Mesagne. Didonfrancesco non va via, anzi caccia i dissidenti In evidenza

Giugno 10, 2015 2880

didonfrancesco sabrinaI cittadini hanno deciso da chi vogliono farsi governare

Infatti, tra i cinque candidati sindaci, tutti stimabili, hanno scelto di riaffidare le sorti di Mesagne al centrosinistra. Sarà stato, forse, per la miopia delle altre coalizioni o per i personalismi che lasciano il tempo che trovano ma l'elettore ha scelto. E' stato bocciato, infatti, sia il progetto innovativo di Emilio Guarini, che quello della forzista Sabrina Didonfranesco il cui risultato elettorale è stato un flop. La candidata sindaco, tuttavia, ha deciso di mettere alla porta del partito chi ritiene responsabili della disfatta. Quindi, nessun’autocritica. Così, oggi a contendersi lo scettro di sindaco ci sono due medici: Francesco Mingolla e Pompeo Molfetta. Intanto in Forza Italia si è alla resa dei conti poiché in discussione c'è anche il rapporto con alcuni organi del partito regionale. "Stupisce il sostanziale disinteresse, all’indomani delle votazioni, manifestato da alcuni referenti del partito, i quali avevano promesso incondizionato appoggio per la candidatura di Didonfrancesco a sindaco della città", ha spiegato la segreteria locale di Forza Italia. "Vien da chiedersi - ha continuato la nota - se vi sia un’unica identità tra la sezione di Mesagne e i rappresentanti regionali, oppure se il partito, di cui si è tanto decantato l’unità, non sia altro che un’evanescente parvenza sul territorio della nostra città". Per la segreteria azzurra, in un momento di grande confusione, resta una sicurezza: "Sabrina Di Donfrancesco è l’unico referente di “Forza Italia”, nella quale si riconosce un nuovo gruppo di giovani e adulti. Sarà lei, oggi e domani, la sola interlocutrice con le istituzioni politiche mesagnesi". Quindi nessuna resa dei conti all'interno del partito, o meglio ciò che ne è rimasto, né tanto meno dimissioni, per coloro che avevano sperato fossero rassegnate dalla Didonfrancesco dopo il flop elettorale. "Non siamo presi dallo sconforto e dalla solitudine, ci rammarica solo il fatto che ancora una volta Mesagne abbia perso l’opportunità di cambiare, poiché si è affidata a rappresentanti che, come negli anni passati, non hanno portato alcun giovamento, così continueranno a fare per il prossimo lustro", ha precisato la segreteria. "Come gli antichi ci insegnano che “la cenere è il mezzo per lavare, e il concime per nutrire il terreno”, così Sabrina Didonfrancesco, insieme con il suo nuovo gruppo di giovani-adulti, sarà capace di rinnovare lo stile della città di Mesagne, che tanto ama", ha concluso la nota che, anziché riaggregare, sembra voglia disgregare ciò che è rimasto nel partito berlusconiano.