Radar da 1.800.000 per prevenire le piogge, ma non funziona In evidenza

Ottobre 16, 2018 2559

de Miccolis Angelini filippo coldiretti 1“L’agricoltura avanzata ha bisogno dell’hi-tech per pianificare i lavori e prevenire eventuali danni”.

Ad affermarlo è Filippo De Miccolis Angelini, neo presidente di Coldiretti Brindisi, che è quanto mai convinto che qualsiasi tecnologia applicata al mondo agricolo è utile. Come è altrettanto convinto, a proposito dei radar meteorologici collocati all’interno del depuratore di Mesagne e a Torchiarolo, del progetto “Rivona”, che è un peccato tenerli spenti, inutilizzati e vandalizzati. Il tutto dopo aver speso ben 1 milione e 800 mila euro di soldi pubblici per costruirli e installarli. “Attualmente in aiuto agli agricoltori c’è un servizio fornito dal Codivabri di Brindisi che è un efficiente sistema di rilevazione metereologica ricco di decine di anni si rilevazioni meteo e che costituisce una fonte rilevantissima per 'attività agricola e la previsione metereologica”, ha precisato il presidente di Coldiretti. Il monitoraggio agrometeorologico affidato al Codivabri ha come compito principale e istituzionale del Servizio Agrometeorologico Regionale l'elaborazione dei dati osservati e previsti al fine di ottenere informazioni sullo stato delle colture e sui rischi associati alle condizioni meteorologiche attuali e previste. Inoltre i Consorzi di difesa, tra cui il Codivabri, si occupano della difesa passiva agevolando gli agricoltori nella stipula di assicurazioni contro le avversità metereologiche. Tuttavia, alla luce della presenza di due radar di alta tecnologia sul territorio di Brindisi il presidente De Miccolis Angelini ritiene che “l'agricoltura oggi, come non mai, abbia bisogno della vicinanza del modo scientifico per la lotta ai cambiamenti climatici”. Poter prevenire con congruo anticipo l’intensità delle precipitazioni potrebbe mitigare gli effetti. Di tanto sono convinti anche gli amministratori di Mesagne che nel recente passato hanno favorito l’installazione del radar. Anche se c’è da dire che gli ambientalisti all’epoca erano piuttosto preoccupati per le conseguenze che le onde elettromagnetiche potessero avere sulla popolazione. Il radar metereologico emette una sorta di fascio che viaggia ad altissima potenza. Intercetta le nuvole, ne delinea anche la consistenza da cui è poi possibile appurare il movimento, gli spostamenti, l’intensità delle precipitazioni. Restituisce l’informazione a un sistema che le trasforma in immagini riportate su una mappa del tacco d’Italia. Informazioni che le istituzioni territoriali potrebbero attingere per organizzare preventivamente la difesa attiva contro le precipitazioni di “bombe d’acqua”.