Mesagne. Chiusa con successo la campagna pomodori 2026 di Conserve Italia In evidenza

Ottobre 20, 2026 450

Si è chiusa con un bilancio positivo la campagna 2026 di trasformazione del pomodoro nello stabilimento Conserve Italia di Mesagne: 54.900 tonnellate di materia prima 100% italiana, in gran parte pugliese, lavorate in 80 giornate con il contributo di 450 lavoratori stagionali del territorio. Risultati migliori del 2025 e obiettivi raggiunti nonostante le criticità climatiche, con la piena provenienza del pomodoro da OP e cooperative socie. Tra le novità, è entrato in funzione il nuovo pastorizzatore per la linea 3/1 pelato e cubettato, parte del Piano investimenti 2023-2026 da 86,9 milioni di euro. Un risultato che ha consentito al Gruppo cooperativo dei marchi Cirio, Valfrutta e Jolly Colombani di raggiungere gli obiettivi produttivi programmati, grazie al contributo delle organizzazioni di produttori e delle cooperative agricole socie e a un andamento complessivamente favorevole delle coltivazioni. La campagna ha confermato il ruolo dello stabilimento nell'economia locale. «È stata una campagna proficua, con risultati migliori rispetto all'anno precedente e una buona disponibilità di materia prima, che ci ha consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati – spiega Maria Vittoria Tornesello, direttrice dello stabilimento di Mesagne –. Non sono mancate alcune criticità legate all'andamento climatico, in particolare le temperature eccessive di inizio stagione e il successivo abbassamento termico, che hanno ostacolato la corretta maturazione di parte del pomodoro tardivo. Nel complesso, tuttavia, la qualità del prodotto conferito è stata elevata e lo stabilimento ha potuto lavorare con continuità». Esteso su una superficie di 46.000 metri quadrati, di cui 11.000 coperti, Mesagne è l'unico stabilimento di Conserve Italia nel Mezzogiorno ed è specializzato soprattutto nella lavorazione del pomodoro lungo da pelato, destinato in particolare alla produzione dei Pelati Cirio. Accanto a questa attività vengono trasformate anche altre varietà, tra cui datterini e pomodorini, nell'ambito di una filiera che valorizza le produzioni agricole del territorio. «Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo dati grazie alla risposta positiva dei nostri soci agricoltori del territorio pugliese – sottolinea Daniele Piva, direttore Produzioni agricole di Conserve Italia –. Le rese in campo sono state complessivamente buone, così come la qualità del pomodoro. Pur in presenza di alcune difficoltà legate alle temperature, la disponibilità idrica è stata adeguata e le coltivazioni hanno risposto positivamente. Un aspetto particolarmente importante è che il 100% del pomodoro trasformato a Mesagne proviene dai conferimenti delle OP e delle cooperative socie, a conferma della solidità della nostra filiera agricola». La campagna 2026 ha segnato anche un importante passo avanti sul fronte dell'innovazione industriale. Il nuovo pastorizzatore, destinato alle produzioni in latta grande per la ristorazione, potenzia le capacità produttive dello stabilimento mesagnese, ampliando in particolare le lavorazioni per il canale della ristorazione e della distribuzione professionale. L'investimento si inserisce nel percorso di sviluppo del sito di Mesagne, presidio industriale strategico per Conserve Italia nel Sud Italia.

 

 

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