I Sindacati Cobas ,Failm,sono stati invitati a partecipare nella mattinata di Martedì 13 Ottobre a Bari ad una riunione convocata dalla Task Regionale su richiesta della Cisl metalmeccanici per la crisi occupazionale della ditta Mati , azienda che aveva già ridotto in precedenza la sua presenza numerica nel Petrolchimico .
Degli ultimi 6 lavoratori rimasti altri 3 sono stati mandati a casa da diverso tempo con la spada di Damocle appesa sulla testa di un prossimo licenziamento.
Gli interventi di Cobas e Failm hanno inteso sottolineare quanto questa piccola vertenza raccogliesse tutte le insidie ancora non risolte per i lavoratori dell’indotto e la debolezza del cosiddetto “Protocollo di intesa” .
Infatti a dimostrazione di ciò il rappresentante sindacale della Cisl ,sindacato che ha firmato il Protocollo di intesa con ENI, ha bene evidenziato le responsabilità di ENI sulla questione dove l’unica proposta è stata quella di mandare i tre lavoratori in trasferta a Ferrara ,forse con un ritorno impossibile a Brindisi.
Tutto questo accade mentre il “Protocollo di intesa” giustamente da una parte tranquillizza i lavoratori diretti di ENI , ma dall’altra parte non sappiamo a quanti lavoratori dell’indotto può capitare di uscire dal Petrolchimico o e già capitato dopo tanti anni di lavoro e non poter più rientrare .
Ricordiamo che nella scorsa riunione a Bari organizzata dalla Consigliera Regionale di Brindisi, Isabella Lettori,per la sesta commissione regionale dove l’ENI prospettò per i lavoratori dell’indotto un discorso fatto di due pezzi che così sintetizziamo:
una parte dei lavoratori delle ditte svolgeranno una attività vuoi per la costruzione dell’impianto e per la gestione di alcune attività dopo che è stato costruito.
Una altra parte dipenderà dalle capacità imprenditoriali per proporsi di realizzare all’esterno della fabbrica di batterie la produzione di alcuni componenti poi da assemblare.
Intanto qualcuno chiede alla Regione di svolgere un grosso ruolo per la formazione professionale quanto mai necessaria per una riconversione delle attività svolte per tanti anni.
La Regione Puglia ha obiettato fortemente nel corso delle passate riunioni chi è espresso in questa maniera perché ancora non è stato proposto da ENI un piano generale dove trovano posto sia i lavoratori diretti e soprattutto quelli dell’indotto.
Le proposte di Failm e Cobas sono state due:
la prima proposta è quella di un incontro a breve con ENI per cercare di risolvere intanto per questo piccolo gruppo di lavoratori.
La seconda è quella di un incontro con ENI dove sia esplicitato il programma di salvaguardia per i lavoratori delle ditte appaltatrici. La Task Force ha accettato le proposte di Cobas e Failm prospettando a breve un incontro specifico sull’indotto.
Ricordiamo inoltre che in questo caso è stato creato un bacino di licenziati definito “Bacino delle competenze”composto da lavoratori della ditta Revisud che viveva tutt’uno con la ditta Mati, rimasti a casa perchè licenziati ormai da tempo.
Questa vertenza spiega la drammatica situazione dei lavoratori delle ditte appaltatrici a cui Cobas e Failm stanno cercando di dare il massimo appoggio.
Brindisi 14.10.2026
Failm Claudio Capodieci
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