Petrolchimico, CGIL: formare senza perdere il lavoro
La formazione e la riqualificazione professionale dei lavoratori del polo petrolchimico di Brindisi rappresentano un passaggio fondamentale per accompagnare il processo di transizione industriale e garantire nuove prospettive occupazionali. Ma perché questo percorso produca risultati concreti, occorrono una programmazione condivisa, informazioni puntuali, tempi certi, risorse adeguate e, soprattutto, la salvaguardia dei rapporti di lavoro.
È questa la posizione espressa dalla CGIL di Brindisi e dal suo Coordinamento Industria, in occasione dell'incontro promosso dal prefetto di Brindisi, Guido Aprea, svoltosi nella mattinata del 28 ottobre presso la Prefettura, dando seguito alla riunione del 24 settembre scorso nella VI Commissione del Consiglio regionale della Puglia.
Al tavolo istituzionale, convocato per fare il punto sull'avvio dei percorsi di formazione finalizzati alla riqualificazione e al reinserimento occupazionale dei lavoratori del comparto petrolchimico, hanno partecipato tutti i soggetti convocati: il Comune di Brindisi, la Regione Puglia con l'assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro Eugenio Di Sciascio, i rappresentanti dei Dipartimenti regionali del Lavoro e dello Sviluppo economico, la struttura regionale SEPAC, l'ARPAL Puglia, Confindustria, Confartigianato e Confapi Brindisi, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL e il gruppo Eni.
«Apprezziamo l'iniziativa del prefetto Aprea e la volontà di mantenere aperto un confronto istituzionale che coinvolga tutti i soggetti interessati alla trasformazione del polo petrolchimico. È un metodo che condividiamo e che consideriamo indispensabile. Tuttavia, il coinvolgimento e la condivisione, da soli, non sono sufficienti. Occorre compiere un salto di qualità, mettendo finalmente in ordine informazioni, modalità operative, tempistiche e risorse, affinché la transizione industriale possa tradursi in reali opportunità di lavoro e non in ulteriori condizioni di incertezza», dichiara Massimo Di Cesare, segretario generale della CGIL di Brindisi.
Per la CGIL e il Coordinamento Industria, il primo passaggio deve essere la costruzione di un quadro conoscitivo completo dell'intero sistema produttivo interessato dalla trasformazione del petrolchimico.
«Dobbiamo conoscere con precisione tutte le aziende coinvolte nel processo di transizione: quelle che chiudono e lasciano il territorio, quelle che continueranno a operare e quelle che arriveranno attraverso i nuovi investimenti. Questa ricognizione deve riguardare le aziende dirette, l'intera filiera produttiva e tutte le imprese dell'indotto. Non possiamo programmare la riqualificazione dei lavoratori senza conoscere preventivamente quali attività produttive resteranno, quali cesseranno e quali nuove opportunità industriali si concretizzeranno», sottolinea Di Cesare.
Accanto all'anagrafica delle imprese, il sindacato ritiene indispensabile ricostruire il quadro dei contratti collettivi nazionali di lavoro attualmente applicati e di quelli che saranno applicati nelle nuove attività produttive, per conoscere le condizioni contrattuali che accompagneranno il passaggio dalla vecchia alla nuova organizzazione industriale.
Un altro elemento fondamentale riguarda gli ammortizzatori sociali.
«In assenza di un ammortizzatore sociale universale, dobbiamo individuare e verificare tutti gli strumenti di sostegno al reddito e di tutela occupazionale concretamente utilizzabili durante questa fase. Non possiamo permettere che i tempi della trasformazione industriale ricadano esclusivamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, esponendoli al rischio di perdere il posto di lavoro prima ancora che si concretizzino le nuove opportunità occupazionali», evidenzia il segretario generale della CGIL brindisina.
La programmazione della formazione deve inoltre partire da una anagrafe completa dei lavoratori coinvolti, che tenga conto dell'età, delle qualifiche professionali, dei titoli di studio, delle esperienze lavorative maturate e dei contratti collettivi di riferimento.
Solo attraverso una conoscenza dettagliata delle competenze già presenti sarà possibile costruire percorsi di riqualificazione coerenti con le esigenze delle imprese e con le prospettive industriali del territorio.
«Non possiamo immaginare una formazione generica, scollegata dalle professionalità dei lavoratori e dai reali fabbisogni delle aziende. Occorre partire dalle competenze esistenti, valorizzare l'esperienza accumulata negli anni all'interno del petrolchimico e individuare le nuove qualifiche professionali necessarie per affrontare la transizione. La formazione deve rappresentare uno strumento concreto di continuità occupazionale e non un percorso privo di certezze sul futuro», prosegue Di Cesare.
In questa direzione, la CGIL chiede che venga reso disponibile e aggiornato il catalogo dell'offerta formativa, mettendolo in relazione con le qualifiche professionali richieste oggi e con quelle che saranno necessarie nei nuovi processi produttivi.
La definizione dei percorsi formativi dovrà quindi accompagnarsi all'individuazione delle risorse economiche necessarie alla loro realizzazione, attraverso un impegno coordinato della Regione Puglia e del sistema delle imprese, anche mediante l'utilizzo dei fondi interprofessionali destinati alla formazione continua.
«La Regione Puglia, le aziende e tutti i soggetti coinvolti devono concorrere, ciascuno per le proprie competenze, alla costruzione di un programma che tenga insieme fabbisogni professionali, offerta formativa, risorse disponibili e prospettive occupazionali. È indispensabile individuare rapidamente chi deve fare cosa, con quali strumenti e in quali tempi. La transizione non può essere affidata a interventi frammentati o a iniziative che non dialogano tra loro», aggiunge Di Cesare.
La condizione irrinunciabile posta dalla CGIL di Brindisi riguarda la continuità dei rapporti di lavoro durante l'intero processo di riqualificazione professionale.
«Dal nostro punto di vista, tutto questo deve avvenire in costanza di rapporto di lavoro. È una condizione fondamentale. Le lavoratrici e i lavoratori devono poter affrontare i percorsi di formazione e acquisire le competenze necessarie per le nuove attività produttive senza perdere la propria occupazione. Non possiamo accettare che si interrompano i rapporti di lavoro per poi affidare a un'eventuale e incerta ricollocazione il futuro delle persone e delle loro famiglie», ribadisce il segretario generale.
Per la CGIL e il Coordinamento Industria, la trasformazione del petrolchimico brindisino deve essere affrontata attraverso una visione complessiva che comprenda le imprese esistenti, quelle in uscita, i nuovi insediamenti produttivi e l'intero sistema degli appalti e dell'indotto.
Un elemento di particolare rilevanza emerso al termine dell'incontro è la condivisione di un verbale da parte di tutti i soggetti presenti al tavolo istituzionale, compreso il gruppo Eni. Un risultato che la CGIL di Brindisi considera significativo per il prosieguo del confronto e per la costruzione di un percorso comune sulla riqualificazione professionale e sulla salvaguardia occupazionale.
«Il fatto che si sia arrivati a un verbale condiviso da tutti i partecipanti, compresa Eni, è di grande rilevanza. Significa che il confronto istituzionale può produrre risultati importanti quando tutti i soggetti coinvolti assumono la responsabilità di contribuire alla ricerca di soluzioni. È un passaggio che valutiamo positivamente e dal quale occorre ripartire per dare concretezza agli obiettivi individuati», sottolinea Di Cesare.
«Il nostro obiettivo è accompagnare il cambiamento industriale salvaguardando il patrimonio di competenze e professionalità che Brindisi ha costruito nel corso di decenni. La formazione è uno strumento indispensabile, ma deve essere inserita in una strategia più ampia, capace di collegare investimenti, sviluppo produttivo e garanzie occupazionali. Il verbale condiviso rappresenta un risultato importante, al quale dovranno seguire atti concreti, responsabilità definite e tempi certi. La transizione industriale deve rappresentare un'opportunità per il territorio, senza lasciare indietro nessuna lavoratrice e nessun lavoratore», conclude Massimo Di Cesare.
Brindisi 28.12.2026
Il Coordinamento Industria
CGIL Brindisi
Massimo Di Cesare
Segretario generale
CGIL Brindisi
---------------
Per restare aggiornato con le ultime news del Gazzettino di Brindisi seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook. Puoi guardare i video pubblicati sul nostro canale YouTube.
Per scriverci e interagire con la redazione contattaci
Ultimi da Redazione
- Brindisi, incendio auto nel parcheggio di una struttura ricettiva
- Sicurezza e viabilità a Mesagne: salta il mercatino di via Granafei, per il 1° novembre si sposta in Piazza Gioberti, e i mercatini di Natale
- Ulivi estirpati e fango sulla provinciale per San Pancrazio: stangata per un agricoltore a Mesagne
- Mesagne sostiene il Treno della Memoria: contributo del Comune per il viaggio degli studenti del “Ferdinando”
- Mesagne riscopre la storia: patrocinio e sostegno del Comune per il convegno sugli albori della Costituente nel Salento

