Redazione

Dati del giorno: 20 gennaio 2022

8.333
Nuovi casi
63.243
Test giornalieri
7
Persone decedute
Nuovi casi per provincia
Provincia di Bari: 2.764
Provincia di Bat: 934
Provincia di Brindisi: 761
Provincia di Foggia: 1.269
Provincia di Lecce: 1.437
Provincia di Taranto: 1.061
Residenti fuori regione: 62
Provincia in definizione: 45
133.483
Persone attualmente positive
691
Persone ricoverate in area non critica
63
Persone in terapia intensiva

Dati complessivi

505.565
Casi totali
7.079.241
Test eseguiti
 

Xylella, false cure, Amati: "Come volevasi dimostrare. Ottenuti i risultati dello studio. NuovOlivo non cura batteri”. 

"Sono arrivati i risultati delle analisi, effettuate in due diversi laboratori, dei campioni prelevati il 30 novembre 2021, rilevando una elevata carica batterica in tutte le piante oggetto di campionamento, senza alcuna differenza tra piante trattate e non trattate con NuovOlivo, e le piante non soggette ad alcun intervento di gestione agronomica. Pertanto, i risultati non evidenziano alcuna azione antibatterica verso i patogeni, a partire da Xylella. Come non sono state confermate le indicazioni sulla potenziale attività antibatterica del prodotto ‘magico’, non è stata osservata nessuna riduzione della carica batterica. Tali piante, pertanto, continuano a rappresentare una importante fonte di inoculo.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Fabiano Amati commentando i risultati dei campioni prelevati e analizzati in laboratorio.

"Qualche mese fa avevo denunciato la presenza di prodotti che, magicamente, avrebbero portato gli ulivi all’originale splendore, peraltro con la beffa di vedere sulla cartellonista il logo del Comune di Lecce e dell’Università di Bari (quest’ultimo senza autorizzazione alcuna), con l’evidente tentativo di dare a NuovOlivo il credito di enti autorevoli. Ovviamente si è trattato di raggiro per evocare indirettamente una fantomatica cura dalla Xylella, fitopatologia che provoca il disseccamento degli alberi, per la quale al momento purtroppo non esiste alcun rimedio ".

È nato a Mesagne il Comitato "Rilanciamo Marco Cavallo". Mercoledì 19 gennaio presso la Sala Consigliare del Comune di Mesagne si è svolto un dibattito pubblico approfondito, sereno,  proficuo e democratico sul futuro dell'esperienza straordinaria della cogestione, tra una Associazione di Cittadini e la Asl Brindisi, del Centro Diurno per la Salute Mentale di Comunità "Marco Cavallo".

Tutti i diversi soggetti presenti si sono riconosciuti in una comunione d'intenti per far sì che la stessa esperienza non solo debba continuare, con le dovute garanzie ed un budget adeguato, ma vada anzi rilanciata ed esportata in tutte le Province pugliesi.
Per continuare tutti insieme a stimolare le istituzioni in tal senso all'unanimità si è deciso di costituirsi in Comitato per porsi come soggetto collettivo, politico/sindacale/di cittadinanza attiva, che possa interlocuire con la Asl e la Regione e contribuire a rilanciare questa esperienza innovativa di salute mentale di comunità sia nel territorio brindisino che in quello regionale.
Chiunque fosse interessato può aderirvi.
Il Comitato si impegna non solo a chiedere un incontro alla Asl nei prossimi giorni ma anche e soprattutto a sviluppare qualsiasi iniziativa che possa essere utile a rilanciare la cogestione del Centro Marco Cavallo.
Il Comitato si è costituito con il sostegno del Sindaco di Mesagne Toni Matarrelli, del Sindaco di Latiano Cosimo Maiorano, dell'Assessore di Torre S.S. Lucrezia Morleo, del Presidente del Consorzio d'Ambito Antonio Calabrese, del Consigliere Regionale Mauro Vizzino, del Segretario Cgil Brindisi Antonio Macchia, del Presidente 180amici Puglia Carlo Minervini. 

La manovra di bilancio contiene interventi significativi per le imprese agricole femminili, grazie anche alla proficua collaborazione tra Coldiretti e Ismea

A pagare il prezzo più alto sul fronte occupazionale sono state proprio le donne con il 70% dei posti di lavoro persi a causa della crisi economica e occupazionale per la pandemia da Covid 19, il tasso di occupazione sceso al 49%, per la prima volta dal 2013, una inversione di tendenza preoccupante anche in agricoltura dove va sostenuta con strumenti adeguati la voglia delle donne di impegnarsi nello sviluppo rurale. E’ il commento di Coldiretti Puglia, in riferimento ai dati del Bilancio di genere 2020, secondo cui nell’anno dello scoppio della pandemia è stato registrato un calo dell’occupazione femminile soprattutto al Sud e tra le donne più giovani.  

“La manovra di bilancio contiene interventi significativi per le imprese agricole femminili, grazie anche alla proficua collaborazione tra Coldiretti e Ismea, che ha portato l'estensione alle imprese agricole femminili senza limiti di età delle agevolazioni finora previste solo per i giovani e un ulteriore stanziamento di 5 milioni di euro per il 2022 per incentivare con un fondo rotativo nuove attività imprenditoriali delle donne in agricoltura”, afferma la leader nazionale e pugliese di Coldiretti Donne Impresa, Floriana Fanizza.

Sono quasi 24mila le aziende agricole ‘rosa’ che stanno dando un volto multifunzionale e innovativo con professioni antiche riviste in chiave moderna, in agricoltura, silvicoltura e pesca in Puglia, dove quasi una azienda agricola su 3 è guidata da donne e cresce anche il numero di agriturismi in rosa (+ 3,7%), passati da 286 a 305 in Puglia, a dimostrazione di quanto le imprenditrici siano riuscite, aggiunge Coldiretti Puglia, a cogliere al massimo le opportunità offerte dalla multifunzionalità in agricoltura.

“Strategico supportare e incentivare l’imprenditoria femminile in agricoltura – insiste Fanizza - che offre notevoli potenzialità occupazionali, puntando sulle giovani donne, considerato che in Puglia per esempio il 54% delle domande per i nuovi insediamenti sono state presentante proprio dalle imprenditrici in erba. L’agroalimentare può offrire 100mila posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni in Puglia con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale, ma anche un nuovo welfare in campagna”.

I progressi sono lenti e i divari di genere persistono nel mondo del lavoro e a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni, per cui Coldiretti ha chiesto investimenti seri nelle infrastrutture di supporto alle imprenditrici femminili nelle aree rurali, rendendo fruibili e maggiormente rispondenti alle esigenze delle imprenditrici gli strumenti del PSR e della PAC.

“Sotto questo aspetto va sottolineata l’esigenza di rafforzare il nuovo welfare nelle aree interne per consentire di mettere un argine allo spopolamento. Pensiamo agli agriasilo per consentire alle donne di non rinunciare alla maternità e coniugarla con il lavoro – conclude Fanizza - alle fattorie didattiche e a quelle di agricoltura sociale, che in alcuni territori potrebbero rappresentare un presidio insostituibile. Crediamo che la multifunzionalità dell’impresa agricola possa essere una chiave da un lato di creazione di lavoro, dall’altro di risposta al tema dell’inclusione sociale”.

L’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità presenti in Puglia – conclude Coldiretti Puglia - sulle quali occorre intervenire per creare nuovi posti di lavoro, difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali.

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La produzione agricola e quella alimentare in Puglia assorbono oltre il 10,3% dei 5,578 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno dei consumi totali. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia sulla base dei dati MISE/ENEA/Terna sugli effetti dei rincari della bolletta energetica sugli approvvigionamenti alimentari degli italiani. 

I rincari dell’energia – sottolinea la Coldiretti regionale - hanno dunque un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di, accaparramenti, speculazioni e aumenti dei prezzi di beni essenziali che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare.

Nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica. Il comparto alimentare richiede invece – continua la Coldiretti regionale – ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro.

Per le operazioni colturali gli agricoltori – spiega la Coldiretti Puglia – sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le lavorazioni dei terreni, senza dimenticare che l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%). L’aumento dei costi – continua la Coldiretti regionale – riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per ortaggi e fiori che molti sono stati costretti a spegnere mettendo a rischio il futuro di alcune delle produzioni più tipiche del florovivaismo nazionale come tra gli altri il ciclamino, il lilium o il ranuncolo. Il rincaro dell’energia – continua la Coldiretti regionale - si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica (+72%) per i vasetti dei fiori alla banda stagnata per i barattoli (+60%), dal vetro (+40%) per i vasetti fino alla carta (+31%) per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.

Anche per far fronte alla necessità di aiutare famiglie e imprese durante l’emergenza sanitaria e sociale causata dal Covid è nata la prima comunità agro energetica 100% rinnovabile con il contributo essenziale della Puglia, una delle regioni più green d’Italia, che produce, raccoglie e ridistribuisce energia agricola a Km0, grazie all’intesa sottoscritta tra Coldiretti Puglia e ForGreen Società Benefit.

In Puglia le imprese agricole socie della Coldiretti, con più di 700 impianti a fonte rinnovabile, producono energia rinnovabile soddisfacendo il bisogno annuo di oltre 15 mila famiglie, scongiurando l’immissione in atmosfera di circa 8 milioni di kg di CO2 equivalente ogni anno.

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“Allo stato attuale sono coinvolti 200 produttori di energia agricola per un totale di 283 impianti superiori ai 20 KW. L’agricoltura pugliese è una risorsa strategica per avviare una nuova stagione di sviluppo economico e occupazionale. La nostra agricoltura è la più green d’Europa ed è all’avanguardia di un nuovo modello economico circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti con una evoluzione energetica che possa rappresentare una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia pugliese ed italiana. L’iniziativa, non è solo occasione per risparmiare sulla bolletta elettrica e condividere un’energia a km0, ma uno stimolo a tutto il Paese che questa nostra grande forza di Comunità diventi di tutti”, commenta il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Coldiretti Puglia ritiene indispensabile il contributo del settore al percorso di transizione energetica della regione, orientato alla sostenibilità ambientale con la produzione di energia green, la tutela del suolo, dell’acqua e dell’aria e del corretto consumo energetico di matrice agricola, quale leva di competitività e nel contempo di presidio e salvaguardia dei territori, in particolare nelle aree più a rischio del Paese.

La pandemia da Coronavirus ha rivoluzionato le priorità dei mercati e dei consumatori – conclude Coldiretti Puglia - con le produzioni agricole, dalle quali dipendono le forniture alimentari, diventate più preziose e richieste del petrolio, con l’emergenza che ha ribaltato la geografia del valore della terra che è devenuta una ‘riserva naturale’ strategica da tutelare e proteggere.

Si tratta di una bolletta energetica pesante nonostante nel tempo si sia verificato un contenimento dei consumi energetici grazie alle nuove tecniche e all’impegno degli agricoltori per la maggiore sostenibilità delle produzioni anche con l’adozione di tecnologie 4.0 per ottimizzare l’impiego dei fattori della produzione. Senza dimenticare che a migliorare il bilancio energetico della filiera ci sono gli investimenti nell’economia circolare con la produzione di bioenergie, dal fotovoltaico sui tetti di stalle e capannoni rurali fino alla valorizzazione dei reflui degli allevamenti con il biometano che va sostenuto adeguatamente.

Nellultimo periodo, a causa della considerevole e improvvisa ondata di contagi per Covid-19, si è registrata una presenza ridotta di volontari nei centri dedicati alla donazione sangue in tutta la provincia. Serve sangue di tutti i gruppi, ma la necessità prioritaria è per i gruppi Zero e A, come fa sapere la dottoressa Antonella Miccoli, responsabile del Centro Trasfusionale dellospedale Perrino di Brindisi. 

Il fenomeno della riduzione delle scorte di emocomponenti si sta verificando in tutta Italia: lallarme era stato dato nei giorni scorsi dal Centro Nazionale Sangue, indicando le regioni che hanno chiesto di ricorrere al sistema di compensazione interregionale.  
Lappello, per chiunque sia in stato di buona salute, è di contattare il numero 0831 537274 e prenotare una donazione. Al Trasfusionale si accede attraverso un percorso protetto, che rispetta le misure previste dai protocolli a tutela di operatori e utenti. 
A Brindisi si può donare dal lunedì al sabato dalle 8 alle 12, a Francavilla Fontana il giovedì dalle 8 alle 10.30, nelle Unità di raccolta fissa di Ceglie Messapica, Fasano, Mesagne, Oria, Ostuni, San Pancrazio Salentino e San Pietro Vernotico, nelle giornate organizzate in collaborazione con le associazioni di donatori Avis, Fidas, Fratres, Croce Rossa.

Nelle scorse settimane, è stata formalizzata la nomina del nuovo capo Delegazione del Fondo Ambiente Italiano per la provincia di Brindisi. A Beniamino Attoma Pepe succede Marialucrezia Colucci, biologa, esperta in restauro e riqualificazione ambientale, guida turistica, già vicecapo Delegazione dalla costituzione della rappresentanza del FAI a Brindisi nel 2015 e delegata regionale FAI per il settore ambiente e paesaggio dal 2017.

Marialucrezia Colucci, in questi giorni impegnata nella definizione dei ruoli all’interno della Delegazione, ha voluto ringraziare Beniamino Attoma Pepe e ha dichiarato: “Quando i vertici nazionali del Fondo Ambiente Italiano mi hanno proposto di assumere il ruolo di capo Delegazione, ho accettato con grande emozione: in questi anni abbiamo svolto un importante lavoro per la diffusione dei valori della Fondazione a Brindisi così come in provincia e sono contenta di poter proseguire l’impegno che ha contraddistinto l’attività della nostra giovane Delegazione. Proprio come suggerito dal nuovo presidente Marco Magnifico, cercheremo sempre più di affiancare le comunità e le istituzioni pubbliche «nella cura e nella valorizzazione dell'"ambiente", inteso come meravigliosa e inscindibile unione di Natura e Storia».

Beniamino Attoma Pepe traccia un bilancio degli ultimi anni: “Ringrazio Marialucrezia per aver assunto questo ruolo e tutti i Delegati, il Gruppo FAI Giovani e tutti i volontari che hanno sostenuto e condiviso le nostre attività in provincia. La successione arriva naturalmente alla scadenza del mio secondo mandato triennale e per l’affiatamento raggiunto in questi anni la soluzione della continuità è sembrata la migliore per consentirci di conservare l’entusiasmo originario e rilanciare le attività della nostra Delegazione. La nostra capacità di diffusione nel territorio brindisino ha portato risultati straordinari, rallentati solo dalla situazione generale che tutti attraversiamo da quasi 2 anni. Vorrei cogliere l’occasione per dedicare un pensiero riconoscente a tutte le amministrazioni comunali del territorio, l’amministrazione provinciale di Brindisi, la Prefettura di Brindisi e tutte le associazioni con le quali abbiamo collaborato e tutti i volontari che hanno contribuito allo sviluppo e alla crescita del Fondo Ambiente Italiano a Brindisi e in provincia.”

Dati del giorno: 19 gennaio 2022

9.433
Nuovi casi
94.146
Test giornalieri
10
Persone decedute
Nuovi casi per provincia
Provincia di Bari: 3.072
Provincia di Bat: 1.068
Provincia di Brindisi: 837
Provincia di Foggia: 1.425
Provincia di Lecce: 1.651
Provincia di Taranto: 1.281
Residenti fuori regione: 52
Provincia in definizione: 47
139.003
Persone attualmente positive
665
Persone ricoverate in area non critica
69
Persone in terapia intensiva

Dati complessivi

487.146
Casi totali
7.015.998
Test eseguiti
341.059
Persone guarite
7.084
Persone decedute
Casi totali per provincia
Provincia di Bari: 170.704
Provincia di Bat: 49.535
Provincia di Brindisi: 45.337
Provincia di Foggia: 76.682
Provincia di Lecce: 72.245
Provincia di Taranto: 67.795
Residenti fuori regione: 3.532
Provincia in definizione: 1.316

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San Sebastiano martire, Sindaco e vigili in Chiesa Madre per onorare la ricorrenza. 
 Il 20 gennaio il calendario cristiano festeggia San Sebastiano, protettore della Polizia municipale il cui nome viene invocato contro tutte le malattie contagiose. Mesagne celebrerà la ricorrenza nel rispetto delle misure anticovid con un appuntamento organizzato in Chiesa Madre dal corpo di polizia locale. Alle 9.15 il comandante Teodoro Nigro e il sindaco della città, Antonio Matarrelli, offriranno a don Gianluca Carriero, vicario foraneo e parroco della Chiesa Matrice, un dono floreale quale gesto simbolico di ideale e reciproca collaborazione.
La semplice cerimonia rappresenterà l’occasione per presentare la brochure contenente le relazione delle attività svolte dal corpo di Polizia municipale nel corso del 2021, un anno, anch’esso, notoriamente segnato dalle difficoltà della pandemia. 

Il balzo dei beni energetici oltre a spingere l’inflazione si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole strozzate da aumenti dei costi non compensati da prezzi di vendita adeguati, mentre il carello della spesa per i consumatori schizza con coefficienti di ricarico dal campo alla tavola fino al 400%. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Istat relativi all'intero 2021, con la forbice dei prezzi dal campo ai banchi di vendita che si è ulteriormente allargata del 400% per il cavolo verde, del 257% per le cime di rapa, del 300% per il cavolfiore bianco, del 150% per le cicorie cimate, fino al 340% per il sedano e del 250% per la bietola.

“E’ deflazione nei campi dove agli agricoltori si vedono pagare dall’ortofrutta all’olio oltre il 30% in meno rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione, per colpa delle distorsioni lungo la filiera che provoca pesanti squilibri, mentre la spesa delle famiglie continua a crescere per effetto degli aumenti dalla pasta al pane, dalle verdure alla frutta. È necessario investire sul futuro competitivo delle imprese agricole, minacciato e indebolito dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all’industria fino alle campagne, dove i prodotti agricoli sono pagati sottocosto pochi centesimi. Serve una grande azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale per garantire che dietro tutti i prodotti agricoli e agroalimentari in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguardi l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

I dati di dicembre confermano il differenziale con l’inflazione che sale al 3,9% mentre la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari è minore e pari al 2,9%, con molte imprese agricole – denuncia Coldiretti Puglia – stanno vendendo sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali.

Una situazione che – evidenzia la Coldiretti regionale – è aggravata a causa della stangata sulla bolletta energetica, dove per le operazioni colturali gli agricoltori – spiega la Coldiretti Puglia – sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre – continua Coldiretti – l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano +65%. Non si sottraggono ai rincari anche i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio che subiscono anch’essi una forte impennata (+60%).

L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne. Il rincaro dell’energia – continua la Coldiretti regionale – si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Serve – conclude la Coldiretti Puglia – responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle.

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