Dipendente denuncia per mobbing il segretario del Comune di Mesagne e due colleghe In evidenza

Novembre 28, 2015 5997

comune parcheggio della polizia localeUna dipendente del Comune di Mesagne, in servizio fin (Articolo completo su Nuovo Quotidiano di Puglia)

dal 1984 e da 25 anni presso l’ufficio di Gabinetto, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Brindisi il suo segretario e due colleghe per mobbing, oltre che per essere divenuta oggetto di minacce, ingiurie, scherni. La stessa ha chiesto un risarcimento per i danni subiti di 25 mila euro. La causa dell'emarginazione, che sarebbe sfociata successivamente in un trasferimento d'ufficio, messa in atto sia da parte delle due colleghe sia da parte del segretario comunale, sarebbe da imputare a una situazione che, se appurata, potrebbe mettere in discussione diversi ruoli poiché nella vicenda vi sarebbero dei risvolti di natura personale. Da qui, sempre secondo l'esposto presentato dall’avvocato Davide De Giuseppe, la genesi di una situazione che, giorno dopo giorno, l'ha portata a essere prima emarginata e poi trasferita in altro ufficio. Diversi i referti medici e le registrazioni depositate in Procura attraverso i quali è possibile ricostruire, se non tutta, almeno in parte la vicenda. Un esposto è stato depositato anche presso il Tribunale di Brindisi, sezione del giudice del lavoro. Il procedimento sarà discusso il prossimo 24 maggio 2016 dinanzi al giudice del lavoro, Maria Cristina Mattei. Secondo la dipendente il tutto si sarebbe verificato “a causa di un rapporto di amicizia cui la dipendente - ha spiegato l’avvocato De Giuseppe – ha espressamente richiesto alle colleghe dell’ufficio di rimanere estranea da qualsiasi tipo di coinvolgimento, volendosi dedicare, come ha sempre fatto, solo e solamente allo svolgimento dell’attività lavorativa. Invece è stata fatta oggetto di minacce, ingiurie, scherni, anche riferiti alla vita familiare, e quant’altro di denigrante. Per continuare con le continue minacce di dover andare via dal posto di lavoro”. Non è tutto poiché secondo la denuncia presentata dalla vittima “l’evidente scomodità nei confronti delle colleghe di lavoro, ormai coalizzatesi contro la scrivente, nonché nei confronti del segretario comunale ha raggiunto il massimo apice dal mese di marzo 2015 per giungere sino al giorno in cui la dipendente ha dovuto lasciare il posto di lavoro facendo anche ricorso alle cure dei sanitari”. La dipendente in questione ha presentato in Procura un elenco di colleghe pronte a testimoniare in suo favore. Intanto il quadro in cui si è svolta la vicenda è piuttosto torbido giacché nella querela la dipendente ha messo in rilievo un particolare accanimento promosso nei suo confronti con “una preordinazione tendenziosa, offensiva e vessatoria”. Insomma una serie di atteggiamenti “strategicamente e strumentalmente improntati alla persecuzione del dipendente e della collega di lavoro: fattispecie configuranti con il reato di mobbing”, ha concluso l’avvocato De Giuseppe. 

Ultima modifica il Sabato, 28 Novembre 2015 08:56