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I 9 “finishers” mesagnesi alla Maratona di Roma

I 9 “finishers” mesagnesi alla Maratona di Roma

2017-04-06 153714“Finisher” si definisce chi arriva al traguardo di una Maratona, e noi siamo 9 “finishers” mesagnesi facenti parte della ASD Atletica Mesagne – Avis , in ordine alfabetico: Basile Gianluca, Bocina Maurizio, Convertini Francesco, Deluca Angelo, Guarini Giovanni, Magrì Domenico, Magrì Marco, Pacciolla Damiano, Perez Cosimo della 23° Maratona di Roma (42,195 km).

La quinta Maratona più bella e famosa al mondo, unica per il percorso che si sviluppa tra monumenti di assoluta bellezza, per l’affluenza di atleti da ogni parte del mondo. Domenica 2 aprile 2017, data indimenticabile, sveglia ore 05:30, colazione, preparativi per ognuno di noi nella propria stanza d’albergo adempiendo ai propri riti scaramantici abituali prima di ogni gara, stendere la divisa sul letto, applicare il pettorale facendo attenzione a non coprire il nostro main sponsor “MONDO FITNESS” che ci ha sostenuti in tutta la fase della preparazione, calzare con estrema cura ed attenzione le scarpe stringendo le stringhe con quella tensione giusta tanto da non sciogliersi in gara, ma non tanto da non far circolare il sangue.

Una volta riuniti nella hall dell’albergo saliamo sul furgone noleggiato con destinazione Colosseo-Foro Imperiale, parcheggiamo il più vicino possibile al punto dello start, circa 4 km soprattutto per facilitarne il ritorno dopo i 42 km. Ci incolonniamo ed entriamo ordinatamente nelle “gabbie”, così si indicano i corridoi predisposti per accogliere i 16.000 atleti. Alla nostra destra e sinistra decine di tir ben parcheggiati ed allineati, predisposti dalla perfetta organizzazione ed adibiti a raccogliere e custodire per la durata della gara gli zaini contenenti il ricambio degli atleti. Avanziamo in gruppo come antichi gladiatori, centinaia di squadre da ogni parte del mondo, centinaia di colori, decine di lingue e dialetti, un piccolo mondo a sé, la tensione sale, abbozziamo sorrisi al nostro atleta, per questa volta nelle vesti d’instancabile  fotografo ufficiale Alessandro Carluccio per le foto ricordo.

Ci salutiamo con un abbraccio e ci dividiamo, Bocina, Deluca e Guarini destinati alla griglia con pettorale verde, mentre Basile, Convertini, Magrì, Magrì, Pacciolla e Perez alla griglia con pettorale arancio, viene intonato l’inno di Mameli, migliaia di persone cantano a voce alta ed è già emozione. Il primo via per le Hand bike, il secondo via dopo 5 minuti per il via dei top runner, e così ogni 5 minuti dopo il via per i pettorali blu, verdi ed arancio. 3-2-1 via corriamo i primi metri in gruppo ma dopo ci disperdiamo, la confusione, il proprio ritmo detta la distanza tra ognuno di noi, ed inizia a piovere ma lo sapevamo. Continuiamo senza farci caso ma intorno al decimo km diventa un vero e proprio temporale con tuoni e fulmini, l’acqua ci bagna completamente e i tanto temuti sampietrini diventano un serio pericolo. Ogni 5 km ci sono i rinfreschi, acqua, sali minerali e anche frutta a pezzi il tutto in gran quantità. Beviamo in bicchieri di plastica cercando di non fermare le gambe, potrebbero non ripartire più, corriamo, tanta gente grida il nostro nome, non capiamo, poi ricordiamo che sul pettorale c’è il nostro nome,  li ringraziamo con un sorriso.

Non pensavamo che il solo sentirsi chiamare ed incitare, il solo battere il cinque ai bambini potesse rigenerare energia e coraggio, tanta gente è per strada, lì sotto l’acqua per incoraggiarci e dirci “daje”. C’è musica dappertutto, banda della polizia, dei carabinieri, addirittura la pizzica, basta guardarsi intorno per vedere americani, cinesi, giapponesi, inglesi, francesi, sud-africani, kenyoti e australiani, ci si urta involontariamente con il gomito e ci si chiede scusa in tutte le lingue o con un semplice gesto o sorriso, oggi siamo tutti uguali, gareggiamo tutti insieme contro il tempo, siamo un’unica squadra a rappresentare Mesagne. Vediamo a pochi metri piazza San Pietro, rimaniamo a bocca aperta, addirittura una coppia di giapponesi interrompe la corsa per farsi fotografare da qualcuno del pubblico, la mente per ora è ancora fresca ma il corpo dopo il 30° km inizia a stancarsi e manda strani messaggi al cervello, “ora inizia la Maratona”, zuppi di acqua, sferzati dal vento, decine di runners iniziano a ritirarsi fermandosi al bordo strada prontamente soccorsi, saranno alla fine in 3000 a venir meno.

Quando vedi qualcuno ritirarsi, pensi che potrebbe accadere anche a te, ma noi siamo motivati, fermamente convinti a concludere l’impresa, ce lo siamo promesso, dobbiamo concluderla tutti e nove ad ogni costo. Stringiamo i denti e così arrivati in piazza di Spagna mancano solo 2 km all’arrivo, la pioggia non ci da tregua ma qualcuno di noi, me compreso, è vittima di crampi, il Presidente Guarini ha la caviglia gonfia e dolente per una brutta distorsione rimediata all’11° km, procediamo con la sola voglia di completare questa amata-odiata Maratona. Tagliamo il traguardo ognuno a modo suo: chi sorride, chi alza le braccia al cielo, chi le allarga, chi piange, Damiano fa il segno della croce e porta la mano al cuore per stringersi al Padre per “il suo tempo trovato”. Distanziati tra di noi a pochi minuti, la pioggia ci impedisce di aspettarci a vicenda e così singolarmente ritiriamo la medaglia, la coperta termica e ci incamminiamo verso il punto di incontro, il furgone. E’ fatta, ci sorridiamo, ci abbracciamo, ci asciughiamo e finalmente indossiamo qualcosa di asciutto.

Siamo 9 finishers, abbiamo portato a termine qualcosa di molto importante, ma è ancora solo l’inizio, la nostra associazione l’ASD Atletica Mesagne ha come scopo principe di avvicinare i giovani all’atletica, la disciplina più antica e nobile dello sport.

Angelo, Cosimo, Damiano, Domenico, Francesco, Gianluca, Giovanni, Marco e Maurizio.

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Aprile 2017 15:43
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