spalti ed infatti al rientro in campo il Mesagne torna a spingere, riuscendo a chiudere la contesa sul 25-17 senza nessuna particolare apprensione.
Una partita quasi perfetta, sporcata da un blackout quasi incomprensibile. I ragazzi del presidente Indolfi vincono meritatamente e si portano a -3 dal terzo posto difeso dal Valdiano, prossimo avversario dei gialloblu.

La Giunta comunale di Brindisi, nella riunione di oggi, 19 gennaio 2026, ha approvato l’atto di indirizzo, la proposta progettuale e la partecipazione all’Avviso pubblico nazionale candidando il Comune di Brindisi al titolo di “Capitale italiana del Mare 2026”. La documentazione, predisposta dal Settore Programmazione Economica e Sviluppo, ha preso le mosse dal decreto del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adottato il 4 novembre 2025, che ha previsto come il titolo di “Capitale italiana del Mare” sia conferito con cadenza annuale a un Comune costiero, a seguito di apposita procedura di selezione, e che al Comune designato sia riconosciuto un contributo statale destinato al finanziamento del programma annuale di attività di promozione della cultura marittima.

Le intenzioni dell’Avviso pubblico sono quelle di “valorizzare le città costiere che presentino una consolidata identità marittima e una capacità progettuale orientata allo sviluppo sostenibile, alla tutela dell’ambiente marino e costiero, all’innovazione e alla promozione culturale ed economica connessa al mare” ed il Comune di Brindisi con gli atti adottati oggi dalla Giunta ha candidato una proposta intitolata “Brindisi insenatura di luce”.

Ciò parte dalla constatazione che il “Comune di Brindisi, per la sua storia, la collocazione geografica e la funzione strategica svolta nel contesto adriatico e mediterraneo, presenta caratteristiche pienamente coerenti con le finalità dell’Avviso”, in quanto “il mare rappresenta l’elemento fondativo dell’identità urbana della città e incide in maniera determinante sull’evoluzione storica, sull’organizzazione dello spazio urbano e sulle dinamiche economiche e produttive locali”.

La candidatura del Comune di Brindisi è stata costruita attraverso un percorso di elaborazione progettuale strutturato e partecipato, finalizzato a raccogliere, integrare e valorizzare le energie, le competenze e le progettualità già presenti sul territorio. In particolare, l’Amministrazione comunale ha promosso due incontri pubblici di co-progettazione, svoltisi il 30 dicembre 2025 e il 15 gennaio 2026, che hanno visto il coinvolgimento di enti pubblici, operatori economici, associazioni, istituzioni culturali, sportive e formative, realtà del terzo settore e singoli cittadini portatori di interesse. Nel corso di tale processo partecipativo sono state raccolte proposte progettuali provenienti da una pluralità di soggetti territoriali, riferite ai diversi ambiti della cultura del mare, dell’economia blu, della formazione, dello sport, dell’inclusione sociale, della tutela ambientale e dell’innovazione. Tali proposte, dopo un’opera di analisi, selezione e integrazione da parte della struttura comunale competente, sono confluite organicamente nel dossier di candidatura, costituendo la base del programma annuale di attività e del modello di governance delineato.

“Prima ancora di conoscere gli esiti del concorso, questa Città ha dimostrato capacità di fare sintesi intorno a un tema attraverso tavoli di concertazione che dal basso analizzano, propongono, programmano percorsi di crescita culturale, sociale ed economica – ha detto il sindaco, Giuseppe Marchionna a conclusione della riunione della Giunta -. Il concorso di diverse sensibilità, la partecipazione di singoli portatori di interesse, lo stare accanto scuola e impresa, associazionismo e altre istituzioni dimostra la vivacità di un tessuto che ha bisogno di questi momenti di programmazione, nel corso dei quali davvero si condividono scelte e si guarda al futuro con la necessaria convinzione e la giusta consapevolezza”.

La valutazione delle candidature pervenute avverrà in questi giorni di fine gennaio e la decisione verrà ufficializzata il 1° febbraio prossimo.

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