Redazione
20 aprile 2026 Acquedotto Pugliese sta effettuando interventi per il miglioramento del servizio nell’abitato di Carovigno (BR). I lavori riguardano l’installazione di nuove opere idriche.
Per consentire l’esecuzione dei lavori, sarà necessario sospendere temporaneamente la normale erogazione idrica il 23 aprile 2026 nell’abitato di Carovigno (BR). L’interruzione riguarderà: Via Petrarca e Corso Umberto, nel tratto compreso tra Via C. Alberto e Via Petrarca.
La sospensione avrà la durata di 8 ore, a partire dalle ore 08:00 con ripristino alle ore 16:00.
Disagi saranno avvertiti esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo.
Acquedotto Pugliese raccomanda i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione idrica. I consumi, infatti, costituiscono una variabile fondamentale per evitare eventuali disagi.
Per informazioni:
- numero verde 800.735.735
- www.aqp.it (sezione “Che acqua fa? Lavori sulla rete”)
- X, account @AcquedottoP
Stato di agitazione del Cobas per Cerano
Il Sindacato Cobas dichiara lo stato di agitazione per i lavoratori delle ditte appaltatrici della Centrale Enel di Cerano a sostegno dei 3 lavoratori licenziati dalla ditta di giardinaggio Colemi , per i 50 lavoratori ex SIR che erano addetti allo scarico del carbone transitati provvisoriamente in altre ditte, per sapere l’avvio dei programmi reali dell’Enel per tutti .
Il Sindacato Cobas convoca una prima assemblea dalle 7,00 alle 8,00 e la seconda dalle 8,00 alle 9,00 davanti ai cancelli della Centrale di Cerano per dare le informazioni di cui è a conoscenza .
Le assemblee servono per costruire insieme a tutti i dipendenti di Cerano le prossime mobilitazioni ;il tutto per chiedere al Governo, all’Enel, di trovare subito la soluzione dei problemi all’ordine del giorno(Colemi , ex-Sir, nuovi impianti) e per la prospettiva di carattere generale legata alla cosiddetta fase di decarbonizzazione.
Intanto il Sindacato Cobas ha raccolto informazioni su una riunione interna ENEL che si sta svolgendo a Roma in questi giorni ; la riunione è rivolta a trovare le soluzioni per i tre lavoratori di Colemi , i 50 ex-Sir, per tutti i dipendenti delle ditte appaltatrici; da questa riunione il Cobas chiede che escano certezze sui piani di attività per la messa in sicurezza dei gruppi termoelettrici, dell’avvio della affidamento dei lavori per la costruzione dei nuovi impianti di batterie di accumulo della energia.
Dall’altra sappiamo che il piano per la decarbonizzazione sembra andare avanti con la firma dell’accordo di programma spostato a Maggio.
Sembra che si siano aggiunti nuovi progetti a quei pochi che stavano per tagliare il traguardo.
Il Cobas è contento se si aggiungono nuovi investimenti ma chiede al Governo Nazionale che non si perdano per strada i 61 investimenti iniziali , così come sembra stia avvenendo in realtà.
Il destino di questa città è sempre di più nelle mani dei lavoratori e dei cittadini attraverso la mobilitazione , non ci possiamo permettere di perdere le occasioni per dare lavoro ad una città esausta .
Altrimenti così come denunciamo da anni Brindisi è destinata a scomparire .
Brindisi 20.04.2026
Per il Cobas Roberto Aprile
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Risoluzione consensuale del contratto con Zach Copeland
Si comunica che in data odierna è stato rescisso consensualmente il contratto in essere tra la Valtur Brindisi e l'atleta Zach Copeland.
Da parte della società e dell'intero staff biancoazzurro vanno al giocatore i migliori auguri per il prosieguo della sua carriera, ringraziandolo per l’impegno profuso durante l’arco della sua permanenza a Brindisi.
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SCIOPERO TIR: COLDIRETTI PUGLIA, CON L’88% DEL CIBO CHE VIAGGIA SU GOMMA A RISCHIO SCAFFALI E SPESA CITTADINI
Lo sciopero dei Tir causato dal caro carburanti rischia di generare un effetto valanga sul settore agroalimentare in Puglia, mettendo a rischio la spesa dei cittadini, con i prodotti deperibili come ortofrutta, funghi e fiori che restano a terra, bloccati lungo la filiera distributiva e destinati, nei casi più critici, a deteriorarsi prima ancora di raggiungere i punti vendita. È quanto evidenzia Coldiretti Puglia nel denunciare il blocco delle consegne dovuto allo stop dell’autotrasporto, con i camionisti che hanno incrociato le braccia e lasciato i mezzi, mettendo in crisi le catene di approvvigionamento, considerando che l’88% delle merci viaggia su gomma per arrivare sugli scaffali.
Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in Italia, pari al 14% delle tonnellate trasportate e al 18% del totale in tonnellate-chilometro, rendendo il sistema particolarmente esposto alle tensioni sui costi del carburante.
L’aumento dei costi energetici, con un forte rialzo del prezzo del gasolio anche agricolo – denuncia Coldiretti Puglia – mette a rischio gli approvvigionamenti alimentari e provoca gravi ripercussioni sulle produzioni agroalimentari, soprattutto quelle deperibili, a causa delle difficoltà degli autotrasportatori schiacciati da prezzi del carburante più che raddoppiati. In questo scenario, l’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti rischia di avere effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare.
In Puglia il settore dei trasporti è il più energivoro ed è caratterizzato da un utilizzo prevalente di combustibili liquidi che coprono il 93,9% dei consumi, ricorda Coldiretti Puglia su dati MISE, Terna ed Enea, e senza misure urgenti per calmierare il costo del carburante, gli autoarticolati rischiano di fermarsi completamente, con il conseguente blocco delle consegne agroalimentari.
Anche per le aziende agricole la situazione è particolarmente delicata, perché consumi energetici e concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola, con il rischio concreto che nuovi aumenti possano compromettere la sostenibilità economica delle produzioni – spiega Coldiretti Puglia – quando il prezzo del gasolio agricolo dallo scoppio della guerra in Iran è aumentato in media dell’80%.
Nel giro di un mese di crisi i costi per il settore dell’olio d’oliva sono aumentati di 205 euro per ettaro di uliveto, secondo le stime di Divulga. Per i cereali l’incremento medio è di almeno 65-80 euro ad ettaro, con punte fino a 200 euro per il mais, con effetti diretti anche sugli allevamenti. Produrre una tonnellata di latte costa circa 40 euro in più, mentre nel comparto suinicolo i costi aggiuntivi si aggirano sui 25 euro per capo allevato. Anche i frutteti registrano bilanci in perdita, con aumenti fino a 35 euro a tonnellata, ma sono in difficoltà anche florovivaismo con l’aumento del 10% dei costi delle materie plastiche per imballaggi e vasi e vino.
I prezzi dei fertilizzanti sono saliti rapidamente, come nel caso dell’urea arrivata a 815 euro a tonnellata, con un aumento di 230 euro rispetto a fine febbraio, pari al 40%. Il nitrato ammonico ha raggiunto i 500 euro a tonnellata, con un incremento di quasi 100 euro in un mese. Anche il gasolio agricolo ha subito forti rincari, superando in molti casi 1,20 euro al litro, con picchi più elevati in diverse aree del Sud Italia come la Puglia, una situazione che ha spinto Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e alla Guardia di Finanza contro le speculazioni.
L’aumento dei costi energetici e dei trasporti rischia di comprimere i margini delle imprese agricole e di trasferirsi sui prezzi al consumo, come già avvenuto dopo l’inizio della guerra in Ucraina. In questo contesto è rilevante il recupero di 10 miliardi di fondi della Pac, la Politica agricola comune, riportati in Italia grazie alle mobilitazioni di Coldiretti che hanno evitato i tagli previsti dalla Commissione europea. Tuttavia, con una crisi destinata ad aggravarsi, restano indispensabili interventi urgenti di sostegno alle imprese agricole, impegnate a garantire la produzione alimentare in condizioni sempre più difficili e con grandi sacrifici.
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C’è un filo invisibile che lega le storie personali al destino di una comunità. È fatto di sacrifici, intuizioni, lavoro quotidiano e amore per la propria terra. A San Donaci, questo filo prende forma concreta nella Giornata dell’Orgoglio Sandonacese, l’appuntamento che celebra chi, con passione e dedizione, contribuisce a rendere il paese un esempio di identità e resilienza.
Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 10:00, nella Chiesa Madre Santa Maria Assunta, si svolgerà l’ottava edizione dell’evento promosso dal Comando di Polizia Locale, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Un momento atteso e sentito, che negli anni si è affermato come una vera e propria festa della comunità.
In un contesto globale segnato da sfide economiche e cambiamenti profondi, San Donaci risponde con la forza delle proprie radici. E lo fa riconoscendo pubblicamente il valore di quei cittadini che, restando fedeli al territorio, hanno saputo costruire percorsi di successo, diventando esempio per le nuove generazioni.
Protagonisti dell’edizione 2026 saranno gli imprenditori del comparto vitivinicolo locale, ambasciatori di una tradizione che unisce innovazione e storia. Verranno celebrati i rappresentanti di realtà produttive che portano il nome di San Donaci ben oltre i confini regionali: Cantine Paolo Leo, Cantine Candido, Cantina Cooperativa Sociale San Donaci, Cantine De Mitri, Cantine Serio, Cantine Mazzotta, Cantine Del Prete, Cantine Lolli e Azienda Fortunato. Un settore economico molto importante che racconta, calice dopo calice, l’anima autentica del territorio.
La manifestazione anche quest’anno guarda con particolare attenzione ai giovani: saranno infatti presenti gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri”, invitati a conoscere da vicino storie di impegno e successo nate proprio nella loro comunità.
Nel corso degli anni, la Giornata dell’Orgoglio Sandonacese ha reso omaggio a figure di grande spessore umano e professionale: dal compianto Don Donato Panna alle suore Stimmatine, dal professor Antonio Pellegrino alla giudice Anna Lucia Zaurito, fino a medici, educatori e servitori dello Stato che hanno lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva. Venerdì 17 aprile grazie ai suoi protagonisti San Donaci riaffermerà con orgoglio la propria identità.
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CONTROLLI STRAORDINARI NEL TERRITORIO DI SAN PIETRO VERNOTICO
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È stata una notte di intenso lavoro per i Vigili del Fuoco del Comando di Brindisi. Gli uomini del distaccamento di Ostuni sono stati impegnati in due diversi interventi, tra la tarda serata di ieri e le prime luci dell'alba di oggi, a causa del rogo di tre autovetture.
Il primo allarme è scattato in Contrada Torre Spaccata, nella frazione di Pezze di Greco (Fasano), dove le fiamme hanno avvolto un'autovettura parcheggiata. Non appena concluse le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza della zona, la squadra è dovuta intervenire d'urgenza nel centro abitato di Ostuni.
In via Pasubio, infatti, un secondo incendio ha coinvolto altri due veicoli. Il tempestivo intervento dei pompieri ha impedito che il fuoco si propagasse ulteriormente agli edifici circostanti o ad altri mezzi in sosta, limitando i danni alla zona circostante.
In entrambi i casi, l'intervento dei Vigili del Fuoco è stato fondamentale per domare i roghi e bonificare l'area, eliminando ogni potenziale pericolo per i residenti.
Legambiente un successo spiagge e fondali puliti
Il 19 aprile si è svolta anche a Brindisi una delle tante iniziative della campagna identitaria di Legambiente, spiagge e fondali puliti. Il 19 aprile si è svolta anche a Brindisi una delle tante iniziative della campagna identitaria di Legambiente, spiagge e fondali puliti.Sul lido Giancola, i volontari di Legambiente hanno raccolto circa 60 kg di plastica e 40 di indifferenziato. Molti rifiuti hanno raccolto, prima dell'arrivo dei volontari, gli operatori di Tecno service nella zona accanto al canale Giancola di cui Legambiente aveva documentato, nei giorni scorsi, il profondo degrado e la presenza di molti sacchetti di rifiuti.Spiagge fondali puliti e una delle campagne di cittadinanza attiva di Legambiente che vede impegnati tantissimi volontari nel ripulire tratti di costa inquinati dai rifiuti abbandonati sui lidi e da quelli che vengono trasportati dal mare.E, quindi, una iniziativa di sensibilizzazione e di educazione ambientale che raggiunge il suo scopo anche quando, come è accaduto a Brindisi a Giancola, si ottiene l'intervento straordinario la domenica di prima mattina da parte degli operatori della società deputata a effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani in città.È evidente che gli interventi della società debbano essere costanti, soprattutto nel periodo che va da aprile a settembre, ma è altrettanto evidente il ruolo che devono avere tutti i cittadini nel rapporto con il proprio territorio da salvaguardare.Legambiente ha già documentato le ragioni della scelta del lido in un'area, quella di Giancola, interessata dagli effetti prodotti dai mutamenti climatici e dalle erosioni sulla costa, dai danni e dal degrado che interessano la litoranea, dalla presenza diffusa di rifiuti. Giancola, però, può essere l'emblema di un complessivo piano di rigenerazione della costa Nord di Brindisi: il Canale, la sua foce e la Costa hanno in corso un progetto di rinaturalizzazione e riqualificazione che vede investiti 1 milione e mezzo di euro.Giancola, però, può essere l'emblema di un complessivo piano di rigenerazione della costa Nord di Brindisi: il Canale, la sua foce e la Costa hanno in corso un progetto di rinaturalizzazione e riqualificazione che vede investiti 1 milione e mezzo di euro.Un piano di rigenerazione dell'intero canale Giancola comporta il ripristino delle condizioni connesse ai vincoli naturalistici presenti, la rinaturalizzazione del canale in buona parte cementificato,La riqualificazione del lido soltanto in parte bonificato e da rendere fruibile e tutelato, la salvaguardia della falesia e della Torre testa,Il piano di recupero urbanistico della zona abitata limitrofa al canale e la valorizzazione delle emergenze storiche ed economiche presenti, con particolare riferimento alle tenute Rubino, che è una delle sette cantine che hanno costituito l'associazione Appia Wine road, nell'area occupata dall'azienda vitivinicola tenuta Rubino, sono presenti i resti delle antiche fornaci romane, ai lati della Appia Traiana, in cui si producevano anfore che hanno consentito il trasporto di olio e vino in tutto il Mediterraneo.Come si vede, gli scopi di iniziative di Legambiente nell'ambito delle campagne nazionali dell'associazioni o nelle attività costanti sul territorio hanno valenze articolate e fra loro sinergiche che puntano alla valorizzazione del territorio e alla formazione della cittadinanza attiva.
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Volley B maschile: La Cedat 85/Omega Mesagne cade a Leverano
Volley B maschile: La Cedat 85/Omega Mesagne cade a Leverano.

