Redazione

Latiano si prepara a vivere una serata all'insegna della grande musica di livello internazionale. Domenica 13 Settembre, la Grande Chiesa del Santuario di Cotrino aprirà le sue porte a un appuntamento culturale e spirituale di rara bellezza: l'esibizione straordinaria dell'arpista di fama mondiale Claudia Lamanna.

La serata promette di regalare al pubblico un'esperienza immersiva unica. L'accoglienza degli ospiti inizierà alle ore 20:30, mentre le prime note risuoneranno a partire dalle ore 21:00. A fare da cornice alla virtuosistica performance dell'artista sarà un'atmosfera suggestiva e sognante, illuminata dal bagliore soffuso di mille candele. In questa scenografia intima e intima, la musica trascenderà il semplice ascolto passivo per trasformarsi in un viaggio emotivo condiviso.

​Riconosciuta tra le figure più prestigiose della scena musicale contemporanea, Claudia Lamanna si distingue per una tecnica sublime, un virtuosismo naturale e una sensibilità interpretativa capace di toccare le corde più profonde dell'anima. Sulle note della sua arpa, carica di vibrante energia, la bellezza del mondo prenderà forma all'interno delle maestose navate della Grande Chiesa.

​Dettagli dell'evento

​Luogo: Grande Chiesa del Santuario di Cotrino, Latiano

​Data: Domenica 13 Settembre

​Orari: Accoglienza ore 20:30 – Inizio concerto ore 21:00

​Un'occasione imperdibile per gli amanti dell'arte e della musica dal vivo, pronti a lasciarsi trasportare da un'armonia che fonde talento cristallino e suggestione visiva.

Paura nella notte in via San Michele, a San Vito dei Normanni, dove una squadra dei vigili del fuoco di Brindisi è intervenuta per domare l’incendio che ha coinvolto una Fiat Grande Punto parcheggiata lungo la strada.

L’allarme è scattato nelle ore notturne. Giunti sul posto, i vigili del fuoco hanno lavorato per spegnere le fiamme e impedire che l’incendio potesse propagarsi ad altri veicoli o alle strutture vicine. Una volta conclusa l’operazione, l’area è stata messa in sicurezza.

Non si registrano, al momento, persone coinvolte. Restano da chiarire le cause dell’incendio e non è esclusa alcuna ipotesi.

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A Fasano la Guardia Costiera ha messo a segno un nuovo intervento nell’ambito dei controlli sulla filiera ittica, un’attività che in queste settimane sta procedendo senza sosta per garantire trasparenza, sicurezza alimentare e tutela del consumatore. Il personale della Sezione di Polizia Marittima, Ambiente e Difesa Costiera della Capitaneria di Porto di Brindisi, operante sotto il coordinamento del Centro di Controllo di Area della Pesca della Direzione Marittima di Bari, ha effettuato un’ispezione in un centro di distribuzione locale, riscontrando gravi irregolarità nella gestione dei prodotti destinati al commercio. Durante la verifica, i militari hanno rinvenuto un ingente quantitativo di pesce fresco privo delle etichette obbligatorie: diverse cassette di polistirolo contenenti saraghi, orate, spigole e polpi erano infatti sprovviste delle informazioni necessarie a garantire la tracciabilità del prodotto, un requisito essenziale per ricostruire l’intero percorso dell’alimento, verificarne la provenienza, accertare il rispetto delle norme igienico‑sanitarie e assicurare al consumatore finale la massima trasparenza. L’etichettatura, come ricordano gli operatori del settore, non è un mero adempimento formale ma rappresenta un presidio fondamentale per la salute pubblica: consente di conoscere specie, metodo di produzione, eventuali allergeni e di prevenire frodi commerciali che potrebbero mettere a rischio la sicurezza alimentare. A seguito delle irregolarità accertate, all’amministratore della struttura è stata elevata una sanzione amministrativa pecuniaria. L’intero lotto di prodotto ittico è stato sottoposto a sequestro amministrativo e avviato alla distruzione, un’operazione i cui costi saranno interamente a carico del trasgressore. L’intervento odierno si inserisce nel più ampio dispositivo di vigilanza quotidianamente svolto dalla Guardia Costiera, impegnata nel contrasto alla pesca illegale e all’immissione sul mercato di prodotti non sicuri. Un’attività costante che mira a tutelare la salute dei cittadini e a garantire condizioni di equità per gli operatori del settore ittico che lavorano nel pieno rispetto delle regole.

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Riduzione di spesa per MesagnEstate 2026: il Comune libera 12 mila euro dopo il rinvio di uno spettacolo originariamente previsto ad agosto. Infatti, uno degli spettacoli inseriti nel calendario ufficiale, approvato dalla Giunta con deliberazione n. 27 del 30 luglio, non si è svolto nel periodo previsto e l’organizzazione ha successivamente riprogrammato l’evento per il mese di settembre. Da qui la necessità di procedere al disimpegno della quota di 12.000 euro, inizialmente destinata alla copertura finanziaria dell’appuntamento, come riportato nella frase: “la somma di € 12.000,00 […] non risulta più necessaria”. La riduzione porta l’importo totale impegnato sul capitolo 748 del bilancio 2026 a 87.500 euro, con la somma liberata che torna nella disponibilità dello stesso capitolo. Il provvedimento, corredato dal visto di regolarità contabile del Servizio Ragioneria, attesta inoltre la piena compatibilità dell’operazione con gli equilibri finanziari dell’ente, come previsto dagli articoli 151 e 153 del Testo Unico degli Enti Locali. 

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Il Comune di Mesagne parteciperà al 4° Avviso del Programma Interreg Italia‑Croazia 2021‑2027, scegliendo di assumere il ruolo di Lead Partner nella proposta progettuale “ROUTES4ALL – Turismo Adriatico Inclusivo per Tutti”. Una decisione che segna un passo significativo nella strategia cittadina di apertura internazionale e di valorizzazione del territorio attraverso politiche di inclusione e innovazione sociale, come evidenziato nel documento ufficiale: «L’obiettivo della proposta è garantire che le persone con disabilità, gli anziani e i caregiver possano vivere una destinazione adriatica come un’unica esperienza continua e affidabile» .

Il progetto nasce da un tavolo di lavoro che ha coinvolto enti italiani e croati, tra cui il Comune di Gambatesa, la cooperativa COOSS Marche, il Comune di Klis e quello di Montona con il relativo ente turistico. Da questo confronto è emersa la volontà di costruire un modello condiviso di turismo accessibile, capace di superare la frammentazione attuale tra strutture ricettive, servizi e informazioni, come riportato nella premessa: «Nell’area Italia‑Croazia, il turismo accessibile risulta ancora frammentato tra singole strutture ricettive, attrazioni, servizi di trasporto e canali informativi» .

ROUTES4ALL punta a capitalizzare esperienze già maturate in altri programmi mediterranei, adattandole a un percorso transfrontaliero che sarà testato in due aree pilota, una italiana e una croata. Mesagne, oltre a coordinare l’intero partenariato, sarà uno dei cinque testbed territoriali e applicherà il modello su un itinerario tematico locale, integrando la dimensione dell’accessibilità nella gestione ordinaria delle attività turistiche. Un ruolo di primo piano che conferma la crescente centralità dell’Ufficio Europa nelle politiche di sviluppo dell’Ente.

Il progetto, della durata prevista di 18 mesi, presenta un budget complessivo di circa 1.137.800 euro, di cui 270.000 destinati al Comune di Mesagne. Non è previsto alcun cofinanziamento da parte dell’Ente, poiché l’80% delle risorse sarà coperto dal Fondo FESR e il restante 20% dal Fondo di Rotazione. Con questo progetto Mesagne consolida la sua vocazione europea e si candida a diventare punto di riferimento nel panorama adriatico per la costruzione di un turismo realmente inclusivo, capace di unire territori, comunità e visioni di sviluppo sostenibile. Un progetto che, se approvato, potrà incidere concretamente sulla qualità dell’accoglienza e sull’immagine internazionale della città.

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Mesagne si prepara ad accogliere il motorismo storico con un appuntamento che domenica 13 settembre 2026 porterà in città appassionati, equipaggi e veicoli d’epoca, grazie al raduno organizzato dal Vespa Club Mesagne in collaborazione con il Lambretta Club Lecce “Finibus Terrae”. La Giunta comunale, riunita l’11 settembre sotto la presidenza del sindaco Francesco Michele Rogoli, ha approvato l’atto di indirizzo che concede il patrocinio istituzionale all’iniziativa e avvia le procedure necessarie per garantirne il regolare svolgimento, riconoscendone il valore culturale, turistico e sociale. Secondo quanto riportato nella deliberazione, la manifestazione prevede l’arrivo di circa quaranta veicoli storici, tra Vespa e Lambretta, che saranno esposti staticamente in Piazza Commestibile dalle 9 alle 12.30, offrendo al pubblico la possibilità di ammirare modelli iconici del motorismo italiano. Alle 10 è previsto il saluto istituzionale dell’Amministrazione comunale, seguito da una visita guidata al Castello e al Centro storico con l’ausilio di una guida autorizzata, per coniugare la passione per i mezzi d’epoca con la valorizzazione del patrimonio cittadino.

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Il Sindacato Cobas denuncia la terribile notizia della riduzione delle ore del personale impegnato nell’integrazione scolastica a sostegno dei bambini più sfortunati.

Immediatamente il Cobas ha inviato una pec con richiesta di incontro alla presidente del Consorzio ATS BR 4 , Lucrezia Morleo, assessora ai servizi sociali del comune di Torre Santa Susanna

Il fulmine a ciel sereno è scaturito in una riunione convocata dai sindaci che compongono il consorzio ATS BR4 che comprende i comuni di Mesagne,Cellino San Marco,Erchie , Latiano, Sandonaci,San Pancrazio Salentino,San Pietro Vernotico,Torchiarolo, Torre Santa Susanna, nella giornata del 9 settembre dove hanno informato i sindacati confederali, escludendo dall’invito il Cobas, che il servizio parte giorno 14 settembre con una riduzione delle ore di sostegno.

Cogliendo di sorpresa anche la stessa cooperativa “La socio culturale” che era completamente all’oscuro di operazioni di riduzione delle ore .

Il motivo dei tagli economici per il servizio di integrazione scolastica per i sindaci, è stato spiegato nel corso della riunione, è da ricercare nelle minori risorse economiche delle casse comunali.

Il Cobas denuncia questa scelta scellerata maturata improvvisamente e si mobiliterà anche in quadro di difficoltà oggettiva, insomma dove le decisioni sono state già prese.

Oltre alle dipendenti abbiamo ricevuto telefonate di genitori rimasti sbalorditi da queste decisioni.

Andando avanti così i bambini con difficoltà avranno sempre meno tutele,di fatto colpendo sempre le fasce più deboli della popolazione .

Arriveremo come l’antica Grecia dove chi aveva difficoltà veniva buttato giù dalla rupe, sembra questo l’indirizzo anche delle nostre amministrazioni.

Brindisi 11.09.2026 Per il Cobas Roberto Aprile.

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Il Comune di Mesagne ha ordinato la demolizione per una serie di opere abusive realizzate senza permesso di costruire in una struttura ricettiva. Tutto nasce da un sopralluogo del 21 luglio scorso, condotto da un dispositivo interforze insolito per un controllo edilizio: personale dell'Urbanistica comunale, agenti del Commissariato di Polizia di Stato, tecnici del Sian dell'Asl di Brindisi e ispettori della Polizia Municipale, segno che dietro le irregolarità si celavano anche profili igienico-sanitari. Numerose le difformità accertate rispetto al progetto autorizzato: una scala esterna mai realizzata e l'altra spostata rispetto alla posizione prevista, con chiusura del corridoio che ha creato quasi 10 metri quadrati di superficie coperta in più, compromettendo areazione e illuminazione dei vani della zona notte. Al posto di un pergolato è spuntata una struttura in metallo e plexiglass di oltre 35 metri quadrati; il muro perimetrale della piscina risulta più vicino al fabbricato di due metri rispetto al progetto, senza la prevista struttura frangisole; sul prospetto ovest è stata aperta una finestra non autorizzata, e un vano tecnico viene usato come lavanderia. Contestate anche la pavimentazione esterna, realizzata in gres non drenante anziché con il materiale autobloccante previsto, un'ulteriore copertura di 25 metri quadrati sul terrazzo al primo piano, una tettoia fotovoltaica di quasi 60 metri quadrati adibita a parcheggio auto e un manufatto con docce per la piscina collegato a un impianto solare termico. Il capitolo più corposo riguarda il piazzale esterno, ampliato sia verso est, fino al campo da calcetto, inglobando anche un'area boschiva, sia verso nord, dove è stata realizzata una zona giochi per bambini, il tutto con pavimentazione non drenante difforme dai titoli edilizi. Segnalata inoltre la persistenza di un piccolo manufatto che, in base a una sanatoria del 2022, avrebbe già dovuto essere abbattuto. Per il secondo fabbricato del complesso, destinato secondo il titolo a deposito, docce e spogliatoi, è stato accertato un uso improprio: il portico è diventato un angolo bar con bancone, frigorifero, macchina del caffè e registratore di cassa, mentre i locali deposito ospitano scaffali per alimenti e bevande. Avviato il procedimento lo scorso 5 agosto, i proprietari hanno presentato una memoria difensiva il 17 agosto, giudicata però insufficiente a superare i rilievi. Richiamando l'articolo 31 del Testo Unico dell'Edilizia, che impone la demolizione in caso di interventi privi di permesso di costruire, l'amministrazione ha intimato ai responsabili di abbattere le opere abusive e ripristinare i luoghi entro novanta giorni dalla notifica. In caso di inadempienza scatterà una sanzione da 2.000 a 20.000 euro; se il termine trascorrerà senza demolizione, l'immobile e l'area di pertinenza passeranno gratuitamente al patrimonio comunale, che provvederà alla demolizione a spese dei responsabili.

 

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In merito alle considerazioni espresse dal consigliere regionale Luigi Caroli riguardo la situazione del Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica, si ritiene opportuno fornire un quadro puntuale e trasparente dello stato dell'arte, nel rispetto del ruolo istituzionale di ciascun soggetto coinvolto e nell'interesse primario dei cittadini e degli utenti del servizio.

Il processo di internalizzazione della struttura, disposto in attuazione della normativa regionale, rappresenta una fase complessa di transizione che richiede tempi tecnici e amministrativi necessari per garantire la piena funzionalità del servizio pubblico. La Asl Brindisi è consapevole delle criticità segnalate, in particolare per quel che riguarda i tempi di attesa e la necessità di rafforzare l'offerta assistenziale nei codici di riabilitazione più delicati, come il codice 56 e il codice 75.

A tal proposito, si comunica che sono in corso di completamento gli iter concorsuali finalizzati al potenziamento della pianta organica del Centro, con l'obiettivo di dotare la struttura delle professionalità sanitarie necessarie a garantire un'assistenza adeguata e tempestiva ai pazienti. La direzione generale della Asl Brindisi, insieme agli uffici competenti, sta seguendo con la massima attenzione ogni fase procedurale, nella consapevolezza che il rafforzamento del personale rappresenti la leva principale per il miglioramento dei servizi offerti e la riduzione delle liste d'attesa.

Si ribadisce l'impegno dell'azienda a proseguire il percorso intrapreso con serietà e responsabilità, mantenendo costante interlocuzione con l'assessorato regionale alla Salute e con tutti i soggetti istituzionali interessati, nella piena disponibilità a fornire ogni elemento di chiarimento e approfondimento che si rendesse necessario.

Si confida che il superamento delle attuali criticità, frutto di una fase di riorganizzazione complessa, possa tradursi in tempi ragionevoli in un servizio pubblico più efficiente e maggiormente rispondente alle esigenze di cura e riabilitazione dei cittadini brindisini e pugliesi.

 

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Nota del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Luigi Caroli  

“Prendiamo atto delle attività che sono in corso per il potenziamento dei servizi nel centro di riabilitazione di Ceglie Messapica come comunicato dalla Asl. Ma non basta. Il diritto alla salute dei cittadini non può attendere i tempi e la disorganizzazione della sanità pugliese e brindisina. Non sarà certo colpa del neo-direttore generale Stefano Rossi ma di chi, in vista della campagna elettorale, aveva fretta di procedere all’internalizzazione del servizio. Questa gente si renda conto dei danni procurati all’utenza. Ai tanti pazienti fragili. Soprattutto per i codici 56 e 75, come richiamati oggi dall’Asl Brindisi, costretti a lunghe liste d’attesa nel pubblico e che in molti casi sono costretti a rivolgersi al privato, andando ad alimentare ‘quel male oscuro’ che solo a parole qualcuno sui palchi del campo largo, ha detto di voler contrastare.

L’ennesimo regalo di un centrosinistra pugliese che intende la pubblica amministrazione come ‘sistema di poltronificio’, senza pensare minimamente all’assistenza dei più fragili e a come sostenere i familiari. Basta vedere anche quello che sta succedendo nell’altra internalizzazione, quella della Rsa di Ostuni. Ci giungono segnalazioni oltre che dell’assenza di attrezzature, anche di una documentazione incompleta per quel che riguarda l’accreditamento e l’autorizzazione all’esercizio. Ma tutto ciò cosa importa a chi ha avuto come unico fine internalizzare il servizio e accrescere in maniera politicamente scorretta il suo serbatoio di voti?”

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