Presentato a Mesagne il "Cantiere città"

Novembre 11, 2022 1197

Mesagne se non è diventata Capitale della Cultura 2024 diventerà, grazie all’”Umana meraviglia”, “Area culturale protetta”. È il risultato, più che positivo, scaturito dalla progettazione di candidatura volto alla restituzione del percorso di valorizzazione delle città finaliste a “Capitali della Cultura 2024”. Il percorso, coordinato in questi mesi da Ministero della Cultura e Fondazione Scuola Beni Atti Culturali, è stato finalizzato all'individuazione di un'azione pilota di sistema con l’obiettivo, tra gli altri, di capitalizzare la ricaduta sul territorio del percorso progettuale favorendo, dove possibile, l’innesco di nuove esperienze progettuali pilota frutto della visione di candidatura.

Gli enti locali e regionali coinvolti, Comune di Mesagne e Regione Puglia in primis, hanno espresso la volontà insieme ai partner di progetto di continuare nel percorso, lavorando al conseguimento della migliore strategia per concretizzare gli elementi del progetto ritenuti più lungimiranti. Presso il castello Normanno-Svevo di Mesagne è stato presentato il follow-up del progetto di “Umana meraviglia”. “L’Area Culturale Protetta è un ambito territoriale omogeneo capace di creare un ecosistema che diventa la matrice di nuove programmazioni e produzioni artistiche con espressioni come il teatro, la musica, le arti performative, il cinema e la scrittura”, ha spiegato Simonetta Dellomonaco, ideatrice di “Umana meraviglia” e coordinatrice del nuovo percorso progettuale.

Si tratta di un quadrilatero che comprende i Comuni di Mesagne, Brindisi, San Vito dei Normanni e la Riserva di Torre Guaceto, tra spazi rurali, naturalistici e urbani nel quale, prendendo in prestito la dicitura di “Area Marina Protetta da Torre Guaceto”, si intraprendono in maniera organica e sistemica azioni di sviluppo per permettere agli operatori della filiera creativa di beneficiare del potenziamento innescato dal processo Mesagne 2024”. “Oltre a generare reali economie di scala per le Pmi presenti e di progetto, grazie alla condivisione delle attività sovraordinate di rete e alla creazione di un marchio, l’Acp ha anche un valore simbolico e di impatto comunicativo a ulteriore sostegno del sistema”, ha tenuto a precisare la progettista. L’Acp di Mesagne 2024 canalizza nuovi flussi di visitatori dalle coste verso l’entroterra e destagionalizza le attività grazie al valore di Area Vasta, in attuazione delle strategie del Piano Paesaggistico territoriale regionale che promuove per l’ambito 9, Piana Brindisina, lo sviluppo delle eccellenze culturali ed eno-gastronomiche. “Questo nuovo ecosistema culturale, ambientale e di innovazione – ha proseguito Simonetta Dellomonaco - è capace di dialogare con l’ultimo tratto della Via Appia, fra Taranto e Brindisi, fra il mare Adriatico e lo Ionio ed assume un ulteriore valore storico-testimoniale e turistico. Mesagne si pone al centro e ne accoglie i valori.

L’“Appia tra i due mari” accorcia le distanze fra due città capoluoghi di provincia favorendo la configurazione di una piattaforma condivisa culturale di valorizzazione della bellezza e della storia condivisa”. Il sistema, pertanto, è altresì capace di creare una osmosi con una rete della “Matrice Culturale del Salento” creata per “sviluppare un nuovo scenario investigativo delle componenti etnografiche e antropologiche insieme alle arti legate alla salute e al racconto ad esse connesso”, ha concluso la progettista. La Rete è sviluppata insieme all’Università del Salento, all’Accademia di Belle Arti di Lecce e il museo Castromediano di Lecce con il suo Archivio su Carmelo Bene e a diversi enti locali e operatori culturali salentini, tessendo una fitta rete di indagini, studi, sperimentazioni d’arte e di musica per creare nuove contaminazioni e fare di Mesagne e l’Acp l’epicentro di un nuovo interesse sul tarantismo nel nord Salento.

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