Redazione
FESTA DONNA: COLDIRETTI PUGLIA, DA CAMPO AD AGRITURISMO GUIDANO CRESCITA SOSTENIBILE IN PUGLIA
Le donne guidano 22mila aziende agricole in Puglia, il 28,6% di tutte le attività economiche
In Puglia le donne stanno giocando un ruolo sempre più centrale nel settore agroalimentare, con circa un terzo delle imprese agricole guidate da imprenditrici pari ad oltre 22.000 aziende a conduzione femminile e anche nel turismo rurale la loro presenza si fa sentire, perché tra i circa 960 agriturismi attivi in regione 426 sono gestiti da donne, portando innovazione, sostenibilità e un tocco femminile all’accoglienza e alle attività multifunzionali legate alla terra. È quanto afferma Donne Impresa Coldiretti Puglia in occasione dell’8 marzo, Festa della Donna, che celebra la creatività, la passione e il contributo concreto delle imprenditrici allo sviluppo del territorio e all’economia locale.
“Sono le donne a imprimere una svolta vera all’agroalimentare, portando nei territori una visione che unisce resilienza, innovazione e sostenibilità, la capacità di interpretare i cambiamenti del mercato e la volontà di coniugare la crescita economica con il benessere delle comunità”, afferma Rita Tamborrino, leader di Donne Coldiretti Puglia.
In un momento in cui l’agricoltura a livello globale sta vivendo una transizione verso la sostenibilità e un rilancio inclusivo, come sottolineato dall’Anno Internazionale della Donna Agricoltrice 2026 proclamato dalle Nazioni Unite per valorizzare il contributo femminile nei sistemi agroalimentari, l’Italia e la Puglia non restano indietro. Secondo le più recenti analisi statistiche, oltre il 30% delle aziende agricole è gestito da donne, un dato che riflette una crescita costante della leadership femminile nel settore primario, orientata alla multifunzionalità, alla sostenibilità e all’innovazione.
In Puglia, grazie a questa spinta delle imprenditrici, si registra una forte presenza femminile nelle attività agricole e rurali connesse alla filiera corta, alla trasformazione dei prodotti e all’accoglienza rurale. La dimensione femminile – aggiunge Coldiretti Puglia - si caratterizza per un approccio integrato alla terra e alla comunità, che va dall’educazione ambientale con le scuole ai servizi di agricoltura sociale, dalle fattorie didattiche ai percorsi di pet‑therapy e agli orti didattici.
Tamborrino sottolinea che, nonostante le difficoltà strutturali legate all’accesso al credito e alle competenze, le imprenditrici stanno consolidando modelli di impresa capaci non solo di competere sul mercato, ma di innovare i processi produttivi e di favorire una crescita sostenibile dei territori. “Questo dinamismo femminile – afferma Rita Tamborrino - va sostenuto con strumenti concreti che riducano la burocrazia e favoriscano investimenti in tecnologie verdi, digitalizzazione e servizi di conciliazione tra vita lavorativa e familiare, così che la scelta professionale delle donne in agricoltura possa tradursi in opportunità occupazionali e sociali reali”.
La leadership delle donne in agricoltura non è una moda, è un elemento strategico per rispondere alle sfide globali legate alla sicurezza alimentare, alla biodiversità e al cambiamento climatico, così come alla valorizzazione delle comunità rurali e della cultura del cibo locale.
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80º ANNIVERSARIO DEL VOTO ALLE DONNE - IL CASO DI MESAGNE
80º ANNIVERSARIO DEL VOTO ALLE DONNE - IL CASO DI MESAGNE
(di Damiano Franco)
In occasione della ricorrenza dell'8 marzo di quest'anno si celebra l’80º anniversario del voto alle donne per la Costituente e per il Referendum istituzionale del 2 giugno 1946.
In realtà il suffragio universale fu approvato con il decreto n. 23 del 1 febbraio 1945 emanato dal governo Bonomi dopo la caduta del fascismo.
È opportuno ricordare però che le donne mesagnesi ebbero il privilegio di avvalersi del suffragio universale prima del 2 giugno. Infatti il 7 aprile 1946 votarono per eleggere il nuovo Consiglio Comunale in modo democratico dopo l'esperienza dei Podestà fascisti.
Le elettrici mesagnesi erano più numerose degli elettori maschi e soprattutto tra i votanti le donne furono più numerose.
Esse contribuirono ad eleggere per la prima volta 2 consigliere donne: Lina Perrucci e Chiara Di Giulio Rubino. Il voto delle donne contribuì a dare a Mesagne un'Amministrazione Comunale di Sinistra a guida comunista, unica in provincia.
Lina Perrucci fu la prima donna mesagnese ad essere eletta Assessore. Insomma le Mesagnesi, cioè le nostre mamme, nonne e bisnonne, seppero fare le cose in grande sin dall'inizio: un significativo esempio di consapevolezza civile e responsabilità.
Dopo l'elezione di Lina Perrucci e Chiara Di Giulio Rubino, Mesagne non ha avuto consigliere comunali per un lungo periodo. Bisognerà attendere gli anni '80 per vedere una rappresentanza femminile tra i banchi del Consiglio comunale elette sempre nelle liste del PCI. Dopo l'esperienza di consigliera comunale e assessore, Lina Perrucci ha continuato la sua militanza nel PCI. Di lei si ricordano ancora i Comizi di chiusura delle campagne elettorali di cui era tradizionalmente oratrice, in piazza Porta Piccola (piazza Garibaldi) fino ai primi anni '70.
Erano Comizi affollatissimi e Lina Perrucci faceva ricorso ad un'oratoria appassionata e coinvolgente: amava rievocare esempi di lavoratrici e lavoratori vittime dello sfruttamento e rimarcare la necessità di una politica di emancipazione.
Chiara Di Giulio Rubino si era candidata nelle file comuniste in quanto tutta la sua famiglia era di orientamento comunista. Era una maestra diventata insegnante di ruolo giovanissima. Nella sua famiglia era l'unica ad aver studiato ed era una donna dal carattere fermo ed energico. Ha insegnato nella scuola elementare di Mesagne per molti anni, prima nella scuola Carducci e poi nella scuola Giovanni XXIII. Dopo l'esperienza di Consigliere comunale (1946-1951) si allontanò dall'impegno politico, anche perché aveva sposato un suo collega, il maestro Vincenzo Padula, che era notoriamente democristiano ed in epoca di Guerra Fredda i rapporti DC-PCI erano di forte contrapposizione.
In occasione dell’8 marzo di quest’anno, nel mentre ricordiamo l’ottantesimo anniversario del primo voto alle donne che portò alla vittoria della Repubblica sulla Monarchia e all’elezione delle 21 #MadriCostituenti nell’Assemblea Costituente che contribuirono a scrivere la nostra Costituzione è doveroso ricordare il primo voto delle donne mesagnesi e l’elezione delle prime due donne della nostra storia elette nel consiglio Comunale.
(Damiano Franco - direttivo Associazione Di Vittorio)
Incidente sulla SP43: auto fuori strada nella serata di oggi
Un intervento tempestivo ha evitato il peggio nella serata di sabato 7 marzo. Poco prima delle 20:00, una squadra del Comando dei Vigili del Fuoco di Brindisi è stata allertata per un incidente stradale avvenuto lungo la SP43, la provinciale che collega il capoluogo alle zone limitrofe.
Per cause ancora in corso di accertamento, un'autovettura è uscita improvvisamente dalla sede stradale, finendo la sua corsa fuori dalla carreggiata. All'interno del veicolo si trovava una donna che, a causa dell'impatto, ha necessitato di assistenza immediata per poter uscire dall'abitacolo.
L'operazione di soccorso è stata coordinata congiuntamente dai Vigili del Fuoco e dal personale sanitario del 118. La malcapitata è stata affidata alle cure dei medici per i primi accertamenti sul posto e il successivo eventuale trasporto in ospedale.
8 MARZO: COLDIRETTI PUGLIA, FIORI IN DONO DA 5 PUGLIESI SU 10 (48%); VINCONO LE MIMOSE MA IN ALTERNATIVA TULIPANI COLORATI, GERBERE E BOCCHE DI LEONE.
Cinque pugliesi su dieci, circa il 48% di chi regala un fiore per l’8 marzo, punta principalmente sulle mimose, simbolo della giornata, perché dietro la loro apparente fragilità si nasconde una forza sorprendente che permette loro di crescere anche in terreni difficili. A darne notizia è Coldiretti Puglia, sulla base delle rilevazioni condotte nei mercati contadini di Campagna Amica e nelle aziende florovivaistiche, secondo cui la scelta dei fiori riflette la tradizione della festa della donna, che celebra la forza e il ruolo femminile nella società.
Se quasi la metà dei pugliesi sceglie le mimose - aggiunge Coldiretti Puglia - si registra anche una tendenza crescente verso composizioni floreali che combinano la mimosa con tulipani colorati, ranuncoli, anemoni, fresie, gerbere e bocche di leone, creando arrangiamenti primaverili più ricercati e spesso presentati in confezioni eco-friendly.
La produzione della mimosa in Puglia è stata particolarmente influenzata dalle temperature che hanno portato a una fioritura anticipata di circa due mesi rispetto alla consuetudine dell’8 marzo. Per la festa della donna i prezzi dei singoli ramoscelli oscillano tra i 5 e i 10 euro, mentre per i mazzi più grandi e decorati o per le piantine si può superare anche i 20 euro. La scelta di acquistare mimose e altri fiori – spiega Coldiretti Puglia - conferma l’importanza simbolica di questa giornata, che affonda le sue radici nel 1908, quando un gruppo di operaie scioperò per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Dal 1946 le mimose sono state scelte come simbolo dell’8 marzo in Italia grazie alla loro capacità di fiorire anche prima dell’inizio ufficiale della primavera.
Le foglie di mimosa, con le loro piccole foglioline verde chiaro, reagiscono al contatto o alle temperature elevate ritraendosi, comportamento che ha ispirato il nome scientifico “mimus”, derivato dal latino “attore mimico”. Per mantenere freschi i rametti con i fiori gialli, si consiglia di tagliare gli steli e immergerli per almeno due ore in acqua fresca acidulata con qualche goccia di limone. I rametti vanno poi collocati in un luogo fresco e ombreggiato mantenendo l’ambiente umido, perché la mimosa tende a perdere acqua attraverso la traspirazione. Evitare che i fiori perdano troppa acqua aiuta a mantenerli freschi più a lungo e a conservarne la bellezza.
I fiori tricolori rappresentano un’alternativa sostenibile alle tradizionali rose, che in questo periodo provengono nella stragrande maggioranza dei casi dal Kenya o dalla Colombia, in situazioni di scarsissimo rispetto per i diritti dei lavoratori, oltre all’uso di sostanze vietate da decenni nella Ue. Le serre italiane, al contrario, sono diventate sempre più green con l’impiego di materiali a km zero per la terra per sostituire torba e fibra di cocco, il progetto di vasi biocompostabili, l’uso di energie rinnovabili per il riscaldamento delle serre e un attento uso dell’acqua.
Ma oltre ad essere sostenibili i bouquet Made in Italy tendono a durare più a lungo, poiché non devono affrontare lunghi viaggi che compromettono la freschezza di quelli importati. Il consiglio è quello di acquistare direttamente dai produttori o nei mercati contadini di Campagna Amica, per assicurarsi di scegliere fiori nazionali al 100%, sostenendo così le comunità locali e rispettando l'ambiente e i posti di lavoro. In alternativa, si possono optare per prodotti certificati italiani.
Cicloamici incontrano il sub commissario Protopapa sul tavolo la trasformazione della Via Appia in percorso ciclopedonale
I Cicloamici Fiab di Mesagne hanno incontrato il sub commissario prefettizio del Comune, Chiara Protopapa, per discutere del futuro del tratto extraurbano della ciclovia EuroVelo 5/Appia Unesco che collega il centro abitato al parco archeologico di Muro Tenente, un intervento dal valore di 2 milioni e 250 mila euro. I Cicloamici hanno illustrato la loro proposta, che mira a far evolvere l’attuale tracciato da semplice itinerario cicloturistico non protetto a vera e propria strada ciclopedonale su sede propria. Una visione che, nelle intenzioni dell’associazione, dovrebbe tradursi in tre interventi principali: l’istituzione della strada ciclopedonale nel tratto extraurbano, con esclusione del traffico motorizzato non autorizzato; la trasformazione giuridica della via in “itinerario ciclopedonale F-bis”, come previsto dal Codice della Strada, con segnaletica dedicata e limite di velocità a 30 chilometri orari per i pochi mezzi autorizzati; infine, la bonifica della strada comunale che prosegue verso Oria, oggi in condizioni di degrado, attraverso il ripristino del fondo stradale in stabilizzato di cava, così da garantire continuità e sicurezza all’intero percorso. Le osservazioni sono state ascoltate con attenzione dalla struttura tecnica comunale, presente con il dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici, Claudio Perrucci, e l’ingegnere Carla Martucci. Il confronto si è svolto in un clima cordiale e collaborativo, con l’obiettivo di valutare come trasformare l’antica strada in un percorso realmente sicuro e fruibile per chi si muove a piedi o in bicicletta che ha mostrato interesse per le proposte avanzate. Soddisfatto il presidente di Cicloamici, Antoio Licciulli, che al termine dell’incontro ha sottolineato l’importanza di un intervento coerente con il valore storico e culturale della Via Appia. «Abbiamo trovato grande disponibilità e ascolto da parte del Commissario e degli ingegneri», ha dichiarato Licciulli. «Un finanziamento così importante – ha proseguito - deve servire a creare un itinerario di eccellenza. Non possiamo permettere che la Via Appia, oggi riconosciuta come bene Unesco e inserita nella rete EuroVelo, resti una strada a traffico promiscuo. Per valorizzarla davvero servono sicurezza, silenzio e una sede propria per chi sceglie di muoversi a piedi o in bicicletta». Licciulli ha poi ricordato come la trasformazione della via non rappresenti soltanto un intervento infrastrutturale, ma un investimento culturale e turistico: «La Via Appia è un patrimonio unico. Renderla fruibile in modo sicuro significa restituirla alla comunità e ai visitatori, permettendo a tutti di viverla con lentezza e rispetto», ha sottolineato il ciclofilo. L’associazione ha confermato la volontà di continuare a collaborare con l’Amministrazione comunale affinché Mesagne possa dotarsi di un percorso cicloturistico all’altezza dei migliori standard europei, capace di coniugare tutela degli utenti vulnerabili e valorizzazione del territorio.
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Per la Giornata Internazionale della Donna, al Museo Ribezzo di Brindisi, il 13 Marzo ore 19:30, terzo appuntamento della rassegna “Conversazioni sul Mito” con “I Miti e le Donne - Divine, Umane, Imperfette”
Per la Giornata Internazionale della Donna, venerdì 13 Marzo ore 19:30, al Museo Ribezzo di Brindisi, Piazza Duomo, terzo appuntamento della rassegna “Conversazioni sul Mito” con “I Miti e le Donne - Divine, Umane, Imperfette”, di e con Alessandra Pizzi e coreografie - movimento scenico di Marilena Martina.
Una serata che mette al centro le figure femminili del mito, protagoniste di sfide e destini esemplari, che intreccia narrazione, riflessione e teatro per riportare alla luce i grandi racconti della tradizione mitologica, ancora capaci di interrogare il presente.
Il Museo Ribezzo, custode di memorie antiche e luogo privilegiato tra passato e contemporaneità, diventa così lo spazio privilegiato per questo appuntamento dedicato alle figure femminili che hanno sfidato il destino e lasciato un segno indelebile.
Alessandra Pizzi, con coreografie e movimento scenico di Marilena Martina, ci guiderà in un percorso di ascolto, evocazione e rilettura, offrendoci nuove prospettive su storie che continuano, intrecciano libertà, passione e destino, Dal coraggio di Antigone, che si oppose alle leggi degli uomini per seguire il proprio istinto, all'intelligenza e alla pazienza di Penelope, custode di un’attesa che diventa resistenza.
Un mosaico di voci guidate dallo stesso destino, in cui si inserisce anche Aracne, simbolo eterno di un talento che osa oltre i confini, di un orgoglio che non si piega, di una ribellione femminile che diventa leggenda; il filo che intrecciò con la sua arte continua a vibrare nei secoli.
L’evento è a cura di Ergo Sum Produzioni, in collaborazione con il Polo Biblio Museale di Brindisi - Museo Archeologico F. Ribezzo e il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. Intervento finanziato con risorse del Fondo Sviluppo Coesione 2021-2027
Ingresso Gratuito.
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Porto di Brindisi, riaffiora la storica rete ferroviaria Decauville: un patrimonio da tutelare e valorizzare
In questi giorni, a seguito di lavori sulla banchina antistante il Piazzale Lenio Flacco, nel porto di Brindisi è emerso un interessante tratto della rete di binari ferroviari che un tempo interessava l’intero lungomare. Quelle decine di metri di rotaie e il loro sistema di scambi sono quanto resta della complessa ed efficiente infrastruttura logistica ferroviaria a scartamento ridotto “Decauville”, che per decenni ha sostenuto le attività del porto. Tale sistema contribuì a rendere il porto di Brindisi uno dei principali hub del Mediterraneo Centro Orientale in campo militare e civile.
Il tratto rinvenuto nel seno di ponente, prolungamento della linea ferroviaria connessa al percorso della Valigia delle Indie, durante la prima guerra mondiale funzionò a supporto delle esigenze della Marina Militare. La piazzaforte di Brindisi diveniva elemento nevralgico per le operazioni militari navali in Adriatico, nell’Egeo e sino alle coste del Medioriente. Anche durante la Seconda guerra mondiale il porto di Brindisi assunse un’importanza logistica rilevante, fungendo da scalo alternativo a Napoli e Augusta per il rifornimento delle truppe dislocate nei Balcani, ma anche in Libia.
Un sistema ferroviario complesso, quello emerso in questi giorni negli scavi, capace di più operazioni di carico sul naviglio militare e quello civile militarizzato. Questa infrastruttura collegava la grande Polveriera Cillarese – realizzata in caverna e altamente protetta - con la Piazzaforte e l’Arsenale di Brindisi, in continuità con la rete ferroviaria avente come snodi la Stazione di Brindisi e quella Marittima.
Alla luce del valore storico del tratto ferroviario emerso, come associazioni impegnate anche nella tutela della memoria storica della città, riteniamo doveroso che le istituzioni competenti si attivino affinché l’infrastruttura superstite sia preservata e valorizzata. Sollecitiamo un atto di tutela della memoria storica cittadina, affinché sia colta un’opportunità concreta per arricchire il patrimonio culturale di Brindisi e rafforzare il legame tra la città, la sua storia e il suo porto, che oggi è un porto di pace e di accoglienza.
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Fare memoria di una giornata storica, il sindaco Marchionna: “Quel 7 marzo 1991 un esempio da rinnovare"
Fare memoria di una giornata storica, il sindaco Marchionna: “Quel 7 marzo 1991 un esempio da rinnovare, capace di rafforzare la convivenza civile e la solidarietà internazionale”
È un 7 marzo particolare, quello che ci apprestiamo a vivere su un versante tutto brindisino e che merita di essere ricordato, perché restano i segni tangibili di un evento, che portò tutti i cittadini ad essere protagonisti di una pagina della storia europea. Ricorrono i 35 anni del culmine dello sbarco di migliaia di cittadini albanesi nel porto della città e nessuno escluso, fra i Brindisini, si tirò indietro sul fronte dell’accoglienza e della condivisione con quanti raggiungevano l’Italia dall’altra parte dell’Adriatico con ogni mezzo che navigasse e reggesse il mare, cercando nuove strade per le loro vite in fuga da un regime totalitario e con un’economia al collasso.
Ci si prodigò in mille maniere e senza calcoli di opportunismo, ma spinti solo da sentimenti di solidarietà e di fratellanza. Si aprirono le porte delle scuole, le famiglie cercarono di offrire quanto potevano, da sole o organizzandosi spontaneamente.
Sono i testi di storia che ora raccontano di una città aperta all’accoglienza e di una popolazione brindisina che rispose con una solidarietà senza precedenti, offrendo cibo, vestiti, cure e ospitalità spontanea. Hanno scritto che la città si trasformò in un enorme centro di accoglienza diffusa, dove scuole, palestre e strutture pubbliche vennero adattate per dare riparo ai migranti. Quell’esodo, ricordato oggi come un passaggio storico per l’Italia e per l’Europa, rappresentò un esempio concreto di umanità e fratellanza tanto che l’Unesco ha riconosciuto Brindisi come “Porto di pace e di accoglienza”.
Il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchiona, nel ricordare l’evento, lo propone all’intera città come un esempio da rinnovare, capace di rafforzare la convivenza civile e la solidarietà internazionale
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!La comunità politica della lista Per la Puglia è più viva e propositiva che mai ed è pronta a strutturarsi in tutte le province”. Così il presidente del gruppo consiliare Ruggiero Passero al termine dell’assemblea della lista Per la Puglia nella sede del consiglio regionale.
“Quello odierno - afferma Passero - è stato un incontro positivo, partecipato ed animato dalla voglia di proseguire lo straordinario percorso avviato alle scorse elezioni regionali che hanno visto la nostra lista come terza più suffragata della coalizione di centrosinistra. Il contributo di Per la Puglia per l’elezione di Antonio Decaro a presidente della Regione è stato fondamentale, ma ora bisogna continuare. La partecipazione di tutti i rappresentanti del nostro gruppo consiliare, ma soprattutto di amministratori e simpatizzanti provenienti da ogni parte della Puglia rappresenta al meglio la vitalità di un progetto che si fonda sull’ascolto delle comunità e sulla praticità delle azioni da mettere in campo per lo sviluppo della Puglia”.
“Per rendere più incisiva la nostra azione politica - prosegue Passero - la volontà è quella di radicare Per la Puglia in modo strutturato su tutti i territori provinciali. Nelle prossime settimane sarà approvato uno statuto che disciplinerà la partecipazione e la nostra azione politica sui territori”.
“Siamo pronti a dialogare con chiunque voglia parlare di politica in modo concreto, mostrando attenzione alle problematiche dei territori. Quello che stiamo vivendo è l’avvio di una stagione di rinnovata crescita per la nostra Regione. Per la Puglia - conclude Passero - ha la volontà di recitare un ruolo da protagonista già a partire dai prossimi appuntamenti elettorali amministrativi”.
Teatro di “ControBando” è un progetto di solidarietà pensato per creare coesione, sostegno e condivisione tra esperienze diverse ma unite nel bisogno di rimettere al centro l’Uomo, la sua Voce, le sue emozioni e desiderio di Libertà e di Pace.Teatro di “ControBando” è un progetto di solidarietà pensato per creare coesione, sostegno e condivisione tra esperienze diverse ma unite nel bisogno di rimettere al centro l’Uomo, la sua Voce, le sue emozioni e desiderio di Libertà e di Pace.Possono partecipare al bando tutte le Strutture socio-assistenziali, i Centri diurni e leComunità educative del territorio. Il progetto avrà vita secondo il paradigma del Dono, senza oneri per la Struttura aggiudicante.Chiediamo a tutti: Amministrazioni comunali, Enti del terzo settore, Associazioni culturali, Aziende, privati cittadini, etc… il sostegno Morale - non denaro - ma il desiderio e l’orgoglio di partecipare ad un progetto che apre le porte alla visione di una Comunità che non lascia indietro nessuno. Chi avesse il desiderio di unirsi al nostro progetto potrà inviare il suo logo e una breve lettera di sostegno morale all’iniziativa.
Teatro di ControBandoTeatro di ControBandoBando di interesse sociale promosso da Li Satiri apsPremessa:“Bando di ControBando” è un’iniziativa culturale e sociale che nasce per portare il teatro là dove spesso il sipario resta chiuso: all’interno delle strutture socio-assistenziali, residenziali e comunitarie.Non un semplice laboratorio, ma un viaggio condiviso fatto di voce, movimento, memoria e relazione. Un teatro che non cerca il palcoscenico, ma le persone.Finalità del progetto:• Promuovere il benessere psicofisico attraverso l’esperienza teatrale• Favorire socializzazione e inclusione• Stimolare memoria, creatività ed espressione emotiva• Offrire un’attività culturale qualificata all’interno delle strutture aderentiUn progetto di volontariato gratuitoNessun costo per le strutture partecipantiNessun fine di lucroSolo competenza, esperienza e impegno socialeSi richiede esclusivamente:• uno spazio adeguato• un referente interno• la disponibilità a mettersi in giocoPromosso da:Li Satiri APS - Associazione Culturale e Teatraleda 22 anni impegnata nel sociale attraverso progetti artistici inclusivi.A cura di:Antonio Cortese, autore e regista, con il supporto di un gruppo di professionisti di comprovata esperienza nel campo artistico e teatrale.Destinatari:Strutture socio-assistenzialiCentri diurniComunità educativeEnti del Terzo SettoreDescrizione del progettoIl progetto teatrale comprende:Laboratori espressivi e teatrali;Attività di lettura interpretata, improvvisazione e narrazione;Restituzione finale sotto forma di spettacoloDurata complessiva:30 ore a partire dal 7 aprile 2026Modalità di partecipazione:Entro il 28 marzo 2026, le Strutture interessate possono fare richiesta inviando:denominazione e descrizione della Struttura;numero indicativo dei partecipanti;referente interno;breve motivazione dell’interesse al progetto.Criteri di valutazione delle candidature:Coerenza con le finalità sociali del progettoMotivazione espressa dalla strutturaDisponibilità organizzativa e presenza di referente internoPossibilità di continuità e coinvolgimento degli ospitiImpatto sociale potenziale nel contesto specificoLa selezione avverrà secondo principi di equità, inclusione e sostenibilità organizzativa.Invio domanda di partecipazione a:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.@pec.itPer informazioni:mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.: 3396859588 - 3932806951 - 3471985169
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