Redazione
Mesagne. Circa 10mila euro riscossi dai matrimoni civili di cui 5mila ripartiti ai dipendenti
Nel corso dell'anno 2025, il Comune ha riscosso un importo totale di € 9.850,00 derivante dall'attività di celebrazione di matrimoni civili, effettuata per un totale di 25 cerimonie nei giorni di sabato e domenica, nonché in orari feriali al di fuori del servizio. Tale somma è stata corrisposta dai nubendi e dimostra l'importante ruolo delle celebrazioni civili sul territorio. A seguito della delibera di Consiglio Comunale n. 47 del 30/09/2021, è stato stabilito che l'Ufficiale di Stato Civile avrà diritto a una indennità integrativa onnicomprensiva pari al 50% del costo del servizio, con un massimo annuale di € 3.000,00. A tal proposito, è importante evidenziare che per l'anno 2025, dal totale riscosso, è stata destinata la metà, pari a € 4.925,00, al fondo per le risorse decentrate da assegnare al personale coinvolto nella celebrazione dei matrimoni.
La liquidazione dei compensi ai dipendenti aventi diritto è stata così determinata:
- Compenso lordo di € 3.000,00 per il primo Ufficiale di Stato Civile, da cui verranno detratti € 539,69 per CPDEL ed € 192,74 per IRAP, portando il netto a € 2.267,57.
- Compenso lordo di € 1.050,00 per il secondo Ufficiale, con detrazioni di € 188,89 per CPDEL ed € 67,46 per IRAP, il netto risultante sarà di € 793,65.
- Compenso lordo di € 675,00 per il terzo Ufficiale, con detrazioni di € 121,44 per CPDEL ed € 43,36 per IRAP, per un netto finale di € 510,20.
Si stima pertanto un totale di compensi netti erogabili pari a € 3.571,42 per il personale direttamente coinvolto nelle celebrazioni. I fondi per tali liquidazioni sono stati prelevati dal capitolo 2, articolo 3 del bilancio di previsione finanziario. Queste attività non solo contribuiscono a garantire l’operatività del servizio pubblico ma anche a stimolare l’economia locale attraverso le pratiche di matrimonio, riflettendo un impegno costante da parte dell’amministrazione nel sostenere e incentivare le attività del Settore al Territorio. La gestione delle risorse e la regolarità contabile della spesa sono state scrupolosamente rispettate in conformità con le normative vigenti, assicurando così la trasparenza e la correttezza della gestione pubblica.
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Stagione 2025/2026 al Teatro Comunale
Prosegue la stagione teatrale del Comune di Ceglie Messapica in collaborazione con Puglia Culture e con la curatela artistica di Armamaxa teatro. Questa sera (16 gennaio, ore 21) al Teatro Comunale di Ceglie Messapica è in programma il già annunciato “Stand Up Classic” con Paolo Rossi, una “operaccia satirica” che reinterpreta i grandi classici – da Omero a Shakespeare – con ironia e ritmo. Accompagnato dal chitarrista Emanuele Dell’Aquila, Rossi intreccia passato e presente in un irresistibile dialogo tra cultura e comicità. Dal 20 al 23 gennaio (fuori abbonamento), il Teatro delle Ariette porta in scena “Noi siamo un minestrone”, scritto, diretto e interpretato da Paola Berselli e Stefano Pasquini. Attori e pubblico condividono lo stesso spazio e lo stesso tempo, tra pentole e verdure, per un’esperienza teatrale intima e conviviale. Una riflessione delicata sull’amore, sulla natura e sulla felicità semplice, in un tempo segnato dalle guerre e dalla distanza.
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“VERDI IN ROCK” AL NUOVO TEATRO VERDI: LA CITTÀ SUONA INSIEME
l Comune di Brindisi e la Fondazione Nuovo Teatro Verdi presentano la seconda edizione di “Verdi in Rock”, rassegna che mette al centro le scuole musicali di Brindisi e il loro dialogo continuo con il linguaggio del rock. Otto appuntamenti scandiscono un percorso costruito sul lavoro didattico e sull’esperienza musicale maturata all’interno delle scuole. Ogni serata è curata da una realtà cittadina diversa, con il compito di proporre un proprio repertorio e una propria lettura del rock, dai classici alle contaminazioni più recenti. Il programma mette così in dialogo percorsi formativi, stili esecutivi e visioni differenti offrendo uno spaccato della scena musicale della città e del lavoro svolto ogni giorno con allievi e musicisti.
Tutti i concerti sono in programma alle ore 20.30; il biglietto costa 10 euro ed è disponibile anche un abbonamento all’intera rassegna al costo di 64 euro. I biglietti sono disponibili online su Vivaticket e al botteghino del teatro. Info T. 0831 562554 e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
«Verdi in Rock - ha detto il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, durante la conferenza stampa di presentazione - è la dimostrazione di come la musica sappia creare legami, mescolare età, storie e percorsi diversi e restituire alla città un senso di comunità. Il Nuovo Teatro Verdi continua a essere un polo culturale vivo, che non si esaurisce nella programmazione degli spettacoli ma accompagna la crescita dei talenti, li accoglie, li mette in relazione e li porta sul palco. In questo orizzonte la musica diventa anche un linguaggio di pace, capace di affermare valori condivisi senza bisogno di slogan. L’apertura del sottopalco segna un passaggio importante: uno spazio nuovo del politeama che diventa casa delle realtà associative e culturali di Brindisi, un luogo di lavoro, incontro e progettazione che rafforza la vocazione inclusiva del teatro e ne amplia il ruolo dentro la città».
«Le scuole di musica di Brindisi - ha spiegato il componente Cda della Fondazione, Gianluca Bozzetti - si parlano, si osservano, si riconoscono come parte di uno stesso ecosistema culturale. La rassegna si inserisce in questo dialogo quotidiano fatto di confronto, ascolto e lavoro condiviso. Il Verdi diventa la sponda naturale di questo processo, un luogo che catalizza energie e le restituisce in forma collettiva. Qui il palco non è un punto di arrivo individuale ma uno spazio in cui esperienze diverse si incontrano e costruiscono insieme un percorso che riguarda tutta la città».
Il viaggio si apre con “Rockin’ Piano - Viaggio nel rock a tastiera”, proposto da Futuro Musica l’11 febbraio. Il pianoforte e le tastiere diventano il centro narrativo di un percorso che attraversa il rock progressivo e psichedelico britannico, l’hard rock degli anni Settanta e le aperture pop-rock e new wave degli Ottanta. La serata mette in luce il ruolo spesso decisivo dei tasti bianchi e neri nella costruzione dell’immaginario rock, tra potenza sonora ed equilibrio formale. È un racconto musicale che restituisce al pianoforte una funzione tutt’altro che marginale, capace di guidare e reinventare il linguaggio del rock.
Con “Gospel Rock”, in programma il 25 febbraio, Brindisi Tabernacle porta sul palco una fusione tra vocalità gospel e impianto strumentale rock. Le armonie corali e il canto collettivo si intrecciano con chitarre elettriche, ritmiche e arrangiamenti moderni. Ne nasce uno stile riconoscibile, pensato per il contesto live e per un coinvolgimento diretto del pubblico. Una proposta che mostra come il gospel possa dialogare con sonorità contemporanee senza perdere la propria identità espressiva.
“Rock Legends”, a cura della MAB Music Academy Brindisi e in programma il 4 marzo, costruisce un percorso attraverso alcuni dei brani più riconoscibili della storia del rock, mettendo al centro le band e le canzoni che ne hanno definito l’immaginario. Il concerto alterna l’esecuzione dei pezzi a brevi racconti che ne chiariscono il contesto, la genesi e il significato. Ne emerge il quadro di una stagione musicale in cui scrittura, suono e attitudine hanno inciso sulla cultura popolare.
Il concerto “Mai più guerra”, proposto dalla Scuola di musica “Girolamo Frescobaldi” il 18 marzo, usa il rock per prendere posizione in modo chiaro contro ogni conflitto. La musica diventa un alfabeto comune, capace di attraversare confini, bandiere e appartenenze. In questa serata il suono prende la parola dove il linguaggio fallisce ribadendo un’idea semplice e radicale: la musica nasce per unire ed è proprio per questo che può diventare una forma concreta di rifiuto della violenza.
Con “New Wave Unplugged”, il 22 aprile, Radici Music Factory rilegge in chiave acustica alcuni brani simbolo degli anni Ottanta. Chitarre e voci sostituiscono sintetizzatori e drum machine restituendo a quei repertori una dimensione più concreta. È un dialogo tra memoria e presente che cambia la forma senza tradire lo spirito originario della new wave. Un esercizio di sottrazione che mette al centro la melodia e l’emozione.
In occasione della Giornata Internazionale del Jazz, il 30 aprile la rassegna ospita “Piano Solo”, il concerto di Nicola Andrioli, pianista brindisino attivo da anni sulla scena jazz europea. Andrioli presenta un set interamente costruito su brani originali e improvvisazioni in cui il pianoforte diventa strumento di esplorazione sonora. La sua scrittura intreccia jazz contemporaneo e ricerca timbrica, con un’attenzione particolare alla dinamica e all’uso dello spazio sonoro. Un appuntamento che introduce nella rassegna uno sguardo diverso ampliandone il respiro musicale e mettendo al centro il linguaggio del jazz come pratica viva e in costante trasformazione.
“Icon”, a cura di Music Planet e in programma il 6 maggio, propone una selezione di brani che hanno segnato in modo riconoscibile la musica italiana e internazionale. Il concerto è costruito come un’esecuzione collettiva in cui insegnanti e allievi suonano insieme, senza separazioni di ruolo, affrontando arrangiamenti pensati per il contesto live. La scaletta attraversa repertori diversi, dai classici a pagine più recenti, con l’obiettivo di restituirne energia e identità. È una serata che mostra il lavoro quotidiano di una scuola di musica: studio, ascolto, confronto e palco, messi in sequenza.
La rassegna si chiude il 20 maggio con “Schools of Rock - Brindisi suona insieme”, pensato come sintesi del percorso. In apertura e in chiusura suonano insieme tutti i maestri delle scuole coinvolte, riuniti in una formazione comune. Al centro del concerto alcuni allievi, provenienti dalle diverse scuole, condividono l’esecuzione di brani lavorati insieme. Il rock diventa così un linguaggio condiviso capace di mettere in relazione esperienze, stili e generazioni diverse.
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SET 118 al Collasso Sanitaservice ed ASL Brindisi
SET 118 al Collasso Sanitaservice ed ASL Brindisi: permane una grave sofferenza operativa. La FP CGIL: non bastano annunci e intenzioni, servono interventi immediati, strutturali e verificabili
Non si gioca con la salute con le persone, a rischio chiusura di postazioni
La FP CGIL Brindisi ritiene doveroso ribadire pubblicamente l’allarme sulle condizioni in cui versa il servizio di Emergenza–Urgenza SET 118, gestito da Sanitaservice ASL Brindisi, caratterizzato da una sofferenza organizzativa ormai strutturale che rischia di comprometterne la piena tenuta operativa.
Dal novembre 2024 il servizio opera in una condizione di sotto organico costante, più volte formalmente segnalata e mai risolta. Nel corso dei mesi la situazione si è progressivamente aggravata ed è stata fronteggiata quasi esclusivamente attraverso un utilizzo sempre più intensivo del personale in servizio, con rientri dalle ferie, ordini di servizio e continue modifiche della programmazione dei turni.
Tali modalità, adottate in assenza di soluzioni strutturali, espongono il personale a un carico di lavoro crescente e pongono evidenti problemi in termini di sostenibilità organizzativa, tutela delle condizioni di lavoro e sicurezza operativa.
A questo quadro già critico si aggiunge una problematica particolarmente preoccupante relativa ai mezzi di soccorso. Si registrano guasti frequenti alle ambulanze, che costringono gli operatori a ripetuti trasbordi da un mezzo all’altro, talvolta più volte nella stessa postazione e nello stesso turno. Una situazione che comporta perdita di tempo operativo, aumento dello stress lavorativo e potenziali ricadute sulla continuità, tempestività ed efficacia del servizio di emergenza.
Nel gennaio 2026 la FP CGIL ha inoltre trasmesso una diffida formale, rimasta priva di riscontri sostanziali. Ad oggi non risultano avviati interventi strutturali sugli organici, non è stato presentato un piano risolutivo sulla gestione e manutenzione dei mezzi, né è stato riattivato il confronto sindacale promesso.
La FP CGIL Brindisi ritiene non più rinviabile un’assunzione di responsabilità chiara da parte di Sanitaservice, ASL Brindisi e dei soggetti istituzionalmente deputati alla vigilanza, poiché un servizio di emergenza non può essere garantito esclusivamente facendo leva sulla disponibilità e sul sacrificio dei lavoratori.
Le ambulanze del Territorio già carenti di personale ASL quindi di Medici ed Infermieri ora rischiano di fermarsi anche per la mancanza di Autisti e soccorritori, con l’aggravante che alcune postazioni vengano chiuse.
Non bastano annunci, manifestazioni di intenti o proiezioni future: servono interventi immediati, verificabili e strutturali, nell’interesse dei lavoratori e dell’intera collettività.
L’allarme è stato lanciato.
La tenuta del servizio 118 è una questione che riguarda tutta la comunità.
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Il via alla Cun del grano duro è una grande vittoria della Coldiretti per rendere trasparente il mercato rispetto ai trafficanti di cereali, il risultato della mobilitazione che ha visto oltre ventimila agricoltori in piazza in tutta Italia per tutelare il loro reddito e la salute dei cittadini consumatori. È il commento della Coldiretti del via definitivo della Commissione Unica Nazionale sul grano che il ministro Francesco Lollobrigida ha avviato nell’ambito della piattaforma di proposte condivisa per arginare il crollo dei prezzi del grano, assieme alla pubblicazione dei costi medi di produzione Ismea per Sud e Centro-Nord.
La Cun dovrà individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato. Si tratta di uno strumento importante per combattere il fenomeno del crollo periodico delle quotazioni pagate agli agricoltori, alimentato ad arte grazie agli arrivi di prodotto dall’estero e all’azione delle borse merci. Una situazione che minaccia la sopravvivenza di quasi 140.000 aziende, spesso localizzate in zone interne prive di alternative produttive e quindi particolarmente esposte al rischio di desertificazione, soprattutto nel Sud Italia. La superficie coltivata a grano duro in Italia ammonta a quasi 1,2 milioni di ettari.
Produrre un quintale di grano duro per la pasta costa in media agli agricoltori 31,8 euro al Sud e 30,3 al Centro-Nord, secondo Ismea. Numeri che evidenziano l’effetto delle manovre dei trafficanti di grano, con le quotazioni pagate agli agricoltori siano calate negli ultimi quattro anni tra il 35% e il 40%. In questo modo – conclude Coldiretti – i ricavi non coprono più le spese, mettendo a rischio le semina future e la tenuta economica delle aziende agricole.
“Non si tratta solo di difendere il reddito degli agricoltori, ma di salvaguardare l’intera filiera della pasta italiana, che parte dal grano 100% nazionale e non può essere svenduta sottocosto nella grande distribuzione”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che “allo stesso modo, va evitato che l’Italia venga invasa da grano estero a basso costo, a discapito della qualità e della salute dei consumatori”.
“Le quotazioni di grano al di sotto dei costi di produzione rappresentano una chiara violazione della normativa sulle pratiche sleali (D.lgs. 198/2021, attuativo della Direttiva UE 2019/633), che vieta la vendita di prodotti agricoli e alimentari a prezzi inferiori ai costi di produzione, a tutela degli anelli più deboli della filiera”, denuncia Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, nel sottolineare quanto sia “inaccettabile che in un momento di forte instabilità dei mercati e di aumento generalizzato dei costi, dal gasolio ai fertilizzanti, dall’energia alla manodopera, il lavoro degli agricoltori venga svilito da valutazioni che ignorano i dati oggettivi e il valore reale del prodotto”.
L’obiettivo è ora di rafforzare la Cun, rispetto alle possibili manovre di chi vorrebbe non farla funzionare, ma anche puntare sui contratti di filiera, lo strumento più efficace per assicurare redditività e prospettive di lungo periodo gli agricoltori, tutelandoli dalle speculazioni attraverso la garanzia di un giusto prezzo, ma anche promuovere investimenti in innovazione ambientale, tecnologica e nella gestione dei dati. Proprio sull’onda della mobilitazione di Coldiretti il Governo ha assunto l’impegno a destinare 40 milioni di euro in tale direzione.
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Mesagne celebra Sant’Antonio Abate: Fede, Tradizione e Comunità al Santuario Mater Domini
Il prossimo 17 gennaio 2026, la Parrocchia Santuario Mater Domini di Mesagne rinnoverà l’antica e sentita tradizione della Festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali. Un appuntamento che unisce la solennità religiosa al calore della festa popolare, coinvolgendo l'intera cittadinanza in un momento di condivisione e riscoperta delle radici locali.
Il programma della serata prevede momenti di spiritualità alternati a riti folkloristici che caratterizzano da sempre questa ricorrenza:
• Ore 17.30 – Santa Messa: La celebrazione solenne presso il Santuario aprirà ufficialmente i festeggiamenti.
• Ore 18.00 – Benedizione degli Animali: Uno dei momenti più attesi e suggestivi, durante il quale i fedeli potranno portare i propri animali domestici e da stalla per ricevere la tradizionale benedizione sul piazzale della chiesa.
A seguire – Accensione del Fuoco: Come da tradizione, verrà acceso il falò votivo, simbolo di purificazione e speranza per il nuovo anno agricolo.
• Pettolata e Musica: La serata proseguirà all'insegna della convivialità con la consueta "pettolata". I partecipanti potranno gustare le pettole calde, tipiche della tradizione pugliese, accompagnate da momenti di intrattenimento musicale.
La comunità di Mater Domini invita tutti i cittadini di Mesagne e dei paesi limitrofi a partecipare a questa serata di festa per mantenere vivo il senso di identità e devozione che Sant’Antonio Abate rappresenta per il nostro territorio.
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Dalla semplificazione delle procedure alle misure per la gestione delle crisi di mercato, fino a una definizione più chiara dei vini dealcolati, con il pacchetto vino approvato dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo che recepisce molte delle istanze avanzate da Coldiretti a tutela di uno dei comparti simbolo del Made in Italy agroalimentare, che sta attraversando una fase complessa, segnata dall’impatto dei dazi statunitensi e dalle difficoltà nei consumi. È il commento di Coldiretti Puglia nel dare notizia della ripartizione delle risorse destinate al settore vitivinicolo in Puglia per la campagna 2026/2027 che, in base al decreto del Masaf di riparto del budget assegnato, ammontano complessivamente a 29.991.520 euro, suddivise in 7.238.671 euro per la promozione sui mercati dei Paesi terzi, 15.217.193 euro per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti, 6.890.486 euro per gli investimenti e 645.170 euro per la vendemmia verde.
Il via libera dell’Europarlamento, successivo all’accordo raggiunto nel dicembre scorso, rappresenta un passaggio significativo verso una maggiore trasparenza e una concreta riduzione degli oneri burocratici. Tra le principali novità figura il nuovo sistema di autorizzazioni vitivinicole che, grazie all’estensione delle tempistiche, consente una programmazione più equilibrata sia sotto il profilo agronomico che commerciale, insieme al prolungamento della durata dei programmi di promozione.
Di particolare rilievo anche l’intervento sull’etichettatura dei vini dealcolati, che garantisce maggiore chiarezza nell’utilizzo delle diciture “senza alcol” e “ridotto alcol”, definendo confini più netti e facilmente comprensibili, a beneficio sia dei produttori che dei consumatori. A ciò si affianca l’introduzione di misure di crisi valide per tutti, attivabili a discrezione dei singoli Stati membri, per far fronte a situazioni di mercato particolarmente critiche.
Un avanzamento importante che dovrà ora essere accompagnato da un’adeguata dotazione finanziaria nell’ambito delle nuove politiche europee, affinché le misure previste possano tradursi in strumenti realmente efficaci e applicabili nelle aziende agricole. Il comparto vitivinicolo italiano – sottolinea Coldiretti – rappresenta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale, con un fatturato complessivo pari a 14,5 miliardi di euro. Un patrimonio gestito da 241mila imprese viticole, distribuite su una superficie di 681mila ettari, con Veneto, Sicilia e Puglia ai primi posti per estensione. Il 78% della superficie vitata, pari a circa 532mila ettari, è destinato alle Indicazioni Geografiche (65% Dop e 14% Igp), cui si affianca una biodiversità senza eguali al mondo, con 570 varietà indigene autoctone.
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Mesagne. I carabinieri chiudono una carrozzeria
Due episodi distinti hanno portato due cittadini di Mesagne all’attenzione dei carabinieri in circostanze diverse, entrambe rilevanti per le conseguenze che ne sono derivate. Il primo fatto si è verificato a Taranto, durante un controllo stradale effettuato dai militari dell’Arma. Un uomo originario di Mesagne non si è fermato all’alt imposto dalla pattuglia e ha scelto di darsi alla fuga. La mancata osservanza dell’ordine ha dato avvio a un inseguimento lungo alcune vie della città, concluso in via Oberdan, dove l’uomo ha tentato anche di proseguire la fuga a piedi. I carabinieri sono riusciti a bloccarlo e a trarlo in arresto. Le accuse nei suoi confronti riguardano lesioni personali, resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari in attesa degli ulteriori sviluppi dell’indagine.
Il secondo episodio riguarda invece un’attività produttiva situata nella zona Nord-Ovest di Mesagne. Da qualche tempo i carabinieri stanno effettuando controlli mirati sul territorio per verificare la conformità delle imprese alle normative vigenti. Nel corso di una di queste verifiche, i militari hanno ispezionato un’autocarrozzeria, riscontrando irregolarità tra quanto previsto dalla legge e le modalità operative adottate all’interno dell’officina. Le difformità rilevate hanno portato alla decisione di disporre la chiusura temporanea dell’attività. La riapertura sarà possibile solo dopo l’adeguamento completo alle norme che regolano il settore, così da garantire il rispetto delle disposizioni previste. I due interventi, pur diversi per natura e contesto, rientrano nell’attività ordinaria di controllo svolta dai carabinieri sul territorio, finalizzata sia alla tutela della sicurezza pubblica sia alla verifica del corretto svolgimento delle attività economiche.
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Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, della presunzione di non colpevolezza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.
La Polizia di Stato di Brindisi, nell'ambito di specifici controlli disposti dal Questore di Brindisi e nel corso della consueta attività di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, nella mattinata del 12 gennaio 2026 ha proceduto all’arresto di un brindisino, classe ‘70, già in detenzione domiciliare, poiché colto nella flagranza del reato di detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish.
All’arresto del predetto si è giunto nell’ambito di un’attività di perquisizione effettuata d’iniziativa presso la sua abitazione a fronte di forti sospetti in merito al suo coinvolgimento in attività illecite connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel corso della perquisizione effettuata a carico dell’uomo sono stati rinvenuti, già suddivisi in dosi pronte per la vendita, 35 grammi di cocaina, 8 grammi di hashish, materiale per il confezionamento e denaro contante pari a 1.500,00 Euro.
Alla luce di quanto rinvenuto, il soggetto è stato pertanto tratto in arresto e, per come disposto dal pubblico ministero di turno, all’esito delle formalità, tradotto presso la Casa Circondariale di Brindisi in attesa dell’udienza di convalida.
ASL BRINDISI LAVORATORI E PAZIENTI "ASSETATI" E ABBANDONATI. NEL 2026 L'ACQUA È UN LUSSO A ORARI D'UFFICIO?
All'Ospedale Perrino di Brindisi e nelle strutture Ospedaliere e Poliambulatori di tutta la Provincia va in scena quotidianamente uno scenario che riporta a prima delle stesse rivoluzioni industriali affondando tutte le lotte sindacali dato che l'acqua e la possibilità di qualcosa da mangiare non è nelle disponibilità di dipendenti ed utenza con lavoratrici e lavoratori che rivendicano questa esigenza.
Ma tutto questo avviene nel silenzio assordante della ASL Brindisi a cui negli anni è stata più volte segnalata questa falla, dove la Direzione continua a essere atarassica alle esigenze PRIMARIE dei lavoratori.
In tutte le strutture del Territorio mancano totalmente i distributori automatici, che non possono essere interpretati come un semplice capriccio ma come un soddisfare esigenze necessarie a poter continuare, in molti casi, turni estenuanti.
Non parliamo solo di snack o caffè – che pure sarebbero il minimo sindacale per chi affronta turni notturni o lunghe attese – ma soprattutto dell'acqua, bene primario e insostituibile.
Come FP CGIL Brindisi, siamo intervenuti più e più volte sull'argomento, sollecitando tavoli, inviando note ufficiali e chiedendo spiegazioni. Abbiamo seguito le vie istituzionali, credendo nel dialogo. Ma risposte concrete non sono mai arrivate. Solo silenzi, rimpalli burocratici su "gare d'appalto" e promesse vuote che non dissetano nessuno. Ora la misura è colma. La situazione è grottesca e inaccettabile. L’unica fonte di approvvigionamento in tutti i plessi sono i bar interno, la’ dove ci siano.
È vergognoso che in una struttura pubblica, dove sono ricoverati pazienti fragili e dove il personale lavora su turni h24, l'accesso a tutto questo sia vincolato agli orari di un esercizio commerciale. D'estate, con le temperature che trasformano i reparti in forni, questa carenza diventa non solo un disservizio, ma un rischio per la salute e la sicurezza.
Se l'assenza di generi alimentari è un grave disagio che mortifica la dignità di lavoratori e utenza, l'assenza di acqua potabile è una questione di sicurezza e salute pubblica. Non ci interessano le motivazioni amministrative che hanno portato alla rimozione o alla mancata installazione delle macchinette. Ci interessa che l'ASL garantisca i servizi essenziali.
Chiediamo pubblicamente a chi DEVE risolvere il problema e ANCORA NON SI E’ ADOPERATO di sperimentare lui stesso un turno lavorativo notturno o un turno di sala operatoria. Non POSSIAMO non VOGLIANO e non DOBBIAMO più tacere e non accetteremo più rimpalli di responsabilità.
Entro pochi giorni la ASL Brindisi deve necessariamente dare un segnale concreto: che sia l'installazione immediata dei distributori e la fornitura straordinaria di acqua per ogni reparto. Se non riceveremo risposte operative, saremo costretti a segnalare formalmente alle autorità competenti la situazione, perché privare malati e lavoratori di un bene primario come l'acqua non è semplice disorganizzazione: è disumanità.
Luciano Quarta
Segretario Generale FP CGIL BRINDISI
Valerio Aga
Segretario Aziendale PO Perrino FPCGIL BRINDISI
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