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Code e tensioni al Cup di Mesagne In evidenza

cup-ingressoInizio del nuovo anno nel caos presso il Cup di Mesagne

dove a fronte di oltre un centinaio di utenti, nella sola prima mattinata, c'era un solo sportello aperto. Purtroppo, il ritardo nell'espletare le operazioni non ha permesso a diversi pazienti di sottoporsi ai servizi richiesti con danno per gli stessi. Altri hanno preferito andarsene e non aspettare alcune ore prima del loro turno. Non è la prima volta che il Cup di Mesagne è in difficoltà nel dare una pronta risposta all'utenza a causa di alcuni sportelli chiusi. I disagi si sono avvertiti subito dopo l'apertura quando numerose persone sono giunte nel Centro unico di prenotazione, collocato in via Panareo, a lato dell'ospedale "De Lellis", per richiedere servizi oppure pagare il ticket relativo alle prestazioni da eseguire. Intorno alle ore 8,30 la biglietteria automatica, che dispensa il tagliando con il numero di utenza presente, segnava 124. Allo sportello, purtroppo, c'era una sola impiegata a fronteggiare le tantissime richieste. Così, con il passar del tempo gli utenti hanno iniziato a innervosirsi e a protestare. A fronteggiare i rumors c'era la sola impiegata che ben presto ha iniziato, anche lei, a innervosirsi e a chiedere alla gente di stare calma e attendere il proprio turno. Il risultato di questa defaillance di inizio anno si è notata dopo qualche ora quando gli utenti non hanno potuto usufruire della prestazione, o l'avevano eseguita parzialmente, per la quale avevano pagato il ticket. Ben presto la gente ha messo sotto accusa la gestione dei servizi poiché a fronte di centinaia di persone era stata disposta l'apertura di un solo sportello. «Sono arrivata al Cup intorno alle ore 8,30 e ho preso il biglietto per attendere il mio turno. Mi sono accorta subito che ci sarebbero stati problemi perché ero la 120esima, altra gente è arrivata dopo di me e per fronteggiare il tutto c'era un solo sportello aperto», è il racconto di una 68enne che ieri mattina è giunta, come tanta altra gente, nel Cup per pagare il ticket e usufruire di una prestazione fisiatrica. La signora ha dovuto attendere ben quattro ore prima di aver il tanto agognato timbro sulla ricetta. In definitiva ha solo fatto in tempo a sottoporsi a parte delle prestazioni richieste in ricetta poiché ormai fuori orario utile per il servizio. «Parliamo di sanità umanizzata ma a me sembra che sia esattamente il contrario - ha aggiunto la donna - faccio presente che soffrendo di varie gravi patologie ho l'esenzione per queste prestazioni. Però devo comunque fare la fila e attendere il timbro sulla ricetta per usufruire del servizio. Possibile che non esistono procedure snelle a misura d'uomo o meglio di ammalato?».  

Ultima modifica ilMercoledì, 03 Gennaio 2018 08:36
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