La Puglia che brucia da sola: il silenzio delle istituzioni è il vero incendio

Tranquillino Cavallo - Direttore de Il Gazzettino di Brindisi Settembre 01, 2026 1022

L’allarme di MesagneFree è il segnale più chiaro di una frattura profonda tra chi vive il territorio e chi dovrebbe amministrarlo. Non è un grido episodico, non nasce dall’emotività di fronte all’ennesimo incendio: è la constatazione, lucida e documentata, che la Puglia continua a bruciare perché manca una cultura della prevenzione, manca la capacità di ascoltare chi prova a costruire soluzioni, manca soprattutto la volontà politica di assumersi responsabilità reali. Il seminario “Prevenire è meglio che bruciare” avrebbe potuto essere un punto di svolta, un’occasione per mettere attorno allo stesso tavolo cittadini, tecnici, associazioni e istituzioni. Invece è stato ignorato, come se il tema non riguardasse nessuno, come se la prevenzione fosse un lusso e non un dovere. È qui che nasce l’editoriale: dalla consapevolezza che la distanza tra chi segnala i problemi e chi dovrebbe risolverli è diventata un abisso. MesagneFree ha denunciato l’esistenza di regolamenti comunali inapplicati, ordinanze che prevedono sanzioni severe per i proprietari di terreni incolti ma che restano lettera morta. Ha mostrato come le segnalazioni dei cittadini si infrangano contro un muro di gomma istituzionale che non risponde, non verifica, non interviene. Ha ricordato che la tecnologia esiste, è già disponibile, è già operativa altrove: sensori ambientali, sistemi di rilevamento precoce, piattaforme digitali capaci di individuare un principio d’incendio in tempo reale. Strumenti che potrebbero ridurre drasticamente i roghi, ma che restano inutilizzati perché manca la volontà di adottarli. Il vero nodo politico è questo: si preferisce inseguire l’emergenza invece di prevenirla. Si spendono risorse enormi per spegnere incendi che si sarebbero potuti evitare con una gestione ordinaria del territorio. Si accetta che ogni estate sia una replica della precedente, con ettari di vegetazione in fumo, aziende agricole devastate, paesaggi compromessi, cittadini impauriti. L’allarme di MesagneFree è dunque un atto di responsabilità civile, un richiamo a rompere l’inerzia, a riconoscere che la prevenzione non è un tema da convegno ma un dovere quotidiano. È un invito a guardare la realtà senza infingimenti: finché le istituzioni continueranno a ignorare chi propone soluzioni concrete, la Puglia resterà ostaggio di incendi prevedibili e prevenibili. E ogni rogo sarà la prova che non è il fuoco a mancare di rispetto alla terra, ma chi dovrebbe proteggerla.

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Ultima modifica il Martedì, 01 Settembre 2026 17:01