Redazione

Dati del giorno: 24 novembre 2022

1.326
Nuovi casi
8.984
Test giornalieri
5
Persone decedute
Nuovi casi per provincia
Provincia di Bari: 384
Provincia di Bat: 74
Provincia di Brindisi: 140
Provincia di Foggia: 148
Provincia di Lecce: 416
Provincia di Taranto: 148
Residenti fuori regione: 15
Provincia in definizione: 1
15.542
Persone attualmente positive
204
Persone ricoverate in area non critica
11
Persone in terapia intensiva

Dati complessivi

1.547.601
Casi totali
13.186.234
Test eseguiti
1.522.805
Persone guarite
9.254
Persone decedute
Casi totali per provincia
Provincia di Bari: 497.781
Provincia di Bat: 131.022
Provincia di Brindisi: 147.795
Provincia di Foggia: 216.167
Provincia di Lecce: 324.314
Provincia di Taranto: 209.022
Residenti fuori regione: 16.274
Provincia in definizione: 5.226

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COLDIRETTI PUGLIA, CENSIMENTO DA RECORD CON 329 SPECIALITA’ TRADIZIONALI PUGLIESI. 

Dalla matriata alla muschiska, dai mùgnuli al senape, dalla cazzateddhra alla paparine 'nfucate, sono 329 i tesori Made in Italy fatti in Puglia e censiti dal Ministero delle Politiche Agricole che sono oggi messi a rischio dall’esplosione dei costi di produzione legata alla crisi energetica per la guerra in Ucraina. E’ quanto emerge dal nuovo censimento 2022 presentato dalla Coldiretti delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentata in occasione dell’inaugurazione del XX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa Miani a Roma.

Una mappa dei sapori, della tradizione e della cultura della tavola Made in Italy che vece la squadra di pane, paste e dolci (81), quella di frutta, verdura e ortaggi (128) e il gruppo delle specialità a base di carne (25), seguiti dai formaggi (17) e dai prodotti della gastronomia (49), ma non mancano bevande analcoliche, distillati, liquori e birre, i mieli, i prodotti della pesca e i condimenti come l’olio extravergine aromatizzato, in un viaggio del gusto che tocca anche gli angoli più nascosti del Paese. Non è infatti un caso che nei piccoli borghi – sottolinea la Coldiretti – nasca il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo l’indagine Coldiretti/Symbola, una ricchezza conservata nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche. Un patrimonio che spinge a tavola 1/3 della spesa turistica alla scoperta della Puglia che è ricercata dai vacanzieri italiani e stranieri proprio per il buon cibo grazie ai primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare.

Si tratta anche di una azione di recupero importante della biodiversità con allevatori e coltivatori eroici impegnati a salvare varietà e razze a rischio di estinzione che altrimenti non sarebbero mai sopravvissute alle regole delle moderne forme di distribuzione. Un’azione formalizzata con i prodotti presenti nell’elenco dei “Sigilli” di Campagna Amica che – sottolinea la Coldiretti Puglia – sono la più grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia che può essere sostenuta direttamente dai cittadini nei mercati a chilometri zero degli agricoltori e nelle fattorie lungo tutta la Penisola, una mappa del tesoro che per la prima volta è alla portata di tutti.

Tra i sigilli della biodiversità in Puglia si va dall’azzeruolo, piccolo frutto molto buono e gustoso ma poco conosciuto, viene chiamato "lazzeruolo", azzarruolo, azzaruolo, alla capa di morte, conosciuta come chepe de murte” o “Grucciolo”, questo cavolo rapa caratterizzato per la parte inferiore che somiglia ad una grossa rapa, dal mugnolo, considerato il cavolo povero dei contadini, progenitore del broccolo, oggi in pericolo rischia di scomparire, alla sporchia, una pianta parassita delle fave, in quanto si alimenta della clorifilla proprio di quest’ultima, dolce con un retrogusto leggermente amara e i contadini – aggiunge Coldiretti Puglia - la trasformarono in cibo prelibato dopo averla riscoperta, fino allo sponzale, appartenente alla stessa famiglia delle cipolle, sono dei piccoli bulbi con un fusto verde commestibile e ai cardoncelli, una verdura selvatica dal gusto leggermente dolciastro.

Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio, conclude Coldiretti Puglia nel sottolineare la necessità di difendere questo patrimonio del Made in Italy dalla banalizzazione e dalle spinte all’omologazione e all’appiattimento verso il basso perché il buon cibo insieme al turismo e alla cultura rappresentano le leve strategiche determinanti per un modello produttivo unico che ha vinto puntando sui valori dell’identità, della biodiversità e del legame con i territori.

SPECIALITÀ TRADIZIONALI PUGLIA 2022

Regione

Bevande analcoliche,
distillati e liquori

Carni (e frattaglie)
fresche e loro preparazione

Condimenti

Formaggi

Prodotti Vegetali allo stato naturale o trasformati

Paste fresche e prodotti della
panetteria, della biscotteria,
della pasticceria e della confetteria

Prodotti della gastronomia

Preparazioni di pesci,
molluschi e crostacei e tecniche particolari di
allevamento degli stessi

Prodotti di origine animale
(miele, prodotti lattiero caseari
di vario tipo escluso il burro)

Totale

Puglia

14

25

1

17

128

81

49

10

4

329

RAPPORTO COLDIRETTI/CENSIS. “Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre”.   

BOLLETTE: COLDIRETTI/CENSIS, TAGLI A TAVOLA PER 1 ITALIANO SU 2 ALCOLICI, DOLCI E PESCE IN CIMA ALLA CLASSIFICA DELLE RINUNCE. SCATTATE LE STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZA, TORNANO DOGGY E GAVETTA

A causa del caro prezzi più di un italiano su due (52%) ha tagliato il cibo a tavola in quantità o in qualità, con un effetto dirompente che grava soprattutto sulle famiglie a basso reddito. E’ quanto emerge dal primo rapporto Coldiretti/Censis “Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre” presentato in occasione dell’apertura del XX Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Villa Miani a Roma, con la presenza del presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, del Direttore Generale Censis Massimiliano Valerii e del Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.

Con l’inflazione che ha colpito duramente i prezzi dei beni alimentari al consumo, il 47% dei cittadini è stato costretto a tagliare le quantità di cibo acquistato – spiegano Coldiretti/Censis – ma se si considera la fascia di popolazione a basso reddito, la percentuale sale addirittura al 60%, mentre per i redditi alti si scende al 24%.

Accanto a chi è stato costretto a mettere meno cibo nel carrello per far quadrare i bilanci familiari, c’è poi un 37% di italiani che ha preferito risparmiare sulla qualità (il 46% nel caso dei bassi redditi, ma appena il 22% per quelli alti).

Le rinunce – sottolineano Coldiretti/Censis – sono dunque socialmente differenziate secondo una logica di “food social gap” con gli adulti e i giovani che tagliano molto più degli anziani, e i bassi redditi più che i benestanti. Peraltro, oltre sei italiani su dieci tra coloro che tagliano gli acquisti sono convinti che questa situazione durerà almeno per tutto il 2023.

Nella classifica dei prodotti più colpiti dalla scure dei consumatori ci sono al primo posto gli alcolici ai quali – rilevano Coldiretti/Censis – sono stati costretti a dire addio, del tutto o anche solo parzialmente, il 44% degli italiani. Al secondo posto i dolci che vengono tagliati in quantità dal 44%, mentre al terzo ci sono i salumi ai quali ha rinunciato il 38,7% dei cittadini, subito davanti al pesce (38%) e alla carne (37%). Ma il carovita porta addirittura a ridurre gli acquisti di alimenti per bambini, con il 31% di persone che ne acquista di meno. In situazione di difficoltà i meno colpiti sono alcuni prodotti base della dieta mediterranea come frutta (tagliata del 16% dei consumatori), verdura (dal 12%) e pasta (dall’11%).

Sono scattate le strategie di sopravvivenza dei cittadini, dall’utilizzo degli avanzi alla doggy bag al ristorante, dal ritorno della gavetta in ufficio agli orti sul balcone, dalla lista della spesa fino all’assalto ai discount sono solo alcune delle strategie adottate dagli italiani per far fronte al carovita, con la crescita a doppia cifra dell’inflazione che mette in crisi i bilanci delle famiglie.

Con la crisi economica scatenata dal conflitto in Ucraina il 58% degli italiani ha iniziato a cucinare pietanze utilizzando gli avanzi dei pasti precedenti, secondo Coldiretti/Censis, allargando a una fascia importante di popolazione una pratica sino ad oggi seguita da quote più ridotte di persone, coniugando la necessità di risparmiare con l’importanza etica di ridurre lo spreco. Il riutilizzo degli avanzi si sposta poi – rilevano Coldiretti/Censis – dalle mura domestiche all’ufficio, con il 52% dei lavoratori che dichiara di portarsi al lavoro la gavetta con il cibo, magari preparato utilizzando quanto rimasto di pasti precedenti.

Ma sono soprattutto gli “orti di guerra” a coniugare la necessità di risparmiare qualcosa con la volontà di non rinunciare alla qualità senza toccare il portafogli. Il 41% degli italiani dichiara di coltivare frutta, verdura, erbe aromatiche in casa sul balcone, negli orti urbani o in piccoli orti di proprietà secondo Coldiretti/Censis, con una spinta che viene soprattutto dai più giovani e dagli anziani. In molti casi si tratta di micro-coltivazioni che vanno dagli ortaggi agli agrumi come i limoni o, addirittura a vasi di basilico e altre essenze, ma rappresentano comunque un segnale del ritorno di attenzione per l’origine del cibo, con cui ottenere qualche piccolo risparmio sulla spesa e, al contempo, disporre di frutta o verdura considerata migliore perché più genuina.

La volontà degli italiani di non arrendersi al caro prezzi si sposta poi dagli orti ai ristoranti dove ben il 49% di clienti si dice pronto a chiedere la doggy bag per portarsi via gli avanzi, con una percentuale che nei giovani sale addirittura al 58%. L’idea che occorre evitare sprechi – notano Coldiretti/Censis – con positivi effetti sul risparmio nella spesa, è diventata dunque più forte del senso di vergogna che sino ad oggi limitava il ricorso a questa pratica peraltro molto diffusa nel mondo anglosassone.

Ma le strategie di risparmio si applicano soprattutto al momento di fare la spesa, con l’81% degli italiani che ha preso l’abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti da effettuare – spiegano Coldiretti/Censis – per mettere sotto controllo le spese d’impulso, evitando di farsi guidare troppo dalla molteplicità di stimoli che sono attivati nei punti vendita. E cambiano anche i luoghi della spesa con il 72% degli italiani che si reca e fa acquisti nei discount, mentre l’83% punta su prodotti in offerta, in promozione.

Ma c’è anche chi nella situazione di difficoltà preferisce fare una spesa etica con 8 italiani su 10 (80%) che acquistano ovunque possibile prodotti agricoli italiani, perché li considera di qualità più alta ma anche per dare supporto economico all’agricoltura italiana conclude Coldiretti nel precisare che “quasi sette italiani su 10 (69%) cercano regolarmente di prodotti a chilometro zero e il 50% effettua acquisti nei mercati dei contadini con l’obiettivo di sostenere le realtà locali, ridurre l’impatto ambientale dei lunghi trasporti e garantirsi prodotti più freschi che durano di più. Un impegno sostenuto dalla Coldiretti con la realizzazione la più estesa rete di vendita diretta nel mondo con 15mila agricoltori aderenti in quasi 1200 mercati lungo la Penisola dove hanno fatto la spesa 20 milioni di italiani.

 

LA CLASSIFICA DELLE RINUNCE A TAVOLA

Prodotto                                                            % di italiani che ne hanno tagliato il consumo

1.    Alcolici                                                                     44%

2.    Dolci                                                                        44%

3.    Salumi                                                                     39%

4.    Pesce                                                                       38%

5.    Carne                                                                      37%

6.    Alimenti per bambini (merendine, dolci ecc.)            31%

7.    Pane                                                                        23%

8.    Frutta                                                                       16%

9.    Verdura                                                                   12%

10.  Pasta                                                                       11%

Fonte: Rapporto Coldiretti/Censis.

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Dopo la rissa, padre e figlio cercano la vendetta privata, denunciati. I Carabinieri della Stazione di Ceglie Messapica, nell’ambito delle attività finalizzate a infrenare il fenomeno degli episodi di violenza che nei giorni scorsi avevano destato allarme sociale e a conclusione di specifica attività di indagine iniziata a seguito di una rissa tra minorenni avvenuta in quel centro nella notte del 1° novembre scorso, hanno denunciato in stato di libertà un 47enne e suo figlio 16enne, con l’accusa di violenza privata, danneggiamento aggravato e minaccia. Nel corso della notte del 1° novembre, due gruppi di minorenni, una decina in tutto, si sono affrontati generando una rissa al termine della quale uno dei partecipanti, insieme al padre, ha raggiunto l’abitazione di uno degli antagonisti dove, con la propria autovettura, ha abbattuto il cancello carraio della proprietà, scardinandolo. Poi, sceso dall’auto con un bastone in legno in mano ha minacciato i componenti della famiglia dell’antagonista. La vittima incredula di quanto stava accadendo, non essendo a conoscenza che uno dei suoi figli era stato coinvolto pochi minuti prima nella rissa, si è rivolto alle forze dell’ordine rappresentando quanto subito e permettendo così di ricostruire gli eventi collegati tra loro. Gli autori e la dinamica dell’evento reato sono stati ricostruiti a seguito della denuncia della persona offesa e l’escussione di alcuni testimoni.

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Assemblea di Istituto al Ferdinando “ALLENATI CONTRO LA VIOLENZA” per il 25 novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

La Giornata contro la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, nasce in ricordo delle tre sorelle Mirabal, assassinate il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana mentre si recavano a trovare i loro mariti, prigionieri politici durante la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo e rammenta al mondo che gli abusi, di ogni tipo, rappresentano una violazione dei diritti umani, un ostacolo all’uguaglianza e, soprattutto, alla formazione di una coscienza sociale basata su rispetto e parità. In Italia l’iniziativa ha cominciato ad assumere maggiore importanza nei primi anni Duemila, quando alcuni centri antiviolenza e varie associazioni hanno iniziato a celebrare l’evento con incontri e interventi, dando alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne una risonanza crescente, fino alle numerose e partecipate manifestazioni degli ultimi anni.

Oggi, l’analisi e le cifre frutto di uno studio della direzione centrale della Polizia criminale del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno hanno mostrato un’emergenza nell’emergenza: convivenza forzata, a causa delle misure restrittive per contenere il diffondersi del Coronavirus, e violenza domestica hanno costituito un binomio che si è rivelato drammatico. Mai come quest’anno il numero di casi di violenza nei contesti intra-familiare è aumentato in modo esponenziale”.

Al di là delle statistiche, il numero di donne vittime di abusi di genere è difficile da calcolare, perché sono ancora molti i casi in cui le violenze non vengono denunciate, soprattutto se si tratta di molestie sul lavoro o fra le mura domestiche. Eppure, reagire è possibile: è infatti necessario difendersi rivolgendosi ai centri antiviolenza o alle associazioni specifiche, denunciando alle forze dell’ordine e, in prospettiva socio-educativa, attuando campagne di prevenzione e sensibilizzazione sul tema, per dare voce alle vittime, mostrando la forza con cui l’emarginazione e i soprusi vengono affrontati, superati e arginati, con la speranza di poterli cancellare in maniera definitiva, in ogni ambito della vita.

In quest’ottica l’IISS “E. FERDINANDO” intende promuovere un momento di riflessione in tutti tre i plessi dell’Istituto, cosi articolata.

Nel plesso di via Eschilo a Mesagne, grazie alla presenza del Centro Antiviolenza La Luna i ragazzi incontreranno, dopo i saluti istituzionali del sindaco, dott. Antonio Matarrelli e del Presidente dell’Ambito ATS BR4, dott. Antonio Calabrese, gli psicologi del Centro La Luna e Monica Priore. Seguirà un mini torneo di pallavolo femminile tra le rappresentative del Liceo, una rappresentativa della scuola media Materdona Moro di Mesagne e del Mesagne Volley. All’inizio di ogni partita verrà ricordata Federica De Luca, giovane arbitro pugliese di pallavolo, ed il suo piccolo Andrea scomparsi nel 2016 in una tragedia familiare.

Al termine, un corso gratuito di difesa personale rivolto a tutte le donne, alunne e personale scolastico tenuto dagli istruttori dell’APS Fitness Center Academy di Torre Santa Susanna.

Nel plesso di via Chiesa a Mesagne, gli alunni incontreranno gli psicologi del Centro La Luna e il Commissario PS Giuseppe Massaro. Al termine, anche qui un corso gratuito di difesa personale rivolto a tutte le donne, alunne e personale scolastico tenuto dagli istruttori dell’APS Fitness Center Academy di Torre Santa Susanna.

Infine nel plesso di via Deledda a S. Pancrazio Salentino, grazie alla collaborazione del Laboratorio Donna, i ragazzi, prima visioneranno il film “Io ci sono” e poi disputeranno un torneo di pallavolo. Le riflessioni continueranno nel pomeriggio alle ore 18 presso il Poli Officine Culturali in via Manisco.

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Continuano i venerdì di IN-formazione antifascista organizzati dall’ANPI-sez. di Mesagne.

Domani, 25 novembre 2022, ore 18, presso l’Ass. G. Di Vittorio (Via Castello n. 20), l’ANPI di Mesagne incontra FORTUNATO SCONOSCIUTO che interviene sul tema “Uno sguardo alla Costituzione: la luce delle origini”.
 
Il nuovo Governo di Destra insiste, sin dal primo giorno del Suo insediamento, sull’urgenza di modificare la Costituzione italiana, ma prima di modificare il testo costituzionale, bisogna conoscerlo.
 
Venerdì l’ANPI scopre, insieme a Fortunato Sconosciuto, le origini della Carta Costituzionale.

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Primo Open Day dell’Istituto Alberghiero “ S. Pertini” di Brindisi. Domenica 27 novembre 2022, ore 9:30 – 12:30, presso l'Istituto Alberghiero "Sandro Pertini" di Brindisi con sede in Via Appia n. 356, si terrà il primo Open Day in presenza. L'incontro con gli  alunni frequentanti l'ultima classe della scuola secondaria di primo grado e con i loro genitori, è finalizzato a presentare  l'offerta formativa dei vari settori della scuola: enogastronomia, servizi di sala e vendita, prodotti  dolciari artigianali e industriali e accoglienza turistica. La presentazione dell’Istituto avverrà anche attraverso la video testimonianza diretta di ex studenti dell’Alberghiero di Brindisi  che grazie a questo percorso di studi  si sono affermati, con successo , nel mondo del lavoro e professionale sia in Italia che all’estero. In occasione di queste giornate finalizzate all'orientamento in entrata per l'anno scolastico 2022-23, saranno aperti e funzionanti i laboratori riguardanti i quattro indirizzi professionalizzanti. L’Istituto Alberghiero I.P.E.O.A. “S. Pertini”  oltre a far raggiugere agli studenti elevate , attuali e richieste competenze professionali , consente  di acquisire  una preparazione completa in tutte le discipline dell’area comune per accompagnarli nella loro eventuale scelta di un  percorso di studi in ambito Universitario , di iscrizione a IIS  o a Master di Alta specializzazione .

E’possibile consultare sul sito Web la pagina dedicata all’Istituto Alberghiero S. Pertini di Brindisi dove, cliccando sulla sezione Open Day, si potrà visitare virtualmente l’istituto e conoscere il calendario dei successivi incontri in presenza. Per ulteriori richieste potranno essere contattati i referenti per l'orientamento dell'istituto alberghiero: professoressa Maria Chirico (cellulare: 3479714246; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.); professor Gianluca Vantaggiato (cellulare: 392201311; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).  

Il prossimo  OPEN DAY in presenza  è programmato per  Domenica 04/12/2022 9.30 – 12.30.
 

Le guardie zoofile dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) hanno sequestrato un cucciolo messo in vendita illegalmente su un noto portale di annunci. Al venditore abusivo, domiciliato a Cinisello Balsamo, è stata comminata una sanzione amministrativa di mille euro ai sensi dell’art. 105 comma 1 lettera e della legge della Regione Lombardia n. 33/2009.

L’azione rientra nel contrasto al traffico illegale di cuccioli, per lo più provenienti dai paesi dell’Est, condotto dall’Oipa in tutt’Italia. Spesso questi cuccioli, che arrivano senza neppure le vaccinazioni obbligatorie e con documenti e passaporti falsi, finiscono nel giro della vendita online, ma non solo, dopo essere stati strappati da piccolissimi alle madri che vivono vite infernali come fattrici, e dopo avere affrontato viaggi terribili stipati in furgoni.

Le guardie zoofile dell’Oipa di Milano, dopo tre settimane d’indagini, sono riuscite a tendere una trappola al venditore abusivo e, con il supporto dei carabinieri di Nova Milanese, hanno portato a termine il sequestro amministrativo e preso in carico il piccolo.

I fatti. «Abbiamo ricevuto la segnalazione di una persona che aveva acquistato un cagnolino rispondendo a un annuncio su un noto portale», racconta il coordinatore delle guardie zoofile Oipa di Milano - Monza Brianza, Fabio D’Aquila. «Dopo averlo “ritirato” in un parcheggio, il cucciolo si è subito sentito male e dopo pochi giorni è morto dopo per un’infezione gastrica».

Le guardie Oipa, cercando tra i tanti annunci, hanno trovato un’inserzione simile che metteva in vendita cuccioli di razza di piccolissima taglia e hanno risposto prendendo un appuntamento. In borghese hanno incontrato il venditore, che si è fatto trovare in un parcheggio con un cagnolino di circa 60 giorni. «Dopo avere verificato che il cane non era vaccinato né registrato all'anagrafe canina, ci siamo qualificati e, con l'ausilio dei carabinieri, abbiamo notificato sanzione e sequestrato il piccolo che, dopo la visita di un veterinario dell’Ats Brianza, è stato ricoverato nel canile sanitario Fusi di Lissone», spiega Fabio D’Aquila.

L’Oipa raccomanda di fare molta attenzione agli annunci online che riguardano la cessione di animali (non solo cani e gatti) poiché, nonostante l’adozione o la vendita di animali da compagnia sul web sia legale, molto spesso questi annunci possono nascondere un traffico illecito punito come reato con pene molto severe (reclusione, multa elevata e confisca degli animali) e anche acquistare animali online può comportare il concorso in tale traffico.

Per segnalare possibili violazioni fiscali, è possibile rivolgersi direttamente alla Guardia di Finanza al numero di telefono 117 o via Pec (v. undefined).

L’Oipa da anni porta avanti una campagna di sensibilizzazione sul tema. Per approfondire, si può visitare la pagina web undefined

Per ulteriori informazioni e per segnalare situazioni sospette o di maltrattamento a Milano, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.     

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Colpo a sorpresa per l’Aurora Volley Brindisi che ha raggiunto l’accordo per la stagione in corso con l’opposto Federica De Toma. La 31enne giocatrice nativa di Barletta va a rinforzare ulteriormente il reparto offensivo della squadra biancazzurra impegnata nel difficile campionato di serie C.

Opposto di 187 cm Federica può vantare una grande esperienza nelle serie nazionali avendo calcato i campi di Sambuceto, Montescaglioso e Cerignola in B2, Altino in B1, poi ancora B2 con Porto San Giorgio. Le ultime tappe della sua carriera sono state Pavia (Serie C) e Adriatica Trani in B2. Adesso, dopo un breve periodo di inattività, una nuova avventura con l’Aurora Volley Brindisi.

Queste le sue prime parole da giocatrice biancazzurra: “Ho deciso di accettare la proposta del Presidente Saponaro perché la Società ha un progetto promettente, competitivo ma soprattutto ambizioso ed io sono molto felice di entrare a farne parte.” Su suoi obiettivi personali aggiunge: “Spero di poter dare il mio apporto in termini di esperienza alle mie future compagne che stanno già svolgendo un ottimo lavoro. Non sono ancora al cento per cento della forma ma sento la fiducia della società e spero di guadagnarmi anche quella della squadra; farò di tutto per ritornare in forma il prima possibile e dare il mio contributo in campo.”

L’ingaggio dell’attaccante barlettana è stata un’opportunità che la società brindisina è stata abile a cogliere al volo e di questo ne è particolarmente orgoglioso il DS Salvatore Vaccaro: Sono molto felice per questo acquisto, Federica è una giocatrice forte ed esperta che aumenterà notevolmente il livello già alto del nostro roster” dichiara il dirigente brindisino “E’ stata una trattativa intavolata alla fine dell’estate ma che non è stata chiusa a causa di impegni professionali dell’atleta. Ultimati gli studi fuori dalla Puglia Federica ha accettato con entusiasmo di trasferirsi da noi.”

L’atleta si è già aggregata alla squadra e vestirà la maglia n° 19.

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Mesagne. L'ispettore Pulieri distaccato in Procura per i reati ambientali. La Procura della Repubblica di Brindisi ha formato una squadra di agenti della polizia locale per il contrasto ai reati ambientali. Si vuole avvalere di professionalità onde garantire la rapida definizione anche dei procedimenti penali riguardanti i reati ambientali e degli eventuali provvedimenti cautelari ed esecutivi; Il comune di Mesagne ha siglato un èprotocollo d'intesa per il temporaneo distacco di personale appartenente al Comando della Polizia Locale presso la locale Procura della Repubblica, posto alle dirette dipendenze funzionali del Procuratore della Repubblica.

Il personale distaccato garantirebbe un fruttuoso contributo ed un valido supporto ai magistrati della Procura, il miglioramento della professionalità degli operatori, lo sviluppo delle potenzialità dei Corpi coordinandone le azioni, la rappresentatività unitaria presso le Istituzioni. Ed invero, la presenza degli operatori di Polizia Locale presso il suddetto Ufficio consentirebbe un canale di collegamento stabile ed uno scambio tempestivo di informazione fra i Comandi e la Procura di Brindisi, valorizzando l’attività coordinata promossa dal Comitato delle Polizie Locali della Provincia di Brindisi, sempre in un’ottica di piena e costante collaborazione, nonché la possibilità di una formazione continua del personale in supporto e, indirettamente, di tutti gli appartenenti alla Polizia Locale, con l’accrescimento della qualità del loro operare, così da assicurare la massima possibile incisività dell’azione repressiva e, di conseguenza, di prevenzione generale di fatti illeciti. Per questi motivi l'amministrazione comunale ha siglato un protocollo con il quale ha stabilità di distaccare per 12 ore settimanali l'ispettore Massimo Pulieri presso la Procura di Brindisi per un periodo di tre anni. Mesagne. L'ispettore Pulieri distaccato in Procura per i reati ambientali. 

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