Redazione

Incidente questa mattina, 4 ottobre, a Mesagne, all’uscita del parcheggio situato di fronte al cimitero comunale, lungo via Brindisi. Intorno alle 10.15, per cause ancora in fase di accertamento, si sono scontrati un camioncino e una bicicletta. Ad avere la peggio è stato il ciclista, un uomo anziano, soccorso sul posto e successivamente trasportato in ambulanza all’ospedale Perrino di Brindisi per gli accertamenti e le cure del caso. Restano da chiarire la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità.

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Diffusi durante la Giornata degli Animali ENPA i nuovi dati dell’Arma: 16.671 controlli e oltre un milione di euro di sanzioni amministrative. Il Patto di San Francesco mette al centro prevenzione, tutela e collaborazione tra istituzioni, scienza e associazioni. Denunciare è il primo passo per proteggere gli animali e fermare la violenza.


Assisi, 4 ottobre 2026 – Sono 3.189 i reati contro gli animali commessi in Italia e perseguiti dai Carabinieri dal 1° gennaio al 1° ottobre 2026. Nello stesso periodo, sono state 12 persone arrestate e  1.097 denunciate. Nei primi nove mesi dell’anno, i controlli sono stati 16.671, con 1.924 illeciti amministrativi, 33 sequestri amministrativi e sanzioni per oltre un milione di euro.

Sono i nuovi dati dell’Arma dei Carabinieri, diffusi durante la Giornata degli Animali ENPA ad Assisi. Numeri che richiamano la necessità di rafforzare la prevenzione e il contrasto agli illeciti contro gli animali e di riconoscere nella crudeltà un segnale di allarme che riguarda l’intera comunità.

«Ringrazio l’Arma dei Carabinieri  - con la quale l'ENPA ha rinnovato recentemente un protocollo d'intesa teso a favorire iniziative per la diffusione della cultura del difesa del patrimonio paesaggistico, ambientale e forestale -   per il lavoro quotidiano a tutela degli animali e per aver condiviso questi dati durante la Giornata degli Animali ENPA ad Assisi», dichiara Giusy D’Angelo, presidente nazionale ENPA. «Dietro ogni intervento c’è la possibilità di fermare una sofferenza e proteggere una vita. La collaborazione tra istituzioni e associazioni è fondamentale, così come il contributo dei cittadini: denunciare significa permettere alla violenza di emergere e dare alle autorità la possibilità di intervenire. Il Patto di San Francesco vuole rafforzare questa responsabilità condivisa e far nascere nuove collaborazioni concrete per aiutare gli animali».


Nella città di San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte, l’Ente Nazionale Protezione Animali riunisce istituzioni, ricercatori e associazioni attorno al Patto di San Francesco, con l’obiettivo di far nascere nuove collaborazioni e progetti concreti per aiutare gli animali.

I dati dell’Arma dei Carabinieri


Dal 1° gennaio al 1° ottobre 2026, i Carabinieri hanno perseguito 3.189 reati contro gli animali e hanno arrestato e denunciato complessivamente 1097 persone.



Dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, l’attività di controllo ha registrato:


* 16.671 controlli;
* 1.924 illeciti amministrativi;
* 33 sequestri amministrativi;
* 1.033.373,53 euro di sanzioni;
* 1.409 persone sanzionate.
 

Per il 2025, i dati forniti dall’Arma riportano 4.324 reati perseguiti e 1262 persone complessivamente arrestate e denunciate. Le rilevazioni del 2026 coprono soltanto una parte dell’anno: non consentono quindi di dedurre ancora un aumento o una diminuzione rispetto al totale del 2025.


Denunciare è il primo passo per fermare la violenza

 

Di fronte a un maltrattamento, a un abbandono o a qualsiasi altra forma di violenza contro un animale, segnalare quanto accaduto è fondamentale. Una denuncia può consentire alle autorità di intervenire tempestivamente, mettere l’animale in sicurezza, raccogliere elementi utili alle indagini e impedire che la condotta si ripeta.


Anche quando non si dispone di tutte le informazioni, è importante non restare indifferenti. Chi assiste a un episodio di violenza o sospetta una situazione di maltrattamento può rivolgersi alle forze dell’ordine o alla polizia locale, oppure chiedere supporto alle associazioni di tutela, fornendo, quando possibile, luogo, data, descrizione dei fatti, fotografie, video e altri elementi utili. Questi elementi devono essere raccolti con responsabilità, senza esporsi a rischi e senza affrontare direttamente chi potrebbe rappresentare una minaccia.


Denunciare non significa soltanto difendere il singolo animale coinvolto. Significa contribuire a far emergere fenomeni spesso nascosti, attivare la rete di protezione e richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità. Il silenzio, al contrario, può lasciare senza risposta situazioni di sofferenza e consentire che la violenza prosegua.


La crudeltà contro gli animali riguarda tutta la comunità


Per ENPA, il contrasto alla violenza sugli animali deve accompagnarsi a una maggiore attenzione al suo significato sociale. Il maltrattamento richiede una risposta capace di proteggere gli animali coinvolti, impedire che la violenza si ripeta e riconoscere eventuali segnali di rischio anche per le persone.

L’associazione rinnova per questo l’appello affinché la crudeltà contro gli animali sia riconosciuta e valutata come possibile indicatore di pericolosità sociale. Un impegno che richiede collaborazione tra forze dell’ordine, autorità giudiziaria, servizi territoriali, mondo della ricerca e associazioni.

Attraverso i volontari, le guardie zoofile e l’ufficio legale, ENPA contribuisce ogni giorno a far emergere situazioni di maltrattamento, raccogliere segnalazioni, presentare denunce e assicurare assistenza agli animali. Una rete che deve poter contare su strumenti adeguati e su un dialogo costante con le istituzioni.


Il Patto di San Francesco: dalla conoscenza alla prevenzione


È proprio questa collaborazione uno degli obiettivi del Patto di San Francesco, al centro del convegno nazionale “Animali, persone, territorio: l’equilibrio del Creato”, in programma dalle 9 alle 13 all’Hotel Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli.


Il Patto pone al centro il riconoscimento degli animali come esseri senzienti, la tutela della loro integrità fisica e psichica, la prevenzione del maltrattamento e dell’abbandono, l’educazione al rispetto e la responsabilità delle istituzioni e dei servizi territoriali.


Il confronto sulla relazione tra violenza sugli animali e responsabilità sociale trova spazio anche nel tavolo “Dalla tutela ai diritti”, con Cristina Cattaneo, Orlando Paciello, Francesca Sorcinelli, Susanna Penco e Laura Contalbrigo.


L’obiettivo è che dal convegno e dalla collaborazione con i destinatari degli ENPA Awards – Premio San Francesco nascano nuove sinergie per la tutela degli animali. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, anche l’Arma dei Carabinieri riceverà il riconoscimento, ritirato dal Colonnello Stefano Cazora, del Comando Generale dell’Arma e direttore responsabile della rivista di ambiente e territorio dell’Arma #Natura.

 

La Giornata degli Animali ENPA coinvolge il 3 e 4 ottobre 12 regioni, 48 località e 66 appuntamenti in tutta Italia. Da Assisi, l’appello è a trasformare l’attenzione in un impegno continuativo: non voltarsi dall’altra parte, segnalare e denunciare gli illeciti, proteggere gli animali e intervenire sui segnali di violenza prima che possano ripetersi o aggravarsi.

 

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Ci sono pomeriggi in cui il tempo sembra rallentare per fare spazio alle cose che contano davvero. Proprio come è avvenuto venerdì 2 ottobre quando in occasione della “Festa dei nonni” il Lions Club Fasano ed il Leo Club Fasano, con i presidenti Martino Grassi e Stefania Maggi ed alcuni soci, hanno raggiunto gli ospiti della RSA per anziani "Santa Maria Regina Pacis" per donare loro un momento di gioia.

L'iniziativa ha trasformato la sala della residenza in un laboratorio di emozioni, sorrisi e ricordi condivisi. I Lions ed i Leo non si sono limitati a una visita formale ma hanno trascorso momenti preziosi al fianco degli anziani, ascoltando le loro storie, stringendo mani e promuovendo attività di animazione e intrattenimento musicale che hanno acceso la loro vitalità.

La presenza attiva dei volontari ha rappresentato un ponte ideale con la comunità esterna, creando un bellissimo momento di connessione tra generazioni diverse ma unite da una straordinaria sensibilità.

"Ogni anziano custodisce un patrimonio inestimabile di memoria e saggezza - ha dichiarato Martino Grassi – ed essere qui oggi significa dire loro che la comunità li stringe in un abbraccio forte. Il vero spirito del nostro servizio risiede proprio in questi piccoli ma importanti gesti di umanità".

I soci Lions e Leo hanno anche donato ai nonni dei colori a tempera da utilizzare durante i laboratori d'arte organizzati in RSA, ottimo esercizio per mantenere viva la loro creatività e manualità.

Poi i saluti, i ringraziamenti commossi dello staff e degli educatori della RSA e l’arrivederci, tra tanti sorrisi e abbracci capaci di scaldare i cuori.

Martino Grassi – Presidente Lions Club Fasano

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Un cammino iniziato il 1° settembre 1983 e conclusosi il 1° ottobre scorso: dopo più di 43 anni di servizio nel settore finanziario e della riscossione, Giovanni Delli Noci ha tagliato il traguardo del pensionamento per iniziare un nuovo capitolo di vita. ​La sua è stata una carriera caratterizzata da un percorso professionale di crescita qualitativa costante. I primi passi muovono in una società del Gruppo Monte dei Paschi di Siena nella riscossione. Successivamente passa nel Gruppo Cassa di Risparmio di Puglia, dove le capacità organizzative e la serietà professionale lo portano a ricevere, giovanissimo, la nomina a funzionario. In Caripuglia e poi nel Gruppo Banca Intesa consolida il suo ruolo di riferimento. In quegli anni, anche se già amici, a livello professionale avviene l'incontro fondamentale con il Direttore Generale Enzo Incalza: ne diventa fidato collaboratore, affiancandolo successivamente anche nella doppia vincente esperienza politica come Sindaco di Mesagne. L'ultimo fondamentale capitolo lo ha scritto nella Direzione Centrale di Roma, con un lungo distacco operativo su Lecce. ​
Nel tracciare il bilancio di oltre quattro decenni, per Giovanni il valore reale di questo lungo percorso lavorativo è rimasto interamente legato al fattore umano, con i colleghi e con i clienti. Resteranno vive in lui la solidarietà reciproca, il confronto sincero e i grandi insegnamenti ricevuti da storici colleghi, compresi quelli che purtroppo oggi non ci sono più. ​
Proprio per celebrare questi legami, ieri si è tenuta una serata speciale presso la Braceria Barbanera, nel cuore del centro storico di Mesagne. Li Giovanni ha voluto riunire a cena i colleghi più cari, molti dei quali giunti appositamente da fuori provincia e fuori regione, per stringersi in un abbraccio affettuoso e festeggiare insieme a lui questo traguardo.
​Un affetto testimoniato anche dai tanti messaggi giunti da chi, per ragioni di distanza, non ha potuto partecipare di persona. Dalle parole dei colleghi emerge il ritratto di un uomo e di un professionista capace di fare la differenza ogni giorno: "Un punto di riferimento raro, sempre professionale, sempre pronto a trasformare un momento no in un sorriso, con la sua capacità operativa e la sua contagiosa positività. Un collega capace di trasmettere valori profondi non solo sul lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni".
Dal Direttore e da tutta la Redazione del Gazzettino, giungano a Giovanni i nostri più sinceri auguri.

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La pazienza è finita. La fiducia anche. Il Mesagne Calcio non è una pedina. Chiediamo rispetto per la storia del Mesagne, una storia che nel 2029 raggiungerà il suo centenario.
 
Ci siamo stancati di assistere in silenzio alla distruzione di un progetto. Una squadra fortemente ridimensionata, promesse disattese, allenatori cambiati in pochi giorni, dirigenti che hanno lasciato, calciatori che se ne sono andati. Poi il 6-0 casalingo contro il Latiano. Poi la vergogna della mancata trasferta di Erchie, con sconfitta a tavolino, penalizzazione e multa. Non è più possibile parlare soltanto di una stagione sbagliata. È venuta meno la credibilità di una gestione societaria. E oggi, dopo tutto questo, ci viene chiesto di credere a una nuova parola: collaborazione. E proprio per questo non possiamo accettare che adesso ci venga semplicemente chiesto di credere all'ennesima versione dei fatti. Una collaborazione con Fasano che, secondo quanto emerso pubblicamente sulle varie testate (anche se le comunicazioni ufficiali latitano), prevede l'ingresso di nuovi soci e che ha già portato a parlare di allenamenti a Fasano -che si stanno già effettuando, a quanto emerso- e di un possibile utilizzo del “Curlo”. La presidente Daniela Rini ha escluso una cessione del titolo. Prendiamo atto delle sue parole. Ma dopo quello che è successo, le parole non sono più sufficienti. Vogliamo sapere cosa sta realmente accadendo al Mesagne Calcio. Chiunque segua il calcio, sa benissimo che effettuare gli allenamenti fuori città per problemi “logistici” di alcuni calciatori non significhi nulla. Perché una cosa deve essere chiara a tutti, soprattutto se nei fatti si tratta di una vendita di titolo.
 
Chi sono i nuovi soci? Qual è il progetto? Qual è il ruolo del Fasano? Dove si allenerà la squadra? Dove giocherà? E soprattutto: chi sta decidendo il futuro del Mesagne? Il Mesagne Calcio non è un titolo sportivo. È una maglia. È la storia di chi quella maglia l'ha indossata, sostenuta e tramandata per generazioni, dal 1929 ad oggi. Non accetteremo mai che il nome Mesagne venga utilizzato come semplice contenitore per un progetto costruito altrove.
 

Se si vuole parlare di collaborazione, la si spieghi alla città. Se esiste un progetto, lo si presenti. Se esistono nuovi soci, si dica chi sono. La città non può essere informata a cose fatte.
E una responsabilità ce l'ha anche la politica: Non chiediamo al Comune di gestire una società privata, ma chiediamo che una vicenda capace di coinvolgere un pezzo così importante della storia cittadina, rischiando di essere svuotata, non venga affrontata con ritardi, silenzi o interventi soltanto quando la situazione è ormai esplosa. Finora abbiamo visto troppo silenzio e troppa prudenza.
E alla città diciamo una cosa: non dividiamoci tra mesagnesi e fasanesi, ma difendiamo entrambi le nostre identità.
Se il Mesagne dovesse diventare soltanto uno strumento per interessi sportivi esterni, allora questa tifoseria non potrà riconoscersi in quel progetto.
Ora servono chiarezza, dignità e un progetto per il futuro. Serve riportare il calcio al centro della città e ricostruire un rapporto con una tifoseria che negli ultimi anni ha visto consumarsi la propria fiducia con continue umiliazioni.

 
Perché il calcio senza identità è soltanto calcio.
 
Il Mesagne, invece, è storia. E la storia non si vende, non si nasconde e non si manipola.
 
GIÙ LE MANI DALLA NOSTRA MAGLIA. “
 
-Un gruppo di tifosi del Mesagne Calcio

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 Prima trasferta stagionale per i ragazzi della Rossotono New Virtus Mesagne contro Nuovo Basket Aquilano, ai microfoni del nostro Media Partner QuiMesagne, Coach Davide Olive presenta la gara: “abbiamo fatto una buona settimana, buon allenamento, buona intensità, tanta concentrazione e giusto entusiasmo dopo la prima vittoria in questa Serie B.

Il nostro girone viene dichiarato il girone di ferro, il girone più duro comunque della Serie B in Italia.

Mi ritengo soddisfatto di come stiamo lavorando, poi per il resto dei risultati ancora non è facile parlarne.

La gara tra Dinamo e nuovo Basket Aquilano è stato il risultato sicuramente più eloquente di questa prima giornata, una squadra che in B riesce a vincere di 40 punti, comunque su un campo di una società che ha sempre fatto bene in questi ultimi anni è segnale comunque di una struttura importante, di una squadra che sa giocare a pallacanestro e sta bene insieme. L'abbiamo guardato, l'abbiamo studiato, sono un ottimo gruppo, sappiamo che il campo non è facile, la trasferta è lunga, però siamo pronti per andarci a giocare le nostre chance.

Una trasferta come saranno tante altre, l'unica cosa è che magari in queste prime giornate ancora non tutti gli equilibri delle varie squadre si sono delineati, quindi non è facilissimo magari anche preparare le gare, però siamo tranquilli, siamo sereni, siamo consci che siamo un buon gruppo e abbiamo voglia di misurarci sia con l'Aquila ma soprattutto con questa prima trasferta.”

 

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Quante volte, guardando il calendario cartaceo appeso dietro la porta della cucina, vi siete chiesti: «Ma questo giovedì tocca alla carta o al vetro?». Un dubbio comune, che da oggi trova una soluzione immediata e a portata di smartphone per tutti i residenti di Mesagne. Il merito è di Alessandro Chiri, un cittadino che ha deciso di mettere le proprie competenze al servizio della comunità, realizzando una web app gratuita pensata proprio per facilitare la gestione quotidiana dei rifiuti.
Il progetto si chiama semplicemente "Differenziata Mesagne" ed è nato da un’esigenza reale e condivisa. «L’ho realizzata perché capitava spesso anche a me di non ricordare l’alternanza del giovedì – racconta lo sviluppatore – e ho pensato che uno strumento simile potesse essere utile a tutti. In modo particolare ho pensato alle persone più anziane, che spesso fanno maggiore fatica a consultare i tradizionali calendari cartacei o i lunghi elenchi stampati».
Il funzionamento dell'applicazione è immediato e accessibile a chiunque. Aprendola dal telefono, l'utente si trova davanti a un'interfaccia pulita che mostra subito qual è la frazione del giorno, quella del giorno prima e quella del giorno successivo. L'app gestisce in completa autonomia le regole più complesse della raccolta locale, come l'alternanza del giovedì, mostrando in automatico se sia il turno di vetro e metalli (previsti il secondo e il quarto giovedì del mese) o di carta e cartone (negli altri giovedì).
Oltre al calendario quotidiano aggiornato in tempo reale, la piattaforma offre una guida pratica sui materiali da inserire nei vari contenitori, gli orari dell’ecocentro comunale di via Marangio, i contatti utili per richiedere il ritiro dei rifiuti ingombranti e una sezione con le risposte alle domande più frequenti.
Dal punto di vista tecnico, l'applicazione è stata progettata per essere il più leggera e inclusiva possibile. Non richiede alcuna registrazione, non contiene annunci pubblicitari e, soprattutto, non deve essere scaricata dai tradizionali store digitali. Si tratta infatti di una Progressive Web App: basta collegarsi al link del sito e, tramite le opzioni del browser, è possibile aggiungerla alla schermata Home del proprio smartphone come se fosse una normale applicazione. Una volta aperta la prima volta, funziona correttamente anche in assenza di connessione internet.
Alessandro Chiri ci tiene a specificare che si tratta di un'iniziativa puramente personale e non ufficiale, svincolata sia dall'Amministrazione Comunale sia dalla società che gestisce il servizio di raccolta differenziata. Proprio per questo motivo, lo sviluppatore si dice aperto a ricevere segnalazioni, suggerimenti o correzioni da parte dei concittadini per migliorare costantemente lo strumento.
La web app è già attiva, completamente gratuita e utilizzabile da subito da tutti i mesagnesi collegandosi all'indirizzo internet: https://benz91x.github.io/differenziata-mesagne/.

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È stata varata oggi, nel Porto Museo di Tricase, la nuova imbarcazione di ARPA Puglia destinata al monitoraggio delle acque marino-costiere della regione. Lunga circa sette metri e attrezzata per le attività in mare del Centro Regionale Mare dell’Agenzia, opererà a partire dal porto tricasino nell’ambito della collaborazione con CIHEAM Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli.

La barca consentirà di monitorare la qualità delle acque, quella degli habitat e raccogliere campioni lungo la costa pugliese. Il porto di Tricase sarà la sua base operativa: qui, nella sede locale di CIHEAM Bari, lavora già il Centro Regionale Mare di ARPA Puglia.

Alla messa in acqua presenti Vito Bruno, direttore generale di ARPA Puglia; Nicola Ungaro, direttore dell’Unità Operativa Complessa Ambienti Naturali e del Centro Regionale Mare di ARPA Puglia; Valerio Summo, dirigente dell’Unità Operativa Semplice Sistemi Informativi – Transizione Digitale, Open Data e I.A. di ARPA Puglia; Biagio Di Terlizzi, direttore di CIHEAM Bari; Maurizio Raeli, delegato del Governo italiano al CdA del CIHEAM; Michele Tenore, presidente del Parco Otranto-Bosco di Tricase-Santa Maria di Leuca; Antonio Errico, presidente dell’Associazione Magna Grecia Mare; Gianfranco Cataldi, responsabile della sede di Tricase Porto di CIHEAM Bari, ed Antonio De Donno, sindaco di Tricase. Don Lucio Ciardo, parroco di Tricase Porto, ha curato la benedizione del natante.

L’imbarcazione

La barca messa in acqua stamani è un walkaround realizzato appositamente per le attività di monitoraggio in mare. Nella sua creazione sono stati previsti rinforzi idonei a sostenere le attrezzature dei tecnici e degli operatori scientifici subacquei in condizioni di sicurezza. È dotata di radar e di un sistema ActiveTarget 2 a supporto della localizzazione dei sub in immersione.

L’imbarcazione è stata commissionata e acquistata da ARPA Puglia nell’ambito del progetto DARE – Digital Lifelong Prevention, finanziato con risorse del Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Piano nazionale complementare al PNRR. Il progetto promuove tecnologie e percorsi innovativi per la prevenzione e la tutela della salute lungo l’intero arco della vita.

È il primo natante di questo tipo di cui ARPA Puglia si dota per monitorare i circa mille chilometri di costa pugliese. La nuova barca, dotata di una postazione di comando coperta, sarà un vero e proprio «ufficio galleggiante» per le squadre impegnate nel monitoraggio. Farà base a Tricase Porto e, attraverso approdi diversi, potrà raggiungere i tratti di costa interessati dalle attività in tutta la regione.

La sua presenza nel porto tricasino è regolata dall’accordo sottoscritto lo scorso luglio da ARPA Puglia, CIHEAM Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli. L’intesa definisce le condizioni di ormeggio e l’utilizzo dell’imbarcazione per le attività istituzionali previste dalla collaborazione tra i tre enti.

Dal fondale ai campioni: il lavoro in mare

Per le attività di monitoraggio, la barca sarà dotata di sonar a scansione laterale (side scan sonar), che osserva il fondale ai lati del percorso e di ecoscandaglio multifascio (multibeam), che ne ricostruisce profondità e conformazione. Le mappe aiutano a individuare ambienti e aree da osservare da vicino, per comprendere quali comunità di organismi li abitino. Saranno poi gli esperti biologi e geologi, nonchè gli operatori scientifici subacquei di ARPA Puglia, ad analizzare i dati e le informazioni che gli strumenti mostrano.

Un esempio delle attività che saranno poste in essere grazie all’imbarcazione riguarda i prelievi di sedimenti e la valutazione delle praterie di Posidonia. Le praterie di Posidonia oceanica sono un habitat prioritario protetto a livello europeo: ospitano numerose specie e svolgono un ruolo essenziale per gli ecosistemi costieri. Osservarne le condizioni significa dare contenuto alle mappe e seguire lo stato di questi ambienti.

Le prime attività del natante sono già su carta. Tra queste, figura un’uscita nell’area di San Cataldo per il prelievo di sedimenti e biota nell’ambito del monitoraggio dei corpi idrici marino-costieri. La barca sarà impiegata poi anche in SEALIFE, progetto Interreg Grecia–Italia dedicato alla tutela della foca monaca mediterranea: nell’area tra Otranto e Santa Maria di Leuca sarà utilizzata come supporto per le attività di esplorazione delle grotte marine potenzialmente idonee alla specie e installare fototrappole che possano rilevarne l’eventuale presenza.

La foca monaca è una specie rara e protetta: le recenti segnalazioni lungo le coste pugliesi rendono importante capire quali luoghi possa frequentare e come proteggerli senza disturbarla. SEALIFE è coordinato dal Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e riunisce partner italiani e greci. Il primo incontro dei partner si è tenuto proprio nella sede di Tricase Porto del CIHEAM Bari, collegando questo luogo a una collaborazione fra le due sponde del mare.

Tali attività a connotazione tecnico-scientifica, permetteranno, altresì, al personale della Capitaneria di porto – Guardia Costiera un più agevole accesso ad una serie di informazioni in modo sempre più tempestivo e qualificato sulla qualità delle acque e degli habitat marini, agevolando l’espletamento dei propri compiti istituzionali di vigilanza e controllo per la protezione del mare e delle coste, la prevenzione dell’inquinamento e la salvaguardia degli ecosistemi marini.

CIHEAM Bari e ARPA Puglia: il lavoro a Tricase Porto

Dal 2015 il CIHEAM Bari ha una propria sede in prossimità del porto. Negli anni, lavorando al fianco del Porto Museo di Tricase, ne ha fatto un luogo di formazione e cooperazione per lo sviluppo sostenibile delle comunità costiere: esperti, operatori e funzionari provenienti da Paesi diversi si confrontano sulla gestione delle risorse marine, sulla pesca e sul rapporto fra tutela degli ecosistemi e vita delle comunità che dipendono dal mare. Lezioni, incontri e attività sul campo mettono in dialogo queste esperienze con la realtà locale e con chi vive del mare.

È in questo quadro che si inserisce il rapporto con ARPA Puglia. Nel 2024 i due enti hanno sottoscritto un accordo a sostegno di iniziative comuni di monitoraggio e formazione. CIHEAM Bari ha messo a disposizione del distaccamento del Centro Regionale Mare di ARPA una porzione della propria sede di Tricase Porto.

Quella di ARPA Puglia nella marina tricasina è quindi una presenza che precede l’arrivo della nuova imbarcazione, e che oggi trova nel porto uno strumento in più per le attività sul campo.

Per comprendere le principali attività quotidiane di ARPA Puglia legate al mare, possiamo rifarci a due programmi di monitoraggio in essere, entrambi resi obbligatori da Direttive Europee di riferimento. Il primo riguarda i corpi idrici superficiali: fiumi, laghi, acque di transizione e acque marino-costiere. Su queste ultime opererà la nuova imbarcazione, con osservazioni e campionamenti utili a seguirne lo stato nel tempo. Il secondo è la Strategia Marina, prevista dalla normativa europea per valutare le condizioni dell’ambiente marino. Si basa su undici descrittori, relativi fra l’altro alla biodiversità, ai rifiuti marini e al rumore subacqueo, sui quali vengono organizzate specifiche attività di monitoraggio.

Dichiarazioni

«L’arrivo di questa nuova imbarcazione rappresenta un investimento concreto nella capacità di Arpa Puglia di conoscere e proteggere il mare – dichiara Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia –. Per un’Agenzia che ha il compito di monitorare una costa di quasi mille chilometri, disporre di un ulteriore strumento progettato specificamente per le attività scientifiche in mare significa poter rendere ancora più capillare ed efficace il nostro lavoro. Dal monitoraggio degli habitat alla qualità delle acque, dalla Posidonia alla tutela delle specie protette, questa imbarcazione ci permetterà di portare la ricerca e il controllo direttamente sul campo. La collaborazione con Ciheam Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli rafforza ulteriormente questo percorso, mettendo competenze e risorse diverse al servizio della tutela del patrimonio marino pugliese».

Il Capo del Compartimento marittimo di Gallipoli, Capitano di Vascello Pierpaolo Pallotti, preposto al Comando della Guardia Costiera della provincia di Lecce, nell’esprimere soddisfazione in merito a tale accordo di collaborazione, evidenzia che «la tutela dell’ambiente marino richiede un approccio integrato e una costante sinergia tra le istituzioni. In tale ottica la collaborazione con ARPA Puglia e CIHEAM risulta sicuramente funzionale alla capacità di monitoraggio e presidio del territorio costiero, consentendo di valorizzare le rispettive competenze, che, sebbene diverse, risultano complementari rispetto al comune interesse di tutela e protezione dell’ambiente marino e costiero. Questo accordo, pertanto, rappresenta un ulteriore strumento per promuovere una tutela integrata dell’ambiente marino, nell’interesse delle comunità costiere, degli operatori del settore e di tutti coloro che vivono e utilizzano il mare».

Per il Direttore di CIHEAM Bari, Biagio Di Terlizzi, «è un orgoglio poter essere stati al fianco di ARPA Puglia e Capitaneria nella messa a servizio del territorio di questa strumentazione per il monitoraggio. Questa imbarcazione è a tutti gli effetti un mezzo di dialogo con le altre amministrazioni. Un progetto che rende Tricase ancora più appealing nello sviluppare competenze sulla gestione della costa. Questo mezzo ci aiuterà a far sì che la formazione sul campo si sposti anche in acqua e lungo tutta la costa».

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uesta notte, nell’ospedale Perrino di Brindisi, è stato eseguito un prelievo multiorgano. Si tratta del sesto effettuato nel 2026.

Il donatore aveva espresso in vita la propria volontà di donare gli organi, una scelta di grande valore e solidarietà che ha consentito di offrire nuove possibilità di cura a persone in attesa di trapianto. Anche la famiglia ha subito manifestato la propria volontà di rispettare e sostenere questa scelta, condividendo pienamente il gesto di generosità del proprio congiunto.

Il prelievo è stato eseguito da una équipe chirurgica proveniente dal Policlinico di Bari, che ha operato in collaborazione con l’équipe di Oculistica del Perrino. Le attività si sono concluse alle 8 di questa mattina, sotto la guida della dottoressa Ada Patrizio, coordinatrice aziendale delle attività di prelievo con il supporto della dottoressa Ontina Logreco.

Anche in questa occasione è stato fondamentale il lavoro del team di Anestesia e Rianimazione, guidato dal direttore Massimo Calò, e del personale del blocco operatorio. Un contributo importante è arrivato dagli infermieri strumentisti che, in stretta collaborazione con i chirurghi e con l’équipe esterna, si sono alternati nelle diverse fasi del prelievo, dimostrando competenza, professionalità e un forte spirito di squadra.

Gli organi prelevati saranno destinati a pazienti sottoposti a trapianto nella città di Bari, mentre le cornee saranno gestite dalla banca degli occhi di Mestre.

Il Direttore Generale della Asl Brindisi, Stefano Rossi, a riguardo dichiara:
“Di fronte a un momento di profondo dolore, la scelta di donare rappresenta un gesto di straordinaria generosità e solidarietà. Rivolgo il mio più sentito ringraziamento ai familiari del donatore e, insieme a loro, a chi aveva espresso in vita la volontà di compiere questo importante gesto, permettendo oggi di offrire una concreta speranza a persone in attesa di un trapianto.

La donazione degli organi è una scelta di grande valore umano e civile, che testimonia quanto un gesto individuale possa avere un impatto significativo sulla vita di altre persone. È anche un invito a riflettere sull’importanza di esprimere in modo libero e consapevole la propria volontà sulla donazione.

Dietro ogni trapianto c’è un sistema sanitario che richiede professionalità, competenze, tecnologie e una complessa capacità organizzativa. Il risultato di questa notte è frutto del lavoro coordinato di tanti professionisti, impegnati a garantire che ogni fase del percorso, dalla donazione al prelievo, si svolga con la massima attenzione, efficacia e sicurezza.

Desidero quindi ringraziare, ancora una volta, gli anestesisti, i rianimatori, il personale infermieristico della sala operatoria e della terapia intensiva dell’Ospedale Perrino, gli OSS e tutti gli operatori sanitari che hanno preso parte alle attività. A ciascuno di loro va la nostra gratitudine per la competenza, la professionalità e la disponibilità dimostrate.

La donazione avvenuta al Perrino è inoltre una testimonianza concreta della sensibilità e della generosità della comunità pugliese e conferma l’importanza del lavoro portato avanti dal Centro Regionale Trapianti, guidato dal prof. Loreto Gesualdo. La nostra ASL continuerà a collaborare con il Centro attraverso attività di informazione e sensibilizzazione, affinché sempre più cittadini possano conoscere il valore della donazione e compiere una scelta consapevole.”

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Poteva trasformarsi in una tragedia, ma si è conclusa nel migliore dei modi una disavventura che ha visto protagonista un cane da caccia nella mattinata di oggi. L'animale è precipitato all'interno di un profondo pozzo artesiano situato in contrada Pumo, nelle campagne di Latiano.
L'allarme è scattato immediatamente, attivando la macchina dei soccorsi. Sul posto sono tempestivamente intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Brindisi, arrivate dal distaccamento di Francavilla Fontana, supportate dagli specialisti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), addestrati specificamente per gli interventi in ambienti impervi e verticali.
Una volta giunti sul posto, i soccorritori hanno constatato la gravità della situazione: il pozzo, completamente privo di copertura o segnalazione, presentava una caduta libera di circa 10 metri. I tecnici del nucleo SAF hanno quindi allestito una manovra di calata e recupero, scendendo nella cavità per raggiungere l'animale spaventato.
Grazie alla perizia e alla rapidità dell'intervento, il cane è stato tratto in salvo e riportato in superficie in buone condizioni generali. Tra il sollievo dei presenti, l'animale è stato immediatamente riaffidato al suo legittimo proprietario. Successivamente, le squadre dei Vigili del Fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza l'intera area circostante per evitare ulteriori incidenti e scongiurare futuri pericoli.

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