News (35053)
Cose e memorie di Mesagne (79)
In questa rubrica pubblichiamo tutti gli articoli scritti da Enzo Poci, Società di Storia Patria per la Puglia.
Mesagnesi, e salentini, nel mondo (0)

La rubrica è aperta a tutti coloro che ci leggono, dalle varie parti del mondo. Per chi volesse inviare qualche foto e due righe della propria storia lo può fare digitando: cultura@mesagnenews.com oppure i tradizionali indirizzi che trovate nel sito al link "contattaci".
Spazio Elettorale (20)

CONSULTAZIONI ELETTORALI DEL 28 E 29 MARZO 2010
MESAGNENEWS.COM
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Due chiacchiere con l’avvocato (6)
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L'occhio sulla città (257)
Il fondatore degli scout, Baden Powel, diceva sempre ai suoi ragazzi: “per noi la cosa importante è lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”. Bene da questo insegnamento, di un uomo saggio quale fu Baden Powell, prende avvio una rubrica che sarà gestita direttamente dai cittadini e avrà come scopo principale quello di far emergere le sacche d’illegalità e inciviltà, davvero tante, presenti in città.Lo faremo con foto e filmati, documenti irrinunciabili, che puntualmente gireremo alle istituzioni per i provvedimenti del caso. Vogliamo riprendere, e lo possiamo fare, tutti coloro che, in barba ai regolamenti, al senso civico del buon vivere, e a dispetto della gente onesta, ogni giorno promuovono azioni prevaricanti ai danni della collettività. Pensiamo, ad esempio, al problema annoso della spazzatura. A coloro, e credeteci sono davvero tanti, che gettano spazzatura fuori dalle zone consentite o dai contenitori. Coloro che ignorano che Mesagne ha una piattaforma ecologica che può ricevere i rifiuti domestici. Lo fanno perché, probabilmente, non hanno una cultura del riciclo ma lo fanno anche per eludere e non pagare la regolare tassa sulla spazzatura. Naturalmente la loro quota sarà divisa tra tutti gli altri cittadini onesti che in questo modo vedono vanificarsi la speranza di poter pagare meno. L’occhio attento della fotocamera, anche del semplice telefonino, può riprendere queste situazioni imbarazzanti ma anche altre, ad esempio, legate allo svolgersi della vita delle istituzioni presenti sul territorio. Auto pubbliche in servizio privato con a bordo familiari, dipendenti pubblici che non svolgono il loro ruolo. Il cittadino, in questo modo, si può riprendere la sua città. Sarete voi gli Sherlock Holmes e i dottor Watson che possono inchiodare queste persone alle loro responsabilità. Sappiamo bene che molti tremeranno e altri saranno scettici. Il nostro invito, perciò, è rivolto a coloro, piccoli, ragazzi, grandi, anziani, che si sentono demoralizzati da queste situazioni e vogliono far emergere queste sacche d’illegalità. L’anonimato è garantito.
Il materiale, anche brevi note, supportate da documentazione fotografica o filmati, possono essere inviate al ns/indirizzo email: redazione@mesagnenews.com per una città più civile e per una migliore qualità di vita.
#ilpiaceredileggere (22)
Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; io sono orgoglioso di quelle che ho letto
(Jorge Louis Borges)
Rubrica a cura di Marcello Ignone
Brindisi negli anni Settanta: la memoria di una città negli scatti di Pino Spina
L’iniziativa propone un percorso dedicato alla storia, all’identità e alla memoria collettiva della comunità brindisina. La proiezione di una selezione delle immagini realizzate da Spina accompagnerà il pubblico attraverso una stagione particolarmente significativa della vita cittadina, restituendo il clima sociale e culturale di quegli anni.
Gli scatti documentano con immediatezza la società brindisina degli anni Settanta: i quartieri e i luoghi della città, le lotte sindacali, i movimenti studenteschi e i volti di una generazione attraversata da profondi cambiamenti. Un racconto visivo capace di riannodare i fili della memoria e di offrire, a chi quegli anni li ha vissuti, l’opportunità di riconoscersi nelle immagini, mentre alle generazioni più giovani consegna una preziosa testimonianza del passato.
A intervenire sarà la dottoressa Katiuscia Di Rocco, direttrice della Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”. L’appuntamento si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio fotografico e della memoria del territorio, affidando alle immagini il compito di raccontare i cambiamenti di Brindisi e della sua comunità.
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COLDIRETTI, CRISI PEGGIO DEL COVID; SERVE UN NUOVO PNRR PER GARANTIRE SALUTE CITTADINI E REDDITO AGRICOLTORI
Con una crisi energetica e produttiva che rischia di essere peggiore di quella causata dal Covid, l’Europa deve mettere in campo un nuovo Pnrr straordinario per l'agricoltura, con risorse aggiuntive rispetto alla Pac, per fronteggiare l'aumento dei costi di produzione, sostenere gli investimenti e garantire così la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole che garantiscono a tavola cibo sano e sicuro. E’ la proposta lanciata dalla Coldiretti in occasione della giornata conclusiva del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato con la collaborazione di The European House – Ambrosetti.
L'agricoltura sta affrontando una crisi che rischia di essere persino più grave di quella vissuta durante la pandemia. Guerre, esplosione dei costi energetici, tensioni commerciali e instabilità geopolitica stanno mettendo sotto pressione la tenuta economica delle imprese e la capacità produttiva europea e mondiale.
Secondo un’elaborazione del Centro Studi Divulga, se l'aumento medio dei prezzi dell'energia e degli input agricoli osservato nella prima metà del 2026 dovesse perdurare verrebbe a mancare dalle tavole una produzione di cereali pari a oltre 230 miliardi di pasti, che andrebbe a colpire soprattutto i Paesi più poveri.
Dall’avvio della guerra in Iran il prezzo del gasolio agricolo è praticamente raddoppiato. La quotazione media mensile a settembre 2026 (1,561 euro) è stata la più alta registrata, superando il record del giugno 2022 (1,559 euro) legato alle conseguenze dello scoppio della guerra in Ucraina. Per arare un campo di 11 ettari (la dimensione media di un’azienda agricola italiana) un agricoltore spende oggi circa 600 euro in più rispetto al febbraio scorso. Impennata anche per i fertilizzanti, che sono arrivati a superare gli 800 euro a tonnellata, così come per i materiali, a partire dalla plastica. A tutto ciò vanno aggiunti i danni causati dai cambiamenti climatici. Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una stima Coldiretti.
Una vera e propria emergenza che rischia di compromettere non soltanto il reddito degli agricoltori, ma la stessa sicurezza alimentare del continente e la salute dei cittadini.
Se durante il Covid l'Unione ha trovato le risorse per sostenere la ripresa economica, oggi deve dimostrare la stessa capacità di intervento per difendere la propria sovranità alimentare. Serve però una netta inversione di rotta rispetto alle attuali politiche della Commissione guidata dalla Von der Leyen, che nei fatti continua a dimostrare di non ritenere la sicurezza alimentare una priorità strategica, in preda a una deriva tecnocratica e antidemocratica che rappresenta oggi una minaccia per il futuro dell’Europa stessa.
“Siamo profondamente europeisti, ma non possiamo più accettare questa Europa, ostaggio di una tecnocrazia autoreferenziale, distante dai cittadini e incapace di difendere i propri interessi strategici. Serve un’Europa diversa, che torni a essere dei popoli e non dei burocrati, che metta al centro la sicurezza alimentare anziché sacrificarla sull’altare di un mercato globale senza regole – ha denunciato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo – Le guerre e le crisi internazionali hanno smascherato il fallimento di questa visione miope. Continuare a indebolire l’agricoltura europea significa mettere a rischio la libertà stessa dei cittadini. Perché un continente che rinuncia a produrre il proprio cibo rinuncia alla propria sovranità e consegna il suo futuro nelle mani degli altri. E’ ora che l’Europa si svegli”.
“Servono risorse europee perché la crisi internazionale richiede risposte per non sacrificare nessuno stato membro. L’Europa è tra le maggiori potenze agricole del pianeta, ma ha un punto debole che deve preoccupare tutti: il ricorso all’estero per approvvigionarsi di alcune materie prime strategiche. La crisi in corso rischia di accentuare questa dipendenza in maniera enorme, se non si interviene subito – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – Si lega a questo anche il capitolo della Pac, la Politica agricola comune, e del nuovo quadro finanziario dell’Ue. Sarebbe una follia tagliare anche un solo centesimo delle risorse per l’agricoltura, perché significherebbe mettere a rischio il futuro stesso dell’Unione e dei suoi cittadini”.
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Brindisi città pilota su rigenerazione urbana
“Dal patrimonio al valore pubblico dei territori” è stato il tema dell’incontro, svoltosi a Roma nella mattinata di oggi, mercoledì 21 ottobre, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri. È stata l’occasione per la presentazione della “Guida agli Enti locali per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico” - promossa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Sottosegretaria di Stato Lucia Albano – quale “strumento di supporto per amministratori, dirigenti e uffici tecnici degli Enti locali, accompagnandoli nelle diverse fasi del processo di valorizzazione del patrimonio pubblico: dalla conoscenza dei beni alla definizione delle scelte, dalla governance all’attuazione, fino alla verifica dei risultati”.
Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato rappresentanti del Governo con il ministro Giorgetti che si è soffermato su “una politica industriale del patrimonio pubblico”, si è innanzi tutto riflettuto sugli aspetti del patrimonio pubblico come risorsa strategica per i territori e su un metodo per trasformare bisogni in progetti, considerando il contributo delle politiche settoriali e la centralità dei Comuni.
Quindi si è entrati nel vivo della Guida, soffermandosi sul versante che va dal patrimonio al progetto, analizzando valore pubblico, utilità collettiva e responsabilità delle decisioni perché dalla pianificazione alla programmazione emerga “la città possibile”, capace di attrarre persone e investimenti, tanto che un’apposita considerazione è stata riservata a “soft power, contenuti e ciclo di vita del patrimonio”.
Ed ecco le novità che riguardano la Città di Brindisi. L’on Lucia Albano ha voluto che la presentazione della Guida non si fermasse alla dimensione teorica. Per questo sono stati coinvolti tre Comuni, “chiamati a sperimentare il metodo della Guida a partire dal proprio patrimonio e dalle proprie priorità”. Comuni con condizioni differenti: patrimoni storici da mettere a sistema, immobili incompiuti da ripensare, luoghi urbani da rifunzionalizzare in rapporto a nuovi bisogni. “Non chiediamo ai sindaci di presentarci tre progetti già risolti – è stato detto -. Chiediamo invece di raccontarci quali beni hanno individuato, quali necessità intendono affrontare, quali difficoltà incontrano e quale valore vorrebbero restituire alle proprie comunità”.
Il Comune di Brindisi, rappresentato dal sindaco Giuseppe Marchionna, ha inteso concentrare il lavoro sul compendio di Piazza Mercato, che comprende il Mercato coperto, gli immobili di via Vanini e via Ferrante Fornari e l’ex Cinema Di Giulio, proponendo un focus su nuove funzioni legate all’università, ai servizi e alle attività economiche, integrate nella rigenerazione del centro storico.
Nei minuti riservati a Brindisi, il sindaco Marchionna ha inteso rispondere ad una domanda di fondo: come collegare patrimonio pubblico, università, giovani e attività economiche? Ed ha parlato delle “nuove funzioni per una città che cambia”, del “patrimonio pubblico e della trasformazione della città”, presentando l’ex mercato del pesce e il possibile spazio legato al food, dell’edificio da rifunzionalizzare a studentato, del rapporto con il previsto sviluppo universitario internazionale. Si è quindi soffermato sui servizi, che dovranno collegarsi ai giovani, godere di attrattività e determinare una nuova vitalità urbana. Non si è sottratto alla valutazione delle condizioni di realizzabilità, dalla gestione, alle funzioni e alle risorse.
“La prospettiva è integrare il recupero del patrimonio con lo sviluppo del polo universitario, nuovi servizi, residenzialità studentesca, cultura e attività economiche”, ha concluso il sindaco e nelle righe di sintesi degli organizzatori si osserva: “A Brindisi abbiamo visto come nuovi servizi e nuove attività possano diventare il motore di trasformazione di luoghi pubblici”.
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MALTEMPO: COLDIRETTI PUGLIA, NUBIGRAFI IMPROVVISI E FORTI RAFFICHE DI VENTO; TROMBA D’ARIA SRADICA TENDONI E VIGNETI
Bollettino di guerra in Puglia con una repentina quanto violenta ondata di maltempo che ha colpito a macchia di leopardo le province di Bari e Taranto, su cui si sono abbattuti nubifragi e forti raffiche di vento, mentre a Ginosa una tromba d’aria ha sradicato ettari di vigneti e tendoni. È il bilancio di quanto accaduto nelle ultime ore in Puglia, con i tecnici di Coldiretti Puglia che stanno ricevendo le segnalazioni per poter attivare le rilevazioni in campo.
Il rischio è che precipitazioni improvvise e intense provochino – insiste Coldiretti Puglia - ristagni, ruscellamenti, erosione del terreno e danni alle colture, senza consentire all’acqua di infiltrarsi efficacemente nel suolo. La pioggia utile è quella che cade con regolarità e viene trattenuta dal terreno, non quella che in poche ore mette in difficoltà aziende agricole, cittadini e infrastrutture.
Il rischio idrogeologico riguarda contesti prevalentemente agricoli o naturali perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali per fattori diversi – insiste Coldiretti Puglia - a cui si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate. La salvaguardia del suolo, dell’ambiente e delle produzioni agricole e agroalimentari è fondamentale per garantire un avvenire alle future generazioni.
A questa situazione – sottolinea Coldiretti Puglia - non è certo estraneo il fatto che negli ultimi 50 anni è scomparso quasi 1 terreno agricolo su 3 (-30%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari a causa dell’abbandono e della cementificazione che rende le superfici impermeabili. Per questo – continua Coldiretti regionale – la Puglia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne.
In Puglia risultano consumati ben 160mila ettari, di cui 28.149 a Foggia, 37.275 ettari a Bari, 39.739 ettari a Lecce, 11.105 ettari nella BAT, 19.989 ettari a Brindisi, 23.747 ettari a Taranto e a questa situazione – sottolinea la Coldiretti regionale - non è certo estraneo il fatto che negli ultimi 50 anni è scomparso quasi 1 terreno agricolo su 3 (-30%) con la superficie agricola utilizzabile a causa dell’abbandono e della cementificazione che rende le superfici impermeabili. Per questo – conclude la Coldiretti Puglia – va difeso il patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne.
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October Job Day - Ostuni, 22 ottobre 2026
Domani, giovedì 22 ottobre 2026, dalle ore 14:30 alle 17:00, la Biblioteca comunale “Francesco Trinchera Senior” di Ostuni, nella suggestiva cornice della Città Bianca, ospiterà l’October Job Day.
L’iniziativa, organizzata da ARPAL Puglia – Centro per l’Impiego di Ostuni, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ostuni, nasce con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, fornendo alle aziende partecipanti l’opportunità di entrare in contatto con candidati qualificati e motivati.
L’October Job Day rappresenta una grande opportunità per le imprese interessate al recruiting di personale e per tutti i talenti alla ricerca di nuove prospettive occupazionali. Durante l’evento, le aziende coinvolte avranno la possibilità di incontrare i candidati, presentare le proprie realtà produttive, illustrare i profili professionali ricercati e raccogliere curricula. Parallelamente, i partecipanti potranno conoscere da vicino le opportunità occupazionali offerte dalle imprese del territorio, approfondire i requisiti e le competenze richieste e confrontarsi con i rappresentanti aziendali.
Il Job Day si propone come un’occasione di confronto e dialogo tra imprese e candidati, finalizzata a favorire l’incontro tra le esigenze del mercato del lavoro e le competenze professionali disponibili, valorizzando talenti e aspirazioni e promuovendo nuove opportunità di inserimento lavorativo e crescita professionale.
Per ulteriori informazioni e per aderire all’iniziativa è possibile rivolgersi direttamente al Centro per l’Impiego di Ostuni, scrivendo all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattando il numero 0831 1568001.
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"Solidarietà agli agricoltori? Serve la politica dei fatti, non la solita passerella "Anziché fermarsi alla solidarietà, chi ha ruoli politici a Mesagne dovrebbe impegnarsi su interventi tangibili di competenza comunale e territoriale:
Taglio delle tasse e dei costi locali per le aziende agricole:
Riduzione/esenzione TARI sui locali produttivi e capannoni agricoli per le aziende in difficoltà.
Revisione dei canoni e delle tariffe sui passi carrabili e sull'occupazione di suolo rurale.
Sicurezza nelle campagne (Basta furti e abbandono):
Creazione di un piano straordinario di videosorveglianza rurale nei punti strategici dell'agro mesagnese per fermare la piaga dei furti di attrezzature, cavi di rame e prodotti.
Manutenzione prioritaria della viabilità rurale e delle strade vicinali, oggi spesso impraticabili.
Infrastruttura Idrica e Riuso delle Acque Reflue:
Azione formale e pressing immediato del Comune su AQP e Regione Puglia per consentire il riuso irriguo delle acque depurate del depuratore di Mesagne, riducendo i costi dell'acqua per gli agricoltori e tutelando la falda.
Valorizzazione del prodotto locale (Filiera corta e Mense):
Obbligo nei capitolati delle mense scolastiche e pubbliche comunali di acquistare prodotti ortofrutticoli e olio EVO a KM Zero dai produttori di Mesagne.
Istituzione rapida del marchio De.Co. (Denominazione Comunale) per dare valore aggiunto ai prodotti mesagnesi contro le speculazioni dei grandi distributori.
Sportello Unico Burocrazia & Fondo Emergenze:
Attivazione di uno Sportello Agricoltura in Comune con personale dedicato per aiutare gratuitamente i piccoli agricoltori nell'accesso ai bandi regionali, europei e PSR, superando lo scoglio della burocrazia.
Tutto questo lo dicevamo già nelle proposte di Cittadinanza Attiva del movimento politico "Progettiamo Mesagne", nel 2018, da cui si sarebbe potuto prendere spunto.
"Agli agricoltori non servono pacche sulle spalle o note stampa di vicinanza. Servono delibere di Giunta, voti in Consiglio Comunale e risorse a bilancio. Se la solidarietà è sincera, la si trasformi in voti e atti amministrativi da domani mattina.",
TEATRO VERDI. EUGENIO BARBA, NOVANT’ANNI E UN VIAGGIO CHE TORNA ALLE ORIGINI
Eugenio Barba compirà novant’anni il prossimo 29 ottobre. Cinque giorni prima sarà a Brindisi, la città in cui è nato e dalla quale è cominciata una vita che lo ha portato a cambiare il modo di pensare e fare teatro. Torna con il suo Odin Teatret, la compagnia fondata nel 1964, e con un programma che dal 22 al 24 ottobre coinvolgerà scuole, artisti, studiosi e cittadini. Tre giornate di spettacoli, incontri e conversazioni pubbliche, nelle quali il teatro uscirà anche dal palcoscenico per incontrare la città e confrontarsi con questioni che riguardano tutti: la memoria, il rapporto tra generazioni, il dialogo tra culture e la pace.
Il progetto, intitolato «Porto di Pace: Eugenio Barba e Odin Teatret a Brindisi», è organizzato dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, nell’ambito di Brindisi Capitale della Cultura di Puglia 2026, con il sostegno della Regione Puglia. Gli appuntamenti si svolgeranno in alcuni dei luoghi più significativi della città, dal Tempio di San Giovanni al Sepolcro a Palazzo Nervegna, dalle scuole al Nuovo Teatro Verdi, fino ai giardinetti del porto. Il programma è stato anticipato, dal 12 al 16 ottobre, da proiezioni negli istituti superiori dedicate alle esperienze artistiche di Barba e dell’Odin nei contesti urbani e nelle comunità.
Per Eugenio Barba, nato a Brindisi il 29 ottobre 1936 da una famiglia di origini gallipoline, questo viaggio assume un significato che va oltre la ricorrenza anagrafica. Dopo l’infanzia trascorsa a Gallipoli, lascia presto l’Italia e raggiunge la Norvegia, dove lavora come saldatore e marinaio. Studia a Oslo, poi si trasferisce in Polonia per conoscere da vicino il lavoro di Jerzy Grotowski. Nel 1964 fonda a Oslo l’Odin Teatret, che troverà successivamente casa a Holstebro, in Danimarca. Comincia così una delle esperienze più originali del teatro del Novecento, fondata sulla ricerca dell’attore, sull’incontro fra tradizioni culturali differenti e su un’idea di spettacolo che coinvolge profondamente chi lo guarda.
Giovedì 22 ottobre, alle 11, il primo appuntamento sarà dedicato ai bambini della scuola primaria «Giovan Battista Perasso», dove andrà in scena «I violinisti stregoni». Lo spettacolo, diretto da Sergio Bini, conosciuto come Bustric, con Antonia-Cezara Cioaza e Jakob Nielsen, racconta il cammino di due giovani aspiranti attori-clown alla scoperta del teatro. Musica, invenzioni sceniche e oggetti sorprendenti accompagnano una storia nella quale il gioco diventa uno strumento per conoscere il mondo e immaginare ciò che ancora non esiste.
Nel pomeriggio, alle 18, il Tempio di San Giovanni al Sepolcro ospiterà un incontro pubblico tra Eugenio Barba, l’Odin Teatret e la città. Sarà un’occasione di confronto con cittadini, studenti, operatori culturali, artisti e rappresentanti delle istituzioni. Parteciperà anche Franco Perrelli, studioso di storia e ricerca teatrale, che contribuirà alla conversazione con Barba. Al centro dell’appuntamento ci saranno il senso di una lunga esperienza artistica, il rapporto con le nuove generazioni e il teatro inteso come un mestiere che si apprende nel tempo, attraverso la disciplina, l’ascolto e la relazione con gli altri.
Venerdì 23 ottobre, alle 11, la Sala della Colonna di Palazzo Nervegna accoglierà una conversazione di particolare interesse tra Eugenio Barba e Mario Martone, due protagonisti che hanno segnato, attraverso esperienze e linguaggi differenti, la storia del teatro contemporaneo. Con loro dialogheranno Anna Bandettini e Chris Torch, presidente della Fondazione Nuovo Teatro Verdi. L’appuntamento concluderà il percorso «Dialoghi #1», dedicato a Martone tra Lecce e Brindisi, e si inserirà nelle iniziative pensate per i novant’anni di Barba. Sarà un confronto tra due modi di intendere la scena, il lavoro degli attori e il rapporto tra la creazione artistica e la società, a partire da percorsi che hanno contribuito a rinnovare profondamente il linguaggio teatrale.
Alle 20.30 sarà il Nuovo Teatro Verdi ad accogliere l’Odin Teatret con «Le nuvole di Amleto», spettacolo scritto e diretto da Eugenio Barba, in programma anche sabato 24 ottobre, alla stessa ora. Entrambe le rappresentazioni, a ingresso gratuito, hanno già registrato il tutto esaurito, a conferma della grande attesa per il ritorno del maestro brindisino sul palcoscenico della sua città natale.
All’origine dello spettacolo c’è un episodio doloroso della vita di William Shakespeare. Nel 1596 muore Hamnet, il suo unico figlio maschio, appena undicenne. Qualche anno più tardi il drammaturgo inglese scriverà Amleto. Barba parte da questa vicinanza tra una perdita privata e uno dei grandi testi della letteratura mondiale per interrogarsi sul rapporto tra padri e figli, sulla memoria e sulle responsabilità che legano una generazione a quella successiva. «Le nuvole di Amleto», dedicato a Hamnet e ai giovani ai quali viene negato un futuro, riunisce sul palcoscenico tre generazioni di attori dell’Odin. Un lavoro che intreccia biografia, immaginazione e scrittura scenica, già approdato alla Biennale Teatro di Venezia, e che trova nell’esperienza umana il punto di partenza per parlare del nostro tempo.
La mattina di sabato 24 ottobre, alle 10, il programma proseguirà nella Sala della Colonna di Palazzo Nervegna con «Porto di Pace, la città ascolta», incontro realizzato in collaborazione con l’United Nations Global Service Centre (UNGSC) di Brindisi. Saranno presenti Anton Antchev, direttore dell’UNGSC, e Giuseppe Marchionna, sindaco di Brindisi. La coincidenza con la Giornata delle Nazioni Unite offrirà l’occasione per ragionare sul rapporto tra cultura, cooperazione internazionale e costruzione della pace. Brindisi, città portuale e sede di una delle principali strutture logistiche delle Nazioni Unite, sarà chiamata a riflettere sulla propria vocazione al dialogo attraverso una domanda tanto semplice quanto impegnativa: «La cultura può fare la pace, o solo immaginarla?».
Il confronto proseguirà idealmente fuori dalle sale istituzionali. Alle 12.30, nei giardinetti del porto di piazza Vittorio Emanuele II, gli artisti dell’Odin e i cittadini si ritroveranno davanti al monumento a Gandhi per una sosta dedicata alla parola poetica. Sofia Masi e Alessia Ciotola, del Ministero dei Sogni, leggeranno alcune poesie, accompagnando con le parole un momento di raccoglimento e condivisione in uno dei luoghi più rappresentativi del rapporto tra Brindisi e il mare. In serata, alle 20.30, il Nuovo Teatro Verdi ospiterà la seconda rappresentazione di «Le nuvole di Amleto», a conclusione del programma.
Il ritorno di Eugenio Barba nella sua città natale diventa così l’occasione per ripercorrere una straordinaria vicenda artistica e, insieme, per interrogarsi sul significato che il teatro può assumere nella vita di una comunità. Le scuole, i luoghi della storia, il porto e il palcoscenico saranno le tappe di un dialogo che coinvolgerà generazioni e sensibilità differenti. Dopo una vita trascorsa a cercare nuove forme di incontro tra gli esseri umani, Barba torna a Brindisi con una compagnia che ha fatto del viaggio e dello scambio culturale la propria ragione di lavoro. E proprio qui, nella città da cui è partito, il suo teatro continuerà a porre domande, a cercare risposte e a ricordare quanto sia necessario, soprattutto oggi, imparare ad ascoltarsi.
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Torna “Tempeste - Immagini, Suoni, Racconti dal Mediterraneo”: al via la settima edizione
Il Comune di Fasano (in collaborazione con il Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani e Giro d'Italia per la Pace) presenta il programma della 7ª edizione di “Tempeste - Immagini, Suoni, Racconti dal Mediterraneo”. La manifestazione ad ingresso libero offre un cartellone articolato che intreccia cinema, letteratura, musica, momenti di riflessione e attività educative.
«Presentiamo con orgoglio la settima edizione di Tempeste – ha sottolineato l'assessora alla Cultura Cinzia Caroli -, un festival curato nei minimi dettagli, molto atteso dalla comunità e coraggioso, specialmente in un momento storico così complesso come quello che stiamo vivendo. Il cartellone offre appuntamenti vari con ospiti illustri, tra musica, presentazioni di libri, dibattiti e momenti dedicati anche ai più piccoli, per riflettere insieme sui temi dell'accoglienza e dei diritti. Un sentito ringraziamento va al consigliere Donato Marino per l'impegno e la passione straordinaria con cui ha curato e costruito anche quest'anno l'intero programma».
«Ringrazio il sindaco e l'assessora per la fiducia accordatami – ha commentato il consigliere comunale Donato Marino, delegato al Coordinamento dell'accoglienza e alla promozione della cultura dell'inclusione e della pace -, oltre agli uffici che ci hanno da sempre supportato, su tutti la dottoressa Loconte e il dirigente Carparelli, e tutti gli amici e collaboratori che rendono possibile questo appuntamento giunto alla settima edizione. Tempeste è un festival coraggioso ma soprattutto necessario: in un'epoca complessa come quella attuale, anche le istituzioni locali devono fare la propria parte nel promuovere il dialogo tra i popoli del Mediterraneo e la cultura della pace. Lo facciamo offrendo alla cittadinanza momenti gratuiti e aperti di riflessione attraverso i diversi linguaggi dell'arte, dal cinema e la letteratura fino alla musica e al teatro».
Il Programma:
- Domenica 25 ottobre 2026 (ore 18:00) – Cinema Kennedy - Proiezione del film NAZA (vincitore del Premio Speciale della Giuria).
- 27 ottobre 2026 (ore 18:00) – Biblioteca di Comunità - Presentazione del libro “Con i miei occhi. Quello che ho visto a Gaza” con l'autore Gennaro Giudetti.
- 14 novembre 2026 (ore 19:00) – Biblioteca di Comunità - Concerto del Nubras Ensemble: "La musica da camera incontra il folk del Sud Italia e dei Balcani" (preceduto dal laboratorio musicale alle ore 9:30).
- 19 novembre 2026 (ore 17:00) – Biblioteca di Comunità - Laboratorio di lettura per bambini della scuola primaria “La guerra raccontata ai bambini”, a cura de "La Città Incantata".
- 20 novembre 2026 (ore 18:00) – Biblioteca di Comunità - Incontro e presentazione del libro “Sogni e illusioni di libertà. La mia storia” con l'autore Patrick Zaki.
- 27 novembre 2026 (ore 18:00) – Parrocchia Salette - S. Messa Zonale per la Pace nel Mondo (Tappa Giro d'Italia per la Pace), seguita dalla Fiaccolata per la Pace alle ore 19:00.
- 28 novembre 2026 (ore 19:00) – Teatro Sociale - Concerto di Paolo Capodacqua con Giacomo Lelli al flauto: “Ferite e feritoie”.
- 2 dicembre 2026 (ore 18:00) – Sala di Rappresentanza, Palazzo di Città - Incontro pubblico con Mimmo Lucano: “Riace: storia di un modello di accoglienza possibile”.
- 3 dicembre 2026 – Biblioteca di Comunità
- Ore 18:00: Presentazione del libro “Non è stato il mare” con gli autori Antonella Maggi e Maurizio Salvatore Moscara.
- Ore 19:00: Prova di spettacolo / Lettura a cura di Antonello Taurino (Bara-Ondu - Canto per Shahida Raza).
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Allerta meteo in Puglia: in arrivo piogge e temporali su tutta la regione, massima attenzione al Centro-Sud
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Futuro nazionale propone l'uso dei cani come "armi" di repressione in piazza. Enpa dice no: «Ritorno a metodi da Gestapo»
L’ipotesi di impiegare i cani come "strumenti di dissuasione, sbarramento e contenimento" durante le manifestazioni di piazza è un abominio etico e segna un arretramento civile inaccettabile. Utilizzare gli animali per incutere terrore psicologico e controllare le folle, come ha proposto oggi Futuro nazionale, richiama direttamente i metodi repressivi della Gestapo ed evoca le pagine più buie dei regimi autoritari, in cui i cani venivano trasformati loro malgrado in dispositivi di sottomissione e violenza.
Un animale non è un'arma, non è uno scudo e non è un manganello a quattro zampe. L’Articolo 9 della Costituzione riconosce gli animali come esseri senzienti: catapultarli nel caos di contesti urbani violenti, tra proiettili di gomma, esplosioni e cariche, significa esporli deliberatamente a traumi profondi e rischi gravissimi per la loro vita. Oltre a essere sostanzialmente inutili e inefficaci per l’obiettivo dichiarato, in quanto in situazioni di sovraccarico sensoriale tra lacrimogeni, petardi e urla, la reazione dell'animale diventa del tutto imprevedibile: un cane terrorizzato o agitato non è in grado di discriminare tra manifestanti violenti, passanti o persino forze dell'ordine, aumentando drammaticamente il rischio di incidenti e provocando una ulteriore escalation di panico e violenza nella piazza. L'addestramento non cancella la sensibilità dell'animale né lo rende immune alle pressioni ambientali.
Enpa respinge quindi con fermezza qualsiasi tentativo di strumentalizzare gli animali per logiche di repressione e chiede il ritiro immediato di ogni proposta che preveda l'impiego di unità cinofile per l'ordine pubblico nelle piazze.
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Rubrica a cura di Domenico Ble e Angelo Sconosciuto
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