Redazione
CAPODANNO: COLDIRETTI PUGLIA, SPESA DA 220 MILIONI A TAVOLA; IN AGRITURISMO 20MILA OSPITI.
Per i pranzi e i cenoni di fine anno e di Capodanno 2025 in Puglia la spesa destinata ai consumi alimentari ha toccato quota 220 milioni di euro, con la maggioranza dei pugliesi, pari al 67%, che ha scelto di festeggiare in casa, propria o di familiari e amici, mentre il resto si è orientato soprattutto verso ristoranti e agriturismi, che fanno registrare oltre 20mila presenze, secondo le stime di Terranostra e Campagna Amica.. È il quadro tracciato da Coldiretti Puglia nel bilancio delle festività di Capodanno, che evidenzia come attorno alle tavole si siano riunite in media sette persone.
Il brindisi di fine anno ha visto ancora una volta lo spumante come grande protagonista, presente su più dell’84% delle tavole, come rileva Coldiretti Puglia, battuto di poco dalle lenticchie, inserite nell’85% dei menu, confermandosi simbolo irrinunciabile di fortuna e buon auspicio. Tra i cibi portafortuna spiccano anche i chicchi d’uva, presenti nel 45% delle tavolate e consumati secondo un rito scaramantico ormai consolidato, che negli ultimi anni ha assunto un valore ancora più forte in un contesto internazionale segnato da instabilità, conflitti e tensioni.
Sui menu di Capodanno non sono mancati pesce e frutta, con una netta preferenza per prodotti Made in Italy, mentre si registra una flessione nei consumi di champagne e frutta esotica. Tuttavia, non tutti hanno potuto mantenere la tradizione del pesce, a causa dei costi elevati, orientandosi così verso piatti simbolo della cucina pugliese come le cime di rapa stufate e i panzerotti fritti, farciti con mozzarella, pomodoro e formaggio oppure con ricotta scquanta.
A chiudere il quadro delle feste è il ritorno in grande stile dei dolci della tradizione fatti in casa, complice il caro panettone, con questi dolci che sono tornati protagonisti sulle tavole di fine anno e di Capodanno, con una massaia su due impegnata per almeno due ore nella preparazione domestica, spesso insieme ai bambini, trasformando la cucina in uno spazio di condivisione e convivialità familiare.
Mesagne. Boom di presenze al Capodanno in piazza Orsini
Mesagne ha accolto il nuovo anno con un'esplosione di energia e allegria, testimonianza di un boom di partecipazione alla tradizionale celebrazione di Capodanno in piazza. Piazza Orsini del Balzo si è trasformata in un palcoscenico vibrante, dove la musica ha rivestito un ruolo da protagonista assoluto, rendendo la serata indimenticabile per tutti i partecipanti. Il format “Solo Musica Italiana da Ballare” ha preso vita in questa straordinaria notte, trasformando il centro della città in un luogo di incontro e festa. Due artisti d’eccezione, Ciccio Marinelli e Pierluca Innamorato, hanno saputo catturare l'attenzione del pubblico, guidandolo in un viaggio attraverso i grandi successi della nostra discografia. Con abilità e creatività, i due cantanti hanno riarrangiato brani intramontabili, creando un'atmosfera che ha fatto ballare l’intera piazza. La magia della serata non si è limitata solo ai più giovani; il repertorio scelto ha parlato a tutti, dalle famiglie agli anziani, coinvolgendo ogni generazione. È stata una notte inclusiva, dove le note familiari hanno risuonato nei cuori di tutti, creando un legame speciale tra le persone. Le risate, le danze e i cori di gioia hanno riempito l'aria, dimostrando come la musica possa unire e far dimenticare, anche solo per una notte, le difficoltà quotidiane. La riuscita dell’evento è stata anche merito dell’organizzazione impeccabile, che ha saputo gestire ogni aspetto della serata, garantendo sicurezza e comfort a tutti i partecipanti. Le luci scintillanti, il calore dei sorrisi e la magia della musica italiana hanno dato vita a un Capodanno perfetto, festeggiato sotto un cielo stellato. In conclusione, il Capodanno in piazza a Mesagne è stato molto più di una semplice celebrazione dell’arrivo del nuovo anno; è stata una vera e propria festa della comunità, un momento di condivisione e di gioia pura, che ha dimostrato come la musica sia un linguaggio universale capace di superare barriere e unire le persone. Non resta che aspettare con entusiasmo il prossimo evento, nella speranza che la musica continui a farci ballare e sognare insieme!
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Danda è la prima neonata di Brindisi
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La notte di San Silvestro ha tenuto impegnati senza sosta gli uomini del Comando dei Vigili del Fuoco di Brindisi. Nonostante i numerosi appelli alla prudenza, i festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno sono stati segnati da diversi incendi divampati in città e in provincia, quasi tutti riconducibili all'accensione di botti e fuochi d'artificio.
Il bilancio della notte parla di una serie di roghi che hanno interessato principalmente il verde pubblico e privato. Le scintille provocate dai petardi hanno innescato incendi che hanno coinvolto alberi e aree di fitta vegetazione, richiedendo la mobilitazione di diverse squadre per evitare che le fiamme si propagassero alle abitazioni o alle auto in sosta.
Uno degli interventi più delicati ha avuto luogo in viale Aldo Moro, nel cuore di Brindisi. In questo caso, il fuoco non è rimasto confinato in strada: alcuni fuochi pirotecnici hanno raggiunto il balcone di un appartamento, mandando in fiamme diversi vasi di piante. Il tempestivo arrivo dei Vigili del Fuoco ha impedito che l'incendio si estendesse agli infissi e all'interno dell'abitazione, scongiurando danni ben più gravi ai residenti.
Per ogni episodio segnalato, il personale del Comando di Brindisi ha proceduto non solo allo spegnimento dei roghi, ma anche alla successiva bonifica e messa in sicurezza di tutte le aree interessate. Grazie a queste operazioni, è stato possibile eliminare i focolai residui e verificare la stabilità delle strutture colpite dal calore.
Fortunatamente, al momento non si segnalano feriti gravi, ma resta alta l'attenzione sul pericolo rappresentato dall'uso improprio di materiale esplodente durante le festività.
OPI BRINDISI. "Nel 2026 puntiamo su tutela, formazione e protagonismo infermieristico”
OPI Brindisi, De Biasi: “Il 2025 anno di responsabilità e visione. Nel 2026 puntiamo su tutela, formazione e protagonismo infermieristico”
Il 2025 si chiude come un anno importante di consolidamento e di crescita per l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi, che ha rafforzato il proprio ruolo di riferimento istituzionale e di presidio a tutela della professione sul territorio. Un anno segnato da scelte responsabili e da una visione chiara, maturata in un contesto sanitario complesso, caratterizzato da criticità strutturali, carenze di personale e bisogni assistenziali sempre più articolati.
In questo scenario, l’OPI Brindisi ha scelto di non limitarsi a una funzione formale di rappresentanza, ma di assumere un ruolo attivo e propositivo, lavorando per costruire una prospettiva politica e professionale capace di dare voce agli infermieri e di incidere concretamente nei processi decisionali.
«Il 2025 è stato un anno di responsabilità e di scelte importanti – dichiara la presidente dell’OPI Brindisi, Paola De Biasi –. Abbiamo lavorato per rafforzare il ruolo dell’Ordine come interlocutore credibile delle istituzioni e come punto di riferimento per le colleghe e i colleghi. In un sistema sanitario sottoposto a forti pressioni, la professione infermieristica non può essere marginale, ma deve essere riconosciuta come uno dei pilastri fondamentali della qualità delle cure».
Nel corso dell’anno, l’Ordine ha promosso numerose iniziative formative, momenti di confronto istituzionale e attività di orientamento, con particolare attenzione ai giovani e agli studenti. Un ruolo significativo è stato svolto dalla Consulta OPI Giovani, che ha contribuito a portare nuove idee, partecipazione e una visione proiettata al futuro all’interno dell’Ordine.
«Investire sui giovani – prosegue De Biasi – significa investire sul futuro della sanità. Vogliamo un’infermieristica sempre più consapevole, competente e capace di incidere nei processi decisionali».
Accanto alla formazione, resta centrale l’impegno dell’OPI Brindisi sul fronte della tutela professionale e della sicurezza delle cure, temi oggi più che mai cruciali in un contesto segnato da carichi di lavoro elevati e da una crescente complessità assistenziale. L’Ordine continua a operare affinché siano garantite condizioni di lavoro adeguate, rispettose della dignità professionale e della qualità dell’assistenza.
Guardando al 2026, l’OPI Brindisi individua alcune priorità strategiche: rafforzare il riconoscimento e la tutela della professione infermieristica; incidere con maggiore efficacia nei processi di programmazione sanitaria territoriale; sviluppare percorsi formativi coerenti con l’evoluzione dei modelli assistenziali; promuovere una cultura professionale fondata su competenza, responsabilità e partecipazione; consolidare il dialogo con istituzioni, cittadini e mondo della formazione.
«Il futuro non si subisce, si costruisce – conclude Paola De Biasi –. L’OPI Brindisi continuerà a essere una voce autorevole, responsabile e presente, capace di rappresentare gli infermieri e di contribuire concretamente alla qualità del sistema salute del nostro territorio».
Asl Brindisi, un 2025 all'insegna dell'eccellenza clinica, dell'innovazione e della crescita per il territorio
La sanità pubblica è fatta di persone, di territori, di comunità. È fatta di bisogni che cambiano, di fragilità che aumentano, di aspettative legittime dei cittadini. È fatta di professionisti che ogni giorno lavorano in silenzio, spesso sotto pressione, per garantire un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione.
Oggi il Servizio Sanitario Nazionale attraversa una fase complessa. Pronto soccorso sotto pressione, liste d’attesa difficili, carenze di personale, mutamenti demografici e sociali profondi mettono alla prova il sistema. Sarebbe miope e irresponsabile negarlo.
Ma raccontare solo la crisi sarebbe una lettura incompleta e, soprattutto, ingiusta. Perché accanto alle difficoltà esiste una sanità pubblica che tiene, che innova, che non si arrende.
In questo contesto, la Asl Brindisi chiude un anno intenso, caratterizzato da investimenti tecnologici, potenziamento dei servizi, importanti traguardi clinici e una costante attenzione alla persona e alla comunità.
Il 2025 si è aperto con la firma del protocollo per l’infermiere di famiglia, figura centrale per rafforzare la sanità di prossimità e intercettare precocemente bisogni e fragilità. È stato un anno segnato dall’eccellenza clinica, con interventi salvavita d’avanguardia e l’avvio di terapie innovative come la CAR-T per il mieloma multiplo, che collocano il nostro territorio dentro i circuiti della medicina più avanzata.
L’ospedale Perrino ha confermato il suo prestigio, piazzandosi al terzo posto in Puglia nella classifica mondiale Newsweek dei migliori ospedali, un riconoscimento che non è solo simbolico ma misura la qualità dell’assistenza, della sicurezza e degli esiti clinici.
L’innovazione è stata il filo rosso dell’anno. Dalla stimolazione cerebrale “adattativa” per il Parkinson, che ha fatto del Perrino un centro di riferimento del Centro-Sud, alle tecniche di radioterapia più avanzate, fino alla telechirurgia e alle prime ablazioni transcatetere per le aritmie cardiache.
Ma l’innovazione, per una sanità pubblica, non è mai fine a se stessa: è uno strumento per migliorare la qualità della vita delle persone, ridurre complicanze, aumentare sicurezza e appropriatezza delle cure.
In questa direzione vanno anche gli investimenti in Medicina Nucleare e Radioterapia, l’inaugurazione del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Francavilla Fontana e il rafforzamento dell’organizzazione clinica con la nomina del direttore della Unità Operativa Complessa di Radiologia Interventistica, tasselli fondamentali per una rete ospedaliera moderna e integrata.
La sostenibilità non è uno slogan. È una scelta concreta.
Nel 2025 la Asl Brindisi ha stabilizzato 121 lavoratori, restituendo dignità, continuità e sicurezza a chi ogni giorno garantisce servizi essenziali. Sono iniziati i lavori per l’Ospedale di Comunità di Latiano, per il completamento del Centro Ustioni al Perrino e per il nuovo Day Hospital di Oncoematologia.
Grazie ai fondi del PNC, sono partiti i cantieri per rendere gli ospedali di Francavilla Fontana e Ostuni e le strutture territoriali di Ceglie Messapica e San Pietro Vernotico più sicuri, moderni e sostenibili. Investire sulle strutture significa investire sulla qualità delle cure e sulla fiducia dei cittadini.
Viviamo in una società attraversata da un disagio profondo. La salute mentale è una delle grandi emergenze del nostro tempo: riguarda i giovani, le famiglie, gli anziani, chi vive solitudine, precarietà, fragilità relazionali. Ansia, depressione, dipendenze non sono più temi marginali.
Una sanità pubblica moderna non può limitarsi alla cura della malattia. Deve investire su ascolto, prevenzione, integrazione tra sanitario e sociale, contrastando stigma e disuguaglianze.
È in questa prospettiva che una parte decisiva del lavoro sanitario si svolge fuori dagli ospedali. Nelle scuole, dove si costruisce consapevolezza su salute mentale, affettiva e sessuale, prevenzione delle dipendenze, corretti stili di vita, malattie sessualmente trasmissibili, donazione di sangue e organi. Parlare ai giovani significa fare sanità pubblica vera, significa agire prima che il disagio diventi emergenza.
Accanto alle scuole, il ruolo delle associazioni e del volontariato è centrale. Sono spesso il primo presidio di ascolto, il ponte tra istituzioni e cittadini, soprattutto nei contesti più fragili. Senza questa rete, il Servizio sanitario nazionale sarebbe più distante e più debole.
La prevenzione deve riguardare tutto l’arco della vita: dalle patologie croniche alle malattie infettive, dalla salute mentale alla salute sessuale. Informare, diagnosticare precocemente, accompagnare le persone nei percorsi di cura non è un atto accessorio, ma una responsabilità collettiva.
In questo solco si inseriscono le campagne di screening oncologico, le iniziative di prevenzione, i Free Microchip Day, la tutela della fauna locale in collaborazione con l’oasi di Torre Guaceto, le campagne di donazione del sangue e le iniziative natalizie di beneficenza.
La sanità è anche umanizzazione delle cure. Lo dimostrano gesti concreti: l’intervento su una paziente di 104 anni operata con successo al femore, le “ferie solidali”, la Carovana della Pace che ha fatto tappa al Perrino, il sostegno alle missioni umanitarie in Africa e Sudamerica, l’attenzione ai bambini di Gaza candidati al premio Nobel per la pace dall’associazione L’isola che non c’è.
Eccellenze riconosciute e solidità amministrativa.
L’anno si chiude con un traguardo tutt’altro che scontato: la certificazione completa del bilancio per il quarto anno consecutivo, segno di rigore, trasparenza e affidabilità.
E si chiude con l’eccellenza riconosciuta a livello nazionale in cinque specialità – Ortopedia, Neurologia, Neurochirurgia, Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia senologica – nel Programma Nazionale Esiti di Agenas.
Una sanità da difendere, insieme.
Questa sanità non è perfetta.
Ma è una sanità che non si nasconde, che non rinuncia, che lavora ogni giorno per garantire qualità nelle cure e nei servizi, uguaglianza nell’accesso, dignità e rispetto delle persone.
Nessuna azienda sanitaria, nessuna istituzione può farcela da sola. È decisiva l’alleanza tra Stato, Regioni, Comuni, associazioni, volontariato e Ordini professionali, che sono presìdi di competenza, etica e fiducia.
C’è infine un valore che attraversa tutta la sanità pubblica: la donazione. Donare sangue, organi e tessuti significa affermare che la salute non è solo un diritto individuale, ma una responsabilità condivisa. È uno dei gesti più alti di civiltà di un Paese.
È su questa idea semplice e radicale che il Servizio sanitario nazionale va difeso, sostenuto e migliorato.
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UILPA Difesa Brindisi, un anno di impegno sindacale
UILPA Difesa Brindisi, un anno di impegno sindacale e la conferma con un risultato di enorme fiducia alle recenti elezioni RSU.UILPA Difesa Brindisi, un anno di impegno sindacale e la conferma con un risultato di enorme fiducia alle recenti elezioni RSU.PUCA: Relazioni sindacali con l’Aeronautica e la Marina Militare di Brindisi, bene ma non benissimo.La UILPA Difesa Brindisi, con il Coordinatore Provinciale, dott. Michele PUCA, traccia il bilancio dell’attività sindacale svolta nel corso dell’anno 2025, confermando il proprio impegno costante a tutela dei diritti, della dignità e della valorizzazione professionale del personale civile del Ministero della Difesa operante sul territorio.L’anno appena trascorso è stato caratterizzato da un’intensa attività sindacale, svolta in un contesto alquanto complesso, segnato dalla forte carenza di organici, dal conseguente aumento dei carichi di lavoro, dai ritardi nelle valorizzazioni professionali e da persistenti criticità organizzative ed amministrative. In questo scenario, la UILPA Difesa Brindisi ha garantito una presenza continua nei luoghi di lavoro, partecipando ai tavoli di confronto locali, seguendo le problematiche individuali e collettive del personale e promuovendo iniziative volte a difendere condizioni di lavoro dignitose e sicure.
Un risultato particolarmente significativo dell’anno è rappresentato dalla netta affermazione della UILPA Difesa Brindisi alle elezioni RSU, che ha visto l’Organizzazione prima per numero di voti con una percentuale di oltre il 55% delle preferenze toccando anche il 66% in importanti Enti della provincia di Brindisi, permettendo così di avere la maggioranza diventare la principale organizzazione sindacale negli enti della Difesa del territorio di Brindisi.Questo importante risultato elettorale rappresenta una chiara attestazione di fiducia da parte delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa, che hanno riconosciuto nella UILPA una presenza seria, coerente e costantemente al loro fianco.Nel corso dell’anno, particolare attenzione è stata rivolta ai temi della valorizzazione del personale civile, delle progressioni economiche, del lavoro agile, delle indennità, della sicurezza nei luoghi di lavoro e del corretto utilizzo delle professionalità presenti negli enti della Difesa.La UILPA Difesa Brindisi ha inoltre assicurato assistenza sindacale continua, rappresentando con determinazione le istanze del personale nei confronti dell’Amministrazione.Fondamentale è stato il confronto con le direzioni degli enti difesa, con i datori di lavoro, con l’Amministrazione della Difesa e con gli Stati Maggiore di forza armata, portato avanti nel rispetto dei ruoli ma con la necessaria fermezza, affinché il personale civile venga finalmente riconosciuto come componente essenziale e strategica del sistema Difesa.
Relazioni sindacali che in alcuni contesti sono stare rafforzate trovando il giusto connubio tra le esigenze ed il rispetto delle lavoratrici/lavoratori e gli interessi dell’amministrazione, come ad esempio è avvenuto con il Direttore del Comando MARINTENDENZA Marina Militare Brindisi e con l’Ammiraglio ORINI, fin quando ha diretto la Terza Divisione Navale della Marina Militare. Rimaniamo però in attesa (da oltre un trimestre) di incontrare il suo successore al fine di rinnovare un dialogo costruttivo tra le parti; pertanto auspichiamo per il 2026 un sempre crescendo delle relazioni sindacali sul territorio, soprattutto con il Comado del Gruppo Supporto dell’Aeronautica Militare di Brindisi ormai pesantemente assente da troppo tempo. Nel rinnovare l’impegno per il futuro, la UILPA Difesa Brindisi conferma che continuerà a battersi con determinazione per il rispetto dei diritti, l’aumento degli organici, la valorizzazione delle professionalità civili e il miglioramento delle condizioni di lavoro, nel solco della fiducia ricevuta e con la responsabilità che tale risultato comporta.La UILPA Difesa Brindisi esprime un sentito ringraziamento a tutte le delegate e ai delegati RSU eletti, ai candidati, a chi ha contribuito alla campagna elettorale e, soprattutto, a tutte le lavoratrici e i lavoratori civili della Difesa che con il loro voto hanno rafforzato la rappresentanza sindacale UILPA.
f.toIL COORDINATORE PROVINCIALE BRINDISI UILPA DIFESAMichele PUCA
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Igiene Urbana: al via la gara da 180 milioni
FASANO – Ha preso ufficialmente avvio l’iter per l’affidamento del nuovo servizio di igiene urbana unitario dell’Ambito di Raccolta Ottimale (ARO) BR/3. Il Comune di Fasano, in qualità di capofila e stazione appaltante qualificata, ha di recente pubblicato la procedura di gara ad evidenza pubblica che regolerà la gestione dei rifiuti nei Comuni appartenenti all’Ambito (Fasano, Ostuni, Carovigno, Cisternino e San Vito dei Normanni), per i prossimi anni.
L’istituzione degli ARO in Puglia risponde a precise finalità di efficienza gestionale e tutela ambientale, operando nel quadro del Nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. 36/2023) e del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006).
L’obiettivo centrale dell'operazione è superare la storica frammentazione dei servizi locali per abbracciare una gestione integrata, capace di trasformare il ciclo dei rifiuti in un modello di eccellenza. Grazie a una programmazione unitaria tra i comuni limitrofi, che comunque terrà conto delle peculiarità e delle esigenze di ogni singolo comune, sarà garantito ai cittadini un servizio migliorato ed innovato, molto più efficiente e nel quadro del Nuovo Codice dei Contratti degli Appalti (D.Lgs. 36/2023) e del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. puntuale, con ottimizzazione dei costi generata dalle importanti economie di scala che necessariamente si verificheranno.
Questa sinergia non è solo economica, ma rappresenta una vera svolta per la tutela del nostro territorio: attraverso un piano industriale moderno e mirato, adeguato agli ultimi Criteri Ambientali Minimi ossia ai requisiti ecologici e prestazionali obbligatori definiti dal Ministero dell'Ambiente, volti a ridurre drasticamente l'impatto ambientale di prodotti e servizi, l'Ambito punta con decisione ad incrementare la raccolta differenziata, superando i target europei e nazionali di riciclo ed a promuovere sostenibilità, economia circolare e green jobs, premiando il recupero delle risorse rispetto allo smaltimento in discarica.
Infine, questo nuovo corso assicurerà ai cittadini la massima trasparenza e certezza dei costi: un corrispettivo contrattuale dovuto al gestore (e conseguenti tariffe TARI) chiaro e definito, basato su piani economico-finanziari solidi e meccanismi di adeguamento rispettosi del Codice degli Appalti, che da un lato garantiscono la qualità del servizio nel tempo, dall’altro non “scaricano” le dinamiche della regolazione tariffaria sul contratto d’appalto, per una gestione delle risorse pubbliche sempre più equa e consapevole.
L’avvio della procedura rappresenta un passaggio di fondamentale importanza, data la rarità dei contesti d'Ambito che hanno completato il percorso verso la gara pubblica. La durata pluriennale dell'affidamento — stabilita in 8 anni più uno di eventuale proroga — consentirà un ammodernamento radicale del servizio. Tra gli obiettivi primari figurano il rinnovo completo del parco mezzi e l’implementazione di progetti di raccolta tecnologicamente avanzati. Si prevedono, inoltre, significative migliorie qualitative e un ribasso economico significativo per ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche.
Il valore economico stimato è così ripartito:
- Importo a base d’asta: € 161.924.255,06.
- Opzione di proroga tecnica (1 anno): € 16.883.374,52.
- Valore complessivo del quadro economico: circa € 199,5 milioni di euro (incluse IVA e somme a disposizione).
L’aggiudicazione avverrà adottando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che privilegia il miglior rapporto tra qualità tecnica e prezzo. Le procedure saranno svolte tramite la piattaforma regionale EmPulia, garantendo interoperabilità, trasparenza e rispetto degli obblighi di digitalizzazione imposti dal Codice dei Contratti. In linea con il Principio del Risultato e della Fiducia previsti dal nuovo Codice, la scelta del lotto unico assicurerà una gestione globale coordinata.
Il raggiungimento di questo traguardo è frutto di una complessa collaborazione istituzionale. Un particolare ringraziamento va al Commissario dell’ARO 3, Giovanni Campobasso (dirigente della Regione Puglia), e al suo funzionario collaboratore, Fausto Pizzolante, per il supporto fornito. I sindaci dei cinque comuni interessati esprimono inoltre profonda gratitudine verso le strutture tecniche dei rispettivi enti: un riconoscimento che va ai dirigenti di settore, ai funzionari dei servizi ambiente e rifiuti e agli assessori con delega specifica, il cui lavoro è stato essenziale per la definizione degli atti, e ai tecnici esterni che hanno collaborato alla redazione del Piano Industriale.
I documenti di gara e gli atti relativi sono consultabili nella sezione "Amministrazione Trasparente" del sito istituzionale del Comune di Fasano e sui portali EmPulia e AGER Puglia.
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COLDIRETTI PUGLIA, SPUMANTE PUGLIESE PROTAGONISTA ‘BRINDISI’ FINE ANNO; 1,5 MILIONI DI BOTTIGLIE E EXPORT IN CRESCITA
Per i brindisi di fine anno e di Capodanno 2025 si stappa sempre più spesso uno spumante rigorosamente Made in Puglia, una crescita costante che si traduce in circa 1,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno, a conferma di un comparto dinamico e in piena evoluzione. A sottolinearlo è Coldiretti Puglia in vista della notte di San Silvestro, quando per Capodanno 2025 la scelta “popolare” sarà lo spumante italiano, protagonista di circa 75‑80% dei brindisi, mentre lo champagne rimane un’opzione più di nicchia e di fascia alta, rappresentando solo circa 5‑10% dei brindisi, non la prima scelta per la maggior parte degli italiani.
La geografia delle bollicine pugliesi racconta una produzione ampia e diversificata nelle aree più vocate della regione, con le bollicine pugliesi che nascono da vitigni autoctoni e internazionali capaci di esprimere al meglio le caratteristiche del territorio. Tra i principali vitigni utilizzati per gli spumanti troviamo il Bombino Bianco, apprezzato per freschezza e acidità, il Fiano, che regala note fruttate e floreali, e il Malvasia Bianca, spesso impiegata per aromi delicati. Non mancano poi blend con vitigni internazionali come il Chardonnay e il Pinot Nero, che permettono di ottenere spumanti metodo classico di struttura e complessità.
Le zone più vocate si distribuiscono lungo tutta la regione: la Daunia e la Murgia per gli spumanti freschi e leggeri, la Valle d’Itria e il Salento per bollicine più aromatiche e rotonde, mentre la DOC Castel del Monte si distingue per spumanti di carattere, dal corpo pieno e con buona acidità. Questa diversificazione territoriale e varietale consente ai produttori pugliesi di proporre un’offerta che spazia da spumanti giovani e fragranti a vini più complessi, capaci di accompagnare con stile i momenti di festa.
Se in Puglia lo spumante è ormai una presenza irrinunciabile nel carrello della spesa delle festività, anche sui mercati nazionali e internazionali le bollicine pugliesi continuano a guadagnare spazio, grazie alla qualità dei vitigni autoctoni, alla cura in cantina e all’attenzione all’export, che nel primo semestre 2025 ha raggiunto oltre 114 milioni di euro, con una crescita di circa +5,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, con i principali mercati di sbocco rappresentati da Germania, Svizzera, Albania e Regno Unito.
LE REGOLE D’ORO PER OFFRIRE E GUSTARE LO SPUMANTE:
Non servirlo ghiacciato: tiralo fuori dal frigo un paio d’ore prima e raffreddalo in un secchiello con ghiaccio tritato, acqua fredda e un pizzico di sale grosso.
La temperatura ideale di servizio è tra gli 8 e i 12 gradi.
Utilizza esclusivamente una flûte a forma di tulipano, che permette agli aromi di sprigionarsi pienamente.
Per esaltare al meglio l’effervescenza, lava i bicchieri con acqua calda e sapone neutro prima dell’uso.
Durante la stappatura, tieni fermo il tappo con una mano e ruota delicatamente la bottiglia leggermente inclinata con l’altra, accompagnando l’uscita del tappo.
Versa lo spumante lentamente, impugnando la bottiglia dal fondo e non dal collo, così da evitare che si scaldi con il calore della mano.
Evita di aggiungere ghiaccio direttamente nel bicchiere.
Conservalo in luoghi bui, freschi, senza sbalzi di temperatura, preferibilmente in posizione orizzontale.
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
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