Mesagne. I cani non sarebbero stati avvelenati. Nuova pista degli investigatori In evidenza

Giugno 05, 2020 2733

misericordiaUna nuova pista di indagine si è aperta a Mesagne sul fronte dell’avvelenamento

di 4 cani di quartiere presenti nell’area del Santuario della Misericordia, di proprietà del Comune. I cani non sarebbero stati avvelenati, ma si sarebbero auto avvelenati. O meglio avrebbero ingerito delle “caramelle” contenenti un potente topicida utilizzato per la derattizzazione della zona. La certezza si avrà a seguito dell’autopsia, che l’Asl dovrebbe eseguire sulle carcasse dei pelosi, e dai rispettivi esami tossicologici. Se sarà accertata tale causa di morte il Comune dovrà avviare un’inchiesta per comprendere cosa non ha funzionato nella gestione della derattizzazione. Tuttavia, la storia ha del grottesco nella sua genesi. La denuncia che i cani si sarebbero avvelenati mangiando le esche per i topi è giunta da due signore che al mattino fanno footing nei pressi del Santuario. Una delle due ha così testimoniato, sui social, quanto ha visto: “Ciò che è accaduto ai cagnolini può essere la conseguenza di quello che abbiamo visto”, ha esordito la signora. “Durante la nostra passeggiata – ha proseguito la donna – con mia cugina abbiamo notato un uomo che a bordo di una Fiat Punto gettava delle esche per i topi nell’area del Santuario. Ci siamo fermate e gli abbiamo detto che gettare le esche in quel modo era pericoloso sia per i cani presenti in quell’area sia per i bimbi piccoli”. Peraltro la derattizzazione non va fatta gettando le esche a casaccio, ma deponendole in appositi contenitori. Nel suo racconto la signora ha precisato che l’uomo le avrebbe detto che a giorni dovevano “tagliare l’erba e non potevano rischiare di essere morsi dai topi”. Poi, alla loro insistenza, le aveva apostrofate in malo modo ed avrebbe detto che la colpa era dei cittadini “che protestano con il Comune per lo stato di abbandono dell’area”. Fin qui il racconto delle due signore. Di certo, al momento, c’è che per Odone, Lucky e Spillo non c’è stato niente da fare. Su questo episodio l’Amministrazione comunale è decisa a fare chiarezza per comprendere cosa ha causato la morte di 3 dei 5 cani presenti. “Si tratta di una vicenda molto triste: attendiamo l’esito dell’esame autoptico disposto dalla Asl su uno di loro per verificare l’ipotesi di avvelenamento. Occorrerà quindi chiarire se il decesso sarà stato causato da azione intenzionale o da un comportamento sbagliato”, ha spiegato il sindaco Toni Matarrelli durante la conferenza stampa alla quale hanno preso parte il comandante di polizia locale, Teodoro Nigro, e i volontari dell’associazione animalista “Gli amici di Snoopy” che si sono sempre occupati dei cani di quartiere vittime della vicenda e che in questo periodo si stanno prendendo cura della quarta cagnolina, Bianchina, avvelenata ma rimasta viva. Durante l’iniziativa, è intervento il consigliere comunale con delega al Randagismo, Vincenzo Carella, che ha sottolineato che “in questi anni non c’è mai stata alcuna segnalazione che potesse destare preoccupazione circa la presenza dei cani di quartiere in quella zona. Nulla ci ha mai fatto pensare ad una presenza non gradita: in tal caso, insieme ai volontari e come altre volte si è fatto, ci saremmo impegnati a trovare altre soluzioni”. Così mentre Bianchina sta lottando per sopravvivere il quinto cane di quartiere scampato all’accaduto, Pallina, è stato adottato dal veterinario mesagnese, Valerio Valentini.

Ultima modifica il Venerdì, 05 Giugno 2020 10:07