Mesagne. La Cooperativa Terra Viva evita l'interdittiva antimafia: per un anno sotto controllo prefettizio
Per la cooperativa sociale Terra Viva di Mesagne si apre un anno sotto osservazione, ma la strada verso la piena riabilitazione sembra tracciata. La Prefettura di Brindisi ha infatti scelto di non confermare la linea dura e di applicare alla società la prevenzione collaborativa, misura prevista dall'articolo 94-bis del Codice antimafia, che sostituisce l'interdittiva con un periodo di vigilanza stretta. Il caso era esploso lo scorso 21 marzo 2026, quando la commissaria straordinaria del Comune di Mesagne, Maria Antonietta Olivieri, aveva disposto la revoca dell'affidamento alla cooperativa a seguito dell'interdittiva emessa dall'ufficio territoriale del Governo. Da allora la società ha avviato un confronto serrato con le istituzioni per chiarire la propria posizione. Decisivo, nella fase di aggiornamento del procedimento, il contraddittorio. La cooperativa, assistita dall'avvocatessa Egle Tatiana Ignoni, ha presentato osservazioni e una memoria difensiva e ha ottenuto che il presidente Sergio Guarini fosse sentito direttamente in Prefettura, al cospetto del Gruppo Interforze Antimafia. Vagliati gli atti e le argomentazioni difensive, i funzionari hanno ricostruito un quadro diverso da quello iniziale. Le criticità emerse sono state lette come l'effetto di un'agevolazione soltanto occasionale, non come il segnale di un'impresa ormai irrimediabilmente inquinata. Una valutazione che ha aperto la porta allo strumento più morbido, concepito proprio per le realtà ancora recuperabili. Per dodici mesi Terra Viva dovrà ora attenersi a precisi doveri: riorganizzare i propri assetti interni, garantire flussi costanti di informazioni agli organi di controllo e accettare un monitoraggio continuo. Gli effetti dell'interdittiva restano nel frattempo superati, e l'attività può proseguire. La partita si chiuderà alla scadenza del periodo. Se gli accertamenti confermeranno che l'agevolazione è cessata e che non vi sono stati nuovi tentativi di infiltrazione, la cooperativa otterrà l'informazione antimafia liberatoria e tornerà a essere iscritta nella Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia. Guarini e la società hanno accolto il verdetto con rispetto, promettendo massima collaborazione con la Prefettura e puntuale osservanza delle prescrizioni. Va ricordato, infine, che il provvedimento ha natura esclusivamente amministrativa e preventiva: non rappresenta un accertamento di responsabilità penale a carico di alcuno.
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