Redazione
Grande Mostra “Barocco e Neobarocco”: i vip nelle sale del Castello, i focus sugli artisti
e un eccezionale riflessione su Igor Mitoraj con ICARO INFINITO — Studio #3.
Fine luglio e inizia d’agosto tra focus sui maestri in mostra, vip entusiasti che visitano la Grande Mostra “Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj”, allestita nel Castello Imperiali di Francavilla Fontana (Brindisi) ed ora la sorpresa: il ritorno eccezionale di Igor Mitoraj.
Nelle scorse ore sia Sigfrido Ranucci sia Piero Chiambretti sono stati nelle sale della Grande Mostra a Castello Imperiali e hanno sostato a lungo davanti alle opere, ascoltando a discutendo con le guide della mostra. Ma uno degli eventi clou è fissato per mercoledì 5 agosto prossimo, quando nell’atrio del Castello Imperiali, alle ore 21 con ingresso gratuito andrà in scena (è il caso di dirlo) “ICARO INFINITO — Studio #3”, da un’idea di Gianluca Slow Zurlo e Giuseppe Ciciriello, reading di e con Giuseppe Ciciriello.
“Ogni gesto dell’uomo è prigione se non tende all’infinito – si spiega – E ‘Icaro Infinito’ è lo spettacolo ispirato a ‘Ikaro Cielo Bianco’ di Igor Mitoraj, l’opera in encausto esposta nella mostra: un corpo solo in scena che attraversa il mito, la carne, l’aria — e quella esigenza di infinito che è insita in ognuno di noi”. “In via del tutto eccezionale, quella sera la mostra resterà aperta fino alle 24 – spiegano gli organizzatori -: dopo lo spettacolo sarà possibile ammirare dal vivo, all’interno della mostra stessa, l’opera che lo ha ispirato. Per chi assiste allo spettacolo, biglietto super ridotto, per l’ingresso in mostra”.
«Ha riscosso successo proporre ai visitatori un testo scritto appositamente per un’opera che andranno ad ammirare subito dopo e che è già lettura, grazie all’artista, di un mito: ecco perché proponiamo ancora uno studio – ha detto Ciciriello -. Partiamo dalle suggestioni del quadro di Mitoraj e non ci si sofferma sul monito che viene dal mito, ma piuttosto sulla tendenza di Icaro a cercare l’infinito. Non interessa la sua fine, ma il raggiungimento del culmine della vita di un essere umano che egli ha provato a fare». «In questo testo – ha aggiunto -, mediato dall’esperienza umana di Mitoraj non può mancare il riferimento al padre perché Dedalo e il labirinto segnano l’esperienza di Icaro, ma in lui non c’è la preoccupazione della fine, piuttosto c’è la preoccupazione della vita, perché ci preoccupiamo di più di come moriremo, che non di come vivremo. Attraverso Ikaro di Mitoraj vogliamo parlare di qualità della vita e di finito e infinito nella natura umana».
Ecco perché urge assistere allo spettacolo e, dopo la performance, confrontarsi direttamente con l’opera. La mostra di Castello Imperiali, organizzata da Micexperience Puglia Rete d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e la Città di Francavilla Fontana, per la cura scientifica del prof. Pierluigi Carofano, in ossequio al protocollo d’intesa Puglia Walking Art, mercoledì 5 agosto, resterà aperta fino alle 24.
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Nella serata di ieir Vigili del Fuoco del distaccamento di Francavilla Fontana sono intervenuti in contrada La Franca per il recupero di una capra caduta accidentalmente in un pozzo.
I soccorritori hanno operato utilizzando le tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviale), specializzazione che consente interventi in ambienti impervi e di difficile accesso come pozzi, grotte e cavità naturali. Grazie a questa procedura l'animale è stato recuperato senza conseguenze e successivamente riconsegnato al proprietario.
Al termine delle operazioni, la squadra ha provveduto a mettere in sicurezza l'area interessata dall'intervento.
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Operazioni di sbarco nel porto cittadino nel pomeriggio di oggi. La nave della ONG Ocean Viking ha ormeggiato nei pressi della banchina Capannone Montecatini, nell'area di Sant’Apollinare, portando a termine la traversata con a bordo 14 migranti soccorsi nei giorni scorsi al largo delle coste libiche. L'imbarcazione ha raggiunto lo scalo brindisino dove ad attenderla sul molo era già attiva la macchina dei soccorsi coordinata dalla Prefettura. Ad accogliere i naufraghi, il personale della Guardia Costiera, delle forze dell'ordine, della Croce Rossa Italiana e i sanitari del 118, pronti ad avviare le prime cure e i protocolli identificativi di rito. I migranti messi in salvo provengono da scenari di crisi del Corno d'Africa e della regione sub-sahariana: Sudan, Eritrea, Somalia e Sud Sudan. Tra le 14 persone sbarcate si contano 3 minori e un solo nucleo familiare.
Sul piano sanitario, il quadro generale risulta complessivamente sotto controllo. Tra i profughi si segnalano una donna in stato di gravidanza, un passeggero con ferite di lieve entità riportate durante la navigazione e un solo migrante trattenuto sotto stretta osservazione medica da parte dell'équipe sanitaria presente sulla banchina. Completati i controlli medici preliminari e gli adempimenti burocratici di frontiera, per il gruppo prenderà il via l'iter per l'inserimento nel sistema di accoglienza temporanea.
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Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sul tema dell’autonomia differenziata.
Tutto questo non nasce dalla volontà di impedire o bloccare una nuova impostazione istituzionale, ma dalla necessità di affrontare con serietà, consapevolezza e responsabilità una riforma destinata a incidere profondamente sull’organizzazione dello Stato e sulla visione stessa del nostro Paese.
Si ritiene giusto che anche il Consiglio Comunale, quale istituzione più prossima ai cittadini, sia pienamente coinvolto nel confronto. Su trasformazioni di tale portata non possono esserci superficialità, semplificazioni, deve invece esserci responsabilità istituzionale soprattutto quando impattano sulle comunità locali.
Cambiare l’assetto del Paese è una scelta legittima, ma proprio per questo richiede partecipazione e una valutazione attenta degli effetti su tutti i cittadini.
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"GIUSTIZIA È STATA FATTA. LA LAVORATRICE DOVRÀ ESSERE IMMEDIATAMENTE ASSUNTA DA SANITASERVICE ASL BR"
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Tifo che unisce: Mesagne chiama a raccolta la sua gente per sostenere il calcio gialloblù
La stagione che sta per cominciare porta con sé una richiesta semplice ma decisiva: esserci. Non solo quando si vince, non solo quando l’entusiasmo corre veloce sugli spalti, ma soprattutto adesso, nel momento in cui il Mesagne Calcio chiede alla città di dimostrare il proprio attaccamento ai colori gialloblù.
Il messaggio che arriva dalla società è chiaro, diretto, quasi confidenziale: “È facile tifare quando si vince. È facile applaudire quando tutto va bene. Il vero amore, però, si dimostra quando una città è chiamata a sostenere la propria squadra.” Parole che suonano come un invito, ma anche come una dichiarazione d’identità. Perché il calcio, a Mesagne, non è solo sport: è appartenenza, è comunità, è storia condivisa.
La campagna abbonamenti lanciata in queste ore punta proprio a questo: trasformare ogni tessera in un gesto di partecipazione, un segnale forte, un “io ci sono” che diventa collettivo. Ogni abbonamento, spiegano dalla società, è un messaggio che vale più di una semplice presenza allo stadio: “Io credo in questi colori. Io voglio vedere il Mesagne crescere.”
Un invito che non nasconde l’urgenza di riempire gli spalti, di evitare quel silenzio che a volte pesa più di una sconfitta. Perché una squadra senza pubblico resta una squadra; con il suo popolo, invece, diventa una famiglia. E in una famiglia, nessuno resta solo.
La società lo dice apertamente: “Quest’anno non guardare la storia… aiutaci a scriverla.” Un messaggio che punta dritto al cuore dei tifosi, soprattutto di quelli che negli anni hanno vissuto gioie, delusioni, ripartenze e rinascite. Il calcio mesagnese è fatto di cicli, di stagioni memorabili e di altre più complicate, ma sempre con un filo che tiene insieme tutto: la passione della città.
Sulla locandina ufficiale — diffusa sui canali social e nelle bacheche cittadine — sono riportate tutte le informazioni utili per sottoscrivere l’abbonamento. Un gesto semplice, che però può cambiare il volto della stagione.
Mesagne ha dimostrato più volte di saper rispondere quando viene chiamata a raccolta. Lo ha fatto nelle grandi occasioni, nelle partite decisive, nei momenti in cui il calcio diventava un pretesto per ritrovarsi. Ora la chiamata è di nuovo lì, chiara: riempire gli spalti, sostenere i ragazzi, far sentire che la città è presente.
La società conclude con un invito che è quasi una promessa: “Vi aspettiamo.” E la sensazione è che, ancora una volta, Mesagne saprà rispondere.
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Cgil. Modello Cerano o modello D’Attis?
La CGIL Brindisi chiede chiarezza oltre gli annunci: accordi, risorse, tempi certi e lavoro stabile per costruire il futuro industriale del territorio.
Mentre il governo Meloni porta avanti l’autonomia differenziata, raggirando la Corte costituzionale, anche con il voto dei parlamentari pugliesi del centrodestra, a Roma e a Brindisi, in due giorni di fine luglio, sono stati annunciati progetti, finanziamenti e lavoro per diversi milioni di euro, che si sommano agli annunci degli ultimi due anni.
Una modalità che stordisce a tal punto da disorientare, in una realtà che presenta varie sfumature.
C’è la condizione materiale dei lavoratori, dalla quale la CGIL parte, fatta di preoccupazioni per il futuro occupazionale, contratti a termine, contratti di solidarietà, lavoro in trasferta fuori Brindisi e vertenze gestite in SEPAC.
Poi c’è la realtà degli incontri al MIMIT, dove si indica Brindisi come un «modello» da replicare in altre aree di crisi industriale, ma che non vede ancora la firma dell’accordo di programma né l’indicazione delle risorse da destinare, se non con riferimento alla legge 181/1989. Quindi Brindisi è un’area di crisi complessa?
Poi c’è la realtà dell’onorevole D’Attis, sempre molto operativo per il territorio di Brindisi, con annunci e protocolli patinati, espressione di un potere ostentato che inebria e incoraggia.
Il tema, ancora oggi, per la CGIL di Brindisi è il seguente: dov’è l’equilibrio delle cose, tra pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà?
Partiamo dal presupposto che tutti i soggetti istituzionali, le forze politiche, i parlamentari, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni datoriali abbiano a cuore il bene del territorio e il futuro industriale ambientalizzato di Brindisi.
La domanda è: perché le vicende della centrale di Cerano e del petrolchimico, invece di unire una comunità, la dividono?
Il 29 e il 30 luglio, da quanto appreso negli incontri e dai giornali, sono stati confermati gli impegni per il futuro di Brindisi e, dopo le informazioni fornite su investimenti per milioni di euro, migliaia di posti di lavoro e politiche industriali che cambieranno il volto della città, ci sarebbe da stare tranquilli.
Peccato che l’incontro al ministero del 29 luglio sulla reindustrializzazione post-carbone si sia svolto senza Enel e quello del 30 luglio, sul monitoraggio del protocollo Eni, senza la Filctem e senza la CGIL.
Poi abbiamo assistito, increduli, al susseguirsi di dichiarazioni entusiaste da parte di tutti.
Proviamo a fare chiarezza.
Centrale di Cerano
La CGIL ha chiesto a Enel una serie di azioni che meritano di essere sancite in un accordo confederale:
- abbiamo bisogno di conoscere il programma del piano di messa in sicurezza degli impianti, i tempi necessari per lo smantellamento e quelli per la bonifica dell’intera area;
- questo significa conoscere i tempi di realizzazione degli interventi, le risorse da investire e il numero dei lavoratori da coinvolgere;
- occorre liberare le aree per metterle a disposizione dei progetti di reindustrializzazione, facendo diventare l’intera zona una sorta di area PIP (Piano di Insediamento Produttivo).
- In questa ottica si supera, di fatto, la scelta incomprensibile di tenere gli impianti in esercizio, in riserva a freddo, contenuta nell’articolo 5 del famoso decreto annunciato alla vigilia di Natale
Ma la Federico II non è in esercizio da diversi anni. Pertanto, è da escludere l’applicazione dell’articolo 5, tanto è vero che l’Autorità portuale ha cessato la concessione della banchina.
Tuttavia, vi sono delle buone notizie che meritano di essere valorizzate e riportate nell’accordo confederale:
- la realizzazione delle BESS, che al momento necessita di operai edili ed elettrici, ma che a regime darà lavoro a poco più di tre- quattro unità lavorative;
- il progetto del dissalatore di Acquedotto Pugliese;
- infine, l’Accordo di
La CGIL valuta il percorso un fallimento nella tempistica, nelle modalità, nella scelta e nel sostegno dei progetti e nelle risorse messe a disposizione.
La reindustrializzazione, nella transizione ambientale, significa per noi promuovere nuovi investimenti, mettendo a disposizione delle imprese aree attrezzate e leve di sostegno agli investimenti.
Registriamo un ritardo assurdo e incolmabile, sia nel ruolo del commissario straordinario sia nel compito affidato a Invitalia.
Sarebbe opportuno conoscere il quadro della situazione delle 64 manifestazioni di interesse, poi divenute 12, o forse 11, e successivamente soltanto sei o quattro finanziabili. A queste si
aggiungono 35 progetti di minore impatto gestiti attraverso la legge 181/1989.
Quindi Brindisi è un’area di crisi complessa?
In caso affermativo, le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto al sostegno al reddito, alla formazione necessaria per essere riqualificati e a una ricollocazione certa.
Il tavolo sia convocato presso la Prefettura di Brindisi e veda la Regione Puglia protagonista di un’accelerazione, della stipula dell’accordo di programma e dell’accordo confederale.
Petrolchimico
È vero: la CGIL non ha sottoscritto il protocollo del 10 marzo 2025 e le ragioni sono ormai ascritte alla storia sindacale.
Tuttavia, le nostre preoccupazioni sul futuro occupazionale dei lavoratori dell’intero perimetro del petrolchimico e, soprattutto, sulla scelta di abbandonare la chimica di base restano alla base della nostra azione.
Da oltre un anno chiediamo la possibilità di intraprendere una strada utile alla vendita dell’intero impianto di cracking, ma anche dell’intera filiera, al fine di scongiurare l’abbandono della chimica di base in Italia.
Il 30 luglio si è consumato un fatto assai grave: per la prima volta, presso il ministero, la Filctem e la CGIL sono state escluse dal tavolo per il solo fatto di non aver sottoscritto il protocollo con Eni.
È un precedente gravissimo.
Tuttavia, la CGIL Brindisi apprezza l’avanzamento del progetto per la costruzione delle batterie di accumulo stazionarie con Eni Storage Systems, o forse con Faenix, azienda partecipata da Eni soltanto al 30 per cento insieme a Seri Industrial, con investimenti per 2 miliardi di euro e oltre 2.000 posti di lavoro (?!?).
Nel contempo, però, si utilizza l’articolo 4 per accompagnare in pensione un gran numero di dipendenti in tutta Italia.
Anche su questo versante abbiamo una buona notizia: il lavoro dell’advisor, incaricato soltanto poche settimane fa su sollecitazione di Filctem e CGIL, ha selezionato 30 operatori interessati, fra i quali potrebbe esserci un compratore dell’intera filiera.
Farmaceutica
Negli stessi giorni abbiamo registrato un’altra buona notizia, rappresentata dalla soluzione della crisi Euroapi.
Alla luce di tutto questo, auspichiamo un ruolo determinante della Regione Puglia, insieme al Comune di Brindisi, al Consorzio ASI, all’Autorità portuale e alla Prefettura, al fine di individuare una modalità condivisa che permetta al territorio di intravedere un futuro industriale certo e ai lavoratori di oggi e di domani di poter
contare su un’occupazione stabile, duratura e ambientalmente sostenibile.
La cantieristica navale, la farmaceutica, la chimica, la produzione di energia da fonti rinnovabili e dal riciclo, l’eolico e l’eolico offshore, l’idrogeno verde, l’agrifotovoltaico e le biomasse possono rappresentare il futuro o devono essere il nostro presente?
Al di là degli annunci, dei sondaggi e delle campagne elettorali, oggi più che mai servono fatti concreti.
Brindisi 3.8.2026
Massimo Di Cesare Segretario generale
CGIL Brindisi
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Un trionfo tutto salentino che illumina il panorama musicale pugliese. I Sumaiè, band emergente originaria della Puglia, hanno ufficialmente conquistato l’accesso alla Finale Nazionale del prestigioso Sanremo Rock & Trend Festival, in programma l’11 e 12 settembre 2026 sul celebre palco del Teatro Ariston a Sanremo. Un risultato storico, che li rende l’unica formazione pugliese ad aver raggiunto questo importante traguardo.
La vittoria è arrivata al termine di una finalissima regionale svoltasi nella suggestiva cornice di Piazza Santuario a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani. Qui i Sumaiè hanno incantato il pubblico e la giuria con il loro brano inedito “Più di un Ti Amo”, un pezzo denso di intensità ed emozione che ha convinto tutti fin dalle prime note. Non si tratta solo di buona musica: dietro il progetto c’è l’unione di talenti consolidati, alcuni dei quali già noti per la loro esperienza nella scena pop-rock come membri della tribute band dei Negramaro, “I Netriba”.
La forza dei Sumaiè risiede proprio nella sinergia artistica e nella passione condivisa dai quattro componenti della band: Enea Mangia, Gianvito Crusi, Flavio Di Giacomo e Francesco Mega. Un percorso costellato da continui successi e da una crescita musicale che li ha portati a distinguersi nel panorama nazionale. La Direzione Artistica di Sanremo Rock ha riconosciuto l’alta qualità della loro proposta fin dall’inizio, ammettendoli direttamente alle fasi finali regionali proprio per il valore eccellente sia della composizione sia dell’interpretazione vocale e strumentale.
Dopo aver infiammato la Sicilia con la loro energia e il sound pop-rock contemporaneo, i Sumaiè ora puntano al grande palcoscenico di Sanremo. Sarà l’occasione per mostrare a tutta Italia le sonorità e l’anima vibrante della musica salentina, con la speranza di aprire nuovi scenari e scrivere un altro capitolo di successo nella loro carriera.
Una vittoria che non è solo personale, ma un motivo d’orgoglio per tutta la Puglia e per la cultura musicale della regione, pronta a farsi sentire ancora più forte nel cuore della città dei fiori.
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“MELONATA SOTTO LE STELLE”, BRINDISI RITROVA UN RITO ANTICO
Una festa d’estate, un frutto legato alla storia agricola del territorio e un’intera serata dedicata alla musica e alla socialità. Mercoledì 12 agosto, dalle ore 17.30 a mezzanotte, il parco Cesare Braico ospita “Brindisi, Melonata sotto le stelle”, appuntamento a ingresso libero inserito nel cartellone di “Meridiani d’Estate 2026”, la rassegna culturale e di spettacolo organizzata dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi.
L’iniziativa, realizzata dall’associazione Connessioni del Mediterraneo APS, riprende una tradizione profondamente legata alla memoria della città e la trasforma in una lunga festa per tutte le età. Al centro della serata il melone e l’anguria, offerti gratuitamente al pubblico, prodotti che per generazioni hanno accompagnato le tavole estive e le giornate di Ferragosto dei brindisini.
La degustazione si intreccia con musica dal vivo, balli e animazione. Il programma comincia alle ore 17.30 con lo schiuma party e l’Holi Party, il festival dei colori che coinvolgerà il pubblico tra polveri colorate, musica e movimento. Alle 19 spazio ai balli di gruppo e al divertentismo con il maestro Mario Lazzari. Alle 21 salirà sul palco “Napule è presenta… ’A città ’e Pulecenella”, con un repertorio dedicato alle canzoni di Pino Daniele e Renzo Arbore. Dalle 22, Francesco Vitale, direttamente da Bassano del Grappa, sarà in consolle per il dj set che accompagnerà la festa fino a mezzanotte.
La manifestazione nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro e la partecipazione in uno dei principali parchi urbani della città. Dunque, un’occasione per recuperare il valore popolare della “mellonata”, che a Brindisi ha radici molto più antiche di quanto si possa immaginare. La tradizione richiama le “Feriae Augusti”, il periodo di riposo introdotto in epoca romana per segnare la fine dei lavori agricoli estivi prima della vendemmia. Secoli dopo, a Brindisi, quella ricorrenza assunse una forma particolare grazie a don Pasquale Camassa, il sacerdote, archeologo e filantropo conosciuto come “papa Pascalinu”. Con la Brigata degli Amatori della Storia e dell’Arte, da lui fondata, Camassa recuperò nei primi decenni del Novecento l’idea di una festa notturna sulla spiaggia di Sant’Apollinare.
Secondo le cronache, proprio in quell’area l’antica Brundisium avrebbe celebrato le Feriae Augusti nei pressi del tempio di Apollo. Camassa volle riportare in vita quel legame con la romanità, ma sostituì agli aspetti più licenziosi degli antichi festeggiamenti una consuetudine semplice e familiare: la degustazione dei meloni, considerati tra i prodotti più apprezzati e redditizi dell’agro brindisino. Nacque così la “mellonata a mare”, rimasta a lungo nella memoria delle generazioni più anziane. Intere famiglie raggiungevano in barca le spiagge oltre il Canale Pigonati, tra il Forte a Mare e le isole Pedagne. Portavano con sé parmigiana, focacce, polpette, peperoni, melanzane ripiene e soprattutto grandi quantità di angurie, i “sarginischi” dalla buccia scura, conservati al fresco nella sabbia umida.
La giornata trascorreva tra gare di nuoto, corse nei sacchi, giochi, musica e alberi della cuccagna. Le angurie diventavano il simbolo di un Ferragosto comunitario, vissuto fuori dalle case e a stretto contatto con il mare. Anche i produttori partecipavano idealmente alla festa, mettendo a confronto frutti dalle dimensioni imponenti, coltivati con tecniche tramandate nei campi brindisini.
“Melonata sotto le stelle” riprende oggi quello spirito e lo porta nel presente. Cambiano il luogo, le musiche e le forme di intrattenimento, ma resta il piacere di ritrovarsi intorno a un gesto semplice: tagliare un’anguria, offrirne una fetta e trascorrere insieme una serata d’estate.
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AVIS Provinciale Brindisi: luglio da record con 1.213 sacche raccolte. Crescita del 10% e appello ai giovani
Il mese di luglio segna un risultato di rilievo per l’AVIS Provinciale Brindisi: 1.213 sacche di sangue raccolte, pari a un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che conferma la solidità della rete associativa sul territorio e la capacità dei donatori di rispondere con generosità anche nei mesi più complessi dell’anno, quando il caldo e le ferie rischiano di ridurre la disponibilità di sangue nelle strutture sanitarie. La crescita registrata a luglio non è solo un indicatore statistico, ma il segno concreto di una comunità che continua a credere nel valore della solidarietà. A sottolinearlo è il Presidente Provinciale Sergio Zezza, che ha voluto ringraziare pubblicamente donatori e volontari delle sedi comunali, protagonisti di un impegno costante e capillare. «Le 1.213 sacche raccolte rappresentano molto più di un numero: sono vite che potranno essere curate, interventi che potranno essere eseguiti, speranze che si trasformano in realtà», ha dichiarato Zezza. Un messaggio che ribadisce il ruolo delle sedi comunali AVIS come presidi di partecipazione civica, capaci di mantenere viva la cultura del dono anche nei periodi più difficili. Accanto ai ringraziamenti, il Presidente ha rivolto un pensiero particolare ai giovani, invitandoli a scoprire il valore della donazione. Un gesto semplice, ma capace di incidere profondamente sulla vita di chi affronta una malattia, un intervento chirurgico o un’emergenza.
«Donare sangue significa costruire comunità, prendersi cura degli altri ed essere protagonisti di una cittadinanza attiva», ha ricordato Zezza, sottolineando come la partecipazione delle nuove generazioni sia fondamentale per garantire continuità e sicurezza nelle scorte di sangue. Nonostante il risultato incoraggiante, l’AVIS Provinciale Brindisi richiama l’attenzione sul mese di agosto, tradizionalmente caratterizzato da un calo delle donazioni. Una fase critica, mentre il fabbisogno negli ospedali resta costante. L’associazione rivolge quindi un duplice invito: ai donatori abituali affinché programmino la loro donazione e a chi non ha mai donato perché compia il primo passo. Dietro ogni sacca, ricorda Zezza, c’è una persona che affronta un percorso di cura e che attende una possibilità concreta di guarigione. Il traguardo delle 1.213 sacche raccolte è un successo collettivo, frutto del lavoro dei dirigenti, dei volontari, del personale sanitario e dei donatori che ogni giorno testimoniano come la solidarietà sia il patrimonio più prezioso della comunità brindisina. Un risultato che conferma la capacità del territorio di rispondere ai bisogni degli ospedali e di garantire speranza a chi attende una trasfusione salvavita. Per proseguire su questo percorso, l’AVIS Provinciale Brindisi rinnova il proprio impegno e invita tutti a sostenere la cultura del dono, affinché anche i mesi più complessi possano trasformarsi in occasioni di partecipazione e responsabilità.
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