Redazione
ADI: «In Puglia i pazienti fragili costretti in ospedale per una terapia che potrebbero fare a casa»
L’Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, sotto la guida del suo Presidente Nazionale Rocco Monaco, solleva una grave criticità che colpisce quotidianamente centinaia di cittadini e famiglie fragili in tutta la Regione Puglia: le inefficienze strutturali e i limiti orari dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).
Attualmente, persone in condizioni di estrema fragilità e non autosufficienza si trovano non solo costrette ad affrontare liste d’attesa e graduatorie per accedere alle cure a casa, ma devono anche fare i conti con un servizio erogato esclusivamente nella fascia oraria tra le 07:45 e le 13:30.
Una situazione che, secondo Utelit Consum, finisce per produrre un vero e proprio paradosso: quando una terapia non può essere garantita a domicilio negli orari necessari, l’alternativa diventa il ricovero ospedaliero, con conseguenze per il paziente e costi ben più elevati per la collettività.
Il confronto con le altre Regioni: «E poi ci vogliamo paragonare al Nord?»
Come fermamente evidenziato dal Presidente Nazionale Rocco Monaco: «Ci riempiamo spesso la bocca di grandi proclami, ma poi ci vogliamo davvero paragonare alle Regioni del Nord?».
Mentre in diverse realtà italiane, come Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Toscana e Piemonte, l'Assistenza Domiciliare è ampiamente strutturata fino alle ore 20:00 e prevede la copertura o pronta reperibilità H24 (24 ore su 24, 7 giorni su 7) per i pazienti ad alta complessità e per la somministrazione di terapie salvavita, in Puglia il servizio si
Un'organizzazione così rigida genera, secondo l’associazione, un paradosso insostenibile per la salute dei pazienti e per la stessa organizzazione sanitaria: terapie che potrebbero essere somministrate a domicilio rischiano di trasformarsi nella necessità di un ricovero ospedaliero.
Per Monaco il problema, dunque, non riguarda soltanto l’estensione dell’orario di un servizio, ma investe direttamente il modello di assistenza riservato alle persone più fragili e il modo in cui vengono utilizzate le risorse della sanità pubblica.
Le richieste ufficiali a Regione, ASL e Consiglio Regionale
Attraverso questa nota ufficiale, il Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, Rocco Monaco, invia una segnalazione formale diretta al Presidente Antonio Decaro, all'Assessore Donato Pentassuglia, a tutti i Consiglieri Regionali e ai Direttori Generali delle ASL pugliesi, chiedendo di azzerare questo divario e adeguare la sanità pugliese agli standard delle regioni più avanzate d'Italia mediante:
- L'eliminazione delle graduatorie di blocco per le prestazioni ADI a favore dei pazienti ad alta complessità e fragilità;
- L'estensione della copertura oraria dell'ADI alle fasce pomeridiane e serali, almeno fino alle ore 20:00 e con turnazione/reperibilità H24 per le terapie infusionali complesse;
- L'istituzione di un servizio rapido di continuità terapeutica ospedale-territorio per la gestione dei farmaci ad uso ospedaliero a domicilio.
«Non è ammissibile che la mancanza di un turno infermieristico pomeridiano trasformi gli ospedali pugliesi in parcheggi per terapie che in altre Regioni d'Italia vengono eseguite comodamente a casa H24. Chiediamo alle autorità sanitarie e ai consiglieri regionali risposte immediate e un piano di riorganizzazione dell'ADI che metta davvero al centro la dignità del paziente e l'uso efficiente delle risorse pubbliche», dichiara con forza il Presidente Nazionale Rocco Monaco.
Rocco Monaco - Presidente Nazionale Utelit Consum
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Mesagne rafforza il fronte antimafia: via libera al Protocollo con la Prefettura per turismo e ristorazione
La Giunta comunale di Mesagne ha approvato all’unanimità il Protocollo d’intesa con la Prefettura di Brindisi per potenziare le azioni di prevenzione amministrativa antimafia nel settore turistico‑alberghiero e della ristorazione, un comparto considerato particolarmente sensibile e strategico per l’economia locale. La seduta del 10 agosto 2026, convocata dal sindaco Francesco Rogoli e alla presenza di tutti gli assessori, ha confermato la volontà dell’amministrazione di proseguire lungo il solco tracciato negli ultimi vent’anni, quando la città ha intrapreso un percorso di riscatto civile contro l’originario fenomeno della Sacra Corona Unita. Nel testo della deliberazione si ricorda come Mesagne, insieme alle istituzioni e alle associazioni impegnate sul fronte della legalità, abbia costruito nel tempo un modello di contrasto fondato sulla diffusione della cultura civica e sulla collaborazione con Prefettura, Questura, Agenzia del Demanio e realtà come Avviso Pubblico e Libera. Una strategia che ha contribuito a liberare il territorio, pur mantenendo alta la consapevolezza del rischio di nuovi tentativi di infiltrazione, soprattutto alla luce delle analisi della Direzione Investigativa Antimafia, secondo cui le organizzazioni criminali sono oggi capaci di adattare i propri metodi ai mutamenti sociali, affinando competenze e strategie per continuare a esercitare controllo economico e territoriale.
Il Protocollo proposto dalla Prefettura, con nota del 30 giugno 2026, punta proprio a prevenire possibili infiltrazioni nel settore turistico e della ristorazione, rafforzando gli strumenti di monitoraggio e coordinamento tra enti. Il Comune si impegna a mettere a disposizione elementi di analisi ritenuti significativi, soprattutto in relazione alla nascita, fusione o acquisizione di attività e ai cicli di approvvigionamento di lavori, servizi e forniture, nel rispetto della riservatezza e del segreto investigativo. Inoltre parteciperà all’Osservatorio provinciale, contribuendo alla raccolta dei dati e alla redazione di report periodici capaci di evidenziare indicatori di rischio utili a orientare le strategie di prevenzione. È prevista anche la costituzione di una cabina di regia incaricata di coordinare le iniziative programmate e monitorarne l’attuazione, mentre il Comune riserverà particolare attenzione ai procedimenti autorizzativi relativi alle attività private del settore, applicando con rigore le disposizioni del Codice Antimafia, in particolare l’articolo 67 che disciplina le cause di divieto, decadenza o sospensione.
La Giunta ha approvato lo schema di Protocollo senza rilievi, dopo i pareri favorevoli sulla regolarità tecnica e contabile espressi dai responsabili dei servizi. Il sindaco Rogoli è stato autorizzato alla firma dell’intesa e la Responsabile dell’Area Cultura‑Turismo è stata nominata RUP. Una volta sottoscritto, il documento sarà trasmesso a tutti gli uffici comunali coinvolti nei procedimenti autorizzativi, così da garantire un’applicazione uniforme degli impegni assunti. Con questo atto Mesagne conferma la propria determinazione nel mantenere alta la vigilanza su un settore economico vitale, rafforzando la collaborazione con la Prefettura e consolidando un modello di prevenzione che negli anni ha contribuito a tutelare il territorio da fenomeni di riciclaggio, usura, estorsione e da ogni tentativo di infiltrazione mafiosa.
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Vigilanza rafforzata a Mesagne: la Giunta approva il progetto “V.I.A.” da 300mila euro
La Giunta comunale di Mesagne ha approvato all’unanimità il progetto “V.I.A.: Vigilanza Integrata Autoveicoli”, un intervento che segna un passo deciso verso il rafforzamento della sicurezza urbana. L’atto, licenziato nella seduta del 10 agosto, mette in moto un piano da 300mila euro che punta a potenziare la videosorveglianza cittadina e a dotare il territorio di strumenti più efficaci per prevenire e contrastare fenomeni di illegalità. La decisione arriva in un contesto preciso: negli ultimi anni alcune aree della città – in particolare zona Sud Est, Seta, Materdomini, Nord Est, Calderoni e Manfredonia – hanno registrato un aumento di reati come furti d’auto, intrusioni negli appartamenti e attività di spaccio condotte tramite veicoli. Un quadro che ha spinto l’Amministrazione a intervenire con un progetto capace di integrare tecnologia e prevenzione. Il sistema previsto dal progetto “V.I.A.” non si limita alla semplice videosorveglianza. L’idea è quella di installare telecamere in grado di leggere le targhe dei veicoli in ingresso nel centro cittadino, con la possibilità di segnalare in tempo reale alle forze dell’ordine la presenza di mezzi sospetti o già attenzionati. Una rete intelligente, pensata per coprire le zone periferiche dove non è sempre possibile garantire una presenza costante delle pattuglie. Il progetto sarà candidato ai fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Interno, che per il 2025 ha stanziato 19 milioni di euro destinati ai sistemi di videosorveglianza nell’ambito dei Patti per la sicurezza urbana. La spesa complessiva è di 300.000 euro, suddivisa in: 50.000 euro di cofinanziamento comunale, da inserire in bilancio solo in caso di ammissione al finanziamento; 250.000 euro richiesti ai fondi statali. La domanda sarà presentata utilizzando il modello ufficiale previsto dal decreto interministeriale del 22 aprile 2026 e sarà trasmessa alla Prefettura di Brindisi per il parere della Commissione competente. Con l’approvazione del progetto, la Giunta si è impegnata a inserire l’intervento nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche e a garantire la manutenzione del sistema per almeno cinque anni. Tutti gli adempimenti operativi saranno affidati all’Area VIII Innovazione Tecnologica – Sistemi Informativi e Telematici. La deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile, segno della volontà dell’Amministrazione di procedere rapidamente e cogliere l’opportunità di finanziamento. Il progetto “V.I.A.” rappresenta un tassello importante nella strategia di sicurezza urbana avviata dal Comune di Mesagne insieme alla Prefettura. L’obiettivo è chiaro: dotare la città di strumenti moderni e integrati, capaci di supportare le forze dell’ordine e di aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini. Un investimento che guarda al futuro e che punta a rendere il territorio più protetto, più controllato e più vivibile.
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Stangata sull’abusivismo e regole ferree: a Mesagne scatta il piano per la stagione dei funghi
Cestini forati, permessi obbligatori, tracciabilità e controlli al millimetro sui banchi di vendita. Con l’avvicinarsi dell’autunno e della nuova stagione di raccolta dei funghi epigei spontanei, la Città di Mesagne corre ai ripari per tutelare la salute pubblica, la sicurezza dei consumatori e la salvaguardia dell’ambiente. È stata pubblicata oggi dal Comune l’ordinanza dirigenziale (la n. 407 dell’11 agosto 2026), firmata dal responsabile dell’Area V Sviluppo Economico e Agricoltura, il dottor Cosimo Paride Santoro, che fissa la disciplina igienico-sanitaria e le regole valide per la campagna 2026/2027. Il messaggio che filtra da Palazzo dei Celestini è chiaro: tolleranza zero contro l’abusivismo e il "fai da te" improvvisato, sia nei boschi che lungo le strade cittadine. Per i cercatori di funghi, professionisti o appassionati del weekend, la parola d'ordine è regolarità. Chi raccoglie per professione o per integrare il proprio reddito (coltivatori diretti, soci di cooperative) dovrà munirsi dell'apposito permesso quinquennale da 50 euro e potrà raccogliere fino a un massimo di 10 chilogrammi al giorno. Per gli amatori e i turisti occasionale (purché maggiorenni o con almeno 14 anni d'età), la quota giornaliera scende a 3 chilogrammi a persona, previo pagamento del tesserino da 25 euro.
L'ordinanza detta anche norme di comportamento imprescindibili per salvaguardare il territorio: è tassativamente vietato l'uso di sacchetti di plastica — che accelerano la decomposizione del prodotto e impediscono la dispersione delle spore — in favore dei soli contenitori rigidamente forati e aerati. Stop deciso anche a rastrelli e uncini che danneggiano il terreno e la flora. C'è inoltre un orario preciso da rispettare: la ricerca nei boschi è consentita esclusivamente alla luce del sole, dalle ore 7:00 fino al tramonto. Attenzione massima alle specie ammesse e alle dimensioni degli esemplari. L'ordinanza vieta categoricamente la raccolta dell' Amanita caesarea (il pregiato ovolo buono) allo stato di ovolo chiuso. In linea generale, è proibito staccare dal terreno funghi con un diametro del cappello inferiore ai 3 centimetri, fatta eccezione per alcune varietà minute (tra cui chiodini, finferli e trombette da morto) per le quali il limite minimo scende a 2 centimetri. Il vero pugno di ferro riguarda il commercio. La vendita dei funghi freschi spontanei non potrà avvenire a briglia sciolta: è totalmente vietato il commercio ambulante non autorizzato. I venditori dovranno essere in possesso dell’Attestato di Idoneità al riconoscimento delle specie fungine rilasciato dalla ASL ed esibire la certificazione di avvenuto controllo redatta dagli Ispettori Micologi. Sui banchi finiran solo partite tracciate con timbro dell'Ispettore, data, luogo di raccolta e indicazioni sui tempi e modalità di conservazione.
La vendita sarà circoscritta ai soli negozi ortofrutticoli idonei, alle aree mercatali ed esclusivamente nelle vie e piazze cittadine individuate dal Comune: da Piazza Capodieci al nuovo Piazzale De Gasperi nella zona del mercato settimanale, passando per Piazzale Gioberti, Piazza Vittorio Emanuele II, Viale Indipendenza, Via Latiano, Via Roma, Via Maya Materdona, Via Brindisi (oltre San Lorenzo) e l'area nei pressi del centro commerciale Conad (ex Auchan). Per garantire la sicurezza delle famiglie e degli operatori commercializzatori, i micologi del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Brindisi assicureranno presidi fissi. A Mesagne, presso l'Ufficio Igiene di Piazza Gioberti, il dottor Gianpaolo Amatori effettuerà le verifiche del pescato e le certificazioni ogni settimana: il lunedì e il venerdì dalle 9:00 alle 10:30, e il martedì, mercoledì e giovedì dalle 8:30 alle 9:30. Nelle fasi iniziali e finali di stagione (1-17 settembre 2026 e 15-31 gennaio 2027) i micologi saranno invece reperibili su chiamata. I furbetti e chi infrangerà le disposizioni rischiano pesante: l'ordinanza prevede ammende amministrative che vanno da 12,91 fino a 309,87 euro, a cui si aggiungerà l'immediato sequestro e la distruzione del prodotto non in regola o conservato in pessime condizioni. Vigilanza serrata affidata alla Polizia Locale, agli ispettori dell'ASL e a tutte le forze dell'ordine del territorio.
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È stato il primo nome annunciato per la stagione che si preannuncia magica e storica per la New Virtus: il ritorno in Serie B. Andrea Arnaldo, 23 anni, giovane talento con esperienze già importanti alle spalle, rappresenta l’ideale perfetto scelto da Coach Olive per guidare la squadra verso traguardi ambiziosi.
Il profilo del giocatore rispecchia in pieno la filosofia tecnica e umana voluta dall’allenatore: un mix di tecnica sopraffina, fisicità impressionante, mentalità difensiva solida e duttilità tattica. Non a caso, Arnaldo è stato il primo acquisto ufficiale proprio perché incarna quella figura chiave indispensabile per una formazione che vuole consolidarsi e crescere in un campionato competitivo come quello cadetto.
A pochi mesi dai 24 anni, Andrea dimostra già una maturità fuori dal comune, alimentata da esperienze in piazze e categorie di rilievo. Come lui stesso racconta, la scorsa stagione non ha soddisfatto le sue aspettative: «Mi ha lasciato l’amaro in bocca – ammette – per questo cercavo una squadra dove potermi sentire accolto, parte di un progetto condiviso e ambizioso». La scelta di Mesagne e del coach Olive non è stata casuale, ma frutto di un’intesa immediata: «Qui ho trovato tutto quello che volevo, dal calore umano alla forte motivazione. Sentirmi voluto e considerato centrale nel progetto è stato determinanteᄏ.
Un’altra chiave nella decisione di Arnaldo è stata la presenza di capitano Marco Giuri, suo idolo e punto di riferimento tecnico e umano all’interno dello spogliatoio. La convivenza con professionisti di alto profilo, come il nutrizionista, il professor Ciraci e lo staff medico e dirigenziale, ha contribuito a creare un ambiente che unisce professionalità e un clima quasi famigliare. «Si respira un’aria molto positiva – sottolinea – e questa è una grande forza da cui partireᄏ.
La voglia di cominciare è palpabile nei suoi occhi: «Sono motivato come non mai – confessa – e insieme ai miei compagni non vediamo l’ora di iniziare per continuare a far divertire il nostro meraviglioso pubblicoᄏ.
Il countdown è ufficialmente partito: il 18 agosto segnerà l’inizio ufficiale della nuova stagione. Nel frattempo, la società sta preparando il programma delle amichevoli e lancia la campagna Tessere Socio-Sostenitore, un invito a tutta la comunità a partecipare e sostenere da vicino il sogno della New Virtus.
Con Arnaldo protagonista e cuore pulsante del progetto, l’attesa cresce insieme alla speranza di vivere un anno sportivo indimenticabile. La squadra è pronta, il pubblico attende: la nuova avventura è alle porte e promette emozioni forti.
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Due modi diversi di costruire una risata, tra musica, monologhi, personaggi e quella materia inesauribile che è la vita di tutti i giorni. Giovedì 20 agosto, alle ore 21, la Scalinata Virgilio ospita “Brindisi Cabaret Show”, con Dado e Ciro Giustiniani, due protagonisti della comicità televisiva e teatrale italiana. L’appuntamento, a ingresso libero, fa parte di “Meridiani d’Estate 2026”, la rassegna culturale e di spettacolo organizzata dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi.
La serata mette uno accanto all’altro due modi diversi di costruire la comicità. Da una parte Dado, nome d’arte del romano Gabriele Pellegrini, che ha fatto della contaminazione tra cabaret e musica la propria cifra; dall’altra Ciro Giustiniani, comico e monologhista napoletano che affida alla parola, al gesto e alla deformazione del quotidiano una comicità centrata su famiglia, costume e contraddizioni sociali.
Dentro il “Dado Show” entrano abitudini, piccoli conflitti domestici, coppia e paradossi del presente. La battuta può partire da un dialogo, diventare una canzone e tornare immediatamente al pubblico. È una comicità costruita sul ritmo e sull’interazione, nella quale la platea diventa parte dello spettacolo. La musica ne modifica il passo, lo accelera e apre all’improvviso nuove direzioni. Attore, comico e cantante, Dado comincia giovane e costruisce negli anni un repertorio nel quale la forma musicale diventa uno strumento per smontare comportamenti, mode, relazioni e fatti di costume. La notorietà nazionale passa attraverso programmi come “Zelig”, dove approda nel Duemila, ma anche “I Raccomandati”, “I migliori anni”, “Made in Sud” e in seguito “Colorado”. Negli anni ha continuato a muoversi tra televisione e palcoscenico, fino ai ritorni nelle edizioni più recenti di “Zelig” e alla partecipazione a “Only Fun”. Le melodie conosciute sono piegate alla parodia, le parole cambiano traiettoria e una canzone si trasforma in pochi secondi in una fotografia ironica e scanzonata dell’attualità. Dai primi spettacoli alle tournée teatrali, Dado ha sviluppato un modo di stare sulla scena nel quale monologo e musica si rincorrono in uno scambio continuo.
Ciro Giustiniani ha costruito una parte importante della propria carriera sul monologo, osservando la quotidianità, la famiglia, le differenze tra Nord e Sud e le piccole disavventure nelle quali ciascuno può riconoscersi. Dal cabaret dei primi Duemila è arrivato alla popolarità televisiva di “Made in Sud”, format nel quale è stato a lungo uno dei volti riconoscibili. La sua comicità passa anche dal corpo. Giustiniani accelera le parole, moltiplica i gesti, usa i suoni e lavora sulla trasformazione del napoletano in un linguaggio comprensibile ben oltre Napoli. È questa combinazione tra racconto e rappresentazione fisica a definire il suo modo di stare sul palco.
Nel suo repertorio sono entrati negli anni anche personaggi diventati familiari al pubblico televisivo, insieme a monologhi nei quali esperienze personali e vicende comuni vengono spinte verso il paradosso. Nel 2017 Giustiniani ha raccolto parte di questo universo anche nel libro autobiografico pubblicato da Rai Eri, dove ricordi familiari, Napoli e comicità si mescolano nello stesso sguardo sulla vita quotidiana.
“Brindisi Cabaret Show” nasce proprio dall’incontro fra queste due direzioni. Dado arriva alla battuta passando spesso da una chitarra e da una melodia; Giustiniani costruisce immagini attraverso parole, suoni e gesti. Uno parte dalla canzone e la porta altrove, l’altro prende una situazione ordinaria e la trasforma fino a farne una scena. La materia è a portata di mano: sta nelle case, nelle conversazioni, nei piccoli automatismi quotidiani e in tutto ciò che il pubblico riconosce prima ancora che arrivi la battuta. Sulla Scalinata Virgilio i due percorsi diventano una sola serata, affidata alla forza del cabaret dal vivo e alla relazione diretta con il pubblico. È questo il terreno comune dei due comici: prendere sul serio la realtà finché non comincia a far ridere. Il resto accadrà il 20 agosto sulla Scalinata Virgilio, con Dado e Ciro Giustiniani faccia a faccia con il pubblico di Brindisi.
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Mesagne. Rifiuti, scatta il giro di vite controlli della Polizia locale e quattro multe
Controlli sul conferimento dei rifiuti a Mesagne e quattro verbali già elevati, ma sul territorio continua a emergere un problema che va ben oltre il semplice errore nella raccolta differenziata. È quello dell'abbandono indiscriminato dei rifiuti, dalle strade del centro storico alle campagne, fino alle aree di particolare pregio come il Parco archeologico di Muro Tenente. Un fenomeno che torna a preoccupare e che ora spinge a rafforzare verifiche e controlli. Ieri mattina il comando della Polizia locale ha dato avvio a un servizio straordinario finalizzato proprio a verificare la regolarità del conferimento dei rifiuti indifferenziati. Nel corso delle attività sono stati elevati quattro verbali nei confronti di altrettanti cittadini ritenuti responsabili di un errato conferimento. Un primo risultato che conferma la volontà dell'amministrazione di mantenere alta l'attenzione su una questione che continua a generare segnalazioni e proteste.
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Mostra d’Arte al Castello Normanno-Svevo di Mesagne (BR) dal 22 agosto al 6 settembre 2026
“Il segno della luce” è il titolo della retrospettiva dedicata a Gennaro ORAZIO, noto esponente della più recente “scuola grottagliese”, con un posto significativo nella cultura figurativa salentina.
La rassegna propone un’accurata selezione delle opere del Maestro, un itinerario rappresentativo delle diverse fasi del suo percorso creativo durato quasi sessant’anni.
L’artista, prolifico e poliedrico, ha lasciato innumerevoli dipinti, disegni e ceramiche: i più rilevanti potranno essere ammirati nelle prestigiose sale del Castello Normanno-Svevo, messe a disposizione dal Comune di Mesagne, patrocinante l’iniziativa. Affacciandosi a questa panoramica di opere si potrà cogliere non solo il talento innato, l’energia pittorica, la padronanza artistica e tecnica dell’autore, ma soprattutto la sua poetica.
“Sotto il dettato del cuore la sua pittura è essa stessa diario intimo, narrazione lirica, strumento eloquente delle suggestioni più rare.”
Attraverso la sua arte, con immagini immortali della sua terra e della sua gente, Orazio riesce a risvegliare la capacità di sentire ed emozionare; riesce a suscitare sentimenti profondi in chi, ancòra, sa ascoltare il suo cuore; riesce a trasportarti in un’atmosfera vibrante ora con segni sfumati e decisi, ora con colori leggeri e luminosi. Colori di luce, colori di speranza.
Egli lascia, inoltre, spazio all’immaginazione di chi osserva: i suoi soggetti emergono spesso dal vuoto e campeggiano quasi sospesi e non finiti sullo sfondo chiaro e non limitato dei suoi dipinti e dei suoi disegni.
Tutto questo, dunque, ed altro, lo si potrà percepire ed ammirare visitando la mostra dal 22 agosto al 6 settembre 2026, con i seguenti orari: 9,30 – 12,00; 18,00 – 21,00.
Vernissage: 22 agosto ore 19.

VENDEMMIA: COLDIRETTI PUGLIA, UVE SANE E QUALITÀ ECCELLENTE
VENDEMMIA: COLDIRETTI PUGLIA, UVE SANE E QUALITÀ ECCELLENTE; PREZZI E MERCATO RESTANO LE GRANDI INCOGNITE
Serve il catasto vitivinicolo, strumento strategico per fotografare il comparto e costruire una nuova politica di filiera
Uve sane e qualità eccellente, la vendemmia pugliese 2026 si presenta con caratteristiche qualitative eccellenti e con una stima di aumento della produzione di uva intorno al 10% rispetto allo scorso anno, grazie anche alle piogge invernali e primaverili che hanno garantito una buona riserva idrica ai vigneti e stanno consentendo alle piante di affrontare meglio la fase di maturazione, anche nei terreni più leggeri. Sono positive le prime stime di Coldiretti Puglia all’avvio della campagna vendemmiale regionale, con un quadro qualitativo favorevole, vigneti che mostrano un ottimo equilibrio vegetativo e una situazione complessivamente positiva anche nelle aree più sensibili agli stress climatici. Le precipitazioni dei mesi scorsi hanno infatti consentito alle piante di accumulare riserve utili per affrontare la fase estiva, favorendo una maturazione regolare delle uve.
Sul fronte sanitario il quadro è particolarmente favorevole, con una presenza molto contenuta delle principali malattie della vite e vigneti che si presentano generalmente puliti. Resta invece alta l’attenzione sugli insetti alieni, in particolare sulla cicalina, un fenomeno che negli ultimi anni ha spiazzato agronomi e viticoltori per la rapidità della diffusione e per le difficoltà iniziali nella gestione. Oggi, grazie a una maggiore conoscenza e a strategie di contenimento più efficaci – spiega Coldiretti Puglia - la situazione è più sotto controllo, ma rappresenta comunque un’ulteriore variabile negativa con cui il comparto vitivinicolo deve confrontarsi.
La vendemmia è partita dalle uve destinate alle basi spumante, con Chardonnay protagonista delle prime raccolte, per proseguire con le varietà bianche precoci e poi con le cultivar a maturazione più scalare – spiega Coldiretti Puglia – con il Moscato, il Primitivo e il Negroamaro, fino ad arrivare alle raccolte più tardive previste tra settembre e ottobre con Nero di Troia, Bombino Nero, Susumaniello e Aglianico. Una successione che racconta la ricchezza e la complessità del patrimonio viticolo pugliese, capace di offrire produzioni diversificate e fortemente legate ai territori.
“Dal punto di vista produttivo e qualitativo ci troviamo davanti a una vendemmia con elementi molto positivi – afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia – perché le piogge invernali e primaverili hanno consentito ai vigneti di arrivare in una condizione migliore alla fase di maturazione. Ora però la priorità è affrontare il tema del mercato, perché resta una forte incertezza sul fronte dei prezzi e i produttori devono fare i conti con una situazione complessa, caratterizzata da una domanda stagnante e da costi di gestione del vigneto ancora elevati, dall’acqua alla difesa delle colture fino agli interventi necessari per fronteggiare gli eventi climatici. Serve intervenire rapidamente per riequilibrare il mercato, anche attraverso una distillazione straordinaria adeguatamente finanziata, così da ridurre le giacenze e creare le condizioni per riportare equilibrio lungo la filiera”. “Serve il catasto vitivinicolo che rappresenta uno strumento fondamentale per conoscere la reale consistenza del comparto, dalle superfici alle produzioni fino alle potenzialità del territorio – aggiunge Cavallo – perché solo attraverso dati certi è possibile costruire una strategia di filiera capace di valorizzare la qualità, programmare le produzioni e rafforzare la competitività del vino pugliese”.
“La vitivinicoltura pugliese ha saputo negli anni costruire un patrimonio di qualità, identità e riconoscibilità sui mercati – sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia – ma oggi il settore vive una fase delicata, con una domanda più debole e difficoltà legate all’equilibrio tra produzione e mercato. Una vendemmia qualitativamente positiva deve essere accompagnata da strumenti in grado di sostenere il reddito delle imprese e salvaguardare gli investimenti fatti dalle aziende”.
Per Coldiretti servono interventi rapidi e coordinati per evitare che una difficoltà congiunturale possa trasformarsi in una crisi strutturale, attraverso misure per riequilibrare il mercato delle giacenze, un sostegno adeguato all’internazionalizzazione e strumenti capaci di incentivare innovazione e sostenibilità ambientale. È necessario inoltre valutare strumenti finanziari per accompagnare le imprese in difficoltà e consentire loro di proseguire nei percorsi di crescita.
Tra le priorità anche il rafforzamento dell’enoturismo, leva strategica per promuovere i territori vitivinicoli, favorire un consumo consapevole e creare valore aggiunto per le aziende – conclude Coldiretti Puglia – insieme a una maggiore semplificazione burocratica per ridurre tempi e costi nella produzione, promozione ed esportazione del vino pugliese.
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SNIM 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy presente alla 22ª edizione del Salone Nautico di Puglia
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sarà presente alla 22ª edizione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia, in programma a Brindisi dal 22 al 26 ottobre 2026.
La partecipazione del Ministero è stata confermata dal Direttore Generale per i Servizi Territoriali del MIMIT, dott. Amerigo Splendori, in occasione della conferenza stampa nazionale di presentazione dello SNIM 2026, svoltasi lo scorso 9 luglio a Roma.
Una presenza di particolare rilievo, che rafforza ulteriormente il profilo istituzionale dello SNIM e testimonia la crescente attenzione verso una manifestazione che, partendo dalla Puglia, si propone sempre più come luogo di confronto nazionale sulle prospettive della nautica, della cantieristica e della Blue Economy, con particolare attenzione alle opportunità di sviluppo del Mezzogiorno.
Il coinvolgimento del MIMIT assume un significato ancora più importante alla luce delle attività svolte sul territorio dalle Case del Made in Italy, strutture attraverso le quali il Ministero intende rafforzare il rapporto con il sistema produttivo e accompagnare le imprese nei percorsi di crescita, innovazione e valorizzazione delle eccellenze italiane.
Proprio Brindisi ospita una Casa del Made in Italy, inaugurata presso la Camera di Commercio alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: un presidio che rappresenta un punto di riferimento per il dialogo tra istituzioni, imprese e territorio.
«Accogliamo con grande soddisfazione la conferma della presenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – afferma il Presidente dello SNIM, Giuseppe Meo – perché rappresenta un ulteriore riconoscimento del percorso intrapreso in questi anni. Lo SNIM è nato e cresciuto in Puglia, ma oggi ha l'ambizione di essere sempre più una piattaforma nazionale capace di mettere attorno allo stesso tavolo imprese, Governo, Regioni, istituzioni, associazioni e mondo della formazione per affrontare concretamente le priorità della filiera nautica».
La 22ª edizione del Salone sarà infatti caratterizzata da un articolato programma di appuntamenti dedicati ai principali temi strategici per il futuro del comparto: sviluppo industriale, competitività delle imprese, formazione e nuove professioni, innovazione tecnologica, transizione energetica, portualità turistica e valorizzazione del sistema nautico del Mezzogiorno.
Particolare attenzione sarà riservata al rapporto tra formazione e impresa, con il coinvolgimento di giovani, istituti nautici e tecnologici, ITS Academy, università e aziende, nella consapevolezza che la disponibilità di nuove competenze professionali rappresenti oggi una delle condizioni fondamentali per sostenere la crescita della cantieristica e dell'intera filiera.
Allo stesso tempo, lo SNIM intende contribuire ad alimentare un confronto stabile sulle politiche industriali necessarie per valorizzare un settore nel quale il Made in Italy rappresenta un'eccellenza riconosciuta a livello internazionale e nel quale il Mezzogiorno, per posizione geografica, competenze, infrastrutture e tradizione marittima, può esprimere potenzialità ancora più significative.
«Il nostro obiettivo – conclude Meo – è fare dello SNIM un luogo nel quale non ci si limiti a raccontare le eccellenze della nautica italiana, ma si costruiscano proposte, relazioni e opportunità concrete per le imprese e per i territori. La presenza del MIMIT rafforza questo percorso e conferma quanto sia importante creare un dialogo sempre più stretto tra il sistema produttivo e le istituzioni. Brindisi e la Puglia possono svolgere un ruolo strategico in questa sfida, diventando uno dei punti di riferimento del Mediterraneo per la nautica e la Blue Economy».
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