Redazione

INVICTA BRINDISI – MENS SANA MESAGNE = 60 – 69
 
Invicta Brindisi: Bellanova 10, De Gennaro 14, Schirimbolo, Dario 2, Panzera
8, Caloro 6, Fusco 6, Mazzo, De Giorgi 14, Meccia, Solidoro. Allenatore: P.
Della Corte.
Mens Sana Mesagne: Potì 11, Scalera 2, Ciccarese 20, Rollo 14, Campana,
Zofra, De Vincentis 2, Malvindi 15, Panico 3, Moro 2. Allenatore: Fabio
Mellone.
Parziali: 20-18 23-13 14-21 3-17
Arbitri: Laterza e Chiumarulo.
 
La Mens Sana Mesagne batte a domicilio l’Invicta Brindisi ed esclude la
retrocessione diretta, guadagnandosi un posto nei play out. Partita dai due
volti quella disputata sul legno del Palamelfi, completamente nelle mani del
Brindisi nei primi due quarti e poi passata in quelle del Mesagne che ha
messo in campo un recupero eccezionale. Coach Della Corte per i padroni di
casa schiera Bellanova, De Gennaro, Dario, Panzera e De Giorgi, mentre coach
Mellone manda in campo Potì, Ciccarese, Rollo, Malvindi e De Vincentis. Il
primo quarto procede con un sostanziale equilibrio, le triple di Bellanova e
Panzera vengono subito ribaltate dalla coppia Rollo – Ciccarese che
assaporano il primo vantaggio (10-11), poi De Giorgi riporta avanti
l’Invicta e Caloro chiude il primo quarto con il Brindisi in vantaggio
20-18. Nel secondo parziale la Mens Sana affonda sotto i colpi dei padroni
di casa, la difesa diventa una voragine aperta ad ogni attacco dei locali e
De Gennaro ne approfitta per mettere a referto otto punti consecutivi. Se
Rollo e compagni difendono male, in attacco la Mens Sana è arruffona e
imprecisa. Coach Mellone prova a mescolare le carte ruotando tutti i
disponibili, ma  il Brindisi vola a +19 (43-24). Finalmente i biancoverdi
hanno una reazione di orgoglio, un parziale di 0-8 con Rollo e Moro chiude
il secondo quarto con il Brindisi sempre in vantaggio 43-31. Al rientro in
campo la Mens Sana sembra rigenerata, finalmente la difesa degli ospiti
mette pressione ai ragazzi di Della Corte e le facili conclusioni dei primi
due parziali diventano solo un ricordo. Malvindi diventa padrone della zona
pitturata, ma è Ciccarese a trascinare i compagni nel recupero. 11 punti
consecutivi, conditi anche  da una tripla, prosciugano il vantaggio dei
padroni di casa sorretti esclusivamente dalle penetrazioni di de Giorgi. Il
canestro di Caloro chiude il terzo periodo con l’Invicta ancora in vantaggio
57-52. L’ultimo quarto è solo di marca mensanina.  Potì e Rollo guidano la
truppa degli under e mettono un coperchio sul canestro. L’Invicta ha
esaurito le energie, in difesa subisce le folate degli ospiti e in attacco
non trova più realizzazioni. Coach Mellone alterna le difese e Dario e
compagni non riescono più a concretizzare un solo attacco degno di questo
nome. Ancora Ciccarese riporta in vantaggio il Mesagne (57-58), poi è sempre
tutto Mens Sana che piazza un parziale di 0-13 (57-65) e chiude la contesa,
nonostante un colpo di coda di Panzera il quale mette a referto l’unico
canestro nei dieci minuti del parziale. Il Mesagne porta a casa con pieno
merito i punti in palio, necessari per scavalcare in classifica proprio
l’Invicta Brindisi grazie alla vittoria del doppio scontro diretto. A due
giornate dal termine della prima fase, si delineano le posizioni in
classifica in vista degli spareggi per la permanenza in DR1. Il prossimo
turno, sabato alle ore 18:30 presso la palestra del Liceo Scientifico,
arriva la Virtus Galatina pronta a vendicare la sconfitta interna nel girone
di andata.

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E' deceduto per poltraumi il 68enne che ieri sera erarimasto vittima di un sinistro stradale insieme alla moglie, 62enne, lungo la provinciale che collega Mesagne a San Donaci. Le ferite erano troppo gravi. La donna è stata ricoverata, non è in pericolo di vita. I due, residenti a Trepuzzi, erano a bordo di una Ford Fiesta che giunta all’altezza della contrada Casacalva, dove c’è il canile comunale mesagnese, per cause ancora in fase di accertamento è uscita fuori strada ed è andata a sbattere contro un albero di olivo. Uno schianto alquanto forte che ha fatto accartocciare le lamiere del mezzo. I due coniugi sono rimasti bloccati all’interno. Le lamiere contorte, infatti, gli hanno impedito di uscire. Alcuni automobilisti di passaggio hanno lanciato l’allarme e sul posto sono giunte due ambulanze del 118 di Mesagne e le pattuglie della polizia locale. I soccorritori hanno trovato difficoltà ad estrarre i feriti e pertanto hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi. I vigili una volta giunti sul posto hanno divaricato le lamiere ed estratto i due occupanti. I soccorritori del 118 li hanno stabilizzati e trasferiti in codice rosso presso l’ospedale “Perrino” di Brindisi.L'uomo non ce l'ha fatta.

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Al fine di migliorare se stessi e il mondo che ci circonda è essenziale predisporsi positivamente al cambiamento, cosa che ha implicazioni nella famiglia, nel lavoro, nello studio e nelle relazioni umane che la società ci offre. Si può raggiungere il benessere nella comunità adottando un approccio proattivo piuttosto che passivo. Con questa premessa la Dottoressa Anna TASSIELLI, Psicologa e Psicoterapeuta di Brindisi, terrà un seminario per giovani adolescenti e per adulti nell’ambito del Progetto ViVa VOLO – Visione e Valori del Volontariato [*] che è in corso di svolgimento a valle di un bando della Regione Puglia vinto dal COMEPER (Comitato Mesagne Per la Ricerca) che è un’Organizzazione di Volontari ospitata dal M3M.

FASANO – Interessante convegno, tenuto a Palazzo di Città, sul Parco archeologico di Egnazia, organizzato dalla redazione di Osservatorio per tracciare un resoconto sulla 23a campagna di scavo. Un’intensa attività di ricerca condotta magistralmente dall’Università di Bari, dal Dipartimento di ricerca e innovazione umanistiche e diretta dal professor Gianluca Mastrocinque. Le novità più significative stanno aiutando gli esperti a comprendere in modo più chiaro diversi aspetti della vita quotidiana nella città messapica. I ritrovamenti più antichi, riguardanti il periodo compreso tra il IV e il III secolo a.C., risultano fondamentali per conoscere e valorizzare il parco e il museo ad esso collegato.

I contenuti scientifici e storici relativi al patrimonio archeologico hanno trovato inoltre un decisivo canale di espressione nel video 3D proiettato, in anteprima assoluta, durante l’incontro. Il dibattito ha rappresentato anche un momento utile per riflettere su un patrimonio che per i cittadini e per i giovani studenti assume sempre di più un grande significato identitario. Un’attenta riflessione sulle enormi potenzialità della ricerca, ma soprattutto sulla programmazione delle attività future attraverso il coinvolgimento dell’Università, della Soprintendenza, delle istituzioni, degli archeologi e di tutti gli esperti del settore.

Soddisfazione e grande orgoglio espressi anche dal sindaco, Francesco Zaccaria, che durante il suo intervento di apertura: «Egnazia rappresenta un polo archeologico di valore assoluto per il meridione d'Italia ed è per noi un fiore all'occhiello. Negli ultimi anni grazie, anche alla recente riqualificazione, le visite sono aumentate ed è aumentata anche l'interattività che avvicina i giovani all’archeologia. L'attenzione della nostra Amministrazione verso le campagne di scavi, che da anni contribuiamo a finanziare, e sempre massima e ci rende orgogliosi».

Tra i presenti, oltre all’assessore alla cultura, Cinzia Caroli, anche alcuni degli studenti liceali dell’IISS “Leonardo Da Vinci” di Fasano che hanno sperimentato attivamente il ruolo dell’archeologo per una settimana.

«Un incontro utile a mettere a sistema ciò che abbiamo fatto e per presentarlo al pubblico – dichiara il direttore del Museo e Parco archeologico nazionale di Egnazia, dott. Fabio Galeandro – continuiamo il nostro impegno per implementare sempre di più la fruizione digitale attraverso ricostruzioni virtuali, come è stato fatto per nuovo allestimento realizzato per la sezione dedicata al mare che tanto sta interessando i visitatori».

«Voglio sottolineare l’ottima collaborazione con il Comune di Fasano senza il quale non avremmo potuto lavorare così bene - dichiara il direttore emerito del Progetto Egnazia dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, la prof.ssa Raffaella Cassano – l’ente ci ha garantito una buona logistica che è fondamentale per poter effettuare gli scavi».

 

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Francavilla Fontana, così come stabilito all’unanimità nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, ha aderito alla rete degli Enti Locali per l’Innovazione sulle Droghe (Elide).

L’adesione alla rete rientra nelle strategie che l’Amministrazione Comunale sta predisponendo in sinergia con tutti i gruppi consiliari per contrastare e prevenire la diffusione delle sostanze stupefacenti tra i più giovani.

“Elide – spiega il Sindaco Antonello Denuzzo – mette in connessione comuni, enti del terzo settore e professionisti per avviare politiche innovative, coordinate ed efficaci contro la diffusione delle droghe. L’uso degli stupefacenti è un problema diffuso che non si combatte solo con la repressione, ma prestando ascolto alle aspettative ed alle esigenze della cittadinanza, a partire dai giovani. In questi anni nella nostra Città abbiamo avviato una serie di progettualità finalizzate alla costruzione di nuovi spazi a loro dedicati come è accaduto con la nuova Biblioteca Comunale o come accadrà con Palazzo del Sedile. Luoghi da presidiare dove sentirsi liberi, confrontarsi e costruire la propria identità.”

La rete Elide, nata su impulso dei comuni di Bologna, Torino, Milano, Napoli, Bari, sposta il punto di vista della prevenzione mettendo in primo piano la Città, luogo dove avviene il consumo e dove convivono interessi diversi. L’approccio della rete Elide è incentrato sul superamento della criminalizzazione dei consumatori sostituendolo con un confronto inclusivo finalizzato alla mediazione tra stili di vita che coinvolge tutti gli attori, compresi i consumatori stessi.

“L’adesione alla rete Elide – prosegue l’Assessore Sergio Tatarano – è l'inizio di un percorso con cui si opta per un approccio non paternalista, si punta sulla riduzione del danno, ci si concentra sulla promozione della salute e della convivenza sociale e si prova a superare ogni forma di marginalizzazione. Sono felice che il nostro Comune abbia scelto di seguire l'esempio di realtà come Bologna, Napoli, Bari, Torino e Milano con cui da oggi avremo un canale privilegiato di confronto e ringrazio il Consiglio per aver condiviso l'obiettivo e il presidente Maurizio Bruno per aver posto per primo l'attenzione su un tema che mi è sempre stato a cuore.”

L’adesione alla rete Elide si inserisce nel progetto di costituzione di un osservatorio comunale sull’uso delle droghe che coinvolge attivamente istituzioni, enti del terzo settore, associazioni culturali e sportive.

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AL VIA LE ISCRIZIONI PER LA 38^ EDIZIONE DELLA “REGATA INTERNAZIONALE BRINDISI-CORFU’” – E’ ONLINE IL BANDO DI REGATA

9-11 GIUGNO 2024

Anche quest’anno la città di Brindisi si appresta a vivere un evento sportivo di grande rilevanza internazionale come la Regata velica Brindisi-Corfu (9-11 giugno 2024), giunta alla sua 38^ edizione.

Con la pubblicazione online del bando di regata, sono aperte ufficialmente le iscrizioni alla regata che unisce la città pugliese all’isola ellenica che si svolge sotto l’egida della Federazione Italiana Vela (la modulistica è scaricabile attraverso il sito internet www.brindisi-corfu.com – info 0831/411479 – 3296256611 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

La Regata partirà domenica 9 giugno 2024 dalla parte esterna del porto di Brindisi, mentre l’arrivo è previsto nell’isola di Corfù dopo aver percorso le 104 miglia che separano le coste pugliesi da quelle elleniche.

La partecipazione è aperta a imbarcazioni d’altura con un valido certificato di stazza ORC (International o Club) munite di motore entrobordo e Multiscafi con certificato MOCRA valido, muniti di motore entrobordo. Gli Yacht ORC potranno essere suddivisi in classi e/o raggruppamenti a seconda del numero degli iscritti.

In entrambi i casi le imbarcazioni dovranno essere in regola con le normative vigenti per la navigazione “senza limiti dalla costa” in vigore nel paese di appartenenza.

Le iscrizioni dovranno giungere alla Segreteria di regata del “Circolo della Vela Brindisi” entro il 31 maggio 2024.

Il Comitato di regata rende noto che nelle giornate del 7 e dell’8 giugno 2024 si svolgeranno le operazioni di stazza e di controllo. La presentazione della regata si svolgerà l’8 giugno, alle ore 19.00, ai piedi della Scalinata delle Colonne romane. Il 9 giugno il briefing degli equipaggi è previsto alle ore 9.00, mentre la partenza avverrà alle ore 11.00. L’evento si concluderà a Corfù l’11 giugno con la premiazione della regata presso il Marina di Gouvia.

L’organizzazione dell’evento è del Circolo della Vela Brindisi e del Marina Gouvia Sailing Club.

Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere alla segreteria di regata (+390831/411479 - +393296256611 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

La Regata, inserita a pieno titolo nei programmi della Federazione Italiana Vela, gode del  sostegno di partner istituzionali e privati, a dimostrazione della grande rilevanza che viene attribuita a questo evento sportivo che rappresenta una delle regate d’altura più importanti del Mediterraneo.

Durante i giorni che precedono la partenza dell’evento sportivo è previsto lo svolgimento di un ricco programma di eventi collaterali rivolti ai regatanti, ai cittadini di Brindisi ed ai tanti appassionati che convergeranno da ogni angolo della Puglia.

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Un incidente stradale si è verificato questa mattina intorno alle ore 11 a Mesagne su via San Donaci tra una Fiat Panda e uno scooter con a bordo due ragazzi. Per cause ancora in fase di indagine i due mezzi si sono scontrati. I ragazzi sono rimasti feriti e sono stati trasferiti presso l'ospedale Perrino di Brindisi per accertamenti. Non sono in pericolo di vita. La signora che guidava la Panda si è fermata per prestare soccorso. Indaga la polizia locale.

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AGRUMI: COLDIRETTI PUGLIA, PARTONO SEGNALAZIONI E VERIFICHE PER ATTIVARE LA CALAMITÀ PER SICCITÀ.

Partono le segnalazioni e le verifiche per il riconoscimento della calamità da siccità per il comparto agrumicolo, con le clementine che sono finite al macero, dopo essere state compromesse dalla mancanza di acqua che ne ha inibito l’accrescimento, con i costi di produzione anche per l’irrigazione di soccorso schizzati alle stelle. Ad affermalo è Coldiretti Puglia, in seguito all’assemblea degli agricoltori a Palagiano con gli assessori all’Agricoltura dei Comuni di Massafra Rosa Termite e di Palagiano Francesco Serra per l’avio delle procedure per l’attivazione della richiesta di calamità naturale causata dalla siccità.

Intanto, sono state anche gettate le basi dall’Assessorato regionale all’0Agricoltura per l’attivazione della Misura 23, la ex misura Covid, per dare un sostegno alle imprese agrumicole colpite da una pesante crisi di liquidità.

“Sono vitali iniziative importanti per rilanciare la produzione, ridare un giusto reddito ai produttori e stimolare i consumi. Distintività, qualità, accordi di filiera e lotta alle pratiche sleali per un giusto reddito, sono gli strumenti per rilanciare l’economia ortofrutticola”, dice Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.

Mentre i lavoratori per la raccolta sono divenuti introvabili – insiste Coldiretti Puglia – al crollo dei prezzi degli agrumi in campagna corrispondono i prezzi stellari dei costi di produzione, a causa dell’irrigazione di soccorso che si è protratta dall’estete fino ad oggi, dei rincari per le operazioni colturali, dei costi energetici fino ai fertilizzanti.

“E’ necessaria l’istituzione di un tavolo agrumicolo permanente, considerato che la crisi del comparto è strutturale, e un Piano agrumicolo regionale che preveda il sostegno per nuovi impianti e una rigenerazione del patrimonio agrumicolo in provincia di Taranto”, conclude il presidente Cavallo.

Ma per ridurre la volatilità e stabilizzare i prezzi occorre – insiste la Coldiretti Puglia - realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione  con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti e l’avvio da parte della Regione dia avvio a un immediato piano promozionale del prodotto agrumicolo regionale, anche in accordo con la Distribuzione Organizzata.

Le imprese agricole impegnate nella produzione di agrumi in provincia di Taranto sono 1.041, il 9% del totale dell’imprenditoria agroalimentare jonica, con una produzione di clementine, arance e mandarini di 2,5 milioni di quintali – dice Coldiretti Taranto - un patrimonio da valorizzare attraverso un piano straordinario agrumicolo ed un sostegno al reddito. Intanto, la Puglia ha detto addio a oltre 8 milioni di piante di frutta fresca in Puglia negli ultimi quindici anni con la scomparsa che riguarda tutte le principali produzioni, con il taglio maggiore che ha interessato limoni (-27%), arance (-23%), mele (-17%), clementine e mandarini (-3%).

Alle barriere commerciali si aggiungono i danni causati dalla concorrenza sleale – denuncia Coldiretti Puglia - con quasi 1 prodotto alimentare su 5 importato in Italia che non rispetta le normative in materia di tutela della salute e dell’ambiente o i diritti dei lavoratori vigenti nel nostro Paese, spesso spinto addirittura da agevolazioni e accordi preferenziali stipulati dall’Unione Europea.

E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute, secondo il principio di reciprocità. La crisi della frutta italiana mette a rischio non solo la salute dei cittadini ma anche il futuro delle imprese agricole che hanno scelto di investire nel settore ortofrutticolo, il più gettonato dagli agricoltori under 40, conclude Coldiretti Puglia, nel sottolineare che si tratta di una nuova generazione di imprenditori che hanno assicurato in questi anni un apporto importante dal punto di vista dell’innovazione di prodotto e della sostenibilità delle coltivazioni che non possiamo ora permetterci di perdere.

Le recenti dichiarazioni del CEO di Euroapi danno fondatezza alla preoccupazione che la cessione del ramo d'azienda da parte di Sanofi a favore di Euroapi aveva come obiettivo recondito quello di disfarsi della produzione di principi attivi farmaceutici (API).

 Le promesse di Euroapi per il sito di Brindisi facevano ben sperare, ma le stesse, a solo un anno di distanza, sembrano già svanite nel nulla. In questo periodo si è parlato soltanto di contrazione dei diritti dei lavoratori, di riduzione di personale e di licenziamenti. E la realtà è davanti a tutti: uno stabilimento storico, che ha usufruito per anni di fondi regionali ed europei ed è sempre stato fiorente, si trova deprezzato a causa di scelte fortemente penalizzanti, anche dal punto di vista del fattore umano a cui è stata affidata la guida dell'impianto.
Oggi occorre reagire, ma su una cosa non si può derogare: Sanofi non può esimersi dalle proprie responsabilità e non solo perchè possiede ancora il 30% delle azioni di Euroapi. La multinazionale francese ha un debito morale nei confronti del territorio ed ha il dovere di intervenire per tutelare i lavoratori e il futuro del sito di Brindisi.
Nessuno può permettere che un pezzo importante della nostra storia industriale venga distrutto senza colpo ferire.
Per questo il Partito Democratico della provincia di Brindisi chiede un tavolo di confronto con Sanofi ed Euroapi per discutere del futuro del sito di Brindisi, il ritiro dei piani di riduzione del personale e dei diritti dei lavoratori, un piano di investimenti per rilanciare lo stabilimento e renderlo competitivo.                              
Non va sottaciuto, inoltre, che la situazione è davvero critica in tutto il settore chimico: la chiusura del P9T di Basell mette a serio rischio il futuro dello stabilimento brindisino ed avrà ripercussioni negative anche su Versalis, che per anni è stata uno dei principali fornitori di Basell.
Siamo già sotto quel famigerato "effetto domino" che è destinato a creare povertà, incertezze e disagio sociale in tutta la provincia. Anche per questo ci auguriamo che Versalis ritorni ad investire nella chimica verde e nell'economia circolare e che lo faccia su quei terreni presenti nel complesso industriale già oggetto di caratterizzazione.                          
Non possiamo permettere che un settore strategico come quello chimico venga smantellato pezzo per pezzo ed è necessario che tutte le istituzioni - a partire dal Governo - assieme alle parti sociali, non lascino nulla di intentato per evitare il collasso industriale del nostro territorio.                           Nella piena consapevolezza che questi argomenti richiedono un intervento di carattere nazionale, il PD della provincia di Brindisi sostiene la proposta della convocazione immediata di un tavolo di confronto sulla Chimica, investendolo delle medesime prerogative e rilevanza conferite in occasione della sua prima istituzione, quasi 20 anni fa. Ritiene, inoltre, che un nuovo e potenziato  Osservatorio Provinciale sulla Chimica possa rappresentare lo strumento idoneo a supportare e spronare lOsservatorio Nazionale con l'obiettivo di comprendere le reali intenzioni del Governo sul settore e sulla crisi industriale in atto nella nostra realtà.
La Segreteria Provinciale del Partito Democratico di Brindisi

FRODI: COLDIRETTI PUGLIA, BENE SEQUESTRO PATATE TAROCCATE; TOLLERANZA ZERO A TUTELA PRIMATI MADE IN ITALY.

Serve tolleranza zero contro le frodi che mettono a rischio lo sviluppo dell’agroalimentare in Puglia, con primati come la ‘patata rossa’ tipica della provincia di Lecce e la Sieglinde di Galatina, la novella presente sul mercato già a partire da marzo . E’ quanto afferma Coldiretti Puglia che plaude all’operazione della Guardia di Finanza e dell'Ufficio Icqrf Italia sud-est che ha portato al sequestro di 33mila kg di patate provenienti dall'estero vendute come iMade in Italy.

“È indispensabile che l’attività di controllo sia accompagnata da un sistema sanzionatorio più rigido. L’agroalimentare di qualità subisce gli attacchi continui di falsari che attraverso pratiche commerciali scorrette falsano la sana concorrenza sui mercati nazionali e internazionali, ingannano i consumatori e creano un mercato parallelo di ‘falsi made in Puglia’ che vale centinaia di milioni di euro”, denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.

I risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione – conclude Coldiretti Puglia - con la riforma dei reati in materia agroalimentare perché l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie.

Piatto povero per eccellenza, le patate – sottolinea la Coldiretti Puglia – sono tra gli alimenti più presenti sulle tavole in case e nei ristoranti, consumate tal quali o come ingrediente in mille modi diversi, fritte, bollite, croccanti al forno o in padella, a purea ma anche in ricette dolci o salate. Originarie del continente americano, nello specifico delle Ande, raggiunsero le coste europee solo nel XVI secolo per poi conquistare le cucine del mondo per la loro versatilità, contenuti nutrizionali e il basso costo.

Circa l’80%  dei consumatori mangia patate almeno una volta a settimana e tra i principali criteri di acquisto spicca il rapporto qualità/prezzo – conclude Coldiretti -  fattore decisivo per il 53% dei consumatori coinvolti che si posiziona poco più in basso la provenienza nazionale, importante per il 45% degli intervistati, secondo l’indagine promossa da Unapa, l’Unione nazionale di settore.