Gdf: confiscati beni per 17 milioni di euro

Maggio 14, 2015 2097

gdfI militari del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi

hanno eseguito il decreto definitivo di confisca di beni, emesso dalla Corte di Cassazione, nei confronti dell’organizzazione criminale facente capo alle famiglie brindisine Morleo e D’Oriano. La Suprema Corte, confermando la sentenza di primo grado con cui era stato possibile “acclarare l’esistenza nel brindisino – con propaggini nel territorio nazionale e collegamenti all’estero – di una organizzazione a delinquere dedita al contrabbando” ed un “diffuso inquinamento nel sistema bancario”, ha disposto la confisca dei beni già sottoposti a sequestro. Tale atto conclude un iter giudiziario durato circa un ventennio e scaturito da complesse indagini, anche di natura economico-patrimoniale, coordinate dalla Procura della Repubblica di Brindisi ed eseguite alla fine degli anni ‘90 dal Nucleo di Polizia Tributaria di Brindisi. L'attività investigativa, convenzionalmente denominata “Atlantide”, aveva riguardato l’organizzazione contrabbandiera brindisina facente capo alla famiglia Morleo che si era avvalsa, per riciclare i proventi delle attività illecite, del contributo di numerosi soggetti, tra cui, un direttore di banca ed alcune società riconducibili alla famiglia D’Oriano originaria di Castellammare di Stabia. La complessa ed articolata attività investigativa aveva portato: - alla condanna di 42 imputati per contrabbandando e riciclaggio; - al sequestro preventivo – emesso dal Tribunale di Brindisi e finalizzato alla confisca – di tre aziende, immobili, veicoli ed alcune centinaia di rapporti bancari utilizzati per “ripulire” i proventi dell’illecita attività di contrabbando. L’ingente patrimonio, nettamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati ed all’attività economica svolta dagli indagati, era stato analiticamente ricostruito con le investigazioni economico-finanziarie della Finanza di Brindisi. Con l’intervenuta acquisizione definitiva al patrimonio dello Stato dei beni appartenuti alle suddette organizzazioni criminali, il cui valore complessivo è risultato essere superiore a 17 milioni di euro, si è giunti all’ultima fase dell’intera vicenda giudiziaria.