Redazione

Il porto di Brindisi ha accolto oggi EXPLORA I, la prima di una flotta di sei navi di lusso del marchio lifestyle del Gruppo MSC. Dopo la consegna avvenuta il 20 luglio 2023 presso lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone, in Italia, la nave dopo quasi un anno di rotta è arrivata a Brindisi.

Explora Journeys, il marchio crocieristico di lusso del Gruppo MSC, insieme alle altre cinque navi della sua classe per un investimento complessivo pari a circa 3,5 miliardi di euro, arriva per la prima volta a Brindisi per poi procedere verso la Grecia.

La tradizione marittima dello scambio di stemmi per celebrare la prima visita di una nave in una destinazione si è svolta a bordo tra il comandante della nave, il capitano Pietro Sinisi e le istituzioni marittime e le autorità locali.

Lo scalo rafforza l’impegno della Divisione Crociere del Gruppo MSC nei confronti del Porto di Brindisi e della città stessa, una delle destinazioni chiave del Gruppo.

Explora Journeys intende la sostenibilità in tutte le sue sfaccettature, riducendo l’inquinamento ambientale e rispettando le persone e le destinazioni scelte.

Explora Journeys sta costruendo una flotta di 6 navi entro il 2028 con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2050. Tutte le navi di Explora Journeys saranno dotate delle più recenti tecnologie ambientali e marine, tra cui la tecnologia di riduzione catalitica selettiva, la connettività plug-in alla rete elettrica, i sistemi di gestione del rumore subacqueo per aiutare a proteggere la vita marina, nonché un’ampia gamma di apparecchiature per l’efficienza energetica a bordo per ottimizzare l’uso del motore e ridurre ulteriormente le emissioni.

EXPLORA I ha iniziato la sua navigazione nel 2023 ed EXPLORA II sarà inaugurata nel 2024 a Barcellona. Invece, EXPLORA III ed EXPLORA IV entreranno in servizio rispettivamente nel 2026 e nel 2027 e saranno le prime della flotta Explora Journeys a utilizzare il gas naturale liquefatto (LNG), il combustibile marittimo più pulito al mondo disponibile su scala, che svolge un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione del trasporto marittimo internazionale. Infine, EXPLORA V ed EXPLORA VI, oltre ai motori a GNL, utilizzeranno l’idrogeno per alimentare le celle a combustibile e ridurre le emissioni a zero in porto quando i motori delle navi sono spenti. Queste ultime due aggiunte sono previste per il 2027 e il 2028.

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Edizione 2024 della rassegna “SCRIVERE A Ceglie Messapica - l’avventura
della parola e della conoscenza” che dal 2008 propone laboratori di
scrittura del percorso ispirato dall’associazione Graphein Società di
Pedagogia e didattica della scrittura.
L’edizione 2024 ha un significato particolare per tutti dopo la
scomparsa del suo ideatore, curatore e tenace sostenitore, Professor
Cosimo Laneve. Nel suo percorso accademico, il professore teneva
particolarmente a questa sua iniziativa, condotta con un gruppo di
volontari cegliesi e il sostegno dell’Amministrazione comunale. Qui,
ogni estate, docenti universitari, scrittori e giornalisti condividono
con i partecipanti il piacere della pratica della scrittura, in tutte le
sue forme.
Ora la cura e il profilo accademico dell’iniziativa è stato affidato
alla Professoressa Emanuela Mancino docente di Filosofia dell’educazione
e Pedagogia dell’educazione all’Università degli Studi di
Milano-Bicocca, ospite da anni del percorso. I laboratori di questa
edizione saranno tenuti da docenti e scrittori indicati di seguito nel
programma.
Tra luglio e settembre gli incontri si svolgeranno nel chiostro dei
Domenicani e al MAAC dove dal 3 al 30 settembre sarà possibile
ripercorrere le diverse edizioni attraverso una mostra documentaria
intitolata “Una comunità che scrive”.

PROGRAMMA
IL VUOTO. LO SPAZIO INTERIORE
Edizione 2024 a cura di Emanuela Mancino
“Le esperienze e le parole del vuoto non abitano solo la mancanza, ma
permeano di promesse lo spazio della possibilità e del progetto. Il
vuoto ci fa artigiani del profondo, capaci di attenzione da dedicare a
tutto ciò che è intervallo, pausa, ricominciamento.
Attraverso la scrittura, il vuoto può divenire accogliente, ospitando
gesti che trasformano lo spazio interiore - e noi - in radice sorgiva.”


LUGLIO
martedì 23 luglio
ore 18.30 Chiostro di San Domenico
SALUTI ISTITUZIONALI

L’idea e il progetto del Prof. Cosimo Laneve
nel ricordo dei familiari e
del gruppo di Scrivere a Ceglie.
Interventi di Raffaele Nigro, Riccardo Pagano, Paolo Comentale.

mercoledì 24 luglio Mario Desiati
ore 18.30 Chiostro di San Domenico

giovedì 25 luglio Emanuela Mancino
ore 18.30 Chiostro di San Domenico



SETTEMBRE
mercoledì 4 settembre Paolo di Paolo
ore 18.00 MAAC

giovedì 5 settembre Lucilla Giagnoni
ore 18.00 MAAC

lunedì 9 settembre Marco Balzano
ore 18.00 MAAC

MOSTRA DOCUMENTARIA dal 3 al 30 settembre
“UNA COMUNITÀ CHE SCRIVE” - Un omaggio al prof. Cosimo Laneve: i
laboratori di Scrivere a Ceglie dal 2008

inaugurazione martedì 3 settembre
ore 19.00 MAAC museo archeologico e di arte contemporanea

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L'edizione 2024 intende rendere omaggio alla figura del fondatore del
progetto "Scrivere a Ceglie", il professor Cosimo Laneve, attraverso il
confronto con testimonianze, lezioni e laboratori. Gli incontri
offriranno occasioni di ascolto, scrittura, lettura e condivisione di
pensieri, esperienze e visioni di illustri ospiti, chiamati a conversare
con un tema che si pone come interrogante e dinamico, nonché come
occasione per esplorare la fecondità della scrittura come strumento e
metodo di esistenza, pensiero e progettazione, sia individuali, sia
collettivi.

PROFILI

Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come
insegnante di liceo. Ha esordito nel 2007 con la raccolta di poesie
Particolari in controsenso. Del 2008 il saggio I confini del sole.
Leopardi e il Nuovo Mondo (Marsilio, Premio Centro Nazionale di Studi
Leopardiani). Il suo primo romanzo è Il figlio del figlio (Avagliano
2010 Premio Corrado Alvaro Opera prima 2012), tradotto in Germania.
A questo primo romanzo hanno fatto seguito Pronti a tutte le partenze
(Sellerio 2013), L'ultimo arrivato (Sellerio 2014), con il quale vince
nel 2015 il premio Campiello, Resto qui (Einaudi 2018) finalista al
Premio Strega e Premio Bagutta 2019, il saggio Le parole sono
importanti. Dove nascono e cosa raccontano (2019), Quando tornerò (2021)
e la raccolta poetica Nature umane (2022). Nel 2022 vince a Trieste il
premio letterario “Il racconto dei luoghi e del tempo”. Nel 2023 esce
per Einaudi, Café Royal.

Mario Desiati. Scrittore e poeta italiano (nato a Locorotondo e
cresciuto a Martina Franca) vive tra Roma e Berlino. Dopo aver
conseguito la laurea in Giurisprudenza, nel 2003 esordisce come
narratore con il romanzo Neppure quando è notte. Tra i lavori di maggior
rilievo si ricordano: Vita precaria e amore eterno (2006), Il paese
delle spose infelici (2008) da cui è stato tratto l’omonimo film,
Ternitti (2011, finalista al Premio Strega), Il libro dell'amore
proibito (2013), Mare di zucchero (2014), Candore (2016) e Spatriati
(2021), romanzo con il quale ha visto il Premio Strega 2022. Noto anche
come poeta, e autore di narrativa per ragazzi ha pubblicato su riviste
nazionali e internazionali. È stato caporedattore della rivista “Nuovi
argomenti” e, dopo un’esperienza alla Mondadori, dal 2008 al 2013 è
stato direttore editoriale di Fandango Libri. Ha già partecipato a
diverse edizioni di Scrivere a Ceglie.

Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Scrittore, saggista, docente di
scrittura. Finalista al premio Strega 2024 con il suo ultimo libro
Romanzo senza umani (Feltrinelli 2023). È autore tra l’altro dei romanzi
Dove eravate tutti (2011, Premio Mondello e Super Premio Vittorini),
Mandami tanta vita (2013, Premio Salerno Libro d’Europa, Premio Fiesole
Narrativa e finalista Premio Strega), Una storia quasi solo d’amore
(2016), Lontano dagli occhi (2019, Premio Viareggio-Rèpaci). È tradotto
in diverse lingue europee.
Ha scritto per il teatro, è autore di narrativa per ragazzi e di libri
nati in dialogo con alcuni protagonisti della cultura, fra cui Dacia
Maraini, Raffaele La Capria, Antonio Tabucchi, Nanni Moretti. Scrive su
“la Repubblica”, “L’Espresso” e “Vanity Fair”. Conduce su Rai Radio 3 la
trasmissione “La lingua batte".
Ritorna a Scrivere a Ceglie, dove trasmette la sua passione per la
pratica della scrittura “…scriverei anche se non scrivessi davvero,
perché scrivo nella testa, annoto sensazioni in forma di parole
possibili, fermo nuvole, pensieri, o semplicemente il volto di qualcuno,
che è già l’inizio di una storia.”

Lucilla Giagnoni. Attrice teatrale, autrice e docente. Insegna teatro,
comunicazione, narrazione collaborando con scuole tra cui la Holden di
Torino. Gli spettacoli che raccontano al meglio la sua ricerca oggi
sono: Vergine Madre, Big bang, Apocalisse, Ecce homo, Furiosa mente,
Magnificat e Anima mundi, e poi le meditazioni La misericordia, Pacem in
Terris, Francesco e l'infinitamente piccolo. Dal 2016 è direttrice
artistica del Teatro Faraggiana (Novara) riaperto dopo 20 anni di
chiusura. Durante il primo lock down nel 2020 ha realizzato in video
streaming tutti i 100 canti della Divina Commedia (Vespri danteschi su
Raiplay).
È convinta che la parola può curare, e praticare lo sguardo poetico in
ogni campo (dalla medicina, alla scienza, alla politica, al management,
alla leadership) può cambiare in meglio il mondo.

Emanuela Mancino insegna Filosofia dell’educazione e Pedagogia della
comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha
ideato il Laboratorio di Filosofia e Pedagogia del Cinema e il gruppo di
ricerca Trame Educative, che dirige, insieme alla Scuola di
Autobiografia presso la Casa della Cultura di Milano. È tra i docenti
del percorso Graphein-Società di Pedagogia e Didattica della scrittura.
È parte del Comitato culturale della Casa della Cultura di Milano. Ha
creato e dirige la Scuola di Sguardo, Bellezza e Scrittura presso il
Convento dei Cappuccini di Monterosso. È membro del Comitato etico della
Fondazione Veronesi. Autrice di numerosi articoli e saggi, tra gli
ultimi: Lì, dove ci incontriamo. Appunti per una pedagogia
dell’imprevisto (Cafagna, 2020); Guardare (Cittadella, 2020); Il filo
nascosto. Gli abiti come parole del nostro discorso col mondo
(FrancoAngeli, 2021); I passi delle donne (PxC edizioni, 2021);
Educazione e neoliberismi. Pratiche per una comune umanità (Metis, 2022,
con M. Rizzo); Capi delicati (PxC – Orme timide, 2024). Dopo numerosi
anni di partecipazione come docente nel percorso di Scrivere a Ceglie ne
assume la direzione dal 2024.

Approda al Brindisi Football Club una vecchia conoscenza di mister Alessandro Monticciolo: si tratta di Saverio Dellino, esterno d’attacco classe 1999 originario di Bari. Recenti trascorsi nella Gelbison agli ordini del tecnico brindisino, Casarano dal 2021 e Fasano nella stagione 2020-21. Poi tanta serie C: l’esterno sinistro ha infatti vestito le maglie del Matera, società in cui è cresciuto calcisticamente e in cui ha debuttato tra i professionisti, e del Bisceglie. Da segnalare anche una parentesi nel 2017 nella Primavera della Spal, con cui ha disputato da titolare la “Viareggio Cup” mettendo a segno due gol.

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 PUGLIA AL SESTO POSTO PER IMMOBILI ANDATI ALL’ASTA NEL 2023 CON 5.330 UNITA’.

BRINDISI QUINTA PROVINCIA CON 430 IMMOBILI.

 

 

Sono 88.174 le unità immobiliari oggetto di asta in Italia nel 2023 (con un controvalore di base d’asta complessivo pari a euro 12.012.634.822,45 euro e offerte minime per 9.009.476.116,84 euro) con un decremento di circa il 30% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alla diminuzione delle aste nel settore delle procedure concorsuali (nel 2022 il numero di immobili in asta è stato di 113.056)

 

Lo rende noto il Centro studi AstaSy Analytics di NPLs RE_Solutions nel suo “Report Aste 2023”. Astasy è presente in Puglia tramite Resolve srl.

Con riguardo alla distribuzione territoriale dei lotti in vendita, a livello regionale la Lombardia si conferma al primo posto con 12.622 unità staggite, pari al 14,31% del totale, seguita da Sicilia con 11.215 (12,72%) Lazio con 8.553 (9.70%), Campania con 6.681 (7,58%) e Toscana con 5.713 (6,48%), mantenendo le posizioni invariate rispetto al 2022. La Puglia è al sesto posto con 5330 unità (6,04%). Nel 2022 la regione si collocava al settimo posto con 6959 immobili pari al 6,16%.

 

Sono Bari e Foggia le provincie dove si concentrano quasi il 50% delle aste in Puglia. La concentrazione maggiore di aste/ abitante è stata invece registrata nelle province di Lecce, Taranto e Bari.

 

 

“L’interruzione dei procedimenti giudiziari dovuta alle misure protettive introdotte per contenere gli effetti sfavorevoli della pandemia, ha avuto ripercussioni principalmente nel 2022, anno in cui, con la ripresa a pieno regime delle attività, si è cercato di realizzare il maggior numero di vendite per ridurre gli ingenti volumi accumulati a causa delle sospensioni. Il 2023 è stato un anno sostanzialmente di transizione, caratterizzato dal proseguo delle operazioni di smaltimento delle aste pregresse e, principalmente, dall’avvio delle prime procedure, esecutive e concorsuali, secondo le disposizioni dei nuovi codici normativi” ha dichiarato Massimiliano Morana, amministratore delegato di NPLs RE_Solutions.

 

Curiosità: secondo uno studio Npls RE-Solutions sui vigneti andati in asta nel 2023, il maggior numero di lotti in vendita è concentrato in Sicilia, con 48 vigneti, seguita da Puglia (34) e Toscana (27).

 

BRINDISI

 

Le aste in queste città offrono un'ampia gamma di proprietà, dalle abitazioni residenziali agli edifici storici, passando per terreni edificabili e immobili commerciali.

Osservando i numeri riferiti all’anno 2023, con riguardo alla provincia di Brindisi, si nota una diminuzione dei lotti in vendita. In linea con il trend nazionale, da 469 del 2022 sono scesi a 430, con una concentrazione più elevata nel capoluogo, pari al 32%. Il dato può essere riconducibile alla dimensione della città, alla popolazione e alla quantità di attività economiche rispetto ad altre città della provincia, ma anche a potenziali problemi economici locali, tali per cui sono maggiori le azioni giudiziarie intraprese. Con il 55% (pari a 236 lotti), il settore residenziale è quello che occupa gran parte della fetta degli immobili all’asta: la notizia non stupisce essendo in generale l’asset class più staggita. Si aggiunga che il 74% delle procedure con beni in vendita è composto da esecuzioni immobiliari[1] che, nella maggior parte dei casi, colpiscono le abitazioni.

 

Sorprende al secondo posto per lotti in vendita la categoria “terreni” con 66 unità (corrispondente al 15%), che precede box e posti auto (12%) e i beni a destinazione commerciale (10%). Ed è proprio in questa categoria che rientra l’immobile in vendita al valore più alto.

 

Si tratta di terreni siti in Agro di Brindisi, tutti giudicati ottimi dal punto di vista produttivo e adibiti prevalentemente alla coltivazione di carciofi, cavolfiori e terreni in preparazione a colture ortive primaverili-estive e attualmente occupati abusivamente da terzi. Presenti anche dei casolari diroccati, un tempo abitazioni, e depositi per attrezzi; tutti risultano privi di titolo autorizzativo. Non desta stupore il fatto che a maggio del 2024 si sia tenuto il terzo esperimento di vendita per 1.662.180,52 €. con esito negativo, con un valore iniziale di stima pari a 1.955.506,50 €.

 

“La Puglia e il territorio brindisino sono particolarmente attrattivi per chi desidera investire nel settore immobiliare. Anche quello delle aste è un mercato florido e attivo, che se ben cavalcato consente ottimi affari. Non dimentichiamo però che, se da un lato l’acquisto all’asta è per qualcuno un ottimo affare, dall’altra parte vi è una famiglia che ha perso la casa o un’azienda purtroppo fallita. La diminuzione dei lotti all’asta è in questo senso un segnale positivo. È un peccato però vedere che oltre alle abitazioni vi sono all’asta diversi terreni, ben il 15% dei beni staggiti a Brindisi e provincia, che se non aggiudicati smettono di essere produttivi ma soprattutto rischiano l’occupazione abusiva e il degrado” conclude Morana.

AFA: COLDIRETTI PUGLIA, FRUTTA E VERDURA ’SCOTTATE’ DA SOLLEONE E BRUCIATE DA SICCITÀ; DIMEZZATE PRODUZIONI IN CAMPAGNA.

A Castellaneta (Taranto) angurie scottate dal sole in campi secchi per la mancanza di acqua.

Il caldo record da bollino rosso soprattutto nelle aree interne portato dall'anticiclone africano Caronte con picchi fino a 42 gradi in Puglia e la siccità che morde da mesi, bruciano frutta e verdura nei campi e dimezzano le produzioni in campagna, con le ‘scottature’ delle angurie per il solleone e le piantine di pomodori in stress idrico con eccessi di fioritura. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti Puglia sugli effetti delle alte temperature con meloni, angurie, melanzane e piante di pomodori ustionati dai raggi del sole, con la mancanza di acqua che sta mandando in stress idrico i vigneti e gli oliveti dove mancano le olive.

A risentire è tutto il settore agricolo nel 2024 divenuto rovente – afferma Coldiretti Puglia – con la frutta e la verdura in campo  bruciate dal solleone e i frequenti incendi a macchia di leopardo in tutta la Puglia. Stanno soffrendo il caldo gli animali nelle stalle – spiega Coldiretti Puglia - dove le mucche per lo stress delle alte temperature stanno producendo fino al 30% circa di latte in meno rispetto ai periodi normali, mentre il calo delle rese hanno ridotto la produzione dell’alimentazione degli animali, come orzo e piselli proteici, ma risulta dimezzata anche la produzione di grano.  

I costi sono schizzati alle stelle per l’irrigazione di soccorso e per la necessità di gasolio – aggiunge Coldiretti Puglia - per tirare l’acqua dai pozzi, azionare trattori e per tenere in funzione h24 ventilatori e doccette refrigeranti nelle stalle per aiutare le mucche a sopportare meglio la calura.

L’allarme caldo e siccità si fa più grave in un 2024 con un estate iniziata torrida dopo Il giugno più caldo di sempre, quando secondo i nuovi dati di Isac Cnr i primi cinque mesi dell’anno si collocano in testa alla classifica dei più caldi, con oltre un grado e mezzo in più rispetto alla media dal 1800 ad oggi, un’anomalia di +1,67° al Sud. Un trend che candida il 2024 nella top ten degli anni più roventi negli ultimi due secoli che si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine il 2023, il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020, secondo le elaborazioni Coldiretti.

Con i campi soffocati dalla siccità è necessario accelerare sulla realizzazione del piano di invasi con pompaggi e cambiare passo – conclude Coldiretti - sulla gestione della risorsa idrica, senza la quale tutti i record del cibo Made in Italy e la stessa sovranità alimentare sono a rischio per gli effetti sempre più violenti dei cambiamenti climatici. 

Paura lunedì sera nei pressi della zona Sciaia di Brindisi a causa di un giovane che brandiva un coltello e minacciava la gente presente. Sul posto sono intervenuti i poliziotti che dopo aver allontanato le persone lo hanno disarmato e condotto in questura dove è stato denunciato. 

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Il centrocampista centrale Ciro Lucchese è un nuovo giocatore del Brindisi Football Clubedizione 2024-25. Tanta qualità ed esperienza per il centrocampo di mister Monticciolo: la scorsa stagione nell’Acireale, il giocatore, classe 1996 originario di Grottaglie, ha esordito nelle giovanili del Parma nel 2014-15, poi la parentesi nella Cavese nella stessa stagione, con 16 presenze e due reti, e la convocazione al “Torneo di Viareggio” con la rappresentativa di D. Poi una stagione a Campobasso, per lui 14 presenze e una rete e l’accesso ai playoff. E ancora PotenzaAltamura Palmese. A luglio 2021 il ritorno in Puglia nelle file del Fasano, poi a ottobre la firma di un biennale con l’Altamura e nel 2022-23 ancora un’esperienza pugliese con la maglia del Bitonto.

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Capita ormai con una certa costanza che vengano commessi reati e infrazioni, a danno di habitat e specie animali e vegetali, soprattutto sulla costa e soprattutto nella bella stagione. E’ di pochi giorni fa la notizia di un sequestro di ingenti dimensioni a Specchiolla, dove la Guardia Costiera ha rilevato 76 ombrelloni e 146 sdraio abusivi, posizionati su un’area di litorale di mille metri quadrati destinati invece ad essere fruiti liberamente. La cosa ancora più grave è che il soggetto che ha perpetrato l’occupazione abusiva è il titolare di una concessione demaniale, estendendo così senza alcun titolo l’area di pertinenza del lido.

Ma questo non è purtroppo un caso isolato. Sempre a Nord di Brindisi, in un tratto di litorale rientrante nella riserva di Torre Guaceto, in zona Apani, c’è spesso musica ad alto volume, tanto alto da sentirsi sino al centro recupero tartarughe marine (distante in linea d’aria circa 5 chilometri), con folle di persone in festa ben oltre il tramonto. Uno sfregio all’area protetta, una violazione totale del regolamento di tutela dell’oasi WWF, Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta.  
Come anche abbiamo notato persone in kitesurf e altre attrezzature per gli sport acquatici, che invadono costantemente la zona A dell’area marina, zona di tutela integrale dove invece è vietata perfino la balneazione.
Il regolamento dell’area protetta, approvato dal Ministero dell’Ambiente, dopo il benestare propedeutico dell’Assemblea dei soci del consorzio, di cui fanno parte oltre al WWF Italia, anche i Comuni di Brindisi e Carovigno, viene continuamente violato.
All’articolo 12 del Documento è riportato: “È fatto divieto di sosta e transito sul demanio marittimo costiero dal tramonto all’alba, salvo diversa autorizzazione del soggetto gestore”, e poi “la richiesta di autorizzazione alla sosta e transito sul demanio marittimo costiero da tramonto all’alba dovrà essere corredata da apposita relazione tecnica da cui si evinca la compatibilità della stessa con le finalità istitutive della riserva”; e ancora “gli impianti elettronici di diffusione sia della voce sia di segnali acustici o sonori, ad eccezione di quelli utilizzati dal soggetto gestore per finalità di gestione, non potranno emettere emissioni rumorose che superino i 45 dB”.
Il regolamento parla chiaro e le misure di tutela sono strettamente necessarie alla salvaguardia delle infinite specie animali selvatiche che popolano la riserva.

Non siamo contrari a forme di svago e divertimento, ma il fatto di essere all’interno di un’area protetta ci impone il dovere di intervenire, perché feste e divertimento non valgono più del benessere e della vita degli animali. Quando si istituisce un’area protetta, lo si fa con lo scopo di conservare habitat e specie e non si può mandare in fumo gli sforzi che fa l’ente gestore per la natura.

La deposizione di uova da parte di una tartaruga marina della specie Caretta caretta, in località Acque Chiare, poco di stante da Brindisi, è un altro segnale che la costa va tutelata, perché non è solo a nostro uso e consumo.

Ma le cattive notizie non riguardano solo il mare. Nella parte terrestre di Torre Guaceto si sta compiendo  in questi giorni un altro disastro: un uliveto secolare con alberi di enormi dimensioni, alcuni dei quali etichettati dalla Regione perché monumentali, non esistono più, abbattuti da mezzi meccanici. Gli alberi, probabilmente infetti da Xylella, comunque non meritavano quella fine. Il paesaggio è orami stravolto e in pochi giorni sono stati cancellati secoli di storia, ciò che per centinaia di anni è stato l’elemento caratteristico di quella terra, ciò che recentemente ha richiamato turisti da tutto il mondo e che ci ha donato olio di ottima qualità nonostante la veneranda età delle piante.
L’associazione chiede che venga fatta chiarezza su quanto accade ormai da tempo ad Apani e in generale all’interno dell’Area Marina Protetta e nella Riserva Naturale dello Stato.
Chiediamo con forza che le Autorità intervengano e che anche le amministrazioni vigilino nei territori di loro competenza, per impedire il perpetrarsi di situazioni di questo genere e la perdita di una ricchezza che, se persa, difficilmente tornerà.

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CONSUMI: COLDIRETTI PUGLIA, MANGIARE MALE È TASSA DA 289 EURO PRO CAPITE L’ANNO; DIETA MEDITERRANEA ANTIDOTO PER SALUTE E TASCHE

Uno studio ha rilevato che 600 persone sono ringiovanite di 1 anno e mezzo adottando la Dieta Mediterranea per un anno come stile alimentare

Un’alimentazione sbagliata non solo fa male alla salute, ma costa anche ad ogni cittadino 289 euro l’anno, con quasi 2 pugliesi su tre (38%) che risulta in sovrappeso, il 9,8% è obeso, ma c’è anche il 29,7% che risulta In eccesso ponderale, un fattore di rischio che favorisce molte malattie. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, sulla base di un calcolo di Aletheia, secondo cui l’obesità rappresenta, oltre ad un fattore di rischio per la salute, una tassa di 289 euro l’anno pro capite.

Un ruolo importante per la salute che – precisa la Coldiretti regionale – è stato riconosciuto ad oltre un decennio dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 16 novembre 2010. Uno studio di Claudio Franceschi, professore emerito di immunologia dell’Università di Bologna, monitorando 600 persone che per un anno hanno adottato la Dieta Mediterranea e 600 che hanno seguito altri stili alimentari, è arrivato al risultato che i primi in un anno sono “ringiovaniti” di un anno e mezzo.

Il paradosso è che proprio nella patria della buona tavola, sia in aumento l’obesità infantile e degli adolescenti perché i giovani stanno perdendo l’abitudine a consumare i cibi più salutari, dove in Puglia l’11,1% dei bambini mangia frutta meno di una volta a settimana o mai e solo il 39,8% dei bambini consuma una merenda adeguata di metà mattina, con un impatto potenzialmente devastante – denuncia Coldiretti Puglia - sulla salute delle giovani generazioni, con 1 genitore su 4 che boccia le mense scolastiche, sulla base dell’Indagine di OKKio alla Salute, secondo cui tra i bambini della Puglia il 4,8% risulta in condizioni di obesità grave, il 10,3% risulta obeso, il 21,6% in sovrappeso, il 61,2% normopeso e il 2,1% sottopeso, con il 36,7% dei bambini che presenta un eccesso ponderale.

La Dieta Mediterranea è un tesoro del Made in Italy che ha consentito all’Italia livelli di longevità fra più alti al mondo, ma è sotto attacco – denuncia Coldiretti – su più fronti, a partire dal clima fino ad arrivare all’economico e politico europeo. I cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo in Italia hanno tagliato le produzioni degli alimenti base della dieta mediterranea con il crollo del 30% per l’extravergine di oliva, del 10% per passate, polpe e salse di pomodoro fino al meno 5% per il grano duro destinato alla produzione di pasta tricolore. Con l’esplosione dei costi causata dalla guerra in Ucraina più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività – evidenzia Coldiretti – ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari spinti dalla guerra in Ucraina.

Da qui la necessità di una comunicazione al consumatore che può essere garantita solo da un’etichetta sempre più trasparente eleggibile e soprattutto adottata non solo in Italia, ma anche nell’Unione europea. Proprio per assicurare una piena trasparenza su quanto i cittadini mettono nel piatto, Coldiretti con la mobilitazione “No fake in italy”, partita dal Brennero e poi condotta sui porti, ha lanciato una raccolta di firme per una legge europea di iniziativa popolare per estendere l’obbligo dell’indicazione dell’origine su tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Ue. Una mobilitazione che può essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti, promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly.

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La risposta del comune di Fasano che chiarisce la situazione “Casina Comunale”: indetto l’avviso pubblico per riaprire subito con un nuovo gestore

 

Gentile sig. Direttore, leggiamo incuriositi e ammirati le verbose considerazioni dell’amministratore della Fa.Tu.S., che con spiccate doti istrioniche cerca di ribaltare una verità incontestabile: la Casina nelle sue mani non ha funzionato, e il dirigente del Servizio patrimonio bene ha fatto ad avviare il procedimento di risoluzione contrattuale.

Mancanza degli investimenti richiesti dalla concessione, grossi debiti verso l’amministrazione (80.000 euro solo di Tassa Rifiuti), apertura dal 1° maggio al 30 settembre mai rispettata, mancata ristrutturazione del seminterrato del Palazzo dei Congressi: queste sono solo alcune delle contestazioni evidenziate dal dirigente.

La gestione - Fa.Tu.S. non stava quindi realizzando quanto promesso, tra l’altro, nella convenzione del 2018: “conservazione del bene” e “valorizzazione economica”, obbligandoci ad agire per serie ragioni di tutela dell’interesse pubblico.

Abbiamo avvertito il dovere di istruire una pratica inattaccabile, per non esporre i contribuenti fasanesi a un lungo e rischioso contenzioso che avrebbe aggravato la situazione.

L’Ufficio patrimonio ha dovuto ricostruire le vicende della Casina in una giungla di atti, molto spesso di Enti non più esistenti da anni, come l’Azienda Autonoma Cura Soggiorno e Turismo, o privatizzati, come Enel e Acquedotto Pugliese.

Recuperarli è stata impresa da archeologi più che da pubblici funzionari. La Casina avrà, quindi, un nuovo gestore, da individuare con l’avviso pubblico che abbiamo bandito e che è riservato a chi è in grado di riaprirla subito, questa stessa estate.

Speriamo tuttavia si comprenda che il silenzio, il lavoro e i risultati sono, in tutti i campi, il nostro modo di amministrare. In questo caso, nell’esclusivo interesse degli unici, veri proprietari della Casina: i contribuenti di Fasano.

Il sindaco Francesco Zaccaria

Il consigliere delegato alle prospettive di sviluppo della Selva di Fasano, Francesco Bianco

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