Redazione
VERDI IN CITTÀ: IL MESTIERE DI RESISTERE IN «BANDIERA BIANCA»
Li chiamano fannulloni, svogliati, incostanti, perfino bamboccioni. Eppure, dietro queste etichette, c'è una generazione che insegue un lavoro dopo l'altro, tra contratti sfuggenti e impieghi fragili. Martedì 4 agosto, alle ore 21, piazza Duomo a Brindisi ospita lo spettacolo "Bandiera bianca", spettacolo di e con Alessandra De Luca, diretto da Anđelka Vulić. L'appuntamento fa parte di "Verdi in Città", rassegna di teatro e musica promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L’ingresso è libero, senza prenotazione.
«Sono Francesca, ho ventotto anni e faccio la…». La frase torna più volte ma il finale è sempre diverso. Cameriera, guida turistica, animatrice, insegnante, doppiatrice, organizzatrice teatrale, comparsa, attrice. Dietro l’elenco la necessità di accettare ciò che il mercato offre, passando da un impiego all’altro senza raggiungere una vera stabilità. “Bandiera bianca” parte da episodi biografici minimi e li trasforma in una riflessione tragicomica sul lavoro, sulle disparità e sulle rinunce imposte a chi prova a costruirsi un futuro.
Sullo sfondo Roma, città nella quale Francesca arriva dalla provincia del Sud a diciannove anni con uno zaino, grandi aspettative e il desiderio di diventare attrice. La capitale offre occasioni e le ritira subito dopo, apre porte che conducono verso altre attese, altri incarichi provvisori, altre stanze troppo costose. Dagli spaghetti scotti serviti ai turisti alla rendicontazione dei progetti culturali, dagli ombrellini tenuti sulle piste automobilistiche ai set improbabili, fino ai teatri capaci di riprodurre le stesse forme di sfruttamento: la protagonista attraversa mestieri, ambienti e linguaggi differenti senza smettere di cercare una direzione.
Il lavoro diventa una corsa nella quale l’impegno non garantisce alcun risultato. La competenza è sostituita dalla disponibilità, la formazione dall’adattamento, il diritto alla dignità dalla richiesta di essere sempre sorridenti e accomodanti. «Sorridi e sculetta» è la formula che Francesca riceve dal proprietario del pub nel quale lavora. Una battuta brutale che accompagna molti dei suoi impieghi e mostra quanto il corpo di una giovane donna possa diventare una condizione non dichiarata del rapporto professionale. Il cliente va compiaciuto, il superiore non va contraddetto, il potere decide tempi, mansioni e confini.
“Bandiera bianca” procede come un racconto non lineare. Oggetti, musica, voci registrate e cambi di ritmo costruiscono una successione rapida di incontri, colloqui, incarichi, speranze e cadute. Dallo zaino della protagonista escono gli strumenti dei diversi mestieri, tracce materiali di una vita professionale frammentata. Diventa così l’archivio di una crescita forzata, costruita più sulle necessità che sulle scelte. Ogni oggetto conserva una possibilità, ma anche il ricordo di un tentativo irrisolto. Francesca corre, serve, risponde, imita, obbedisce, prova a difendersi. Quando indossa i guantoni da boxe, il lavoro assume la forma visibile di un combattimento impari. I colpi arrivano dalle difficoltà economiche, dalle promesse mancate, dalle umiliazioni quotidiane e anche dal mondo teatrale che aveva immaginato come spazio di libertà. La protagonista tenta di respingerli, ma spesso non riesce neppure a capire da quale direzione provengano.
Anche la frase «allegare lettera motivazionale» ritorna come un mantra. Bisogna dimostrare entusiasmo, disponibilità e spirito di sacrificio anche davanti a mansioni sottopagate o prive di prospettive. Francesca continua a scrivere, candidarsi e ricominciare, sospesa tra la volontà di realizzarsi e la paura di dover rinunciare definitivamente. Nel finale, gli oggetti utilizzati durante lo spettacolo vengono raccolti in un unico cumulo. Sono i lavori svolti, le illusioni, le sconfitte e ciò che ogni esperienza ha lasciato. Sulle note di “Bandiera bianca” di Franco Battiato, Francesca solleva il vessillo davanti a quella catasta. È la decisione di fermare per un momento una battaglia combattuta secondo regole stabilite da altri, di sottrarsi alla retorica che considera ogni rinuncia una colpa.
La storia di Francesca appartiene a chi ha studiato senza trovare il lavoro immaginato, a chi accumula incarichi e non costruisce sicurezza, a chi deve scegliere tra la professione desiderata e la possibilità di pagare un affitto. “Bandiera bianca” porta questa condizione sul palco e trasforma la vicenda privata di Francesca nel ritratto di una generazione, suggerendo che anche arrendersi possa essere, qualche volta, un atto di libertà.
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Vogatori Remuri Brindisi nella storia: conquistato l'ottavo trofeo dell'Adriatico e del Mar Ionio
L'ottava meraviglia è realtà: i Vogatori Remuri Brindisi ASD conquistano l'ottavo Trofeo dell'Adriatico e del Mar Ionio – Meeting CSI, imponendosi al termine della ventesima edizione della manifestazione grazie alla vittoria ottenuta nell'ultima tappa disputata ieri nel porticciolo di Giovinazzo.
Una sfida intensa ed equilibrata, risolta con appena quattro secondi di vantaggio sul team di casa, che ha consegnato ai brindisini capitanati dallo storico timoniere Francesco Romanelli un successo tanto sofferto quanto meritato. Un finale al cardiopalma che ha premiato la costanza, la preparazione e lo spirito di squadra dei Remuri, protagonisti di un percorso vincente.
Il trionfo assume un valore ancora più significativo se si considera come era iniziata la stagione. L'edizione 2026 del Meeting CSI aveva preso il via lo scorso 14 giugno proprio a Brindisi, nello scenario del Lungomare Regina Margherita, dove i Vogatori Remuri avevano inaugurato il campionato con una vittoria davanti al pubblico di casa.
Quel successo aveva rappresentato il coronamento di un importante lavoro organizzativo, riportando la manifestazione in città dopo tre anni di assenza e confermando il sodalizio brindisino tra le realtà di riferimento del panorama remiero pugliese. Da quella prima affermazione fino all'ultima decisiva prova di Giovinazzo, la squadra ha saputo mantenere alta la competitività, mettendo in bacheca l'ottavo titolo.
L'equipaggio vincitore è composto da Fabio Albanese, Fabrizio Barbieri, Filiberto Cantoro, Marco Ciaccia, Mauro De Bellis, Francesco Diana, Luca Lapomarda, Michel Lepainteur, Alessandro Longo, Vincenzo Maggiore, Antonio Montinaro, Antonio Notarangelo, Massimiliano Romano, Ettore Scivales, Ivano Semeraro e Gabriele Zammillo, con Francesco Romanelli al timone.
Grande la soddisfazione all'interno della società brindisina, che vede premiato il lavoro svolto durante tutta la stagione sportiva e l'impegno quotidiano nella promozione del canottaggio a sedile fisso e della cultura del mare. L'ottavo titolo rappresenta, infatti, un nuovo traguardo nella storia dei Remuri e rafforza il legame tra Brindisi e la sua tradizione remiera.
La società ha voluto inoltre rivolgere un ringraziamento particolare a Brindeasy, partner e sponsor, alla fotografa Noemi Savina per il racconto fotografico della stagione e a tutti gli amici e sostenitori che hanno accompagnato la squadra nel corso del campionato.
“Nulla sarebbe stato possibile senza il contributo e la collaborazione di Cantiere Danese, Comune di Brindisi, Marina di Brindisi, Marina di Brindisi Club, Lega Navale Italiana – Sezione di Brindisi, Capitaneria di Porto di Brindisi, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Recurrent Energy e Ristorante Il Porticciolo – fa sapere la squadra - fondamentale anche il supporto degli sponsor che ci affiancano durante tutto l’anno: Cattolica Assicurazioni – Agenzia di Brindisi Centro di Alessandra Bove, Marea Seaside Experience, Brunda Pizzeria, Schiuma – Birreria di Mare, Edil Rollo, Studio Quarta, Typico, La Concordia, Lido Santa Lucia, Pellegrino Edilizia, Alimentari Luciano, Azienda Agricola Iaia Cosimo e Sapido – Ad un morso dal mare”.
Nei prossimi giorni saranno pubblicati il reportage completo e la fotogallery dedicata all'impresa.
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OLIO, COLDIRETTI/UNAPROL/FOA ITALIA: URGENTE BANDO INDIGENTI, MA TENERE LONTANI I TRAFFICANTI
È necessario e urgente un bando indigenti per l’olio extravergine d’oliva 100% italiano, ma serve tenere lontani i trafficanti di olio con controlli innovativi stringenti sulla italianità del prodotto e sui centri di stoccaggio che detengono giacenze di vero e certificato extravergine italiano non ancora commercializzato, per garantire così davvero un sostegno di liquidità alle imprese e salvaguardare il valore delle nostre produzioni. È quanto chiedono Coldiretti/Unaprol e FOA Italia che hanno inviato oggi una lettera al Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sollecitando l'attivazione di due misure straordinarie per fronteggiare una fase economi ca particolarmente delicata per l'intera filiera.
“Prosegue la nostra lotta contro i trafficanti di olio e le loro quinte colonne travestite da certe op e certi frantoi, abituati a truffare i cittadini con oli decolorati, aggiunti di clorofilla o miscelati. Abbiamo chiesto al Ministro di emanare con urgenza un bando per l’olio extravergine d’oliva 100% italiano da destinare agli indigenti. Fondi che possono essere utili per un primo intervento sulle giacenze, ma solo a patto che ci siano controlli rigorosissimi contro le frodi. Per questo proponiamo che vengano fatte analisi con strumenti innovativi come risonanza magnetica, mappa genetica e analisi isotopiche, integrando le banche dati e potenziando la rete dei laboratori. Solo così si può trasformare una criticità commerciale in un'importante iniziativa di solidarietà sociale, tenendo fuori dalla porta chi sta immaginando di scaricare su questa misura prodotto che i fa fatica a definire olio. Noi andiamo avanti nella difesa degli olivicoltori italiani e di quella parte di filiera che crede nella trasparenza e nella qualità. Nessuno provi ad usare i produttori di olive come scudi umani, minacciando di non ritirare le olive della prossima raccolta, per risolvere i problemi commerciali provocati da trafficanti e loro sodali”, afferma il vice presidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri.
Le organizzazioni evidenziano come le giacenze di olio extra vergine e vergine italiano presenti nei depositi in alcune zone del Paese, in particolare in Puglia, stiano determinando una rigidità del mercato, in combinazione con un aumento dei costi di produzione.
Sul fronte dei sostegni, eventuali misure di ristoro dovranno essere destinate esclusivamente ai veri agricoltori, a chi coltiva la terra, produce e sostiene ogni giorno i costi e i rischi dell’attività agricola. Le risorse pubbliche dovranno essere orientate alla tutela delle aziende agricole e alla salvaguardia del valore generato nelle campagne, evitando che si traducano in vantaggi per soggetti che operano prevalentemente nella commercializzazione o nello stoccaggio.
“La Puglia è il cuore dell'olivicoltura italiana e non può permettersi che il valore dell'olio extravergine 100% italiano venga messo a rischio da speculazioni, frodi o da chi utilizza il mercato per scaricare sulle imprese agricole il peso di scelte commerciali sbagliate. Il bando per gli indigenti può rappresentare una risposta concreta, ma solo se accompagnato da controlli rigorosi e innovativi che garantiscano l'autenticità del prodotto e tengano fuori i trafficanti di olio. Allo stesso tempo è indispensabile affrontare il problema della forte esposizione bancaria che grava su aziende agricole e frantoi, assicurando strumenti efficaci di liquidità, a partire dal Fondo Interessi, per consentire alla filiera di affrontare la prossima campagna olearia con maggiore serenità. Le risorse pubbliche devono sostenere chi produce valore nelle campagne e difende il patrimonio olivicolo pugliese, non chi alimenta distorsioni del mercato”, dichiarano il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e il direttore regionale, Pietro Piccioni.
Accanto a questo intervento, le organizzazioni chiedono l'istituzione di un Fondo Interessi che copra fino al 100% degli oneri finanziari sostenuti nel 2026, riproponendo una misura già adottata nel 2024 e ritenuta essenziale per garantire la necessaria liquidità alle imprese in vista della prossima campagna olearia.
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Il Consiglio Comunale di Brindisi, nella seduta di oggi, lunedì 3 agosto 2026, ha approvato in via definitiva le modifiche al Regolamento comunale per la disciplina dell’occupazione temporanea di suolo pubblico, destinato ai dehors. Il provvedimento rappresenta il completamento di un percorso articolato di ascolto e condivisione, che ha visto il coinvolgimento attivo degli Uffici comunali, delle Commissioni consiliari competenti e delle Associazioni di categoria, integrando le istanze del territorio in un testo normativo chiaro.
“Fin dal mio insediamento ho considerato prioritaria una revisione profonda e concreta della disciplina dei dehors – ha dichiarato l’Assessore alle Attività Produttive, Giuseppe De Maria -. Il nostro obiettivo è stato fin da subito quello di contemperare le legittime esigenze di crescita e sviluppo delle attività produttive, con la tutela del decoro urbano, della sicurezza pubblica e della vivibilità degli spazi comuni.”
Tra le principali novità vi è l’aggiornamento delle caratteristiche strutturali dei dehors con la possibilità di utilizzare materiali più innovativi, come sistemi di chiusura in vetro o altre superfici trasparenti, sempre nel rispetto dell’estetica urbana e della sicurezza. Un importante traguardo raggiunto è l’estensione della regolamentazione ai dehors ubicati nelle aree periferiche della città. Sono state inoltre riviste le disposizioni relative agli arredi, alle pedane e alle diverse tipologie di strutture ammesse, rendendo il regolamento rispondente alle esigenze delle imprese.
Un ulteriore importante aggiornamento riguarda il rinnovo delle autorizzazioni, che sarà subordinato non solo alla verifica della regolarità del pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico, ma anche all’accertamento dell’avvenuto pagamento della TARI, relativo all’area oggetto dell’autorizzazione. Una misura che rafforza il principio di equità fiscale, premia gli operatori, che rispettano le regole, e consente di contrastare efficacemente i tentativi di evasione.
Il nuovo Regolamento comunale introduce il tracciamento obbligatorio a terra delle superfici autorizzate; rafforza il sistema sanzionatorio nei confronti delle occupazioni abusive o eccedenti rispetto ai titoli rilasciati; disciplina con maggiore precisione le ipotesi di sospensione, revoca e mancato rinnovo delle autorizzazioni e prevede un sistema di sanzioni progressive in caso di recidiva. Sono inoltre state regolamentate in maniera puntuale le modalità di collocazione dei carrellati esterni per garantire maggiore decoro e sicurezza.
“Credo che sostenere le attività produttive – ha concluso l’assessore Giuseppe De Maria - significhi anche offrire regole attuali, semplici e certe, in grado di favorire gli investimenti e la crescita delle imprese senza rinunciare al rispetto degli spazi pubblici e dell’immagine della città. Questo aggiornamento del regolamento va proprio in questa direzione”.
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CALDO: COLDIRETTI PUGLIA, CON IL CLIMA CHE CAMBIA CRESCONO I TROPICALI MADE IN PUGLIA DA AVOCADO A MICROGREEN ESOTICI
Con l’aumento delle temperature e una stagione calda sempre più lunga, i cambiamenti climatici stanno ridisegnando la geografia agricola della Puglia, favorendo l'affermazione di nuove coltivazioni, dagli avocado ai mango, dal lime fino alle bacche di aronia e ai microgreen tropicali, specie fino a pochi anni fa impensabili alle nostre latitudini. quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia, in riferimento ai dati di ERA5 Land di Copernicus, secondo cui giugno 2026 ha fatto registrare in Italia una temperatura media di 22,71 gradi, 3,27 gradi in più rispetto alla media climatica 1991-2020, mentre a livello europeo è stato il secondo giugno più caldo della serie storica.
A testimoniare come il panorama delle coltivazioni pugliesi si stia progressivamente ampliando è la crescente diffusione di aziende agricole che affiancano alle produzioni tradizionali – spiega Coldiretti Puglia - un numero sempre maggiore di specie innovative, puntando su tecniche di coltivazione avanzate e su un'attenta gestione di ogni fase produttiva. Accanto alle colture tipiche trovano così spazio varietà un tempo insolite per le campagne regionali, dall'origano cubano alla lippia, dallo zucchero azteco all'amaranto rosso, dall'aglio orientale alle begonie commestibili, fino all'ibisco da foglia, al tagete, al basilico giapponese e alla toona, pianta di origine asiatica.
Non si tratta più soltanto di sperimentazioni, ma di colture che entrano progressivamente nelle scelte delle imprese agricole – aggiunge Coldiretti Puglia - anche perché un clima più caldo consente di allungare il periodo produttivo, con temperature elevate che si protraggono dalla primavera fino all’autunno e condizioni notturne spesso sufficientemente miti da ridurre il ricorso al riscaldamento nelle coltivazioni protette. A spingere la diversificazione è anche il mercato, perché cresce l’interesse per prodotti nuovi e poco conosciuti, sia da parte di comunità straniere che li consumano abitualmente, sia soprattutto da parte della ristorazione, sempre più alla ricerca di ingredienti originali capaci di arricchire piatti e preparazioni.
La tropicalizzazione rappresenta anche una risposta imprenditoriale alla necessità di adattare l’agricoltura a condizioni climatiche profondamente cambiate. Sono soprattutto i giovani agricoltori a cogliere questa opportunità – insiste Coldiretti Puglia - recuperando spesso terreni che avevano perso redditività e sperimentando nuovi modelli produttivi. L’avocado rappresenta una delle colture simbolo di questa trasformazione, ma il paniere tropicale pugliese si sta progressivamente allargando. Accanto ad avocado e mango crescono le superfici dedicate al lime, fanno la loro comparsa le prime banane 100% Made in Puglia e si consolidano le produzioni di piccoli frutti esotici.
A trainare questo fenomeno è anche una domanda sempre più orientata verso prodotti italiani, freschi e tracciabili, favorita – aggiunge Coldiretti Puglia - dall'aumento dei consumi di frutta tropicale e dalla crescente attenzione dei consumatori verso produzioni nazionali che assicurano qualità, freschezza e un'origine certa, riducendo al tempo stesso la dipendenza dalle importazioni provenienti da Paesi lontani.
Quello dei tropicali Made in Puglia è un fenomeno che racconta molto bene la capacità di innovazione delle imprese agricole, sottolinea Coldiretti Puglia. Gli agricoltori stanno dimostrando di saper trasformare anche il cambiamento climatico in una spinta alla diversificazione, ma questa capacità deve essere sostenuta da infrastrutture, ricerca, assistenza tecnica e una migliore organizzazione delle filiere.
La crescita dei tropicali non deve infatti diventare il pretesto per ignorare le difficoltà strutturali che continuano a pesare sull’agricoltura pugliese. Il caldo può creare nuove opportunità produttive, ma porta con sé anche siccità, maggiore fabbisogno idrico, eventi estremi e nuovi rischi per le colture. Per questo – conclude Coldiretti Puglia - l’adattamento climatico deve andare di pari passo con investimenti, innovazione e gestione efficiente dell’acqua, affinché la capacità degli agricoltori di cambiare non resti una risposta individuale, ma diventi una strategia per rendere più competitiva e resiliente l’agricoltura pugliese.
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Il 30° report settimanale, elaborato dall’Ambito di Brindisi di ARPAL Puglia, visionabile al seguente link https://rb.gy/n66xpv, attesta anche questa settimana un panorama ricco e variegato per chi è in cerca di occupazione: 67 annunci attivi, per un totale di 117 posti di lavoro nei diversi settori produttivi del territorio.
A guidare il mercato del lavoro questa settimana è il settore sanità con 22 risorse richieste segue commercio con 20, turismo con 17, edilizia e metalmeccanico con 16, ristorazione con 13, logistica con 4, trasporti e pulizie con 3, servizi e artigianato con 1.
Presente anche un’offerta art.18 per il collocamento mirato.
Il report segnala inoltre una serie di proposte di lavoro e formazione all’estero, promosse attraverso la rete EURES che sostiene la mobilità professionale a livello europeo.
Sempre aggiornata, inoltre, la sezione dedicata ai corsi di formazione per diplomati e disoccupati, i corsi serali per adulti, cui si uniscono le opportunità offerte con i programmi Garanzia Giovani e NEET.
Si ricorda che le offerte, parimenti rivolte a entrambi i sessi, sono pubblicate quotidianamente sul portale “LavoroxTe Puglia”, dal quale ci si può candidare direttamente tramite SPID.
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La polizia esegue 5 arresti per reati di rapina, porto illegale di armi e ricettazione (Guarda il video)
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Nel corso del mese di luglio i militari del N.A.S. di Taranto hanno eseguito una serie di ispezioni mirate presso attività ricettive e commerciali della provincia di Brindisi.
Le operazioni, svolte con il tempestivo intervento del personale medico e tecnico del Dipartimento di Prevenzione dell'ASL di Brindisi (Servizi S.I.A.N., S.I.S.P. e S.I.A.V.), rientrano nell'attività di vigilanza finalizzata alla tutela della salute pubblica e alla sicurezza dei consumatori, intensificata in questo periodo di maggiore afflusso turistico. Le verifiche hanno consentito di accertare numerose e gravi irregolarità, che hanno comportato l'adozione di immediati provvedimenti di sospensione delle attività, l'inibizione di aree non autorizzate e il blocco ufficiale di alimenti non conformi.
Nel corso delle ispezioni effettuate presso uno stabilimento balneare è stata disposta la sospensione dell'attività di bar a causa delle gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate e della non corretta applicazione delle procedure di autocontrollo HACCP.
In un’altra attività di somministrazione, l'Autorità Sanitaria ha disposto l'immediata sospensione del deposito di alimenti e bevande e del laboratorio di preparazione, risultati privi della necessaria autorizzazione, accertando inoltre l'omessa predisposizione delle procedure di autocontrollo HACCP.
Nel corso di un controllo congiunto con il personale del Servizio SIAV B, presso una pescheria con annessa gastronomia, è stato eseguito il blocco ufficiale finalizzato alla distruzione di prodotti ittici non correttamente conservati alla temperatura del ghiaccio di fusione, in violazione della normativa vigente.
Le verifiche hanno inoltre interessato un'attività di bar-gelateria e una rosticceria, entrambe sospese per gravi carenze igienico-sanitarie e per il mancato adeguamento e aggiornamento del manuale di autocontrollo HACCP.
Oltre ai provvedimenti di sospensione delle attività e al sequestro degli alimenti non conformi, ai gestori delle strutture ricettive e commerciali controllate sono state contestate violazioni amministrative, con l'applicazione di sanzioni pecuniarie per diverse migliaia di euro.
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Incendio in contrada Caracci: Vigili del Fuoco di Brindisi domano le fiamme di un’auto in marcia
Alle prime luci dell’alba di oggi, una squadra dei Vigili del Fuoco del comando di Brindisi è tempestivamente intervenuta in contrada Caracci, località formosa della città, per domare un incendio che ha coinvolto una Fiat Stilo in marcia. L’allarme, prontamente ricevuto dalla centrale operativa, ha mobilitato immediatamente i pompieri che si sono portati sul posto con mezzi e uomini. Le fiamme avevano avvolto rapidamente l’autovettura, creando una situazione potenzialmente pericolosa sia per il conducente che per gli altri utenti della strada. Grazie all’efficacia e alla rapidità dell’intervento, i Vigili del Fuoco sono riusciti a spegnere prontamente l’incendio, evitando il propagarsi delle fiamme nelle aree limitrofe. Inoltre, hanno posto in sicurezza l’intera zona, garantendo così la tutela degli operatori e della popolazione residente. Ancora da accertare le cause che hanno originato l’incendio. Le autorità competenti stanno svolgendo tutti gli accertamenti del caso per chiarire l’esatta dinamica dell’episodio e stabilire eventuali responsabilità. L’intervento di questa mattina sottolinea l’importante ruolo svolto quotidianamente dai Vigili del Fuoco nel garantire la sicurezza pubblica, soprattutto in situazioni di emergenza come quella vissuta nella contrada Caracci.
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Ottantotto tasti, cinquantadue bianchi e trentasei neri. Dentro, una vita intera da attraversare con la musica. Sabato 8 agosto, alle ore 4.30, la Scalinata Virgilio di Brindisi ospita “All’alba… vi racconto il mio piano”, concerto-spettacolo di piano solo interamente composto ed eseguito da Mirko Lodedo, con testi firmati dallo stesso musicista insieme a Enrico Messina.
È uno degli appuntamenti più attesi di “Verdi in Città”, la rassegna di musica e teatro promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia Culture. L’ingresso è libero. Il concerto comincia quando il porto è ancora avvolto nel buio e la città appena percettibile. Il sole sorgerà alle 5.52 ma la musica sarà già lì, a preparare il giorno attraverso frammenti, armonie, temi e variazioni.
Mirko Lodedo racconta il suo piano e, attraverso il pianoforte, il proprio percorso umano e musicale. Ogni composizione apre un episodio, richiama un incontro, una scoperta, un’intuizione che ha segnato una formazione atipica, costruita tra studio, sperimentazione e ascolto. La musica precede le parole, le interrompe, le completa, trasformando il racconto autobiografico in una sequenza di paesaggi sonori. Lo spettacolo torna alle origini del rapporto di Lodedo con la musica, quando riproduceva al pianoforte le melodie ascoltate alla radio o in televisione e ne suonava altre che gli sembravano già note. «L’avevo ascoltata o l’avevo inventata io?»: un dubbio infantile che affidava spesso alla madre, chiamata a riconoscere quelle brevi frasi musicali. I testi nascono da ricordi familiari e domande semplici, tra ironia e confidenza, ma anche da suggestioni che richiamano il cinema di Nino Rota, subito assorbite in una scrittura personale.
Con Lodedo il pianoforte diventa una voce familiare. Nessun effetto sovrapposto alla musica: soltanto il suono, il tempo e la capacità di costruire atmosfere in continuo movimento. A completare l’esperienza è la Scalinata Virgilio, affacciata sul porto, con la pietra, il profilo della Colonna Romana, il mare e il chiarore che avanza. Non c’è un sipario a separare la scena dalla città: suono, spazio e tempo entrano nella stessa composizione.
A Brindisi, il concerto all’alba è ormai più di un appuntamento estivo. È diventato un momento capace di riunire generazioni e sensibilità differenti. C’è chi arriva per curiosità, chi torna ogni anno, chi prende posto sui gradoni, chi ascolta lungo la banchina. Non esistono posti assegnati né ruoli prestabiliti: ciascuno trova il proprio modo di vivere il passaggio dalla notte al giorno.
Musicista e compositore cegliese, Mirko Lodedo si avvicina prestissimo agli strumenti. A due anni prende in mano una diamonica, ancora oggi presente in alcuni suoi spettacoli; a sei comincia lo studio del pianoforte e a ventuno consegue il diploma all’Istituto musicale statale di Ceglie Messapica. Approfondisce composizione e direzione d’orchestra, mentre già a quattordici anni avvia una ricerca sui suoni elettronici confluita nel progetto “Neptune”. A diciotto anni tiene il primo concerto di pianoforte solo, composto interamente da lui. Nel 2003 fonda l’associazione culturale Casarmonica. Nel corso degli anni firma numerose musiche per il teatro e il cinema, comprese le colonne sonore dei film di Edoardo Winspeare “L’anima attesa” e “La vita in comune”, e collabora con realtà come Armamaxa Teatro, La Luna nel Pozzo, La luna nel letto, Compagnia Burambò, Crest, In Cupa Trance, Archelia, Teatri Abitati e Teatro Pubblico Pugliese.
“All’alba… vi racconto il mio piano” è il suo incontro più personale con la musica e con lo strumento che lo accompagna da sempre. Un viaggio nel quale ogni passo diventa un brano e ogni brano conserva la traccia di una storia. Mentre la città si affaccia sul nuovo giorno, il pianoforte ne scandisce il primo respiro.

