Redazione

Vittoria di carattere in trasferta.
Non poteva iniziare nel migliore dei modi il girone di ritorno.
 
TABELLINI
 
Messapica Basket Ceglie:
Marini 6, Urso 2, Passaro 5,
Cvetanovic 24, Carta 6, Argentiero 9, Salerno 12, Angius 8.
 
Mens Sana Mesagne:
Gualano 12, Polifemo 29, Baran Coronil 6, Calò 14, Baronchelli 2, Panico  S. 7, Ciccarese 11 ,  Panico A., Leo, Gallo.

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Battuta d’arresto per la Valtur Brindisi che cade a Cremona al termine di una partita in cui è costretta sempre ad inseguire i padroni di casa che impongono una difesa solida e granitica scardinando i tasselli offensivi biancoazzurri. Una sconfitta dolorosa per la Valtur che vede scivolare il primato condiviso con le altre contendenti e conferma le incertezze in trasferta, al terzo kappaò negli ultimi quattro incontri fuori casa (Bergamo, Rieti, Roseto e Cremona).

Coach Piero Bucchi deve fare i conti con l’indisponibilità di capitan Radonjic, colpito da un attacco influenzale nella notte precedente alla partita, e schiera un quintetto inedito formato da Cinciarini-Francis-Copeland-Esposito-Vildera. Palle perse e mani piuttosto fredde all’inizio del match per entrambe le squadre in campo ad un orario decisamente insolito rispetto agli standard (7-6 al 5’). Bortolin ed Esposito si mettono in proprio dalla media distanza, soluzione efficace in un primo quarto che premia i padroni di casa sul 17-13. Le diverse zone difensive proposte da coach Bechi impediscono all’attacco brindisino di entrare pienamente in ritmo ed è la Juvi a piazzare il primo break del match per il vantaggio in doppia cifra 27-17 dopo tre minuti del secondo periodo. L’ingresso in campo di Maspero garantisce una sterzata in aggressività e cinque punti di fila per il contro parziale Valtur che torna ad un possesso di distanza, prima della tripla allo scadere di La Torre che chiude il primo tempo sul punteggio di 32-26. Vildera commette il terzo fallo personale al rientro dagli spogliatoi ed è Copeland a prendere per mano la Valtur con cinque punti in fila a sbloccare il suo match (36-33). Cremona non si scompone e grazie al duo Allen-Bortolin si riporta saldamente al comando delle operazioni merito di un parziale da 11-4 per il nuovo +10 (47-37 al 28’). Valtur sempre costretta a inseguire non mostra mai segni evidenti di riportare l’inerzia dalla sua parte, soffre in attacco e patisce alcuni black-out difensivi: 49-41 a fine terzo quarto. Francis ruba palla alla prima azione difensiva e subisce il fallo antisportivo da Vecchiola, convertendo fallo e canestro da tre punti per un’azione da 5 punti totali. Garrett risponde immediatamente da oltre l’arco con due triple consecutive a spezzare l’entusiasmo ritrovato in casa Valtur (55-46 al 32’). Cremona raggiunge il massimo vantaggio di +11 ma raggiunge presto il bonus falli di squadra e permette ai biancoazzurri di tornare al -6 a tre minuti dal termine grazie ai tiri dalla lunetta. Le triple di Panni e Copeland animano il finale, Cinciarini non capitalizza i liberi del possibile -4 e la rincorsa diventa vana per una meritata vittoria dei lombardi avanti quasi per tutto l’arco dell’incontro.

Si tornerà in campo sabato 17 gennaio per l’anticipo delle 20:30 al PalaPentassuglia contro l’Urania Milano. Biglietti disponibili e in vendita a partire da €12 al New Basket Store, online su vivaticket e nei punti vendita abilitati.

IL TABELLINO

 

FERRARONI JUVI CREMONA-VALTUR BRINDISI: 72-61 (17-13, 32-26, 49-41, 72-61)

 

FERRARONI JUVI CREMONA: Panni 11 (0/1, 3/4), Bortolin 14 (6/9, 6 r.), La Torre 3 (1/1 da tre), Barbante 4 (2/2, 0/2, 1 r.), Del Cadia 4 (1/2, 0/2, 4 r.), Vecchiola 2 (1/2, 1 r.), Allen 10 (5/11, 0/1, 4 r.), Garrett 14 (0/7, 3/4, 4 r.), Bartoli 3 (1/1, 0/1, 7 r.), Allinei 7 (2/3, 1/2, 2 r.), Di Croce ne, Fiodo ne. Coach: Bechi.

 

VALTUR BRINDISI: Copeland 21 (5/9, 2/9, 2 r.), Cinciarini 7 (1/3, 1/2, 3 r.), Francis 12 (3/5, 1/5, 2 r.), Mouaha 2 (0/2, 1 r.), Vildera 4 (2/6, 9 r.), Miani 4 (2/5, 0/2, 7 r.), Esposito 6 (3/7, 0/1, 1 r.), Radonjic ne, Maspero 5 (1/1, 1/1, 2 r.), Fantoma. Coach: Bucchi.

ARBITRI: Gagliardi – Gai – Cappello.

NOTE - Tiri liberi: Cremona 12/15, Brindisi 12/17. Perc. tiro: Cremona 26/55 (8/17 da tre, ro 7, rd 23), Brindisi 22/58 (5/20 da tre, ro 12, rd 23).

ACQUA: COLDIRETTI PUGLIA, NEVE E PIOGGIA POSSONO SALVARE PUGLIA DA SICCITÀ; SOLO 58MLN METRI CUBI IN INVASI FOGGIANI.

La pioggia e la neve possono salvare la Puglia dalla siccità, con gli invasi nel foggiano che contengono solo 58 milioni di metri cubi d’acqua e lo stato di emergenza regionale per rischio da deficit idrico prevede l’adozione di misure straordinarie fino al 29 ottobre 2026. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia, sulla base dei dati ANBI, in relazione agli effetti delle piogge intense in Puglia e delle nevicate nel foggiano, quando l’emergenza idrica ha ormai assunto un carattere strutturale che rende non più rinviabili interventi organici e programmati per la messa in sicurezza della risorsa acqua.

Le precipitazioni – precisa la Coldiretti – sono importanti per ripristinare le scorte di acqua negli invasi  e nei terreni asciutti.  Anche la pioggia deve cadere - continua la Coldiretti – in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti. Questi fenomeni sono tanti più gravi, perché si sono consolidate nel tempo nuove ed inevitabili esigenze di manutenzioni ordinarie e straordinarie delle opere pubbliche di bonifica che non possono e non debbono essere scaricate sugli utenti, i quali hanno, loro malgrado,  subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione.

L’arrivo della neve in questa stagione – precisa la Coldiretti – aiuta l’agricoltura, secondo il vecchio adagio contadino “sotto la neve il pane”, perché garantisce acqua alle campagne. Mentre il freddo è necessario per fermare le popolazioni di insetti, dannose per le colture, che potrebbero sopravvivere e svernare per attaccare i raccolti nella prossima primavera. La svolta climatica è dunque una necessità – continua la Coldiretti Puglia– per smentire l’antico detto “anno bisesto anno funesto”, dopo un 2025 bollente segnato peraltro in Puglia da oltre 70 eventi estremi con grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e tornado.

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per – afferma Coldiretti - un obiettivo che richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti fino alla nuova genetica green no ogm. Servono – conclude Coldiretti – investimenti per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque con un sistema diffuso di piccoli invasi che possano raccogliere l’acqua in eccesso per poi distribuirla nel momento del bisogni.

La Regione Puglia ha avviato il processo di aggiornamento del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA 2026), introducendo misure straordinarie finalizzate alla riduzione dei tempi di accesso alle prestazioni sanitarie, attraverso l’ampliamento delle attività istituzionali, l’introduzione di nuovi vincoli sull’attività libero-professionale e l’adozione di criteri più stringenti per la garanzia del primo accesso alle cure. 
Le finalità del Piano, orientate ai principi di equità, appropriatezza e tutela del diritto alla salute, risultano pienamente condivisibili. Tuttavia, le misure previste comportano una rilevante riorganizzazione dei servizi sanitari e incidono in maniera significativa sull’assetto organizzativo e sull’operatività quotidiana dei professionisti della salute. 
In tale contesto, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Brindisi conferma la piena disponibilità della professione infermieristica a collaborare, nell’esclusivo interesse dei cittadini e dei pazienti, al raggiungimento degli obiettivi delineati dal PRGLA 2026. 
«Gli infermieri, nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze, sono pronti a contribuire all’attuazione delle misure previste dal Piano. Si ritiene tuttavia indispensabile che ogni intervento in materia di governo delle liste di attesa sia accompagnato da un coinvolgimento strutturato delle professioni sanitarie, da adeguati investimenti organizzativi e dal pieno rispetto delle condizioni di lavoro, al fine di garantire l’efficacia e la sostenibilità delle azioni intraprese», dichiara il Presidente OPI di Brindisi Paola De Biasi.
L’Ordine ribadisce il ruolo centrale della professione infermieristica nella tenuta e nello sviluppo del Servizio Sanitario Regionale e auspica che l’attuazione del PRGLA 2026 avvenga attraverso un confronto costante e sistematico con i rappresentanti delle professioni sanitarie, valorizzandone competenze, responsabilità e contributo essenziale alla qualità dell’assistenza. 
OPI Brindisi assicura la propria attenzione e il proprio impegno nel monitoraggio dell’evoluzione del Piano, confermando la disponibilità a un dialogo costruttivo con le istituzioni regionali e le aziende sanitarie. 
 

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Ancora una criticità nel centro urbano di Mesagne. Questa volta la segnalazione arriva da alcuni residenti di via Epifanio Ferdinando, che da mesi convivono con una situazione definita da molti come inaccettabile. Nell’ultimo tratto dell’antica strada lastricata, infatti, è presente una fuoriuscita continua di acqua putrida, un vero e proprio liquame che finisce per confluire nei tombini della fogna bianca. Un’anomalia che desta forte preoccupazione sotto il profilo igienico-sanitario. Oltre al tanfo persistente che si sprigiona nella zona, il liquido viene trascinato dalle ruote delle auto in transito, finendo per sporcare e contaminare altre strade cittadine. Una condizione che, secondo i residenti, non solo compromette la qualità della vita di chi abita in zona, ma rappresenta anche un potenziale rischio per la salute pubblica. La situazione, a quanto riferito dagli abitanti, non è affatto recente. Le prime segnalazioni risalgono a diversi mesi fa e sarebbero state inoltrate più volte agli enti e agli uffici competenti. Tuttavia, nonostante le ripetute richieste di intervento, la risposta ricevuta sarebbe sempre la stessa: il problema è noto, ma finora non si è tradotto in alcuna azione risolutiva. Nel frattempo, il disagio continua. “Siamo stanchi di vivere da mesi con questo tanfo – spiegano alcuni residenti – chi di competenza avrebbe dovuto già intervenire per risolvere il tutto. Non è possibile che una situazione del genere venga tollerata così a lungo”. Parole che riflettono un senso di frustrazione crescente e la percezione di essere stati lasciati soli ad affrontare una criticità evidente. A rendere il quadro ancora più delicato è la collocazione dell’area interessata. A poche decine di metri, infatti, sorge l’ospedale “San Camillo de Lellis”, struttura sanitaria che ogni giorno accoglie centinaia di pazienti, operatori e visitatori. La presenza di liquami maleodoranti in una zona così sensibile appare, agli occhi dei cittadini, ancora più incomprensibile. I residenti chiedono ora un intervento immediato e risolutivo, che ponga fine a una situazione che non può essere considerata normale in una città attenta al decoro urbano e alla tutela della salute pubblica. Un appello chiaro affinché le istituzioni passino finalmente dalle parole ai fatti.

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Questa notte, nell’ospedale Perrino di Brindisi, è stato effettuato un prelievo multiorgano da un uomo di 66 anni.
Il prelievo è stato effettuato da un’équipe chirurgica proveniente dal Policlinico di Bari che ha lavorato insieme a quelle del presidio brindisino coinvolte nelle operazioni di prelievo degli organi. Le operazioni sono iniziate alle 2.40 e sono terminate intorno alle 7 di questa mattina, sotto la guida dalla dottoressa Ada Patrizio, coordinatrice aziendale delle attività di prelievo.
Anche per questo prelievo multiorgano è intervenuto il team di Anestesia e Rianimazione guidata dal direttore Massimo Calò.
Il direttore generale della Asl Brindisi, a riguardo dichiara: “Questa notte, all’ospedale Perrino di Brindisi, è stato completato con successo un prelievo multiorgano grazie al gesto di straordinaria solidarietà di una famiglia che, nel momento del dolore più grande, ha detto sì alla donazione.
A nome mio personale e di tutta la Asl Brindisi esprimo alla famiglia del donatore il più profondo cordoglio per la perdita del loro caro e, allo stesso tempo, la più sentita gratitudine per aver trasformato il lutto in speranza concreta di vita per altre persone.
Un ringraziamento particolare va a tutte l’équipe chiamate in causa con le relative professionalità intervenute, alla Direzione sanitaria del Perrino e al Centro Regionale Trapianti, guidato dal prof. Loreto Gesualdo, per la professionalità, la rapidità e la sensibilità dimostrate in ogni fase dell’attività.
Il prelievo eseguito questa notte rappresenta il risultato di un lavoro di squadra impeccabile e di una organizzazione sanitaria che, anche nei momenti più delicati, sa rispondere con efficienza e umanità.
La donazione di organi è l’atto di generosità più alto che un essere umano possa compiere: è vita che continua, è amore che vince sulla morte.
Grazie, di cuore, a chi ha detto sì”.

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Stop forzato per un’attività artigianale di preparazione e vendita di alimenti a Mesagne. Il Comune ha infatti emanato un’ordinanza dirigenziale di sospensione dell'attività a seguito del mancato adeguamento alle normative ambientali e sanitarie riguardanti l’espulsione dei fumi. La vicenda ha avuto inizio nel luglio del 2025, quando un sopralluogo congiunto tra la Polizia Locale di Mesagne e i tecnici comunali ha fatto emergere alcune irregolarità relative alla conformità dell’impianto di aspirazione di fumi e vapori del locale. Nonostante l’avvio del procedimento e la concessione di 60 giorni per regolarizzare la posizione, la documentazione necessaria non è mai giunta agli uffici competenti. Anche l’ASL di Brindisi era intervenuta nel mese di ottobre richiedendo certificazioni specifiche, tra cui la SCIA per attività a inquinamento "scarsamente rilevante" e la relazione tecnica sulla conformità della cappa aspirante. Richieste che, ad oggi, risultano inevase. Sebbene l’attività risultasse già chiusa temporaneamente per scelta della titolare (con riapertura prevista per fine aprile), l’autorità sanitaria ha ritenuto necessario procedere con un atto formale a tutela della salute pubblica. L'ordinanza firmata l'8 gennaio 2026 impone quindi la sospensione ufficiale dell'attività e il contestuale divieto di riapertura sotto qualsiasi forma. Il locale potrà tornare operativo solo dopo che gli enti competenti avranno valutato positivamente tutta la documentazione tecnica e i contratti di manutenzione dell'impianto di abbattimento fumi. In caso di inosservanza del provvedimento, la titolare rischia sanzioni più pesanti, fino alla revoca definitiva della SCIA (la segnalazione certificata di inizio attività). Come di rito, resta salva la possibilità per la parte interessata di presentare ricorso al TAR o al Presidente della Repubblica nei termini di legge.

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L'Amministrazione comunale di Mesagne, attualmente gestita da una triade di commissari prefettizi, ha deciso di riconfermare uno dei più amati appuntamenti per i cittadini, autorizzando, in via sperimentale, lo svolgimento del mercato della prima domenica del mese in Via Ten. Ugo Granafei. Questa decisione arriva dopo un periodo di sospensione del mercato che, da molti anni, si svolgeva in Piazza Gioberti, e che ha dimostrato di avere un impatto positivo sull'economia locale e sulla vivibilità del centro urbano.

La necessità di trasferire il mercato era scaturita dall'avvio di lavori di riqualificazione in Piazza Gioberti, che avevano costretto l'iniziativa a spostarsi in Piazzale De Gasperi. Tuttavia, la nuova collocazione si è rivelata inadeguata: scarsa accessibilità e visibilità hanno causato un notevole calo delle presenze e delle vendite, compromettendo così la sostenibilità economica per gli operatori coinvolti.

In risposta alle difficoltà riscontrate, gli operatori commerciali hanno formalmente richiesto il ripristino del mercato in una nuova area. Dopo una positiva sperimentazione in dicembre, l’Amministrazione ha ascoltato le esigenze degli operatori e della cittadinanza, stabilendo che Via Ten. Ugo Granafei rappresenta un’adeguata sede per lo svolgimento dell’iniziativa.

Il mercato si svolgerà in forma sperimentale da gennaio a giugno, permettendo così di valutare la funzionalità dell'area dal punto di vista organizzativo e logistico. Inoltre, per il mese di gennaio, il mercato si terrà eccezionalmente l'11 del mese, in deroga alla tradizionale calendarizzazione.

L'Amministrazione si è impegnata ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico durante lo svolgimento dell'evento, delegando i compiti organizzativi all'Ufficio Commercio e le questioni relative ai tributi all'Ufficio Tributi.

È importante sottolineare che il futuro del mercato oltre il periodo sperimentale sarà soggetto a una valutazione approfondita degli esiti della sperimentazione stessa, nonché a un'analisi delle condizioni di sicurezza e di pubblico interesse.

Con questa delibera, l'Amministrazione intende non solo sostenere il commercio locale, ma anche contribuire all'animazione del tessuto urbano, confermando l'importanza di eventi come questo per la comunità.

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La firma del presidente Antonio Decaro sui piani sperimentali per ridurre le liste d’attesa è una scelta di grande valore, perché parla direttamente alla vita delle persone. Dietro ogni prenotazione rimandata c’è un’ansia che cresce, c’è una famiglia che si organizza come può, c’è chi rinuncia a curarsi perché non ha certezza dei tempi. Mettere questo tema al centro del dibattito e alla base del primo atto ufficiale significa riconoscere quella fatica e farsene carico con serietà.

Le misure previste vanno nella direzione giusta con più aperture nei fine settimana, orari più estesi, attività serali fino alle 23 e priorità alle urgenze e alle prestazioni brevi. È una risposta concreta a chi oggi non può permettersi di aspettare, e allo stesso tempo un messaggio chiaro agli operatori e alle strutture. La sanità pubblica si difende migliorandola, organizzandola, rendendola capace di dare tempi certi e percorsi leggibili.

Conta molto anche il metodo scelto, poiché non si tratta di annunci, ma di un lavoro misurabile, con piani aziendali, indicatori, monitoraggio mensile e verifiche sull’appropriatezza delle prescrizioni mediche. Affrontare con franchezza e determinazione il tema delle prescrizioni potenzialmente non appropriate non significa puntare il dito contro qualcuno ma significa proteggere chi ha davvero bisogno e oggi rischia di restare in coda mentre il sistema si intasa.

È importante anche la cornice di tutela e controllo prevista, con regole chiare sull’utilizzo dell’intramoenia e del privato accreditato entro i limiti di spesa, e con organismi di verifica dedicati. Aumentare le prestazioni sì, ma senza scorciatoie e senza zone grigie, con trasparenza e responsabilità.

Le liste d’attesa non si cancellano con una formula, ma si riducono con scelte coraggiose, condivise e verificabili e questo provvedimento apre un percorso serio e necessario. La Puglia a guida Antonio Decaro e con tutto il centrosinistra sceglie di stare dalla parte dei cittadini, soprattutto di quelli che oggi si sentono lasciati soli davanti a un referto che tarda e a un appuntamento che sembra non arrivare mai.

Isabella Lettori, Consigliera regionale Puglia PD

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– Il cartellone artistico di Katharà propone un nuovo e interessante appuntamento per tutti gli spettatori del Teatro Sociale di Fasano. Mercoledì 10 gennaio alle 20:30 verrà portato in scena “Tartufo”, spettacolo tratto dall’omonima opera di Molière, rielaborata drammaturgicamente da Michele Sinisi, attore, regista teatrale e drammaturgo, Premio della Critica nel 2016 assegnato da ANCT e più volte segnalato ai Premi Ubu.

In questa versione del potente ritratto di satira della borghesia secentesca, Tartufo diventa uno specchio deformante delle nostre contraddizioni: famiglia, potere, morale, inganno. Un Tartufo che non rassicura, che divide, che affascina. Potrebbe essere chiunque. Un'opera che sfida i valori della società e mette in luce l'ipocrisia con un umorismo pungente. Molière, maestro della satira, regala agli spettatori una storia dove niente è come sembra.

L’evento rientra nella programmazione artistico-culturale di Katharà per la stagione teatrale 2024/2025, nell’ambito del progetto di gestione del Teatro Sociale in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fasano e Puglia Culture.

La sinossi.

Chi è Tartufo? Un truffatore o un eroe? Un attore o un politico? Un prete o un guaritore? Un sant’uomo, come vuole il padrone di casa, o un impostore, come vuole il resto della famiglia che lo ospita? Un mistificatore o un uomo consapevole delle mistificazioni altrui? Il suo ingresso, all’inizio del terzo atto, fa l’effetto di un’apparizione insolita capace di zittire l’intera casa, arrestare il ritmo della commedia. Lo spazio del palcoscenico sembra ingrandirsi per contenere, insieme alla nostra curiosità, le poche, lente, sillabe dell’ospite che non abbiamo mai visto ma che è stato preceduto dalle tante parole dette su di lui. Chi è Tartufo?  Forse l’essenza stessa, ultima e malata, del male. Personaggio nato come satira della borghesia secentesca francese, Tartufo è diventato un simbolo, il truffatore per antonomasia capace di attraversare ogni epoca, rimanendo sempre incredibilmente attuale. 

 

Scheda spettacolo
TARTUFO - Dall’omonima commedia di Molière, rielaborazione drammaturgica e regia di Michele Sinisi | Con Stefano Braschi, Sara Drago, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Bruno Ricci, Giulia Rossoni, Lorenzo Terenzi, Adele Tirante, Angelo Tronca | Scenografia Federico Biancalani / assistente alle scene Cecilia Chiaretto | Disegno luci Michele Sinisi, Federico Biancalani | Costumi Cloe Tommasin / costume del Re Sole Daniela De Blasio

 

Porta: 20.00 | Sipario: 20.30

Biglietto €10 | Ridotto €5 | Studenti €3 - Prenotazioni biglietti: 334 1144911

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