Redazione
PREMIO DELFINO 2026 – 25ª EDIZIONE
PREMIO DELFINO 2026 – 25ª EDIZIONE
A Carovigno torna il Premio Delfino: una serata tra spettacolo, moda, talento e impegno sociale
Carovigno (BR), 16 agosto 2026 – Ore 21:00 – Piazza Nzegna
Carovigno celebra i 25 anni del Premio Delfino: una notte di grandi
ospiti, moda e spettacolo in Piazza Nzegna
CAROVIGNO (BR) – L'estate pugliese si prepara ad accogliere uno
dei suoi appuntamenti più prestigiosi: domenica 16 agosto, alle ore
21:00, la suggestiva Piazza Nzegna di Carovigno farà da cornice alla
25ª edizione del Premio Delfino. Da un quarto di secolo la
manifestazione, di rilevanza nazionale, premia e valorizza il talento, la
moda, la cultura e l'impegno sociale.
Realizzato con il contributo finanziario del Consiglio Regionale della
Puglia e del Comune di Carovigno, il progetto si avvale della direzione
artistica di Rosanna Tersicci e Annarita Carlucci. A condurre la serata
sarà Giuseppe Stigliano, volto noto dello spettacolo pugliese e
responsabile dell'agenzia Jonica Eventi.
Ospiti e Spettacolo
Il programma della serata vedrà salire sul palco celebri protagonisti del
mondo del talent show Amici di Maria De Filippi:
Francesco Fasano, ballerino professionista;
Riccardo Stimolo, cantante e finalista dell'ultima edizione;
Emiliano Fiasco, ballerino e anch'egli tra i finalisti del programma.
Francesco Marsella in arte SKINO ballerino professionista
Moda e Stile
Fiore all'occhiello dell'evento resta la moda: le modelle ufficiali del
Premio e una selezione di giovani promesse sfileranno in passerella
indossando le collezioni di brand e stilisti di rilievo, offrendo una
vetrina dedicata all'eleganza, alla creatività e ai nuovi talenti.
Coniugando arte, intrattenimento e sensibilizzazione, il Premio Delfino
si conferma un tassello fondamentale nella promozione del territorio e
dei valori sociali. L'invito è aperto a tutti per domenica 16 agosto alle
ore 21:00 in Piazza Nzegna a Carovigno, per festeggiare insieme 25
anni di storia, passione e successi.
Ufficio Stampa
Premio Delfino 2026
L’Italia, con Eleison Duo, conquista il podio al Festival Internazionale “Creatività Senza Frontiere 2026”
La Puglia trionfa ancora al Festival Internazionale “Creatività Senza Frontiere 2026”, rivolto alle categorie della danza, strumentale, vocale, arti visive e moda. Oltre 500 presenze, tra partecipanti e accompagnatori, provenienti da oltre 20 nazioni.
L’Italia è stata egregiamente rappresentata nella categoria “vocale over “, da due giovani pugliesi, Eleison Duo formato da Chiara Diviggiano (cantautrice e Sound Engineer) e Marika Gianfreda (pianista, compositrice e arrangiatrice) entrambe provenienti da Torre Santa Susanna (Br)
Le due giovani artiste si sono esibite con due brani inediti scritti e composti da loro, “Specchio” nato nel 2024 e che vanta più di 300 000 ascolti su Spotify. Il secondo inedito, “ Io sono qui” scritto nel 2025 e presentato durante i festeggiamenti del 25° anniversario del coro “Tanto pe’ Cantà” del Liechtenstein nella città di Vaduz.
Il duo nasce nel 2019 e subito partecipa al Festival "Effetto Notte Arte Musica e Spettacolo", premiato durante Il Festival del Cinema di Venezia, duettano con la cantautrice Mariella Nava, ed ottengono un contratto con l'Etichetta Indipendente Miria Records con la quale inizia una stretta collaborazione artistica e in pochissimi mesi, i loro brani inediti, raggiungono più di 400.000 visualizzazioni complessive sui vari Digital Stores.
Nel 2024 scrivono “Cuore di ghiaccio” che diventa la colonna sonora del cortometraggio “Amo il tuo senno”.
Diventano autrici, compositrici e arrangiatrici, inoltre il duo viene scelto da “Casa Sanremo 2023” per esibirsi durante la settimana del Festival di Sanremo.
Oggi festeggiano il loro primo posto in uno dei Festival Internazionali più importanti che si svolgono in Italia e sono state invitate a rappresentare l’Italia in uno dei più grandi Festival europei che si terrà a Malta nel mese di Marzo 2027.
Il duo ha saputo farsi apprezzare dai giudici della loro sezione di categoria, gareggiando con concorrenti provenienti da tutto il mondo e aggiudicandosi il “Primo Posto Di Laurea”.
Questa edizione del Festival si è svolta ad Abano Terme in provincia di Padova, una delle località termali più importanti d’Europa, ricevendo anche il Patrocinio comunale.
Le selezioni del concorso si sono svolte presso il Teatro dell’Alexander Palace alla presenza di una giuria formata da professionisti illustri, apprezzatissimi in tutto il mondo, tra cui esponenti internazionali di The Wall, All Together Now e The Voice.
Il festival “Creatività Senza Frontiere” è una macchina organizzativa gigantesca, precisa, attenta, grazie alle abilità di tutto il team della aps ITALIAN FESTIVAL ARTS, capitanato dal suo presidente Tatsiana Poma e dal direttore artistico Michele Poma, pugliese di origini, organizzatore di scambi culturali internazionali, musicista e unico partner ufficiale italiano dello Slavianski Bazaar, Festival Internazionale, tra i 4 più importanti al mondo.
Ospite d’eccezione al Gran Gala’, Soraya, una giovane e talentuosissima cantante siciliana, la prima italiana che ha vinto il Gran Prix al festival internazionale "Slavianski Bazaar 35° edizione", un festival importantissimo che si svolge in Bielorussia e viene trasmesso in 30 paesi del mondo.
---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube.
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci
PESCA: COLDIRETTI PUGLIA, SCATTA IL FERMO IN ADRIATICO; STOP DAL 16 AGOSTO AL 29 SETTEMBRE
Scatta oggi, domenica 16 agosto, il fermo pesca lungo il tratto di Adriatico compreso tra San Benedetto del Tronto e Bari, con lo stop alle attività delle imbarcazioni autorizzate alla pesca con reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi e reti gemelle a divergenti. Lo rende noto Coldiretti Pesca Puglia, con il blocco che proseguirà fino al 29 settembre, interessando anche una parte importante della marineria pugliese.
“Il fermo pesca deve servire realmente a tutelare le risorse marine, ma non può essere considerato una semplice interruzione dell’attività delle imprese – afferma Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia – quando la flotta pugliese è una delle più importanti realtà della pesca italiana e rappresenta un patrimonio economico, occupazionale e produttivo che non possiamo permetterci di indebolire ulteriormente. Servono regole che tengano insieme sostenibilità ambientale e sostenibilità economica, perché senza imprese non c’è futuro nemmeno per il mare e per le comunità costiere”. Il calendario 2026 prevede inoltre che dal 1° al 30 ottobre il fermo interessi i compartimenti pugliesi di Brindisi, San Cataldo e Otranto, oltre agli altri compartimenti nazionali previsti dal provvedimento.
Il comparto della pesca e dell’acquacoltura rappresenta in Puglia – spiega Coldiretti Pesca Puglia - un valore economico di circa 225 milioni di euro, mentre la regione conta oltre 2.000 imbarcazioni e circa 1.300 imprese della pesca e dell’acquacoltura. Le marinerie pugliesi sono distribuite lungo l’intera costa, da Manfredonia e Molfetta al Sud Barese e fino al Salento, con una produzione che comprende gamberi, scampi, merluzzi, molluschi e numerose altre specie, affiancata dall’acquacoltura di spigole, orate e ombrine.
“Il problema – continua Di Pinto – è che il fermo arriva in un settore già sottoposto a forti pressioni: costi energetici elevati, cambiamenti climatici che stanno modificando la presenza e la disponibilità delle specie nei nostri mari e una concorrenza estera sempre più forte. In Puglia quasi 8 pesci su 10 che arrivano sulle tavole sono stranieri. Fermare la nostra flotta senza intervenire contemporaneamente sulla dipendenza dall’import significa rischiare di lasciare ancora più spazio al prodotto estero”.
Durante il periodo di fermo, tuttavia, il pesce italiano continuerà ad arrivare sulle tavole – afferma Coldiretti Pesca Puglia - grazie alle attività non interessate dal provvedimento, come la piccola pesca, le draghe idrauliche, l’acquacoltura e le flotte operanti nelle aree dove non vige lo stop. Per i consumatori resta quindi fondamentale verificare la provenienza del prodotto acquistato, prestando attenzione alle informazioni riportate sull’etichetta.
Per il pesce fresco l’origine è indicata attraverso la zona di cattura, mentre per i prodotti di acquacoltura deve essere riportato il Paese di origine. Una maggiore trasparenza è invece necessaria nella ristorazione, dove manca ancora l’obbligo di indicare l’origine del pesce servito nei menù.
“Chiediamo che il consumatore possa sapere sempre da dove arriva il pesce che porta in tavola – conclude Di Pinto –. Scegliere prodotto pugliese e italiano significa sostenere le nostre marinerie, il lavoro dei pescatori e tutta la filiera che vive intorno al mare. Il fermo può essere uno strumento utile per la tutela delle risorse, ma deve essere accompagnato da politiche capaci di difendere la competitività delle imprese e contrastare una dipendenza dall’estero che rischia di diventare strutturale”.
---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube.
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci
Canile comunale di Mesagne: proroga di un mese in attesa del nuovo bando e del cambio al vertice del servizio
Un mese di proroga per garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale, in attesa che si sblocchi l'iter per l'individuazione di un nuovo gestore stabile. È quanto stabilito dal Comune di Mesagne che ha disposto la proroga tecnica straordinaria dell'affidamento del Canile Rifugio e Sanitario Comunale, sito in Contrada Casacalva, in favore dell'operatore economico "I Giardini di Pluto" di Serranova. La vicenda della gestione del canile mesagnese si trascina da mesi in una fase di transizione. Tutto era iniziato lo scorso marzo, quando l'amministrazione era stata costretta a revocare il contratto con il precedente gestore a seguito di un'informativa antimafia interdittiva prefettizia, procedendo con urgenza all'affidamento diretto e temporaneo del servizio proprio a "I Giardini di Pluto", per una durata di due mesi con possibilità di proroga. Nel frattempo, a maggio, l'ente aveva avviato una procedura di gara aperta per l'affidamento definitivo della gestione, per la durata di tre anni con opzione di rinnovo biennale. Una prima proroga tecnica, concessa in attesa dell'espletamento della gara, aveva fissato la scadenza dell'affidamento provvisorio al 20 agosto. La gara, però, non ha avuto l'esito sperato: lo scorso 22 luglio il Comune ha dovuto prendere atto della sua conclusione infruttuosa, dichiarandola deserta per l'incongruità dell'unica offerta pervenuta. Una circostanza che ha reso indispensabile, alla scadenza della precedente proroga, un ulteriore intervento amministrativo per evitare l'interruzione di un servizio che la legge impone ai Comuni di garantire, a tutela del benessere degli animali randagi e, non da ultimo, dell'incolumità e della salute pubblica. Da qui la decisione di attivare una proroga "straordinaria", dal 21 agosto al 20 settembre, agli stessi patti e condizioni già applicati, senza alcuna variazione economica o contrattuale. L'attuale gestore ha peraltro comunicato formalmente, con nota del 12 agosto, la propria disponibilità a garantire la continuità del servizio fino all'individuazione di un nuovo soggetto gestore attraverso le procedure dovute. Sul fronte economico, restano invariate le condizioni già praticate: un canone mensile previsto in 20.406,17 euro, oltre IVA al 22%, soggetto a possibili oscillazioni in base al numero effettivo di cani ospitati, per un costo giornaliero pro-die/pro-cane fissato in 5,84 euro. Nel testo del provvedimento, la responsabile del procedimento sottolinea “come questa ulteriore dilazione risponda a una vera e propria causa di forza maggiore, non imputabile a inerzia dell'amministrazione, e come la scelta sia stata dettata dalla necessità di scongiurare vuoti gestionali su un servizio che, se interrotto, potrebbe generare anche situazioni di emergenza igienico-sanitaria”. La proroga, viene precisato, potrà comunque cessare in qualsiasi momento, non appena sarà individuato il nuovo soggetto gestore definitivo.
---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube.
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci
Dopo oltre quattro decenni di servizio al Comune di Mesagne, Concetta Franco si appresta a lasciare definitivamente Palazzo di città. La dipendente comunale, responsabile dell’area Turismo, Cultura e Randagismo, sarà collocata a riposo con decorrenza dal prossimo 1° dicembre 2026, per raggiunti limiti di età. L’ultimo giorno di servizio è fissato formalmente al 30 novembre. Di fatto, però, la presenza della Franco negli uffici comunali terminerà prima, dal momento che usufruirà del periodo di ferie maturato e non ancora goduto negli anni precedenti. Si chiude così una lunga esperienza professionale all’interno dell’amministrazione comunale, iniziata più di 41 anni fa. La determinazione di collocamento a riposo è stata adottata dal Servizio Gestione Giuridica ed Economica delle Risorse Umane del Comune di Mesagne. Il provvedimento certifica che, alla data del 30 novembre, la dipendente avrà maturato complessivamente 41 anni e 11 mesi di servizio presso il Comune di Mesagne. La Franco, inquadrata nell’Area degli Operatori esperti, ha svolto negli anni incarichi e funzioni legati a diversi settori dell’attività amministrativa, arrivando a ricoprire la responsabilità dell’area che comprende Turismo, Cultura e Randagismo. Un ruolo particolarmente legato a servizi e attività che hanno un rapporto diretto con la città, dalle iniziative culturali e turistiche alla gestione delle problematiche connesse al randagismo. Il pensionamento arriva dunque al termine di un percorso professionale lungo più di quattro decenni. L’atto amministrativo stabilisce che la cessazione del rapporto di lavoro avverrà automaticamente al raggiungimento del limite massimo di età, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo, come previsto dalla normativa. Per il Comune si apre ora la necessità di organizzare la continuità delle attività e delle competenze finora riconducibili al settore affidato alla Franco. Una fase di passaggio che accompagnerà l’uscita di una dipendente che ha attraversato una parte significativa della storia amministrativa recente della città.
---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube.
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci
Schianto all’alba sulla provinciale: tre mezzi distrutti e una giovane in gravi condizioni
Le prime luci del mattino hanno illuminato una scena complessa e carica di tensione sulla provinciale che collega Fasano a Savelletri, dove un incidente stradale ha coinvolto tre mezzi e provocato diversi feriti. Tra questi, una ragazza è stata trasportata in ospedale in codice rosso, il dato più preoccupante di un bilancio che, al momento, resta in evoluzione. Secondo le prime ricostruzioni, lo scontro è avvenuto intorno alle 6 di oggi, sabato 15 agosto 2026, in un tratto della provinciale già noto per il traffico intenso nelle ore dell’alba, quando pendolari, lavoratori stagionali e mezzi commerciali iniziano a muoversi verso la costa. Tra i veicoli coinvolti figura anche un furgone, mentre una delle auto ha terminato la propria corsa ribaltata su un fianco, fuori dalla carreggiata. Un’immagine che restituisce la violenza dell’impatto e la complessità delle operazioni di soccorso.
La dinamica resta ancora da chiarire: non è escluso che possano aver inciso la velocità, una manovra azzardata o un’improvvisa perdita di controllo. Saranno i rilievi dei Carabinieri, intervenuti sul posto, a definire con precisione la sequenza degli eventi. A gestire le operazioni di emergenza è stata una squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Ostuni, che ha messo in sicurezza i mezzi e l’intera area, garantendo l’accesso ai sanitari del 118. I soccorritori hanno prestato assistenza ai feriti, stabilizzando le condizioni più critiche prima del trasferimento in ospedale. La giovane trasportata in codice rosso è stata affidata ai medici per gli accertamenti urgenti. La strada è rimasta parzialmente bloccata per tutta la durata delle operazioni, con inevitabili rallentamenti alla circolazione. Solo dopo la rimozione dei mezzi e la bonifica dell’area il traffico è tornato progressivamente alla normalità. (Foto generica)
---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube.
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci
Il 17 agosto, alle ore 21:00, l’Atrio del Castello si trasformerà in un luogo di emozione e memoria con uno spettacolo dedicato a Lucio Battisti, l’uomo che ha rivoluzionato la musica italiana. Non un semplice concerto, ma una pièce teatrale che restituisce il ritratto più autentico di un artista unico: umano, fragile e straordinario.
Attraverso le sue canzoni immortali, lo spettacolo racconta il percorso di Battisti, un’artista capace di trasformare ogni sua imperfezione in pura forza espressiva. Le sue melodie e parole diventano così veicolo di emozioni profonde, in grado di coinvolgere e commuovere il pubblico.
Sul palco si esibiranno voci coinvolgenti come quelle di Tony Bottazzo e Francesca Pignatelli, accompagnati dall’attore Francesco Sciascia, che con la sua interpretazione darà vita a momenti di profonda riflessione. La musica sarà affidata a talentuosi musicisti: Giancarlo Scardia al piano e tastiere, Claudio Grasso alla chitarra, Vincenzo De Stradis alla batteria e Gianluigi Oliva al basso.
Questa esperienza intima e coinvolgente vuole arrivare dritta al cuore di chi ascolta, celebrando la leggenda di un artista che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica italiana. Un’occasione imperdibile per rivivere e riscoprire Lucio Battisti in tutta la sua essenza.
Non mancate: il 17 agosto, alle 21:00, all’Atrio del Castello, la magia di Battisti vi aspetta.
Il 18 e 19 agosto l’Atrio del Castello di Mesagne sarà teatro della nuova edizione del Freedom Jazz Festival, un evento imperdibile dedicato alla ricerca musicale, all’improvvisazione e alla grande musica d’insieme. Organizzato dalla Lydian APS e inserito nel cartellone di Mesagne Estate 2026, il festival propone due serate ad ingresso libero, con inizio alle ore 21:30, all’insegna del jazz contemporaneo e sperimentale.
La prima serata, martedì 18 agosto, vedrà protagonista Vitantonio Gasparro con il progetto "Miniatures for Solo Vibraphone". Un viaggio sonoro attraverso dieci brani originali che fondono jazz, musica classica e contemporanea, minimalismo e una raffinata ricerca timbrica, offrendo al pubblico un’esperienza unica e coinvolgente.
Mercoledì 19 agosto sarà invece la volta di "Suite for Miles – Giovanni Falzone meets Freedom Extensive", una produzione originale per grande ensemble che vede la celebre formazione stabile della Lydian APS affiancata dal noto trombettista e compositore Giovanni Falzone. Questo spettacolo rende omaggio all’immensa eredità artistica di Miles Davis, reinterpretando il suo straordinario contributo al mondo del jazz.
Il festival si inserisce in un percorso più ampio che dal 17 al 19 agosto ospita la residenza artistica della Freedom Extensive, un’iniziativa volta a valorizzare e promuovere i talenti musicali del territorio, creando un incubatore creativo di elevata qualità artistica.
Un’occasione speciale per tutti gli appassionati di musica e per chi desidera scoprire la magia del jazz in una cornice suggestiva come quella dell’Atrio del Castello di Mesagne. L’ingresso è gratuito ma è consigliata la prenotazione dei posti. Per informazioni e prenotazioni è possibile visitare la pagina Eventbrite dedicata all’evento.
Non perdete l’opportunità di immergervi nelle atmosfere coinvolgenti del Freedom Jazz Festival e di vivere due serate all’insegna dell’arte e dell’emozione musicale. Vi aspettiamo per celebrare insieme la musica jazz!
Iniziata la Vendemmia 2026 nelle aziende locali
Il calendario della vendemmia quest’anno ha deciso di correre più veloce. Nel Brindisino la raccolta delle uve è già partita e nei vigneti del Salento il lavoro è entrato nel vivo con le varietà precoci e con quelle destinate alla produzione degli spumanti. Un anticipo rispetto alla tradizionale scansione della stagione che non sembra, almeno per ora, compromettere la qualità del raccolto. Al contrario, le prime indicazioni parlano di grappoli sani, buoni livelli di maturazione e quantitativi soddisfacenti. Nelle campagne si lavora dunque a pieno ritmo, mentre nelle cantine è già iniziato il processo che trasformerà le uve della vendemmia 2026 nei vini della prossima stagione. A Mesagne, tra i protagonisti di questa fase c’è l’azienda biologica Tenute Bellamarina, di proprietà di Immacolata Dimastrodonato. Cinquanta ettari di vigneto coltivati a Fiano, Primitivo Doc, Negroamaro e Lambrusco, con una produzione condotta nel rispetto dei criteri dell’agricoltura biologica e dei disciplinari di riferimento. La raccolta è già cominciata con le uve precoci, a partire dal Fiano, mentre per il Primitivo l’avvio è previsto subito dopo Ferragosto. A condizionare il ciclo vegetativo è stato soprattutto l’andamento meteorologico. Le abbondanti piogge primaverili hanno consentito di creare una riserva idrica che si è rivelata preziosa nei mesi successivi, segnati da temperature elevate e scarse precipitazioni. Con l’avanzare dell’estate, infatti, si è reso necessario anche il ricorso a irrigazioni di soccorso per sostenere le piante e accompagnarle fino alla maturazione. Le prime analisi effettuate in azienda restituiscono un quadro positivo. I grappoli si presentano sani e maturi, con una gradazione di 18 gradi Babo per il Primitivo e di 18,50 per il Fiano, mentre il pH rilevato per quest’ultimo si attesta a 5,5. La produzione, inoltre, viene mantenuta entro i quantitativi previsti dal disciplinare. «Nella nostra azienda produciamo solo vitigni autoctoni come il Primitivo Doc e il Fiano», spiega Immacolata Dimastrodonato. E proprio sul Fiano l’imprenditrice richiama una ricerca dell’Università di Bari che avrebbe individuato le radici di questi vitigni in questo territorio messapico prima e romano successivamente. Uno sguardo al passato che si accompagna a una prospettiva di crescita: «Nel prossimo futuro incrementeremo la produzione con del Negroamaro e della Malvasia». La vendemmia è partita anche nelle grandi realtà cooperative del territorio. Cantine Due Palme ha ufficialmente inaugurato la stagione del raccolto il 6 agosto, dando il via alle operazioni nei vigneti della storica cooperativa di Cellino San Marco. La prima varietà raccolta è stata l’Aleatico, mentre la campagna è entrata nel vivo con lo Chardonnay. A spiegare le ragioni di questo anticipo è Angelo Maci, presidente onorario di Cantine Due Palme, secondo il quale l’annata 2026 è caratterizzata da una maturazione nettamente anticipata. Un fenomeno che non riguarda soltanto il Salento e la Puglia, ma che sta interessando gran parte della viticoltura italiana, alle prese con l’accelerazione dei cicli vegetativi determinata dalle ondate di calore che hanno caratterizzato l’estate. «La curva fenolica e l’indice glucidico di varietà come lo Chardonnay e l’Aleatico ci hanno indicato chiaramente che i tempi erano maturi», sottolinea Maci. Anticipare la raccolta, spiega, non significa semplicemente iniziare prima, ma intervenire nel momento ritenuto più adatto per preservare le caratteristiche delle uve: «Anticipare di una settimana significa difendere l’acidità e la freschezza nei nostri vini bianchi e l’equilibrio nei rossi». «Il cambiamento climatico ci mette a dura prova, ma noi non siamo impreparati», afferma Maci. «Nel Salento siamo abituati da sempre al caldo, fa parte della nostra identità e della nostra storia; sappiamo come dialogare con il sole e come proteggere i nostri grappoli».
---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube.
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci


Contrasto alla dispersione scolastica: tra progressi e la necessità di valutazione d’impatto per politiche più efficaci
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che i più recenti dati sulla dispersione scolastica richiedano una lettura capace di riconoscere i progressi compiuti senza ridimensionare un fenomeno che continua a rappresentare una criticità strutturale del sistema di istruzione.
Il miglioramento è evidente. Nell’Unione europea la quota dei giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente l’istruzione e la formazione è scesa dall’11% del 2015 al 9,1% del 2025, ormai prossima all’obiettivo europeo di un valore inferiore al 9% entro il 2030. Nello stesso periodo il tasso è passato dal 12,5% al 10,6% tra i giovani uomini e dal 9,4% al 7,5% tra le giovani donne.
Anche l’Italia registra una riduzione significativa. Nel 2025 il tasso di abbandono precoce si è attestato all’8,2%, mentre le stime INVALSI indicano per il 2026 una possibile ulteriore discesa al 7,3%. Sul versante della dispersione implicita, che riguarda gli studenti che terminano il percorso scolastico senza raggiungere livelli adeguati di apprendimento, il dato passa dall’8,7% del 2025 al 6,3% del 2026, con una diminuzione di 2,4 punti percentuali e il valore più basso dell’intera serie storica.
Sono risultati importanti. Ma proprio la loro consistenza rende necessario compiere un passaggio ulteriore: comprendere quali politiche abbiano inciso maggiormente sulle traiettorie degli studenti e se gli effetti osservati siano destinati a consolidarsi.
La questione riguarda direttamente la capacità del sistema scolastico di valutare le proprie politiche e utilizzare le evidenze prodotte per orientare le decisioni successive.
La legislazione italiana ha da tempo superato una concezione dell’istruzione limitata alla semplice permanenza formale dello studente nel sistema. Il decreto legislativo n. 76 del 2005, attraverso la disciplina del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, ha collegato il percorso educativo allo sviluppo delle capacità e delle competenze. Negli ultimi anni questa impostazione è stata accompagnata da un investimento straordinario: il DM 170 del 2022 ha destinato 500 milioni di euro alla riduzione dei divari territoriali e al contrasto della dispersione, mentre il DM 19 del 2024 ha proseguito l’azione attraverso interventi di mentoring, accompagnamento, orientamento e rafforzamento delle competenze.
L’impegno sostenuto dalle scuole è stato considerevole. Proprio l’entità delle risorse impiegate impone oggi, tuttavia, una valutazione più esigente.
Il sistema dispone di strumenti di monitoraggio che consentono di verificare attività, partecipazione, target e utilizzo delle risorse. Si tratta di informazioni indispensabili, ma monitorare l’attuazione di una misura e valutarne l’impatto educativo non sono la stessa cosa.
Sapere quanti studenti abbiano partecipato a un intervento documenta ciò che è stato realizzato. Comprendere se quegli stessi studenti abbiano successivamente migliorato la frequenza, consolidato gli apprendimenti e proseguito con maggiore regolarità il proprio percorso consente invece di stabilire se quell’intervento abbia funzionato.
Anche il miglioramento generale degli indicatori deve essere interpretato con rigore: la coincidenza temporale tra investimenti e riduzione della dispersione non dimostra, da sola, l’efficacia delle singole misure.
È su questo punto che il CNDDU richiama l’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Riteniamo necessario che il Ministero promuova e renda pubblica una valutazione organica dell’impatto degli interventi realizzati attraverso il DM 170/2022 e il DM 19/2024, utilizzando le informazioni già disponibili per verificare quali misure abbiano effettivamente modificato le traiettorie degli studenti, in quali contesti e con quale durata degli effetti. Non chiediamo nuovi adempimenti burocratici alle scuole, ma un utilizzo più avanzato dei dati già prodotti dal sistema.
La dispersione, del resto, non comincia nel momento in cui uno studente interrompe formalmente la frequenza. L’abbandono è spesso l’esito di un processo precedente, riconoscibile attraverso irregolarità nella frequenza, difficoltà persistenti, insuccessi, demotivazione e progressivo allontanamento dall’esperienza scolastica.
La politica di contrasto deve quindi spostare il proprio baricentro dall’abbandono già avvenuto alla prevenzione del disimpegno, utilizzando le informazioni disponibili non per classificare gli studenti, ma per consentire interventi educativi tempestivi.
In questa prospettiva anche l’orientamento deve accompagnare maggiormente le transizioni tra il primo e il secondo ciclo e l’ingresso nella scuola secondaria superiore. Una scelta inadeguata o un primo insuccesso non dovrebbero diventare l’inizio di un percorso verso l’abbandono. Un riorientamento tempestivo e accompagnato può rappresentare, al contrario, un efficace strumento di prevenzione.
La Raccomandazione europea Pathways to School Success del 2022 indica la stessa direzione, collocando la prevenzione dell’abbandono all’interno di una concezione più ampia del successo scolastico, nella quale apprendimenti, inclusione, benessere e condizioni sociali concorrono alla continuità del percorso educativo.
Occorre inoltre riconoscere che una parte delle cause della dispersione nasce fuori dalla scuola. Fragilità familiari, difficoltà economiche, povertà educativa e debolezza dei servizi territoriali producono conseguenze dirette sulla frequenza e sugli apprendimenti. La scuola può intercettare il disagio, ma non può essere lasciata sola a gestirne tutte le cause. Il raccordo con i servizi socioeducativi territoriali deve quindi diventare più stabile, soprattutto nei contesti maggiormente vulnerabili.
La fase conclusiva degli investimenti straordinari del PNRR rende questa riflessione urgente. Se mentoring, accompagnamento individualizzato, orientamento o altre misure hanno prodotto risultati verificabili, sarebbe irragionevole interromperli soltanto perché termina la fonte straordinaria di finanziamento. Se alcuni interventi non hanno prodotto effetti adeguati, sarebbe altrettanto irragionevole replicarli automaticamente.
È precisamente a questo che deve servire la valutazione dell’impatto: non a giudicare le scuole, ma a decidere meglio.
Il CNDDU chiede pertanto al Ministro Valditara di trasformare l’esperienza maturata in questi anni in conoscenza istituzionale, assumendo le evidenze come criterio per l’allocazione futura delle risorse e per la stabilizzazione degli interventi realmente efficaci nei territori nei quali il rischio educativo rimane più elevato.
Dopo il DM 170/2022, il DM 19/2024 e gli ulteriori interventi rivolti alle aree maggiormente vulnerabili, non è più sufficiente chiedersi quanto investire contro la dispersione. Occorre stabilire, sulla base dei risultati, come investire e quali strumenti debbano diventare parte stabile dell’azione scolastica.
La dispersione richiede oggi meno logica emergenziale e maggiore capacità istituzionale. Non una nuova misura da aggiungere alle precedenti, ma il passaggio da una politica finanziata per progetti a una politica capace di apprendere dai propri risultati.
Perché il limite di una politica pubblica non è soltanto non raggiungere un obiettivo. È investire risorse, produrre esperienze e raccogliere dati senza trasformare ciò che si è appreso in una decisione migliore.
Su questo passaggio si misurerà la capacità del sistema scolastico italiano di non disperdere, insieme agli studenti, anche il patrimonio di conoscenze costruito in questi anni.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU
---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube.
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci

