Maribrin, la Prefettura si impegna a riaprire il confronto
Toraldo (FLAI CGIL Brindisi): «Ora l'azienda dia risposte concrete. Dobbiamo salvaguardare quattro posti di lavoro e restituire certezze alle famiglie»
La Prefettura di Brindisi si è impegnata a favorire la riapertura del confronto sulla vertenza Maribrin Srl, anche attraverso il coinvolgimento del sindaco di Brindisi, per individuare possibili soluzioni alla situazione occupazionale di quattro lavoratori rimasti senza contratto dalla fine dello scorso giugno. È questo l'esito dell'incontro svoltosi lunedì 26 ottobre, al termine del presidio sindacale organizzato dalla FLAI CGIL Brindisi davanti alla sede dell'azienda.
I quattro lavoratori storici a tempo determinato, che negli anni hanno garantito oltre 250 giornate lavorative annue, attendevano una possibile riassunzione nel mese di settembre, sulla base delle rassicurazioni ricevute dalla società. Una prospettiva che non si è concretizzata, prolungando una condizione di incertezza che pesa sul loro futuro e su quello delle rispettive famiglie.
La vertenza riguarda non soltanto la salvaguardia occupazionale, ma anche l'organizzazione del lavoro, la sicurezza e la valorizzazione delle professionalità maturate all'interno dello stabilimento ittico brindisino.
Secondo quanto segnalato dalla FLAI CGIL, dopo la scadenza dei contratti, per circa due mesi la gestione ordinaria di almeno dieci vasche e di circa un migliaio di pesci sarebbe stata affidata a un solo lavoratore neoassunto, mentre in precedenza l'attività era organizzata attraverso tre turni. Una situazione che, secondo il sindacato, solleva interrogativi sull'adeguatezza dell'organizzazione del lavoro, sulla sicurezza degli addetti e sulla corretta gestione del ciclo produttivo.
Un ulteriore elemento della controversia riguarda l'impiego, per alcune operazioni di preparazione e trasferimento degli avannotti, di personale proveniente da Panittica Italia, società della stessa proprietà con sede a Fasano, ma con una distinta partita IVA. Secondo la FLAI CGIL, queste attività potrebbero essere affidate prioritariamente ai lavoratori storici di Maribrin, consentendo loro di aumentare le giornate lavorative e quelle utili ai fini previdenziali.
«Parliamo di lavoratori che conoscono lo stabilimento, le vasche e il ciclo produttivo e che per anni hanno contribuito al funzionamento dell'azienda - dichiara Gabrio Toraldo, Segretario generale della FLAI CGIL Brindisi -. Chiediamo chiarezza sulle modalità e sulle ragioni dell'impiego di personale proveniente da un'altra società, mentre quattro lavoratori del sito brindisino restano senza contratto. Occorre garantire un'organizzazione adeguata alle esigenze produttive, alla sicurezza e alla tutela dell'occupazione».
La richiesta sindacale non riguarda una stabilizzazione a tempo indeterminato, ma il riconoscimento di una continuità occupazionale di almeno 180 giornate lavorative all'anno, per garantire reddito, diritti previdenziali e sicurezza economica alle famiglie, evitando la dispersione di competenze professionali costruite negli anni.
La FLAI CGIL ritiene inoltre necessario chiarire gli investimenti e i finanziamenti ottenuti dall'azienda, la loro destinazione e il rapporto con le prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento. Per il sindacato è indispensabile conoscere il progetto industriale previsto per il sito brindisino e verificare come conciliare le esigenze dell'impresa con la salvaguardia dei livelli occupazionali.
A rendere ancora più difficile la situazione è stata, secondo la FLAI, la mancanza di interlocuzione con la proprietà, nonostante le ripetute richieste ufficiali di incontro avanzate dall'organizzazione sindacale. La mobilitazione del 26 ottobre è stata quindi finalizzata a richiamare l'attenzione delle istituzioni e a sollecitare un intervento concreto per riaprire il dialogo.
Al termine del presidio, una delegazione della FLAI CGIL è stata ricevuta presso la Prefettura di Brindisi dal Capo di Gabinetto. Nel corso dell'incontro sono state illustrate le ragioni della vertenza e rappresentata la necessità di coinvolgere tutti i soggetti interessati nella ricerca di una soluzione condivisa.
La Prefettura ha assicurato il proprio impegno a favorire un percorso di confronto, anche attraverso il coinvolgimento del sindaco di Brindisi, per verificare la possibilità di un'interlocuzione diretta con l'azienda.
«Consideriamo positivamente la disponibilità manifestata dalla Prefettura, ma adesso occorre trasformare questo primo risultato in iniziative concrete - sottolinea Toraldo -. Chiediamo che l'azienda si assuma le proprie responsabilità, riapra il confronto e chiarisca quali prospettive occupazionali intenda offrire ai quattro lavoratori. Le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi non possono rimanere senza seguito».
Per la FLAI CGIL è indispensabile che il confronto affronti tutte le questioni aperte, dalle modalità di impiego del personale all'organizzazione produttiva, fino alle prospettive industriali e occupazionali. L'obiettivo è individuare soluzioni praticabili che consentano ai quattro lavoratori di tornare a svolgere la propria attività, valorizzando l'esperienza acquisita e garantendo la continuità del lavoro.
«Dietro questi quattro posti di lavoro ci sono persone e famiglie che da mesi attendono risposte - prosegue Toraldo -. Non chiediamo dichiarazioni di principio, ma un confronto serio e responsabile. Non vogliamo alimentare uno scontro con l'azienda. Vogliamo trovare una soluzione che tuteli i lavoratori senza disperdere un patrimonio di professionalità importante per la stessa attività produttiva. Il lavoro rappresenta una condizione essenziale di dignità e sicurezza sociale e non può essere lasciato in sospeso a tempo indeterminato».
La FLAI CGIL Brindisi continuerà a seguire gli sviluppi della vertenza, sollecitando il coinvolgimento delle istituzioni e la disponibilità della proprietà a individuare una soluzione. Il rischio, in assenza di risposte, è che quattro lavoratori con una lunga esperienza siano costretti a cercare altrove il proprio futuro, con la conseguente perdita di competenze che hanno contribuito negli anni al funzionamento dello stabilimento.
«Il presidio e l'incontro in Prefettura rappresentano un primo passo, non la conclusione della vertenza - conclude Toraldo -. Non ci rassegniamo all'idea che quattro lavoratori debbano pagare il prezzo di una situazione ancora irrisolta senza che siano stati esperiti tutti i tentativi per garantire loro una prospettiva occupazionale. Continueremo a sostenerli e a chiedere responsabilità, dialogo e risposte concrete. Il lavoro e la dignità delle persone devono rimanere al centro di ogni scelta».
Brindisi 27.10.2026
Gabrio Toraldo
Segretario generale
Flai-Cgil Brindisi
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