Redazione

Lo stadio comunale "Guarini" si trova attualmente in uno stato di abbandono che dura da oltre un decennio, sin dalla sua costruzione. Con il recente annuncio dello svolgimento del Torneo delle Regioni, è opportuno mettere in luce le gravi condizioni in cui versa questo impianto, troppo a lungo trascurato da chi ha il compito di garantirne una gestione adeguata. Il problema non è nuovo; è piuttosto il risultato di una gestione caratterizzata da rinvii, promesse mai mantenute e annunci privi di seguito. Questa situazione appare insostenibile, soprattutto considerando che la squadra cittadina è attualmente in lotta per la vittoria del campionato. L'impianto, però, non è all'altezza della categoria attuale, e nemmeno di un eventuale salto in un campionato superiore, rischiando quindi di compromettere non solo la stagione atletica, ma anche il prestigio dell'intera comunità. Un elemento che colpisce, nella riflessione riguardante lo stadio "Guarini", è la disparità rispetto ad altre strutture sportive della città. Mentre altri impianti sono stati oggetto di riqualificazioni, il nostro stadio è rimasto ai margini di qualsiasi piano di investimento. Questa apparentemente ingiustificabile disparità solleva interrogativi sulla priorità accordata allo sport cittadino, al quale i cittadini sono profondamente legati. A queste criticità interne si sommano problemi esterni che rendono l'accesso allo stadio una vera e propria avventura. Strade dissestate e parcheggi in condizioni precarie, con buche profonde e pozzanghere che persistono anche senza pioggia, scoraggiano la presenza del pubblico e pongono seri interrogativi sulla sicurezza complessiva dell'area. Queste problematiche non possono più essere ignorate, poiché contribuiscono a un ambiente poco accogliente e sicuro per i tifosi. Una domanda fondamentale, tuttavia, rimane irrisolta: qual è lo stato attuale dell'agibilità del terreno di gioco? Da anni, questo aspetto vitale viene gestito in deroga, superando i limiti sotto il profilo strutturale e manutentivo. È urgente chiarire dove siano finiti i finanziamenti promessi in passato da diverse amministrazioni, senza alcun riscontro concreto o atti pubblici che ne attestino l'impiego. È arrivato il momento di fare chiarezza. Chiediamo, tramite questo giornale, un confronto pubblico — una tavola rotonda o un’intervista — tra amministratori locali, società sportiva e addetti ai lavori. Solo così possiamo affrontare questa vicenda senza ambiguità e con la determinazione necessaria. Ignorare il problema significa assumersi la responsabilità di penalizzare non solo lo sport, ma anche la società e l’intera comunità che nel calcio vedono una parte essenziale della propria identità. È tempo di agire e pretendere quella trasparenza e responsabilità che tutti meritano.

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BMS ha comunicato la riapertura del Parcheggio pubblico P8 a servizio dellAeroporto di Brindisi: struttura rinnovata, tecnologia di ultima generazione e servizio attivo h24.

 BMS ha comunicato la riapertura del Parcheggio pubblico P8 a servizio dellAeroporto di Brindisi, reso operativo a seguito di interventi infrastrutturali per listallazione di un nuovo sistema di accesso di ultima generazione, controllato da remoto.
Lintervento di ammodernamento ha interessato lintera infrastruttura di accesso e gestione del parcheggio, con lobiettivo di migliorare lesperienza degli utenti, rendere più rapidi gli ingressi e le uscite e garantire maggiore affidabilità e assistenza continua.
Il parcheggio non custodito situato in contrada Baroncino è dotato di:
300 stalli totali;
impianto di videosorveglianza attivo;
illuminazione adeguata di tutte le aree di sosta;
stalli riservati alle persone con disabilità, con ingresso protetto e percorsi dedicati;
sistema di controllo da remoto, che consente assistenza immediata agli utenti in caso di necessità.
Il Parcheggio pubblico P8 è aperto e operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sia per brevi che per lunghe soste. Si tratta di un parcheggio pubblico low cost: la tariffa agevolata è di 12 euro per 24 ore. La validità del titolo di sosta copre larco di 24 ore complete dal momento del pagamento (es.: dalle 10:00 di oggi alle 10:00 di domani, la scadenza non è prevista a mezzanotte). Il costo in caso di biglietto smarrito è di 120 euro.
Lintervento si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione dei servizi pubblici e delle infrastrutture cittadine, volto a garantire soluzioni funzionali, sicure e sostenibili per residenti e viaggiatori.

 Generale di Corpo d’Armata Massimo MASCIULLI, Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, rende omaggio ai Carabinieri che hanno affrontato il fuoco dei rapinatori.

Un tributo al coraggio incrollabile, alla professionalità d’acciaio e a quel giuramento di fedeltà che non arretra nemmeno davanti alle raffiche di mitra. Nella giornata odierna, il Generale di Corpo d’Armata Massimo Masciulli ha voluto incontrare personalmente i militari dell’Arma che, con sprezzo del pericolo, hanno preso parte all’operazione culminata nella cattura di due pericolosi criminali responsabili del violento assalto al portavalori avvenuto nei giorni scorsi.

La prima tappa del Generale è stata il DEA dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Qui, in un clima di profonda commozione e orgoglio istituzionale, l’alto ufficiale ha incontrato il Brigadiere Capo Donato Russo, effettivo alla Sezione Operativa della Compagnia di Campi Salentina.

Il Generale ha espresso la vicinanza dell’intera Istituzione al Brigadiere, rimasto ferito durante le fasi concitate dell’azione, elogiando la sua straordinaria tempra morale. Nell’occasione, il Generale ha rivolto un sentito ringraziamento al Primario e a tutto lo staff sanitario del reparto di Ortopedia, eccellenze mediche che si sono prese cura del militare con estrema dedizione.

Successivamente, la visita è proseguita presso la Stazione Carabinieri di Cellino San Marco, dove il Generale ha stretto la mano agli altri protagonisti di questo eroico intervento:

-      Il Brigadiere Pancrazio Fortunato (Stazione di Cellino San Marco);

-      Il Brigadiere Luca Petruzzo (Stazione di Cellino San Marco);

-      Il Vice Brigadiere Giuseppe Conte (Sezione Radiomobile della Compagnia di Brindisi).

Il Generale, profondo conoscitore della realtà operativa salentina in cui ha prestato servizio in passato, ha voluto sottolineare un dettaglio che definisce l’eccezionalità dell’operato dei suoi uomini: i militari hanno proseguito l’inseguimento e le attività di contrasto nonostante la loro vettura di servizio fosse stata attinta dai colpi d’arma da fuoco; rappresentano l’esempio vivente di cosa significhi essere un Carabiniere. Ha sottolineato come non si siano fermati davanti alla minaccia delle armi, anteponendo la sicurezza della collettività alla loro stessa vita. Ha inoltre evidenziato come la loro professionalità e il loro sangue freddo abbiano permesso di assicurare alla giustizia individui spregiudicati, riaffermando con forza l’autorità dello Stato sul territorio.

L’operazione di ieri non è stata solo un successo investigativo e operativo, ma la testimonianza di una dedizione che va ben oltre il semplice dovere d’ufficio, incarnando lo spirito più puro dell’Arma dei Carabinieri: essere scudo e baluardo dei cittadini, sempre e ovunque.

Prosegue con successo la stagione teatrale del Comune di Fasano, realizzata in collaborazione con Puglia Culture. Il prossimo appuntamento in cartellone, una produzione Golden Star – Teatro Golden / Diana Or.i.s., promette di trascinare il pubblico in un vortice di risate e riflessioni con la commedia brillante "Cena con sorpresa".

Lo spettacolo vanta un cast d'eccezione composto da volti amatissimi come Tosca D’Aquino, Simone Montedoro, Toni Fornari e Elisabetta Mirra. La regia è firmata da Toni Fornari, autore del testo insieme ad Augusto Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli (soggetto di Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli).

Stefania e Arnaldo sono una coppia affiatata e benestante, sposata da molti anni. Lui è un affermato avvocato penalista, lei un architetto che si dedica quasi esclusivamente alla beneficenza. Una sera, i due invitano a cena il loro migliore amico, Francesco De Palma, anche lui architetto.

Quello che i genitori non sanno è che Francesco, cinquantenne come loro, ha una relazione segreta da ormai un anno con la loro figlia ventenne, Angelica. Per la ragazza, quella cena è il momento propizio per rivelare il legame e spinge Francesco a confessare tutta la verità. Come troverà Francesco il coraggio di parlare ai suoi amici? E soprattutto, come reagiranno i due ignari genitori?

Divertente, ironica e pungente, questa commedia mette a nudo le nostre "menti benpensanti" di fronte a realtà che stravolgono i modi di vivere e pensare, specialmente quando certe situazioni ci toccano così da vicino.

«Quanto può essere lunga – dice l’assessore alla Cultura Cinzia Caroli - e quali sorprese può rivelare una cena in famiglia? Ecco, questo il tema della brillante commedia che andrà in scena a Fasano domani sera. Il cast è eccezionale ed è la forza di questo lavoro. Il tema è molto interessante perché ci farà certamente sorridere, ma anche riflettere su come spesso le nostre menti " benpensanti" reagiscono a notizie o eventi che si discostano un tantino dal seminato o da come si ritiene che " dovrebbe essere ". Ho trovato questo lavoro molto ben strutturato e credo sarà apprezzato dal pubblico di Fasano, sempre numeroso, attento e sensibile alle proposte culturali e di prosa in particolare».

Info e biglietti

  • Luogo: Teatro Kennedy, Fasano (BR).
  • Data: Mercoledì 11 febbraio 2026.
  • Orari: Apertura porte ore 19:00 | Sipario ore 19:30.
  • Circuito di vendita: Biglietti disponibili online su Vivaticket, presso i punti vendita autorizzati e al botteghino del teatro.

 

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Il rock visto da una prospettiva meno scontata: quella delle tastiere. “Rockin’ Piano. Viaggio nel rock a tastiera” è il concerto che inaugura la rassegna “Verdi in Rock 2026”, in programma mercoledì 11 febbraio alle ore 20.30 nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Sulle pedane, gli allievi e i maestri della scuola “Futuro Musica” intrecciano un filo musicale e narrativo che attraversa la storia del rock tra pianofortiHammond e synth. Al centro, il ruolo delle tastiere nella costruzione dell’identità del rock, dalle origini alle evoluzioni più recenti: una rilettura che restituisce centralità a un linguaggio a lungo rimasto laterale rispetto all’immaginario delle chitarre. I biglietti, posto unico al costo di 10 euro, sono disponibili online su rebrand.ly/RockinPiano e al botteghino del teatro, aperto il giorno del concerto dalle ore 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30Info 0831 562 554 e //webmail.aruba.it/new/Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." target="_blank" rel="noopener noreferrer" style="position: static !important;">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Rockin’ Piano” è anzitutto un progetto corale in cui formazione e teatro si incontrano in forma di concerto. I giovani musicisti di “Futuro Musica”, al fianco dei loro maestri - Primo Michele e Pietro MaggioFabio MasiAndrea De Nuzzo e Tonino Spluga - creano e mettono in scena la partitura di un vero racconto musicale. Le tastiere disegnano architetture sonore tra energia e introspezione e, accanto alla musica, un narratore ricompone e fa dialogare storia e memoria. «Questo progetto nasce per portare i ragazzi fuori dalla loro zona protetta - ha detto il maestro Primo Michele Maggio -. Alla tastiera bisogna scegliere, mettersi in gioco. Ogni pezzo chiede responsabilità e rispetto per una storia che viene prima di loro. Nel foyer del Verdi la musica diventa necessità. Accade quando smetti di suonare per dimostrare e inizi a suonare per vivere la musica».

Il concerto si svolge come un attraversamento delle grandi stagioni del rock mettendo in luce il contributo delle tastiere nelle sue continue trasformazioni. Dalle architetture complesse del rock progressivo e psichedelico britannico alla forza dell’hard rock degli anni Settanta, dominato dal timbro inconfondibile dell’organo Hammond; dalle contaminazioni pop-rock e new wave degli anni Ottanta fino alle atmosfere più sospese dell’alternative rock e ai passaggi epici dal respiro cinematografico. Il repertorio propone riletture e omaggi che attraversano mondi diversi - da Survivor a Patti Smith, da Shania Twain ai Cranberries, da Evanescence ai Nirvana, dai Beatles ai Pink Floyd, dai Doors ai Deep Purple, fino a EmersonLake & Palmer e Santana - per fare emergere il ruolo strutturale delle tastiere in ciascuna di queste esperienze. In questo percorso, il pianoforte diventa spazio di racconto, il synth apre visioni e scenari sonori, l’Hammond restituisce peso e tensione, mentre le tastiere elettroniche ampliano il vocabolario ritmico ed espressivo.

Nel corso dello spettacolo, le tastiere cambiano continuamente funzione e linguaggio. La serata alterna slanci e pause, forza e misura mostrando come il rock sia fatto tanto di impatto quanto di costruzione, tanto di volume quanto di scelte sottili. È in questa alternanza che “Rockin’ Piano” restituisce al pubblico un’immagine complessa e stratificata del genere divenendo anche un racconto sul fare musica oggi, sul rapporto tra studio e scena, tra apprendimento e interpretazione, tra tradizione e possibilità di riscrittura. Il finale dello spettacolo riporta il racconto alle origini del rock, quando tutto nasceva da un’urgenza primaria di esprimersi. Un ritorno al punto di partenza che ha il sapore della consapevolezza: ricordare che, al di là delle trasformazioni, delle mode e delle stratificazioni, il rock continua a vivere ogni volta che qualcuno si siede davanti a una tastiera e decide di dire qualcosa del proprio tempo. È un cerchio che si chiude senza chiudersi davvero e il viaggio può ricominciare.

Rockin’ Piano” è un’esperienza musicale e narrativa che mette al centro chi studia, insegna e suona, e affida alle tastiere il compito di raccontare il rock come un linguaggio capace di attraversare le epoche, cambiare pelle, spostare accenti e continuare a fare domande, senza mai perdere la propria tensione originaria, quella che nasce dall’ascolto e dal desiderio di rimettere in gioco le forme.

Il Teatro Comunale Paolo Grassi di Cisternino apre la Stagione Teatrale comunale in accordo con Puglia Culture con un cartellone dove la scena diventa lente sul linguaggio, sui legami, sulla memoria. 

Si comincia il 27 febbraio con “SPOS(s)ATI” di Antonio Stornaiolo e Daniela Baldassarra, che smonta con ironia chirurgica l’epica della coppia e ne lascia in campo i gesti minimi, le frasi da convivenza, la sopravvivenza affettiva. 

Il 13 marzo “Lucio incontra Lucio”, con Sebastiano Somma e l’Orchestra da Camera della Campania, mette a confronto due idee di canzone italiana, Battisti e Dalla, come percorsi di ricerca più che come nostalgia. 

Il 28 marzo il Teatro delle Forche torna a Boccaccio con “Il riso e la peste”: il Decameron come tecnologia sociale, narrare per attraversare la crisi senza farsi definire dalla paura. 

Il 7 aprile “Quanto basta”, scritto e diretto da Alessandro Piva con Lucia Zotti e Paolo Sassanelli, entra in un interno domestico dove abitudini e rimpianti diventano materia teatrale, con la precisione di un duello a bassa voce. Il 18 aprile arriva “The Barnard Loop” di DispensaBarzotti/Teatro Necessario Circo (regia Alessandra Ventrella, finalista Premio In-Box 2024/25): clown e magie nouvelle senza parole per raccontare l’insonnia come deriva dell’immaginazione. 

Chiusura il 29 aprile con “FELLINIROTA” di e con M° Mario Margiotta, concerto-racconto che riapre l’officina dell’immaginario tra Federico Fellini e Nino Rota, tra musica, aneddoti e storia culturale.

Gli Abbonamenti saranno in vendita al Teatro Comunale a partire dal 13/02/2026 ogni venerdì, sabato, domenica dalle ore 17 alle 20 e il giorno dello spettacolo dalle 19.

BIGLIETTI

I biglietti disponibli al Teatro Comunale a partire dal 20/02/2026 ogni venerdì, sabato, domenica dalle ore 17 alle 20 e il giorno dello spettacolo dalle 19.

Dal 20/02/2026 biglietti anche on line sul sito www.vivaticket.com e nei punti vendita Vivaticket.

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Con oltre 2 pugliesi su 3 (63%) che consumano legumi più volte alla settimana, lenticchie, fagioli e ceci si confermano tra gli alimenti più amati sulle tavole regionali in Puglia, che si afferma vera e propria patria dei legumi, con una produzione annua di oltre 900mila quintali e un valore di oltre 52 milioni di euro di Produzione Lorda Vendibile (PLV). È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia, in occasione della giornata mondiale dei legumi che si celebra ogni anno il 10 febbraio, istituita dalla FAO per aumentare la consapevolezza dei benefici dei legumi per la salute e per promuovere sistemi alimentari più sostenibili.

Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale che evidenzia ancora margini di crescita, considerato che l’Istituto Superiore di Sanità, su dati di indagini nazionali (progetto ARIANNA / CREA & ISS), rileva che gli italiani consumano in media circa 9 grammi di legumi al giorno, pari a circa 3,3 kg all’anno pro capite, un quantitativo inferiore alle raccomandazioni nutrizionali.

A far crescere la domanda di legumi – sottolinea Coldiretti Puglia – è stata la svolta green nelle scelte di acquisto dei consumatori, sempre più orientati verso cibi salutari. Incidono però anche la crisi economica, gli effetti delle guerre e l’inflazione, che spingono verso alimenti proteici e sani a prezzi accessibili, capaci di coniugare risparmio e qualità nutrizionale. In aumento anche i prodotti trasformati a base di farine di legumi, come biscotti, cracker, sostituti del pane e le alternative alla pasta tradizionale a base di ceci, lenticchie e piselli. I legumi più diffusi sono fagioli, piselli, lenticchie, ceci e fave, oltre alle cicerchie. La Puglia può contare su numerose produzioni tipiche di qualità, riconosciute dall’Unione Europea, come la Lenticchia di Altamura IGP, e su prodotti riconosciuti tradizionali dal MASAF come le fave di Carpino, le fave e piselli di Zollino, i piselli ricci di Sannicola, i piselli secchi di Vitigliano, il cece nero di Nardò e il fagiolo dei Monti Dauni meridionali, specialità che i contadini “eroici” propongono nei mercati di Campagna Amica.

Tuttavia, la Coldiretti denuncia che le coltivazioni nazionali sono minacciate dalla concorrenza di prodotti a basso costo e scarsa qualità, spesso incentivati da accordi commerciali. Questa situazione ha portato a una drastica diminuzione della produzione locale, aumentando la dipendenza dalle importazioni. Nel 2024, l'Italia ha importato oltre 500 milioni di chili di legumi, a fronte di un raccolto nazionale di circa 170 milioni di chili, secondo un'analisi della Coldiretti basata su dati Ismea. Di conseguenza, tre piatti su quattro di fagioli, lenticchie e ceci consumati in Italia provengono dall'estero, in gran parte da paesi come Stati Uniti e Canada, dove vengono trattati con glifosato in fase di pre-raccolto, una pratica vietata in Italia. Inoltre, in Messico, spesso si fa uso di lavoro minorile per la coltivazione. È fondamentale garantire che tutti i prodotti in ingresso nel nostro paese e nell'Unione Europea rispettino gli stessi standard, assicurando che gli alimenti, italiani e stranieri, siano sottoposti a percorsi di qualità simili in termini di ambiente, lavoro e salute. È anche necessario rivedere gli accordi commerciali che facilitano l'importazione di prodotti esteri, applicando tre principi chiave: parità di condizioni, efficacia nei controlli e reciprocità delle normative.

Inoltre, la Coldiretti sottolinea l'importanza di garantire piena trasparenza su tutti i legumi presenti sugli scaffali. Soprattutto per il prodotto in scatola, in lattina, in vetro, è forte il rischio di trovare prodotto secco di importazione, reidratato e confezionato in Italia, per diventare poi magicamente made in Italy. Ecco perché Coldiretti chiede un sistema di etichettatura obbligatoria dell' origine che riporti la stessa informazione obbligatoria per i legumi freschi, ovvero il luogo di coltivazione. Per evitare il rischio di un falso Made in Italy, è consigliabile intanto scegliere legumi che indichino esplicitamente l'origine nazionale, come per i prodotti Dop e Igp, o acquistare direttamente dagli agricoltori nei mercati di Campagna Amica presenti in tutto il territorio nazionale.

Fagioli, ceci, lenticchie e le altre varietà di legumi consentono – sottolinea Coldiretti Puglia – di seguire un’alimentazione più varia, basata su cibi naturali, economici, nutrienti e gustosi. In Puglia riflettori puntati in particolare sulla lenticchia, citata più volte persino nella Bibbia con il nome “adasah”. Nella Genesi si racconta che Giacobbe ottenne il diritto di primogenitura da Esaù in cambio proprio di un piatto di lenticchie. La popolarità della lenticchia di Altamura IGP, ricca di fibre, vitamine e minerali, è legata alla sua ampia diffusione, alla buona conservabilità e al costo accessibile, caratteristiche che le hanno fatto guadagnare il nome di “carne dei poveri”.

Tra gli anni ’30 e gli anni ’70 le lenticchie di Altamura conquistarono anche i mercati internazionali, con le esportazioni verso Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Canada e Australia che ebbero un forte impatto sull’economia locale, tanto che Altamura divenne nota come la città delle tre “L”, lino, lana e lenticchia. Intorno agli anni ’70 la produzione subì un declino per diversi fattori, mentre oggi si assiste a una riscoperta. Le lenticchie di Altamura – aggiunge Coldiretti Puglia – rispondono anche alle esigenze delle donne che lavorano fuori casa, grazie a un tempo di cottura di circa 30 minuti. Le lenticchie hanno un alto valore nutritivo, contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di oli vegetali. Sono ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di lenticchie corrispondono a circa 215 grammi di carne. Il loro consumo è indicato nella prevenzione dell’arteriosclerosi, grazie al basso contenuto di grassi insaturi. Tra i componenti spiccano gli isoflavoni, sostanze in grado di contribuire alla depurazione dell’organismo. L’elevata quantità di fibre favorisce il buon funzionamento dell’intestino e aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo. Gli esperti ne consigliano il consumo anche per le proprietà antiossidanti, utili contro gli effetti degli inquinanti ambientali. Sono inoltre ricche di tiamina, fondamentale per la memoria, e di vitamina PP, che contribuisce all’equilibrio del sistema nervoso.

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Acquedotto Pugliese sta effettuando interventi per il miglioramento del servizio nell’abitato di Oria (BR). I lavori riguardano l’installazione di nuove opere idriche.

Per consentire l’esecuzione dei lavori, sarà necessario sospendere temporaneamente la normale erogazione idrica nell’abitato di Oria (BR), il 13 febbraio 2026. L’interruzione riguarderà: via Giacinto d’Oria, via Martiri Idruntini, via Bandello e vie limitrofe.

La sospensione avrà la durata di 8 ore, a partire dalle ore 08:00 con ripristino alle ore 16:00.

Disagi saranno avvertiti esclusivamente negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo.

Acquedotto Pugliese raccomanda i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi, evitando gli usi non prioritari dell’acqua nelle ore interessate dall’interruzione idrica. I consumi, infatti, costituiscono una variabile fondamentale per evitare eventuali disagi.

Per informazioni:

  • numero verde 800.735.735
  • www.aqp.it  (sezione “Che acqua fa? Lavori sulla rete”)
  • X, account @AcquedottoP
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MARICOLTURA: COLDIRETTI PESCA PUGLIA, ALLARME CORMORANI PER ASSALTI AGLI ALLEVAMENTI; OGNI ESEMPLARE DIVORA OLTRE 10 KG DI PESCE AL MESE

Richiesto un intervento all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, sollecitando l’attivazione di misure di indennizzo

La maricoltura pugliese si trova ad affrontare una sfida sempre più grave, con la presenza crescente e invasiva dei cormorani lungo le coste regionali che sta causando danni rilevanti agli impianti di allevamento e compromettendo la sostenibilità economica delle aziende. Coldiretti Pesca Puglia segnala che la predazione da parte di questi uccelli provoca perdite che possono variare dal 25 per cento al 50 per cento delle semine di avannotti, a seconda della localizzazione degli impianti, della stagione e delle tecniche di allevamento adottate.

Alla luce di questa situazione Coldiretti Pesca Puglia ha formalmente richiesto un intervento all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e al dirigente della Sezione Sostenibile e Tutela delle Risorse Forestali e Naturali Domenico Campanile, sollecitando l’attivazione di misure di indennizzo o compensazione economica per le imprese danneggiate e il riconoscimento delle predazioni dei cormorani come causa legittima di perdita produttiva anche nell’ambito di strumenti finanziari regionali, nazionali o comunitari. Allo stesso tempo viene auspicata l’istituzione di un tavolo tecnico con le rappresentanze del settore per individuare soluzioni strutturali e gestionali di mitigazione del fenomeno compatibili con la normativa ambientale e con la tutela della biodiversità.

Ogni cormorano arriva a consumare oltre 10 chilogrammi di pesce al mese, oltre 300 grammi al giorno, e durante l’attività predatoria lascia anche pesci feriti con il conseguente rischio di diffusione di malattie e parassiti. Il numero dei cormorani svernanti è cresciuto di circa venti volte negli ultimi venticinque anni, con un andamento parallelo e strettamente correlato alla crescita esponenziale delle popolazioni nidificanti nei Paesi dell’Europa centrosettentrionale.

La presenza dei cormorani viene ormai segnalata in modo diffuso lungo tutto il territorio costiero e nelle aree interne pugliesi. I pescatori denunciano una situazione sempre più difficile in provincia di Bari sia a sud tra Mola di Bari e Torre a Mare che a nord tra Giovinazzo e Bisceglie, sulla costa di Taranto, nella laguna di Varano, sulla diga di Capaccio del Celone a Lucera, presso la palude del Lago Salso a Manfredonia, a Gallipoli e lungo oltre quattrocento chilometri di costa regionale.

I danni non si limitano alla mortalità diretta del pesce negli allevamenti, ma generano stress cronico negli animali, rallentano le performance di crescita, aumentano il rischio di patologie e provocano il danneggiamento delle reti e delle strutture di contenimento. Tutto questo comporta un aumento dei costi di gestione e una drastica riduzione dei margini economici per le imprese, evidenziando come tali perdite non derivino da cattiva gestione ma da fattori esterni legati alla fauna selvatica protetta, rispetto ai quali gli operatori risultano privi di strumenti davvero efficaci nonostante l’adozione di sistemi dissuasivi.

L’impatto non riguarda solo le specie ittiche più pregiate, perché i cormorani si nutrono anche delle specie foraggio che dovrebbero costituire l’alimentazione naturale delle prime, rendendo ancora più pesante il bilancio complessivo per l’ecosistema marino e per l’economia della pesca. Per acquacoltori e pescatori professionali la riduzione del pescato rappresenta il fattore di maggiore impatto economico, mentre per i pescatori sportivi il rischio è legato al progressivo impoverimento degli stock ittici dovuto alla minore produzione naturale.

La salvaguardia delle aziende maricole pugliesi, parte integrante della blue economy regionale, è fondamentale per garantire la tenuta economica e occupazionale del comparto e Coldiretti Pesca Puglia si dichiara disponibile a fornire dati tecnici, stime analitiche delle perdite e segnalazioni puntuali degli impianti coinvolti a sostegno di un intervento tempestivo e mirato.

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I conteggi parlano chiaro: già a metà della scorsa settimana la Grande Mostra «Negli anni dell’impressionismo, da Monet a Boldini. Artisti in cerca di libertà», evento allestito nel castello normanno svevo di Mesagne (Brindisi), curato dalla prof. Isabella Valente, docente nell’Università di Napoli Federico II, ed organizzato da Micexperience Rete di Imprese, assieme a Regione Puglia e Comune di Mesagne e, in ottemperanza al protocollo d’Intesa «Puglia Walking Art», prodotto da Reinassance srl, ha fatto registrare il superamento nelle 20mila presenze. Con il fine settimana appena concluso, poi, l’ideale asticella delle 20mila presenze ha fatto registrare un’ulteriore impennata e le prenotazioni di gruppi e scolaresche già in calendario questa settimana e nelle prossime dicono che nuovi e più ambiti traguardi potranno essere raggiunti dall’evento mesagnese, perché la curva di crescita dell’evento non conosce flessioni.

Restano costanti, infatti, i contatti con la segreteria organizzativa di associazioni e sodalizi che in queste ore stanno perfezionando forme di collaborazione tese a portare i propri sodali in mostra a condizioni di favore, magari informandosi anche se non sia possibile visitare la mostra oltre la data del 28 febbraio prossimo.

“Confermo pubblicamente quanto già la segreteria sta facendo per telefono – ha dichiarato Pierangelo Argentieri, ideatore del protocollo Puglia Walking Art e presidente di Micexperience Rete di Imprese -: a quanti chiamano chiedendo se ci sarà una proroga della data di chiusura, rispondo che ciò non sarà possibile, perché diverse opere esposte a Mesagne sono destinate ad altri eventi in programma nella prossima primavera in diverse parti d’Italia. L’attuale ed evidente interesse di scolaresche e istituzioni culturali a venire nelle sale del castello anche in queste ultime settimane di esposizione – ha proseguito Argentieri - dice che il desiderio di fruire bellezza e cultura in un ambiente particolare non subisce flessioni perché è evidente che la qualità della proposta attira visitatori in ogni stagione dell’anno”.

E Argentieri conclude: “Fa piacere sentirsi chiedere che cosa andremo a proporre a chiusura della mostra di Mesagne. A quanti stanno programmando attività culturali nel mese di marzo e a ridosso di Pasqua diciamo che siamo in piena attività per l’allestimento della mostra “Barocco e Neobarocco – Da Rubens a Fontana”, che apre i battenti a Francavilla Fontana il prossimo 21 marzo e in cantiere ci sono ulteriori idee e progetti in avanzata fase di realizzazione”.

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