Abusi edilizi in una struttura ricettiva, il Comune di Mesagne ordina la demolizione

Settembre 11, 2026 356

Il Comune di Mesagne ha ordinato la demolizione per una serie di opere abusive realizzate senza permesso di costruire in una struttura ricettiva. Tutto nasce da un sopralluogo del 21 luglio scorso, condotto da un dispositivo interforze insolito per un controllo edilizio: personale dell'Urbanistica comunale, agenti del Commissariato di Polizia di Stato, tecnici del Sian dell'Asl di Brindisi e ispettori della Polizia Municipale, segno che dietro le irregolarità si celavano anche profili igienico-sanitari. Numerose le difformità accertate rispetto al progetto autorizzato: una scala esterna mai realizzata e l'altra spostata rispetto alla posizione prevista, con chiusura del corridoio che ha creato quasi 10 metri quadrati di superficie coperta in più, compromettendo areazione e illuminazione dei vani della zona notte. Al posto di un pergolato è spuntata una struttura in metallo e plexiglass di oltre 35 metri quadrati; il muro perimetrale della piscina risulta più vicino al fabbricato di due metri rispetto al progetto, senza la prevista struttura frangisole; sul prospetto ovest è stata aperta una finestra non autorizzata, e un vano tecnico viene usato come lavanderia. Contestate anche la pavimentazione esterna, realizzata in gres non drenante anziché con il materiale autobloccante previsto, un'ulteriore copertura di 25 metri quadrati sul terrazzo al primo piano, una tettoia fotovoltaica di quasi 60 metri quadrati adibita a parcheggio auto e un manufatto con docce per la piscina collegato a un impianto solare termico. Il capitolo più corposo riguarda il piazzale esterno, ampliato sia verso est, fino al campo da calcetto, inglobando anche un'area boschiva, sia verso nord, dove è stata realizzata una zona giochi per bambini, il tutto con pavimentazione non drenante difforme dai titoli edilizi. Segnalata inoltre la persistenza di un piccolo manufatto che, in base a una sanatoria del 2022, avrebbe già dovuto essere abbattuto. Per il secondo fabbricato del complesso, destinato secondo il titolo a deposito, docce e spogliatoi, è stato accertato un uso improprio: il portico è diventato un angolo bar con bancone, frigorifero, macchina del caffè e registratore di cassa, mentre i locali deposito ospitano scaffali per alimenti e bevande. Avviato il procedimento lo scorso 5 agosto, i proprietari hanno presentato una memoria difensiva il 17 agosto, giudicata però insufficiente a superare i rilievi. Richiamando l'articolo 31 del Testo Unico dell'Edilizia, che impone la demolizione in caso di interventi privi di permesso di costruire, l'amministrazione ha intimato ai responsabili di abbattere le opere abusive e ripristinare i luoghi entro novanta giorni dalla notifica. In caso di inadempienza scatterà una sanzione da 2.000 a 20.000 euro; se il termine trascorrerà senza demolizione, l'immobile e l'area di pertinenza passeranno gratuitamente al patrimonio comunale, che provvederà alla demolizione a spese dei responsabili.

 

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