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Coronavirus: il papà di Gigi Orlandini ricoverato. l'Appello del bomber In evidenza

orlandini pierluigiL’ex bomber del calcio italiano, Pierluigi Orlandini, bergamasco di nascita e mesagnese di adozione,

è sceso in campo per fermare l’esodo dei giovani che lasciano le loro abitazioni e non rispettano il divieto di uscire se non per compravate necessità. Una piaga che in questi giorni sta vedendo impegnati il sindaco Toni Matarrelli e le forze dell’ordine nell’impari lotta contro l’imbecillità. “Purtroppo qui da noi non si ha la contezza di ciò che sta accadendo nel Nord Italia, specialmente in Lombardia, dove la pandemia sta causando una vera e propria ecatombe”, ha esordito Orlandini che il suo passato calcistico lo ha visto esordire nell’Atalanta per poi passare al Lecce, al Verona all’Inter, al Milan, al Parma, al Venezia e al Brescia. Oggi a Mesagne ha fondato una società sportiva, la “Soccer Academy”, in cui allena i ragazzi della provincia di Brindisi. Orlandini in questi giorni di emergenza pandemia la sta vivendo sulla propria pelle poiché ha il papà Antonio, di 74 anni, ricoverato presso l’ospedale di San Giovanni Bianco, in provincia di Bergamo, per essere risultato positivo al corona virus. Per lui sono ore di trepidazione in cui è aggiornato costantemente sulla reale situazione sanitaria che sta vivendo l’intera Lombardia. “Le notizie che ci arrivano dai media sono minimali – ha spiegato il bomber – in Lombardia la situazione è molto tragica, noi non riusciamo ancora a percepire i fatti come realmente si stanno verificando”. Ha, quindi, aggiunto: “Io non sono un medico né un virologo, però sono in contatto con diversi amici che si trovano al Nord Italia che mi aggiornano. La situazione è molto grave. Basti pensare che il coronavirus ha messo in ginocchio la sanità lombarda che è una delle migliori esistenti al mondo, cosa accadrà quando la pandemia travolgerà in pieno le nostre citta?”. Secondo l’ex bomber oggi è “necessario restare a casa per cercare di arginare il contagio. È dannoso, per noi e per gli altri, disobbedire a ciò che ci stanno dicendo ripetutamente gli esperti”. A Mesagne sono ancora tante le persone che vanno in giro. Le auto, con gente a bordo, sono diminuite, ma non in maniera tale che si possa avere una situazione sociale di contrasto alla pandemia. “Ecco perché voglio – ha continuato Orlandini - lanciare un appello ai nostri giovani, di queste città dove ancora il coronavirus non è esploso completamente”. “Il virus – ha spiegato – è trasmissibile anche attraverso il semplice passeggio, il camminare per strada dove è passata, magari, gente infetta. Vedo tanti “cretinetti” in giro incuranti dei divieti che le autorità hanno imposto. Mi rivolgo a loro, affinché rinsaviscano, e alle loro famiglie. Fermatevi finché siamo ancora in tempo”. Le preoccupazioni di Gigi Orlandini sono condivise anche dal comandante della polizia locale, Teodoro Nigro. “Oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) abbiamo effettuato dei servizi a macchia di leopardo nell’intera città fermando 45 auto e controllando l’autodichiarazione. Erano in regola con le autorizzazioni ma così non va ugualmente bene poiché le persone continuano a uscire incontrollatamente. C’è in città una circolazione di auto eccessiva perché non c’è ancora un divieto che blocchi i mezzi”.  

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