Mesagne. Sversamento nel canale Galina, informativa alla Procura In evidenza

Agosto 16, 2016 2480

depuratore di mesagneUn black out all’impianto di depurazione del Comune di Mesagne

ha sversato nel canale Galina, che sfocia nell’oasi del Cillarese, quintali di liquami. L’allarme è stato lanciato da alcuni agricoltori che hanno sentito un tanfo nauseabondo e il liquame che andava nel canale era di colore scuro. Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Arpa. Un’informativa di reato è stata inviata alla Procura della Repubblica di Brindisi. Sotto accusa l’Acquedotto pugliese, gestore dell’impianto, mentre il Comune, proprietario del depuratore, in questa vicenda è parte lesa. Non è la prima volta che l’impianto di depurazione va in tilt. Era accaduto nel dicembre 2014 e nel gennaio del 2015. In entrambi i casi in situazioni analoghe. L’episodio si è verificato alcuni giorni fa quando un agricoltore ha notato che dalla condotta del depuratore di Mesagne, che immette le acque depurate nel canale Galiana, stava uscendo del liquido di colore marrone. Inoltre erano presenti delle zone schiumose chiaro segno di acque non depurate. Come per le volte precedenti un agricoltore ha preso il suo telefonino e ha chiamato il comando della polizia locale. In pochi minuti una pattuglia è giunta sul posto ed ha riscontrato che effettivamente dalla condotta d’immissione stava uscendo prodotto di colore marrone. Hanno composto il numero del tecnico dell’acquedotto pugliese preposto alla gestione dell’impianto e contemporaneamente hanno richiesto l’intervento dei tecnici dell’Arpa. Il primo non l’hanno trovato mentre i secondi si sono recati direttamente davanti alla condotta e hanno prelevato alcuni campioni di liquido. Li hanno portati in laboratorio e sottoposti ad analisi. Secondo indiscrezioni le analisi sono risultate positive. Intanto il comando della polizia locale è riuscito a rintracciare il tecnico preposto al controllo dell’impianto e a farlo arrivare sul posto. Dopo i dovuti controlli l’impianto ha ripreso a funzionare. Questo, tuttavia, non ha evitato di sversare nel canale quintali di liquido non depurato che potrebbe essere arrivato nell’oasi inquinandola. Ecco perché il comando dei vigili urbani ha predisposto un’informativa di reato ambientale e l’ha inviata alla Procura della Repubblica di Brindisi per gli atti di sua competenza. Il 6 gennaio 2015 si era verificato un caso analogo. In quell’occasione il gruppo consiliare di Nuova Italia popolare, oggi Progettiamo Mesagne, aveva chiesto di conoscere con quale “cadenza temporale gli enti preposti alla gestione dell’impianto effettuano i controlli chimici-ambientali del depuratore”. In ogni modo questa volta, come la precedente, l’impianto durante il black out non era presidiato e nessuno si è accorto in tempo reale di ciò che stava accadendo. Nuova Italia popolare all’epoca dell’interrogazione aveva chiesto di conoscere “i verbali riguardanti i sopralluoghi effettuati dal Comune nel depuratore al fine di valutare una responsabilità dell’ente pubblico nel mancato controllo dell’impianto”. Perché se è vero che il Comune di Mesagne è parte lesa in questa vicenda è altrettanto vero che l’attenzione sul depuratore, da parte dell’ente, deve essere massima.