Redazione

L’incontro, svoltosi al Mimit, del Comitato di coordinamento per la riconversione della centrale di Cerano e dell’area industriale di Brindisi ha prodotto indubbiamente dei risultati positivi.
 
E’ emersa ancora una volta con chiarezza la volontà di dar vita ad un percorso di piena condivisione tra Governo, Regione Puglia, istituzioni locali, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali. L’obiettivo da centrare, così come ho avuto modo di sottolineare nel mio intervento, è quello di creare le condizioni ottimali perché aziende di settori innovativi e compatibili con un processo di riconversione industriale trovino conveniente venire ad investire a Brindisi.
 
Alle proposte di investimento presentate nella manifestazione di interesse del Mimit, tra l’altro, se ne sono aggiunte altre nel corso degli ultimi mesi. Noi del Consorzio Asi ne abbiamo contezza per il ruolo che ci viene affidato di gestione di aree strategiche della zona industriale, in cui promuovere nuove attività imprenditoriali.
 
Un altro dato di fondamentale rilevanza è quello riguardante l’importanza di poter disporre delle competenze e dell’autorevolezza del Prefetto Luigi Carnevale nel suo ruolo di commissario di governo per la concretizzazione dei programmi di decarbonizzazione e di riconversione industriale. Grazie alla sua presenza, si procede con la dovuta solerzia nell’esame delle proposte di nuovi investimenti e soprattutto si superano ostacoli di natura burocratico/autorizzativa.
 
Siamo, insomma, sulla strada giusta per superare un momento di indubbia difficoltà di questo territorio e per costruire un futuro fatto di attività industriali in settori innovativi e con un cospicuo ritorno in termini occupazionali. Il tutto, preservando un protagonismo delle imprese locali grazie alle quali quest’area viene considerata - in aggiunta alla presenza di un efficace sistema di trasporti – particolarmente appetibile.
 
Franco Gentile – Presidente Consorzio Asi Brindisi
 

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Il Comune di Brindisi ha partecipato all’incontro promosso dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Avviso “Punti Cardinali for Work – Punti di orientamento per la formazione e il lavoro”, svoltosi ieri, mercoledì 29 luglio 2026, presso la sede regionale di Bari e finalizzato alla sottoscrizione del disciplinare regolante i rapporti tra la Regione Puglia e gli enti beneficiari.

A rappresentare l’Amministrazione comunale è stato l’Assessore Ercole Saponaro, delegato dal Sindaco, Giuseppe Marchionna, che ha preso parte al confronto dedicato agli adempimenti preliminari, alle modalità di avvio e attuazione delle attività e agli obblighi di monitoraggio e rendicontazione.

Il Comune di Brindisi è beneficiario del progetto “Br.E.N.T.O. – Brindisi, Empowerment, Nuovi Talenti ed Opportunità”, finanziato per un importo complessivo di € 88.480,00 e della durata di 18 mesi.

Il progetto sarà realizzato con il coinvolgimento di ARPAL Puglia – Centro per l’Impiego di Brindisi, The Qube APS, Ce.F.A.S. – Centro di Formazione ed Alta Specializzazione, AKA S.r.l., Programma Sviluppo, Cooperform Puglia, Pasternak S.r.l. e UNISCO – Network per lo Sviluppo Locale ETS.

Le attività comprenderanno 30 laboratori di orientamento, 3 Job Day, 104 giornate di apertura degli Orientation Desk e 20 iniziative nell’ambito di “Puglia Attrattiva”, oltre alle azioni trasversali di coordinamento, comunicazione, animazione territoriale e accompagnamento.

Gli Orientation Desk saranno attivati presso Palazzo Guerrieri, in via Guerrieri n. 7, e attraverso il Camper del Lavoro, con l’obiettivo di rendere più accessibili i servizi di orientamento, accompagnamento e informazione sulle opportunità formative e occupazionali.

La sottoscrizione del disciplinare rappresenta il passaggio formale che consente di avviare la fase operativa del progetto e di dare concreta attuazione alle attività programmate sul territorio.

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Dichiarazioni del Sindaco di Mesagne, Francesco Rogoli, in merito al grave incidente che ha colpito la Famiglia D’Errico.

"La nostra comunità si stringe, con commozione e profondo dolore, attorno alla famiglia D’Errico per la tragica scomparsa di Antonio.

Ci troviamo di fronte a una tragedia che spezza una vita e lascia un vuoto incolmabile.

In attesa di avere maggiori elementi sulla dinamica dell’incidente, a nome dell'intera Amministrazione comunale e di tutti i cittadini di Mesagne, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia colpita da questo lutto e auguro ad Alessandro che possa presto essere fuori pericolo.

Quanto accaduto oggi ci impone, ancora una volta e con dolorosa urgenza, una riflessione sul dramma inaccettabile delle morti e degli infortuni legati al lavoro. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto questo.

Le Istituzioni, a tutti i livelli, hanno il dovere morale e civile di rinnovare l'impegno affinché la cultura della sicurezza diventi una priorità assoluta e inderogabile, ovunque si presti la propria opera. Difendere la vita di chi lavora significa difendere la dignità dell'intera nostra comunità.

In considerazione dell’accaduto, d’accordo con la Giunta comunale, abbiamo deciso di rimandare ad altra data l’evento in programma per questa sera in Piazza Orsini.”

 

Toni Matarrelli, Presidente Consiglio regione Puglia.
 
Oggi a Mesagne è morto Antonio D’Errico, persona stimata e benvoluta, mentre lavorava. Una tragedia di indicibile dolore. Ai suoi affetti, tutta la nostra vicinanza. Al figlio Alessandro, gravemente ferito, il nostro conforto per una pronta guarigione.
 
 
CGIL.

GRAVE INFORTUNIO SUL LAVORO IN UN CANTIERE EDILE A MESAGNE

 

Ancora un infortunio mortale sul territorio di Brindisi, ancora vittime sul lavoro.

Da gennaio a maggio 2026 gli infortuni in Puglia erano già superiori a 12000 casi, con un aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A nulla è servito tutto il lavoro di prevenzione fatto che pure stava dando timidi risultati proprio sul nostro territorio , con un calo degli indicatori.

Nei cantieri edili della provincia di Brindisi, purtoppo, il fenomeno delle morti sul lavoro continua a manifestarsi in tutta la sua tragicità. Il tragico incidente mortale avvenuto in data odierna al lavoratore 66 enne  Antonio D'Errico in seguito al crollo accidentale di una tettoia, su un cantiere edile di Mesagne, in via Alimini.Il lavoratore è rimasto vittima nel tentativo di salvare il figlio 26 enne che lavorava insieme a lui.

Come Cgil Brindisi e Fillea Cgil di Brindisi ci stringiamo attorno al dolore dei famigliari dell'operaio. Le indagini per l'analisi dell'accaduto sono ancora al vaglio degli inquirenti ma , come sempre, sono svariate le cause che generano tali tragedie.

Ci sono tante dinamiche che sono sottovalutate, anche nei cantieri di lavori privati e che denunciamo da tempo come l'assenza di formazione, i ritmi  estenuanti con cui si è spesso costretti a lavorare con lo scopo di accelerare i tempi di consegna dei lavori. Carente formazione,organizzazioni sbagliate di lavoro che oltre a generare stress agli operai e conseguente calo di concentrazione , perdono pezzi importanti come il rispetto delle norme di sicurezza che, per accelerare i tempi, vengono applicate in modo approssimativo.

Inoltre ribadiamo ancora una volta che già per il terzo anno consecutivo la Regione Puglia ha emanato un'Ordinanza avente per oggetto alcune “misure di prevenzione e tutela della salute durante le ondate di calore”, obbliga le aziende del settore florovivaistico, nei cantieri edili e nelle cave, in condizione di esposizione prolungata al sole” con livello di rischio ALTO, a sospendere la propria attività lavorativa  dalle ore 12.30 alle ore 16.00. In attesa di una Legge che disciplini meglio tale problematica del lavoro ad alte temperature, come stiamo chiedendo da tempo all'attuale Governo.

Come pure abbiamo chiesto, da sempre, ai vari Governi che si sono succeduti, di riconoscere usuranti alcuni lavori come quelli edili in modo tale che si possa permettere agli operai del settore di pensionarsi anticipatamente. Non è più accettabile che sui cantieri edili della nostra provincia, lavoratori  alla soglia dei 70 anni , come il povero D'Errico, pur di guadagnarsi la giornata , siano costretti ancora a lavorare in condizioni di lavoro precarie e poco sicure.

E’ inaccettabile che ancora nel 2026 un padre di famiglia, prima di uscire da casa per andare a lavoro, deve pregare di poterci fare ritorno.

 

  Il Segretario Generale Cgil Brindisi                       Il Segretario Generale Fillea Cgil Brindisi                                                               

             Massimo Di Cesare                                                           Giuseppe Maggiore

 

 

Dichiarazione della Cisl

 

Le segreterie territoriali della Cisl e della Filca Cisl manifestano dolore e sgomento, per le conseguenze della tragedia sul lavoro avvenuta oggi a Mesagne, dove per il crollo accidentale di una tettoia all’interno di un cantiere privato ha perso la vita Antonio D’Errico, 66 anni, titolare di una ditta individuale specializzata nelle lavorazioni in legno, mentre il figlio 26enne presente sul posto è rimasto ferito e condotto in codice rosso  al “Perrino” di Brindisi.

“Porgiamo le nostre sentite condoglianze alla famiglia, nella consapevolezza che, in casi come questi, le parole non sono mai sufficienti a lenire il dolore; al contempo auguriamo prontissima guarigione al giovane figlio attualmente assistito in ospedale – dichiarano i segretari generale Antonio Baldassarre (Cisl) e Gianmarco Passiatore (Filca) -  tuttavia, evocare ancora una volta il tema della salute e della sicurezza da assicurare in tutti i luoghi di lavoro, nessuno escluso, non è mai abbastanza considerato che mai ci si deve assuefare a queste tragedie personali e sociali, quasi che fossero meri fatti di cronaca e non, piuttosto, una catena pressoché quotidiana che porta lutto in tutto il nostro Paese .”

Cisl e Filca Cisl confidano che la magistratura e gli Enti di territorio preposti accertino, prima possibile, le cause della tragedia.

“La Cisl, con le proprie articolazioni categoriali nazionali, regionali e territoriali, è fortemente impegnata a tenere alta l’attenzione sulla cultura della sicurezza che, in questa stagione particolarmente calda, impone di attrezzarsi con tutti i dispositivi previsti di protezione personale, specie per chi opera all’aperto e, oltretutto, di rispettare in Puglia la specifica ordinanza della Regione in materia – concludono Baldassarre  e Passiatore – allo stesso tempo, però, chiede di rafforzare il sistema della bilateralità e che le istituzioni ad ogni livello mai abbassino la guardia su questa piaga sociale, dotando Ispettorato del Lavoro, Inps, Inail, Spesal di più personale al fine di operare maggiore prevenzione e più estesi controlli nel territorio .”

 

 

ENNESIMO INCIDENTE MORTALE SUL LAVORO, LA UIL DI BRINDISI VICINA AL DOLORE DELLE FAMIGLIE COINVOLTE MA PAROLE E PROCLAMI NON SERVONO. URGENTI MISURE COME RISPETTO ALLE VITTIME ED ALLE LORO FAMIGLIE

 

La tragica notizia dell’incidente sul lavoro giunta in queste ore da Mesagne, dove un operaio ha perso la vita e un altro è rimasto ferito gravemente, lascia nello sconcerto e nel dolore. Siamo stanchi e indignati di dover subire continuamente notizie come questa: non si può tollerare che uscire di casa per lavorare si trasformi in una condanna a morte. È tempo che la politica, a tutti i livelli, smetta di girarsi dall'altra parte e metta d'urgenza la Sicurezza al primo posto dell'agenda pubblica.

Servono fatti immediati, non più parole. La Sicurezza nei luoghi di lavoro non può e non deve essere considerata un costo da tagliare nei bilanci aziendali ma un investimento obbligatorio sulla vita delle persone. Già in altre occasioni abbiamo indicato quella che a noi sembra essere la strada maestra: moltiplicare le verifiche nei cantieri, sbloccare subito le assunzioni negli Ispettorati del lavoro per non lasciare i controlli solo sulla carta. E prima di tutto una formazione vera, seria e costante per ogni lavoratore, in ogni ambito e settore economico.

La UIL affianca ad ogni propria proposta o attività la campagna di sensibilizzazione Zero Morti sul Lavoro proprio per mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sempre, non solo in occasione di gravi tragedie come questa, una battaglia di civiltà che il Sindacato proseguirà senza sconti ed a tutti i livelli. La Sicurezza deve diventare priorità assoluta e indiscutibile in tutti i settori produttivi ed a partire dal nostro territorio.

Alle famiglie coinvolte la vicinanza di tutta la nostra Organizzazione.

 

Brindisi, 29 luglio 2026

 

 

Coordinatore Provinciale UIL Brindisi

Fabrizio Caliolo

 

 

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ESORDIO IN TRASFERTA A CREMONA IL 27 SETTEMBRE, ESORDIO AL PALAPENTASSUGLIA IL 4 OTTOBRE NEL MATCH CASALINGO CONTRO L’URANIA MILANO. ECCO TUTTE LE DATE E GIORNATE DEL CALENDARIO DI REGULAR SEASON.

Lega Nazionale Pallacanestro, in accordo con il Settore Agonistico FIP, rende noto il calendario della Serie A2 Old Wild West per la stagione 2026/2027.

Si conferma l’applicazione del calendario asimmetrico, quindi con le gare del girone di ritorno che, a parità di turno di campionato, non coincidono con quelle dell’andata.

Prima giornata - Domenica 27 settembre
Ultima giornata di andata (con obbligo di contemporaneità) - Domenica 3 gennaio
Ultima giornata di ritorno (con obbligo di contemporaneità) - Domenica 25 aprile
Turni infrasettimanali (tutti di mercoledì) - 21 ottobre, 11 novembre, 16 dicembre, 23 dicembre, 30 dicembre, 20 gennaio, 3 febbraio, 7 aprile, 14 aprile. Per la Festività pasquale la 13^ giornata di ritorno è anticipata a sabato 27 marzo.
Finestre FIBA - Da lunedì 23 novembre a martedì 1° dicembre; da lunedì 22 febbraio a martedì 2 marzo. Mercoledì 18 novembre e mercoledì 24 marzo previsti turni di recupero per le squadre con giocatori impegnati nelle finestre FIBA.
Soste - Domenica 27 dicembre (Festività natalizie), domenica 14 marzo (Finali Coppa Italia LNP).

GIRONE DI ANDATA SERIE A2 2025/26

  • 1^GIORNATA (27/09/2026) Ferraroni Juvi Cremona 1952 – Valtur Brindisi
  • 2^GIORNATA (04/10/2026) Valtur Brindisi – Weegrenit Urania Milano
  • 3^GIORNATA (11/10/2026) La T Tecnica Gema Montecatini – Valtur Brindisi
  • 4^GIORNATA (18/10/2026) Valtur Brindisi – Reale Mutua Torino
  • 5^GIORNATA (21/10/2026)* RSR Sebastiani Rieti – Valtur Brindisi
  • 6^GIORNATA (25/10/2026) Valtur Brindisi – Halley Campania Avellino Basket 
  • 7^GIORNATA (01/11/2026) Gemini Mestre – Valtur Brindisi
  • 8^GIORNATA (08/11/2026) Valtur Brindisi – Unieuro Forlì
  • 9^GIORNATA (11/11/2026)* Libertas Livorno 1947 – Valtur Brindisi
  • 10^GIORNATA (15/11/2026) Valtur Brindisi – Sella Cento
  • 11^GIORNATA (22/11/2026) Lumos Pistoia Basket – Valtur Brindisi
  • 12^GIORNATA (29/11/2026) Valtur Brindisi – ELAchem Vigevano 1955
  • 13^GIORNATA (06/12/2026) Victoria Libertas Pesaro – Valtur Brindisi
  • 14^GIORNATA (13/12/2026) Valtur Brindisi – Flats Service Fortitudo Bologna
  • 15^GIORNATA (16/12/2026)* Banco di Sardegna Sassari – Valtur Brindisi
  • 16^GIORNATA (20/12/2026) Valtur Brindisi – Paperdi Juvecaserta 2021
  • 17^GIORNATA (23/12/2026)* Valtur Brindisi – Crifo Wines Ruvo di Puglia
  • 18^GIORNATA (30/12/2026)* Dole Basket Rimini – Valtur Brindisi
  • 19^GIORNATA (03/01/2027) Valtur Brindisi – UEB Gesteco Cividale

 

GIRONE DI RITORNO SERIE A2 2025/26 

  • 20^GIORNATA (10/01/2027) Halley Campania Avellino Basket – Valtur Brindisi
  • 21^GIORNATA (17/01/2027) Valtur Brindisi – Gemini Mestre
  • 22^GIORNATA (20/01/2027)* Wegreenit Urania Milano – Valtur Brindisi
  • 23^GIORNATA (24/01/2027) Valtur Brindisi – Libertas Livorno 1947
  • 24^GIORNATA (31/01/2027) Paperdi Juvecaserta 2021 – Valtur Brindisi
  • 25^GIORNATA (03/02/2027)* Valtur Brindisi – Victoria Libertas Pesaro
  • 26^GIORNATA (07/02/2027) UEB Gesteco Cividale – Valtur Brindisi
  • 27^GIORNATA (14/02/2027) Valtur Brindisi – Banco di Sardegna Sassari
  • 28^GIORNATA (21/02/2027) Unieuro Forlì – Valtur Brindisi
  • 29^GIORNATA (28/02/2027) Reale Mutua Torino – Valtur Brindisi
  • 30^GIORNATA (07/03/2027) Valtur Brindisi – Dole Basket Rimini
  • 31^GIORNATA (21/03/2027) Crifo Wines Ruvo di Puglia – Valtur Brindisi
  • 32^GIORNATA (27/03/2027) Valtur Brindisi – Ferraroni Juvi Cremona 1952
  • 33^GIORNATA (04/04/2027) ELAchem Vigevano 1955 – Valtur Brindisi
  • 34^GIORNATA (07/04/2027)* Valtur Brindisi – La T Tecnica Gema Montecatini
  • 35^GIORNATA (11/04/2027) Sella Cento – Valtur Brindisi
  • 36^GIORNATA (14/04/2027)* Valtur Brindisi – Lumos Pistoia Basket
  • 37^GIORNATA (18/04/2027) Flats Service Fortitudo Bologna – Valtur Brindisi
  • 38^GIORNATA (25/04/2027) Valtur Brindisi – RSR Sebastiani Rieti

*turni infrasettimanali.

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Intervento del consigliere Domenico De Santis, segretario regionale del PD, su sanità dopo richiesta del ministro Schillaci al ministro dell'economia di rimpinguare il fondo sanitario nazionale. 

 "Mentre perfino il Ministro della Salute si è accorto che lo stanziamento al Fondo sanitario nazionale è insufficiente, il centrodestra pugliese non smette i paraocchi della propaganda e anziché prendere atto, con onestà intellettuale, della situazione reale del Paese, non solo della Puglia, continua a puntare il dito contro il governo regionale. 

Stavolta, infatti, a lanciare l’allarme, dopo il Presidente del Molise e gli assessori regionali alla Sanità di Basilicata e Veneto, tutte amministrate dal centrodestra, è lo stesso ministro della Sanità Schillaci, che chiede al collega che guida il dicastero dell’Economia, Giorgetti, più fondi per la Sanità. Servono cinque miliardi l’anno, per il prossimo triennio, per garantire la tenuta del sistema sanitario nazionale.  

Il re è nudo, con i numeri non si può mentire. Se il rapporto fra spesa sanitaria effettiva e riparto del fondo sanitario non viene rimpinguato, il Sistema Sanitario Nazionale è a rischio, il diritto a curarsi delle cittadine e dei cittadini è in pericolo. Oggi il rapporto tra fondo sanitario e Pil è alla soglia minima, fra le più basse in Europa, appena sopra il 6%. E invece servirebbero, secondo il ministro della Sanità, molte più risorse. I gruppi parlamentari del PD avevamo presentato un emendamento per aumentare di 5,5 miliardi il fondo sanitario ma la maggioranza lo ha bocciato. 

Oggi il centrodestra fa finta che sia una notizia il disavanzo in sanità che, giustamente, è stato evidenziato dalla Corte dei Conti. Lo sapevamo e sappiamo, tutti, che per dieci anni la Puglia, fino al 2020, è stata sottoposta a un duro piano di rientro e solo dopo ha potuto sbloccare il turn over del personale e fare nuove assunzioni, necessarie alla sanità pugliese. 

Ancora una volta diciamo al centrodestra pugliese, basta con la propaganda.  
Ci auguriamo che il Governo, con senso di responsabilità, come sta facendo la Regione Puglia - che ha investito 35 milioni di risorse del Consiglio, oltre a 107 milioni del proprio bilancio, cercando di ottimizzare il sistema e pesare il meno possibile sui cittadini - trovi le risorse necessarie per garantire al Paese la Sanità pubblica, il bene più prezioso e fra i diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione".

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Un lavoro dopo l’altro, un contratto che non arriva, una promessa che dura il tempo di un colloquio. “Bandiera bianca” porta in teatro la corsa quotidiana di una generazione costretta a cambiare mestiere pur di sopravvivere, mentre continua a cercare il proprio posto nel mondo.

Martedì 4 agosto, alle ore 21piazza Duomo a Brindisi ospita lo spettacolo di e con Alessandra De Luca, diretto da Anđelka Vulić. L’appuntamento fa parte della quarta edizione di “Verdi in Città”, rassegna di teatro e musica promossa dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi e la collaborazione del Polo Biblio-Museale, della Basilica Cattedrale di Brindisi e di Puglia CultureL’ingresso è liberosenza prenotazione.

«Sono Francesca, ho ventotto anni e faccio la…». La frase torna più volte ma il finale è sempre diverso. Cameriera, guida turistica, animatrice, insegnante, doppiatrice, organizzatrice teatrale, comparsa, attrice. Dietro l’elenco la necessità di accettare ciò che il mercato offre, passando da un impiego all’altro senza raggiungere una vera stabilità. “Bandiera bianca” parte da episodi biografici minimi e li trasforma in una riflessione tragicomica sul lavoro, sulle disparità e sulle rinunce imposte a chi prova a costruirsi un futuro.

Sullo sfondo Roma, città nella quale Francesca arriva dalla provincia del Sud a diciannove anni con uno zaino, grandi aspettative e il desiderio di diventare attrice. La capitale offre occasioni e le ritira subito dopo, apre porte che conducono verso altre attese, altri incarichi provvisori, altre stanze troppo costose. Dagli spaghetti scotti serviti ai turisti alla rendicontazione dei progetti culturali, dagli ombrellini tenuti sulle piste automobilistiche ai set improbabili, fino ai teatri capaci di riprodurre le stesse forme di sfruttamento: la protagonista attraversa mestieri, ambienti e linguaggi differenti senza smettere di cercare una direzione.

Il lavoro diventa una corsa nella quale l’impegno non garantisce alcun risultato. La competenza è sostituita dalla disponibilità, la formazione dall’adattamento, il diritto alla dignità dalla richiesta di essere sempre sorridenti e accomodanti. «Sorridi e sculetta» è la formula che Francesca riceve dal proprietario del pub nel quale lavora. Una battuta brutale che accompagna molti dei suoi impieghi e mostra quanto il corpo di una giovane donna possa diventare una condizione non dichiarata del rapporto professionale. Il cliente va compiaciuto, il superiore non va contraddetto, il potere decide tempi, mansioni e confini.

Bandiera bianca” procede come un racconto non lineare. Oggetti, musica, voci registrate e cambi di ritmo costruiscono una successione rapida di incontri, colloqui, incarichi, speranze e cadute. Dallo zaino della protagonista escono gli strumenti dei diversi mestieri, tracce materiali di una vita professionale frammentata. Diventa così l’archivio di una crescita forzata, costruita più sulle necessità che sulle scelte. Ogni oggetto conserva una possibilità, ma anche il ricordo di un tentativo irrisolto. Francesca corre, serve, risponde, imita, obbedisce, prova a difendersi. Quando indossa i guantoni da boxe, il lavoro assume la forma visibile di un combattimento impari. I colpi arrivano dalle difficoltà economiche, dalle promesse mancate, dalle umiliazioni quotidiane e anche dal mondo teatrale che aveva immaginato come spazio di libertà. La protagonista tenta di respingerli, ma spesso non riesce neppure a capire da quale direzione provengano.

Anche la frase «allegare lettera motivazionale» ritorna come un mantra. Bisogna dimostrare entusiasmo, disponibilità e spirito di sacrificio anche davanti a mansioni sottopagate o prive di prospettive. Francesca continua a scrivere, candidarsi e ricominciare, sospesa tra la volontà di realizzarsi e la paura di dover rinunciare definitivamente. Nel finale, gli oggetti utilizzati durante lo spettacolo vengono raccolti in un unico cumulo. Sono i lavori svolti, le illusioni, le sconfitte e ciò che ogni esperienza ha lasciato. Sulle note di “Bandiera bianca” di Franco BattiatoFrancesca solleva il vessillo davanti a quella catasta. È la decisione di fermare per un momento una battaglia combattuta secondo regole stabilite da altri, di sottrarsi alla retorica che considera ogni rinuncia una colpa.

La storia di Francesca appartiene a chi ha studiato senza trovare il lavoro immaginato, a chi accumula incarichi e non costruisce sicurezza, a chi deve scegliere tra la professione desiderata e la possibilità di pagare un affitto. “Bandiera bianca” porta questa condizione sul palco e trasforma la vicenda privata di Francesca nel ritratto di una generazione, suggerendo che anche arrendersi possa essere, qualche volta, un atto di libertà.

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Si è svolta questa mattina, nel salone di rappresentanza della Provincia, la seduta del Consiglio Provinciale di Brindisi convocata dal Presidente facente funzione Elio Ciccarese. Presenti 12 consiglieri.

In apertura dei lavori il Consiglio ha proceduto alla surroga dei consiglieri provinciali decaduti Catia Albanese e Carmine Brogna rispettivamente con Giancarlo Marinò, del Comune di Oria e con Massimo Lanzilotti, Sindaco di Carovigno, ai quali è stato rivolto il saluto istituzionale e l’augurio di buon lavoro da parte dell’Assise provinciale.

Nel corso della seduta sono stati esaminati tutti i punti iscritti all’ordine del giorno riguardanti opere pubbliche, variazioni e assestamento di bilancio, riconoscimento di un debito fuori bilancio e verifica dello stato di attuazione dei programmi dell’Ente.

Tutti i provvedimenti sono stati approvati.

Si ricorda che la seduta del Consiglio Provinciale è stata integralmente ripresa e trasmessa in diretta streaming sul portale istituzionale dedicato:  https://provinciabrindisi.consiglicloud.it

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Negli ultimi tempi il dibattito pubblico si sta concentrando sulle prospettive di nuovi e importanti investimenti che potrebbero interessare il territorio della provincia di Brindisi. Le indiscrezioni, le dichiarazioni e le aspettative alimentano un confronto che, se da un lato testimonia la volontà di rilancio economico del territorio, dall'altro rischia di trascurare un presupposto fondamentale: nessun investimento può tradursi in sviluppo reale se manca una pianificazione urbanistica adeguata.

È proprio dalla dotazione degli strumenti urbanistici che occorre partire. Senza una visione chiara dell'assetto del territorio e senza strumenti di programmazione aggiornati ed efficaci, qualsiasi discussione sui grandi investimenti rischia di rimanere confinata nel campo delle ipotesi. È questa la vera precondizione per attrarre capitali, dare certezze agli investitori e garantire uno sviluppo ordinato e sostenibile.

Certamente il territorio della provincia di Brindisi dispone di dotazioni infrastrutturali che pochi territori del Mezzogiorno possono vantare: un aeroporto, un porto commerciale con un grande retroportualità, grandi aree industriali in parte dismesse, un porto turistico e circa 80 km di costa. Questo patrimonio rappresenta una concreta capacità di attrazione per investimenti industriali e turistici. Ma perché tale potenziale si traduca in progetti reali, servono due condizioni preliminari: “una chiarezza autorizzativa” che offra agli investitori regole stabili e certe, e un dialogo strutturato tra chi investe e il sistema imprenditoriale del territorio, da costruire attraverso i corpi intermedi.

È su queste basi che il Presidente di ANCE Brindisi, Angelo Contessa, interviene sul tema degli investimenti industriali e turistici nel territorio brindisino, richiamando l'attenzione delle istituzioni, degli operatori economici e delle parti sociali su tre elementi che, a suo giudizio, costituiscono la base imprescindibile di qualsiasi iniziativa imprenditoriale seria e duratura: il Piano Industriale, il Piano di Committenza e il Piano Formativo.

"Non esiste investimento credibile senza queste tre condizioni. Il Piano Industriale definisce dove si vuole arrivare e con quali risorse; il Piano di Committenza stabilisce regole chiare tra chi affida i lavori e chi li esegue; il Piano Formativo garantisce che le persone del nostro territorio siano davvero in condizione di realizzare, gestire e mantenere quegli impianti nel tempo. Senza questi tre pilastri, qualsiasi annuncio di investimento resta un titolo di giornale, magari accompagnato dai soliti proclami sulle migliaia di posti di lavoro promessi," dichiara il Presidente Contessa.

Entrando nel merito del Piano di Committenza, Contessa precisa che questo strumento deve includere, in particolare:

  • le specifiche tecniche e i requisiti contrattuali richiesti a fornitori e appaltatori;
  • le modalità di affidamento dei lavori e delle forniture (procedure, criteri di selezione, qualificazione).

"Sono questi gli elementi che, in concreto, determinano se un investimento sarà realizzato da imprese qualificate e radicate sul territorio, o se si tradurrà in affidamenti anonimi e privi di ricadute locali," aggiunge il Presidente.

Secondo Contessa, questi non sono strumenti tecnici da relegare agli uffici amministrativi e del procurement delle aziende, ma condizioni politiche e territoriali da riportare al centro del dibattito pubblico: "Se vogliamo che gli investimenti si facciano davvero ed abbiano un impatto reale su Brindisi e sulla sua provincia — in termini di occupazione, di competenze, di crescita duratura — dobbiamo insistere perché queste condizioni siano parte integrante di ogni accordo, di ogni protocollo, di ogni intesa istituzionale. Un investimento che non porta con sé un piano formativo per le imprese e i lavoratori del territorio, sia nella fase di realizzazione che in quella di manutenzione e messa in esercizio, rischia di lasciare a Brindisi solo il consumo del suolo, e altrove le competenze e il valore."

Il Presidente Contessa precisa inoltre che la formazione del personale non può essere considerata un blocco unico, ma deve essere distinta in due fasi ben precise: "La formazione necessaria durante la fase costruttiva, legata alla realizzazione dell'opera e ai rischi specifici del cantiere, è diversa da quella richiesta per la successiva messa in esercizio e manutenzione dell'impianto. Sono competenze differenti, con obiettivi differenti, e vanno programmate come tali fin dall'inizio, non lasciate all'improvvisazione a lavori conclusi."

Il Presidente di ANCE Brindisi sottolinea inoltre il ruolo che i corpi intermedi possono e devono svolgere in questo processo: "Le associazioni datoriali come ANCE non sono un interlocutore accessorio, ma un corpo intermedio che ha la responsabilità e la competenza per tradurre queste condizioni in impegni concreti. Possiamo mettere a disposizione la conoscenza del tessuto produttivo locale, delle imprese qualificate presenti sul territorio e delle esigenze formative reali. È attraverso corpi intermedi come il nostro che si costruisce il ponte tra i grandi investitori e le comunità che devono beneficiarne davvero."

Contessa conclude rivolgendo un appello alle istituzioni locali, regionali e nazionali: "Chiediamo che ogni discussione su nuovi investimenti nel territorio di Brindisi parta da queste basi. Non per rallentare i processi, ma per partire con il piede giusto e garantire che generino ricchezza, competenze e occupazione qui, e non altrove. ANCE Brindisi è pronta a fare la propria parte, come corpo intermedio responsabile, per costruire questo percorso insieme alle istituzioni, alle imprese e ai lavoratori."

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 Legambiente Puglia: «136 eventi dal 2010 e Bari seconda città costiera più colpita. La Regione approvi un Piano di adattamento e istituisca un tavolo permanente per conciliare mare libero, tutela ambientale e sviluppo turistico»

 

– La crisi climatica colpisce con crescente intensità le coste italiane e la Puglia è tra i territori maggiormente esposti. Secondo il nuovo rapporto Spiagge 2026 di Legambiente e dell’Osservatorio Città Clima, dal 2010 al 2026 sono stati registrati in Italia 1.073 eventi meteorologici estremi in 308 Comuni costieri, pari al 48% del totale. Allagamenti, trombe d’aria e mareggiate sono i fenomeni più frequenti; negli ultimi cinque anni le mareggiate sono aumentate del 550% e i danni causati dal vento dell’80%.

 

Il Mezzogiorno è l’area più colpita. Dopo la Sicilia, la Puglia è la seconda regione italiana con 136 eventi meteo-idro, 116 dei quali concentrati tra il 2015 e il 2026. Bari, con 44 episodi, è la seconda città costiera più colpita d’Italia dopo Genova; in 22 casi si è trattato di allagamenti provocati da piogge intense. 

 

A questi dati si aggiunge il fenomeno dell’erosione. La Puglia conta circa 673 chilometri di costa bassa, il 14,1% della quale risulta interessato da processi erosivi. Inoltre, nel 2025 quasi 20 chilometri di costa bassa pugliese, pari al 6,5% dei tratti sabbiosi considerati, non sono rientrati nel monitoraggio ordinario delle acque di balneazione, soprattutto in corrispondenza di foci, torrenti e scarichi. 

 

«La Puglia non può continuare a rincorrere le emergenze con interventi frammentati e opere rigide che spesso risolvono temporaneamente il problema in un punto, trasferendolo sul tratto di costa vicino – dichiara Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia – Chiediamo alla Regione di approvare un vero Piano regionale di adattamento delle coste, dotato di risorse certe e coordinato con la pianificazione paesaggistica, urbanistica e di bacino. La priorità deve essere la prevenzione, attraverso la ricostruzione delle dune, la tutela delle zone umide, la rinaturalizzazione delle foci e il recupero della permeabilità dei suoli».

 

Legambiente Puglia chiede di superare la gestione emergenziale e di privilegiare le soluzioni basate sulla natura rispetto alla realizzazione indiscriminata di scogliere, barriere e altri interventi rigidi. I ripascimenti devono essere preceduti da una valutazione complessiva delle dinamiche costiere e accompagnati dalla rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e dalla tutela del naturale trasporto dei sedimenti.

 

Un altro tema centrale è quello della libera fruizione del mare. Legambiente Puglia propone di affrontare diversamente la questione: una percentuale formale non basta a rendere accessibili le spiagge libere e queste non possono essere relegate vicino a scarichi, foci, canali o in tratti marginali e difficilmente raggiungibili.

 

Allo stesso tempo, lo sviluppo turistico e le attività balneari rappresentano una componente importante dell’economia e dell’occupazione regionale. Per questo Legambiente Puglia chiede alla Regione di istituire un tavolo permanente di confronto sulla gestione delle coste, coinvolgendo Comuni costieri, operatori balneari e turistici, associazioni ambientaliste, rappresentanti dei cittadini, organizzazioni sindacali, università ed enti di ricerca.

 

Il tavolo dovrà individuare una soluzione equilibrata tra il diritto dei cittadini alla libera e gratuita fruizione del mare, la tutela degli ecosistemi costieri e la necessità di sostenere un’offerta turistica qualificata, innovativa e capace di generare buona occupazione. Dovrà inoltre definire criteri comuni per la distribuzione delle spiagge libere e in concessione, l’accessibilità universale, la qualità dei servizi, la tutela del lavoro e la trasparenza delle procedure.

 

«La contrapposizione tra mare libero e sviluppo turistico è sbagliata e non aiuta a costruire soluzioni – sottolinea Salzedo – Una costa tutelata, accessibile e ben gestita rappresenta la principale risorsa del turismo pugliese. Occorre garantire i diritti dei cittadini e, nello stesso tempo, accompagnare gli operatori verso un modello più sostenibile, fondato sulla qualità dei servizi, sulla destagionalizzazione e sul rispetto del paesaggio».

 

Anche le procedure per l’assegnazione delle concessioni dovranno premiare la sostenibilità ambientale, l’accessibilità, la qualità progettuale, la tutela del lavoro e l’utilizzo di strutture leggere e amovibili, superando la prevalenza dell’offerta economica. È inoltre necessario istituire un’anagrafe pubblica e aggiornata delle concessioni e avviare percorsi di co-programmazione con il Terzo settore, affinché le gare non si traducano nella semplice sostituzione dei gestori senza modificare il modello di utilizzo della costa.

 

Particolare attenzione deve essere riservata anche alla Posidonia spiaggiata, che non è un rifiuto ma una barriera naturale contro le mareggiate e la perdita di sabbia. La pulizia meccanica indiscriminata degli arenili può sottrarre sedimenti preziosi; occorrono invece piani comunali che ne favoriscano la permanenza o il riutilizzo nel sistema spiaggia-duna.

 

La Puglia dispone già di esperienze positive, come il piano di gestione del Parco regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta Pizzo, a Gallipoli, dove palizzate naturali, percorsi attrezzati e interventi di stabilizzazione stanno contribuendo alla ricostituzione del sistema dunale. Nel Parco del Litorale di Ugento sono inoltre previsti interventi per rimuovere il cemento dalle sponde dei bacini e ripristinare habitat e vegetazione naturali.

 

«Proteggere la costa significa proteggere le comunità, il turismo e l’economia regionale – conclude la presidente di Legambiente Puglia – È il momento di costruire, attraverso un confronto serio e permanente, un modello capace di tenere insieme mare libero, tutela ambientale e sviluppo turistico sostenibile. La Puglia deve smettere di inseguire le emergenze e cominciare a programmare il futuro delle proprie coste».

 

 

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Ha fatto scudo con il proprio corpo al figlio nel tentativo disperato di proteggerlo dal crollo della struttura sulla quale stavano lavorando. Un gesto istintivo, compiuto in una frazione di secondo, che è costato la vita ad Antonio D'Errico, 66 anni, imprenditore artigiano tra i più conosciuti e stimati di Mesagne. La tragedia si è consumata ieri mattina, intorno alle ore 10, in una villetta della zona residenziale Manfredonia, in via Alimini, dove l'uomo era impegnato insieme al figlio Alessandro, 26 anni, nello smontaggio di una pergola in legno. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, durante le operazioni la struttura avrebbe improvvisamente ceduto, precipitando sui due operai. Antonio D'Errico, conosciuto da tutti con il soprannome di "Pazzariello", si è frapposto tra il figlio e la massa di legno che stava crollando, assorbendo il peso dell'impatto. Alessandro è stato sbalzato di alcuni metri dalla forza del cedimento, riportando diversi traumi, ma è riuscito a salvarsi. Trasportato in ambulanza all'ospedale Perrino di Brindisi, è stato sottoposto agli accertamenti del caso: le sue condizioni non destano preoccupazione. L'allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, gli agenti della Polizia di Stato, la Polizia locale, gli ispettori dello Spesal e due squadre dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi, che hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza il cantiere ed estrarre il corpo dell'artigiano rimasto schiacciato sotto la pergola. L'area interessata dall'incidente è stata posta sotto sequestro. Il provvedimento riguarda esclusivamente il perimetro del cantiere, mentre l'architetto Marta Caliano, responsabile dell'ufficio Urbanistica del Comune di Mesagne, ha effettuato un sopralluogo per verificare l'agibilità dell'intera proprietà. Sul luogo della tragedia è arrivato anche il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Brindisi, che ha disposto il sequestro dell'area, l'acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e l'autopsia sul corpo della vittima. Le indagini, affidate alla Polizia locale, dovranno chiarire l'esatta dinamica del cedimento e accertare eventuali responsabilità. Profondamente scossi anche il proprietario della villetta, un medico in pensione, e i suoi familiari, presenti nei momenti successivi all'incidente. La notizia della morte di Antonio D'Errico si è diffusa in poche ore in tutta Mesagne, lasciando increduli amici, conoscenti e clienti. Da decenni operava nel settore delle strutture in legno e dei montaggi, distinguendosi per competenza e affidabilità. La sua professionalità lo aveva portato, tra il 2006 e il 2008, a collaborare con la produzione della trasmissione di Rai 1 "Il treno dei desideri", condotta da Antonella Clerici. In quegli anni aveva lavorato in numerose città italiane, contribuendo alla realizzazione delle opere previste dal programma televisivo nei tempi ristretti imposti dalla produzione. Chi lo conosceva lo ricorda come una persona disponibile, generosa e sempre pronta ad aiutare gli altri. Un uomo che ha trascorso la vita lavorando con passione e che proprio durante il suo lavoro ha trovato la morte, compiendo fino all'ultimo un gesto di straordinario amore verso il figlio. L'ennesimo incidente mortale sul lavoro riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza nei cantieri, ricordando quanto sia ancora elevato il prezzo pagato da chi ogni giorno svolge attività ad alto rischio. Mesagne oggi piange uno dei suoi artigiani più conosciuti, una vittima del lavoro che, nel momento più drammatico della sua vita, ha scelto d'istinto di salvare il proprio figlio, lasciando alla comunità il ricordo di un padre coraggioso e di un uomo che ha sacrificato la propria esistenza per quella della persona che amava di più.

 

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