News (35053)
Cose e memorie di Mesagne (79)
In questa rubrica pubblichiamo tutti gli articoli scritti da Enzo Poci, Società di Storia Patria per la Puglia.
Mesagnesi, e salentini, nel mondo (0)

La rubrica è aperta a tutti coloro che ci leggono, dalle varie parti del mondo. Per chi volesse inviare qualche foto e due righe della propria storia lo può fare digitando: cultura@mesagnenews.com oppure i tradizionali indirizzi che trovate nel sito al link "contattaci".
Spazio Elettorale (20)

CONSULTAZIONI ELETTORALI DEL 28 E 29 MARZO 2010
MESAGNENEWS.COM
ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 della L. 22/2/2000 n. 28 così come modificata dalla L. 6/11/2003 n. 313, del D.M. 8/4/04 e della delibera n. 80/09/CSP del 15/5/2009 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
- la pubblicazione degli avvisi è consentita sino al compreso, penultimo giorno precedente l’apertura dei seggi;
- sarà assicurato - anche mediante rotazione - l’accesso a tutti i partiti o movimenti politici che ne abbiano fatto richiesta tempestivamente, garantendo agli stessi una pari quantità di spazio in relazione alla disponibilità ed ai limiti posti dalla legge. Una volta garantita la distribuzione e gli spazi secondo il predetto criterio, in caso di richieste eccedenti per quantità, le stesse saranno soddisfatte in base all’ordine di arrivo delle richieste (eventualmente in modo proporzionale) in relazione alla disponibilità, fermi sempre i limiti posti dalla legge e dal Garante;
- sono ammessi soltanto i messaggi politici referendari nelle forme indicate dall’articolo 7, comma 2, della L. 22/2/2000 n. 28;
- tutte le inserzioni devono recare la dicitura “messaggio politico referendario” e indicare il soggetto politico committente.
- sulle tariffe di listino sarà applicato uno sconto del 70%;
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Due chiacchiere con l’avvocato (6)
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allegando, se necessario, eventuale documentazione.
L'occhio sulla città (257)
Il fondatore degli scout, Baden Powel, diceva sempre ai suoi ragazzi: “per noi la cosa importante è lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”. Bene da questo insegnamento, di un uomo saggio quale fu Baden Powell, prende avvio una rubrica che sarà gestita direttamente dai cittadini e avrà come scopo principale quello di far emergere le sacche d’illegalità e inciviltà, davvero tante, presenti in città.Lo faremo con foto e filmati, documenti irrinunciabili, che puntualmente gireremo alle istituzioni per i provvedimenti del caso. Vogliamo riprendere, e lo possiamo fare, tutti coloro che, in barba ai regolamenti, al senso civico del buon vivere, e a dispetto della gente onesta, ogni giorno promuovono azioni prevaricanti ai danni della collettività. Pensiamo, ad esempio, al problema annoso della spazzatura. A coloro, e credeteci sono davvero tanti, che gettano spazzatura fuori dalle zone consentite o dai contenitori. Coloro che ignorano che Mesagne ha una piattaforma ecologica che può ricevere i rifiuti domestici. Lo fanno perché, probabilmente, non hanno una cultura del riciclo ma lo fanno anche per eludere e non pagare la regolare tassa sulla spazzatura. Naturalmente la loro quota sarà divisa tra tutti gli altri cittadini onesti che in questo modo vedono vanificarsi la speranza di poter pagare meno. L’occhio attento della fotocamera, anche del semplice telefonino, può riprendere queste situazioni imbarazzanti ma anche altre, ad esempio, legate allo svolgersi della vita delle istituzioni presenti sul territorio. Auto pubbliche in servizio privato con a bordo familiari, dipendenti pubblici che non svolgono il loro ruolo. Il cittadino, in questo modo, si può riprendere la sua città. Sarete voi gli Sherlock Holmes e i dottor Watson che possono inchiodare queste persone alle loro responsabilità. Sappiamo bene che molti tremeranno e altri saranno scettici. Il nostro invito, perciò, è rivolto a coloro, piccoli, ragazzi, grandi, anziani, che si sentono demoralizzati da queste situazioni e vogliono far emergere queste sacche d’illegalità. L’anonimato è garantito.
Il materiale, anche brevi note, supportate da documentazione fotografica o filmati, possono essere inviate al ns/indirizzo email: redazione@mesagnenews.com per una città più civile e per una migliore qualità di vita.
#ilpiaceredileggere (22)
Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; io sono orgoglioso di quelle che ho letto
(Jorge Louis Borges)
Rubrica a cura di Marcello Ignone
Il 40° report settimanale, elaborato dall’Ambito di Brindisi di ARPAL Puglia, visionabile al seguente link https://rb.gy/n66xpv, attesta anche questa settimana un panorama ricco e variegato per chi è in cerca di occupazione: 96 annunci attivi, per un totale di 354 posti di lavoro nei diversi settori produttivi del territorio. A guidare il mercato del lavoro questa settimana è il settore turismo con 225 posizioni, segue edilizia con 35, metalmeccanico con 27, ristorazione e commercio con 17, elettromeccanico con 10, sanità con 4, tessile e logistica con 3, formazione, agricoltura e zootecnia, artigianato e contabile 2, servizi alla persona, industria alimentare, ingegneristico, energetico 1. Si segnala 1 opportunità di lavoro riservate alle categorie protette.
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CBAM, CONTESSA (ANCE): «DIFENDERE L’ACCIAIO EUROPEO SENZA FAR PAGARE IL CONTO AI COSTRUTTORI»
Il presidente di ANCE Brindisi e amministratore del Consorzio Stabile Build: «Incertezza sui costi, rischio speculazioni e contratti pubblici da tutelare».
Il CBAM, istituito dall’UE con il Regolamento 2023/956, è entrato nel regime definitivo dal 1° gennaio 2026 per contrastare la delocalizzazione delle produzioni verso Paesi con minori vincoli ambientali.
«L’obiettivo è condivisibile – dichiara Angelo Contessa, presidente di ANCE Brindisi e amministratore del Consorzio Stabile Build – ma non possono essere i costruttori a pagarne il prezzo».
Il CBAM, collegato al sistema europeo ETS, introduce un costo sulle emissioni incorporate nei materiali importati da Paesi extra-UE.
«Una prima criticità riguarda l’attendibilità delle emissioni dichiarate dagli stabilimenti esteri. Servono verifiche indipendenti, controlli rigorosi e criteri uniformi».
«C’è poi un paradosso: i certificati CBAM relativi alle importazioni del 2026 potranno essere acquistati soltanto da febbraio 2027. Sebbene siano pubblicati prezzi trimestrali di riferimento, gli operatori devono programmare acquisti e vendite senza conoscere sempre con certezza l’onere complessivo. Questa situazione può favorire maggiorazioni cautelative dei prezzi e possibili fenomeni speculativi lungo la filiera».
La crisi della siderurgia italiana, a partire dall’ex Ilva, aggrava il problema. «Quando importare è una necessità industriale, non si possono penalizzare le imprese senza offrire alternative nazionali».
«I costruttori non producono acciaio né determinano le politiche ambientali europee. Acquistano materiali, assumono obblighi contrattuali e realizzano infrastrutture, scuole, ospedali e abitazioni. Non possono diventare l’anello della filiera sul quale scaricare ogni nuovo costo».
Il problema è particolarmente grave negli appalti pubblici, dove i prezzi vengono definiti in gara e le opere realizzate nell’arco di anni.
«Chiediamo revisioni dei prezzi realmente efficaci, risorse per i contratti in corso, trasparenza nella formazione dei prezzi e vigilanza contro possibili speculazioni, anche sul mercato ETS».
«La siderurgia europea va difesa e quella italiana rilanciata. L’Europa deve tutelare l’ambiente senza sacrificare la competitività delle proprie industrie e imprese. Una transizione che indebolisce chi produce e costruisce rischia di compromettere il futuro dell’Europa».
Angelo Contessa
Presidente ANCE Brindisi
Amministratore Consorzio Stabile Build
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10eLotto, centrato un colpo da 50mila euro
Il concorso del 10eLotto di sabato 17 ottobre ha premiato la Puglia. Come riporta Agipronews, infatti, un fortunato giocatore di Barletta, in provincia di Barletta-Andria-Trani, si è aggiudicato ben 50mila euro grazie a un 9 Oro. La giocata vincente è stata effettuata in Via Andria. L'ultimo concorso del 10eLotto ha distribuito premi per 12,85 milioni di euro in tutta Italia, per un totale di 3,14 miliardi da inizio anno.
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VISTA OSTUNI PREMIATO DAI WORLD TRAVEL AWARDS COME ITALY’S LEADING NEW HOTEL 2026
Vista Ostuni è stato premiato ai World Travel Awards come Italy’s Leading New Hotel 2026. Definiti gli “Oscar del turismo”, i World Travel Awards celebrano le eccellenze dell’industria internazionale dei viaggi e dell’ospitalità, premiando ogni anno le realtà che si distinguono nelle diverse categorie del settore. Il processo di voto coinvolge professionisti del settore turistico-alberghiero e viaggiatori di tutto il mondo, conferendo al riconoscimento un ulteriore valore internazionale.
Il titolo assegnato a Vista Ostuni conferma il prestigio del più recente indirizzo Vista, che coniuga attenzione al dettaglio, servizio su misura e un profondo legame con il territorio. Al centro del progetto, la riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi di Ostuni, edificio del XIV secolo, restituito a nuova vita attraverso un intervento che preserva il patrimonio architettonico e lo reinterpreta in chiave contemporanea. Design, artigianalità locale e attenzione alla sostenibilità contribuiscono a definire l’identità di Vista Ostuni, in un equilibrio tra memoria storica, sensibilità estetica e rispetto per il paesaggio circostante.
Ricevere il riconoscimento di Italy’s Leading New Hotel 2026 ai World Travel Awards è per noi motivo di grande orgoglio e rappresenta un’importante conferma del percorso intrapreso. Vista Ostuni nasce dal desiderio di dare nuova vita a un luogo ricco di storia, trasformandolo in una destinazione capace di esprimere un’idea di ospitalità autentica, contemporanea e profondamente legata al territorio. Questo premio è il risultato del lavoro, della passione e della dedizione di tutto il nostro team, che ogni giorno si impegna a offrire esperienze personalizzate e a creare un legame sincero con i nostri ospiti. È anche uno stimolo a proseguire in questa direzione, valorizzando l’identità di Ostuni e della Puglia attraverso un’ospitalità che unisce cultura, bellezza e attenzione per ogni dettaglio - Cristina Zucchi, General Manager.
La filosofia Vista si declina in ogni destinazione attraverso esperienze personalizzate che invitano a scoprire l’anima più autentica dei luoghi. A Ostuni, questa visione incontra il patrimonio culturale e paesaggistico della Puglia, dando forma a una proposta dal carattere profondamente italiano e dalla vocazione internazionale.
Il titolo di Italy’s Leading New Hotel 2026 si aggiunge alla prima Chiave MICHELIN recentemente assegnata a Vista Ostuni e ai riconoscimenti di Travel + Leisure Italia, che lo ha premiato come Best New Opening 2025, e della rivista internazionale Travel + Leisure, che lo ha incluso nella prestigiosa It List 2026. Traguardi che consolidano il posizionamento di Vista nel panorama dell’hôtellerie di lusso e ne premiano la capacità di dare vita a indirizzi dalla forte personalità, in cui architettura, identità locale e servizio d’eccellenza concorrono a definire un’esperienza di ospitalità distintiva.
About Vista Ostuni
Vista Ostuni nasce dalla riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi di Ostuni, un edificio del XIV secolo profondamente radicato nella storia e nell’identità del territorio. Immerso nella straordinaria Piana degli Ulivi Monumentali, a pochi passi dalla Città Bianca e con ampie vedute verso il mare, l’hotel dispone di 28 camere e suite, un ristorante, due bar, un rooftop panoramico, tre piscine, una spa con aree dedicate alla bellezza e al benessere e una palestra completamente attrezzata. L’armonioso dialogo tra patrimonio architettonico e design contemporaneo si esprime attraverso una particolare attenzione all’artigianalità e un concreto impegno verso la sostenibilità. La stessa sensibilità si ritrova nei tre ettari di paesaggio, progettati per valorizzare la vegetazione mediterranea autoctona e preservare il legame con l’ambiente circostante. Il giardino di Vista Ostuni è parte di Grandi Giardini Italiani - il network dei più bei giardini visitabili in Italia – e la struttura ha inoltre ottenuto la certificazione LEED Gold, standard internazionale che attesta le prestazioni di sostenibilità ambientale dell’edificio. Un risultato che conferma l’impegno verso un modello di ospitalità più responsabile capace di generare valore per il territorio e per le sue persone.
Vista Ostuni è un hotel cinque stelle lusso e fa parte del brand Vista, un nuovo modello di ospitalità ideato dalla famiglia Passera, con l’obiettivo di portare un’esperienza di lusso in luoghi in cui ancora non è arrivata. Accanto a Vista Ostuni, il brand annovera Vista Verona e guarda al futuro con la prevista apertura di Vista Pisa nel 2029, ampliando la propria presenza in destinazioni italiane di grande fascino I boutique hotel del gruppo si distinguono per un interior design contemporaneo, profondamente italiano ma dalla vocazione internazionale, abbinato a un’ampia proposta di servizi su misura, in cui la privacy e il rispetto per l’ospite sono al centro dell’esperienza. Eccellenza del servizio, innovazione e un profondo impegno verso la sostenibilità sono valori fondamentali che accomunano tutte le strutture del Gruppo, che dal 2021 opera come Società Benefit.
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CARO CARBURANTE: COLDIRETTI PUGLIA, CON SCIOPERO TIR A RISCHIO SPESA PUGLIESI
Effetto domino sul settore agroalimentare in Puglia per la mobilitazione degli autotrasportatori causata dal caro carburanti che mette a rischio la spesa dei pugliesi, con i prodotti deperibili come ortofrutta, funghi e fiori che restano ‘a terra’ per le difficoltà nelle consegne e lo stop delle piattaforme della grande distribuzione organizzata, ferme a causa del blocco delle consegne. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, che denuncia il blocco e il forte rallentamento delle consegne per lo stop dell’autotrasporto, con i camionisti che hanno incrociato le braccia mettendo a repentaglio le catene di approvvigionamento, quando l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada.
Le celle delle aziende agricole sono colme di ortaggi, frutti e funghi che non riescono a raggiungere le piattaforme logistiche italiane di distribuzione – dice Coldiretti Puglia - con alcuni TIR già carichi di prodotti deperibili fermi sulle strade, mentre il protrarsi della mobilitazione aumenta il rischio che il cibo vada irrimediabilmente buttato.
In Puglia il settore dei trasporti, con il 34,6% dei consumi finali, si conferma il settore più «energivoro» ed è caratterizzato da un largo utilizzo di combustibili liquidi che coprono il 93,9% dei consumi del settore, ricorda Coldiretti Puglia sulla base dei dati MISE, Terna ed Enea. Senza adeguate ed urgenti misure per calmierare il costo del carburante gli autoarticolati rischiano di non camminare più, con il conseguente stop delle consegne dei prodotti agroalimentari.
Dall’avvio della guerra in Iran anche il prezzo del gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,62 euro al litro, secondo l’analisi Coldiretti su dati della Camera di Commercio di Milano. La quotazione media mensile a settembre è stata la più alta registrata, superando il record del 2022 causato dallo scoppio della guerra in Ucraina. Per arare un campo di 11 ettari (la dimensione media di un’azienda agricola) un agricoltore spende oggi circa 600 euro in più rispetto al febbraio scorso. Una vera e propria stangata per le imprese che cade in un periodo delicato per il settore. Il gasolio serve per alimentare i trattori e gli altri macchinari agricoli necessari per le attività di lavorazione dei terreni e di raccolta di olive, verdura e cereali, oltre a far funzionare gli impianti.
Il 14 ottobre Coldiretti Puglia ha portato in piazza a Bari 5mila agricoltori e trattori per chiedere alla Regione lo stato di crisi del comparto, denunciando l’impennata dei costi del gasolio, dei fertilizzanti e dell’acqua, la caduta dei redditi e le difficoltà di accesso al credito.
Proprio durante la mobilitazione è arrivata dall’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli una prima risposta con l’annuncio di un pacchetto da 30 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati ad abbattere il costo del carburante agricolo e 20 milioni a sostegno delle filiere produttive.
A subire gli effetti dei rincari – sottolinea la Coldiretti – è l’intera filiera agroalimentare, dai campi all’industria di trasformazione fino alla conservazione e alla distribuzione. Su questo scenario pesa il deficit logistico italiano per la carenza di infrastrutture per il trasporto merci, che costa al nostro Paese oltre 13 miliardi di euro, con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea. In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante è pari a 1,12 euro/chilometro, più alto di nazioni come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro), ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell’Europa dell’Est come la Lettonia, la Romania o la Polonia secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga.
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Fasano scopre il nuovo Campus Fortis Factory: un unicum per tutta la Regione
C'è un nuovo baricentro per l'innovazione tecnologica e sociale nel Sud Italia e sorge tra gli ulivi secolari della Valle d'Itria. È uno spazio per tutti con ambienti dedicati all’innovazione e alla formazione, un agrinido interno altamente qualificato e ambienti per la socialità. Con l'evento "Open Factory", andato in scena sabato 17 ottobre, la città di Fasano e l'intera regione hanno potuto scoprire per la prima volta i nuovi spazi del Campus Fortis Factory, il Parco Culturale dell'Innovazione che promette di cambiare le regole del gioco per giovani, imprese e Terzo Settore.
Si tratta di un campus esteso su una superficie di 30.000 metri quadrati progettato per essere un ecosistema vivo, dove la pietra pugliese incontra la fibra ottica a 1 Gbit e le sue potenzialità.
Durante la serata, centinaia di visitatori hanno potuto esplorare in anteprima dagli spazi workspace, utilizzabili come spazi formativi o lavorativi, al "Meta Spazio", un laboratorio con tecnologie di Realtà Virtuale che presto permetterà al pubblico e alle scuole di vivere esplorazioni immersive (dai fondali oceanici fino a una discesa nell'Inferno di Dante).
Il momento clou della serata, culminata con il taglio del nastro, una celebrazione conviviale sotto la nuova Agorà "Ulivo" e la degustazione di eccellenze enogastronomiche locali, è stato il dibattito intitolato “Il Valore delle Radici”. A suggellare l'importanza del progetto è stato un parterre istituzionale di altissimo profilo. Il dibattito, aperto e moderato dal giornalista Cosimo Saracino, ha visto la partecipazione del Rev. do Sac. Francesco Coluccia, Consultore del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale (nominato da Sua Santità Papa Leone XIV), dell'On.le Toni Matarrelli, Presidente del Consiglio della Regione Puglia, del sindaco di Fasano Francesco Zaccaria e del Cav. Prof. Gianluca Budano, Direttore ARPAL Puglia.
Sono inoltre intervenuti Pasquale Lanera, E.Q. Supporto responsabile Fondo FSE, Vittorino Smaltino, Sindaco di Locorotondo ed Edmondo Moscatelli, Sindaco di San Pancrazio Salentino. Durante i loro interventi, tutti i relatori hanno rivolto un unanime plauso al coraggio di questa visione imprenditoriale. Hanno sottolineato la grande opportunità che la Factory rappresenta per l'intera regione, definendola un autentico unicum in grado di unire sviluppo territoriale, etica e alta tecnologia.
La visione del Gruppo Fortis, ribadita durante il talk, è chiara: fornire un contenitore di sviluppo e attrazione per il territorio. Il Campus nasce per dimostrare che non è più necessario emigrare verso le grandi metropoli del Nord o all'estero per trovare infrastrutture di livello europeo. Per questo motivo la serata "Open Factory" è stata solo il primo passo di una strategia di totale apertura alla collettività.
Per permettere a tutta la cittadinanza, ai futuri studenti, alle famiglie e agli imprenditori locali di toccare con mano le potenzialità della struttura, verrà a breve annunciato un calendario di "Open Day" gratuiti.
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Campagna Anti-Incendio 2026: gli incendi boschivi ridotti del 66% in provincia di Brindisi
Nell’ambito della VIII Settimana nazionale di Protezione civile, istituita nel 2019 e che si svolge ogni anno in corrispondenza del 13 ottobre, data in cui si celebra la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri designata dall’Onu, il Coordinamento provinciale di Protezione civile di Brindisi ha organizzato questa mattina (Domenica 18 Ottobre) un incontro sul tema “Campagna Anti-Incendio Boschivo 2026, l’impegno del volontariato nella tutela del territorio”.
Obiettivo dell’incontro – che si è svolto presso il PLOT - Presidio Logistico Operativo Territoriale di Protezione civile della Regione Puglia ubicato a Montalbano - è stato quello di presentare alle istituzioni componenti il “sistema” di Protezione civile il lavoro svolto dal Coordinamento provinciale e dalle numerose associazioni di volontariato di Protezione civile operanti sul territorio provinciale nel corso della estate appena trascorsa, nelle attività di prevenzione, spegnimento e contrasto degli incendi boschivi.
Un lavoro che ha visto al centro della attenzione la prevenzione, che viene richiamata più volte nella Legge quadro in materia di incendi boschivi (legge 353/2000).
Lo dicono i dati dal 1° giugno al 15 settembre (al momento provvisori) della SOUP (Sala Operativa Unificata Permanente) Puglia, che registrano relativamente agli incendi boschivi (per i quali è competente la Protezione civile regionale e di conseguenza il volontariato) solo 3 incendi rispetto ai 9 del 2025. Il numero di incendi boschivi, dunque, in provincia di Brindisi nel 2026 si è ridotto, rispetto all’anno precedente, del 66%, ed è stato pari all’1,37% rispetto al numero totale di incendi boschivi registrati in Puglia.
La provincia di Brindisi nel corso del 2026 è risultata una provincia virtuosa, con il più basso numero di incendi boschivi e con un solo intervento aereo su 230 a livello regionale (lo 0,43% rispetto al dato regionale che ha registrato 230 interventi).
In generale se si considerano, invece, tutte le tipologie di incendi (intendendo per tali incendi di sterpaglie/incolti, di interfaccia e boschivi) in provincia di Brindisi si è registrato un lieve aumento del solo 7% con 176 interventi (il 5,31% del dato regionale che è pari a 3317) rispetto ai 164 del 2025. Solo 12 interventi in più, che hanno riguardato solamente incendi di sterpaglie/incolti, nonostante le condizioni meteo climatiche altamente a favore dell’innesco di incendi (temperature elevatissime per l’intera estate con la totale assenza di piogge). Ed anche su queste tipologie di incendi il contributo del volontariato è stato fondamentale. In particolare, nel 45% dei casi l’intervento di spegnimento è stato eseguito esclusivamente dalle associazioni di volontariato che hanno operato in autonomia sotto il coordinamento della SOUP Puglia. Nel 30% dei casi, invece, i volontari hanno operato congiuntamente e in sinergia con Vigili del Fuoco e ARIF. Quindi le associazioni di volontariato sono intervenute nel 75% degli incendi che si sono registrati sul territorio provinciale.
Questo grazie al grande lavoro di prevenzione svolto sul territorio oltre che dalle componenti istituzionali del sistema di Protezione civile (ovvero Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali e ARIF), anche e soprattutto dalle associazioni di volontariato.
Sono state 21 le associazioni di Protezione civile della provincia che hanno garantito, su ogni territorio comunale, attraverso una specifica convenzione con la Regione Puglia, lo spegnimento e il pattugliamento, mettendo in campo dal 1° giugno al 15 ottobre, ogni giorno, ben 21 squadre anti-incendio (composte da almeno tre volontari adeguatamente formati e preparati) e un numero pari di mezzi attrezzati.
L’attività di prevenzione, inoltre, ha avuto il suo valore aggiunto nella attività di pronta partenza, voluta dalla Regione Puglia, e nel campo gemellato, promosso dal Dipartimento nazionale di Protezione civile e fatto proprio dalla Regione Puglia. Entrambe queste due attività sono state organizzate e gestite dal Coordinamento provinciale di Protezione civile di Brindisi, ed hanno permesso di monitorare nei mesi di luglio e agosto l’area boschiva più estesa del territorio provinciale, ovvero quella a nord della provincia tra i Comuni di Ostuni, Cisternino e Fasano, comprendendo anche l’area ricadente nel Parco naturale regionale delle Dune costiere.
Alla attività di pronta partenza hanno collaborato 13 associazioni del Coordinamento provinciale, che hanno svolte 800 ore di pattugliamento con 13 mezzi che hanno percorso oltre 15 mila chilometri.
Mentre il campo gemellato, che è stato ospitato presso il PLOT di Montalbano, ha visto all’opera 10 squadre della associazione nazionale ANAI provenienti dalle regioni Lombardia e Toscana, per quasi 600 ore di impiego con 10 mezzi che hanno percorso oltre 10 mila chilometri.
Un lavoro immane svolto dai volontari, che è stato coordinato, in stretto raccordo con la SOUP Puglia, dal PLOT di Montalbano presso la cui sala operativa hanno operato 7 associazioni con 12 volontari per un totale di 600 ore di servizio svolte. Che hanno potuto contare anche del supporto offerto da remoto dalle telecamere per l’avvistamento di incendi attivate negli anni scorsi, grazie a finanziamenti regionali, dai Comuni di Ostuni e Fasano.
Le squadre di pronta partenza e quelle gemellate sono intervenute su 16 incendi (tra cui 2 interventi fuori provincia) effettuando 11 avvistamenti.
L’iniziativa di questa mattina è stata aperta dal saluto, in collegamento da remoto, dell’assessore regionale alla Protezione civile Debora Ciliento, cui è seguita la relazione del presidente del Coordinamento provinciale di Protezione civile di Brindisi, Giannicola D’Amico, e gli interventi della dirigente della Sezione Protezione civile della Regione Puglia, Barbara Valenzano, del comandante provinciale dei Carabinieri Forestali di Brindisi, col. Ruggero Capone, del subcommissario prefettizio vicario del Comune di Ostuni, Angela Barbato, del vicesindaco di Cisternino, Roberto Pinto, dell’assessore alla Protezione civile del Comune di Fasano, Gianluca Cisternino, e del sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria.
Le conclusioni sono state tracciate dal Prefetto di Brindisi Guido Aprea.
Alla iniziativa hanno partecipato i rappresentanti della Protezione civile della Regione Puglia e degli altri Enti componenti il “sistema” di Protezione civile provinciale e locale (dai Vigili del Fuoco, all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia locale, al Gruppo Autonomo Interforze, alla Guardia Costiera) oltre a numerosi rappresentanti delle associazioni di Protezione civile operanti in provincia.
Nell’occasione tra l’altro il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, ha conferito un encomio al responsabile dell’ufficio comunale di Protezione civile, Angelo Decarolis, per il grande lavoro svolto a favore della comunità durante la pandemia del Covid-19.
L’iniziativa si è conclusa con la inaugurazione di un nuovo mezzo operativo di Protezione civile – un fuoristrada Ford Ranger attrezzato – di cui si è dotata la Associazione “Cb Quadrifoglio” di Fasano, grazie ad un progetto cofinanziato dalla Fondazione con il Sud e dal Comune di Fasano oltre che da risorse proprie della associazione - e che sarà messo a disposizione del territorio. A benedire il nuovo mezzo è intervenuto il parroco di Montalbano don Filippo Dibello.
Amatori Pescara- New Virtus Mesagne 64 - 76
Amatori Pescara 1976 - Rossotono New Virtus Mesagne 64 - 76.
19-17, 37-39, 51-57, 64-76.
Amatori Pescara 1976: Al Alosy , Falappi 8, Perella 10, Basta 13, Lisini 9, Druzheliubov 2, Serafini 9, Pucci 3, Di Battista, Petrelli n.e., Tacconelli n.e., Dervishi 9.
All. Ciociola
Rossotono New Virtus Mesagne: Ani 22, Idrissou 7, Montanile n.e., Nicoletti n.e., Arnaldo, Fouce 23, Karabets n.e, Ponziani 5, Aliluiko n.e., Giuri 5, Coppola 12, Bangu 2.
All. Olive
Vittoria di grande carattere per i ragazzi della Rossotono New Virtus Mesagne che espugnano il difficile campo di Pescara con il punteggio di 63 - 76. La preparazione della gara in settimana è stata piuttosto complicata causa febbre di Arnaldo e Montanile che hanno saltato gli ultimi quattro giorni di allenamento, a questo si è aggiunta la febbre in giornata di Bautista Fouce. Nonostante queste difficoltà i ragazzi di Coach Davide Olive hanno trovato una vittoria contro un Pescara mai domo. Una partita equilibrata nei primi due quarti, mentre lo strappo si è avuto nel terzo periodo dove Giuri e compagni hanno alzato i giri in difesa. Mattatori della gara Ani Uchenna 22 punti, Bautista Fouce 23, Gigi Coppola con 12. Come sempre, però, è stato il collettivo e la grande organizzazione a fare la differenza e alla fine arriva la quarta vittoria di fila. Ora due turni consecutivi casalinghi contro Corato e Attila Recanati.
OLIO: COLDIRETTI PUGLIA, CON DAO REGISTRAZIONE DELL’OLIO IMPORTATO PER STANARE I TRAFFICANTI CHE INGANNANO I CITTADINI E DANNEGGIANO GLI AGRICOLTORI
OLIO: COLDIRETTI PUGLIA, CON DAO REGISTRAZIONE DELL’OLIO IMPORTATO PER STANARE I TRAFFICANTI CHE INGANNANO I CITTADINI E DANNEGGIANO GLI AGRICOLTORI; NEI MAGAZZINI OLTRE 7MILA TONNELLATE UE ED EXTRA UE
La registrazione delle movimentazioni dell’olio importato dall’estero rappresenta una novità importante nella lotta alle frodi e nella tutela della filiera olivicola italiana, del reddito degli agricoltori E della salute dei cittadini, quando nei magazzini pugliesi ci sono oltre 7mila tonnellate di oli UE ed Extra UE, secondo i dati dell’ICQRF. Il nuovo Documento di accompagnamento elettronico olivicolo (DAO), che integra il Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) con il Registro telematico dell’olio, punta a rafforzare la trasparenza sui flussi commerciali, rendendo più tempestiva la disponibilità delle informazioni e contrastando chi sfrutta il richiamo all’italianità per commercializzare prodotto straniero. È quanto sottolinea Coldiretti Puglia, che considera la digitalizzazione delle movimentazioni degli oli importati dall’estero uno strumento importante per tutelare il reddito degli olivicoltori e la salute dei cittadini.
La produzione nazionale non copre i consumi interni e l’Italia è quindi un forte importatore di olio – spiega Coldiretti Puglia - destinato sia al consumo interno sia all’esportazione. I numeri fotografano la dimensione del fenomeno, con 300 milioni di litri di produzione nazionale a fronte di 470 milioni di litri di consumi interni, con un deficit di 170 milioni, a cui si aggiungono 371 milioni di litri destinati all’export. Sul fronte delle esportazioni, gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato con il 32,2%, seguiti dalla Germania con il 14% e dalla Francia con il 6,8%, per un valore complessivo pari a 2,8 miliardi di euro. Sul fronte delle importazioni, invece, i principali Paesi di provenienza sono la Spagna con il 56,8%, la Grecia con il 17,5% e la Tunisia con il 14%.
“L’introduzione del documento elettronico rappresenta un passo importante per rendere la filiera più trasparente e rafforzare la lotta alle frodi. Adesso è fondamentale che questi strumenti vengano utilizzati fino in fondo, soprattutto per verificare i quantitativi di olio importato dall’estero che entrano nel circuito commerciale e le giacenze dichiarate dagli operatori. Non possiamo consentire che chi lavora onestamente venga penalizzato dai trafficanti di olio che sfruttano zone d’ombra per alterare il mercato, danneggiando i redditi degli olivicoltori e ingannando i cittadini. Al contempo va avviata un’azione concreta con la Grande Distribuzione Organizzata per classificare in maniera chiara sugli scaffali il vero olio Made in Italy dagli oli UE ed Extra UE, in modo che i cittadini possano scegliere consapevolmente ciò che acquistano”, dichiara Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.
“La trasparenza deve valere per tutti, dall’importazione alla commercializzazione finale. Occorre disporre di un quadro chiaro dei volumi disponibili e delle dinamiche commerciali, evitando che gli olivicoltori diventino ostaggio di strategie opache e che le criticità del mercato ricadano sulle aziende agricole, fino al rischio di vedersi rifiutare il ritiro delle olive. I cittadini hanno diritto a conoscere l’origine e la qualità dell’olio che acquistano, mentre gli agricoltori devono poter competere in condizioni eque, senza subire la concorrenza sleale di chi ricorre a frodi e inganni. Per questo è necessario che gli strumenti di tracciabilità siano accompagnati da verifiche efficaci e da un’azione coordinata delle autorità competenti”, afferma Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
La nuova procedura dovrà contribuire proprio a fare chiarezza sui quantitativi di olio importato dall’estero, sulle giacenze dichiarate nei magazzini e sui prodotti destinati alla vendita – aggiunge Coldiretti Puglia – con l’obiettivo di garantire che l’origine e la qualità dell’olio corrispondano a quanto dichiarato, impedendo che informazioni poco trasparenti diventino uno strumento per alterare il mercato a danno di aziende olivicole e frantoi che lavorano correttamente.
Con la campagna olivicola in corso, diventa urgente fare piena luce sulla situazione dei magazzini e sulla commercializzazione dell’olio nella grande distribuzione organizzata – insiste Coldiretti Puglia - dove particolare attenzione va riservata agli scaffali, per accertare che l’olio extravergine in vendita rispetti quanto riportato in etichetta, dalla provenienza delle olive alla qualità del prodotto. Una garanzia indispensabile per consentire ai cittadini di scegliere consapevolmente e impedire che l’origine italiana venga utilizzata impropriamente come leva commerciale.
Accanto alla digitalizzazione – conclude Coldiretti Puglia - occorre accelerare sull’applicazione delle misure previste dal ColtivaItalia, con 300 milioni di euro destinati all’olivicoltura italiana, e sull’introduzione di tecnologie innovative basate su risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica, attraverso la creazione di una banca dati dedicata. Strumenti che possono rendere più efficace l’individuazione delle anomalie e contrastare le pratiche fraudolente.
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Rubrica a cura di Domenico Ble e Angelo Sconosciuto
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