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Mesagne. L'assessore Rubino e il disagio sociale della città

rubino alessandro«Una siringa tra i giardinetti della scuola o un video

di due adolescenti che “lo fanno” a cielo aperto sono due spie di un disagio sociale che sembra riemergere prepotentemente». E' quanto afferma lo psicologo-assessore, Alessandro Rubino, all'indomani dei due disdicevoli episodi di devianza giovanile. «In realtà - ha continuato l'assessore - chi opera quotidianamente nel sociale, educatori, psicologi, assistenti sociali, docenti, sa bene che quella del “disagio giovanile” è una questione che non è stata mai completamente risolta ed anche quando non ci si imbatte in filmati hard o siringhe tra le aiuole i segnali della mancanza di direzione tra i nostri ragazzi sono forti ed evidenti». Per Rubino non esiste una ricetta preconfezionata, a Mesagne come nel resto del mondo «ed il controllo e la repressione con l’aiuto delle forze dell’ordine, a cui in ogni caso l’Amministrazione comunale chiederà a stretto giro di fare il punto sulle criticità maggiori e sulle possibili soluzioni da adottare assieme, non basta e non risolve l’origine del fenomeno». C'è di più. «La droga e la ricerca di emozioni forti come il sesso spinto, la violenza ingiustificata, la bravata ai danni del patrimonio pubblico e così via sono la modalità con cui i giovani comunicano la loro mancanza di «equilibrio sociale»: attraverso gesti plateali e di forte contrasto con “l’ordine costituito” provano a comunicare al mondo degli adulti che non riescono a trovare il proprio posto nel mondo, non trovano «la via» per vivere una vita felice e piena, capace di farli esprimere per quello che sono». Questi giovani, per l’Organizzazione mondiale della Sanità, non sono in salute. Tuttavia, l'assessore ha assicurato che insieme al sindaco Molfetta e all’intera Amministrazione comunale «abbiamo studiato in questi mesi diverse azioni che vanno nella direzione di provare a rispondere «al cuore profondo» di questi disagi. Il primo tema che abbiamo focalizzato è quello dell’orientamento al lavoro, che significa poi orientamento alla vita. Su questo tema coinvolgeremo tutta la città mettendo in campo a brevissimo iniziative originali e, siamo certi, di forte impatto». Rubino sa bene che «solo con queste ed altre iniziative pretendiamo di risolvere la questione, che ha contorni complessi e antichi, ma proviamo ad individuare una strada concreta per camminare assieme ai nostri ragazzi partendo dai loro bisogni e provando a rispondere, come Istituzioni, alla loro «voglia di vita»».  

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