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Sul lavoro siamo disponibili al confronto ma si ritiri la delibera N°219

rogoli francescoNon è con l’attivazione di uno “sportello” che si risolvono i problemi del lavoro.
Pensavamo che l’essere stati richiamati dalla Corte dei Conti ad un più rigoroso controllo del bilancio comunale ed una maggiore oculatezza nelle spese correnti, fosse stato da stimolo per l’Amministrazione comunale per rinunciare a spese, se non proprio inutili, quanto meno non necessarie.

Ci eravamo illusi che alla luce di quei rilievi, il Comune di Mesagne avesse proceduto, come peraltro avevamo già richiesto nel corso dell’ultima seduta consiliare, alla revoca della delibera di giunta con la quale è stata disposta la “attivazione di uno sportello lavoro in favore dei giovani disoccupati mediante coinvolgimento di soggetto terzo”. Ed invece, assistendo ad un dibattito fra l’assessore Rubino ed Alessandro Denitto, esponente del Movimento “La M”, abbiamo appreso che a quell’autentico spreco l’Amministrazione Molfetta non ha intenzione di rinunciare.

In questo nostro giudizio siamo confortati anche da quello fortemente negativo espresso da altre forze e movimenti politici, oltre che da non pochi cittadini, i quali non hanno avuto difficoltà a riconoscere che sborsare 25.000 euro di soldi pubblici – questa la spesa prevista – è un vero e proprio spreco.

Mentre in pubblico il sindaco lamenta la pesante situazione finanziaria a giustificazione di rigore, tagli e rinunce, decide invece poi, insieme agli assessori, di impegnare quella somma per incaricare un “soggetto [esterno] qualificato nel mercato del lavoro ed in particolare nel governo della domanda/offerta che, pur nella consapevolezza di non poter risolvere il fenomeno globale della disoccupazione sociale, ottimizzi le poche risorse disponibili focalizzando come obiettivo il sostegno individuale per il ricollocamento nel mercato del lavoro”.

Tale provvedimento, oltre al carattere di sperpero, da noi in più circostanze denunciato, ha un deciso tratto di inaccettabilità per l’aspetto velleitario di voler incidere nel mercato del lavoro attraverso l’ennesima consulenza esterna, come se Mesagne fosse fuori dal circuito telematico delle decine di agenzie di lavoro interinale e come se ci fosse una incomprensione locale tra abbondante offerta e scarsa richiesta di giovani sprovveduti quanto qualificati.

Non è con misure come queste, purtroppo, che si può incidere sul triste fenomeno della disoccupazione, specie quella giovanile, come peraltro evidenziato dalla stessa giunta nell’atto amministrativo cui si fa riferimento. Altro sarebbe avviare nelle sedi deputate un confronto sui temi che riguardano lo sviluppo economico del nostro territorio, al quale non solo non ci sottrarremmo ma vi prenderemmo parte con atteggiamento costruttivo e nell’interesse della città. Con un provvedimento come quello in parola, invece, si può fondatamente scommettere che non si creerà alcun posto di lavoro, o meglio, se proprio la vogliamo dire tutta, l’unico posto di lavoro che viene creato è quello dell’individuazione di “una risorsa selezionata, formata ed assunta” dalla società cui è stato affidato il servizio. Non è però di questo che i disoccupati mesagnesi hanno bisogno.

Finché si è in tempo, si eviti questo sperpero di denaro pubblico.

Segreteria PD – Gruppo consiliare “PD-Io ci credo”

p.s. Nel corso del dibattito con “La M” cui si è fatto sopra riferimento, l’assessore Rubino ha dichiarato che il Comune di Mesagne è dotato di Regolamento disciplinante l’erogazione di contributi ordinari e straordinari di sostegno economico e contrasto alla povertà. il Comune di Mesagne ha tanti, alcuni anche inutili, Regolamenti. Ma ad oggi non ci risulta esistere quello a cui l’assessore ha fatto riferimento.

Ultima modifica ilMartedì, 06 Febbraio 2018 21:42
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