Mesagne. Dopo il lockdown ritorna la Fiera Medievale franca

Settembre 22, 2021 1621
Il professor Marcello Ignone nelle vesti di Federico II Il professor Marcello Ignone nelle vesti di Federico II

L’importante rievocazione storica della “Fiera Medievale Franca” ritorna, dopo un anno di sospensione a causa della pandemia. L’evento, che si svolgerà il 25 e il 26 settembre 2021, è organizzato dal gruppo storico “Città di Mesagne” e dal laboratorio sartoriale “Meghy Costumes d’Epoque”, con il patrocinio del Comune di Mesagne. Inoltre, la “Fiera Medievale Franca” è stata inserita dal ministero per i Beni e le Attività Culturali tra le cento manifestazioni storiche di interesse nazionale.

Con i mercenari d’Oriente, i monaci guerrieri, i mercanti del conte Ruggero, l’Ordo Cavalieri Termole, il gruppo rievocatori delle torture medievali, gli armigeri medievali dell’Opus Milites, il gruppo tamburi del barone Freganius, i falconieri Antaga, il borgo della città si trasformerà per due giorni in un accampamento medievale con mercanti, giullari, danzatori, falconieri, soldati mercenari, incantatori di serpenti, mangiafuoco, giocolieri, strumenti di guerra e di tortura, banco del conio della moneta. Il ruolo dell’imperatore Federico II° è affidato all’attore e conduttore televisivo Beppe Convertini, che assisterà allo spettacolo finale della scacchiera vivente in piazza Orsini del Balzo.

La “Fiera Medievale Franca” rievoca una delle tante ed antiche fiere, nate in origine da feste religiose e dagli inevitabili mercati che ne scaturivano; questi mercati, con la crescita dei commerci e lo sviluppo demografico, finirono per divenire qualcosa di più di un locale mercato di sussistenza, buono per alimentare le finanze dei signori feudali ed ecclesiastici e molto meno quelle dello stato. Attorno al 1223, Federico II° (1194-1250), con l’intento di consolidare il potere statale e preoccupato dell’aumento dei prezzi, puntò a rafforzare il commercio promuovendo le fiere nel Regno di Sicilia, già presenti nel nord Europa e nel resto della penisola italica sin dalla fine dell’XI secolo, grazie anche alle Crociate e ai rapporti con l’Oriente. Il sovrano svevo concesse fiere annuali di più giorni, autorizzando esenzioni dai dazi e lo svolgimento di giochi normalmente proibiti. In verità, non abbiamo documenti “realistici”, non normativi, riguardanti le fiere, mentre si hanno maggiori precisazioni sul commercio fieristico a partire dagli anni 1230-1235. La “Fiera Medievale Franca” è, quindi, una celebrazione storica rievocativa di ampio respiro che si prefigge di riscoprire le atmosfere create nei vicoli antichi di Mesagne da re e regine, principi e principesse, dame e cavalieri, giullari e incantatori, soldati e mercanti di un tempo che fu.

Mesagne beneficiava, come altri Comuni, del privilegio reale della “fiera franca”, una concessione del sovrano di sospendere, per il periodo fieristico, ogni autorità reale; era il comune ad occuparsi dell’amministrazione della giustizia, della sorveglianza dei pesi e delle misure, delle tasse e della riscossione dei tributi. Dalle notizie storiche arrivate fino a noi, sappiamo che Mesagne contava cinque fiere e sei edizioni: la fiera di sant’Angelo (due edizioni: maggio e fine settembre); la fiera di tutti i Santi (o “fiera del cappotto”, terza domenica di novembre); la fiera di san Paolo (gennaio); la fiera di san Lorenzo (agosto); la fiera di san Vito (luglio). Oggi sopravvive solo la “fiera del cappotto”.

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