Redazione
La mesagnese Daniela Lupoli è miss Italiana Over 2026
Ecco Daniela Lupoli è Miss Italiana Over 2026, bis storico*
*La mesagnese Daniela Lupoli conquista per il secondo anno consecutivo l'ambito titolo di "Miss Italiana 2026 Over".*
Si è appena conclusa la Finalissima Nazionale di *Miss Italiana e Mister Italiano 2026*, tenutasi *domenica 11 ottobre 2026 presso Il Gattopardo di Altamura*.
Partecipanti provenienti da tutta Italia hanno sfilato in passerella sotto gli occhi di una giuria d'eccezione e di ospiti d'onore del mondo dello spettacolo, tra cui la star internazionale *Eva Henger*, il conduttore di Rai 1 *Beppe Convertini*, *Fabrizia Santarelli* Miss Italiana in carica, *Flavio Iacones* giornalista e autore del Grande Fratello, *Khady Gueye* Top Model Guess, *Alessio Salata* personaggio TV, *Patrizia Zylka* Miss Lingerie 2025, *Alessia Pasqualon* Miss Italiana 2024 e tanti altri VIP.
Presentatori d'eccezione della serata: *Mercedesz Henger e Valerio Logrieco* del Grande Fratello.
Le emittenti televisive *Canale 2 TV e Italy Channel* hanno seguito e ripreso integralmente l'evento del *Panbiscò Beautiful Day 2026*.
Visibilmente commossa per la doppia vittoria consecutiva, Daniela Lupoli ha dichiarato:
> “Con il cuore colmo di gratitudine dedico la vittoria a noi donne: non smettiamo mai di guardarci dentro, di custodire la nostra femminilità, la nostra eleganza e il coraggio di metterci in gioco. Prendersi cura di sé è il primo atto d'amore. Grazie, porterò questa emozione per sempre nel cuore.”
«L’Adriatico è già la nostra autostrada. Ora trasformiamolo in un grande sistema logistico integrato».
Con riferimento alla proposta di Confindustria Alto Adriatico di una autostrada del mare che colleghi Trieste a Bari, ritengo opportune alcune considerazioni – dichiara Giuseppe Danese, Presidente di Confindustria Brindisi.
La prima valutazione preliminare è che non bisognerebbe parlare di quattro infrastrutture separate ma di un unico grande sistema.
L’idea è semplice e potente: costruire la prima vera Autostrada del Mare Adriatica integrata che unisca Trieste - Bari - Brindisi con il suo terminale aereo naturale, l'Aeroporto Cargo di Taranto-Grottaglie.
L'Adriatico è già la nostra autostrada. È il corridoio naturale del Paese. Come dicono gli studi di settore, il corridoio adriatico ha già due porte naturali: a Nord Trieste e Ravenna, a Sud Bari e Brindisi. Noi non dobbiamo inventare nulla, dobbiamo lavorare per favorire che questa realtà diventi un vero e proprio Sistema.
Trieste è il crocevia dell’Europa, in quanto leader in Italia per i traffici ro-ro con la Turchia e per l'intermodalità verso l'Est Europa, con un retroterra che arriva fino al Centro Europa. Bari e Brindisi sono, non a caso, indicate come un sistema unico per lo sviluppo delle Autostrade del Mare. Oggi Grimaldi e gli altri operatori già collegano regolarmente Trieste, Bari e Brindisi con la Grecia e la Turchia, a riprova che il mercato c'è già. Noi dobbiamo renderlo strutturale, veloce e sostenibile.
Inoltre – continua Danese - dobbiamo considerare il ruolo che può assumere l’aeroporto di Grottaglie, l'unico aeroporto cargo strategico del Mezzogiorno riconosciuto dal Piano Nazionale Aeroporti. La Regione Puglia sta realizzando, insieme al Porto di Taranto, una piattaforma intermodale mare-aereo-ferro-gomma capace di intercettare i flussi dall'Estremo Oriente diretti in Nord Europa.
Pensiamo alle enormi potenzialità: una merce sbarca a Brindisi dalla Turchia o dalla Grecia, fa 45 km, sale su un cargo a Grottaglie e in 3 ore è a Liegi, Francoforte o Orly. Senza più passare da Malpensa o Roma. Un export Made in Puglia che parte da Grottaglie con 40 voli full cargo l'anno a regime.
Questa è la ZES Jonica, è la Zona Franca Doganale, è l'Area Logistica Integrata Pugliese-Lucana. Non è un sogno, è un indirizzo già dato da ENAC e Regione Puglia.
In relazione a quanto sopra evidenziato, le proposte sono consequenziali:
- decongestionare le strade, togliendo migliaia di TIR dalla A14
- velocizzare l'export pugliese, agroalimentare in testa
- unire l'Italia in 24 ore: da Trieste a Brindisi via mare, da Brindisi al mondo via Grottaglie.
Non sono quattro porti. È un'unica Piattaforma Logistica Nazionale che parte dal cuore dell'Europa e finisce nel Mediterraneo – conclude Il Presidente di Confindustria Brindisi.
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Sabato 17 ottobre, alle ore 18.00, il Castello di Carovigno ospita “Nei luoghi della Contessa”, una speciale visita tematica dedicata alla figura della Contessa Elisabetta Schlippenbach, tra le personalità più significative legate alla storia del maniero.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Le Colonne, in collaborazione con il Comune di Carovigno, propone un percorso tra storia, memoria e paesaggio, per riscoprire la Contessa attraverso gli ambienti che hanno fatto parte della sua vita e che ancora oggi ne custodiscono il ricordo.
La visita avrà inizio nelle sale del Castello di Carovigno, dove testimonianze e racconti permetteranno di ripercorrere la storia del maniero e di approfondire la figura di Elisabetta Schlippenbach, il suo legame con Carovigno e la vita trascorsa nella dimora.
Il percorso proseguirà poi all’esterno, nel Parco comunale, luogo particolarmente caro alla Contessa. Il passaggio dal Castello al giardino consentirà di raccontare non soltanto la sua storia personale, ma anche il rapporto con gli spazi, la natura e il paesaggio che hanno accompagnato la sua permanenza a Carovigno.
Appuntamento: sabato 17 ottobre, ore 18.00
Luogo: Castello di Carovigno
Prenotazione obbligatoria – posti limitati, costi e info su: www.pastpuglia.it
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BRINDISI VOLLEY PRONTA AL SECONDO CAMPIONATO DI SERIE D: UNA SQUADRA FATTA IN CASA, UN PROGETTO FATTO DI GIOVANI
- Campionati di Categoria Femminili: U17F, U15F, U13F
- Campionato di Categoria Maschile: U15M
- Attività S3 per le più piccole, dove il gioco e il divertimento saranno al centro e sono il primo passo per innamorarsi della pallavolo.
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Venerdì 9 ottobre si è trasformato in una lunga, estenuante attesa per decine di passeggeri diretti a Pisa. Il volo FR6020 di Ryanair, previsto in partenza alle 16:15 dall’aeroporto di Brindisi, è rimasto fermo a terra per ore, arrivando a destinazione soltanto alle 22:40. Un ritardo di cinque ore che ha stravolto programmi, impegni e necessità di chi contava di essere in Toscana già nel pomeriggio.
Nel terminal, il tempo ha iniziato a scorrere in modo diverso. Prima qualche minuto di slittamento, poi un’ora, poi un’altra ancora. Le comunicazioni arrivavano lente, frammentate, affidate ai display o a brevi annunci che lasciavano più dubbi che certezze.
I passeggeri hanno trascorso ore seduti per terra, appoggiati alle valigie, in fila ai banchi informazioni, cercando di capire cosa stesse accadendo. C’era chi doveva raggiungere Pisa per un appuntamento di lavoro fissato da settimane, chi per una visita medica non rinviabile, chi semplicemente per iniziare una vacanza attesa da mesi. Per tutti, la sensazione è stata la stessa, una giornata segnata da incertezza e frustrazione.
Secondo le informazioni disponibili, non risultano condizioni meteo avverse, bird strike o altre circostanze straordinarie che possano giustificare un ritardo così prolungato. La causa sarebbe riconducibile a problematiche operative della compagnia aerea, un elemento che cambia completamente il quadro dei diritti dei viaggiatori.
In casi come questo, la normativa europea è chiara. Quando un volo arriva con oltre tre ore di ritardo e la causa non è legata a eventi eccezionali, i passeggeri hanno diritto a una compensazione pecuniaria di 250 euro. Un indennizzo che non cancella la fatica di una giornata trascorsa in aeroporto, ma rappresenta un riconoscimento formale del disagio subito. La richiesta può essere presentata tramite ItaliaRimborso.it, che assiste i viaggiatori nella procedura.
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Undici le graduatorie da formare. Domande entro le ore 12 del 29 ottobre
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FIALS: “INTERNALIZZARE IL PULIMENTO IN SANITASERVICE: STESSI DIRITTI DI BARI ANCHE PER BRINDISI”
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La presentazione della “Guida alla Sicurezza”
Martedì 13 ottobre prossimo, in occasione della “Giornata Internazionale per la riduzione del rischio da disastri naturali”, annoverata nell’ambito della VIII Settimana Nazionale della Protezione civile, nella Sala Mario Marino Guadalupi a Palazzo di Città di Brindisi, alle ore 10:00 è prevista la presentazione della “Guida alla Sicurezza”, per informare dei principali rischi del territorio di Brindisi, offrendo consigli essenziali per affrontare le emergenze.
Alla presentazione interverranno il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna; il Prefetto di Brindisi, Guido Aprea; il Fondatore e Ceo di Tegis, Francesco Maria Ermani; il Presidente del Coordinamento Provinciale di Protezione Civile, Giannicola D’Amico; la Dirigente della Sezione Protezione Civile della Regione Puglia, Barbara Valenzano; il Dirigente Protezione Civile Comunale, Antonio Orefice; il Direttore del Dipartimento Protezione Civile e Gestione delle Emergenze della Regione Puglia, Nicola Lopane.
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La Città di Mesagne rafforza il proprio impegno a favore delle persone con epilessia aderendo all’iniziativa dell’associazione “Emotiva…mente” Mesagne, da anni attiva nel sostegno alle famiglie e nella diffusione di una corretta informazione su questa condizione neurologica cronica.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'epilessia interessa circa 50 milioni di persone nel mondo. In Italia si stima che convivano con questa patologia oltre 500.000 persone. L'epilessia è spesso accompagnata da pregiudizi e disinformazione che possono incidere sulla qualità della vita delle persone che ne sono affette.
Mesagne, già sede negli anni scorsi di convegni specialistici con la partecipazione di esperti regionali e nazionali, conferma la propria attenzione al tema, sostenendo la campagna informativa realizzata dall’associazione che ha predisposto materiale informativo con le indicazioni essenziali su come intervenire correttamente in caso di crisi epilettica.
Le prime 100 locandine sono in corso di distribuzione e affissione presso uffici comunali, scuole, palestre, strutture sportive e altre sedi pubbliche e private del territorio.
L’obiettivo è mettere quante più persone possibile nelle condizioni di sapere come comportarsi in caso di crisi, evitando manovre scorrette e contribuendo a costruire una comunità più informata, accogliente e libera da pregiudizi.
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Nel segno di Luca Giordano. L’ultima settimana di esposizione delle opere, proposte nella Grande Mostra “Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj”, si conclude con 392 candeline sulla ideale torta del “fulmine del Barocco, capace di trasformare ogni parete in un teatro di luce”. Allestita nel Castello Imperiali di Francavilla Fontana (Brindisi) e considerata l’evento culturale estivo più rinomato nel Mezzogiorno d’Italia, organizzata da Micexperience Puglia Rete d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e la Città di Francavilla Fontana, e curata dal prof. Pierluigi Carofano, in ossequio al protocollo d’intesa Puglia Walking Art, la Grando Mostra propone due opere del grande maestro del Barocco e ad esse ed all’artista che le ha realizzate, in questi giorni sono previsti focus particolari riservati ai visitatori che usufruiranno del servizio di guida.
Giova ricordare che Luca Giordano (1634–1705) fu il pittore più rapido e proteiforme del Barocco europeo. Soprannominato “Luca fa presto”, trasformava pareti e volte in scenari teatrali di luce e movimento. Maestro di invenzione instancabile, seppe fondere Napoli, Venezia e Spagna in un linguaggio unico, tato che la sua pittura, virtuosistica e scintillante, è un atlante di fantasia e velocità. Resta il “fulmine del Barocco”, capace di dipingere come se il tempo non esistesse.
Nelle sale del Castello Imperiali di Francavilla Fontana, ci sono tre opere di Luca Giordano: un “Autoritratto” e il “San Sebastiano e le pie donne”, un grande olio su tela (cm 217×166), databile al 1653 circa il 1653 ed appartenent alla Fondazione De Chiara De Maio di Solofra; e la “Vocazione di san Matteo”, altro grande olio su tema (cm 223×180), databile agli anni 1678-1680 circa e di proprietà delle Antichità la Pieve di Sabbio Chiese (Brescia).
“L’attribuzione di questo dipinto a Luca Giordano si deve a Nicola Spinosa (2014)” – ha ricordato Vincenzo De Luca nel catalogo. “Si tratta di un’opera realizzata intorno al 1653, quindi giovanile, quando per Giordano i riferimenti sono la lezione di Caravaggio e i dipinti di Ribera – ha aggiunto -. Si tratta infatti di una copia, di estrema qualità, di un celebre modello di Ribera conservato al Museo de Bellas Artes de Valencia San Pio Ve se ne conoscono alcune redazioni antiche, sulle quali il giudizio è problematico per lo stato di conservazione, conservate nel Museo di Stato di San Marino, nel Museo Nacional de Bellas Artes de Cuba, nella collezione Cortes a Madrid, nella raccolta Sindik a Boden in Svezia, mentre un disegno preparatorio è nella sezione di grafica delle Gallerie dell’Accademia di Venezia”.
E Francesco Lofano, nella scheda dedicata al “San Matteo” osserva: “Con un’argomentata scheda, l’opera veniva resa nota nel 1994 da Daniele Benati che proponeva la persuasiva attribuzione a Luca Giordano. Nello stesso anno, in via autonoma, la stessa veniva assegnata al catalogo del pittore anche da Giuseppe M. Pilo, che la presentava all’interno di un più articolato studio sulla ricezione della pittura del Tin toretto da parte dell’artista partenopeo. La tela costituisce un’ulteriore testimonianza di un tema nient’affatto inedito nella produzione del pittore napoletano. Come argomentato dal Benati – ha aggiunto -, resta tuttavia innegabile come la redazione qui considerata presenti talune analogie soprattutto con la tela di analogo soggetto della Georgetown University Art Collection, datata intorno alla metà del nono decennio del Seicento: la disposizione dei gruppi, la posa di Cristo e alcuni dettagli dei personaggi, come la figura virile con il berretto di pelliccia”.
“Il nostro impegno non conosce soste nel voler proporre, ai pugliesi innanzi tutto, compendi di bellezza a pochi passi dalla propria casa – ha commentato Pierangelo Argentieri, ideatore del Protocollo Puglia Walking Art e responsabile di Micexperience rete di Impresa che organizza l’evento -. I visitatori hanno piacere di ricostruire con noi le tappe di un cammino decennale e la circostanza che chiedano anche i cataloghi delle mostre precedenti conferma un feeling immutato negli anni”.
La Grande Mostra è visitabile secondo i seguenti orari di apertura: Lunedì ore 16 – 20; da Martedì a Domenica ore 10-13 e 16-20. Info e prenotazioni: +39 327 011 2818. Info: www.pugliawalkingart.com
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