Cultura e spettacolo in Puglia: l’invettiva prende il posto dei contenuti

Osservatorio C.Re.S.Co. Luglio 15, 2022 447

Cultura e spettacolo in Puglia: l’invettiva prende il posto dei contenuti. L’inaspettato capolinea di una Regione che aveva mostrato al Paese il cambiamento possibile.

Sono di pochi giorni fa le parole con cui il Direttore del Dipartimento Turismo, Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, Aldo Patruno, accusa gli operatori culturali pugliesi di improvvisazione e di assistenzialismo, auspicando una cultura che non dipenda dai fondi pubblici, che vorrebbe destinati alle sole realtà virtuose che perseguono il proprio progetto a prescindere dal sostegno e dai bandi regionali.
Queste parole sono state proferite durante la conferenza stampa di presentazione del Festival della Valle d’Itria, il cui ente organizzatore è una Fondazione partecipata dalla Regione, che in effetti è svincolata dalla partecipazione a bandi, perché conta statutariamente sul finanziamento regionale.

Vero è che questi ultimi anni della Giunta Emiliano ci hanno insegnato che in Puglia sono molteplici i soggetti che non necessitano di “aggrapparsi ai bandi”: lo testimonia lo sbucare di grandi eventi che narrano la meraviglia pugliese, e che sono addirittura aumentati nell’estate 2022, mentre agli operatori del settore non è stata data una risposta certa sull’anno in corso fino a giugno, giorno in cui si è aperta la vertenza dell’intero comparto nei confronti di una regione che si siede al tavolo di confronto con un ritardo di almeno 6 mesi, comunicando che le risorse disponibili per il settore sono meno della metà del fabbisogno stimato.

La Regione Puglia ha fatto la sua scelta tra visibilità mediatica estemporanea e quotidiano sostegno e consolidamento di un sistema regionale che generasse offerta culturale e buona occupazione sul territorio, garantendo costantemente un servizio di qualità ai suoi cittadini: è ormai evidente a tutti dove sia caduta la scelta. In due “mandati Emiliano” la Puglia ha visto distruggere un sistema culturale che l’aveva resa faro per molte altre regioni italiane, per poi ricostruirlo faticosamente a forza di bandi articolati e, nuovamente, distruggerlo.

A rendere amarissimo questo quadro già desolante sono arrivate le recenti parole del Direttore Patruno, che, dopo aver improvvisato risposte fumose da novembre a giugno, accusa d’improvvisazione gli operatori del settore, gli stessi che a luglio 2022 aspettano dalla Regione l’acconto del 2020-2021, il saldo del 2019, molti anche del 2018, alcuni anche del 2017.

A questo punto una domanda è lecita° è la politica che sta attaccando gli operatori o un funzionario lasciato solo dalla politica, che, a quanto pare, di cultura e spettacolo in Puglia ha deciso proprio di non occuparsi?
Gli operatori tornano a chiedere a gran voce la nomina di un Assessore alla Cultura per la Puglia, essendo ormai sotto gli occhi di tutti l’esperienza fallimentare della delega trattenuta da Emiliano.

C.Re.S.Co. auspica che i toni della polemica in Puglia possano tornare sul piano della professionalità, che gli operatori abbiano un interlocutore politico con cui confrontarsi nonostante sia ormai molto tardi e, soprattutto, che partano immediatamente – dopo innumerevoli promesse - i lavori sulla Legge regionale dello Spettacolo, inspiegabilmente  inapplicata dal 2016.

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