Redazione

La Xylella ha fatto scomparire per sempre 1/3 degli ulivi monumentali in Puglia, privando l’Italia di storici esemplari di inestimabile valore sul piano storico, ambientale, economico ma anche occupazionale, con lo strumento degli innesti che risulta un tentativo sperimentale per salvare gli esemplari centenari sempre che siano praticati su alberi non compromessi e nei tempi giusti. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in relazione alla determina che assegna le risorse per i primi innesti, mentre è urgente l’attivazione del secondo bando per la salvaguardia degli ulivi monumentali, per cui sono a disposizione 2,2 milioni di euro del Piano per la rigenerazione olivicola.  

Se non esistono cure per salvare gli ulivi infetti da Xylella, unica strada – spiega la Coldiretti Puglia – è la convivenza con il batterio attraverso la pratica dell’innesto con varietà resistenti per salvaguardare gli ulivi millenari, con la pratica degli innesti che è solo sperimentale, adottata con enormi ritardi e soprattutto se operata su ulivi fortemente compromessi non produce certamente i risultati sperati

Con il primo bando sono giunte 94 domande per 2,8milioni di euro, per cui va aperto un secondo bando per assorbire il totale di 5 milioni in dotazione sulla misura, apportando dei correttivi che Coldiretti Puglia ha già proposto, perché non sono stati finora sortiti gli effetti sperati. Le aziende vanno anche supportate con un sostegno al reddito per 5 anni - spiega Coldiretti Puglia - fino a quando gli ulivi innestati non recuperano produttività e misure a superficie per ettaro.

Nella  Piana degli Ulivi Monumentali è altissima la concentrazione di ulivi millenari con ben 250mila esemplari di pregio straordinario. Si stima che alcuni potrebbero addirittura avere un’età fino a 3.000 anni, con circonferenze che superano i 10 metri. Una ricchezza dal punto di vista storico e turistico sino ad oggi mantenuta in vita soprattutto grazie all’impegno di generazioni di agricoltori, anche a prezzo di sacrifici considerevoli. La gestione di un ulivo monumentale è, infatti – rileva la Coldiretti Puglia - molto più complicata, con rese produttive notevolmente più basse rispetto a una normale pianta, ma anche la necessità di procedere a una raccolta esclusivamente manuale e maggiori difficoltà a livello di potatura e di trattamento.   

Un impegno che rischia ora di essere vanificato dall’epidemia di Xylella che dal 2013 ad oggi ha colpito 8mila chilometri quadrati, con un danno stimabile di quasi 3 miliardi euro, secondo un’analisi della Coldiretti. Una vera e propria tempesta perfetta con gli agricoltori senza reddito da ormai 8 anni, 21milioni di ulivi secchi, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia e 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva, e un trend che – rileva Coldiretti –  rischia di diventare irreversibile se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare dopo anni di tempo perduto inutilmente il ‘disastro colposo’ in Puglia e rilanciare la più grande fabbrica green italiana.

Peraltro, nell'intera provincia di Brindisi – denuncia Coldiretti Puglia - la continua avanzata della Xylella fastidiosa, con la presenza sempre più numerosa di oliveti con evidenti disseccamenti caratteristici dell’infezione dovuta al batterio, ha provocato conseguenze gravi nella parte sud del territorio provinciale anche sulla produzione ed una diminuzione del olio extravergine che in tali comprensori raggiunge anche il 50% rispetto alle annate precedenti.

A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 70% della produzione di olio di oliva anche nell’annata 2021/2022. E’ il risultato dell’analisi elaborata da Coldiretti Puglia che fotografa uno scenario a tinte fosche, dove il crollo produttivo è divenuto incontrovertibile dal 2015 ad oggi. Allo stato attuale le varietà a duplice attitudine stanno trovando un mercato favorevole, con la varietà Leccino che segna un incremento del 20% rispetto alla campagna precedente, con una resa aumentata che ad oggi si aggira intorno all’ 11-13%.

Il settore oleario è forse quello che ha resistito meglio all’emergenza sanitaria causato dal Covid 19 nel 2020 – aggiunge Coldiretti Puglia – con l’Italia che ha il primato mondiale nei consumi annui di olio extravergine d’oliva con oltre 500mila tonnellate, ma il 50% degli italiani non è ancora in grado di riconoscere un prodotto di qualità, secondo le rilevazioni di UNAPROL. I consumatori dedicano il 2,3% del proprio budget di spesa all’olio extravergine d’oliva – rileva Coldiretti regionale - con una larga propensione all’acquisto diretto proprio presso frantoi, cooperative ed olivicoltori (30%).

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Si è svolto a Mesagne nella splendida cornice dell’atrio del castello, un convegno di alto valore scientifico sull’epilessia, a cui hanno partecipato diversi professionisti che si occupano di questa patologia. Il direttore del reparto di neurologia dell’ospedale Perrino di Brindisi, Dott. Augusto Rini ha messo in rilievo come nella nostra provincia, sia la prima volta, che si incontrano specialisti che si occupano di epilessia e che lavorano in strutture diverse ( pubblico,privato,istituti di ricerca,privato accreditato) ma con un unico obbiettivo, far prendere coscienza, consapevolezza della malattia e stigmatizzare comportamenti discriminatori in chi soffre di questa patologia, che in provincia di Brindisi conta più di 1500 persone in età adulta. Occorre quindi lavorare in rete e in sinergia per migliorare la qualità della vita di chi soffre di epilessia e delle loro famiglie.

Dopo il primario di neurologia, è intervenuta sia la Dott.ssa Vania Durante che la Dott.ssa Stella Vergine facenti parte dell’equipe guidata dal Dott. Rini, la prima ha trattato i progressi delle diverse terapie ( il 30% delle epilessie sono farmaco resistenti ) e la seconda si è occupata delle problematiche del paziente epilettico con le diverse attività sportive. La Dott.ssa Elia Marisa, una neurologa pediatra che opera da diversi anni e che lavora in una struttura privata ha messo in evidenza i problemi dei pazienti in età evolutiva con la scuola, affermando che nella  nostra provincia ci sono oltre 1500 piccoli pazienti affetti da questa patologia. La Dott.De Rinaldis Marta che opera in un istituto di ricerca E. Medea di Brindisi ha messo in evidenza le epilessie rare e complesse dalla diagnosi al management clinico. I lavori sono stati coordinati dalla dott.ssa Pesari Veronica una psicologa che opera con soggetti epilettici attivando in loro delle prassi inclusive e ha rimarcato come sia utile e proficuo il lavoro dello psicologo. Il convegno era organizzato dall’associazione italiana contro l’epilessia regionale coadiuvato da quello provinciale di Brindisi e che vedeva il patrocinio sia della ASL di Brindisi e sia dall’Amministrazione comunale della città di Mesagne sempre sensibile verso questi temi. E’ stato un incontro rivolto soprattutto a che soffre di questa patologia e alle loro famiglie, hanno affermato all’unisono i diversi relatori, tutti però si sono lasciati con un'unica promessa:ripetere l’esperienza, perché solo con la conoscenza si può allontanare lo stigma verso questa patologia.

COLDIRETTI PUGLIA, FERMA IN BANCHINA FLOTTA PUGLIESE A MONOPOLI CONTRO CARO GASOLIO; SUBITO SOSPENSIONE MUTUI E CISOA.

Il caro gasolio ferma in banchina la flotta dei pescherecci pugliesi costretti a navigare in perdita o a tagliare le uscite favorendo le importazioni di pesce straniero. E’ quanto denuncia Coldiretti ImpresaPesca, con i pescatori assieme agli agricoltori che a Monopoli hanno spento i motori dei pescherecci contro i rincari e gli alti costi di gestione che mettono in settore della pesca in Puglia.A_Monopoli_si_fermano_i_motori_dei_pescherecci_contro_caro_gasolio1.jpg

L’effetto dell’incremento del prezzo medio del gasolio – spiega la Coldiretti regionale – si sta abbattendo come una tempesta sull’attività dei pescherecci già duramente colpiti dalla riduzione delle giornate di pesca. Fino ad oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante. Con gli attuali ricavi la maggior parte delle imprese di pesca – spiega Impresapesca Coldiretti Puglia - non riesce a coprire nemmeno i costi energetici oltre alle altre voci che gli armatori devono sostenere per la normale attività. Di questo passo uscire in mare non sarà economicamente sostenibile.

A fronte di questo scenario critico Coldiretti ImpresaPesca chiede la velocizzazione nell’erogazione dei pagamenti del fermo biologico 2021 e dei precedenti indennizzi da parte delle Autorità Marittime che ancora non abbiano concluso i pagamenti, l’attivazione delle procedure semplificate di accesso al credito, la sospensione dei mutui in essere e garanzie sui mutui in favore delle imprese della pesca e dell’acquacoltura che hanno subito un incremento dei costi energetici, la proroga del contributo sotto forma di credito d’imposta anche al secondo trimestre 2022, l'estensione della Cisoa (Cassa Integrazione Salariale Operai dell’Agricoltura) agricola al settore della pesca, strumento introdotto dalla legge di Bilancio per il 2022, che aveva l'obiettivo di garantire finalmente un ammortizzatore sociale strutturato anche a questo settore si è dimostrato in realtà una scatola vuota – denuncia Impresapesca Coldiretti - a causa dell'esclusione dei vari periodi di fermo pesca dalle causali. Le imprese – denunciano Federpesca e Impresapesca Coldiretti - sono gravate di ulteriori costi, ma nulla in concreto cambia per il sostegno al reddito dei lavoratori. Peraltro la contribuzione, in assenza di previsioni ad hoc, è calcolata sulla base dell’aliquota dovuta per gli operai agricoli ed è a carico delle imprese a partire da questo mese.

"Così quasi 8 pesci su 10 consumati sono stranieri spesso senza che i consumatori lo sappiano, soprattutto a causa della mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello Made in Italy. Per questo abbiamo attivato nei Mercati di Campagna Amica eventi di informazione per far conoscere caratteristiche, qualità ed aiutare a fare scelte di acquisto consapevoli, soprattutto di pesce dei nostri mari a miglio0", spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.A_Monopoli_si_fermano_i_motori_dei_pescherecci_contro_caro_gasolio2.jpg

Senza adeguate ed urgenti misure per calmierare il costo del carburante le imbarcazioni saranno costrette a pescare in perdita se non addirittura a restare in banchina con gravi ripercussioni sulla filiera e sull’occupazione per un settore – denuncia Coldiretti Puglia - che ha già perso negli ultimi 30 anni oltre 1/3 delle imprese e 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%. 

Lo scenario economico in cui sta navigando la flotta nazionale mette quindi a rischio il prodotto ittico 100% Made in Italy favorendo invece quello straniero di importazione in una situazione in cui – conclude Coldiretti Puglia – i consumatori mangiano circa 28 chili di pesce all’anno, sopra la media europea anche se decisamente meno di altri Paesi con un’estensione di costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne consumano quasi 60 chili, praticamente il doppio.

Ryanair, la compagnia aerea numero 1 in Italia, ha annunciato oggi (26 maggio) il più grande operativo sulla Puglia per l’estate 2022, con 75 rotte in totale, di cui 5 nuove da Bari verso Billund, Comiso, Edimburgo, Porto, Tel Aviv e sei nuove da Brindisi per Barcellona, Bordeaux, Genova, Perugia, Stoccolma e Zagabria, guidando la ripresa del turismo e del lavoro in Italia e in Puglia. Ryanair è uno dei maggiori investitori stranieri in Italia, con 25 nuovi aerei basati per la summer ‘22, che portano il numero totale di aeromobili in Italia a oltre 90, un investimento di oltre 9 miliardi di dollari, a supporto di oltre 3.000 posti di lavoro nell'aviazione altamente pagati e oltre 40.000 posti di lavoro indiretti in 29 aeroporti italiani.

Ryanair offrirà oltre 2,2 milioni di posti in partenza per l'estate 2022 (60% in più rispetto all'estate 2019 pre-pandemia) per fornire ai propri clienti pugliesi un'ampia scelta verso le principali destinazioni europee in Germania, Regno Unito e Italia, dando inoltre al turismo italiano una necessaria spinta dopo due estati perse.

L’ operativo di Ryanair per l'estate 2022 sulla Puglia includerà:

  • 5 aerei basati in totale (3 a Bari e 2 a Brindisi) - 500 milioni di dollari di investimento
  • 75 rotte in totale -50 da Bari e 25 da Brindisi
  • 11 nuove rotte - da Bari verso Billund, Comiso, Edimburgo, Porto, Tel Aviv & da Brindisi per Barcellona, Bordeaux, Genova, Perugia, Stoccolma e Zagabria
  • circa 6,3 milioni di passeggeri previsti nel FY23
  • Oltre 4.700 posti di lavoro in totale (di cui 150 diretti)

Affinché Ryanair possa fornire maggiore crescita e ripresa in Italia, la compagnia aerea chiede ancora una volta al governo italiano di eliminare la “tassa sul turismo” (addizionale municipale) in Italia su tutti i viaggi aerei dal 2022 al 2025.

Per consentire ai nostri clienti e visitatori da/per la Puglia di prenotare le vacanze estive al miglior prezzo possibile, abbiamo lanciato una promozione con tariffe disponibili a partire da soli € 19,99 solo andata fino a ottobre, che devono essere prenotati entro sabato 28 maggio. Dal momento che queste incredibili tariffe basse andranno a ruba rapidamente, i clienti sono invitati ad affrettarsi ad accedere a www.ryanair.com per evitare di perderle.

Antonio Maria Vasile, Presidente Aeroporti di Puglia, ha dichiarato: “La forte comunione di intenti tra Aeroporti di Puglia e Ryanair continua a produrre risultati eccellenti per la nostra regione e per i settori economici che nei collegamenti aerei, rapidi, diretti ed economici, hanno un alleato fondamentale.

Il forte interesse del vettore irlandese per la Puglia e per il turismo, settore trainante della nostra economia, si traduce in un operativo che copre oramai tutti i più importanti mercati. Un risultato che nasce da un ambizioso progetto di sviluppo della mobilità al servizio del turismo, della cultura e delle imprese pugliesi.

L’espansione del network, nazionale e internazionale, rafforza l'azione di ripresa del traffico, già attestata a livelli prepandemia, e costituisce una straordinaria opportunità di sviluppo di una regione, riconosciuta a livello internazionale quale brand di eccellenza e che ha dimostrato una straordinaria capacità di far fronte alla crisi pandemica”.

Il Country Manager di Ryanair per l’Italia, Mauro Bolla, ha dichiarato: "In qualità di compagnia aerea n. 1 in Europa e in Italia, Ryanair è lieta di annunciare il proprio operativo da record sulla Puglia, che offre oltre 780 voli settimanali su 50 rotte da Bari e 25 da Brindisi, comprese 11 nuove rotte. Questa crescita rafforza il nostro impegno a sostenere la ripresa del mercato italiano con ulteriori collegamenti internazionali, dando al contempo una spinta al turismo inbound e outbound per questa tanto attesa estate.

Per accelerare la ripresa del turismo, chiediamo al governo italiano di eliminare la "tassa sul turismo" su tutti i viaggi aerei dal 2022 al 2025, che sta danneggiando la competitività degli aeroporti italiani rispetto a quelli europei. L'eliminazione di questa tassa faciliterebbe una rapida ripresa del traffico aereo italiano e dei posti di lavoro grazie alle tariffe basse e al piano di crescita a lungo termine di Ryanair.

Per consentire ai nostri clienti da/per la Puglia di prenotare le vacanze estive al prezzo più basso, lanciamo una promozione con tariffe disponibili a partire da soli 19,99 € per viaggi fino a ottobre 2022, che devono essere prenotati entro sabato 28 maggio. Dal momento che queste tariffe super basse andranno a ruba rapidamente, i clienti sono invitati ad affrettarsi ad accedere a www.ryanair.com per evitare di perderle. "

 

Per maggiori informazioni contattare:                  

About Ryanair

Ryanair Holdings Plc, il più grande gruppo aereo europeo, è la società madre di Buzz, Lauda, Malta Air & Ryanair. Il gruppo trasporta 149 milioni di passeggeri p.a. (pre Covid-19) con oltre 2.500 voli giornalieri da più 80 basi, collegando oltre 225 destinazioni in 37 paesi con una flotta di 450 aeromobili, con ulteriori 210 Boeing 737 in ordine, che consentiranno al Gruppo Ryanair di abbassare le tariffe e di aumentare il traffico a 200 milioni di passeggeri p.a. nei prossimi 5 anni. Ryanair Holdings ha un team di oltre 16.000 professionisti altamente qualificati nel settore dell'aviazione che assicurano il primato in Europa per puntualità e un record di sicurezza da 35 anni. Ryanair è il gruppo di compagnie aeree più verde d'Europa e i clienti che scelgono un volo Ryanair possono ridurre le loro emissioni di CO₂ fino al 50% rispetto alle altre 4 maggiori compagnie aeree dell'UE.

L'analisi delle metodologie efficaci di valutazione e gestione del rischio chimico e cancerogeno sarà al centro di un evento formativo organizzato dal Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell'Asl di Brindisi, diretto da Nicola Dipalma, in collaborazione con la Regione Puglia e l'Ordine degli ingegneri.

Tanti i temi che saranno affrontati nelle due sessioni di lavoro il 10 giugno prossimo all'Hotel Cds di Specchiolla (marina di Carovigno): si parlerà, nella prima parte, del Piano regionale della prevenzione 2020-25, del rischio chimico e cancerogeno, delle patologie derivanti dall'esposizione a questi pericoli; nella seconda, invece, saranno discusse le misure di prevenzione e protezione collettiva e individuale dai rischi chimici, le malattie professionali da rischio chimico e cancerogeno e la gestione di questi rischi sui luoghi di lavoro.

Parteciperanno all'evento, oltre al direttore scientifico Dipalma, il direttore generale della Asl, Flavio Roseto, il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Stefano Termite, e il direttore della sezione del Dipartimento di Promozione della salute della Regione, Onofrio Mongelli.

Il direttore dello Spesal sottolinea che “prosegue il percorso di formazione dei professionisti per dotarli degli strumenti, pratici, teorici e di legge, per svolgere al meglio il proprio lavoro, minimizzando, e dove possibile eliminando, i rischi correlati a determinati ambienti. In questo caso ci siamo concentrati sui rischi chimici e cancerogeni e abbiamo coinvolto gli ingegneri attivi sul territorio, grazie alla collaborazione con la Regione e l'ordine professionale. Nel prossimo futuro toccheremo aspetti altrettanto importanti che riguardano altri settori lavorativi e professionali”.

L'evento è gratuito, accreditato Ecm per i medici di Medicina del lavoro, Igiene e Medicina preventiva, assistenti sanitari e tecnici della prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro: per partecipare, occorre inviare il modulo di iscrizione all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Il numero massimo di partecipanti è cento. Sono previsti, inoltre, 4 crediti formativi per l’aggiornamento di coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione (Csp e Cse) e responsabili dei servizi di prevenzione e protezione (Aspp e Rspp), per un numero massimo di cinquanta iscritti all’Ordine degli ingegneri.

 L’ufficio Randagismo della Città di Mesagne informa che sul Sito istituzionale dell’Ente, all’indirizzo www.comune.mesagne.br.it, è stato pubblicato il bando pubblico per l’affidamento degli interventi di sterilizzazione di cani e gatti padronali da effettuare in convenzione con il Comune di Mesagne.

 
Possono manifestare interesse i veterinari iscritti all’ordine professionale che abbiano la disponibilità di una struttura di primo intervento dotata di sala visite, strumenti per indagini e pronto intervento. 
L’istanza di partecipazione dovrà essere inoltrata all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre le ore 12 del prossimo 31 maggio 2022. 
Per informazioni e chiarimenti contattare l’ufficio Randagismo al numero 0831.732296 o inviare un’e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

L’ANCE ha lanciato da lungo tempo l’allarme, ma è rimasta colpevolmente inascoltata da chi aveva il compito di trovare le soluzioni e di farle applicare ad ogni livello nella gestione degli appalti pubblici.

Il quadro normativo è stato modificato in maniera ipertrofica, ma soprattutto inefficace e le conseguenze sono ben evidenti in ogni angolo del paese. Molti cantieri in corso sono fermi e le gare bandite dalle stazioni appaltanti stanno andando deserte perché l’incertezza non mette in condizioni le imprese di poter sostenere i costi di gestione dei cantieri, a partire da quello delle materie prime che aumentano in maniera schizofrenica e quindi non prevedibile. In questo scenario è evidente che il malcostume o peggio ancora le infiltrazioni criminali trovano terreno fertile.

Comuni, Province ed altri enti pubblici sostengono di non avere strumenti per attuare soluzioni senza incorrere in possibili problemi giudiziari e quindi si preferisce scaricare la patata bollente sulle imprese aggiudicatarie degli appalti. La conseguenza è che il numero di contenziosi è schizzato e di opere pubbliche completate e consegnate non c’è neanche l’ombra.

L’ANCE anche in provincia di Brindisi ha tentato – dopo aver informato il Prefetto Bellantoni – di stabilire una linea di dialogo con le amministrazioni per evitare che le nuove gare d’appalto venissero bandite con vizi congeniti, ma le risposte ottenute sono state poche e per giunta stizzite. Come se i “navigatori” degli uffici tecnici avessero mal digerito una sorta di “intromissione” dei costruttori nella gestione di quanto ritenuto di loro esclusiva pertinenza.

La conseguenza è che anche qui da noi le gare cominceranno ad andare deserte e di questo passo il PNRR andrà a farsi benedire e con lui anche le speranze di ripresa del nostro territorio che già vive una situazione di forte crisi dovuta alla transizione ecologica ed alla atavica mancanza di “programmazione urbanistica”

Certo, abbiamo detto più volte che i costruttori sono il braccio operativo dello Stato. Ma nessuno pensi di trasformarci nell’agnello sacrificale di questo paese, su cui scaricare responsabilità e costi sociali, perché a questo punto saranno proprio le imprese ad accelerare il blocco totale dei cantieri, con il solo intento di svegliare chi ha poteri decisionali affinché li eserciti, magari con urgenza, prima che sia troppo tardi. 

Angelo Contessa – Presidente ANCE Brindisi

 

La CNA crede fermamente nella possibilità che le strutture di proprietà dell’Enel, utilizzate ancora oggi per la movimentazione del carbone destinato alla centrale Federico II di Cerano, possano rappresentare il punto di partenza per la realizzazione a Brindisi di una tra le più importanti basi logistico-portuali del Mediterraneo.
 
 Del resto, questa ipotesi è stata elaborata proprio dalla stessa organizzazione di categoria e presentata anche al Governo nazionale nel corso di un vertice svoltosi a Roma nel febbraio del 2020.
 
Proposta che Enel ha accolto con entusiasmo poiché intravide l’opportunità di evitare di mandare al macero importanti infrastrutture delle sue centrali alimentate a carbone e quindi destinate ad essere dismesse entro il 2025, tanto da costituire a luglio dello stesso anno la società Enel Logistics a cui fu affidato il compito di valutare proprio la possibilità di creare basi logistiche.
 
A Brindisi, tra l’altro, una parte delle aree retroportuali in uso ad Enel è stata già decretata “Zona franca doganale”. Un primo passo importante, insomma, verso la realizzazione di un grande progetto di riconversione industriale con potenziali ricadute positive per il sistema delle imprese e conseguentemente anche dal punto di vista occupazionale.
 
 Ad una prima fase di proficuo confronto svoltosi sul territorio, però, ha fatto seguito una successiva fase di silenzio da parte di Enel Logistics e solo adesso, grazie ad un articolo pubblicato da una rivista specializzata, si apprende che è “tutto pronto per la realizzazione di un distripark nel porto di Brindisi” da parte della società logistica di Enel.
 
 La notizia è certamente positiva, anche se pensiamo che al territorio brindisino sia dovuto un diverso e più intenso coinvolgimento in qualunque ipotesi di utilizzo del proprio territorio, sia pure per finalità positive.
 
 Coinvolgimento e confronto finalizzati, ad esempio, a verificare se quanto riportato dalla rivista specializzata è solo un primo passo verso la realizzazione di una base logistica di ben altre dimensioni o se Enel ha invece deciso di rinunciare al riutilizzo dei 14 chilometri di asse attrezzato oltre ai Dome ed altre aree localizzati a Cerano, con il conseguente smontaggio, ripristino dei luoghi e bonifica delle aree interessate.
 
 Scelte che appartengono a chi deve fare impresa (Enel Logistics) ma che non possono non vedere partecipi chi, come enti locali, associazioni di categoria e organizzazioni dei lavoratori, è fortemente interessato ai ritorni economici ed occupazionali per il territorio.
 
 Un motivo in più perché le scelte da effettuare siano oggetto di confronti e non decise altrove, come spesso è accaduto in passato.
 
Franco Gentile – Presidente CNA Brindisi

       

 L’avvio della stagione estiva con il progressivo aumento delle presenze turistiche, soprattutto nei fine settimana, verso le località di villeggiatura, i luoghi di ritrovo ed  i locali di intrattenimento posti lungo la costa è stato il tema al centro della riunione di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutasi nella mattinata odierna, presieduto dal Prefetto Carolina Bellantoni.

Scopo dell'incontro favorire il raccordo massimo, nell'ambito del sistema integrato di sicurezza, nell'azione di prevenzione e controllo del territorio da parte di tutte le componenti delle Forze Polizia Statali e della Polizia Locale in campo.

Presenti all'incontro, oltre ai vertici provinciali delle Forze di Polizia, i Sindaci dei Comuni della Provincia, i rispettivi Comandanti delle Polizie Locali, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Gruppo Forestale Comando Provinciale dei Carabinieri, la Asl, l’Arpa.

A seguito dell'analisi congiunta, si è convenuto sulla opportunità di attuare il dispositivo di controllo territoriale, assicurando flessibilità ed adeguata capacità di intervento operativo, nonché la vigilanza  , sia nelle zone balneari, anche  con la collaborazione di personale della Capitaneria di Porto, sia nelle aree maggiormente interessate dalla movida, con il concorso delle Polizie Locali, in ottica preventiva al fine di intervenire tempestivamente su fenomeni di illeceità che possano determinare problematiche sul piano dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il Prefetto ha sensibilizzato i rappresentanti dei Comuni  ad attuare una cornice di regolamentazione nella gestione della "movida" chiedendo la massima collaborazione da parte delle associazioni di categoria e degli esercenti commerciali e gestori dei locali di maggiore richiamo, in modo da rendere compatibile l'offerta di svago e divertimento con lo sviluppo del territorio e il grado di vivibilità delle città da parte dei residenti per non pregiudicare i diritti alla quiete, al rispetto del decoro urbano, alla tutela ambientale.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata, in ambito comunale, alla regolamentazione  degli orari degli esercizi commerciali nei siti della movida, avendo cura di stabilire orari differenziati da cui far decorrere, rispettivamente,  il divieto di mescita di alcolici e la chiusura dei locali.

 A tal riguardo verrà emanata da prefetto specifica direttiva ai Sindaci dei comuni della provincia.

Inoltre, verranno attuati, secondo un modello organizzativo di collaborazione, già sperimentato efficacemente lo scorso anno, tra le Forze dell’Ordine a competenza generale, le Polizie locali e l’Arpa, mirati servizi di controllo per il contrasto ai fenomeni di emissioni sonore oltre i limiti ed orari consentiti  generati da locali di intrattenimento  musicale, al fine di coniugare la libertà di iniziativa economica con il diritto alla quiete degli abitanti.

Le linee di azione emerse nel corso della riunione saranno declinate in apposito tavolo tecnico coordinato dal Questore, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, al fine di dare concreta attuazione al programma dei controlli per la stagione estiva.

Riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per la pianificazione dei servizi in occasione della stagione estiva. L’avvio della stagione estiva con il progressivo aumento delle presenze turistiche, soprattutto nei fine settimana, verso le località di villeggiatura, i luoghi di ritrovo ed  i locali di intrattenimento posti lungo la costa è stato il tema al centro della riunione di Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutasi nella mattinata odierna, presieduto dal Prefetto Carolina Bellantoni.

Scopo dell'incontro favorire il raccordo massimo, nell'ambito del sistema integrato di sicurezza, nell'azione di prevenzione e controllo del territorio da parte di tutte le componenti delle Forze Polizia Statali e della Polizia Locale in campo.

Presenti all'incontro, oltre ai vertici provinciali delle Forze di Polizia, i Sindaci dei Comuni della Provincia, i rispettivi Comandanti delle Polizie Locali, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Gruppo Forestale Comando Provinciale dei Carabinieri, la Asl, l’Arpa.

A seguito dell'analisi congiunta, si è convenuto sulla opportunità di attuare il dispositivo di controllo territoriale, assicurando flessibilità ed adeguata capacità di intervento operativo, nonché la vigilanza  , sia nelle zone balneari, anche  con la collaborazione di personale della Capitaneria di Porto, sia nelle aree maggiormente interessate dalla movida, con il concorso delle Polizie Locali, in ottica preventiva al fine di intervenire tempestivamente su fenomeni di illeceità che possano determinare problematiche sul piano dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il Prefetto ha sensibilizzato i rappresentanti dei Comuni  ad attuare una cornice di regolamentazione nella gestione della "movida" chiedendo la massima collaborazione da parte delle associazioni di categoria e degli esercenti commerciali e gestori dei locali di maggiore richiamo, in modo da rendere compatibile l'offerta di svago e divertimento con lo sviluppo del territorio e il grado di vivibilità delle città da parte dei residenti per non pregiudicare i diritti alla quiete, al rispetto del decoro urbano, alla tutela ambientale.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata, in ambito comunale, alla regolamentazione  degli orari degli esercizi commerciali nei siti della movida, avendo cura di stabilire orari differenziati da cui far decorrere, rispettivamente,  il divieto di mescita di alcolici e la chiusura dei locali.

 A tal riguardo verrà emanata da prefetto specifica direttiva ai Sindaci dei comuni della provincia.

Inoltre, verranno attuati, secondo un modello organizzativo di collaborazione, già sperimentato efficacemente lo scorso anno, tra le Forze dell’Ordine a competenza generale, le Polizie locali e l’Arpa, mirati servizi di controllo per il contrasto ai fenomeni di emissioni sonore oltre i limiti ed orari consentiti  generati da locali di intrattenimento  musicale, al fine di coniugare la libertà di iniziativa economica con il diritto alla quiete degli abitanti.

Le linee di azione emerse nel corso della riunione saranno declinate in apposito tavolo tecnico coordinato dal Questore, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, al fine di dare concreta attuazione al programma dei controlli per la stagione estiva.

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