Redazione
Giovani e interculturalità: una sfida per il Carmelo
Il Capitolo Provinciale della Provincia Napoletana dei Carmelitani dell’Antica Osservanza, tra fraternità, ascolto e speranza per il futuro
«Ho per voi progetti di pace e non di sventura, per un futuro pieno di speranza» (Ger 29,11).
È stata questa Parola del profeta Geremia ad accompagnare il Capitolo Provinciale della Provincia Napoletana dei Carmelitani dell’Antica Osservanza, svoltosi dal 31 agosto al 3 settembre 2026 presso un Centro di Spiritualità Francescana a Bari.
Sono stati quattro giorni intensi di preghiera, riflessione, confronto e fraternità, con uno sguardo rivolto soprattutto a due realtà fondamentali per il futuro del Carmelo: i giovani e l’interculturalità.
Il Capitolo è stato aperto nel pomeriggio del 31 agosto dal Priore Generale, Padre Desiderio, che ha proposto una riflessione sul significato della vita consacrata, soffermandosi sulla castità, sull’obbedienza e sul carisma carmelitano. Un invito a riscoprire le radici della nostra vocazione e a vivere con maggiore consapevolezza il dono di essere Carmelitani.
I giovani, una speranza da ascoltare
La giornata del 1° settembre è iniziata con la preghiera delle Lodi, seguita dalla riflessione del Padre Provinciale, Padre Cosimo Pagliara. Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, una realtà che sta molto a cuore alla Provincia Napoletana.
Durante il confronto è emersa una domanda concreta: come riavvicinare un giovane alla parrocchia o al santuario quando ha vissuto esperienze negative, senza farlo sentire giudicato?
La risposta condivisa è stata semplice e profonda: «La Chiesa è casa e noi siamo figli».
Essere casa significa accogliere, ascoltare e accompagnare. Significa offrire a chi si è allontanato la possibilità di tornare senza sentirsi escluso. I giovani hanno bisogno di comunità capaci di ascoltare le loro domande, le loro fragilità e i loro sogni, senza fermarsi soltanto alle apparenze.
Questa è una delle sfide più importanti per il Carmelo: non parlare semplicemente ai giovani, ma imparare a camminare con loro.
L’interculturalità, una ricchezza
Il 2 settembre, il Capitolo ha posto al centro della riflessione il tema dell’interculturalità, particolarmente significativo per la nostra Provincia, che accoglie cinque frati provenienti dall’India e due dall’Indonesia.
Attraverso le testimonianze di Padre Bensi, sulla sua esperienza nella comunità di Mesagne, e di Padre Dominick, sulla comunità di Caivano, abbiamo potuto comprendere come culture diverse possano incontrarsi e diventare una ricchezza per la vita fraterna.
L’interculturalità non significa soltanto vivere insieme persone provenienti da Paesi differenti. Significa imparare a riconoscere nell’altro un dono, accogliere la sua storia, la sua cultura e la sua sensibilità.
Nel Carmelo, questa diversità può diventare una vera scuola di fraternità. Le differenze non devono essere motivo di divisione, ma un’occasione per conoscerci, comprenderci e crescere insieme.
Anche in questo i giovani possono indicarci una strada: sono loro, spesso, a vivere con maggiore naturalezza l’incontro tra culture, lingue e tradizioni diverse. Una comunità carmelitana capace di accogliere questa realtà può diventare un segno concreto di fraternità e di pace.
Il nuovo cammino della Provincia
Nel pomeriggio del 2 settembre si sono svolte le votazioni per il nuovo governo provinciale. Padre Cosimo Pagliara è stato riconfermato Padre Provinciale per un altro triennio, insieme all’elezione dei quattro consiglieri provinciali: 1° Barbarello Nicola; 2° Milosz Mazewki; 3° Ɓency Varghese e 4° Pacciolla Aureliano.
Un momento importante di discernimento, vissuto nella consapevolezza che guidare una Provincia religiosa significa soprattutto mettersi al servizio dei fratelli e del cammino comune.
La conclusione a Bari
Il 3 settembre, dopo la Santa Messa presieduta dal Priore Generale, Padre Desiderio, il gruppo ha visitato la Cattedrale e la Basilica di San Nicola, dove è stato accolto con grande fraternità dai Padri Domenicani.
La visita si è conclusa nella cripta, dove tutti insieme abbiamo cantato il Flos Carmeli. È stato un momento particolarmente significativo: frati provenienti da culture e percorsi diversi hanno unito le proprie voci nella preghiera a Maria, Madre e sorella del Carmelo.
Un’immagine che racchiude bene il senso di questi giorni: diversi nelle nostre storie e nelle nostre culture, ma uniti dalla stessa fede e dallo stesso carisma.
Un futuro pieno di speranza
Per me, Pasquale, prenovizio carmelitano, partecipare a questo Capitolo è stata un’esperienza importante. Ho potuto conoscere più da vicino la vita della Provincia, ascoltare i frati e comprendere quanto sia importante camminare insieme.
Il Capitolo ci lascia una sfida e, nello stesso tempo, una speranza: ascoltare i giovani, accogliere le diverse culture e costruire comunità nelle quali nessuno si senta straniero.
Il futuro del Carmelo non è qualcosa da temere, ma una realtà da costruire insieme, nella fiducia che il Signore continua a guidare il nostro cammino.
Come ci ricorda Geremia, Dio ha per noi «progetti di pace e non di sventura, per concederci un futuro pieno di speranza».
E questa speranza siamo chiamati a viverla ogni giorno, come un’unica famiglia carmelitana.
Pasquale – giovane, discernimento nel Carmelo
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Continuiamo insieme il nostro cammino di fede, fraternità e speranza.






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Malore in mare: muore 76enne a Brindisi
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PD. “Da Monsignor Intini una scossa vitale per tutti. Il Sindaco non snobbi le critiche ma le ascolti”
Ieri sera, sul lungomare, per la festa dei Santi Patroni, i brindisini hanno ascoltato due discorsi. Stessi cittadini, stessa sera di festa ma due città che non si somigliano. Quello di Monsignor Intini è senza dubbio il discorso più politico dei due ma nel senso alto della parola. Partendo dalla domanda di Isaia, “sentinella quanto resta della notte?”, ha chiamato per nome ciò che tiene ferma Brindisi, l’incapacità di costruire una visione unitaria di città, gli interessi di parte e le passerelle lontane dai problemi veri, la rete del malaffare che toglie ossigeno alla parte sana della città, l’autoreferenzialità di una politica che spende energie per conservare il potere invece di amministrare. Lo ha detto senza risparmiare nessuno, né le comunità cristiane né noi cittadini quando ci rassegniamo a coltivare il nostro orticello. E ha ricordato che una città non è soltanto il suo centro, biglietto da visita per i turisti, ma anche i quartieri, che hanno lo stesso diritto a un ambiente vivibile. Il richiamo all’inclusione, con la memoria dei profughi albanesi accolti nel 1991, restituisce alla città la parte migliore della sua storia ed è una lezione che raccogliamo interamente.
Il discorso del Sindaco va letto tenendo conto di quanto sostenuto un anno fa. Nel 2025 annunciò venti milioni di euro in compensazioni ambientali, con i progetti pronti e le convenzioni da firmare. Ieri sono arrivati i numeri veri e dicono che di quei venti milioni ne è entrato poco più di uno. Nel frattempo ha rilanciato con il totale che sale a trentacinque milioni di euro, di cui più della metà riguarda contratti ancora da sottoscrivere. Un anno fa ammise di non aver informato abbastanza, ieri ha chiesto scusa per la stessa ragione. E quindi se lo scorso anno la promessa era che Brindisi sarebbe stata rimessa a nuovo, ora invece ammette che tutto slitta, nostro malgrado, forse di altri 12 mesi se non di più. Ed è sparito il racconto della città modello della transizione energetica, che un anno fa era il cuore di tutto ed oggi si evita di affrontare apertamente a causa del carico di aspettative e impegni disattesi. Un passaggio, in particolare, tradisce la consapevolezza della propria inadeguatezza amministrativa. Infatti mentre il Vescovo chiedeva ai cittadini di non restare a guardare, il Sindaco metteva le mani avanti sostenendo che le critiche cresceranno perché si avvicinano le elezioni. Tenta di archiviarle prima di essere ascoltate, riducendole a beghe di parte. Perciò alla domanda «quanto resta della notte?» ha risposto rinviando ancora una volta l’alba di dodici mesi. Servono scelte coraggiose e capaci di rompere con il passato se vogliamo cambiare un destino che per Brindisi sembra già segnato, anche quando queste scelte chiedono a ciascuno di rinunciare a qualcosa in nome di un obiettivo comune.
Francesco Cannalire, segretario cittadino Pd e consigliere comunale Brindisi
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“Barocco Festival Leonardo Leo”, il mondo danza nel Castello di Mesagne
Prima ancora che le carte dividessero il mondo in confini, la musica aveva già imparato a superarli. Il “Barocco Festival Leonardo Leo” arriva martedì 8 settembre alle ore 21 nel Castello Normanno Svevo di Mesagne con “La musica delle terre. Moresche, balli municipali, ground, partite su melodie tradizionali”. Un viaggio tra Europa, Mediterraneo e Nuovo Mondo nel quale la scrittura colta incontra melodie nate dalla trasmissione orale, dalla danza e dal rito. Il Barocco diventa così una geografia sonora: cambia lingua, ritmo e accento, e proprio nel movimento genera forme nuove. Conduce la serata il giornalista Antonio Celeste. Al termine, degustazione di vini offerta dalle cantine “Otri del Salento” e “Vignuolo” e di prodotti pugliesi proposti da “Gargano Sapori”. Biglietti online su Vivaticket fino alle ore 17 del giorno dello spettacolo; successivamente saranno disponibili la sera del concerto direttamente all’ingresso del Castello. Ticket euro 3 - Info T. 347 060 4118.
Protagonista La Confraternita de’ Musici, con Cosimo Prontera al cembalo e alla direzione e Joann Francis Folquè tenore. L’ensemble attraverserà moresche, ciaccone, balli municipali, ground inglesi, villancicos e danze criolle, seguendo le trasformazioni dei motivi popolari nella musica d’arte.
Fra XVII e XVIII secolo il punto di contatto più fertile tra esperienza popolare e scrittura colta fu la danza. Melodie affinate dalla trasmissione orale offrivano ai compositori strutture già vive. Prima che l’idea moderna di originalità imponesse altri confini, quelle musiche passavano da una comunità all’altra, dalla piazza alla corte, fino alla pagina scritta. La musica colta le assorbiva, le variava, le trasformava.
Il programma segue queste migrazioni. Dall’Italia arrivano la “Moresca” dall’“Orfeo” e la ciaccona su “Zefiro torna” di Claudio Monteverdi, la “Ciaccona” di Tarquinio Merula, “Aria V sopra La Bergamasca” di Marco Uccellini, la sonata sopra “Fuggi dolente core” di Biagio Marini e l’“Aria di Firenze” di Giovanni Paolo Foscarini. Titoli che conservano già nel nome la traccia di un luogo, di un ballo, di una circolazione: la musica prende una forma e porta con sé la memoria del territorio da cui proviene.
La mappa poi si allarga. I ground inglesi di “Paul’s Steeple” e “The Duke of Norfolk” incontrano la moresca “Di, perra mora” di Pedro Guerrero e i “Canarios” di Gaspar Sanz. Dal mondo latinoamericano arrivano “Don Januarios”, su melodia tradizionale boliviana, “A la vida bona” di Juan Arañés e il modinha-lundú brasiliano “Os me deixas que tu dás”. Un motivo viaggia, cambia ambiente, viene riscritto e conserva qualcosa della sua origine.
È qui che “La musica delle terre” trova il proprio centro. Le moresche rimandano all’incontro tra cultura araba ed Europa attraverso la Spagna; le ciaccone agli scambi fra mondo europeo e latinoamericano; i balli municipali italiani trasformano città e territori in formule musicali. Ogni pagina è insieme arrivo e partenza. La scrittura fissa ciò che per natura si muove, ma non lo immobilizza: conserva una traccia e la consegna a un altro interprete, a un’altra epoca, a un altro luogo.
Il percorso approda infine alla tarantella e alla “Canzone del Guarracino”, costruita su moduli tradizionali del Seicento. Sullo sfondo resta la relazione tra musica, corpo e rito, richiamata dall’“Antidotum Tarantolae”, la melodia salentina recuperata da Athanasius Kircher per i rituali dei tarantolati. Nel Castello di Mesagne, queste terre diventano ritmi e accenti nello stesso spazio: una geografia che cambia forma senza perdere memoria.
Mesagne - Martedì 8 settembre, ore 21.00
Castello Normanno Svevo
LA MUSICA DELLE TERRE
Moresche, balli municipali, ground, partite su melodie tradizionali
Joann Francis Folquè, tenore
LA CONFRATERNITA DE’ MUSICI
Cosimo Prontera, cembalo e direzione
Raffaele Tiseo, violino
Alessandro De Carolis, flauti
Fabio De Leonardis, violoncello
Simone Colavecchi, chitarra barocca e tiorba
Maurizio Ria, violone
Marco Muzzati, percussioni.
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Mesagne. Via Udine, quella spazzatura che resta a terra e diventa un caso di civiltà
Alla cortese attenzione del Sindaco del Comune di Mesagne, dott. Rogoli e dell’Assessore all’Ambiente per il tramite de Il Gazzettino di Brindisi - MesagneNews:
Il sottoscritto desidera segnalare un disservizio che si verifica con frequenza in via Udine, relativo alle operazioni di svuotamento del cassonetto dei rifiuti condominiali da parte degli operatori ecologici incaricati. In più occasioni, come documentato da fotografie scattate sul posto, durante le operazioni di raccolta alcuni rifiuti cadono a terra e non vengono successivamente recuperati, rimanendo sul marciapiede per diversi giorni.
Tale situazione, oltre a rappresentare un evidente problema di decoro urbano, risulta particolarmente critica poiché la zona è quotidianamente attraversata non solo dai residenti, ma anche da numerosi sportivi diretti al vicino palazzetto. La presenza di spazzatura abbandonata lungo il percorso costituisce un disagio per la cittadinanza e un’immagine non adeguata della nostra comunità.
Pur consapevole che il Sindaco e l’Assessore non abbiano responsabilità dirette rispetto al comportamento degli operatori, si chiede cortesemente di verificare quanto segnalato e di valutare eventuali interventi correttivi, affinché il servizio venga svolto con maggiore attenzione e nel pieno rispetto delle norme di igiene e pulizia.
L’obiettivo è contribuire, nel proprio piccolo, a rendere Mesagne una città sempre più civica, accogliente e pulita, in linea con le aspettative dei cittadini e con l’immagine che tutti desideriamo preservare.
Distinti saluti.

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VENEZIA 83, “PUCA” DI SARA SCALERA IN ANTEPRIMA MONDIALE ALLA SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA
VENEZIA 6 settembre 2026 – È il momento del primo incontro con lo sguardo della critica per “Puca”, il cortometraggio scritto e diretto da Sara Scalera e prodotto da GM Production in concorso a SIC@SIC – Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Domani, lunedì 7 settembre, alle ore 09.00 in Sala Perla il film sarà presentato alla proiezione Press/Industry, primo appuntamento veneziano sullo schermo prima della proiezione ufficiale di martedì 8 settembre alle ore 13.45 in Sala Perla.
“Puca” è uno dei sette cortometraggi selezionati in concorso a SIC@SIC, il programma dedicato alle nuove voci del cinema italiano nato dalla sinergia tra il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e Cinecittà. Tutte le opere selezionate sono presentate in prima mondiale e concorrono ai riconoscimenti per Miglior Cortometraggio, Miglior Regia e Miglior Contributo Tecnico.
Ambientato negli anni Novanta, “Puca” è un racconto di formazione tutto al femminile. Un pomeriggio d’estate, tre sorelle, il mare e l’apparizione di una sirena accompagnano il passaggio sottile e irreversibile dall’infanzia all’adolescenza. Lotti e Malibù escono di nascosto mentre i genitori dormono; la piccola Puca le segue e, sulla spiaggia, dice di avere visto una sirena. Da quel momento, realtà e immaginazione iniziano a confondersi, fino a trasformare una giornata apparentemente qualunque nella scoperta che qualcosa della loro infanzia è ormai destinato a restare indietro.
Girato in pellicola Kodak 16mm negli scenari dei Calanchi di Palizzi, in provincia di Reggio Calabria, il film porta sul grande schermo per la prima volta le tre giovani attrici calabresi Annunziata Celeste Vadicamo, Elisa Rosaci e Ludovica Tassone. Il paesaggio, sospeso tra terra e mare, accompagna la storia diventandone parte integrante, in un dialogo continuo tra memoria, adolescenza e immaginazione.
“Puca”, un'esclusiva per l'Italia Rai Cinema Channel, è la seconda opera prodotta da Andrea Cicini e Cristina Borsatti per GM Production, divisione cinema e casa di produzione indipendente di Gruppo Matches, con i Produttori Associati Limbo Film, Hubris Pictures, Eidos Film, Red Couch Pictures e 8 Production, realizzata con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission e il patrocinio del Comune di Palizzi. La distribuzione è affidata ad Allegorie Distribution.
Dopo l’incontro di domani con stampa e professionisti dell’industria, martedì 8 settembre “Puca” vivrà la sua prima proiezione ufficiale veneziana: il passaggio dal viaggio iniziato tra i Calanchi di Palizzi allo schermo della Sala Perla, nel cuore della Settimana Internazionale della Critica.
“Sapere che Puca è in competizione alla SIC è un’emozione indescrivibile” – commenta la regista, proveniente da Mesagne, in provincia di Brindisi, Sara Scalera. “È una storia che volevo realizzare da anni perché è legata alle mie radici e alle estati infinite degli anni ’90. Mi ritengo fortunata ad aver incontrato lungo il percorso di realizzazione del film gente meravigliosa e appassionata che ci ha creduto quanto me.”
CALENDARIO DELLE PROIEZIONI
7 settembre, ore 9.00
Sala Perla
Proiezione Press/Industry
8 settembre, ore 13.45
Sala Perla
Proiezione ufficiale
9 settembre, ore 19.30
Sala Corinto
Replica
Link al Trailer: https://vimeo.com/user235602097/trailerpuca
Link al Presskit: https://drive.google.com/drive/folders/1Rup3-DIZgCQsIYPZlryWNyhsrawbOtNA?usp=sharing
La semifinale del Trofeo Carlo Lovari disputata al Palatagliate di Lucca ha visto prevalere la Lumos Pistoia sulla Valtur Brindisi, al secondo vero test di precampionato dopo la Valtur Cup disputato contro Avellino. I biancoazzurri si presentano a Lucca privi di El Ellis, operato al secondo dito della mano sinistra e di ritorno a Brindisi, ed Ethan Esposito, ancora fermo ai box, e calano alla distanza complice anche il debutto sfortunato di JaCorey Williams, atterrato martedì pomeriggio per la sua nuova esperienza in Italia, ed espulso al 28’ nel momento clou del match.
Si tornerà in campo domenica 6 settembre alle ore 18:30 per la finale terzo/quarto posto contro Montecatini in diretta streaming su Antenna Sud.
Cinciarini-Bolpin-Fantoma-Miani-Wiliams il quintetto scelto da coach Nicola Brienza e dagli assistenti Marco Esposito e Marco Cardillo. Miani e Cinciarini aprono la contesa da oltre l’arco, Williams fa subito vedere le proprie qualità sotto canestro con tre canestri consecutivi a firmare il primo break di 12-4. Girandole di cambi per le due panchine che utilizzano tutti gli uomini a propria disposizione e Brindisi termina il primo quarto con in campo Caroti-Fantoma-Mastellari-Errico-Del Cadia sul punteggio di 22-15 in cui compaiono anche i primi punti del giovane brindisino Errico.
Le iniziative di Fantoma e il buon impatto di Errico confermano i segnali positivi all’inizio del secondo quarto per il massimo vantaggio brindisino di +11 (29-18 al 13’). Pistoia reagisce e, grazie alla contemporanea presenza dei due americani Walker-Ajayi, riesce a piazzare un contro break di 2-9 utile a ricucire il gap (31-27 al 16’). L’asse Cinciarini-Williams mostra già ottimi segnali di intesa nonostante i pochi allenamenti insieme e il primo tempo termina sul 41-33. Al rientro in campo la Valtur si ripresenta con lo stesso starting five di inizio partita ma non sfrutta a dovere i viaggi in lunetta (3/12 nel solo terzo quarto) e consente a Pistoia di rientrare pienamente a contatto e raggiungere la parità al minuto 26 sul 46-46, merito della tripla di Pollone. Offensivamente è solo Williams a trovare la via del canestro in casa biancoazzurra ma lo stesso americano viene sanzionato con fallo tecnico che, sommato al fallo antisportivo del primo tempo, decreta l’espulsione al 28’. La tripla di Errico sblocca Brindisi, Walker risponde colpo su colpo e la partita sale di tono. I toscani in piena fiducia ribaltano l’inerzia e completano il sorpasso 53-56 sul finire del terzo quarto. Il match scivola dalle mani della Valtur che non riesce più a controllare il ritmo e le palle perse fino al 56-63. Si accende all’improvviso Bolpin con cinque punti consecutivi che tengono a galla i suoi ma è Schina dalla distanza a ristabilire le distanze sul 61-69 a tre minuti dal termine. Il match si conclude sul 63-71.
IL TABELLINO
VALTUR BRINDISI-LUMOS PISTOIA BASKET: 63-71 (22-15, 41-33, 53-56, 63-71)
VALTUR BRINDISI: Errico 8, Williams 19, Caroti 3, Mastellari 3, Bolpin 5, Del Cadia 2, Miani 7, Fantoma 5, Cinciarini 11, Morena ne, Mizerniuk ne. All.: Brienza.
LUMOS PISOTIA: Benetti 4, Bettiol 4, Walker 14, Schina 10, Mouaha 3, Novori, Saccaggi, Pollone 7, Ajayi 15, Zanotti 14, Stoch ne, Calza ne. All.: Ciani.
Pasimeni: il vero problema dello shopping a Mesagne è che manca una via commerciale
“Mesagne in Shopping”: Il consigliere Ture punta il dito sul traffico e sul giorno della
settimana ma ignora il vero problema … a Mesagne manca una vera via commerciale.
Il dibattito sollevato dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Omar Ture, in merito al flop
della manifestazione "Mesagne in Shopping" merita un'analisi approfondita, utile a smascherare una
lettura superficiale del problema. Ture ha espresso un totale disaccordo con la gestione dell'evento,
dichiarando che l'iniziativa non è riuscita a causa di scelte organizzative sbagliate, in particolare per
l'inadeguatezza del giorno e dell'orario, lamentando inoltre la forte congestione del traffico che ha
paralizzato la viabilità cittadina. Sebbene il caos automobilistico sia sotto gli occhi di tutti, l'analisi del
consigliere confonde l'effetto con la causa, fallendo nell'individuare il vero nodo strutturale:
“Mesagne in Shopping” non fallisce per le lancette dell'orologio o per il calendario, ma
perché manca completamente di una vera e propria via commerciale d'impatto.
Attribuire il mancato successo a un martedì sera o a un orario prolungato significa non voler vedere
la realtà. Se una città possiede un asse commerciale attrattivo, i cittadini e i visitatori si riversano
nelle strade a prescindere dal calendario. Il vero motivo per cui l'evento – promosso proprio dal
nostro DUC Castrum Medianum – è apparso slegato e privo di ritorno economico risiede nella
frammentazione del tessuto urbano. I negozi sono isolati, intervallati da zone d'ombra, e manca un
percorso lineare e riconoscibile che invogli alla passeggiata e all'acquisto. La congestione del traffico
lamentata da Ture è proprio la conseguenza diretta di questa disorganizzazione: in assenza di
un'isola commerciale pedonale definita e servita da parcheggi di interscambio, le auto assediano il
centro alla ricerca di un posto, trasformando quello che doveva essere un salotto a cielo aperto in un
ingorgo a motori accesi.
Una vera via commerciale non è un semplice elenco di negozianti che alzano la saracinesca nello
stesso momento per un evento spot: è l'asse portante dell'economia di una comunità! Dovrebbe
essere un'area urbana continuativa, preferibilmente pedonalizzata, dotata di un arredo omogeneo,
illuminazione adeguata e spazi sicuri per i pedoni. Un simile modello crea un "effetto centro
commerciale all'aperto" capace di trattenere il cliente, incentivare il commercio di vicinato contro i
giganti del web e qualificare l'immagine turistica di Mesagne. Senza questa spina dorsale fisica, gli
sforzi dei commercianti sono vani. Il Comune possiede già lo strumento giuridico e strategico ideale,
ovvero il Distretto Urbano del Commercio. Tuttavia, l'amministrazione guidata dal sindaco Francesco
Rogoli non può continuare a usarlo solo come cabina di regia per mini-eventi isolati.
Invito pertanto la Giunta e il Consiglio Comunale a sfruttare le piene facoltà del DUC per
un'iniziativa urbanistica coraggiosa: delimitare e finanziare la nascita di una via dello
shopping permanente. Servirebbe un piano programmatico che preveda pedonalizzazioni
stabili, interventi massicci sull'arredo urbano identitario e forti agevolazioni per le
riaperture dei locali sfitti lungo quell'asse. Solo trasformando la teoria del Distretto in
una reale e tangibile infrastruttura urbana Mesagne potrà finalmente ospitare eventi di
successo, eliminando il traffico e offrendo una vera alternativa economica ai propri
commercianti.
Mesagne, 05/09/2026
Firma
Mino Pasimeni
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"ZAINO SOSPESO. Si parte tutti dallo stesso banco"
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