Redazione

GIRARDO Francesco classe 1993I Carabinieri della Stazione di Mesagne hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, GIRARDO Francesco, 27enne e SCEVOLA Elisa, 25enne, entrambi del luogo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. In particolare, a seguito di un mirato servizio per la repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, i militari operanti con l’ausilio del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (BA) con il cane “One”, hanno proceduto alla perquisizione domiciliare dell’abitazione in uso alla ragazza, dove sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 542 grammi di marijuana, contenuti in un involucro di plastica trasparente occultato nel cestello della lavatrice, nonché vario materiale di confezionamento. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, concluse le formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.

 

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Coronavirus Covid-19: Il testo e le misure urgenti del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Divieto di feste private al chiuso o all'aperto e "forte raccomandazione" a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. E' la novità principale del nuovo dpcm firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza, che sarà in vigore per i prossimi trenta giorni. Ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, quindi potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all'aperto. Torna poi il divieto di gite scolastiche e anche lo stop al calcetto e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale.

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Si è conclusa con una vittoria netta, la prima gara di spareggio per l’accesso al tabellone nazionale di serie B2 tra il CT “Dino De Guido” di Mesagne e il TC Potenza. I ragazzi gialloblù si sono imposti col punteggio di 6 a 0 ed ora, nell’incontro di ritorno, dovranno conquistare un solo incontro per raggiungere una storica promozione.

I primi due incontri di singolare regalavano alla formazione mesagnese già un discreto vantaggio. Infatti, Davide Spina (2.6) si aggiudicava il proprio incontro ai danni di Giacinto Cirenza (3.1) col punteggio di 6-2 6-1. Sull’altro campo, invece, il giovane Simone Pacciolla (2.8) conquistava una vittoria importante quanto sofferta. Opposto a Antonio Lovallo (3.1), giocatore in forma che in stagione si è aggiudicato ben 3 tornei di terza categoria, Pacciolla dopo aver vinto un primo set molto combattuto, ha subito la reazione del suo avversario, ma si è fatto trovare pronto al match tie-break: 7-5 3-6 10/6 il punteggio a suo favore.

Il terzo e quarto punto lo mettevano a segno Vasko Mladenov (2.5) e Peppe Canuto (2.8). Il tennista bulgaro regolava con un 6-3 6-0 il n° 1 potentino, Fausto Tamburrino (2.8); il maestro mesagnese, invece, riusciva a trionfare ancora più nettamente su Vincenzo Marchese (3.4) col punteggio di 6-1 6-0.

Gli incontri di doppio avevano due storie diverse. Infatti, la coppia Mladenov-Spina riusciva a vincere facilmente, 6-1 6-0, contro i potentini Lovallo e Nicola Summa, mentre, l’incontro tra Luigi Pisoni e Antonio Caramia contro la coppia formata da Tamburrino e Cirenza risultava essere molto equilibrata. Infatti, la gara veniva decisa dal tie break decisivo a 10 punti e, ad avere la meglio, era la squadra gialloblù che si imponeva col punteggio finale di 4-6 6-4 10/6.

L’incontro è stato seguito da un nutrito gruppo di soci e appassionati che, attenendosi alle direttive anti covid 19, hanno vissuto le gare con trepidazione. La gara è stata seguita con passione e fermento da tutta la dirigenza, con a capo il presidente Nicola De Guido che si è detto fiducioso per la conquista del sospirato traguardo.

Domenica prossima, sui campi in erba sintetica di Potenza, si terrà la gara di ritorno e, al club capitanato dal maestro Armando Caforio, basterà portare a casa un solo incontro per poter festeggiare la promozione in serie B2.

Intanto, il circolo mesagnese è pronto ad ospitare dal prossimo 15 ottobre lo storico Trofeo “Dino De Guido” giunto alla 38^ edizione, torneo nazionale di terza e quarta categoria maschile e femminile, intitolato ad uno dei fondatori e primo vice presidente dello storico circolo salentino, prematuramente scomparso nel 1976.

circolo tennis squadra serie c

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Chiarissimo Presidente Emiliano,

preliminarmente, interpretando il diffuso sentimento del mondo del Trasporto Pubblico Locale pugliese, Le esprimo e Le rinnovo i più fervidi auguri di proficuo lavoro nell’interesse della nostra comunità regionale che ha, con convinzione, rinnovato la fiducia nella Sua azione di governo, innanzitutto a tutela della salute di tutti i cittadini.

             

            E’ proprio a margine del quotidiano bollettino Covid-19 del 7 ottobre 2020 che Ella, apprezzabilmente, ha dichiarato che è necessario fare in modo che il trasporto scolastico possa essere ‘meno stressato, ipotizzando anche orari delle lezioni sfalsati’, e sottolineando come -purtroppo- non siano stati stanziati i fondi economici necessari per procedere al rafforzamento del sistema di tpl scolastico per incrementarlo rispetto ai livelli esistenti prima della crisi pandemica.

            C’è da constatare, quindi, come Ella ha correttamente evidenziato, che, nonostante la ridotta capienza dei mezzi all’80% rispetto alla loro omologazione e nonostante ci sia la necessità di alleviare quanto più possibile il pericolo dell’assembramento a bordo dei mezzi pubblici per scongiurare il contagio da Covid-19, l’anno scolastico è iniziato senza un preciso indirizzo rispetto alle ‘misure di sistema’ indicate nell’allegato 9 al DPCM del 26/4/2020, che erano previste come conditio sine qua non per poter ‘spalmare l’ora di punta’ di studenti e pendolari, diversificando gli orari di ingresso ed uscita di uffici, fabbriche e scuole lungo tutto l’arco della giornata, così consentendo l’afflusso di un numero di passeggeri proporzionato alla ridotta capacità degli stessi mezzi.

            D’altro canto, nonostante le insistenti e quotidiane prospettazioni che abbiamo espresso con le nostre rappresentanze associative datoriali ASSTRA, ANAV, AGENS immediatamente dopo la riapertura post lockdown di giugno, la strutturale mancanza di risorse del nostro sistema economico nazionale non ha consentito di stanziare con tempestività le risorse da destinare all’acquisto dei mezzi necessari ed indispensabili per fare fronte, dignitosamente, alle criticità del trasporto degli studenti per l’inizio del corrente anno scolastico.

            In buona sostanza, nonostante la consapevolezza di dover necessariamente adottare idonee misure organizzative a livello centrale e periferico per ripensare il sistema lavorativo e scolastico, e nonostante la consapevolezza della insufficienza dei mezzi pubblici a disposizione del trasporto scolastico per fronteggiare la identica domanda degli anni scorsi a capacità di riempimento ridotta all’80%, si deve constatare che a quelle dichiarate necessità non sono seguite idonee e tempestive disposizioni di indirizzo e di investimenti.

            Il risultato di tali inerzie è -purtroppo- sotto gli occhi di tutti. Ogni giorno, in ogni parte d’Italia, non solo in Puglia, si levano le proteste di studenti e genitori per le condizioni ‘poco rassicuranti’, ancorché a norma di legge, con cui si svolge il trasporto degli studenti nei diversi bacini provinciali verso i plessi scolastici ubicati soprattutto nelle città capoluogo.

            A tali problematiche nella nostra Provincia di Brindisi abbiamo cercato di ovviare per tempo alle sicure difficoltà che immaginavamo di dover affrontare, ‘a mani nude’, così come poi si è puntualmente verificato e come testimoniano anche le Sue autorevoli parole nel bollettino COVID-19 del 7 ottobre u.s..

            Sin dallo scorso mese di giugno, infatti, lo scrivente, con la struttura dirigenziale della nostra azienda, di intesa con il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Brindisi e i suoi dirigenti, ha sollecitato e promosso una serie di incontri periodici con tutti i Dirigenti scolastici della Provincia al fine di individuare gli strumenti idonei alla risoluzione delle problematiche Covid-19 inerenti alle esigenze di mobilità della nostra popolazione scolastica.

            La principale iniziativa concordata, ed attuata sin dal primo giorno di scuola, tra i dirigenti scolastici e le aziende di trasporto che operano nel bacino della provincia (STP Brindisi e FSE) è proprio riferita alla differenziazione degli orari di inizio delle lezioni presso gli istituti scolastici superiori con l’individuazione di due differenti fasce orarie: la prima tra le ore 8:00 e le ore 8:20 e la seconda tra le ore 9:00 e le ore 9:20. In virtù di tanto l’inizio delle lezioni è stato fissato per il 70% degli studenti sulla prima fascia oraria e per il restante 30% sulla seconda fascia.

Tanto abbiamo deciso in virtù della previsione dell’allegato 9 al DPCM 26 aprile 2020 in base alla quale ‘Tali misure (‘di sistema’) vanno modulate in relazione alle esigenze del territorio e al bacino di utenza di riferimento’, trovando grande disponibilità nei Dirigenti scolastici della nostra provincia che hanno accettato con grande professionalità e sacrificio di coordinare la redazione dei propri piani scuola con la programmazione degli esercizi delle due imprese di trasporti.

Come potrà facilmente immaginare, tale risultato è stato il prodotto di diversi incontri anche estivi, sia collettivi presso la sede provinciale sia individuali tra i singoli dirigenti scolastici e i funzionari delle aziende, resi possibili solo grazie alla grande abnegazione degli attori protagonisti che hanno aggiunto tale attività di ‘sperimentazione’ a quella ordinaria ed emergenziale delle proprie delicate funzioni.

Ebbene, Signor Presidente, nel più recente ed ultimo incontro tenutosi lo scorso 6 ottobre nel nostro percorso di work in progress, quindi dopo quasi due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, tale modello di organizzazione del TPL scolastico provinciale ha presentato alcune criticità che i nostri Dirigenti scolastici hanno principalmente indicato: 1) nella esigenza di modificare alcuni orari delle corse di rientro per renderli maggiormente rispondenti alle esigenze della popolazione scolastica; 2) nella necessità di integrazione ed implementazione delle corse al momento effettuate in base ai contratti (ed ai corrispettivi) in essere tra l’Ente pubblico e le aziende di trasporti, in particolare dalla città capoluogo verso i comuni della provincia nella fascia oraria delle ore 15:00 al fine di garantire più idoneo rientro di tutti gli studenti per i quali l’orario di ingresso è posticipato alle ore 9:00.

Per quanto attiene alla modifica degli orari sono state immediatamente avviate le opportune verifiche dei nostri funzionari volte al possibile accoglimento delle richieste pervenute mentre, in relazione alla richiesta integrazione ed alla implementazione delle corse della fascia pomeridiana, è in corso intensa interlocuzione e corrispondenza tra l’azienda, la Provincia di Brindisi e l’Assessorato ai trasporti della Regione Puglia atteso che, come riportatoci anche dal nostro Consigliere Regionale Maurizio Bruno, sono in itinere le procedure per finanziare proprio le corse aggiuntive necessarie in tutta la regione.

Come spero di aver reso evidente con questa mia, gentile Presidente, il quotidiano lavoro di tutti i soggetti interessati alla risoluzione della problematica in oggetto non conosce soste e prevede ulteriori momenti di approfondimento al fine di fornire il servizio di trasporto scolastico più efficiente possibile con gli uomini, i mezzi e le risorse che verranno messe a disposizione.

Proprio in questa fase di sinergico work in progress sul tema da Ella richiamato della necessità di procedere alla differenziazione degli orari di inizio delle lezioni anche presso gli altri bacini territoriali della nostra Regione, colgo l’occasione per invitarLa a Brindisi per partecipare ad un incontro alla presenza del nostro Presidente della Provincia Riccardo Rossi, che costantemente ha presieduto le varie assemblee via via svoltesi, nonché dei Dirigenti scolastici e dei Sindaci del territorio, per poterLe illustrare il Modello/Sistema che siamo riusciti a sviluppare ed adottare con il coordinamento dei piani scuola dei singoli Istituti e dei programmi di esercizio delle aziende di TPL e per rappresentarLe le problematiche tuttora esistenti e le relative possibili correzioni.

Peraltro, in considerazione delle nuove misure di contenimento del contagio che il Governo nazionale si appresta ad adottare nelle prossime ore, con tutta probabilità si ridurrà ulteriormente la capienza dei mezzi pubblici, rendendo impossibile trasportare degnamente tutti gli studenti pendolari.

Al fine di garantire il proseguimento dell’anno scolastico corrente in condizioni di accettabile sicurezza, si rende necessario, quindi, anche da parte delle Regioni adottare di concerto con i Dirigenti scolastici le misure necessarie, ipotizzando una quota di Didattica a Distanza rispetto alla totalità della popolazione studentesca, atteso che è impossibile per il sistema Italia raddoppiare con un colpo di bacchetta magica il numero dei mezzi pubblici e degli autisti delle Aziende di trasporto.

Le sia di conforto la circostanza che proprio nella odierna mattinata funzionari regionali hanno potuto verificare il rispetto delle norme anti COVID a bordo degli autobus in servizio sulla tratta che da Mesagne assicura il trasporto degli studenti verso Brindisi. Ciò, potrà comprendere, costituisce motivo di orgoglio per tutti i lavoratori della STP Brindisi e, ritengo, per tutta la Comunità brindisina.

Personalmente ritengo, Signor Presidente, che per recuperare il ritardo sin qui accumulato solo la tempestività delle decisioni sulla base delle esperienze migliori può aiutare l’intero sistema sociale ed economico a non soccombere andando inesorabilmente verso una nuova chiusura totale di tutte le attività produttive. 

E’ per tali ragioni che confido in un positivo riscontro, ospitandoLa qui a Brindisi, pur nella consapevolezza dei numerosissimi impegni che in questa fase storica Ella è chiamato ad adempiere.

Le invio i miei più cordiali saluti e Le auguro ancora un proficuo lavoro.

Avv. Rosario Almiento – Presidente STP Brindisi

 

 

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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi lunedì 12 ottobre 2020 in Puglia, sono stati registrati 2.433 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 136 casi positivi: 114 in provincia di Bari, 24 nella provincia BAT, 4 in provincia di Foggia, 4 in provincia di Lecce, 7 in provincia di Taranto, (17 casi residenti fuori regione sono stati riclassificati e riattribuiti).

Sono stati registrati 6 decessi: 2 in provincia di Bari, 3 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Taranto.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 456.383 test.

5142 sono i pazienti guariti.

3913 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 9.669, così suddivisi:

3.903 nella Provincia di Bari;

896 nella Provincia di Bat;

803 nella Provincia di Brindisi;

2367 nella Provincia di Foggia;

893 nella Provincia di Lecce;

730 nella Provincia di Taranto;

75 attribuiti a residenti fuori regione (17 casi riclassificati e riattribuiti)

2 provincia di residenza non nota.

 

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Via libera all’ingresso di 18mila lavoratori stagionali extracomunitari con la presentazione delle domande telematiche che potranno essere inviate fino al 31 dicembre utilizzando il sistema disponibile sul sito del Ministero dell’Interno. A renderlo noto è la Coldiretti nel sottolineare gli effetti del decreto flussi 2020 del Viminale, pubblicato in Gazzetta ufficiale, particolarmente rilevanti per combattere la carenza di lavoratori stagionali stranieri in agricoltura frenati anche dai vincoli alle frontiere e dalla quarantena.

Il provvedimento è importante per il lavoro nelle campagne in autunno che – sottolinea la Coldiretti – è uno dei momenti più delicati dell’intera annata agraria, con le attività di raccolta in pieno svolgimento, e molte imprese che rischiano di trovarsi a ranghi ridotti i proprio nella fase più calda della vendemmia e della raccolta delle olive e della frutta.

Si tratta di una opportunità che – precisa la Coldiretti – consente di garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole italiane grazie al coinvolgimento temporaneo spesso delle medesime persone che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese. Una esigenza che va accompagnata – continua la Coldiretti – da misure per favorire l’accesso al lavoro degli italiani come l’introduzione di voucher semplificati per consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.

Il decreto – spiega la Coldiretti - riguarda ingressi di cittadini non comunitari per lavoro subordinato stagionale impegnati nei settori agricolo e turistico alberghiero di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.

L’importante novità fortemente sollecitata dalla Coldiretti è la previsione di 6.000 unità di quote di ingresso riservate alle Associazioni di categoria per i propri associati che si avvalgono per l’invio delle istanze delle associazioni stesse, a norma delle previsioni del primo comma dell’art. 24 del T.U. immigrazione.

Il Decreto flussi – precisa la Coldiretti - arriva peraltro in occasione dell’annuncio della riduzione dei tempi di quarantena a dieci giorni, sulla base delle ultime evidenze scientifiche, particolarmente importante per i lavoratori provenienti dall’estero. Nel 2020 – continua la Coldiretti - si sono praticamente ridotti di circa 1/3 i lavoratori stranieri nelle campagne italiane a causa dalle misure di sicurezza anti contagio, del lockdown e dai necessari vincoli posti alle frontiere ai braccianti dall’estero che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese. L’assenza dei lavoratori stranieri ha messo in grave difficoltà le campagne dove – conclude la Coldiretti – si è registrato un crollo record del 7% delle ore lavorate in agricoltura secondo gli ultimi dati divulgati dall’Istat relativi al secondo trimestre 2020.

Una nota della Prefettura di Bari indirizzata al Comune di Mesagne nei giorni scorsi, informa l’Ente circa l’assegnazione di un contributo destinato ad azioni di prevenzione e contrasto del maltrattamento degli animali. La comunicazione giunge a seguito dell’istruttoria fornita dal comando di Polizia Locale di Mesagne, inoltrata alla Prefettura dal comandante e responsabile del settore Randagismo, dott. Teodoro Nigro.

 
“Tra le iniziative che potranno essere finanziate – ha spiegato il sindaco Toni Matarrelli – ci sono le prestazioni di lavoro straordinario del personale impegnato nei controlli e l’acquisto di strumenti per migliorare gli interventi a tutela degli animali”. I fondi disponibili sono stati previsti nell’ambito del Fondo Unico Giustizia dal ministero dell’Interno per finanziare le progettualità in ambito comunale relative alla lotta al randagismo. 
 
I contenuti della circolare erano stati approfonditi lo scorso 16 settembre nella riunione della conferenza regionale convocata dalla Prefettura di Bari. “In quell’occasione – dichiara il consigliere comunale con delega al randagismo, Vincenzo Carella - è stato stabilito che la quota di finanziamento disponibile per ciascuna provincia pugliese sarebbe stata di circa 18mila euro; di questi, 5.100 euro sono stati destinati a Mesagne, tra i 4 comuni brindisini che ne beneficeranno, e che acquisirà la forma massima di contributo prevista”.

“Il deposito dei reperti storici del Comune di Mesagne andrebbe spostato in altra sede per liberare l’attuale locale e dedicarlo all’allestimento di mostre”. A chiederlo, con una nota inviata al sindaco Toni Matarrelli, è stato un gruppo di artisti che ha proposto di rivoluzionare un po' l’attuale pianificazione della gestione del museo a favore del mondo dell’associazionismo, del volontariato e dell’arte. Il locale in questione ha l’affaccio su via Guglielmo Marconi, lato villa comunale, e in passato è stato utilizzato per mostre e altri eventi. Poi da quando la Soprintendenza ai Beni archeologici ha disposto il ritorno dei reperti storici conservati a Egnazia presso la loro naturale sede il Comune ha dovuto trovare una struttura idonea ad accogliere l’enorme patrimonio culturale. Solo che per farlo, non avendo altre sedi da adibire a deposito, ha dovuto sacrificare la grande sala mostre. Questa struttura, inoltre, era idonea per i disabili poiché non aveva barriere architettoniche. Al contrario dei torrioni del castello che, quando ospitano rassegne, non possono essere fruiti dai diversamente abili poiché hanno delle barriere architettoniche insormontabili.

Ma c’è un altro problema nell’attuale deposito dei reperti. Secondo alcuni, infatti, vi sarebbero dei ratti che gironzolano di qua e di là. Per non parlare di alcuni reperti che si troverebbero in uno stato strutturale discutibile. Insomma, avrebbero bisogno di un restyling che possa assicurare loro la sopravvivenza. Nel deposito, infatti, c’è un piccolo laboratorio di restauro che potrebbe essere utilizzato per ristrutturare gli antichi manufatti. Però non c’è nessun dipendente specializzato a poterlo utilizzare. Un qui pro quo su cui l’Amministrazione comunale dovrebbe fermarsi a riflettere per pianificare una gestione maggiormente oculata della conservazione dei reperti al fine di lasciare libera la grande sala mostre. A gestire le sorti della biblioteca, museo e castello c’è il funzionario Alessia Galiano, archeologo e valente studiosa dell’arte. “Al momento il Comune non dispone di altro locale idoneo dove pensare poter spostare il nostro patrimonio dei reperti storici – ha spiegato l’esperta – in ogni modo questo argomento sarà affrontato con il sindaco Matarrelli che è ben disposto a trovare una soluzione che possa coniugare le richieste”.

 

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Europa Verde Brindisi contrari al sito di Costa Morena Est, ma favorevoli alla costruzione di un deposito costiero di Gnl. Il territorio brindisino è stato per anni martoriato dall’attività delle industrie pesanti e inquinanti, oltre che sottoposto a costante ricatto occupazionale. Si impone quindi una riflessione sul destino economico della città e sullo sviluppo del porto, area strategica di rilancio economico di Brindisi e non solo. Trattandosi di decidere quale città lasceremo in eredità alle future generazioni, tale riflessione progettuale deve coinvolgere, oggi più che mai, tutta la cittadinanza e beneficiare del tempo necessario per le opportune valutazioni di concerto con tutti gli attori coinvolti.

Non riusciamo quindi a comprendere le reali intenzioni del consigliere regionale Fabiano Amati, quando nel suo comunicato stampa riporta che per lui “un mese sia sufficiente per indicare un'alternativa tecnicamente plausibile” per una locazione alternativa. Il consigliere Amati farebbe bene a dare seguito alla sua propaganda elettorale quando proclamava a piena voce la volontà di lavorare per lo sviluppo della Regione Puglia coinvolgendo tutte la parti sociali ed economiche interessate nei progetti di sviluppo che ha intenzione di portare avanti nei prossimi cinque anni di governo, con la promessa di prestare anche attenzione verso la tutela ambientale e sociale delle popolazioni coinvolte più direttamente.

Noi di Europa Verde Brindisi non siamo contrari all'uso di Gas Naturale Liquefatto come carburante per il trasporto marittimo, perché si tratta di un combustibile relativamente economico e pulito. Il GNL offre, infatti, numerosi vantaggi rispetto al diesel in termini di riduzione delle emissioni in atmosfera: assenza di emissioni di anidride solforosa (SOx), riduzione del 25% circa delle emissioni di anidride carbonica (CO2), dell’85% circa delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e del 95% circa delle emissioni di particolato (PM). Tuttavia, riteniamo che il deposito costiero di GNL proposto dalla società Edison S.p.A non debba essere costruito nel sito di Costa Morena Est, ma in luogo più adatto. Europa Verde Brindisi ritiene valide e oculate, e appoggia convintamente le osservazioni espresse dalle associazioni Italia Nostra, Legambiente, Medici per l’ambiente, No al carbone, Salute Pubblica e WWF, ovverosia che “la costruzione di detto deposito priverebbe il porto di Brindisi di una banchina operativa, oltretutto infrastrutturata, causando un gravissimo danno alla portualità. Oltre ad occupare ampi spazi alla radice del piazzale commerciale della banchina, questa sarebbe inibita del tutto ad altro uso, precludendo qualsiasi traffico futuro” anche in vista del piano relativo alla Zona Economica Speciale (ZES). Infatti, grazie a cospicui investimenti pubblici, il porto di Brindisi sarà, al termine dei lavori di raccordo alla rete ferroviaria, uno dei pochi a permettere l'interscambio di merci tra nave e treno con un notevole risparmio di tempo per il trasporto dei beni, che in poche ore si sposterebbero tra il cuore del Mediterraneo e il centro/nord dell'Europa. Probabilmente il consigliere Amati ignora queste opportunità di sviluppo della zona portuale che porterebbe a maggiori benefici in termini sia occupazionali, sia economici e, di conseguenza, sociali del territorio.

Del resto, resta ancora sconosciuto il piano di sicurezza del progetto di Edison S.p.A. per la realizzazione del deposito nell’area individuata, dato che la banchina di Costa Morena Est si trova in piena area industriale e dista pochi chilometri in linea d'aria dai quartieri abitati Perrino, Centro e Casale.

L'aver escluso cittadini, comitati e associazioni dalla partecipazione alla presentazione del progetto manifesta chiusura verso le istanze del territorio. Noi di Europa Verde Brindisi crediamo in una reale politica partecipata e difendiamo la presenza dei cittadini in tutte le manifestazioni pubbliche, soprattutto se riguardano il futuro della città.

 

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Stato di emergenza per avverse condizioni meteorologiche. ORDINANZA STATO DI EMERGENZA PER AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE - ATTIVAZIONE DEL CENTRO OPERATIVO COMUNALE (C.O.C.) PER LA PIANIFICAZIONE DI EMERGENZA, A PARTIRE DALLE ORE 20.00 DI DOMENICA 11/10/2020 FINO A NUOVE COMUNICAZIONI DA PARTE DELLA PROTEZIONE CIVILE.

Seguente evento “Precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati moderati. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.” dichiarando, in funzione di un allerta ARANCIONE e di un Rischio atteso Idrogeologico, Idrogeologico per temporali, la fase operativa di Attenzione. 

Le singole funzioni, nell'ambito delle proprie competenze, si attiveranno per il coinvolgimento immediato di tutti gli organi preposti interessati, delle forze dell'ordine e delle associazioni di volontariato, opportunamente informando il Capo dell'Amministrazione. Le stesse funzioni, inizialmente attivate dai singoli responsabili anche in assenza di fenomeni rilevanti mantenendo la reperibilità del personale, alla luce delle effettive esigenze nascenti dall'eventuale stato di emergenza ed allo scopo di fronteggiare al meglio i rischi ad esso connessi, potranno essere incrementate di ulteriori risorse umane da cercare tra il personale comunale tutto.

 

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