Mesagne. Pronti a lasciare alcuni medici del 118 In evidenza
Mesagne. Pronti a lasciare alcuni medici del 118. La pandemia da Covid non ha insegnato nulla, sul fronte della sanità, alle istituzioni preposte a fornire domande celeri e specializzate agli utenti. Così, uno dei punti di forza della sanità d’urgenza, il 118, sta subendo una “desertificazione” professionale con medici in fuga. Sempre più spesso, infatti, le ambulanze sono prive del medico a bordo. Fattore certamente negativo poiché la presenza del medico sulle ambulanze favorisce le chance di sopravvivenza dei feriti gravi. Il campanello d’allarme è scattato anche a Mesagne, dove ci sarebbero almeno tre medici pronti a presentare domanda di trasferimento dal 118 in altro settore. In questo caso nel servizio di guardia medica. Tempi difficili per il 118 mesagnese a meno che l’Asl di Brindisi non provveda con alcune sostituzioni. Prassi, per la verità, alquanto difficoltosa poiché in estate le utenze nei pronto soccorso aumentano in maniera esponenziale e pertanto è necessario avere i medici in servizio a pieno regime. Dunque, anche a Mesagne c’è la preoccupazione che il servizio del 118 e del Ppit possano essere ridimensionati o addirittura soppressi. Sono solo paure, al momento non c’è nessun provvedimento dell’Asl di Brindisi, ma secondo i ben informati nelle prossime settimane la situazione potrebbe cambiare. Una fuga da questi due servizi, infatti, porterebbe a un ridimensionamento funzionale dei servizi che sono, o meglio dovrebbero essere, le “eccellenze” della sanità pubblica.
D’altronde la richiesta di un nuovo polo ospedaliero di eccellenza che l’Asl di Brindisi sta per chiedere in Regione Puglia dimostra le carenze presenti, e denunciate giornalmente dagli utenti, nell’ospedale “Perrino” di Brindisi. Il polo ospedaliero, infatti, più che umanizzare il paziente-utente in alcune occasioni lo disumanizza. Certo non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ci sono delle sacche di eccellente dignità, ma in una struttura ormai obsoleta sono sempre di meno. Così, mentre i servizi offerti a Mesagne dal 118 e dal Ppit, se opportunamente incrementati, potrebbero decongestionare il “Perrino”, di fatto, si potrebbe assistere a un loro dimensionamento.
“A me non risulta nessun atto ufficiale che va in questa direzione – ha spiegato il sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli – se fosse così sarei già stato messo al corrente”. Quindi su questo argomento l’attenzione dell’Amministrazione comunale di Mesagne è piuttosto alta. Il sindaco Matarrelli in caso di atti ufficiali di ridimensionamento dei servizi territoriali scenderebbe in campo per un confronto con le massime cariche della sanità pubblica, sia provinciale che regionale. A intervenire sull’argomento è anche il consigliere regionale e presidente della commissione Sanità della Regione Puglia, Mauro Vizzino: “La fuga dei medici dal 118 e dai pronto soccorso è la più grave tra le emergenze della sanità pubblica. Riguarda ogni parte d'Italia, ma qui da noi provoca conseguenze ancora più gravi per le carenze croniche del "sistema"”.
Il presidente Vizzino ha, quindi, concluso: “In qualità di presidente della Commissione consiliare convocherò in audizione il direttore del Dipartimento Salute della Regione. Nel frattempo, ritengo che la scelta migliore sia quella di individuare soluzioni-tampone, in maniera tale da poter far fronte alla stagione estiva”.
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