Redazione

Brindisi. 25enne arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno arrestato in flagranza di reato un 25enne di origine brasiliana residente a Salerno per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. In particolare, gli operanti sono intervenuti in una via del centro abitato dove era in atto una lite; giunti sul posto, hanno trovato il giovane che, all’atto dell’identificazione, ha opposto resistenza fisica tentando di colpire i militari con calci e sputi, venendo infine fermato. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato posto in libertà come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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La Chiesa Madre di Mesagne diventa palco scenico di elezione per l’esecuzione di un concerto polifonico di altissimo livello. L’associazione Parsifal in collaborazione, con il Comune di Mesagne – che patrocina l’evento – e la Chiesa Madre ospita il concerto dell’ Officina Corale Pugliese “E quindi uscimmo a riveder le stelle” dedicato all’anno di Dante.

Il programma ideato da Andrea Crastolla, direttore attuale dell’OCP, verte sulla trilogia dantesca, presentando brani del repertorio polifonico italiano contemporaneo (Pizzetti, Ghedini, Bettinelli) a cui si aggiunge il Pater Noster di Verdi su testo volgarizzato da Dante, e Stars, un brano del compositore lettone Eriks Esendvals. Verrà eseguito in prima assoluta mondiale il brano “Cerbero” del compositore siciliano Alberto Tomarchio. L’Officina Corale Pugliese eseguirà e inciderà nel 2022 i brani risultati vincitori dal concorso di composizione per coro su testi di Dante messo in campo da ARCoPu (Associazione Regionale dei Cori Pugliesi). I coristi dell’Officina Corale Pugliese provengo dalle province di Brindisi, Lecce e Taranto e rappresentano una selezione Il volume “E quindi uscimmo a riveder le stelle” sarà presentato la sera successiva nella replica del concerto presso la basilica di Santa Croce a Lecce.

Questo concerto si innesta negli eventi che Parsifal sta organizzando per le celebrazioni del XXV anniversario della Fondazione del Coro Polifonico Parsifal “Città di Mesagne”.

Il Coro Polifonico Parsifal aprirà la serata con l’esecuzione di due brani del suo repertorio in qualità di coro ospitante.

La partecipazione all’evento è libera fino ad esaurimento della capienza consentita e rispettando le norme di contenimento Covid 19: Green Pass necessario.

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Nessuna violenza e nessun diritto di genere più sui luoghi di lavoro.  

   DALLA FPCGIL BRINDISI UN NUOVO PERCORSO I SEGNALI DELLE DONNE. 
 
Cgil Fp Brindisi- Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne da quella fisica a quella psicologica, da quella domestica a quella pubblica, da quella nel lavoro a quella economica.
La violenza sulle donne è un fenomeno grave e diffuso anche nella provincia di Brindisi.
La Cgil-Fp Br. vuole essere a fianco, ascoltare e sostenere la voce delle donne vittime di violenza, in tutte le forme in cui si esprime.
LA CGIL-Fp si è posta un obiettivo specifico, quello di dichiarare alle istituzioni alle aziende di in intervenire con forme più stringenti e persuasive per il rispetto della dignità della persona ed in particolare della dignità della donna e dell’affermazione dei diritti negati.
Come sindacato abbiamo l’obbligo di occuparci della coerenza dei comportamenti propri e delle controparti a partire dai luoghi di lavoro in cui molte donne operano con abnegazione.
Noi della Cgil proponiamo un percorso “I SEGNALI DELLE DONNE”, un percorso con l’obiettivo di chiedere alle Istituzioni, alle aziende, di intervenire con misure più stringenti perché se la donna è considerata come soggetto possedibile non come soggetto di cittadinanza, il nostro territorio ha un gravissimo vuoto di democrazia che non possiamo considerare completamente sanato.
Chiediamo che ci si occupi della violenza sulle donne in modo più organico e strutturale, con il pieno coinvolgimento di tutti gli attori interessati comprese le parti sociali e il mondo dell’associazionismo civile, prevedendo un’adeguata copertura finanziaria senza la quale si rischia di non mettere in condizione di operare, davvero e con certezza, i Centri Antiviolenza e tutte quelle Strutture che accompagnano le donne a ritrovare la propria autonomia.
Le donne che subiscono violenza quando rompono quel muro di silenzio e di indifferenza, devono avere la certezza di essere adeguatamente protette a partire dagli spazi in cui operano.
La mancanza di lavoro, la perdita del lavoro, la rinuncia al lavoro, la precarietà dell’occupazione femminile, il part-time involontario a cui molte donne sono costrette, rappresentano ulteriori forme di violenza economica che colpiscono le donne, ne limitano la libertà, le espongono ad atti di controllo, a forme deviate di potere e di ricatto dentro e fuori i luoghi di lavoro.
Per contrastare questi fenomeni il nostro prioritario impegno è nei luoghi della contrattazione: per favorire un clima che favorisca l’occupazione femminile e le misure che la sostengano;
 
E’ fondamentale che le Donne stesse sappiano di  potersi rivolgere alla Cgil-Fp Brindisi dove possono trovare ascolto e ricevere un supporto a tutela delle donne, lavoratrici sui posti di lavoro. Per tal ragione dal mese di Dicembre sono in programma dei calendari pomeridiani frontali, in cui alcuni esperti parteciperanno: psicologi, assistenti sociali, educatori e operatori sanitari, consulenti legali, per illustrare il nuovo progetto siglato FP Cgil Brindisi “I SEGNALI DELLE DONNE” aperti a tutti  e alle donne e lavoratrici del territorio Brindisino.
 
 
Brindisi 25/11/2021
 
 
FP Cgil BRINDISI  LA SEGRETERIA TERRITORIALE
 
RESPONSABILE DIPARTIMENTO POLITICHE DI GENERE                   CHIARA CLEOPAZZO
RESPONSABILE DIPARTIMENTO POLITICHE SOCIALI                        GIOVANNA DENUZZO
 
 

Con l’avanzare dei contagi e il possibile cambio di colore in giallo o arancione sono a rischio 30 milioni di euro di spesa in ristoranti e agriturismi per pranzi e cene nelle festività di fine anno in uno degli oltre 20mila tra ristoranti, trattorie, pizzerie ed i 900 agriturismi della Puglia, mentre aumenta il pericolo di un ritorno delle restrizioni a causa della ripresa dei contagi. E’ quanto stima la Coldiretti Puglia, in riferimento all’importanza di adottate misure per contenere la pandemia con il green passa rafforzato. Se il cambio di colore in giallo – sottolinea la Coldiretti regionale – prevede un massimo di 4 persone per tavolo al chiuso in bar e ristoranti, con il passaggio in arancione si rischia il divieto di consumare parti all’interno del locale ma a preoccupare è anche l’impatto sulle attività turistiche. Le serrate andrebbero a frenare la ristorazione e l’accoglienza agrituristica – sottolinea la Coldiretti Puglia – già tra i settori più danneggiati dalla pandemia con i consumi alimentari degli italiani fuori casa che nel 2020 sono scesi al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per bar, ristoranti, trattorie e agriturismi che hanno dimezzato il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 5miliardi di euro.

Ma la situazione si ripercuote a cascata – continua la Coldiretti Puglia – sull’intero sistema agroalimentare con oltre 90mila tonnellate di cibi e di vini invenduti dall’inizio della pandemia, secondo la Coldiretti regionale. La drastica riduzione dell’attività – conclude la Coldiretti – pesa infatti sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

“Sarebbe un colpo durissimo per l’agriturismo che contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle campagne per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare l’affollamento. Gli agriturismi spesso situati in zone isolate in strutture familiari, dove le distanze si misurano in ettari - con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi più sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”, dice Filippo de Miccolis, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti.

Non si tratta solo di garantire il bisogno di convivialità ma anche di sostenere la ripresa dell’economia e la tenuta dell’occupazione, scongiurando di mettere in crisi la filiera che assicura l’approvvigionamento alimentare in Puglia grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, dalla ridotta disponibilità di manodopera ai blocchi alle frontiere per i trasporti, un  impegno quotidiano senza sosta che è sostenuto anche dalle consegne a domicilio, dall’asporto e da importanti momenti di solidarietà.

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Mesagne. Buoni spesa 2021

Novembre 24, 2021

Buoni spesa 2021: è attivo l'avviso pubblico rivolto ai commercianti. 

  L’Amministrazione comunale, ufficio Politiche sociali, informa che sul Sito istituzionale all'indirizzo undefined, è disponibile l’avviso pubblico rivolto agli esercenti di prodotti alimentari e non alimentari. Attraverso la compilazione del modulo allegato, gli operatori interessati potranno chiedere di essere inseriti nell’elenco delle attività che aderiscono all’iniziativa finalizzata all’erogazione di “buoni spesa” destinati ai nuclei familiari in maggiore stato di bisogno economico, secondo quanto previsto con D.L. 73/2021 convertito in L.N. 106/2021 (cosiddetto “Decreto sostegni” - emergenza Covid-19).
 
L'elenco degli esercizi che aderiranno sarà pubblicato sul sito internet istituzionale, verrà aggiornato ed avrà validità sino ad esaurimento dei fondi disponibili.
 
L'istanza di partecipazione dovrà essere sottoscritta digitalmente o con firma autografa e inviata, corredata da una fotocopia di documento di identità del titolare e/o legale rappresentante, all’indirizzo di Posta elettronica certificata Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., indicando nell’oggetto “Buoni spesa per Fondo Solidarietà Alimentare”.
 
Nella domanda gli esercizi hanno facoltà di specificare l' eventuale percentuale di sconto riconosciuta ai beneficiari sulla spesa totale o l’offerta di ulteriori servizi a titolo gratuito.

Un rocambolesco inseguimento si è verificato ieri mattina tra le volanti della polizia di Brindisi e un topo d’auto. La fuga dell’uomo è terminata a Mesagne dove il ladro è stato bloccato e arrestato. Dovrà rispondere di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo le formalità di rito è stato trasferito presso il carcere di Brindisi. Dunque, continua incessante l’attività di controllo del territorio da parte degli uomini delle volanti della questura di Brindisi e dei commissariati della provincia che, come disposto dal questore, stanno garantendo una capillare attività di prevenzione e repressione dei reati. In quest’ottica alle ore 8,45 di ieri un cittadino ha segnalato, alla centrale operativa unica del 112, il furto della propria Alfa Romeo Giulietta avvenuto nel centro abitato di San Pietro Vernotico. La segnalazione è stata inviata a tutte le pattuglie presenti sul territorio provinciale per svolgere specifici servizi di intervento.

Ciò ha permesso ad una delle pattuglie della sezione volanti della questura di Brindisi di intercettare l’auto rubata mentre percorreva, a fortissima velocità, la statale 16 in direzione del rione S. Elia. A bordo era presente solo il conducente. Anche se il ladro aveva un complice che viaggiava a bordo di una seconda auto, probabilmente utilizzata per raggiungere il luogo del furto e per disturbare un eventuale intervento delle forze dell’ordine. I poliziotti hanno, così, iniziato un inseguimento che si è protratto per lunghi minuti durante i quali l’auto del complice riusciva a sfilarsi e a far perdere le sue tracce. Nel frattempo il ladro, dell’Alfa Romeo Giulietta, percorreva le strade a folle velocità, e si caratterizzata per le manovre spericolate compiute. La folle fuga permetteva al ladro di seminare i poliziotti. Nonostante ciò, gli agenti hanno avuto il tempo di segnalare la direzione di fuga ai colleghi di Mesagne che immediatamente hanno predisposto una rete di controlli per intercettare la Giulietta.

Infatti, dopo alcuni minuti le volanti e le auto civetta della polizia giudiziaria hanno affiancato il fuggitivo fino a quando lo hanno stretto e con una manovra da manuale lo hanno bloccato. Si tratta del 47enne R. G. di Brindisi, individuo già conosciuto dalle forze dell’ordine. Gli agenti lo hanno condotto in caserma e lo hanno arrestato per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Poi lo hanno trasferito in questura dove è avvenuto il foto-segnalamento. Infine, è stato trasferito presso il carcere di Brindisi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Servizio straordinario di controllo dei soggetti nominati custodi di veicoli sottoposti a sequestro penale o amministrativo. Denunciate 6 persone. Nell’ambito del territorio del Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, a conclusione di un servizio straordinario di controllo dei soggetti nominati custodi di veicoli sottoposti a sequestro penale o amministrativo, i Carabinieri delle Compagnie dipendenti hanno denunciato in stato di libertà 6 persone poiché, in qualità di custodi giudiziari, hanno violato i prescritti obblighi. Nel corso del citato servizio sono stati controllati complessivamente 35 veicoli già sottoposti a sequestro penale o amministrativo.

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Dati del giorno: 24 novembre 2021

273
Nuovi casi
22.533
Test giornalieri
2
Persone decedute
Nuovi casi per provincia
Provincia di Bari: 69
Provincia di Bat: 13
Provincia di Brindisi: 40
Provincia di Foggia: 45
Provincia di Lecce: 53
Provincia di Taranto: 52
Residenti fuori regione: 3
Provincia in definizione: -2
3.910
Persone attualmente positive
144
Persone ricoverate in area non critica
18
Persone in terapia intensiva

Dati complessivi

277.988
Casi totali
4.656.738
Test eseguiti
267.198
Persone guarite
6.880
Persone decedute
Casi totali per provincia
Provincia di Bari: 100.882
Provincia di Bat: 28.696
Provincia di Brindisi: 22.113
Provincia di Foggia: 49.179
Provincia di Lecce: 32.855
Provincia di Taranto: 42.683
Residenti fuori regione: 1.033
Provincia in definizione: 547

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Open day dedicati, a partire da oggi 24 novembre, per operatori scolastici, forze dell’ordine, protezione civile, volontari. Le persone che rientrano in queste categorie possono accedere senza prenotazione in alcuni centri della provincia per effettuare la terza dose di vaccino anti Covid.

Gli open day sono stati programmati, al momento, nei comuni di Brindisi, Fasano e Oria dal 24 al 28 novembre dalle 9 alle 14. Il fine settimana è interamente dedicato alla vaccinazione con terza dose a queste specifiche categorie di persone. Come da recenti disposizioni, la terza dose può essere effettuata dopo 5 mesi dalla precedente.

Intanto proseguono le vaccinazioni anti Covid per gli over 40 che possono accedere, a fine giornata, senza prenotazione fino a smaltimento delle dosi. Chi vuole avere la certezza di giorno e orario del vaccino può prenotare tramite sportelli Cup Asl, farmacie, call center 800888388 o 080 9181603 da cellulare, portale della Salute dal menù “Servizi online”.

Per altre informazioni sull’adesione alla campagna vaccinale consultare il portale regionale La Puglia ti vaccina.

In allegato elenco dei centri attivi dal 22 al 28 novembre.

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Puglia ortofrutticola, è crisi profonda: “Ora un tavolo d’emergenza”. La richiesta di CIA Puglia e Confcooperative Puglia all’assessore Donato Pentassuglia. I casi dei prezzi al ribasso, la morsa delle royalty, l’uva che arriva a due spiccioli dall’Egitto. “Impossibile continuare a vendere al di sotto dei costi di produzione”. CIA Agricoltori Italiani della Puglia e Confcooperative Puglia hanno inviato una lettera all’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo ortofrutticolo regionale.

COMPARTO IN SOFFERENZA. Tutto il comparto è in sofferenza, partendo dalle campagne primaverili ed estive di raccolta con i casi clamorosi dei prezzi stracciati riconosciuti ai produttori per ciliegie e angurie. Il problema, poi, si è riproposto drammaticamente anche per l’uva da tavola, gli agrumi e, più in generale, tutti i prodotti del settore ortofrutticolo.

«I prezzi al ribasso praticati secondo le regole del massimo profitto non sono soltanto un paradosso, ma anche un’ingiustizia e uno squilibrio drammatico ingenerato da un mercato che mortifica imprese agricole, lavoratori e valore dei prodotti», hanno scritto, nella lettera indirizzata a Pentassuglia, l’organizzazione sindacale CIA Puglia e Confcooperative Puglia.

«Gli effetti perversi di un mercato impostato su prezzi al ribasso e importazioni selvagge mostra apertamente lo squilibrio nel potere di contrattazione tra i produttori e la Grande distribuzione organizzata. La scorsa primavera, è stato clamoroso il caso delle ciliegie pugliesi, col prezzo riconosciuto ai produttori inferiore fino a 15-20 volte al costo imposto ai consumatori nei supermercati. Durante l’estate si è evidenziato lo stesso problema per le angurie, con gli agricoltori costretti a lasciare il prodotto nei campi a causa del crollo del prezzo.

UVA DA TAVOLA. Nel comparto dell’uva da tavola, la Puglia è la prima regione italiana per numero di aziende, quantità e qualità della produzione. Il dato complessivo regionale si attesta su una superficie di 25.085 ettari utilizzati e una produzione di 6.400.000 quintali. La provincia di Bari, da sola, registra 10.750 ettari utilizzati e una produzione annuale pari a 2.332.000 quintali. Non sono soltanto numeri di eccezionale rilievo, ma si tratta soprattutto di reddito per migliaia di lavoratrici e di lavoratori, posti di lavoro, un’economia di filiera che è motore trainante del nostro export. Per il comparto dell’uva da tavola, incombe, più di altri comparti, la questione delle royalty da pagare sulle nuove varietà. Il fenomeno sta diventando una trappola silenziosa che rischia di danneggiare seriamente gli imprenditori agricoli.

QUESTIONE ROYALTY. Per Raffaele Carrabba, presidente di Cia Puglia, “la questione è nota da tempo e riguarda tutta la Puglia: sulle uve da tavola senza semi, soprattutto, ma anche su moltissimi prodotti ortofrutticoli e agrumicoli, negli ultimi tempi si sta giocando una vera e propria guerra dei brevetti”. In alcuni Paesi, come Israele, Cile e Stati Uniti, la ricerca scientifica ha prodotto nuove varietà di frutti. La proprietà intellettuale di quelle produzioni implica il pagamento delle royalty da parte dei semplici agricoltori sul territorio, non solo per avere l’autorizzazione a coltivare determinate varietà ma anche nella successiva vendita del raccolto. Di fatto, agli agricoltori viene imposto anche a chi vendere. Un’imposizione che, se elusa, può avere conseguenze estreme, fino al taglio delle viti. In sostanza, per poter coltivare le nuove varietà, l’azienda agricola deve sottoscrivere un contratto che la vincola non solo a pagare le royalty, ma anche a vendere e commercializzare l’uva solo attraverso uffici della società che detengono il brevetto vegetale. In pratica si diventa ‘succursali’, una sorta di franchising, con qualcun altro che diventa padrone in casa nostra, di fatto titolare del destino di ogni politica commerciale e di vendita che decide al posto dell’agricoltore come e quanto coltivare e quale reddito deve andare a chi investe e lavora sul campo, si accolla il rischio d’impresa, paga fior di euro per assicurare i propri vigneti e li cura.

L’UVA DALL’EGITTO. Le regole diverse a seconda dei Paesi, anche all’interno dell’Unione europea, rendono ancora più difficile la vita dei nostri produttori. L’Olanda, per esempio, dove vige un regime fiscale particolarmente vantaggioso, annualmente satura il mercato europeo dell’uva da tavola con prodotto acquistato dall’Egitto, che viene venduto, già confezionato, al prezzo medio di 0,60 euro al chilogrammo, contro il prezzo medio di 1,20 euro al chilogrammo dei produttori e commercianti italiani.

Per Sergio Curci, responsabile GIE Ortofrutta di Cia Puglia, “non è possibile vendere le nostre uve ad un prezzo più basso di 1,20 euro al chilogrammo, un prezzo peraltro appena sufficiente alla sola remunerazione dei costi. L’Olanda ha stretto accordi commerciali con i produttori egiziani ed ha realizzato una grande piattaforma logistica di distribuzione del prodotto egiziano. Peraltro, l’Europa, irragionevolmente, ha investito grosse somme in Egitto con finalità di ricerca e per la realizzazione di nuovi impianti con varietà di uva da tavola innovativa, anche senza semi. Attualmente gli egiziani hanno una produzione di buona qualità e ogni anno aumentano le proprie estensioni a frutto per migliaia di quintali. Avvalendosi di una manodopera a costo bassissimo, l’Olanda può oggi distribuire sul mercato europeo una grande quantità di uva da tavola, con e senza semi, di buona qualità a prezzi stracciati e improponibili per i produttori italiani”.

LE CALAMITA’. È noto a tutti che l’agricoltura è un’industria a cielo aperto. Ogni giorno, ogni stagione deve fare i conti con le calamità atmosferiche sempre più in agguato.

"Le gelate primaverili prima, la persistente siccità e le calure africane che hanno caratterizzato questa estate hanno messo a dura prova le coltivazioni e le imprese agricole" - dichiara Vincenzo Patruno, presidente Confcooperative Puglia. "Per salvare le produzioni, i viticoltori hanno dovuto far ricorso a innumerevoli irrigazioni di soccorso con un aggravio di costi per i bilanci delle aziende. Per effettuare le irrigazioni, gli agricoltori hanno dovuto fare i conti con una rete irrigua obsoleta e non in grado di far fronte alle esigenze irrigue delle coltivazioni". Anche in questi giorni un’altra vera e propria calamità si sta abbattendo sull’uva da tavola. Le nebbie e le temperature al di sopra delle medie stagionali stanno distruggendo le produzioni ancora presenti in grandi quantità sulle piante. Umidità e temperature che stanno favorendo lo sviluppo di muffe che la mano dell’uomo non riesce a fermare né con il diradamento dei chicchi né con i trattamenti fitosanitari.

Secondo le due associazioni, “occorrerà chiedere il riconoscimento dello stato di calamità. Pertanto, al fine di poter dare una risposta agli imprenditori agricoli, chiediamo la convocazione del Tavolo ortofrutticolo regionale per affrontare il problema con l’intera filiera e con le istituzioni preposte per porre in atto azioni volte a salvaguardare il comparto”.

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